Capitolo 44
CHRIS
Fu durante il mio primo autunno alla Berkeley che realizzai davvero quanto fosse stato inutile fino a quel momento ogni mio sforzo per restare a galla. Mi ero immerso in mille cose da fare per spingere via quell'oscurità pulsante che sentivo nascere in me giorno dopo giorno, tutto tempo perso. Alla fine ero stato annientato come nella peggiore delle esecuzioni.
Ero stato di nuovo male dopo quel messaggio, mi ero chiuso in stanza ed avevo osservato il soffitto per un tempo infinito.
Matt è preoccupato, fatti sentire.
Non piansi neanche una lacrima, soffrivo in silenzio perché era ciò che meritavo. Alla fine mi rifugiai nel mio nuovo posto magico, lì dove tutto era lieve ed armonico, dove gli affanni umani non sembravano altro che remoti ricordi privi di importanza. Era semplice, bastava mandare giù ed aspettare il tempo necessario affinché tutto smettesse di fare così male.
Avevo passato il pomeriggio con Alexey, poi mi aveva portato in giro a bere per locali, ma non riuscivo a starmene buono. Alla fine aveva inteso la mia irrequietezza e alla chiusura del locale eravamo corsi via, prendendo in prestito la moto di Roman. Mi piaceva sfrecciare per le strade di Berkeley, con il vento che mi sferzava il viso e le risate rumorose di Alexey alla guida. La velocità era eccitante, pensare che quella moto non la potevamo neanche guidare lo era ancora di più, quello era uno di quei momenti in cui il buio si diradava appena, senza mai svanire, giusto quel poco necessario a rendere la vita meno difficile da affrontare.
- Ho saputo che si è fatto sentire ... -
Non era neanche necessario fare il suo nome, sapevamo entrambi a chi si stesse riferendo Alexey. Smontammo dall'auto e ci dirigemmo nuovamente verso il locale dov'erano rimasti gli altri. Non avevo alcuna voglia di parlarne, stavo cercando di impegnarmi al massimo per non pensarci, ma lui non doveva essere dello stesso avviso perché il suo braccio mi sbarrò la strada, impedendomi di oltrepassare l'ingresso.
- Perché non mi rispondi? E soprattutto perché non me lo hai detto?-
Lo guardai e non riuscivo a smettere di detestare quel suo viso così pieno di domande, mi infuriavo per niente ormai, come un gattino che passa dal gioco a sferrare un graffio feroce senza preavviso
- Che cazzo vuoi, Alexey? Devo farti la telecronaca di tutto quello che mi capita adesso? Soltanto perché scopiamo poi? Come se contasse qualcosa per entrambi! -
- Che diavolo c'entra questo adesso? - la stretta di Alexey era ferrea, mi sentii trascinare lontano dalla porta, verso i parcheggi deserti prima di riuscire a liberarmi da lui con uno strattone. Ci guardammo, ero ansante e adesso non mi stavo divertendo più - che diavolo vuoi dire? Perché ti tieni tutto dentro? -
- Me ne vado a casa. - dissi, dandogli le spalle.
- No che non te ne vai. Smettila di stronzeggiare, Wayright. -
- Altrimenti? - lo provocai - ti ho detto che me ne vado a casa. -
- Allora vengo con te, figlio di puttana - Alexey stava al passo nonostante avessi aumentato drasticamente il mio. Avevo voglia di picchiare qualcuno, sapevo che era stato Ren ad informarlo del messaggio e la cosa mi irritava parecchio.
- Tu e il tuo amico, perché non andate a farvi fottere un po'? -
- Cosa? - Alexey era esterrefatto - Te la prendi con me adesso? Volevo soltanto capire come stessi -
- Ah, sì? E da quando in qua siamo così in confidenza io e te? Pensi che abbia bisogno di Alexey lo psicologo? - sapevo che quelle parole lo stavano mandando fuori di testa, ma non me ne importava, anzi provavo una soddisfazione feroce nel vedere quel suo viso incazzato.
- Sei fatto, non capisci un cazzo, devi smetterla di prendere quelle pillole o giuro che spacco la faccia prima a te e poi a quel bastardo di Ren. -
- Adesso sei anche mia madre? Non esco con te per sentirmi dire quello che devo o non devo fare, bastardo - stavo urlando e con uno strattone mi liberai dalla sua presa.
