Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 43



MATT

Era tardo pomeriggio ed ero seduto al bar mentre aspettavo JJ, guardavo i ragazzi passare, ridere ed anche io mi sentivo parte di quel mondo. Per la prima volta dopo tanto tempo anche io mi sentivo tranquillo, come se nulla potesse più scalfire quell'equilibrio che avevo trovato.

Vidi il mio amico biondo arrivare trafelato e sorridente, ne fui lieto, anche lui sembrava fare parte di quell'armonia, era sereno ed a suo agio, quello strano alone di tristezza appariva sempre meno nei suoi occhi e ne fui fiero. Lyonel era stato in grado di riportare JJ sulla terra, di strapparlo via da quella condizione altalenante e contorta, di fare riemergere la spensieratezza e la genuinità che aveva sempre nascosto dentro di sé.

- Sei pimpante – notai appena si accomodò davanti a me.

Quello allargò il suo sorriso – Effettivamente ... -

- Deduco che le cose vadano bene allora! – esclamai, lui distolse lo sguardo per un momento imbarazzato.

- Molto bene... lui è ... così diverso – mormorò - insomma, certi giorni mi sento come se la mia vita fosse sempre stata così ... come se non esistesse nient'altro, Lyonel mi assorbe completamente ... - dopo quella frase calò il silenzio, come se gli fosse venuto in mente che in realtà non era così.

- E gli altri giorni? – chiesi per fargli dare voce a quei pensieri.

- Ren .... Mi manca da morire ...- mormorò – anche se non dovrebbe ... anche se non merita nulla. Certi giorni è come se mi mancasse l'aria, come se mi trovassi intrappolato in un incubo da cui non posso svegliarmi –

Rimasi in silenzio a quel punto, cosa avrei mai potuto dire? Doveva essere stata dura per JJ, un dolore incredibile, del resto Ren era il suo migliore amico, il suo punto di riferimento e questo distacco tanto brusco non poteva che averlo ferito dolorosamente. Proprio in quel momento mi venne un altro pensiero, Chris. Anche lui stava soffrendo, anche lui aveva perso il suo riferimento, Tyler era diventato troppo importante, troppo essenziale per la vita di mio cugino ma era nuovamente finita fra loro e questa volta sembravano fare sul serio. Questo mi faceva paura.

- Quindi non hai più contatti con loro? – domandai con ancora quella preoccupazione fissa in mente.

Quello scosse le spalle – Ufficialmente non sono più il benvenuto lì, non passo tempo con loro o roba del genere ... Ren ... beh, gli ha proibito di parlarmi – spiegò – ma Alexey ... è diverso, sia lui che Roman non sono tanto infantili ... si sono affezionati a me, ci vediamo qualche volta –

- E mio cugino ... insomma, li frequenta spesso? – le poche notizie che mi erano giunte non mi piacevano affatto, per questo ero andato da Tyler, ero spiazzato e francamente più che allarmato.

JJ rise appena – Sei sempre il solito altruista, Matt ... invece di goderti la tua felicità ti preoccupi per Chris ... - mormorò – le ultime notizie dicono che stia con Alexey ...so che ti preoccupi ma non credo che lui lo farà finire nei guai, lui non è il tipo –

- Sì, lui non lo è ... - mi ritrovai a dire a voce alta, sapevamo entrambi chi lo sarebbe stato – so che persino il ragazzo russo ... il fratello di Alexey, ha lasciato la camera –

Vidi JJ irrigidirsi, non lo disse ma evidentemente non era un buon segno – senti, io non lo so cosa combinano ma mi sembra presto per agitarsi ... parla con Chris, in fondo è un bravo ragazzo e questo non può cambiare –

Sorrisi – Sì, hai ragione ... andrò a cercarlo più tardi, magari sarà la volta buona. –

Così feci, in serata dopo aver finito gli esercizi per l'esame mi misi alla ricerca di Chris, non sapevo dove potesse essere, passai alla mensa ed alla biblioteca ma non era in nessuno dei due posti, così mi recai al suo dormitorio. L'idea di andare proprio nella tana del lupo non mi faceva impazzire ma decisi di stringere i denti e sperare di incontrare solo mio cugino, ma quando mai la fortuna era dalla mia?

