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capitolo 62. Epilogo




NATALE

La neve stava cominciando ad ammassarsi fuori dalla finestra, il ragazzo si strinse nelle spalle e non riuscì a trattenere un sorriso.

- Tutto bene? Si riscalderà presto – disse Nikolaj smuovendo appena la legna nel caminetto.

Matt gli andò incontro abbracciandolo e gli porse un bacio sulle labbra – è tutto perfetto Nik, sono davvero felice di essere qui con te. –

Proprio la sera successiva al chiarimento con Wes, Nik aveva annunciato a Matt che aveva organizzato qualcosa per il loro primo Natale insieme. Il ragazzo non riusciva a crederci e quando alla fine fu condotto in un bellissimo cottage di montagna la sua emozione fu tale da non riuscire a smettere di ridere neanche per un istante. Avrebbero passato lì le vacanze, solo loro due, a recuperare il tempo perduto in tranquillità.

- Tua madre ti ha fatto problemi? – chiese poi il maggiore.

- No, le ho detto che avevo delle scadenze all'Università e che magari sarei passato dopo Capodanno qualche giorno ... sai ci saranno Wes e Kev da lei quest'anno, ormai da quando vive con Mourice non si sente più sola ... - sorrise- è assurdo come una persona che credeva di non poter più riavere indietro quello che aveva perso si ritrovi con qualcosa di ancora più grande ... sono certo che ci saranno anche Raphael e Celine –

- Con tuo fratello Wes hanno risolto tutto? –

- Sembra di si ... ormai sono secoli che non hanno più nessuna discussione bollente ... è come se sia sceso il sereno nella mia famiglia dopo una vita intera. –

Nik sospirò e strinse a se il corpo esile del nipote – sono solo io la nota dolente ... mi dispiace che tu debba mentire a tua madre per me.... –

- Wes sa che sono qui con te ... e credimi poterlo dire a lui è tutta la libertà che desideravo –

A quel punto le loro labbra si chiusero in un bacio appassionato, Matt si spinse appena per aderire meglio al corpo di Nik e sovrastarlo. Gli piaceva da morire baciarlo in quel modo, con quella pressione che costringeva il maggiore a boccheggiare. Matt si sentiva libero, come se nonostante il mondo esterno, in quel momento, mentre stringeva Nik, la loro fosse una storia normale. Quando i loro occhi si incrociavano la colpa restava al di fuori e la sensazione che provavano bastava a far tacere il resto.

- Dio .... Ti amo, Matt – sussurò ad un tratto Nikolaj mentre fissava il ragazzo con volto sognante.

Quello sorrise – anche io ... sono davvero felice di essere qui ... di essere passato attraverso tutti quei casini, perché alla fine mi hanno portato a questo momento ... ed è inspiegabilmente magnifico ... tutti noi ... possiamo andare avanti ora –

Ad un tratto Matt sentì il vibrare del cellulare, era un messaggio da parte di Juri : " hai ancora la forza di rispondere oppure il tuo uomo ti ha messo già KO? :P"

Il ragazzo sorrise appena e si apprestò a rispondere: " Abbiamo appena cominciato! Voi, invece? Francamente mi stupisce che tu abbia il telefono a portata di mano"

" Solo un piccolo sondaggio ;) Vi unirete a noi per Capodanno? Ho in mente grandi cose! Fatti vivo!"

- Che succede? – chiese Nikolaj curioso.

- Juri ci ha appena invitato a non so cosa per Capodanno – esclamò il ragazzo divertito dall'espressione che era comparsa sul volto dell'altro.

- Oddio non farmici pensare ... sono rimasti soli in quella casa – gli ricordò – tempo cosa ci sarà al mio rientro ... -

- Capisco le tue preoccupazioni – confermò il più piccolo – fortuna che JJ è tornato a casa, non dovrò preoccuparmi del mio alloggio ... -

- Come sta? –

- Bene .... – disse Matt con una punta di stupore – francamente mi sorprende ma sta bene ... con Ren ... Credo che sia a casa sua adesso, diceva che avrebbe passato le vacanze in un posto dove si sentiva davvero a casa ... dopo che Ren è uscito dall'ospedale sembra che tutti i fatti accaduti in precedenza non siano mai avvenuti ... - scosse le spalle – non so se riuscirò mai a capire quei due ... ma sembrano avere riacquistato equilibrio, sembrano più forti -

- Sai credo che sia questo l'importante alla fine – mormorò Nikolaj – non c'è un unico modo di stare bene ... credo che ci sia quello adatto ad ognuno di noi ... quello che ci permette di esistere e vivere senza sentirci annegare ... credo che il modo giusto sia semplicemente quello che ci spinge verso l'alto e ci fa stare a galla ... -

- Deve essere vero ... -

Alla fine non ci fu più spazio per le parole, i due tornarono a baciarsi, immersi nei ricordi che li avevano condotti fino a quel momento e fantasticando su quanto ancora avevano da vivere insieme. Il fuoco scoppiettava in sottofondo mentre lo chalette si riempiva dei sussurri e delle parole di due tenere anime che dopo essersi rincorse e separate adesso potevano riposare serenamente e felici l'una al fianco dell'altra.



Il profumo dei biscotti alla cannella impregnava la cucina mentre Juri sfornava il secondo vassoio e con sguardo critico esaminava la sua opera, del tutto ignaro delle occhiate di Scott che di tanto in tanto gli lanciava. Stava riesaminando per la quarta volta la stesura definitiva del suo libro, un lavoro complesso e che in passato lo aveva snervato all'inverosimile tanto che non avrebbe mai immaginato di poterlo svolgere con un' altra persona in casa. Ma Juri era speciale, aveva capito Scott durante quei giorni trascorsi insieme, era come se tutto in lui si modellasse alla perfezione con il suo mondo ... la sua presenza era palese, ma mai troppo evidente. L'aveva lasciato lavorare durante la mattina per poi passare il resto della giornata insieme nei più svariati modi.

- Avresti voluto passare le vacanze natalizie altrove, vero? - aveva chiesto Scott sollevando lo sguardo dalle pagine del suo libro

Juri aveva strabuzzato gli occhi - Ma che ti salta in mente, io qui sto benissimo! Non ho desiderato altro per tutto l'ultimo anno - aveva detto con un sorriso smagliante sul volto

- Lo so, ma avrei voluto non dover terminare la correzione ... ci saremmo potuti svagare di più, magari noleggiare una barca e starcene un po' in mare, lontano da tutti e da tutto oppure avremmo potuto raggiungere Nik e Matt in montagna ... sarebbe stato romantico. -

Juri si era avvicinato all'altro e con un gesto veloce aveva catturato quelle labbra perfette tra le sue in un bacio lungo e passionale, che non lasciava dubbi a niente.