- Chris, fermati subito, porca puttana. Respira - un altro strattone che stavolta mi impedì di muovermi, stavo per aggredirlo con un destro ma Alexey fu più veloce e lo parò. Mi dimenai tra le sue braccia forti, non so quanto tempo mi ci volle per realizzare che fosse tutto completamente inutile, non potevo vincere uno scontro fisico.
- Devi rimetterti in sesto, Chris. So che quello è stato il tuo fottuto primo amore, ma non devi più soffrire come un cane, ti stai soltanto facendo del male. -
Non volevo ascoltare, non riuscivo neanche a guardarlo mentre tirava fuori quelle stronzate.
- Mi lasci adesso? - ringhiai e soltanto dopo qualche altro secondi riuscii finalmente a liberarmi dalla sua presa. Continuai a camminare, sempre più incazzato.
- Non ti permetterò di autodistruggerti, Chris - il tono di Alexey era basso, troppo carico di emozioni contrastanti.
Non volevo guardarlo - Allora dovresti proprio toglierti dai piedi, perché é quello che intendo fare, con o senza il tuo appoggio. -
- Te lo dico io quello che faremo invece. Ti porto in stanza da me, fumiamo qualcosa e poi ci rilassiamo -
Scoppiai a ridere - Perché continui a venirmi dietro come un cane? Alexey, vedi di non farti prendere troppo da questa storia. Siamo intesi? -
Il suo sguardo era stranamente freddo mentre incontrava il mio - Per chi mi hai preso? Credi che mi stia innamorando? - poi rise appena, sembrava divertito - non è che sei l'unica persona che mi attizza sulla faccia della terra.
- Bene, buon per te - non feci nulla per nascondere il sollievo nella mia voce - sarebbe imbarazzante. -
- Ti tolgo dall'imbarazzo -
Soltanto a quel punto e dopo un lungo silenzio durante il quale ci fissammo per un po' mi lasciai attirare a lui, Alexey passò il suo braccio intorno alle mie spalle ed insieme ci incamminammo verso i dormitori. Mi piaceva quel suo profumo forte, il modo che aveva di ridere anche quando lo trattavo di merda, ma allo stesso tempo la sua infinita pazienza nei miei confronti mi metteva i nervi.
- Abbiamo detto che Edward ha tolto le tende, vero? - chiesi per sicurezza.
Alexey era soddisfatto, il suo sguardo infuocato lasciava ben poco all'immaginazione, stava già pregustando il nostro post-serata.
- La stanza è libera e lei è libera dall'incazzatura, sua maestà? - mi chiese, ironico.
- Almeno quanto tu sarai libero dai tuoi boxer nel giro di cinque minuti. -
Lo sentii fremere accanto a me prima di spingermi con violenza contro il muro e infilarmi la lingua in bocca. Risposi a quel bacio violento con altrettanta foga, spingendo il mio bacino contro il suo fino a far cozzare i nostri inguini. I nostri respiri si facevano pesanti, così come la mia voglia di vederlo completamente dipendente da me.
- Muoviti - gli intimai spingendolo verso la porta della sua stanza che Alexey aprì con una certa fatica.
Non accendemmo neanche la luce, Alexey era carponi davanti a me mentre mi aiutava a liberarmi dai miei jeans ed avvicinava il suo viso alla mia erezione del tutto sveglia. Artigliai i suoi capelli lisci, stringendoli tra le dita per dare il ritmo che volevo ai suoi movimenti, Alexey era così eccitato da farmi impazzire e le mie spinte si facevano sempre più veloci fino a quando iniziai ad ansimare disperatamente, la sua bocca era così stretta e calda, ed i suoi occhi scuri mi stavano fissando con una forza divorante mentre continuava a succhiare e adesso a mordere. Gemetti, era dolore? No, soltanto un piacere diverso, ancora più forte. Ero al picco dell'eccitazione, non riuscivo più a resistere, la bocca di Alexey era bollente intorno a me, il ritmo perfetto e adesso insostenibile, avrei voluto avvertirlo ma le parole si persero tra i miei gemiti e con un'ultima spinta venni tra le sue labbra.