Bussai e da dentro la stanza non si levò alcuna voce, sentivo la musica e capii che c'era qualcuno così insistetti, bussai e provai ad aprire, la porta era aperta. Entrai e venni investito dal forte odore di tabacco ed erba, la camera era semibuia, mi guardai intorno e poi una voce attirò la mia attenzione.

- Ma guarda che ospite di rilievo è venuto fin qui – la voce rauca e profonda di Ren si levò dal fondo più buio dove c'era il suo letto – Matt Reed, che piacere –

Lo vidi reclinare la testa di lato nell'osservarmi, quasi come se volesse studiarmi meglio, come se mi stesse squadrando e volesse capire il motivo della mia visita.

- Stavo cercando Chris ... - dissi alla fine, purtroppo non era lì.

- Oh ma certo ... il caro Chris non è in casa ... - rise.

Era fratto, potevo vederlo anche a quella distanza, aveva gli occhi lucidi ed una posa scomposta, Ren stava facendo quello che ci si aspettava da lui, quello che gli veniva meglio, senza JJ a tenerlo d'occhio aveva cominciato ad autodistruggersi. Forse era il suo modo contorto e meschino per mandare un messaggio a JJ, per fargli capire che lui aveva bisogno di essere salvato, per farlo tornare, ma io non sarei stato il suo messaggero, non avrei fatto una cosa del genere al mio amico, ora basta.

- Spero che tu non ti illuda che questa forma passivo-aggressiva di reagire sia in qualche modo utile ... lui ha voltato pagina – ci tenni a precisare - quindi risparmia tempo ed energie, lascia in pace mio cugino –

Ed eccola, la risata agghiacciante di Ren, quella risata che mi faceva dimenticare di essere davanti ad un essere umano e che mi faceva credere che fosse il diavolo incarnato. Come se lui sapesse, come se vedesse tutto, il futuro, il dolore, sì Ren era un esperto di dolore, lo fiutava e sapeva come alimentarlo.

- Oooh, quindi sei qui per questo ... - si prese gioco di me – vuoi minacciarmi, Matty? Farmi paura? Convincermi a non traviare la dolce anima del tuo cuginetto? Che cosa tenera ... - altre risate – tutto questo cameratismo ... tutta questa voglia di prenderti curadegli altri, quanta virtù ... prima JJ ora Chris ... sei un fottuto paladino della giustizia. – il suo tono era intriso di disgusto.

Scossi la testa, così tremendo ma allo stesso tempo così ossessionato, Ren era un uomo davvero pessimo – è tutto questo il punto, vero? Si tratta solo di JJ ... sin dal primo momento mi hai detestato, hai stretto la tua morsa su di lui perché temevi che io potessi allontanarvi, che potessi mostrargli un mondo migliore di quello in cui lo hai fatto vivere –

Non ci fu più traccia di ilarità sul suo viso, solo quello sguardo predatorio – Attento Reed ... non ti conviene giocare con me ... -

- Sono stanco di giocare Ren ...e sono stanco di guardare te che consumi la vita delle altre persone insieme alla tua! – protestai – tu sei ossessionato da JJ, non è vero? Tutto quello che fai è una continua provocazione per mantenere i suoi occhi puntati su di te, per far si che il suo mondo giri intorno a te, perché sei solo Ren! – ringhiai in preda all'ira – una creatura così detestabile che è destinata a vivere la sua vita miserabile lontano dagli altri .... Vuoi attecchire su di lui per trascinarlo in tutto questo! Cristo dai un' occhiata qui intorno ... non sai fare altro che avvelenare l'aria che ti sta intorno, non illuderti, JJ è stanco adesso –

Silenzio.

Mi aspettavo che ribattesse, che replicasse con ferocia, persino che mi picchiasse ma Ren rimase impassibile per un tempo infinito. I suoi occhi vuoti erano nei miei e per un attimo credetti che fosse diventato di cera. Poi un movimento, il suo angolo della bocca si mosse in qualcosa che doveva essere un sorriso ma che in realtà era più una smorfia informe e sinistra. Capii che le mie parole non lo avevano colpito, che non era rimasto in silenzio perché aveva accusato il colpo. Lui stava solo riflettendo, scovando i miei punti deboli, per colpirmi ancora più forte.

- Mi sembra di avertelo già detto – mormorò fiero – non devi preoccuparti di tuo cugino Chris, è in buone mani, passiamo tanto tempo insieme ... mi prenderò estrema cura di lui ... -

Al suono di quelle parole mi vennero i brividi, volevo trovare Chris, avvisarlo, Ren era del tutto fuori di testa, mi pentii di averlo provocato tanto.