- Io sono felicissimo, ho tutto quello che voglio e non mi pesa il tuo lavoro e poi anch'io ho un mucchio di cose da studiare ... - disse per la ventesima volta nel giro di pochi giorni - inoltre avremo tutta l'estate per noi sempre se non hai già cambiato idea -

- Come potrei cambiare idea? Ho il ragazzo più sexy della Berkeley con me ... -

Scott non riuscì ad evitare che quel sorrisino di pura soddisfazione gli sfuggisse dalle labbra. Lontano dalla Berkeley avrebbero potuto comportarsi in modo diverso, viaggiare di città in città poteva essere una tragedia, ma non con Juri accanto, quel viaggio sarebbe stato perfetto ed il lavoro non gli avrebbe pesato affatto. Non ci voleva molto a lasciar correre la fantasia a quelle giornate di sole ... si sarebbero fermati negli hotel più carini della zona, avrebbero passeggiato sotto il caldo cocente della Florida con le sue fantastiche spiagge di sabbia sottile per poi risalire lungo la costa, fino ai climi più freddi dell'Atlantico. Avrebbe portato Juri a New Orleans, nella città del blues e degli artisti di strada, sicuro che sarebbe stato amore a prima vista.

- Piuttosto sei sicuro di volere me? Non devi portarmi soltanto perché sono il tuo ragazzo -

Scott non lo stette neanche a sentire - Ho scelto te perché sei capace ed intelligente, Juri. Ho visto quanto ti sei impegnato in questi mesi ... lo hai fatto anche con Nik, indipendentemente da me, so che ti farebbe bene conoscere altri autori emergenti ... tu sei fatto per questo mondo, proprio come me ... -

Juri aveva sorriso, stava cercando di far fronte a quella realtà in ogni modo possibile ed immaginabile, ma spesso non poteva fare a meno di chiedersi se tutto quello non fosse nient'altro che un sogno partorito dalla sua fin troppo fervida immaginazione. Ma no, quella doveva essere la realtà, non era così ammattito, no?

Aveva Scott, stava trascorrendo le vacanze di natale più belle delle sua vita, Matt era felice e sereno per la prima volta dopo molto tempo e in estate avrebbe girato l'America con il suo ragazzo, facendo ciò che più amava ... che cosa aveva fatto per meritarsi tutto questo?

Niente, si disse, la vita era questa. Dava ad alcuni e toglieva ad altri, senza alcuna ragione ... credere che ci fosse della giustizia era da stolti. Questo era il suo momento però e non lo avrebbe lasciato passare senza cogliere ogni minima sfumatura di quel periodo dorato.

Scott era ancora intento a rileggere il suo libro quando Juri si avvicinò di soppiatto e lo trascinò lentamente ma con convinzione sul divano del soggiorno.

- Sei proprio il mio demonio personale, eh? - Scott rise piano, i suoi occhi magnetici erano fissi in quelli scuri del ragazzo - l'ho capito dal primo istante in cui ti ho incontrato, guai in vista, mi sono detto, poi ho cercato di minimizzare il tutto, credendo che ignorandoti ti sarebbe passata. -

Quelle parole lusingarono Juri, baciò il suo ragazzo stringendosi al suo petto - E allora perché non hai fatto di tutto per starmi lontano? -

- Beh, perché io adoro i guai ... soprattutto se hanno il tuo viso e la tua voce ed il tuo profumo ... -

Non ci fu spazio per altre chiacchiere, i due affondarono sul divano tra fogli stropicciati e vecchi tomi di letteratura mezzi impolverati.



Chris aveva ricevuto un sacco di regali belli e utili, li stava scartando sotto gli occhi entusiasti dei genitori che fino a qualche settimana fa si erano preoccupati terribilmente per il figlio, ma lui era così felice, sembrava essere tornato il Chris spensierato di molto tempo prima. L'aria della Berkeley doveva avergli fatto bene, pensavano Jane e Norman.

- Allora? Ti sono piaciuti? -

- Oh, sono fantastici! - Aveva commentato Chris, poi aveva baciato i suoi genitori. Purtroppo non c'era nessun Tyler Bradbury legato sotto l'albero, il suo sogno di violare il suo vicino doveva essere riposto in un cassetto per il momento, magari avrebbe potuto ripescarlo per l'anno prossimo.

Quel pomeriggio avevano fatto un giro tutti insieme, Debby voleva andare a pattinare a tutti i costi così avevano deciso di accontentarla. Seth e Koll erano arrivati la sera prima, giusto in tempo per la vigilia di Natale. Era bastato uno sguardo tra i due fratelli per capire che entrambi stavano bene ed erano felici, Seth non osò chiedere nulla, ma era profondamente fiero del fratello minore, sapeva che in qualche modo era riuscito a rimettersi in piedi con le sue forze e questo valeva più di tutto il resto.

Era una giornata spensierata, Chris pattinava in modo terribile e sgraziato, ma riusciva a stare in piedi ed evitare di schiantarsi, dall'altro canto Debby sfrecciava per la pista, lasciandosi andare a delle intricatissime piroette che sconvolsero gli altri fratelli.

- Avrà un futuro luminoso - Aveva detto Koll, incontrando lo sguardo confuso del rosso

- E da cosa lo capisci? Dalle evoluzioni acrobatiche che sta facendo? -

- Anche, dicono molto del suo carattere. E' forte e determinata -

- Ma rimane pur sempre una Wayright e noi Wayright siamo sfigati - Aggiunse Chris, facendo calare il capo al fratello maggiore che annuì - e io non vorrò esserci quando incontrerà il suo primo, grande amore. -

- E se fosse lesbica? - Scherzò Koll, facendo ridere gli altri.

- Allora mamma e papà non avranno mai dei nipotini - Commentò Chris - mio Dio, povera mamma, non vede l'ora di cambiare qualche pannolino ... -

- Potresti farle cambiare quello del tuo ragazzo, gli assorbenti non penso riescano a contenere il suo ciclo - Seth odiava Tyler con tutto il suo cuore e non faceva nulla per nascondere quel risentimento. Chris portò gli occhi al cielo, augurandosi che il maggiore non avesse deciso di parlare di nuovo del suo ragazzo e di quanto fosse indegno del suo amore.

- E lasciali stare! - Sbottò Koll - comportati bene, stasera verrà a cena -

- No che non verrà! Figurati se lo fa davvero - Seth sghignazzava malignamente - non penserete davvero che si faccia vedere! -

- E invece credo proprio che verrà. Vuole mettere delle cose in chiaro anche con te - Chris gli puntò un dito contro, poi tornò in pista, a sfrecciare con poca eleganza tra la gente.



Era felice, anche Tyler lo era in qualche modo, erano usciti insieme tutti i giorni, come due semplici amici , doveva essere strano vederli frequentarsi in quel modo, era noto quanto Bradbury e Wayright si detestassero, erano nemici mortali, un po' come la mangusta e il cobra reale.

