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capitolo 7



SCOTT

- Nik, dov'è finito il mio caffè? - chiamai a voce alta, sporgendo subito dopo la testa oltre la porta che dava sul salotto.

Incredibile, lui era lì, addormentato su una pila di fogli, si svogliò di soprassalto subito dopo, i suoi occhi vagarono per un attimo confusamente , poi mi mise a fuoco.

- C-che ore sono? -

- Quella in cui sei terribilmente patetico – commentai, scuotendo la testa – non possiamo andare avanti così. Ma guardati, appisolarti sui programmi in questo modo, mi fai davvero pena ... -

- Ma il primo giorno di lezioni è sempre stressante – provò a giustificarsi quello – e poi sto anche sistemando la tua roba, dovresti ringraziarmi invece di compatirmi. - aggiunse con tono accusatorio.

Sghignazzai – Vedrai che alla fine della serata sarai tu a ringraziare me. Forza, andiamo ... non siamo mica delle damine del Cinquecento, dobbiamo darci una mossa, la vita è come una mela! Va morsa! -

Nik era sempre più confuso – Mio Dio, e questa dove l'hai sentita? Cos'hai in mente? -

Presi le chiavi dell'auto e le feci tintinnare per qualche attimo tra le mie mani – Si esce, ci si svaga, niente pennichelle alle diciannove del pomeriggio! Andiamo a farci qualche drink, siamo giovani e pieni di speranze! -

La mia proposta non doveva entusiasmarlo molto, Nikolaj era praticamente il mio opposto mi ero reso conto nel corso di quei mesi, eppure era anche abbastanza intelligente da capire che doveva darsi una mossa e riprendere il controllo della sua vita prima che fosse decisamente troppo tardi. Sapevo qual'era il suo problema, c'era qualcosa di strano in lui, lo avevo notato dal primo momento in cui era entrato nel mio appartamento come coinquilino. Avevo notato il gusto dell'amarezza ed una buona dose di disgusto verso sé stesso di cui dovevamo assolutamente sbarazzarci. Sapevo che aveva chiuso una storia importante soltanto un anno prima ma non credevo fosse quello il vero problema, di certo era successo qualcosa di recente per cui aveva avuto una ricaduta.

- Posso almeno cambiarmi? -

- Certo che no! Tutto spiegazzato vai benissimo, non hai idea di quanto l'uomo apparentemente trasandato vada di moda di questi tempi! -

Nikolaj sbuffò – Non voglio andare di moda ... -

- Tranquillo, non c'è pericolo se continui a trascinarti in giro come uno zombie. Andiamo, basta lamentele. -

Era una bella serata settembrina quella, l'aria era fresca e ci sferzava il viso mentre ci dirigevamo verso uno dei pub che ero solito frequentare. Ero decisamente stanco per allontanarmi troppo, nonostante cercassi di nascondere la cosa era evidente quanto fosse spossante insegnare alla Berkeley e seguire più di due corsi allo stesso tempo. Così optai per rimanere all'interno del campus. Cinque minuti dopo raggiungemmo uno dei locali più frequentati, Nikolaj smontò dall'auto un attimo dopo e mi seguì, seppure con quella continua espressione esasperata sul viso.

Il posto era carino, la musica bassa e soffusa, prendemmo il nostro solito posto appartato dopo aver salutato il barista.

- Salve prof!! - una delle mie alunne mi salutò dall'altra parte della stanza, sollevai la mano e sorrisi, seguito subito da una serie di risatine provenienti dalle altre ragazze.

- Nuovo materiale per le loro fanfiction ... - sussurrai rivolgendomi adesso a Nick che scosse la testa.

- Come se fosse possibile per uno come me stare con un depravato come te! - commentò quello ironico.