Ad un tratto un rumore mi fece voltare, non era mio cugino ma Edward, se ne stava sulla porta con l'aria tesa e leggermente imbarazzata.

- Sono in ritardo ... - mormorò, evidentemente stava parlando con Ren, anche se non lo guardò, come per timore di restare pietrificato incrociando il suo sguardo.

Quello si sollevò – Sei arrivato proprio nel momento giusto ... usciamo di qui – poi fece una pausa – sai che Matt è venuto a cercare Chris ....- rise derisorio – come se ci fosse ancora qualcuno da trovare –

Poi uscì portandosi dietro un Edward sgomento, qualcosa nella sua espressione mi aveva fatto credere che avrebbe potuto vomitare da un momento all'altro, solo al suono del nome di Chris. Cosa diavolo stava accadendo?

Uscii anche io da quella camera, rassegnato al fatto che non sarei riuscito a parlare con Chris quel giorno, mi ritrovai a camminare nel corridoio totalmente spiazzato, sollevai distrattamente lo sguardo e mi imbattei proprio nella figura di mio cugino.Camminava lentamente, sfiorando appena il muro con la punta delle dita. Aveva gli occhi fissi e vuoti ed un espressione indecifrabile sul viso, non sembrava avermi notato, così mi feci coraggio e gli andai incontro.

- Chris! Ehi! Quanto tempo che non ci vediamo – buttai lì nel tentativo di scuoterlo e soltanto in quel momento i suoi occhi cerchiati di viola si posarono su di me - emh, va tutto bene? -

La sua reazione fu di totale distacco e questo mi turbò particolarmente – Ehi ... tutto ok. Ho avuto da fare –

- Capisco ... insomma .. sei sicuro che vada tutto bene? Mi sembri un po' strano – cercai di aggiungere qualcosa ma la sua espressione era fin troppo agghiacciante.

- Ho detto che sto bene ... - ringhiò con una rabbia che fino a pochi istanti fa non c'era – ma evidentemente la mia risposta non ti soddisfa visto che non fai altro che immischiarti degli affari miei ...

Io sbattei le palpebre frastornato, non lo avevo mai sentito tanto aggressivo – cosa ... senti io sono solo preoccupato .... Non –

- Chi cazzo ti ha detto di andare da lui!? – sbottò all'improvviso, stringendo i pugni nelle mani con violenza – chi ti ha detto di parlagli di me? Di dire quello che pensi! Non mi importa un cazzo di te, Matt! Fai altrettanto. Stai lontano dalla mia fottuta vita. -

Scossi la testa – Stai dando di matto , Chris. Non capisci? Quello che sta succedendo con Tyler –

- Stai zitto! – mi interruppe con una furia negli occhi che non avevo mai visto prima – non sai un cazzo di quello che succede con Tyler, non sono affari tuoi! Vieni qui e sputi i tuoi commenti ... vuoi forse dirmi quello che devo fare, Matt? Coraggio ... tu che sei così saggio e giusto ... dimmi qual è la retta via! – sbraitò – ti ricordo che fino a poche settimane fa eri furente ... arrabbiato ... avevi giurato e spergiurato che non ci saresti più ricascato e poi? Te ne torni nel letto di Nik come se nulla fosse, a farti prendere per il culo e scopare ... sei solo un debole ... un inetto che non ha un minimo di orgoglio ... che si fa calpestare, solo una dannata nullità–

- Stai perdendo la testa – mormorai, non era il Chris che conoscevo quello che stava dicendo quelle cose.

- Può essere ... ma sai cosa non ho più intenzione di perdere? Il mio fottuto amor proprio ... il cazzo di diritto di esistere ed essere considerato come un essere umano...non mi farò più usare, né calpestare ... sono io ad avere il controllo adesso! Che ti vada a genio o meno. –

Poi mi superò con una spallata ed andò verso la sua camera, per la prima volta mi resi conto di chi avessi davanti. JJ si era sbagliato, non era un bravo ragazzo, non era un tipo tranquillo che passava una fase no, conoscevo bene quel tipo di creatura. Quella non era una persona arrabbiata ma un Wayright ferito, ferito in un modo grave ed irreparabile, un modo che aveva lasciato il segno in molti prima di lui, come mio fratello o Seth, come me solo un anno prima. Un Wayright con l'anima sanguinante era ben più pericolosa di una bestia feroce, era inarrestabile come un uragano ed altrettanto distruttivo. Quel giorno capii il legame che univa mio cugino a Ren, quella stessa natura distruttiva che adesso animava Chris e lo rendeva capace di qualsiasi cosa.