Quella sera si vestì bene, aveva chiesto ai suoi se Tyler sarebbe potuto rimanere a dormire per la notte, dal momento che sua madre e Rachel erano fuori città mentre Tyler era voluto rimanere a South Gate. Norman era stato felice, per alcune oscure ragioni che nessuno degli altri riusciva a capire lui adorava Tyler, anche Jane aveva fatto di tutto per rendere quella cena ancora più appetitosa del solito.

- Qualcuno ha suonato alla porta, deve essere il nostro ospite! - Jane era entusiasta, Chris stava per alzarsi dal suo posto per aprire quando Seth scattò in piedi.

- Vado io -

- Seth ... - C'era un leggero avvertimento nel tono di Chris che il rosso finse di non cogliere. Koll stava ridendo appena.

- Non lo lascerà in pace, non accetta che il suo fratellino abbia dovuto passarne tante a causa sua - Commentò proprio quello a bassa voce - e poi avevamo in ballo una scommessa, deve sganciare dei soldi e Seth è incredibilmente tirchio -

Dopo qualche attimo il rosso tornò in sala da pranzo, il suo viso era imperturbabile mentre incontrava lo sguardo confuso del fratello

- Chi era alla porta? - chiese Jane

- Nessuno. Solo il vento. -

- Non credo che il vento sia capace di suonare il citofono - ribatté Debby, confusa quanto gli altri.

Chris si sollevò dal suo posto, esasperato per quel teatrino che non sarebbe finito bene. Sia Seth che Tyler avevano sempre avuto un temperamento troppo focoso per andare d'accordo, ma dopo gli ultimi avvenimenti dell'anno passato era quasi impossibile che le cose si sistemassero.

Tyler nel frattempo si era appoggiato al muretto, sembrava lievemente scocciato e infreddolito quando si fece avanti per entrare. Per un attimo Chris perse il respiro, era vestito di tutto punto, con camicia e cappotto elegante su un pantalone scuro, sembrava uscito da una dannata passerella di moda e non vedeva l'ora di liberarlo di quei vestiti bellissimi ma superflui.

- Asciugati la bava, Wayright. Che cazzo gli prende a tuo fratello? Mi ha lasciato fuori -

- Ha detto che era stato il vento a citofonare, ma non ho mai visto un vento così sexy - Gli comunicò, facendolo accomodare.

- Forse perché il vento non si vede, ma si percepisce - Lo corresse l'altro

- Cazzo, ti stavo facendo un complimento! Smettila di correggermi! E cerca di comportarti bene, niente comportamenti da avanzo di galera con i miei intorno ... -

Tyler si finse ferito nel profondo - Come osi! E poi eri tu quello che amava passare le notti in giro per la città, con tanto di moto e gente depravata. Evitiamo di toccare quel tasto - Aggiunse con una punta di stizza nella voce, Chris sospirò.

- Sei sempre tu a tirarlo fuori, non io. -

Il moro lo guardò male - Si è fatto più sentire? -

- Mi ha fatto soltanto gli auguri di natale, niente di più - Rispose l'altro sotto lo sguardo sempre più irritato di Tyler.

- Quanto è patetico? Dio! Non vedo l'ora di tornare in squadra, lo faccio a pezzi quel figlio di puttana -

Chris portò gli occhi al cielo, anche quella sera erano alle solite, doveva assolutamente cambiare argomento prima che fosse troppo tardi, approfittò della sua rabbia per avvicinarglisi quasi di soppiatto, Tyler aveva messo il suo profumo preferito, bastò quello per farlo sciogliere letteralmente.

- Wayright, i tuoi sono di là ... - Disse l'altro, dando voce all'ovvio quando sentì il corpo di Chris contro il suo.

- Non è ancora pronto, non faranno caso a noi se manchiamo per cinque minuti - Lo provocò Chris - andiamo in stanza, ti faccio vedere i miei regali -

Tyler cedette anche se non avrebbe voluto, una sveltina in camera non avrebbe fatto male a nessuno, si disse, seguendo l'altro oltre le scale per poi svanire in fretta. Chris si gettò contro il suo corpo e le sue labbra, iniziando un bacio intenso e profondo che li fece gemere appena, nel frattempo le mani di Tyler vagavano sul suo viso, stringendolo con forza per poi scendere intorno alla sua vita, rimasero a baciarsi per un po', prima di fermarsi, fronte contro fronte, a riprendere fiato.

- Ho davvero un regalo per te ... - Ammise Chris mentre Tyler iniziava a sbottonargli la camicia

- Non lo sto già scartando? - Chiese il moro, sorridendo maliziosamente. Chris era accaldato, vedere Tyler in quelle condizioni lo distruggeva psicologicamente

- Q-questo riserviamolo a stanotte - Poi si costrinse e muoversi e a tirar fuori un grosso pacco dall'armadio - è un'offerta di pace -

- Non dovevi ... -

- Aprilo dai! Non sono riuscito a non comprarlo - Fremette l'altro, felice.

Tyler sospirò piano, qualsiasi cosa ci fosse lì dentro non era neanche lontanamente comparabile a quello che aveva davanti, alla fine lo scartò e subito i suoi occhi furono intrisi di sorpresa - Non ci credo. Un Airwheel M3! - Lo skateboard era bellissimo e colorato, uno dei migliori in circolazione per gli skater professionisti.

Le labbra di Chris si aprirono in un sorriso soddisfatto - Ti piace? -

- E' come quello che avevo prima e che tu hai gentilmente buttato nel lago - Tyler sollevò un sopracciglio, evidentemente quella storia lo irritava ancora

- Ma mi sono fatto perdonare adesso! E' il modello nuovo, l'ultimo in commercio -

- A me piaceva quello di prima, ci ero affezionato - Continuò il ragazzo

Chris gli tappò la bocca con un bacio a stampo - Non mi importa, vederti andare sullo skate è molto eccitante, motivo per cui questa primavera ci andremo insieme - Disse a pochi centimetri dalla sua bocca.

- Ma sentiti, fai già progetti a lungo termine - Tyler rise appena

- Sbaglio a farli? - Chiese l'altro, incontrando lo sguardo divertito del suo vicino

- No, non sbagli - Poi lo strinse a sé in un abbraccio tenero, poggiandogli un lieve bacio sui capelli profumati e morbidi - probabilmente non ti sei mai sbagliato, Chris. -

L'altro si sciolse in quell'abbraccio, era come ritrovarsi in paradiso dopo mesi all'inferno.

- Ti amo, Bradbury - Si lasciò sfuggire Chris, incontrando gli occhi di Tyler.

- E' comprensibile, anch'io lo farei sei fossi in te -

Chris si ritrovò a ridere e a portare gli occhi al cielo, era in paradiso ma Bradbury non sarebbe mai stato un angelo.


