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Capitolo 45



TYLER

Da piccolo davo spesso da mangiare ad un vecchio gatto randagio, uno di quei gattacci guardinghi che non si lasciano avvicinare, così diffidenti che un minimo movimento più maldestro del solito poteva spingerli a scappare via. Gattaccio non piaceva a nessuno, forse neanche a me, di certo io non piacevo a lui, eppure aveva bisogno di cibo e sapeva che c'era quel bambino che gli avrebbe fatto trovare ogni sera una ciotola di avanzi in giardino. Gattaccio era una consuetudine, ogni notte si faceva vedere con il suo solito sguardo circospetto ed un passo lento ma vigile. Continuò in quel modo fino a qualche mese, poi scomparve. Doveva essere stato ucciso da una macchina, forse era stato ferito da un altro gatto ... era quello che mi ero detto dall'alto del mio assoluto realismo.

Perché i gatti, per qualche inspiegabile motivo, preferiscono morire da soli, mi spiegò Luis in un raro momento di relativa tranquillità familiare.

"E' così che fanno una volta feriti o quando sentono che la morte sta arrivando ... loro vanno via, non tornano a casa, anche a costo di lasciare i loro padroni. Semplicemente, è il loro modo di fare ... quel gatto non tornerà."

Per me doveva vigere la stessa regola perché quella notte non tornai in stanza ma continuai a vagare, i miei pensieri si susseguivano in una serie confusa ed infinita, quella dannata scena mi tornava in mente o forse non era mai andata via.

Mi ritrovai a bere, le mani mi tremavano mentre tentavo di portarmi il bicchiere alle labbra e in quel momento preciso mi chiesi se quella non fosse la mia più grande paura adesso fatta carne. Avere bisogno di qualcuno ... no, non era un bisogno normale che si poteva gestire decidendo o meno se agire, era più una dipendenza ormai, un continuo desiderare qualcosa di terribilmente dannoso per me, un non riuscire a resistere al richiamo, era come protendersi all'infinito verso qualcuno che non ne poteva più di me.

Era così che si era sentito Chris per tutto questo tempo? Non mi ero mai immedesimato in lui, in fin dei conti come potevo capire sentimenti che io non avevo mai provato fino a questo momento?

- Un altro -

Il barman mi osservò sospirando, poi versò un altro paia di dita di liquore nel mio bicchiere.

Lo mandai giù, ma non servì a spegnere quell'immagine che continuava a tormentarmi. Chris nudo, eccetto per quel paio di boxer che doveva aver raccattato da terra qualche istante prima e la sua espressione del tutto rilassata, come se la mia presenza in quella stanza non lo avesse turbato minimamente. Mi aveva fissato con i suoi grandi occhi chiari privi della solita luce che mi riservava, perché adesso riuscivo a riconoscere quello sguardo. Era lo sguardo che dedichi a pochissime persone al mondo, quelle per cui faresti di tutto, le uniche capaci di illuminarti la giornata o distruggerla ed io capii di non essere più tra quelle. Raggelai, qualsiasi cosa avessi voluto dire svanì dai miei pensieri, tutto ciò che riuscivo a fare era continuare a guardare quel nuovo Chris stupirmi attimo dopo attimo con il suo disinteresse. Avrei dovuto incazzarmi, ma non successe, in fondo che cosa pensavo di trovare entrando in quella stanza? Dentro di me l'avevo già capito, perfino il ghigno stampato sul volto di Ren quando mi aveva indicato dove si trovasse Chris era una prova evidente di quello che stava succedendo, eppure non mi ero fermato, avevo continuato perché avevo bisogno di vederlo con i miei stessi occhi.

Ero tornato in stanza dopo due lunghe ore durante le quali avevo cercato di mettere una pezza alle mie ferite, poi mi ero messo a letto ed avevo finto, decidendo che quello era stato un giorno come un altro, niente di nuovo. Rachel era venuta a trovarmi ed era ripartita quella stessa sera, soltanto quando salì sul treno la mia maschera crollò e cedetti per un attimo, appoggiandomi contro il muro del binario.