SCOTT

Dovevo essere impazzito di recente, pensai, seguendo con lo sguardo l'ennesimo spostamento in cucina di Juri, dove sentii Nikolaj accoglierlo come si farebbe con un terzo coinquilino. Non è più un ospite, Scott, mi dissi, somiglia più al tuo ragazzo appiccicoso che si ferma sempre più spesso a casa tua.

- Devi sloggiare, Juri - dissi perentoriamente non appena irruppi in cucina.

Il suo viso si fece sorpreso - Cosa? Perché? Nikky sta cucinando gli hamburger! Anch'io voglio gli hamburger - iniziò con un tono lamentoso che aveva già convinto Nikolaj, glielo leggevo in volto.

- Perché aspettiamo ospiti stasera, non puoi farti trovare qui - continuai, seppure a malincuore. Avrei evitato quella cena con gioia se avessi potuto, ma ormai il danno era stato fatto e a quello non si poteva rimediare.

Nikolaj si rabbuiò, ma ebbe la decenza di sostenermi - Scott ha ragione, non è il caso che ti vedano a casa nostra. Gli hamburger li rifarò presto, potremmo cenare insieme un'altra volta, dicendolo anche a Matt, se gli va.

Juri sbuffò - Chi viene a cena? - lo vidi sollevarsi dalla sua sedia, soltanto in quel momento dovette notare di essere ancora in accappatoio, il mio accappatoio tra l'altro, perché iniziò a guardarsi intorno in cerca dei suoi vestiti.

- Mark Lindberg - dissi con un tono funereo - e i tuoi vestiti sono in stanza da letto, sul comodino.

- Lo scrittore? Avete frequentato lo stesso College, vero? - Juri sembrava interessato adesso - ma non mi dire! Siete anche amici? Soltanto amici? Con te non si tratta mai soltanto di questo, ci scommetto! -

La sua perspicacia non smetteva mai di stupirmi - Da bravo Juri, smettila di indagare e leva le tende adesso. Ci vediamo domani a lezione. -

Quello mi lanciò uno sguardo di fuoco, ma quanto meno non se lo fece ripetere una terza volta. Mi oltrepassò e si diresse al secondo piano.

- Mi dispiace, continuo a sentirmi in colpa per la mia gaffe ... non avrei dovuto invitarlo, se soltanto mi avessi raccontato i vostri trascorsi! Potremmo anche posticipare la cena, piantare qualche scusa ... non so ... -

- Smettila di crucciarti, Nik, va tutto bene. Che senso ha rimandare l'inevitabile? E poi Mark voleva vedermi, questo è il motivo per cui si è fatto vivo qui, avrebbe comunque trovato il modo di farlo, credimi, lo conosco bene ormai. - dissi con amarezza, nel frattempo Juri fece il suo ritorno in cucina, adesso perfettamente vestito. Dimenticavo quanto gli donassero quei dannati pantaloni di pelle ... tendevo sempre a dimenticare la perfezione di quel corpo che sembrava sussurrarmi parole sconce secondo dopo secondo. Lo trascinai un attimo in soggiorno e cedetti all'impulso di baciare quella bocca terribilmente piccola e carnosa, mi ci scagliai contro, mandandolo a cozzare contro la parete. Juri rise appena, le sue dita si avvinghiarono alla mia camicia, strattonandola per liberarmi di quella costrizione.

- No, è tardi, non posso sul serio ... - dissi staccandomi a malincuore da quel viso adesso corrucciato. Non erano state soltanto le mie ultime parole a farlo incupire, capii che Juri stava pensando anche ad altro.

- Che c'è adesso? -

- Tu e Lindberg ... se dovesse succedere qualcosa voglio saperlo. Me lo devi. -

Glielo dovevo? Di certo ero in difetto di parecchie cose, non nei confronti di Juri, ma in quelli di Lewis. Soltanto pensare a lui mi fece torcere lo stomaco. Che cosa stavo facendo? Come avevo potuto infilarmi di mia spontanea volontà in quell'enorme disastro?La verità dei fatti è che non lo sapevo, non avevo più idea di niente, avevo perso la bussola e adesso mi ritrovavo in piena tempesta, su una nave che non si sarebbe retta a galla ancora per molto.