Qualche minuto dopo il loro ospite comparve nella sala da pranzo, con un vassoio che doveva contenere un dolce e dei fiori in mano. Seth lo fissò sgomento mentre quello lo ignorava totalmente rivolgendosi invece a Jane che li aveva raggiunti.

- Tyler che piacere, siamo quasi pronti! Scusaci per il ritardo – disse la donna affabile come sempre.

- Si figuri! Mi sono permesso di portare il dolce ed anche dei fiori per lei, buon anno – rispose educatamente.

Jane era in brodo di giuggiole - Oh, caro ... non era necessario, davvero. -

Koll rideva, ormai con le lacrime agli occhi, si avvicinò a Seth che fissava tutti con rabbia e gli diede una lieve pacca sul sedere.

- Sgancia bello – sussurrò – voglio i miei cinque dollari -

Seth sbuffò totalmente contrariato, tirò fuori i soldi e li porse a Koll – comprati la dignità con questi ... -

- Nah ... li metterò da parte per il loro regalo di nozze –

- Oh vaffanculo! –

Quando furono tutti a tavola e cominciò la cena il clima era disteso, anche se non in tutto il tavolo, Norman conversava con Tyler e Chris, sembrava provare del rispetto verso il giovane Bradbury. Al contrario Seth continuava a lanciargli occhiatacce, lamentandosi con Koll che non perdeva occasione di irritare l'ospite lanciandogli lunghe occhiate divertite.

Svariato tempo dopo quando la cena fu terminata e il nuovo anno appena cominciato, Koll e Seth si ritrovarono in giardino.

- Fortuna che è finita – ringhiò il secondo.

- E' appena cominciata Rosso ... dai, rilassati - lo prese in giro Koll e poi si spostò a baciarlo.

Seth cedette volentieri, assaporando le labbra del compagno che sapevano come sempre di nicotina poi si staccò – ma dai, ha visto mio padre? In pratica lo adora, peccato non sappia che pezzo di merda è ... -

- Anche io sono un pezzo di merda ... non è il caso di andare troppo a fondo nelle cose – rise Koll.

- Piantala ... e poi mio padre per te non stravede a fatto – gli ricordò il più piccolo – e ormai temo che

non farà mai ... -

Il moro scosse le spalle – beh io ho comunque te tutte le notti, me ne farò una ragione! – esclamò e scoppiarono a ridere.

Koll si spostò nuovamente su Seth, catturandolo ancora fra le sue braccia e questa volta lanciandosi in un bacio che non era destinato ad interrompersi. Le mani del moro scendevano rapide sul corpo dell'altro che si era ritrovato ad ansimare e cercare un contatto più deciso con la sua pelle. Seth si guardò un attimo intorno poi prese Koll per un braccio e poi corsero verso un punto ceco del giardino che conoscevano bene. Il rosso trascinò il ragazzo con sé nell'oscurità senza smettere di baciarlo e con le mani ormai sotto la sua maglietta a cercare il bottone dei Jeans, in quel momento si ritrovò a sbattere contro qualcosa. Voltandosi gli occhi scuri di Seth incrociarono due volti cerei per l'imbarazzo, Chris e Tyler erano lì. Il silenzio durò ancora per qualche istante e poi Koll parlò con il suo solito tono divertito.

- Diavolo Seth, dobbiamo cominciare a fare i turni, non siamo più i soli ad aver bisogno di questo posto per certe urgenze –

Quella frase ebbe come effetto quello di far ridere appena Chris mentre Seth e Tyler continuavano a fissarsi con astio.

- Credi che presentarti con il dolce e il vestito elegante risolva qualcosa stronzetto? Credi di poter cavartela come fai con mio padre? – ringhiò Seth.

- Ma che cazzo vuoi? – sbottò Tyler - ti ho mai dato l'impressione di volerti sentire? -

- Sei una lurida merda Bradbury, non credere che mi farò andare bene questa stronzata – mormorò Seth a denti stretti – fossi in te mi preoccuperei -

- Perché? Vorresti fare a pugni? – Lo schernì l'altro - bene, mettiti in fila, ma adesso sono occupato. A più tardi, rosso -

Chris era pallido adesso e supplicava un intervento divino che salvasse la situazione, fu Koll a intromettersi come sempre. Si frappose tra Seth e Tyler passando un braccio sulle spalle del più giovane.

- Su non ci scaldiamo, ha ragione Tyler ... è Natale... sono giovani, avranno tante cose da fare insieme adesso ... il tempo non va sprecato – l'ennesima occhiata e l'ennesima strizzata d'occhio che aveva sempre un effetto di enorme imbarazzo per Tyler.

Poi Koll si mosse verso Seth circondando la sua vita con le braccia e baciandogli il collo – andiamo dolcezza, rinfodera i coltelli, ho idea che vedremo il caro Ty spesso da queste parti, potrai farlo a pezzi un'altra volta ... stasera falli divertire ... -

Fu così che Koll trascinò un Seth ancora parecchio incazzato lontano dalla nuova coppia di casa



Era stato piacevole tornare a South Gate, lo era sempre per Seth, nonostante non gli mancasse niente vivendo per il mondo con Koll, quella città era per entrambi un porto sicuro. Camminare lungo quelle strade, rivedere Byron, tutto tornava familiare e sereno, entrambi potevano lasciarsi alle spalle la paura ed il sospetto che si accumulavano durante la permanenza nei vari posti in cui stavano. Proprio quel pomeriggio Seth aveva ricevuto una chiamata da Byron, voleva che passasse al pub doveva dirgli qualcosa di importante e dal suo tono Seth comprese che non si trattava degli auguri del nuovo anno.

Quando varcò la soglia del Celtic Druits l'amico era al suo solito posto dietro il bancone con uno sguardo serio in volto. Seth si avvicinò e quando l'altro lo notò accennò un sorriso.

- Hey hai fatto presto ... -

- Dal tuo tono sembrava urgente ...- disse il rosso – va tutto bene? –

Byron proruppe in una risata più rilassata – diavolo si ... ecco non ti volevo spaventare, solo che volevo dirti questa cosa ...e chiederti questo favore ... insomma se ti va ... -

- Byron? – Seth era perplesso – di che stai parlando? Dillo e basta! –

- Merda ho chiesto a Trisha di sposarmi! – esclamò all'improvviso l'altro, trattenendo a stento l'emozione, ci fu un attimo di silenzio e poi continuò – fra due mesi .... Ci sarebbe la disponibilità .... Ti va di farmi da testimone? Sei il mio migliore amico Seth ... cazzo questa cosa mi spaventa e mi esalta allo stesso tempo .... Merda senza di te non so se ce la farei ... -

Seth non rispose, si gettò su Byron e lo abbracciò fortissimo, il cuore di entrambi cavalcava, spiazzati e felici per quel progetto così coraggioso.

- Merda By, certo che ti farò da testimone ... io ... sono felice per te davvero – mormorò alla fine Seth.

Il barista aprì una delle bottiglie e bevvero qualche bicchiere, parlando e ridendo su quello che sarebbe successo, ricordando aneddoti che sembravano appartenere ad una vita fa. Alla fine Seth lasciò il pub, con un sorriso che sperò non dovesse essere rovinato ma non appena restò solo lungo la strada di casa la sua mente venne subito riempita da una consapevolezza .

Chris e Tyler Bradbury, quel pensiero lo infastidiva non poco, quel teppista aveva davvero incasinato suo fratello in modo irrimediabile e si chiese se quella sarebbe stata la volta buona. Sembravano diversi e questo in qualche modo placava le sue ansie, i due adesso erano sulla stessa lunghezza d'onda ma Seth si disse che sarebbe comunque stato meglio tenere gli occhi aperti. Lui non avrebbe reso a Bradbury la vita facile.

Non stava prestando attenzione alla strada e ad un tratto si ritrovò ad urtare contro qualcosa, quando Seth sollevò lo sguardo si rese conto di essere andato a sbattere contro un ragazzo che passava lungo il marciapiede.

- Scusami non ti ho visto – mormorò il rosso in imbarazzo.

Lo sconosciuto restò impalato, fissò Seth per un lungo momento come incantato, tanto che quello reclinò la testa confuso, prima che facesse un passo per andare via il ragazzo lo fermò.

- Seth ... sei tu ... - le parole gli uscirono in un sussurro.

Il ragazzo assottigliò appena gli occhi, stava per chiedergli chi fosse ma poi si rese conto di chi avesse davanti, il suo stomaco si strinse. Nel fissare gli occhi di quel tipo tanto ordinario riconobbe una persona che un tempo conosceva.

- Tim –

Altro silenzio, i due rimasero a scrutarsi per un periodo di tempo imprecisato, come se si stessero studiando, come se dovessero riprendere il filo di una matassa abbandonata troppo tempo fa.

- Sono passati almeno otto anni ... - mormorò Seth.

Tim parve destarsi a quelle parole – ho saputo ... mi hanno detto ... che tu ... vivevi fuori ... -

- Di solito si ... torno per le vacanze ... e per il mio compleanno ... te lo ricordi? - il tono di voce del rosso era strano, come se non stesse parlando ad una persona ma ad un vecchio ricordo, qualcosa di non reale.

- Il 25 dicembre ... certo che lo ricordo – mormorò – era da tanto tempo che non tornavo a casa ... assurdo che ti abbia beccato proprio il primo giorno ... -

- Già soprattutto se sono la persona che non volevi incontrare per nulla al mondo – sorriso ironico – beh, stammi bene –

Seth tentò di passare oltre ma Tim glielo impedì – aspetta .... Non è vero ... che non volevo incontrarti ... - aveva abbassato lo sguardo – come stai? –

- Sto bene Tim ... come sempre ... mi trascino nonostante tutto ... nonostante sia fatto in modo diverso, ho trovato la mia strada ... tu invece? Sei andato a cercare la tua molto lontano, com'è andata? –

Al suono di quelle parole Tim lasciò la presa su Seth e si scostò – ho solo fatto quello che credevo giusto –

- Non ti sto rimproverando di nulla Tim ... ma non farlo tu con me ... non guardarmi in quel modo ... come se io ti dovessi restituire qualcosa , perché non ti ho preso niente –

Toccò ancora al moro abbassare lo sguardo, colpevole – è solo che sembrava che tu avessi tutte le risposte ... e quando sono rimasto solo mi sono reso conto di non essere in grado di trovarle ... mi sono sentito perduto per molto tempo ed ho incolpato te per questo –

- Ho portato questo peso per entrambi per molto tempo ... mi perdonerai se adesso le mie spalle sono stanche – continuò Seth con nessun tono in particolare.

Poi spostò lo sguardo lungo la strada e proprio dall'altra parte notò Koll camminare lungo il marciapiede, la sua espressione si addolcì subito.

- E' lui ... - mormorò Tim – quel tipo con cui vivi adesso? –

- Si ... -

- Sembra uno abituato a divorare il mondo ... è il tuo genere – commentò.

- Non usare quel tono nostalgico Tim, saresti stato tu il mio genere ... non sono stato io a tirarmi indietro ma i rimpianti non mi piacciono e non ne ho –

Koll attraversò la strada e notando Seth sorrise andandogli incontro.

- Devo andare – disse immediatamente Tim abbassando lo sguardo.

- Nessuno ci insegna a combattere Tim, nessuno ci suggerisce le risposte ... - sussurrò Seth – mentre il peggio arriva e le avversità sbattono contro i nostri muri abbiamo una scelta, restare a reggere le barricate o andare via ... scappare e indietreggiare sempre di più fino a sparire ... nessuno ti dice quale sia l'atteggiamento giusto ... ma tu puoi scegliere di essere il re del tuo regno ... -

Tim sorrise appena e dedicò a Seth un'altra delle sue occhiate nostalgiche – questo mi è mancato davvero ... anche se non mi devi niente Seth ... grazie per il tempo che dedichi ancora a me, a tentare di insegnarmi a valere qualcosa ... se mai riuscirò ad essere qualcuno di decente lo dovrò a te –

- Quando capirai di doverlo a te stesso allora potrai venire a ringraziarmi –

Quelle furono le ultime parole che Seth disse a Tim prima che lui voltasse le spalle e si dirigesse a passo svelto lontano da lui, con le mani in tasca e la testa bassa. Quando Koll fu accanto al rosso osservò la scena per un paio di minuti prima di parlare.

- Era Tim quello? – chiese incerto – se dovesse essere qualcuno direi che è lui ... -

- Diresti bene .... La gente non si smentisce alla fine ... dopotutto Tim è sempre Tim-

- Tutto bene? Deve essere stato strano ... dopo tutto questo tempo –

- Non saremmo stati fatti per stare insieme neanche adesso ... nonostante sia passato così tanto, lo avrei sovrastato anche adesso –

- Sono uomo fortunato, non sei alla portata di tutti – ironizzò Koll, Seth si strinse a lui e gli diede un bacio appassionato sulle labbra.

Poi i due cominciarono a camminare verso casa mentre i primi fiocchi di neve scendevano lentamente dal cielo, sperando nella serenità che quello scenario trasmetteva.



Poco dopo essere stato dimesso dall'ospedale Ren si era sentito molto meglio, JJ si era preso cura di lui, aveva attraversato dei momenti di astinenza ma non era rimasto solo, i suoi amici erano dalla sua parte. Quando si era ristabilito completamente si era messo in viaggio verso casa insieme agli altri. Avrebbero passato le vacanze a San Francisco come di consueto e si sarebbero visti per uscire insieme e presenziare all'immancabile festa di capodanno proposta da Alexey.

Prima di imboccare la via per quartiere periferico l'auto di Ren si era accostato alla grande villa dei Febers, aveva spento il motore e gli occhi neri del ragazzo si erano fermati sul volto del passeggero.

- Sei sicuro? – chiese con tono poco convinto.

- Faccio in fretta –

JJ smontò dall'auto e percorse con passo sicuro il grande giardino, per l'occasione era stato addobbato, il ricevimento per il matrimonio di Samuel sarebbe cominciato presto.

Il ragazzo fu intercettato da una figura che gli si parò davanti, riconobbe immediatamente lo sguardo gelido e superbo della sorella.

- Che ci fai qui? Avevi detto che non saresti venuto! – lo incalzò immediatamente.

- Devo parlare con Sam ... sono solo di passaggio –

- Non c'è bisogno che ti fai vedere in giro, posso riferirglielo io ... gli invitati sono in arrivo! – continuò quella irritato.

- Perché non togli il tuo culo secco dalla mia strada? Così posso parlare con mio fratello – ringhiò JJ a quel punto lasciando la ragazza stranita.

- Jordan ... - la voce stupita di Samuel raggiunse il due facendoli voltare – credevo non venissi, la mamma -

JJ lo interruppe subito – sono solo di passaggio, lo so cosa ha detto la mamma ... -

- Olivia ci puoi lasciare soli? – chiese il ragazzo alla sorella, quella sbuffò e si allontanò fulminanando per l'ultima volta il biondo con lo sguardo – è davvero irritante -

JJ sorrise – volevo farti gli auguri, sono molto contento, Anna è una brava ragazza ... spero siate felici, ero venuto solo per questo. -

Fece per voltarsi ma il fratello lo fermò – Jordan, come stai? È da un po' che non ho tue notizie ... insomma .... –

- Sto bene ... non preoccuparti per me Sam, io me la cavo – lo tranquillizzò.

- Sei qui in città? Dove passi le vacanze? –

- Sto da Ren ... anzi dovrei andare adesso, mi sta aspettando –

- Perché non resti .... Per il ricevimento – il tono di Samuel era sempre più incerto, ma non c'era traccia di esitazione nel volto del fratello .

- Meglio di no Sam, sai non voglio fare irritare la mamma, sono stanco di fare questa lotta ... preferisco così ... torno da Ren, ci si vede –

- Guarda che era invitato anche lui ... insomma lo sai che per me non è un problema il tuo amico ... -

- Non è solo un mio amico ... - rispose con un mezzo sorriso JJ – stiamo insieme ora –

Samuel sorrise – allora ho decisamente bisogno di essere aggiornato sulla tua vita. Perché non venite a cena? Andiamo in un ristorante noi quattro insieme. Ci sono tante cose che voglio dirti, cose importanti, di cui mi pento di non averti parlato subito –

JJ era stupito – ne sei sicuro? –

- Sei mio fratello, Jordan. Sono venuto meno ai miei doveri verso di te per molto tempo, sono un uomo diverso dal ragazzino cresciuto in questa casa ... Anna e io vogliamo parlarti di diverse cose –

- Ok allora – rispose il biondo con un sorriso candido – ci sentiamo per la cena ... e chiamami JJ, ok? –

- D'accordo, ti telefonerò presto, JJ –

Quando il ragazzo tornò in auto riprese il suo posto accanto all'autista e la macchina riprese il tragitto, il biondo non potè fare a meno di posare gli occhi su Ren che osservava la strada attento.

- Com'è andata? –

- Tutto bene ... mio fratello ci ha invitati a cena, credo ... che voglia riallacciare i rapporti - poi poggiò distrattamente una mano su quella dell'altro intento a cambiare la marcia, quando le loro dita si intrecciarono Ren non si spostò, anzi aumentò la stretta.

Poteva sembrare che non fosse cambiato nulla, che era sempre la solita storia, che JJ fosse tornato a farsela con Ren e a dimenticare se stesso, eppure non era così. Loro erano pienamente consapevoli di quante cose erano cambiate quella notte, di quante verità erano state tirate fuori ed a che livello le loro anime si erano intrecciate.

Quando varcarono la soglia della piccola casa di Ren la zia Grace gli venne incontro sorridendo, nell'abitazione il profumo di arrosto riempiva l'aria.

- Buon Natale – disse la donna sorridendo.

Ren la osservò di sfuggita prima di dirigersi con i borsoni al piano di sopra – JJ resta da noi per le vacanze –

- Vuoi che prepari il divano? – ribattè la donna in una scenetta che si ripresentava ogni volta che il moro pronunciava quella frase.

- Non serve, dorme con me – con il suo solito tono risentito per aver dovuto sottolineare quella ovvietà.

A quel puntò toccò al biondo arrossire appena e accennare un sorriso – mi dispiace per il disturbo –

- Sai bene che non disturbi JJ, sono contenta di averti qui –

Il biondo sgranò gli occhi – a dire il vero signora , non lo sapevo. Mi sono sempre chiesto cosa lei pensi di me ... -

Grace si avvicinò di un passo e accarezzò bonariamente il viso di JJ – grazie per quello che fai per lui ogni giorno ... io non ce l'ho fatta, siamo stati entrambi feriti troppo profondamente ... - sorrise – ma tu ... lo hai riportato in questo mondo, grazie per averlo salvato. Hai combattuto fantasmi difficili da scacciare -

Avrebbe voluto dire qualcosa JJ ma prima che potesse aprire bocca la voce di Ren proruppe dal piano superiore – JJ! Che stai facendo, ti muovi?-

Così si limitò a sorridere e lasciare la stanza per dirigersi al piano superiore dove trovò Ren in camera sua intento a trovare un posto per le valige nella stanza stretta.

- Sono felice di poter passare le vacanze qui – disse poi il biondo facendo un passo verso l'altro ragazzo.

Ren si voltò e prese a fissare la figura davanti a sé, così esile e pallida, così fragile a prima vista, quell'aspetto era del tutto forviante, non rispecchiava per niente la vera essenza di JJ. Si mosse verso di lui e catturò il suo viso fra le mani, stringendolo appena.

- Sarebbe stato tardi ormai per i rimpianti ... hai scelto il tuo destino ... spero che non te ne pentirai ... - mormorò il moro ad un millimetro dalle sue labbra – non ho intenzione di permetterti di tornare sui tuoi passi ... -

JJ rise e si sporse per unire le loro labbra, per assaporare quella pelle di cui era dipendente, sentiva le dita lunghe ed affusolate di Ren scendere lungo il suo collo e le spalle.

- Non ritratterei per nulla al mondo – sussurrò il ragazzo.