- Depravato io? - finsi di stupirmi – e perché mai? -

- Vuoi davvero che ti risponda? Potrei metterci tutta la notte, la lista delle tue malefatte è infinita e imbarazzante da fare schifo ... -

- Oh, non credo proprio. Sono sempre stato il più timido e mansueto della mia vecchia compagnia, a dirla tutta ... -

Nikolaj sgranò gli occhi – Mio Dio, allora non oso immaginare che tipo di amici hai ... -

- Potrei presentarteli un giorno di questi, scommetto che Leonard potrebbe piacerti. Bello, giovane, addominali scolpiti, occhi neri ... è un ballerino di salsa eccezionale, posso darti il suo numero -

- Falla finita! Non sono in cerca! -

Sghignazzai appena – Ecco qual è il tuo problema. Devi trombare, Nick. -

Mi fulminò con lo sguardo – Ma dove sta scritto che debba farlo necessariamente? Non siamo tutti come te, Scott.

Risi – Sei proprio suscettibile come una damina del Cinquecento. E dai amico, siamo giovani, dobbiamo goderci la vita ... non si può vivere soltanto di lavoro, lo sai vero? -

Quello si rabbuiò visibilmente – Forse invece dovrebbe essere così, è l'unica cosa che mi riesca questa, perché credi che passi tutte le giornate tra casa e campus? - commentò con amarezza.

Per fortuna notai un cameriere in avvicinamento, quel Nik terribilmente tetro era impossibile da sopportare. Salutai il ragazzo con un sorriso affascinante.

- Possiamo ordinare? -

- Certo, volevo soltanto dirvi che questi drink vi sono stati offerti dal ragazzo laggiù ... -

Guardai i due bicchieri di Long Island appena poggiati sul tavolo, poi Nik che mi fissava con un'espressione tra il confuso e il sorpreso, alla fine mi voltai indietro a seguire lo sguardo del cameriere.

Juri era lì. Stava sorridendo appena mentre dimezzava la distanza che vi era tra di noi, camminando con quel suo fare felino e decisamente attraente. Rimasi impietrito, Nikolaj deglutì così forte che potei sentirlo, Juri era un problema e quel problema ci stava letteralmente venendo addosso. Si fermò lì, quella sera indossava una camicia viola aperta sul davanti ed un pantalone nero strettissimo abbinato a degli stivali di cuoio, sembrava venuto fuori da uno di quei romanzi erotici per ragazzine arrapte. Poi la sua mano scivolò sulla mia sedia quasi casualmente, sorrise e mi fissò con i suoi occhi allungati e scuri, perennemente truccati di nero.

- Che diavolo ci fai qui tu? - dissi di getto con l'intento di scoraggiare qualsiasi cosa stesse cercando di fare. Ma Juri non batté ciglio, continuò a sorridere maliziosamente.

- Casualità, professore. Una fortuita casualità. Spero che quelli vi piacciano ... - disse lanciando un'occhiata ai Long Island.

- Mi stavi seguendo per caso? - ero irritato dalla sua tranquillità, continuava ad ammiccare, luminoso ed appariscente come un fottuto faro nel bel mezzo di una notte senza stelle.

- Certo che no – sussurrò lui con quella sua voce bassa e strascicata – abbiamo avuto entrambi voglia di bere qualcosa ... coincidenze o affinità di anime ... questo non saprei dirlo. Nikolaj, tu che ne dici? Credi nelle coincidenze? -

Quello rimase immobile, la sua perplessità doveva superare la mia – Beh, non sono sicuro di credere nel destino. -

Juri rise appena, la sua risata era bassa, come un gatto che fa le fusa – Davvero? Forse non hai tutti i torti, però dovresti credere nella capacità organizzativa di un singolo individuo, diciamo nella mia ... – Juri si voltò indietro – Ragazzi, venite, voglio presentarvi degli amici! -

Guardai oltre le spalle di Juri, un attimo dopo due ragazzi si avvicinarono al nostro tavolo. Il gelo più totale calò su Nick seduto accanto a me, lo guardai, perplesso, prima di notare l'espressione di totale sorpresa sul viso del ragazzo biondo, immobile adesso, come pietrificato.

Era lui. Doveva essere lui il ragazzo per cui Nik si era ridotto in quello stato. Lo sentivo!