- Scott? Me lo devi, va bene? Non ti sto chiedendo di non tradirmi, soltanto di dirmelo se dovesse succedere. -

- Non lo farò. Credimi, ho già abbastanza pensieri ... non cadrò così in basso. Non succederà. -

Non c'era sollievo sui nostri volti quando Juri lasciò l' appartamento. Non doveva fidarsi di me, dopotutto come poteva farlo considerando quello che stavo facendo passare a Lewis?

- Deve proprio avere una bella opinione di me ... -

- Che cosa? -

- Niente, lascia stare - tornai in cucina per incontrare lo sguardo pensieroso di Nikolaj. Ormai era tutto pronto, non restava che attendere.

- So che non è il momento migliore per parlarne, ma mi chiedevo come la stai mettendo con Lewis, dato che non sei più andato a trovarlo. -

Bella domanda - Non risponde alla mie chiamate, direi che conoscendolo mi stia ignorando alla grande. Si sarà preso qualche sbronza e sarà finito a letto con qualcuno per ripicca ... è come un libro aperto ormai - dissi cupo.

- Non capisco come facciate a stare insieme dopo tutti questi trascorsi disastrosi. Insomma, sarò sincero ... vi siete traditi a ripetizione, vi siete feriti e delusi più di una volta ... c'è ancora dell'affetto? Come potete perdonarvi dopo anni ed anni passati così? - Nikolaj era genuinamente confuso ed io potevo anche capirlo.

- La verità è che non ci siamo mai perdonati davvero. Le nostre mancanza continuano a venire a galla, non facciamo altro che rinfacciarcele nei momenti peggiori, per poi prenderci in giro e promettere che non si verificherà mai più. -

- Eppure non riesci ad immaginare un futuro senza Lewis ... -

- Forse dovrei iniziare a farlo. -

Quelle parole stupirono perfino me stesso, le avevo pronunciate senza neanche rendermene conto. Nikolaj non ebbe il tempo di ribattere perché fummo subito interrotti dal citofono, a quanto sembrava Mark era appena arrivato. Entrambi sospirammo, ma fu lui a dirigersi verso l'ingresso, mentre io mi limitai a rimanere fermo, ancora scosso dai troppi pensieri. Lewis voleva farmi incazzare adesso, era la sua tattica per riavermi indietro, eppure quella volta il pensiero che potesse stare con un altro non mi turbava minimamente. Era assurdo, ma stavo provando qualcosa di simile al sollievo in realtà, come se con Lewis fuori dalla mia vita avrei potuto finalmente lasciarmi andare nel piacere di quella strana e nuova relazione con Juri.

- Permesso! -

Mark si guardò intorno, tutto preso dalla novità di quell'appartamento. Non lo avevo mai portato qui, le poche volte in cui ci eravamo incontrati era sempre accaduto in un triste quanto lussuosissimo hotel nella stessa zona in cui lui aveva appena pubblicizzato il suo libro. Era affascinante come sempre, forse anche di più del normale, perfetto nel suo abito scuro, un po' troppo elegante per l'occasione tutt'altro che formale. Si era lasciato crescere la barba, quella era la prima volta che lo vedevo in una nuova ottica, sembrava più maturo, ma di certo mi sbagliavo ... quelli come Mark e me erano destinati a non crescere mai, purtroppo.

- Prego, accomodati. Una birra? - chiesi con nonchalance, incontrando il volto cupo di Nikolaj, di rientro in stanza.

- Grazie, l'accetto con piacere. Avete proprio una bella casa e a giudicare dal profumino direi che anche la cena deve essere deliziosa. Ovviamente è stato Nikolaj a cucinare! Scott è un disastro, ma questo dovresti saperlo bene dal momento che ci vivi insieme ... - disse lui sorridendo in direzione dell'altro.

- Già, da quando vivo con Scott ho dovuto affinare le mie abilità culinarie. Non me ne parlare. - commentò quello, abbozzando una sorta di sorriso mal riuscito - scusatemi, vado un attimo a cambiarmi. Ho macchiato la camicia con l'olio mentre cucinavo. -

Nikolaj scomparve velocemente oltre la porta, così finii per ritrovarmi da solo con Mark. Sentivo il suo sguardo su di me mentre prendevo le birre fresche dal frigo e le aprivo.