Il più grande continuò ad approfondire il bacio, scendendo ad accarezzare la vita di JJ – spogliati ... -

L'altro rise – adesso? Non dobbiamo vederci con Alexey fra poco? –

Ren sbuffò strattonando i pantaloni di JJ – ci vedremo con Alexey tutti i santi giorni, da quando è in cordoglio per la storia con Chris ... quindi non mettertici anche tu, penso che possa aspettare, non ti sembra? –

JJ annuì senza smettere di ridere mentre veniva trascianato dall'altro sul materasso cigolante, Ren lo sovrastava e baciandolo provvedeva a togliergli i vestiti il più in fretta possibile.

Ad un tratto la voce squillante di Alexey si sentì tuonare dal retro della casa, in direzione della finestra della camera di Ren.

- VI STO ASPETTANDO, CARI AMICI- gridava spazientito – DOPO QUELLO CHE HO FATTO PER TE MI AUGURO CHE TU SIA PUNTUALE REN! IO SONO STATO PUNTUALE TI RICORDO- continuò acido –NON MI STAI FACENDO ASPETTARE, VERO REN?-

- Merda! – esclamò il moro staccandosi dal corpo ormai mezzo nudo di JJ.

- Coraggio ci rifaremo più tardi – mormorò il biondo rivestendosi.

Così erano cominciate le vacanze natalizie anche per loro, nonostante JJ non avesse mai ritenuto possibile un tale risultato i suoi sforzi e la sua fedeltà erano stati premiati. Aveva ottenuto Ren alla fine e nonostante si pensasse non fosse un gran premio, per lui era tutto ciò che contava.



- Buon anno, Matty! – esclamò JJ quando la voce del suo coinquilino lo raggiunse al telefono.

- Buon anno anche a te, come te la passi? –

- Tutto bene, mi sto divertendo un casino, stasera andiamo ad una festa, tu programmi piccanti? – chiese divertito.

- Beh, ancora da definire ma fino ad ora non posso proprio lamentarmi ... stare con lui è ... tutto quello che desideravo –

- Ti capisco – confermò JJ con voce sognante.

- Come te la passi tu invece? Sta andando bene? – l'espressione di Matt era vagamente guardinga.

- Non è nella stanza adesso, è in bagno ... rilassati! Comunque va tutto benissimo ... sai ... non lo credevo possibile, ancora alle volte mi sembra un'allucinazione ... -

- Tieni gli occhi aperti, vero? – chiese Matt – non voglio fare il guastafeste ma Ren è Ren ... e tu sai meglio di me che questo non può cambiare –

- Si, lo so ... ma sai ... anche se sembra che lui sia il mostro ed io la vittima innocente, non è così ... nessuno di noi è davvero innocente ... o inconsapevole ... siamo fatti così, entrambi dannatamente disturbati evidentemente ... ma è come dovrebbe essere, Matt ... finalmente sento che va come voglio – rise – a prima vista non sembra cambiato nulla ... insomma io e lui andiamo a letto insieme come sempre, passiamo il tempo con gli altri, io mi sono accampato a casa sua ... come ogni anno ... ma quando mi guarda ... quando mi tocca ... non è minimamente come le altre volte ... -

- Deve essere una bella sensazione – disse alla fine Matt sorridendo.

- Lo è ... ho quasi perso tutto ... c'è mancato davvero poco, ma per avere lui lo rifarei cento volte – mormorò JJ.

- Allora passa una bella serata, ci aggiorniamo quando tornerai al campus –

- Lo stesso vale per te! Non vedo l'ora di sapere tutto quello che hai combinato amico mio, voglio i dettagli! – rise.

- Beh, ti do uno scoop in anteprima, Tyler e Chris sono tornati insieme, stavolta seriamente. -

- Scherzi? Tyler e Chris? Era ora! – il cuore di JJ prese a battere all'impazzata.

- Credo che lui avrà il racconto più succulento di tutti! –

- Beh, allora non vedo l'ora di sentirlo! A presto, Matty –

I due si salutarono e JJ chiuse il video, stava per disconnettere Skype quando vide l'avviso di un'altra chiamata, era Lyonel.

- Ciao, JJ! Buon anno! –

- Hey come stai? Sei tornato a casa anche tu per le vacanze? –

- Già! Una bella rimpatriata con i parenti che non la piantano con le domande! Tu, invece? Come te la passi? –

- Non mi lamento, sono da Ren, stasera usciamo a festeggiare anche con gli altri –

Lo sguardo di Lyonel si affilò appena e sorrise vagamente divertito –come va con lui? Resisti oppure hai già chiamato un manicomio? –

- Lyonel ... - lo riprese JJ – con lui va molto bene –

- Se dovessi stancarti sai quel è la mia camera ... -

JJ scosse la testa – lascia perdere ... solo amici, chiaro? –

Gli occhi di Lyonel si spostarono rapidamente dal volto del suo interlocutore a qualcosa oltre la figura esile del biondo, JJ perplesso si voltò e notò Ren fare il suo ingresso nella camera. Era appena uscito dal bagno, aveva i capelli neri bagnati e pettinati all'indetro ed il telo da doccia legato in vita. Ci fu un interminabile silenzio, poi finalmente Lyonel parlò.

- Ciao Ren, come te la passi? –

Quello non rispose, si limitò a fissare l'altro con il suo sguardo freddo e disgustato ma questo non servì a togliere dal viso del biondo la sua espressione soddisfatta.

- Non abbiamo mai avuto occasione di fare due chiacchiere noi due, JJ è proprio un ragazzo speciale non credi? –

Fu allora che Ren assottigliò gli occhi in un gesto che JJ interpretò come l'ultima goccia, così si intromise nella discussione.

- Devo andare adesso Lyonel, ci si becca al campus, passa una bella serata! –

L'altro rise – ci beccheremo di sicuro JJ .... Tu invece non divertirti troppo – poi gli fece l'occhiolino ed il ragazzo si gettò con il mouse sul tasto di fine chiamata prima che scoppiasse una bomba.

Quando si voltò a guardare Ren si rese conto che era troppo tardi, quello lo fissava con i suoi occhi neri e penetranti.

- Stavo parlando con Matt ... poi lui ha chiamato ... ma solo per gli auguri – tentò di dire sorridendo appena.

Ren si chinò verso di lui, portando i loro occhi alla stessa altezza – se lo vedo ronzare intorno a te gli spezzo il collo – sibilò quasi ad un millimetro dalle labbra dell'altro, che lo fissava ipnotizzato.

- Stava solo scherzando ... - provò a giustificarlo JJ – lo sa che sto con te, non potrei mai ... –

Ma non potè continuare, Ren aveva spostano una mano fra le sue cosce – non si tratta di quello che faresti tu ... o lui ... ma del fatto che quello stronzetto ti deve stare alla larga o lo faccio secco ... sei mio, JJ ... non deve nemmeno osare fantasticare su di te –

Le labbra di Ren era nuovamente sulla pelle di JJ, succedeva spesso ormai che la tensione fosse tale che il moro non potesse resistere all'impulso di appropriarsi di quel corpo. JJ si ritrovò ad ansimare mente sentiva la superficie della sua pelle prendere fuoco sotto le attenzioni che il compagno gli dava.

Non era successo nulla di troppo ufficiale, nessuna dichiarazione da parte di Ren eppure da quella notte aveva semplicemente iniziato a trattarlo come JJ desiderava. Non c'era più traccia di passatempi o di alternativi metodi di fuga dalla realtà, Ren aveva la mente ben piantata a terra e fissa su JJ che ormai era diventato il solo centro del suo universo, senza più folli censure.

Il moro si mosse rapido su quel corpo che conosceva a memoria, lo aveva reso suo innumerevoli volte ma non si sarebbe mai abituato a quella sensazione. Quel fiammeggiante bisogno che non si spegneva dopo averlo soddisfatto, anzi, continuava ad alimentarsi.

- Ren ... - la voce roca di JJ si sollevava a fatica, la mente del ragazzo era totalmente vuota – aspetta ... -

Il ragazzo era ormai sopra di lui, pronto ad impossessarsi del biondo che tanto desiderava, così esile e perfetto nella sua fragilità.

- Sei mio, JJ ... - mormorò il più grande spingendosi lentamente dentro di lui, catturando le sue labbra fino quasi a soffocare ad ogni bacio.

- Sì ... non fermarti... -





- Non capisco perché siamo qui ....- mormorò Ren diverse ore dopo, davanti all'ingresso della grande villa.

JJ rise – lo sai perché, lo stiamo facendo per Alexey, voleva andare a questa festa ed è l'ultimo dell'anno ... siamo i suoi amici non possiamo lasciarlo solo –

Ren fece una smorfia poco convinta mentre i due attraversavano l'atrio pieno di gente per dirigersi nella zona dove Alexey e Roman li stavano aspettando.

- Ce ne avete messo di tempo! – si lamentò subito il russo – coraggio, la notte è giovane! Rendiamo questa serata memorabile! –

Ren si rivolse a JJ – io avevo in mente un altro modo per renderla memorabile ... -

Il biondo rise attirando l'attenzione di Alexey – fai poco lo spiritoso, Ren! O devo ricordarti che stasera sono l'unico senza compagnia? – puntualizzò con tono acido – io sono un grande amico, Ren ... non scordartelo ... prima di fare i tuoi commentini del cazzo ... -

I tre scoppiarono a ridere sotto lo sguardo irritato di Alexey, non perdeva occasione di ricordare al gruppo quanto gli fosse costato dover salvare la vita a Ren quella notte.

- Ancora questa storia, amico? – rincarò la dose proprio quello – fidati, perdere Chris non è stata poi questa gran disgrazia! Hai ancora me! – gli fece l'occhiolino.

- Oh, ma che bello! Che gran premio che ho avuto! – Alexey intrecciò le braccia sul petto come un bambino seccato.

- Dai ... lo sappiamo tutti che non sarebbe durata ... Chris ti avrebbe mollato comunque! – continuò l'altro.

- Vaffanculo! –

- Chi trova un amico trova un tesoro –

- Non ti sento neanche! –

- Così mi ferisci, Alexey ... sei il mio BFF ... sono certo che lo sarai anche per Chris! -

- Fottiti! –

Alla fine Alexey trascinò JJ a prendere degli alcolici, esasperato dalle battute di Ren ma ancora convinto di voler rovinare la piazza alla nuova coppietta che era stata messa sù sulle spalle della sua grande possibilità con Chris. Rimasti soli Roman gettò un occhiata a Ren, sorridendo appena, nonostante tutto sembrava che ci fosse una sorta di equilibrio adesso.

- Che hai da sorridere? – chiese Ren con un vago tono sprezzante.

L'amico trasalì appena – niente di che ... vedo che le cose vanno bene –

- Guarda che me lo ricordo che tu hai caldamente consigliato a JJ di lasciar perdere con me ... che lo hai spinto fra le braccia di quel coglione di Lyonel ... - lo informò.

- Mi biasimeresti? Ho fatto quello che ritenevo giusto per JJ ... non volevo soffrisse –

- Mi occuperò io di lui ... non c'è bisogno che ti disturbi più –

- E' un ordine? Ti da fastidio che mi preoccupi per lui ? – il tono di Roman era incerto.

- Fai il paladino della giustizia di qualcun altro, Roman ... a JJ non serve ... mi occupo io di lui ora ... -

- Beh ... starò solo nei paraggi ... nel caso che serva a te una mano, magari ... ma sono felice sai, che alla fine dopo tanto strillare e distruggere tutto, tu stia costruendo qualcosa ... -

Ren lanciò lo sguardo fra la folla ad osservare la sala, tutti quei volti e quei corpi ammassati e solo in lontananza la testa ossigenata di JJ emergeva come un piccolo faro nella notte.

- Non so se resterà in piedi alla fine ... oppure un bel giorno le ondate del marcio che la vita ci getta addosso lo travolgerà ... ma fino ad all'ora credo che debba avere tutto quello che ho da offrire ... anche se non è molto – fece una breve pausa – su una cosa hai sempre avuto ragione ... sono un fottuto casino e lo sarò fino alla fine dei miei giorni ... ma se a lui va bene così, chi sono io per giudicare? –

Roman sorrise e diede una leggera pacca sulla spalla di Ren, gli esseri umani erano creature strane e complicate, alcune più di altre e forse non si sarebbero mai comprese fino in fondo. Forse si sarebbero feriti sempre fino alla fine dei propri giorni, compiendo errori su errori, fossilizzandosi su scelte sbagliate e paranoie, ma alla fine qualcosa sarebbe venuto fuori. Qualcosa sarebbe emerso dalle lacrime e dal sudore, una terribile bellezza che si sarebbe stagliata fiera oscurando il resto, rendendo degna anche la più infima delle anime.

ANGOLO AUTRICI:

Finalmente siamo arrivati a concludere questa storia, il cammino è stato duro ma alla fine le soddisfazioni sono arrivate! Volevamo ringraziare tutti i nostri lettori e i recensori di questa lunghissima epopea XD

 Le sorprese con noi non finiscono mai come ben sapete e vi annunciamo che fra qualche giorno abbiamo intenzione di inserire alcune storie extra dedicate ai nostri Wayright! 

Avrete notizie sia sulla pagina autore qui su efp che sulla nostra pagina Facebook dedicata alla storia. Vi annunciamo che la prima sarà una One Shot cinque anni dopo overcome che riguarda la famiglia Wayright! Speriamo di avervi fatto divertire in questi mesi e che le nostre storie continuino a piacervi. Noi siamo sempre attive quindi presto inizieremo a postare anche altri lavori. Grazie per l'attenzione e l'appassionato sostegno.

A presto!

BLACKSTEEL


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