- Loro due sono i miei professori di Lettere - commentò Juri totalmente a suo agio nonostante l'atmosfera raggelante – non credo li conosciate ... -

Il ragazzo moro scosse la testa – No, noi studiamo chimica, ad ogni modo ... piacere. -

Matt era ancora immobile, i suoi occhi chiari fissarono Juri con un'espressione rabbiosa adesso, Nikolaj non sembrava capace di riuscire a parlare in quel preciso momento. Mi alzai da lì intenzionato a fare qualcosa ma senza sapere esattamente cosa. Trascinai via Juri prendendolo per un braccio – Vieni qui tu, dobbiamo parlare di quel tuo problema con i libri di testo. -

Quello rise e mi seguì subito oltre la porta d'ingresso.

- Che cosa diavolo stavi cercando di fare lì dentro? - lo aggredii non appena fummo fuori – che cosa ti dice la testa? Quello è l'ex di Nikolaj, è così? -

- Perspicace - commentò Juri divorandomi con lo sguardo - non capisco quale sia il problema, pensavo che anche Nikolaj avesse voglia di incontrare Matty ... -

- Ma non così! Li hai messi alle strette! Non hai dato loro nessuna possibilità di scelta, te ne rendi conto? -

- Ho fatto quello che doveva essere fatto – commentò lui lanciandomi uno sguardo penetrante – li hai visti anche tu, il modo in cui si sono guardati ... non è finita per niente. Sono dei deboli, hanno bisogno di una spinta e si da il caso che io sia qui per questo. -

- Non è mettendoli in imbarazzo che risolverai le cose! Non hai pensato neanche lontanamente che avresti potuto peggiorare le cose facendoli incontrare in questo modo? Non so cosa diavolo sia successo esattamente tra quei due ma è roba seria. -

Juri fece spallucce – Volevo soltanto che entrambi capissero quanto si sentissero vivi soltanto stando a pochi metri di distanza l'uno dall'altro e nonostante tutto quello che è accaduto. E' una sensazione rara e bellissima, vale la pena di essere vissuta. -

- Non devi essere tu a decidere questo. - commentai, irritato.

Juri era stupito – Perché no? Qualcuno deve pur prendere in mano le redini del destino. -

- Ma sentiti! La verità è che sei soltanto un ragazzino annoiato e stupido ... - commentai, sperando di aver scalfito quell'aria di assoluta tranquillità che lo avvolgeva. Niente affatto, Juri rise appena, poi si portò una mano ai capelli spingendo le ciocche più lunghe del ciuffo indietro a scoprire il viso. Mi fissava e quello sguardo non poteva assolutamente appartenere ad un ragazzino di diciannove anni.

- Che hai? Cos'hai da ridere? Porta Matt via da qui o domani me la sconterò con te a lezione. -

- Mi piacerebbe un sacco se te la scontassi con me, prof ... - Mio Dio no, fu tutto ciò che riuscii a pensare, mentre Juri si avvicinava a me con fare sensuale – a questo non ci avevi pensato, vero? -

Ero in difficoltà, in evidente difficoltà, probabilmente come non lo ero mai stato in trent'anni di vita. Toccai il muro con le spalle, i miei occhi erano puntati sul viso pallido e sottile di Juri, reso ancora più animato da quel suo sguardo di fuoco puro, così denso che sembrava quasi di poterlo sentire addosso, a perforarmi la pelle.

- Smettila subito. Sono il tuo professore, non ti permetto di comportarti in questo modo. - quelle parole mi costarono parecchio.

- No, qui non lo sei, qui non sei poi così diverso da qualsiasi altro uomo che frequenta questo pub ... eccetto per l'effetto che mi fai. - era vicino, troppo vicino, così vicino da poter notare un accenno di lentiggini sparse intorno al naso. Non fissare quella sua dannato bocca, mi ordinai, mentre sgusciavo via da lui in avvicinamento e mi liberavo da quella morsa che mi aveva bloccato tra il muro e il suo corpo.

- Vattene Juri, non sto scherzando – il mio tono non ammetteva repliche – smettila o finirai nei guai. -

Quello sospirò forte, poi rise senza smettere un istante di fissarmi – Ok, ok ... presumo tu sia ancora impegnato con quel ragazzo ... -

Come diavolo faceva a saperlo? Mi ripresi in fretta dalla mia perplessità e lo fronteggiai con convinzione.

- La mia vita privata non è affar tuo, quindi ti chiedo immediatamente di smetterla con questo atteggiamento provocatorio. Sei un mio studente ed in quanto tale tra di noi vi sarà un rapporto puramente scolastico ... -

- E a me che lo dici o a te stesso? Perché giurerei di essere abbastanza bravo a capire quando faccio gola a qualcuno – sussurrò in un soffio basso – e direi che per te sono come un tortino al cioccolato. -

Il tortino al cioccolato era sempre più vicino ed io stavo perdendo quel poco di pazienza rimasta. Non riuscivo a parlare e questo era dannatamente irritante per un professore laureato in lettere.

- Hai un appartamento qui vicino, vero? - sussurrò maliziosamente al mio orecchio – possiamo andarci, non lo saprà nessuno ... neanche il tuo ragazzo ... -

- Mio Dio, no – ero al limite delle mie possibilità, fu la visione di Nik che mi veniva incontro a salvarmi. Mi aggrappai a lui come un prete farebbe con un rosario, lasciandomi dietro Juri. Stavamo quasi correndo senza rendercene conto, entrammo in auto come due fulmini, entrambi con il fiatone.

Nikolaj era pallido come un cencio mentre mettevo in moto e davo gas. Lo guardai un istante, lui di rimando mi lanciò un'occhiata di puro shock.

- Non portarmi mai più da nessuna parte – biascicò quasi esanime.

- Non temere, non metterò mai più piede in quel locale. -

- Come se questo possa impedirci di incontrarli al campus ... -

Rabbrividimmo insieme – Nikolaj mi rimangio tutto. Da ora in poi faremo una vita ritirata. Te lo prometto. - commentai, stremato.

NIKOLAJ

Si dice che i mali non vengano mai soli, che si portino dietro una serie di effetti collaterali non immaginabili. Quando la voce felpata di Juri mi giunse all'orecchio capii all'istante che il guaio era proprio lui, naturalmente non era da solo e pochi secondi dopo ci mostrò la compagnia, quegli effetti collaterali dalle potenzialità imprevedibili .

Non può essere possibile descrivere a parole la sensazione che provai nel momento in cui incrociai gli occhi di Matt, per un momento ci fu il buio intorno a noi due. Come se quell'azzurro fosse l'unica luce irradiante in tutto l'universo, i lineamenti del suo volto erano diversi da come li ricordavo, fu più evidente ora che gli ero vicino. Potei scorgere un fondo di sbigottimento in quegli occhi ma decisi di distogliere lo sguardo alla fine, non riuscivo neanche a sentirmi in diritto di contemplare il suo volto. Lo avevo tradito, avevo tradito ogni cosa di quel ragazzo così speciale e con che diritto lo guardavo adesso? Con che diritto gli facevo vedere il mio immenso rimorso? Con che diritto gli mostravo che non ero riuscito a togliermelo dalla testa?

Poi in un momento Scott trascinò via Juri, li vidi uscire rumorosamente dal locale mentre io mi ritrovai bloccato lì, in un incubo senza fine, con Matt adesso teso come una corda di violino e quel ragazzo al suo fianco che non sembrava sapere cosa fare.

- Mi chiamo Kayle Evans – disse poi accennando un sorriso.

- Nikolaj – risposi stringendogli la mano –ehm ... ciao - buttai lì rivolto a Matt.

Quello mi gettò una rapida occhiata ricolma di astio e gelo, fu rapida più di un battito di ciglia ma fu abbastanza lunga da uccidermi. Era questo dopotutto che era rimasto ormai, solo un cimitero di tombe e cuori mutilati al posto di dove una volta c'era il calore e l'ardore del nostro amore. Sì, quel sentimento si era trasformato in un arma, una pistola che ci teneva costantemente sotto tiro.

- Matt, tutto bene? – chiese il ragazzo di nome Kayle, doveva essere strano anche per lui vedere Matt in quello stato.

Io voltai un secondo la testa sofferente, cercando di individuare disperatamente Scott e Juri, volevo fuggire, ma quello che desideravo ancora più ardentemente era che mi perdonasse ed ogni istante che restavo fermo lì mi rendevo conto che non sarebbe mai successo.

Ad un tratto tornai con lo sguardo verso di loro, se ero intrappolato lì volevo quanto meno cercare di parlargli, cercare di capire, non sapevo neanche io cosa fare, ma ormai c'ero in quella situazione del cazzo. Così posai gli occhi su Matt ancora una volta pronto a rivolgergli la parola e lui se ne rese conto, senza darmi il tempo di parlare si rivolse a Kayle, spostando il suo corpo verso quello del ragazzo. Si distese leggermente sul suo petto facendo aderire i loro fiacchi, poi sporse le labbra in un gesto molto intimo, portandole a pochi millimetri dalle sue labbra.

- Lasciamo perdere Juri, tanto troverà la strada per il dormitorio da solo- gli disse abbastanza forte da potersi fare sentire da me – ho camera libera, JJ non torna stasera ... -

Quello rivolse a Matt uno sguardo di puro fuoco, lo stava guardando come se fosse un piatto prelibato, o una borraccia di acqua fresca in pieno deserto, guardava Matt come estasiato, il mio Matt. Kayle annuì quasi incapace di ribellarsi a quella proposta anche volendo e catturò una mano di Matt fra le sue, riducendo ancora di più la distanza che separava i loro corpi. Poi inaspettatamente l'attenzione di Matt fu ancora una volta rivolta a me, mi inchiodò con quelle pozze di ghiaccio.

- Se Juri dovesse tornare ....- cominciò strascicandosi un vago disgusto nel suo tono – puoi dirgli che sono tornato a casa con il mio ragazzo –

Dovetti trattenere un conato di vomito a quell'affermazione, sentii le viscere stringersi fortissimo e farmi male, come se mi avesse colpito con un pugno. Non riuscii a sostenere quello sguardo duro e quegli occhi distanti, semplicemente mi sollevai dal mio sgabello e corsi via. Andai verso la direzione in cui avevo visto recarsi Juri e Scott, li trovai e vidi il mio amico gettarsi disperato verso di me. Fuggimmo, due adulti che fuggono come bambini impauriti, ecco cosa ne era stato della nostra uscita.

Ci ritrovammo seduti in salotto, in perfetto silenzio per non so quanto tempo, di tanto in tanto ci lanciavamo qualche occhiata sopra i nostri bicchieri di bourbon, poi Scott si decise a parlare.

- Che cosa ci sta succedendo Nik?- sembrava più rivolta al cosmo quella domanda anziché a me.

Io scossi le spalle – Forse stiamo facendo i conti con le nostre debolezze ... prima o poi tutti i nodi vengono al pettine Scott ... -

Quello mi lanciò una lunga occhiata, la serietà che c'era nel suo volto era profonda, raramente il suo viso era così privo di ilarità o scherno, sembrava seriamente turbato.

- Cos'è appena successo in quel locale Nik? – tornò a domandarmi – a te intendo .... Io ... credo di aver capito qualcosa ma non sono sicuro –

Capii a cosa si stava riferendo e di nuovo il mio stomaco si fece sentire, un'altra contrazione dolorosa, la bocca mi si seccò all'istante mentre quel ricordo mi passava distrattamente per la mente.

- Era Matt ... il tuo ex, quel Matt che -

- Smetti di ripetere il suo nome ... - dovetti dire alla fine portandomi le mani al viso ed interrompendolo – sì ... era lui ... -

Ero stato molto vago al riguardo con Scott ma era stato impossibile non parlargli d Matt, soprattutto i primi mesi, quando la disperazione ed il rimorso erano marchiati a fuoco sul mio viso. Nessun dettaglio sconveniente ovviamente, ma gli avevo fatto capire chiaramente quanto quella separazione fosse dura per me, quanto mi bruciasse ogni giorno.

- Era evidente, insomma ... quando vi siete rivisti, è come se il gelo fosse calato su tutto il tavolo, ce l'avevate scritto in faccia –

- Forse io ce l'ho scritto in faccia ...- ammisi – ma lui ... credo che mi detesti visceralmente ormai, dopotutto cosa mi aspettavo? Non ha più importanza suppongo –

- Forse potreste provare a riallacciare le cose ... insomma ... magari parlare – cercò di trovare il lato positivo di quella serata, povero illuso.

- Quello con cui era ... quel tipo ... è il suo ragazzo ... -

Altro silenzio, mi sentii annegare quando lo dissi a voce alta, Matt aveva un altro, si era trovato qualcuno di più decente di me, qualcuno che di certo sapeva volergli bene e che non lo aveva riempito di bugie per poi tirarsi indietro come un vigliacco. Mi era stato detto ma vederlo lì davanti ai miei occhi, osservarli interagire, lo aveva reso fatalmente reale. Era come se fosse irreversibile, mi sentivo precipitare in un pozzo senza fondo.

- Quel figlio di puttana ... - mormorò Scott sotto la lingua – Juri lo sapeva ... vi ha messo in mezzo ... che stronzetto arrogante –

Mi venne da ridere istintivamente al sentire pronunciare quel nome – Juri ... quel tipo è davvero unico nel suo genere –

- Quanto lo conosci bene? Mi sta torchiando da una settimana ormai ... credimi, è un fottuto incubo su due gambe e pantaloni attillati! –

Risi ancora – Sinceramente non so molto di lui ... l'ho conosciuto l'estate in cui sono stato a South Gate. È il migliore amico di Matt ... ed è del tutto fuori di testa ovviamente.-

- Ovviamente! – ripetè lui con voce esasperata – tutto questo non va affatto bene ... l'ultima cosa che mi serve è un tipo come Juri che mi pianti grane.-

- Ed a me l'ultima cosa che serve è vedere il fottuto amore della mia vita che mi tratta come se fossi il cazzo di anticristo e stia beatamente tra le braccia di un altro – sbottai, dissi quella frase così velocemente che ebbi il fiatone subito dopo.

Scott era visibilmente preoccupato – Mi piacerebbe avere una soluzione a questo casino –

- Non credo ne esista una ... - sospirai – qualcuno che conoscevo parlava di una maledizione ... -

- Maledizione? – Scott sembrava abbastanza scettico – non starai esagerando adesso –

- Chi può dirlo ... il non crederci mi ha portato alla rovina una volta ... - alla fine mi sollevai dalla poltrona – ricordati Scott ... per i membri della mia famiglia il male viene sempre per nuocere ... le cose si complicano sempre alla fine, forse è il destino che mi ha fatto incontrare Matt di nuovo ... perché? Mi chiedo. La risposta non può che farmi paura a questo punto .... –

Lo lasciai lì in silenzio, un po' turbato, difficile capire per cosa, di certo non solo per me, anche per se stesso per la piega che stava prendendo quella brutta storia. Conoscevo Juri abbastanza da sapere che era determinato e questo lo aveva capito anche Scott, ma quanto? Era la domanda, sarebbe stato davvero un pericolo per lui e la sua carriera? Per la relazione con Lewis che forse di recente aveva ritrovato un po' di stabilità? Erano tanti gli interrogativi che uno come Juri si portava dietro e Matt era fra questi, quali erano le sue intenzioni, quello che mi aveva detto non aveva fatto altro che impensierirmi, ma aveva dato prova che non scherzava. Il terrore di fare i conti con la sofferenza che gli intenti Juri potessero arrecare a tutti noi non mi fece chiudere occhio quella notte, come del resto il corpo di Matt stretto a quello di un altro.

ANGOLO DELLE AUTRICI: Buon pomeriggio a tutti!!! Ma che bel capitolo ricco di professori chesi comportano come se fossero dei bambini delle medie eheheh dobbiamoammetterlo, di gente matura in questa storia non credo che ne troverete poimolta!
Ecco che Scotty e Nikky (come li chiamerebbe quel pazzerello di Juri) siritrovano bloccati tra due fuochi! Juri è un provocatore nato mentre Matt provacosì tanto odio per Nik da lasciarlo pietrificato!
Come pensate che si risolverà questa situazione? :P E poi non dimentichiamocidi Kayle ... sembrerebbe proprio che qualcuno ne vada geloso da morire!
Vi preannunciamo che nel prossimo capitolo torneranno i nostri piccoli Wayrighte Reed!
Grazie di tutto e come sempre non vediamo l'ora di sentirvi :)
Baci e alla prossimaA,d

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