- Che c'è? Mi stai studiando? - gli chiesi lanciandogli un'occhiata.

Mark rise appena - Stavo soltanto riflettendo, alla fine hai deciso di mettere la testa a posto e sistemarti anche tu ... chi lo avrebbe mai detto. -

- Come scusa? - chiesi, confuso.

Quello rise ancora una volta, ammiccante come sempre - Tu e Nikolaj! E' stata una scelta ponderata immagino, entrambi adulti, entrambi insegnanti ... mi chiedo soltanto se lui sappia dei nostri trascorsi ... - aggiunse un attimo dopo, con un tono vagamente malizioso.

- Sei fuori strada. Lui è soltanto il mio coinquilino, dovresti darci un taglio con i tuoi filmini mentali, potrebbero farti finire nei guai un giorno di questi. -

- Dici?- Mark era divertito, c'era anche una sorta di scetticismo nel suo tono - quindi mi stai dicendo che non hai ancora mollato quel tuo ragazzino speciale di South Gate ... non ho mai capito cosa ci trovassi in lui sinceramente ... -

- Beh, non sono mai stato bravo a scegliermi i ragazzi, dovresti saperlo - dissi di rimando, lanciandogli un'occhiata che non lasciava dubbi. Mark non si scompose affatto, eppure il suo viso si fece meno gongolante, non doveva aspettarsi una frecciatina del genere da parte mia.

- E non ce l'ho con te, lo preciso, mi andava soltanto di metterti a tacere - aggiunsi e a quel punto toccò a me sorridere mentre gli passavo una birra.

- Allora devi impegnarti più di così, mi conosci bene, sai quanto sia complicato zittire uno come me, Scott. - mi fece notare lui, portandosi la birra alle labbra e bevendone un lungo sorso. Il suo sguardo era puntato sul mio viso e non lasciava presagire nulla di buono, vedevo il desiderio di avermi farsi strada nel suo corpo sempre più vicino al mio tanto che mi spostai con la scusa di dover controllare gli hamburger.

- Sei sfuggente ... ti imbarazza la presenza del tuo coinquilino di sopra? Possiamo cenare e poi spostarci nella mia suite. Non dista molto. -

- Oppure possiamo lasciar morire una volta per tutte questa tradizione - gli proposi, sempre sorridente - scommetto che il tuo ragazzo ne sarebbe tremendamente sollevato.-

Mark si mostrò sorpreso - Quale ragazzo? Sai che oltre il lavoro e qualche avventura sporadica non c'è altro nella mia vita. Mi dispiace per te ma tu rappresenti l'unica costante ... alla fine sei quello da cui torno sempre, Scott. Come la mettiamo? -

- Non verrò a letto con te, Max. Smettila di adularmi, non sono più un bambino e non mi sento lusingato da niente che tu possa dire. Se è questo che vuoi è meglio se levi le tende, Nikolaj non ne rimarrà deluso, te lo assicuro. - dissi perentoriamente, incontrando il suo sguardo senza cedere.

Max era di pietra adesso, non capitava spesso che uno scrittore famoso del suo calibro venisse trattato in quel modo, non ricordava neppure come si reagisse ad un affronto del genere con ogni probabilità.

- Mi detesti, altroché ... puoi anche inventare favolose balle su quanto tu abbia superato la fine della nostra storia, ma la realtà dei fatti è diversa. Tu mi odi. -

- Non è odio, Max, credimi. Sono soltanto stanco di svilirmi. Andando a letto con te lo farei, sarebbe l'ennesimo fallimento e per quanto tu sappia dannatamente bene quali corde muovere con me stavolta non andrà com'è sempre andata, quindi se questi sono i tuoi piani mentali sappi che stai sbagliando. - spiegai, stanco.

- I-io ... l'ultima volta ti ho chiesto di stare con me ... - i nostri occhi si incontrarono, sapevo quanto era costato a Max dire quelle determinate parole, abbassarsi a chiedermi di rimanere con lui.

Era vero, lo aveva fatto, ma come avrei mai potuto accettare di vivere con l'uomo più meschino che avessi mai conosciuto? Come potevo smettere di pensare a ciò che mi aveva fatto? A quella fama immeritata che mi aveva strappato via senza neanche provare un briciolo di rimorso?