La stazione della Berkeley era decisamente più grossa di quella di South Gate, eppure in qualche modo me la ricordava. I miei occhi caddero su una coppia di ragazzi, lui stava per salire sul treno mentre lei era chiaro che sarebbe rimasta a terra. Piangeva, stretta tra le braccia del suo ragazzo che le sussurrava promesse e tante altre belle cose contro il suo orecchio. In quel momento capii che avrei voluto essere una persona normale, uno di quelli che sentendo il bisogno di scappare via per un po' sa trovare le parole migliori per non ferire chi, invece, deve rimanere. Ma io non ero niente di tutto quello, io sapevo soltanto far del male e respingere, il mio comportamento non poteva cambiare neanche con l'unica persona che avrei voluto tenere stretta a me. Suppongo che alla fine anche lui fosse distrutto dopo tanto combattere ed ottenere in cambio soltanto rarissimi sprazzi di felicità. Non si può vivere in questo modo, no?

Ero in stanza adesso ed avevo freddo, mi coprii con la mia felpa e soltanto in quel momento ricordai che l'altra era rimasta a lui. Pensai a quella sera in hotel, la nostra ultima notte insieme in realtà, perché a quel punto non ce ne sarebbero state delle altre. Stavo per mettermi a letto quando la porta della stanza venne tempestata di pugni. Per un attimo scattai, dentro di me continuavo a tenermi a bada, ricordandomi che quello non poteva essere Chris.

Non mi sbagliavo, il volto di Matt era teso mentre irrompeva in stanza come un tornado e la mia delusione crebbe. Che cosa mi aspettavo? Lui non sarebbe più tornato da me, non lo avevo ancora capito?

- Che diavolo vuoi? -

- Voglio sapere che cazzo gli hai fatto! Voglio una motivazione sensata a tutto questo, perché sto perdendo la testa! Quello non è mio cugino, non so cosa sia capitato tra te e lui ma non può andare avanti così. - Matt stava urlando mentre chiudeva la porta alle nostre spalle e mi inchiodava con i suoi occhi rabbiosi.

- Non so di cosa tu stia parlando, Reed - dissi con un filo di voce - togliti dalle palle. -

- No, cazzo! Non ti permetterò di fare così, Bradbury! Non questa volta! E' tutta colpa tua, non capisci? Tutto quello che succede nella vita di Chris è dannatamente legato a te! Questo suo comportamento autodistruttivo deriva da qualcosa che gli hai fatto tu! Ed io voglio saperlo, lo pretendo! -

- Non ho fatto un cazzo! - fu il mio turno di urlare, sentivo le mani tremare dalla rabbia - non è successo un cazzo, non abbiamo litigato, non l'ho pestato, non ho fatto un cazzo di niente! Niente giustifica quello che è diventato adesso -

- No, ti piacerebbe, Bradbury! - mi interruppe quello, sempre più alterato - non è così, non ti credo. Devi avere fatto qualcosa di grosso e merdoso anche oltre i tuoi standard, perché mio cugino è a pezzi ed io non l'ho mai visto in questo stato neppure quando lo hai mollato come un sacco della spazzatura alla stazione di South Gate. So che tutto ciò che lo rende felice o di merda dipende da te, è così da oltre un anno a questa parte e tu mi dirai che cazzo gli hai fatto adesso! -

- Basta! Chi ti credi di essere? Vieni qui, butti giù la porta, mi accusi di stronzate che non ho fatto! Vattene, porca puttana, io ho chiuso con questa storia, voi Wayright potete anche andare a fare in culo! - scattai come una furia, aprendo la porta che Matt si ostinava ad ignorare.

- No, non te lo permetterò. Tu sei la causa e tu sarai il rimedio, porca puttana - Matt mi puntò un dito contro, stava piangendo dalla rabbia adesso - Chris non sta bene, salta le lezioni ed è sempre fatto, anche oggi ho tentato di parlare con lui ma non mi ha neanche degnato di uno sguardo, era come se non ci fosse nessuno in casa, quello sguardo vuoto, quei due che continuano a stargli intorno come due avvoltoi su una fottuta carcassa ... non finirà bene, Tyler. -

- Sono cazzi suoi, io non posso farci niente. - dissi con la furia in corpo. Perché doveva venire da me? Perché cazzo doveva tormentarmi anche lui?

- No, non capisci ... tu sei l'unico che possa fare qualcosa invece - Matt era sfiancato, crollò sul mio letto e si portò le mani al viso - quello che prova per te è forte e non passerà mai del tutto, voglio che tu vada da lui prima che sia troppo tardi. So che non vedi l'ora di farlo ... so che questa situazione sta distruggendo anche te. -

- Ci sono stato da lui! - dissi con rabbia senza che riuscissi più a trattenere tutte quelle emozioni intrappolate a forza nel mio petto - ed indovina dov'era? Era a letto con Romanov! Ti è chiaro adesso? Stai solo perdendo il tuo tempo. -

- Non importa, è soltanto il suo modo di sopravvivere alla rottura, sta andando alla deriva pur di non tornare da te ... -

- Hai detto bene, Matt. Vuole liberarsi di me, sta facendo di tutto per andare fino in fondo e chi sono io per impedirgli di farlo? Perché dovrei combattere? Per riportarlo da me? Non sono una persona meritevole - lo avevo ammesso, finalmente ce l'avevo fatta.

- Diventalo allora! -

Scossi la testa - Non voglio. Hanno tutti ragione, Matt, non sono fatto per stare con qualcuno, ho qualcosa che non va dentro ... ho dei problemi che non riesco a risolvere e stavolta nessuno ci andrà in mezzo. -

- Ci è già andato in mezzo, lo vuoi capire? E' il tuo comportamento del cazzo che lo ha spinto ad agire in questo modo! Lo hai mai visto bene? Hai mai visto il vuoto nei suoi occhi? E quella rabbia ... quella rabbia che tira fuori quando si sente giudicato ... quando qualcuno prova a mettere in discussione la sua nuova vita -

- Sono affari di Romanov questi adesso. Va a parlare con lui ... - dissi con un senso orribile allo stomaco, soltanto pronunciare quel nome mi disgustava. Pensarli a letto insieme era una tortura infinita alla quale non riuscivo a sottrarmi.

- Tyler, ti prego ... - Matt era disperato, sapevo che cosa aveva visto, Chris adesso metteva i brividi ed io ne ero atterrito almeno quanto lui. Pensare che tutto fosse dipeso da me, dal modo in cui avevo trattato Chris durante l'ultimo anno ...

- So che è colpa mia e l'unica cosa che possa fare adesso è prendere le distanze da lui una volta per tutte. Ti giuro, non gli ho fatto nulla per spingerlo a reagire in questo modo. Ci siamo lasciati, lui ha detto che era d'accordo con me, che in fondo era stanco di questa situazione, poi è scomparso. - dissi ancora una volta, costringendomi a stare calmo.

- Tyler, ti prego ... -

- Non posso andare da lui, Matt - aprii la porta a quel punto e lo fissai - lascia che tocchi il fondo, è la sua vita, no? -

Matt si alzò dal mio letto, il suo sguardo era freddo adesso, mi oltrepassò dandomi una spallata, poi si voltò nuovamente verso di me.

- Allora è vero che non te n'è mai importato un cazzo di lui ... credevo di sbagliarmi, credevo che Chris avesse visto qualcosa in te, ma evidentemente non era così. Sei soltanto un pezzo di merda e dovresti essere tu quello a soffrire come un cane adesso. -

Lo stavo facendo, ma ancora una volta avevo deciso di nascondere le mie debolezze. Affrontare Chris mi metteva i brividi, pensare di dover incontrare ancora i suoi occhi freddi ed impassibili equivaleva ad un'esecuzione in piena regola. Dovevo sopravvivere, non ero stato educato a ricercare l'umiliazione, né a subire l'indifferenza della gente, in realtà non avevo mai creduto che un giorno la freddezza di qualcuno mi avrebbe ferito. Ero nato per combattere, per rispondere al fuoco con altro fuoco, tornare da lui per farmi umiliare non era mai stata un'opzione. Bisognava salvarsi da soli.

- Non importa tutte le stronzate dietro le quali ti starai nascondendo dentro la tua mente, so tutto quello che Chris ha fatto per te. Quante volte ti ha salvato il culo con la sua presenza? Quante volte ti ha dato la forza o la calma per andare avanti? La tua famiglia di merda ti ha ridotto all'osso e lui è sempre stato lì a sostenerti! A darti un fottuto rifugio. E' così che è fatto Chris, si farebbe in quattro per chiunque, ancora di più per te. Ti reputava il suo ragazzo, porca puttana!! Se tu adesso lo lasci nella merda sappi che hai fallito come essere umano. -

Risi amaramente - Sai che novità ... fallisco come essere umano da quando sono nato, credo proprio che riuscirò a conviverci anche stavolta. -

Matt era disgustato, talmente tanto che finalmente levò le tende. Finsi che quelle parole non mi avessero toccato, mi misi a letto e portai avanti l'illusione di poter dormire dopo tutto quello che ci stava accadendo. In realtà stavo andando inesorabilmente a fuoco.

JJ

La lunga sessione di lezioni del giorno era finita, mi stiracchiai appena prima di sollevarmi dal banco, dovevo ritirare alcuni libri e poi sarei andato all'appuntamento con Matt. Di recente il mio amico era davvero giù di corda, nonostante la sua relazione procedesse bene, quello che stava affrontando Chris non lo faceva dormire la notte. Le aveva provate davvero tutte ma non c'era modo di scoprire cosa diavolo stava succedendo nella testa di quel ragazzo, mi convinsi che non era solo lì il problema. Dando un occhiata a quello che era successo nella mia vita mi resi conto che c'era qualcosa di pazzo nel mondo di recente, dannatamente instabile.

Mentre camminavo il mio cellulare prese a squillare, osservai il numero e sorrisi.

- Roman! Come stai? – presi la chiamata d'un tratto un po' più di buon umore.

- Tutto bene – rispose con il mio stesso tono gioviale – cosa mi dici di te, piccoletto? Ho sentito delle cose ... -

Non aveva perso tempo, era passato subito al sodo. Roman di certo era il più maturo del gruppo e anche il più buono, era il maggiore di tre fratelli ed era dotato di un istinto protettivo notevole. Questo era quello che avevo percepito più di tutto da quando lo conoscevo, questa volontà di prendersi cura degli altri. Mi aveva sempre trasmesso quel calore che mi aveva fatto sentire come se anche io facessi parte della sua famiglia. Forse era la sua natura che aveva fatto in modo che si unisse ad Alexey e Ren, di certo Roman si prendeva cura anche di loro, ci provava almeno.

- Beh, non c'è molto da dire ... se non lo ha fatto Ren, Alexey certamente ti ha informato – dissi intristito.

- Sì ... Alexey mi ha informato grossolanamente .... neanche lui ci ha capito molto, Ren ha solo dato ordine di non rivolgerti la parola – brontolò – il principino deve essere parecchio adirato –

Sorrisi – suppongo di sì ... e sarebbe meglio che non lo faceste incazzare ancora di più, fai come dice, Roman ... lasciami perdere –

- Oh, piccolo JJ – sorrise appena – se avessi lasciato Ren assecondare le sue stronzate non sarebbe vissuto fino alla soglia dei ventiquattro –

Io rimasi senza parole per un attimo – Credo di aver tradito la sua fiducia ... di essere venuto meno alle mie promesse .... Frequento un ragazzo e –

Lui mi interruppe – Non sei venuto meno a nulla JJ, questo deve esserti ben chiaro – disse con voce ferma – Ren è immaturo e capriccioso, lo sai meglio di me ... non negherò la mia speranza che il rapporto con te lo aiutasse, che lo cambiasse ma forse non è capace di cambiare ... e tu non dovresti rovinarti per stargli dietro. –

- Io ... non ho mai pensato che stare con Ren fosse una rovina ... lui è sempre il mio migliore amico – dissi con convinzione – e mi manca, Roman ... ogni giorno ... anche se non sono solo, anche se ho un ragazzo fantastico al mio fianco ... lui ... continua a mancarmi ... avrei voluto fare di più, avrei voluto non essere tagliato fuori –

- Non sei sua madre, JJ – protestò ancora – saresti rimasto solo per sempre, prigioniero del mondo contorto di Ren. E' come se ti avesse costruito una gabbia ... questa responsabilità non doveva toccare a te ... lui è come un vampiro, avrebbe succhiato tutto quello che avresti potuto dargli senza darti mai nulla in cambio ... - sembrava amareggiato – questo è troppo crudele –

- Alexey mi ha detto che se sarà necessario penserà lui a Ren, che non devo preoccuparmi ... ma non riesco a smettere di farlo – mormorai – sai cosa credo io, Roman? Credo che quando succederà qualcosa di grosso non ci sarà nessuno a fare qualcosa ... a meno che non sia io –

- Ren è come un vulcano, JJ – disse con voce amara – è sempre stato dannatamente instabile ... nessuno vuole essere lì quando esploderà e devasterà tutto ciò che gli è vicino –

Una parte di me si smosse, dentro, nel profondo e quelle parole mi uscirono quasi senza volerlo – eppure io non vorrei altro che essere lì con lui –

Silenzio, interminabile silenzio, non sapevo perché avevo detto quella cosa, forse avevo sbagliato, dovevo sforzarmi di essere più distante adesso, non potevo continuare a considerare Ren il centro del mio mondo.

- Sai , JJ – disse Roman interrompendo il silenzio – cominco a crederlo anche io ... e di questo mi scuso ... perchè so che Ren non si scuserà mai per quello che è, ma qualcuno ti deve chiedere perdono, JJ – la sua voce era intrisa di rammarico e dolore.

I miei occhi pizzicarono – Roman ... -

- Mi dispiace che Ren sia tanto se stesso ... e lo sia in un modo tanto brutale ed irrimediabile - fece una pausa - ho detto a lui delle cose un anno fa ... forse ho solo peggiorato tutto, ma ci ho provato –

- Grazie – mormorai incerto, non avevo capito a cosa si riferisse ma ero certo fosse qualcosa detta per aiutare, come sempre – sono certo che tu abbia fatto del tuo meglio –

- Non rimproverarti quando il tuo meglio non basterà, JJ –

La telefonata si chiuse qualche minuto dopo, misi il cellulare in tasca e ripresi a camminare lungo il campus, gettai distrattamente lo sguardo lungo il prato e fu allora che lo vidi.

Avrei riconosciuto quella sagoma fra mille, Ren era straiato a terra e non era solo, stava leggendo uno dei suoi libri e proprio accanto a lui c'era Edward. Era lì, ad occupare il mio posto, a parlare con lui e Cristo gli sfiorava persino la spalla.

Inspirai profondamente, stai calmo, si disse una parte di me, passa in fretta sperando che non ti notino. Ma l'altra parte di me scalpitava, quel maledetto aveva atteso abbastanza da approfittarne, prendere il mio posto adesso che ero fuori.

Ma che diavolo te ne importa JJ?

Fui sul punto di andare via ma mi bloccai quando vidi gli occhi di Ren sollevarsi dal libro, ci fissammo e fu una sensazione strana e tesa. Era da così tanto tempo che non lo vedevo, non incrociavo il suo sguardo, quegli occhi neri erano difficili da sostenere ora. Lui non sembrava fare fatica, mi fissava con un espressione altezzosa e soddisfatta, lo vidi sporgersi appena verso Edward, accostare il suo viso all'orecchio dell'altro in un gesto intimo che mi fece saltare i nervi.

Smettila di guardarlo JJ! Che ti prende?

- Cosa vuoi? – mi sentii chiedere.

Restai impietrito, senza neanche rendermene conto mi ero avvicinato a loro, i miei piedi e la mia irritazione si erano messi d'accordo ed adesso fronteggiato lo sguardo affilato di Ren.

- Io ... - rimasi un attimo senza fiato, ma non volevo sembrare tanto stupido – pensavo di chiederti se ti era passata –

Quello sollevò un sopracciglio irritato – oh, ma guarda ... il maiale che torna all'ovile .... Risparmiami questa scenetta , JJ –

Un brivido di rabbia mi percorse la schiena – ah, sarei io il maiale? E tu che ti strusci addosso a lui, invece? – mi voltai verso Edward che mi guardava imbarazzato – da quando te lo fili?-

Ren rise forte, stavo facendo il suo gioco ma ero troppo arrabbiato, troppo amareggiato, Edward era la persona che più mi infastidiva nel campus e Ren adesso stava uscendo con lui, era troppo insopportabile.

- Da quando il mio passatempo ha deciso di farsi un altro - rise di scherno – andiamo tu ora hai la tua solida e felice relazione ... cosa c'è di male? Eddie è molto bravo a letto, avrei dovuto pensarci prima ... - rispose allargando ancora di più le sue labbra in un sorriso che mi penetrava il petto come un pugnale.

- Sei uno stronzo, Ren! – ringhiai.

- Cazzo ... se sei così duro con me mi verrà da piangere – rise e scosse la testa, se la stava spassando.

- So che c'entri con quello che sta succedendo a Chris – quelle parole lo fecero tornare serio, era il mio turno adesso – che sarebbe quello, Ren? Una ripicca? Perché io adesso sono amico di Matt? Perché nella tua testa lui è la causa del nostro allontanamento? Ti ricordo che sei stato tu a trattarmi di merda e dirmi di sparire –

Fu a quel punto che si sollevò, sembrava torreggiare su di me, gli occhi scuri ancora saldati nei miei – non hai ancora smesso di sentirti importante ? Non mi frega un cazzo di quello che fai ... hai fatto la tua scelta ... ed ho capito quanto tu sia debole e banalecome tutti loro ... ora non venire più a scocciarmi –

- Cosa stai facendo a Chris? – insistetti, probabilmente mi avrebbe colpito, ne aveva tutta l'aria.

- Sai cos'è successo a Chris, JJ? Lo vuoi proprio sapere? È successo l'amore ... eccolo il mistero ... ha ceduto come tutti quelli prima di lui e gli è stato mostrato in tutta la sua spaventosa ferocia ... - il suo tono era ogni istante più aggressivo – Chris ha capito come va il mondo ... che non puoi possedere nulla, non puoi tenere a nulla, perché nel momento in cui ce l'hai la perderai e nulla potrà sostituire quel vuoto, quel bisogno – poi si voltò – lui non sarà mai più così stupido da cascare in una cosa del genere ... tu continua pure a fare finta di non sapere, di non capire ... giochi al fidanzato, ma quando verrà il momento ... non venire da me –

- Sembri così soddisfatto quando mi auguri tutta quella sofferenza - sussurrai – saresti davvero felice che soffrissi? Oppure per te avere ragione è più importante che avere amici? –

Quello rimase in silenzio per qualche istante poi sorrise amaramente – Roman mi ha detto una cosa del genere una volta e risponderò esattamente con le parole che detto a lui: " io e JJ? Non credo siamo mai stati amici e di certo non ho intenzione di apportare cambiamenti" –

Quelle parole mi colpirono duramente, fu a quel punto che voltò le spalle sul serio e fece cenno a Edward di seguirlo, li vidi sfilare senza la possibilità di dire nulla, mi sentivo frastornato. Che genere di discorso avevano fatto? Doveva essere lo stesso che mi aveva riferito anche Roman ... non credo siamo mai stati amici ... diceva sul serio?

Osservai quei due mettere sempre più distanza fra me e loro, mi concentrai sulla figura di Edward che sembrava ancora turbato per la discussione. A differenza dei miei amici, lui non era così bravo a mentire, mi ero accorto della faccia che aveva fatto al solo nominare Chris. Quella merda sapeva qualcosa, era dannatamente evidente, presi il cellulare dalla tasca, c' era un messaggio di Matt.

" JJ, perdonami ma Nik mi ha invitato a cena da lui ... ti dispiace rimandare l'uscita di stasera?"

" Vai a divertirti!!! Questo è un ordine! ;)"

" Ci vediamo con Juri fra mezz'ora, ti ha portato gli appunti, poi noi andiamo a cena ... facciamo colazione insieme domani magari!"

" D'accordo, avviserò Lyonel che avremo la camera tutta per noi :3"

Così mi ritrovai a chiamare Lyonel prima del previsto, sperando che fosse già libero.

- Ehi con Matt è rimandato! Sei già fuori dal laboratorio? Io mi faccio dare gli appunti da Juri e sono da te, stasera saremo soli soletti ....– mormorai malizioso.

- Sì, sono in camera mi preparo e arrivo- rispose con il suo tono gioviale.

- Vuoi che passi io da te? –

- No ... qui c'è il mio coinquilino, preferisco venire da te, ok? – disse leggermente agitato.

-D'accordo –

Avrei passato la serata con lui, per distrarmi e cercare di dimenticare gli infiniti problemi che mi stavano saltando addosso.

I miei amici impossibili, i brividi che avevo ancora addosso dopo quella discussione con Ren, la faccia di Chris che cominciava a preoccupare anche me e che in qualche modo mi faceva sentire responsabile. Cercai di mettere a tacere anche la rabbia nei confronti di Edward, anche se era evidente che fosse l'anello debole sul quale andare a martellare.

ANGOLODELLE AUTRICI: Eccoci qui con un nuovo capitolo! Gli aggiornamenti procedono spediticosì come i colpi di scena e le sventure che sembrano abbattersi sui nostripersonaggi. Come vi avevamo già preannunciato questi saranno dei capitoliabbastanza caldi, ma allo stesso tempo ci stiamo avvicinando in fretta verso laconclusione definitiva di questa storia. Qualcuno si sente così coraggioso daavanzare qualche ipotesi su cosa potrebbe accadere da questo punto in poi? Noici auguriamo che vi piaccia nonostante le tematiche siano meno felici delsolito. Forse siamo davvero una garanzia di disperazione xD
Al prossimo aggiornamento con due nuovi protagonisti e i loro problemi!

- BLACKSTEEL - ߁}Y

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