- Cazzo - l'orgasmo mi lasciò barcollante e confuso, sentì Alexey imprecare appena, aprii gli occhi giusto in tempo per vederlo ingoiare con una smorfia emblematica stampata sul viso.
- Ops ... - dissi tra il divertito ed il preoccupato.
- Porca troia, questa me la paghi veramente Chris - mi aveva fissato con un'espressione incazzata sul volto prima di sbattermi con violenza con il torace contro la scrivania. Una pioggia di fogli, penne e libri ci colpirono le gambe mentre iniziavo a ridere.
- So che ti è piaciuto, sei più frocio di quanto immagini, ammettilo. -
- Mmm, forse un pochino - la sua voce era bassa e resa roca dal desiderio, sussurrò al mio orecchio prima di morderlo con forza, fino a farmi gemere di un dolore che somigliava a piacere . Alexey si era lasciato andare, percepivo le sue dita muoversi dentro di me per prepararmi a quello che sarebbe successo, mi rilassai, nel frattempo lo sentii scartare il preservativo dalla sua confezione. Le sue labbra continuavano a seviziare la pelle sensibile del mio collo, poi, lentamente, iniziò a farsi spazio dentro di me, prorompendo in un gemito basso, uguale, al mio, quando finalmente riuscì ad entrare. Una scossa di piacere mi colpì in quel punto esatto, le sue spinte si fecero violente e veloci, si aggrappava ai miei fianchi, artigliandoli con le sue dita che lasciavano segni rossastri sulla mia pelle, poi improvvisamente uscì dal mio corpo, prima di rientrare con un gesto secco che mi fece inarcare la schiena ancora di più.
- A-Alexey - sussurrai, stravolto, le parole erano bloccate in gola, le sue spinte toccavano quel punto perfetto e lui lo sapeva dannatamente bene. Persi il contatto con la realtà, la sua mano mi tappava la bocca mentre l'altra si muoveva lungo la mia erezione e respirare stava diventando impossibile.
- D-dio, Chris. Chiamami ancora ... - Alexey affondò dentro di me ancora una volta - dimmi che mi pensi, dimmi che mi vuoi -
Confusione, non riuscivo a ragionare, tanto meno a parlare, ma non importava, stavo gemendo, fu io a muovermi adesso, a spingermi contro la sua erezione, costringendolo a venire dentro di me nello stesso momento in cui anch'io raggiungevo il culmine del piacere.
Stavolta non riuscii più a reggermi, sentii le sue braccia stringermi la vita mentre un capogiro mi costringeva ad accasciarmi con le spalle contro il suo petto. I nostri cuori martellavano l'uno contro l'altro, Alexey mi strinse ancora più forte mentre mi lasciava un candido bacio sul collo e appoggiava la sua fronte sudata contro la mia. Restammo in quel modo per molto tempo, entrambi troppo scossi per poterci muovere, poi lo sentì ridere appena.
- Ho detto delle stronzate ... dannazione, ero fin troppo eccitato. - ammise, sospirando contro il mio orecchio.
- D-dove lo hai imparato quello? - avevo sussurrato confusamente, ancora in preda a tutte quelle sensazioni.
- Tante ragazze e tanti porno. Adesso che mi hai scoperto andiamo a metterci a letto - aveva riso facendomi rabbrividire ancora una volta prima di prendermi per mano e accompagnarmi verso il letto, dove in fretta e furia accese la sua solita sigaretta.
Provai a riprendermi, stare sdraiato aiutava di certo.
- Domani è l'ultimo giorno di allenamenti settimanali, significa che dopo avrò ben tre giorni liberi ... magari potremmo invertire i ruoli ... - la sua voce era bassa, un soffio eccitante al mio orecchio.
- Sei coraggioso - mi complimentai con lui - ma so che potresti pentirtene
- Beh, a giudicare dalle tue dimensioni potrei benissimo rimangiarmi tutto, ma so che ti piace essere attivo ... - Alexey mi fissò appena prima di nascondersi contro l'incavo del mio collo. Non aveva tutti i torti, dopotutto quella era soltanto la mia seconda volta da passivo e nonostante non mi dispiacesse affatto avremmo anche potuto scambiare i ruoli di tanto in tanto.
- Beh, se ne sei convinto ... ma sappi che non ti risparmierò neanche per la tua prima volta. -
- E chi te lo ha chiesto? - commentò prima di ridere forte. Stavo per aggiungere qualcosa quando percepii un lieve rumore alla porta che nel giro di qualche secondo divenne più forte.
- Edward? - mi rivolsi ad Alexey, ero confuso ed anche infastidito.
- E adesso che diavolo vuole? - lo vidi sbuffare mentre cercava di raccattare un asciugamani che si legò alla vita. Stavolta i rumori alla porta si fecero ancora più forti, quasi isterici.
- Ma che cazzo! - Alexey barcollò con rabbia - avevo chiesto la stanza per me!! Che diavolo vuoi? -
Sbuffai, avevo appena preso una sigaretta dal mucchietto che ci aveva passato Roman e l'avevo iniziata a fumare, a quel punto per decenza recuperai gli slip e li indossai nonostante fossi convinto che Edward non si sarebbe scandalizzato nel trovarmi nudo, dopotutto era ovvio il motivo per cui Alexey chiedeva la stanza. Mi stesi ed allungai le gambe mentre l'altro apriva la porta ed iniziava a sbraitare.
- Prendi quello che devi prendere e poi togliti dalle pa - -
Alexey non terminò mai la frase però. Non capii esattamente cosa provai in quel momento, come mi stessi sentendo a vedere il volto impietrito di Tyler dopo due settimane in cui entrambi eravamo scomparsi per entrambi. Ero nudo, quella consapevolezza mi raggiunse subito, anche Tyler ne era cosciente, i suoi occhi sgranati erano puntati su di me, per un lungo istante non sembrò capace di distoglierli, solo dopo li fece scorrere su qualcosa di diverso, in basso sul tappeto. Era l'involucro del preservativo scartato da Alexey poco prima. Fu come se il tempo e lo spazio si fossero fermati, per la prima volta Tyler mi parve umano, quasi senza difese mentre i suoi occhi tornavano sul mio viso e ci vedessi dentro lo smarrimento più assoluto.
- Che cazzo sei venuto a fare? - la voce rabbiosa di Alexey ruppe quel silenzio statico - togliti dalle palle immediatamente. -
Tyler non oppose resistenza, si fece spingere indietro, fino a sbattere contro il muro. I suoi occhi erano ancora fissi sul mio volto immobile. Non avevo battuto ciglio, mi sembrava quasi che tutto quello non stesse neanche accadendo a me. I suoi occhi sembravano urlare "Perché mi stai facendo questo?", ma non poteva essere così ... lui non era capace di provare dolore. Non per qualcosa legata a qualcuno che non fosse sé stesso almeno.
- Che cazzo hai, eh? Che guardi? Non ti è bastato? Sì, stavamo scopando, Bradbury. Chris si porta a letto altra gente, non gliene fotte più un accidenti di te, è chiaro adesso? Vuoi che ti faccia uno schema, per caso? - Alexey rincarò la dose, mentre Tyler sembrava totalmente sordo a qualsiasi cosa. Vederlo lì mi stava facendo agitare di nuovo, quel silenzio mi avviluppava in un modo che non mi piaceva.
- Alexey capiscilo, certe cose non sono mai successe a Bradbury, solitamente è lui quello che scopa in giro senza tenere conto di niente e nessuno, quindi sapere che anche gli altri sono dotati della sua stessa capacità può risultargli difficile da comprendere. - la mia voce suonò talmente fredda da far raggelare perfino me stesso, ce l'avevo fatta, quelle parole lo avevano risvegliato.
Tyler era sconvolto, ma il suo orgoglio da preservare veniva sempre al primo posto nella classifica delle sue priorità. Così non disse nulla, non abbassò neanche il capo, né costrinse Alexey a spingerlo ancora una volta via dalla nostra stanza, stavolta fu Tyler a retrocedere ed uscire.
Avevo ancora un cuore nonostante mi piaceva pensare che si fosse ormai tramutato in pietra. Lo sentii stringersi e farsi pesante come un macigno mentre quella porta veniva chiusa con un tonfo dallo stesso Alexey, infine percepii quella tanto conosciuta sensazione di amaro in bocca farsi strada su per l'esofago. Ma il mio viso era freddo, le mie gambe salde ... ero stato accanto a Bradbury per giorni interi, alla fine anch'io avevo imparato a mascherare le mie debolezze. L'allievo aveva superato il maestro.
- Porca puttana, che cazzo di figlio di puttana - Alexey era furioso - che cosa pensava di fare presentandosi qua? Non ha ancora capito che hai chiuso con lui? -
Silenzio. Avevo la nausea, non riuscivo a parlare, ma dovevo andare via da lì.
- Puoi dormire qui comunque ... - si offrì lui quando mi vide sollevarmi dal letto.
Mi rivestii velocemente sotto lo sguardo attento di Alexey. Che cosa pensava che avrei fatto? Forse che sarei scoppiato a frignare da un momento all'altro? Magari che sarei corso a recuperare Tyler in lacrime chiedendogli di perdonarmi.
- Me ne torno soltanto in stanza, sai anche tu che si dorme di merda in due su quel letto - dissi seccamente, poi avanzai fino alla porta, fermandomi quando era ormai aperta - Ah, Alexey? -
- Sì? -
- Non ti azzardare a parlargli mai più in quel modo, né a riferirti a me in quei termini. Tu non sei niente. -
Il mio sguardo era distruttivo, il mio tono non ammetteva repliche. Adesso fu il turno di Alexey di tacere.
MATT
- Sei sicuro che vada bene a lui? – chiesi ancora un po' titubante.
- Ovvio! – rispose Nik lo sentii ridere brevemente – e poi puoi sempre portare Juri con te! A Scott finirà per non dispiacergli per nulla! –
Anche io mi unii alla sua risata, stando ai racconti del mio amico i loro incontri erano sempre meno occasionali – Allora a che ora veniamo? –
- Verso le diciannove avrete finito le lezioni, giusto? –
- Sì, perfetto! Portiamo il vino! – annunciai.
La chiamata si interruppe qualche minuto dopo, mi ritrovai a stringere il cellulare felice, stavo ridendo come un idiota ma non riuscivo a trattenermi.
Finalmente le cose fra me e Nik andavano per il verso giusto, niente menzogne, niente terze persone, solo noi due. Il suo invito a cena mi aveva fatto toccare il cielo, ero così dannatamente felice che mi sembrò patetico ma era come se stessi aspettando questo da tutta la vita, solo giorni normali, giorni semplici.
Sembrava quasi un'altra vita quello che avevo provato in quei mesi, il dolore di quell'estate ... io stavo tornando. Lentamente sentivo di essere più vicino al ragazzo che ero prima di conoscere Nik, ma con una importante differenza, ero consapevole. Sia delle conseguenze nel mondo reale della mia scelta, sia di quello che provavo per quell'uomo. Juri come sempre ci aveva visto giusto e mi ritrovai a sorridere ricordando le parole che mi aveva detto quell'estate, riferendosi al vero amore: sconvolgente ... doloroso ... travolgente ... e lo era sempre di più ogni quando si avvicinava al culmine, quando mi inondava, non avrei mai potuto rinunciarvi.
Ad un tratto sentii il cellulare vibrare, credetti fosse ancora Nik ma non fu così, era un numero di South Gate.
- Pronto? –
- Matt, caro! Sono zia Jane – disse la voce allegra dall'altro capo del telefono.
- Ciao zia! – la salutai felice ma anche stupito per la telefonata – come stai? –
- Tutto bene! Tu? So che gli studi vanno bene, Monica è tanto fiera di te! – si complimentò.
Io arrossii leggermente – Non c'è male ... mi impegno molto!-
- La Berkeley è molto dura? Sai ... non ho molte notizie da Chris, è sempre così scostante di recente ... - mormorò.
Eccolo il punto, mio cugino non aveva solo un aspetto strano, era anche distante con la sua famiglia e Jane non era sciocca, del resto aveva cresciuto Seth, riconosceva un allarme rosso quando ne vedeva uno.
- Sì, qui è un po' un delirio – ammisi io con quanta più energia possibile – anche mia madre si lamenta sempre perché non ho il tempo di farmi sentire quanto dovrei –
- Oh quindi è normale .... che non ci si senta per giorni .... – non era proprio sicura ma era una madre in cerca di qualunque risposta.
- Sì, non devi stare in pensiero, sai il primo anno è il più duro ... bisogna adattarsi! – spiegai - ma non devi preoccuparti per Chris, lo conosci! Ha subito fatto amicizia ed usciamo spesso insieme, c'è anche il mio amico Juri! –
Le sentii emettere un grosso sospiro, come se il suo corpo adesso fosse più leggero di una tonnellata – Mi hai dato una bella notizia, Matt ... ero un po' in pensiero, non è partito molto di buon umore ... negli ultimi mesi è stato parecchio giù e non sembrava nemmeno il ragazzo solare e socievole di sempre. Credo sia stato per la rottura con Rachel ...-
Notai che mia zia ci aveva quasi preso – Sì mi ha confessato di averci sofferto parecchio, ma la vita universitaria ti assorbe ed ha conosciuto un sacco di gente nuova! Gli ricorderò di farsi sentire presto – la rassicurai.
- Sei davvero un tesoro, Matt, grazie –
Fissai lo schermo del cellulare e sudai freddo, adesso eravamo nei guai, Jane era preoccupata ed evidentemente Chris non stava cercando di mantenere le apparenze neanche con la sua famiglia, forse non ne era in grado. Ero l'unico che poteva aiutarlo, l'ultimo barlume di speranza fra il luminoso e solare Chris ed il vortice autodistruttivo e meschino che stava diventando.
Mi misi alla sua ricerca, in base agli orari che aveva le sue lezioni dovevano essere finite, sperai che non fosse in compagnia, dovevo parlargli lontano da quelle sanguisughe.
Mi gettai alla sua ricerca disperata, in camera non c'era, in biblioteca nemmeno, anche se ultimamente non aveva più l'abitudine di studiare avevo sentito, ma una nuova abitudine l'aveva presa. Era un assiduo frequentatore del pub del campus, quello dove anche JJ andava spesso, così alla fine mi diressi lì e purtroppo lo trovai già in compagnia.
Era ad un tavolo esattamente al centro fra Ren ed Alexey, il primo aveva un aria sorniona e particolarmente distesa come se tutto stesse procedendo serenamente a velocità di crociera, l'altro era più concitato. Parlava animatamente a Chris, gesticolando e sorridendo ma mio cugino sembrava non sentirlo né vederlo. Chris era come in un mondo a parte, fissava un punto con la mascella rigida e lo sguardo vacuo, nonostante i tentativi ripetuti di Alexey di suscitare in lui qualche reazione evidente, la sua mente rimaneva galleggiante.
A quel punto mi avvicinai, tutta quella situazione era insostenibile, Chris stava perdendo la testa e non ero del tutto sicuro che fosse solo merito suo, temevo l'immane responsabilità che quella combriccola aveva per il suo stato.
- Chris, dobbiamo parlare – dichiarai piazzandomi davanti a lui.
Nessuna reazione, nemmeno impercettibile, fu come se non mi avesse sentito, anzi, come se non fossi stato lì. Al contrario di mio cugino, Alexey tese leggermente la schiena, forse una punta di preoccupazione dovuta al mio intervento.
- Chris! – lo chiamai nuovamente – ti ho detto di alzarti e venire con me! –
Quando tentai di afferrarlo allora si mosse, ritrasse il braccio e mi fulminò con lo sguardo, sembrava odiarmi.
- Piantala di fare il moccioso! – ringhiai.
- Tu piantala di rompere e frignare! – sbottò alla fine, aveva la voce rauca e l'odio negli occhi - togliti dalle palle, Matt. -
- Bene allora te lo dico qui, così sentono anche questi sacchi di merda ... - cominciai – fai schifo, Chris ... guardati! Sembri l'ombra di te stesso ... tu eri quello forte! Lo spirito libero, sempre allegro e con una soluzione a tutto, quello testardo da morire, quello che non si lasciava abbattere ... e adesso? Cristo, sei patetico! - ero così arrabbiato, perché tutto questo? Perché , Chris? Credi che cedere migliorerà le cose? Credi che fare finta che non ti importi le farà sparire? –
- Zitto ... - mormorò.
- Svegliati, Chris! Questo non ti salverà! Forse c'è di mezzo la fottuta maledizione di famiglia ancora una volta ... ma farti fino a stordirti e andare a letto con gente di cui non ti frega un cazzo non è la soluzione! – dissi nel tentativo di risvegliare la sua coscienza ma nulla sembrava farlo – ci siamo passati tutti, Chris ... abbiamo sofferto, abbiamo avuto dei problemi impossibili da risolvere ... ma siamo rimasti noi stessi, è questa la chiave ... la disperazione non deve indurti a cadere tanto in basso ... -
Una risata, una risata cupa e sinistra che credetti provenisse da Ren ma che invece fu proprio Chris ad emettere – Ognuno ha affrontato i propri problemi? Oh ... non farmi ridere, Matt .... Sono stanco di ascoltarti ... vattene ... prima che racconti ai miei amici i tuoi di problemi. –
Il mio segreto, quello da cui dipendeva la mia felicità e quella di Nik, Chris mi stava minacciando, fu uno scatto, la mia mano si mosse da sola e colpì secco la guancia di mio cugino.
- Non provare a minacciarmi! – ringhiai.
Per un attimo si destò, fu come vedere per un solo istante riemergere da quegli occhi spenti il dolore del vero Chris, era come avevo immaginato, lui era ancora lì dentro da qualche parte. Bisognava solo tirarlo fuori.
- Dovresti proprio toglierti dalle palle adesso Reed – fu Ren a parlare – mi stai irritando –
Io cercai di non badare all' intimidazione intrecciata nel suo tono – tua madre mi ha chiamato – dissi ancora una volta a Chris – era molto preoccupata, ha paura per te ... ti ho coperto ma non ho intenzione di fare altro ... vedi di essere decente almeno con lei –
Prima che mi allontanassi definitivamente da quel terzetto raggelante vidi apparire al tavolo Edward con delle birre ed un espressione stupita e preoccupata nel vedermi. A differenza di Ren ed Alexey particolarmente abili nel celare le loro intenzioni, Edward era molto più ingenuo, prese posto accanto a Ren e questo mi portò a chiedermi cosa avesse fatto per ottenere un simile privilegio.
Quando lasciai il pub ero ancora tormentato da quella immagine, da Chris e da quello che stava vivendo, tutti noi ci eravamo passati era vero, ma avevamo fatto ricorso alla nostra sola autodistruttività, mentre mio cugino aveva unito alla sua anche quella di qualcun altro.
Ma non era solo, questo volli ripetermelo bene, a dispetto di quello che gli avevo detto non lo avrei abbandonato a se stesso, questo decisamente era un braccio di ferro fra me e Ren per l'anima di Chris, ma certamente era lui a dover scegliere da che parte stare. Dalla sua Ren aveva la sua arte innata nel corrompere e mentire, aveva Alexey che stravedeva per il piccolo e vulnerabile Chris, aveva le droghe e l'alcol per alleviare il suo dolore. Per vincere dalla mia parte dovevo avere l'arma perfetta, l'unica cosa in grado di riportare Chris indietro, la fonte della sua sofferenza. Mi strinsi nel giubbotto mentre una folata di vento mi faceva rabbrividire, mi voltai e mi misi in cerca di Tyler.
NOTE DELLE AUTRICI: Vi avevamo preparati, anzi ci abbiamo provato in tutto i modi, in realtà non si può essere veramente preparati a niente di tutto quello che accadrà da questo capitolo in poi! Come avevamo già preannunciato ecco le note dark della storia, un Chris che sembra incapace di prendere in mano la sua vita, un Chris emotivamente distrutto che non vuole ascoltare neanche il suo stesso cugino, anzi ... le parole che ha detto a Matt sono dure! Sarà così pericoloso da mettere in pratica la sua minaccia? Beh, è arrivato il momento di fare i vostri pronostici per la fine di questa storia. Ormai mancano circa venti capitoli all'epilogo definitivo.
Per maggiori news ed info riguardo a The Wayright e Overcome vi ricordiamo la nostra pagina facebook ominima! Recentemente arricchita con intere interviste (le cui domande le decidete voi) ai nostri personaggi!
Grazie come sempre per il vostro supporto e al prossimo aggiornamento!
- BLACKSTEEL -
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