- Mi hai lasciato, Max. Mi hai abbandonato e gettato via come uno straccio vecchio che non riesce più a compiere il suo dovere. Come pretendi che possa tornare con te? Ho una vita, ho un ragazzo - forse anche più di uno al momento, pensai, senza osare dar voce a quei pensieri.

- Perché non riesci a guardare oltre? Noi due stavamo bene insieme ... -

- Il passato è passato, Max! Non voglio tornare indietro! - ribattei alzando il volume della voce pur non volendolo.

Fu l'arrivo di Nikolaj in stanza a porre fine a quella discussione. Max era rigido mentre il mio viso doveva lasciar intendere molte cose, Nikolaj se ne accorse e per un attimo rimase immobile prima di riprendersi velocemente ed iniziare ad intavolare una conversazione con l'altro.

Mi limitai a portare gli hamburger in tavola, Max sembrava tornato l'uomo affascinante di sempre, tanto che mi chiesi se davvero non passasse tutta la sua vita a fingere per stupire gli altri.

- Vogliono farci un film! E' un progetto ambizioso, ma spero vada in porto. I miei personaggi che prendono vita, ma ci pensi? Sarebbe un sogno. -

I tuoi? Quando mai lo erano stati? Forse le comparse sopraggiunte dal quarto capitolo in poi, ma l'anima di quel libro apparteneva a me. Non provavo neanche più rabbia ormai, sentirlo parlare a quel modo non faceva altro che rendermi sempre più apatico nei suoi confronti. Nikolaj si mostrò garbato all'inverosimile nonostante facesse di tutto per cambiare discorso, forse per paura che potessi perdere la pazienza e commettere un omicidio. Non sarebbe successo, ma feci di tutto per non rimanere nuovamente da solo con lui.

- E' stata un'ottima cena, Nikolaj - disse quello, ammiccante - ho chiesto a Scott di raggiungermi per un post serata di ringraziamento per la bella accoglienza, ma ha declinato il mio invito. Tu che ne pensi? Andiamo a farci una bevuta? -

Nikolaj era stato preso alla sprovvista - Emh ... in realtà ho un impegno anch' io ... magari sarà per la prossima. -

Max, che gran puttana che sapeva essere, pensai, sospirando tra me e me. Dopo qualche minuto finalmente andò via, senza dimenticare di lanciarmi una delle sue occhiate piene di significato però. Era stato stancante cenare con lui, mi sentivo spossato come se avessi scalato un'intera montagna.

- Che tipo ... cos'è successo quando siete rimasti soli? - Nikolaj sprofondò sulla sua poltrona e mi fissò, attento.

- Ha tentato di sondare il terreno come sempre. Non vedo l'ora che lasci il campus a dire il vero, non so se riuscirò a gestire anche il ciclone Max ... -

- In effetti, hai già Juri e Lewis a cui pensare ... -

Mi ero promesso che quell'anno sarebbe stato diverso per me, dopo la storia tra Lewis e Chris avevo deciso di dare un taglio con le stronzate per spingere il mio ragazzo a fare lo stesso, invece ogni mio buono proposito era andato al diavolo. Lewis era incazzato, io continuavo a tradirlo, Juri era la cosa più sexy che fosse stata concepita per vivere su questa terra ... come poteva un peccatore del mio calibro resistere ad una tentazione così soverchiante? Semplicemente non potevo.


ANGOLO DELLE AUTRICI: Eccoci qui con un nuovo capitolo! ^-^
Diamo il benvenuto a questa new entry (che ha già iniziato a dare i primi problemi xD) ovvero: Max Lindberg!
Chi non vorrebbe essere nei panni di Scott in questo momento? Accerchiato com'è da ragazzi bellissimi (quanto malati mentali), mmm ... forse dopotutto non sarebbe l'ideale! Cosa ne pensate del "buon" Max e dei trascorsi tra i due?
Nel frattempo vediamo un Matt alla pazza ricerca del cugino. Forse avrebbe preferito non trovarlo considerando questo nuovo Chris decisamente spaventoso. Anche su questo versante la storia non smetterà di sorprendervi e forse perfino sconvolgervi >:D vi abbiamo messo paura? Beh, speriamo che resterete tutti con noi fino alla fine. Nel frattempo ci teniamo a ringraziarvi per tutto il vostro enorme sostegno :) Siete i migliori lettori del mondo!
Baci e alla prossima!

- BLACKSTEEL -

stener":

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro