Capitolo 42
JJ
Me ne stavo seduto sull'erba ad assaporare quella sensazione che non provavo da tanto tempo ma che non mi era estranea, uno strano senso di solitudine. Da quella sera non vede ne sentivo i miei amici, passavo il mio tempo con Matt, Juri e Lyonel ma non avevo più avuto nessun contatto con Ren e gli altri. Mi sembrava così strano, avevo passato cinque anni con loro, i più belli della mia vita, mi chiedevo se io avessi lasciato qualche traccia in loro, mi chiesi se anche a loro mancassi come mancavano a me.
Me ne stavo immobile a riflettere quando notai due figure oscurarmi la visuale, mi sollevai a sedere, davanti a me c'erano Alexey e Chris, per un attimo a stento riconobbi il secondo. Aveva l'aria smagrita, era da un po' che non lo vedevo, ultimamente stava parecchio con i miei ex amici, e non sembrava fargli bene, conoscevo quello sguardo.
Lui parve rendersi conto del modo in cui lo stavo guardando così si voltò verso Alexey – Vado a farmi un giro - disse prima di congedarsi, vidi l'altro sfiorargli la mano prima di lasciarlo andare.
- JJ – la voce di Alexey riportò la mia attenzione su di lui – possiamo parlare? –
Rimasi sorpreso davanti a quell'affermazione – Sei sicuro? Ren potrebbe arrabbiarsi –
- Beh, potrebbe andare a farsi fottere ogni tanto – mi sorrise ed io mi unii a lui, poi si sedette accanto a me – non so i dettagli e non vedo l'ora di conoscerli ... -
Io scossi la testa – Credimi, non li so nemmeno io ... non so cosa c'è che non vada in me, Alexey ... ma Ren mi odia ... credevo di essere il suo migliore amico, di essere importante anche se non me lo dimostrava ... credevo di valere qualcosa, capisci? –
- Tutto quello che il principino mi ha detto è che non sei più dei nostri ... - ammise.
- Ho cominciato a vedere un ragazzo ... sai voglio fare le cose per bene con lui – quelle parole spiazzarono Alexey, più di quanto potessi credere – che c'è? –
- Niente ... io ... non mi aspettavo una cosa del genere ... insomma, un ragazzo fisso? – era stupito.
- Sì ... lui è gentile, gli piaccio davvero ed anche lui mi piace, mi tratta in modo diverso ... per una volta quello che sento non è a senso unico –
- E Ren ... lo sa ... - dedusse.
- Gliel'ho detto alla festa ... non l'ha presa bene ... ma io – sospirai stremato – sono confuso, Alexey ... credevo che fosse mio amico, che gli facesse piacere o che non gli importasse ... ma invece ... ha reagito in un modo –
- Dimmi un po', quando hai visto l'ultima volta Ren gioire per una cosa bella che riguarda un altro? – mi chiese con una punta di amarezza – credo che il fatto di vederti felice lo abbia fatto incazzare ... -
Mi vennero i brividi a pensare al significato di quella frase – E' molto grave? –
Quello fece spallucce – Non saprei dirlo ... non sta toccando il fondo, ma ... è sempre fatto di qualcosa, è di pessimo umore e sai il modo in cui gli piace risollevarselo ... incasinerà la vita a qualcuno –
- Stai parlando di Chris? – chiesi diretto, quello sobbalzò – l'ho guardato bene in faccia ... è sotto le cure di Ren ... -
- Non preoccuparti di lui, ci penso io a Chris – mi assicurò.
Risi – Ti piace così tanto, eh? Mi chiedo chi lo terrà al sicuro da tutti questi uomini che vogliono tenerlo al sicuro ... - dissi secco, ancora una volta lui si irrigidì – vi conosco bene, Alexey ... siete solo un gruppo di ragazzini egoisti. –
- Ma ti piacevamo per questo ... - mi ricordò.
- Già ... è solo che sto cominciando a vedere quanto sia pericoloso il vostro modo di operare ... e quanto sia distruttivo ... - poi mi sfuggì di bocca una domanda che non credevo avrei mai fatto – Ren, si vede con qualcuno adesso? –
Quello fece spallucce distogliendo lo sguardo – Non ancora ... ma comincerà presto ... ha quello sguardo sai ... quello di quando mette quel po' di senno che ha da parte –
- Lo sospettavo ... ma lo sai che non posso farmi coinvolgere? – ci tenni a fargli capire – non come prima ... non lo posso salvare strisciando da lui, non dopo quello che mi ha detto e tu faresti meglio a lasciarmi da parte e fare come ti dice ... per evitare di farlo incazzare ancora –
Quello sbuffò – Io e Roman non siamo le servette di Ren, abbiamo una nostra volontà e lui deve capire quando esagera ... non smetteremo di essere tuoi amici JJ, quindi non sentirti messo da parte perché non è così –
Sorrisi a quel punto – così lo sa anche Roman ... -
- Già ... - ammise sorridendo appena – inutile dire che sta dalla tua parte –
Io scossi la testa – lui è sempre troppo gentile con me ... -
- Fidati ... è solo che conosciamo Ren dalla prima superiore, siamo cresciuti insieme si può dire e Roman lo conosce anche da prima ... quando lui fa notare a Ren le sue mancanze, lo fa per aiutarlo .. –
- Lui non vuole il nostro aiuto Alexey, non vuole niente da nessun essere al mondo, è questo il problema ... e credimi farà qualcosa per ribadire il concetto – mormorai – molto presto farà qualcosa per ribadire il concetto quindi tieniti pronto –
Lui mi poggiò una mano su una spalla – E tu tieniti fuori, JJ ... se stare con quel ragazzo ti fa felice, lascia Ren a noi ... -
- Buona fortuna allora ... spero tu ce la faccia da solo – mi sollevai da terra.
- Non sarà facile ma non ti chiederò di tornare – mi assicurò.
Non sapevo se fosse vero, era così intricato quello che legava il nostro gruppo, un equilibrio tanto sottile e ben orchestrato da sembrare impossibile che tutto funzionasse anche senza un pezzo.
Mi allontanai in silenzio da lui, cos'altro c'era da dire? Avevamo fatto le nostre scelte, ognuno di noi. La verità era che io sarei tornato sempre per Ren, nonostante il suo comportamento, non riuscivo a capire perché ma tenevo a lui e se avesse avuto bisogno di me non gli avrei voltato le spalle, anche se forse lui non avrebbe fatto quello per me. Mi dissi che era tremendamente da stupidi pensare una cosa così, che il discorso che mi aveva fatto alla festa non era degno di una persona chiamata amico. Eppure dentro di me sapevo che Alexey stava combattendo perché credeva che Ren lo fosse, che fosse un amico per cui valesse la pena essere calpestato ed in fondo era quello che pensavo anche io.
Lasciai il prato del campus e mi diressi in camera mia, non mi andava più di restare da solo, volevo provare a cercare Matt, a togliermi Ren ed i suoi problemi dalla testa, imparare lentamente a pensare ad altre persone.
Quando fui in camera mia notai che Matt non c'era, fui tentato di chiamarlo ma il mio cellulare squillò per primo, era Lyonel.
- Pronto? –
- JJ! Che combini? Io ho appena finito l'ultima lezione e ho proprio bisogno di vederti! – esclamò con il suo solito tono gioviale.
Il mio cuore fu pervaso da una grande gioia, era l'effetto Lyonel supposi – sono in camera mia, dove vuoi che ti raggiunga? –
- Resta lì! Sono al dormitorio, ci metto un attimo –
Chiuse la chiamata ed io non dovetti aspettare molto, pochi minuti dopo stava bussando alla porta, quando aprii me lo ritrovai addosso. Le sue braccia mi stavano stringendo forte e le sue labbra mi accarezzavano delicate la pelle del collo, risi.
- Ti sono mancato? – mormorai mentre mi aggrappavo a quella stretta.
- Puoi ben dirlo! – sussurrò al mio orecchio.
Poi catturò le mie labbra in uno dei suoi baci travolgenti, lo facevamo spesso, ci baciavamo appassionatamente per minuti interi, lasciavo che sfiorasse il mio corpo con le dita in un modo che nessuno aveva mai fatto. Nemmeno ad uno dei miei numerosi amanti avevo mai permesso tanta confidenza, forse quella parte mi spaventava un po', il lasciarmi andare dopo tanto tempo mi intimidiva. Solo una persona fin ora aveva avuto accesso al mio corpo in quel modo, qualcosa che si era presa con prepotenza ma che poi era diventata una consuetudine di cui ero quasi dipendente.
- Che succede? – disse staccandosi da me e notando il mio irrigidimento.
- Niente ... stavo ... pensando – ammisi a mezza voce.
- A cosa? – chiese quello curioso.
- A noi due ... non mi ero mai lasciato andare così con nessuno, il modo in cui mi tocchi è ... - scossi le spalle imbarazzato, tentando di togliere il ricordo di Ren dalla mia testa, lui non c'era più.
- Spero non sia affrettato ... - mormorò quello spostando il braccio a circondarmi le spalle.
- Affatto ... è ... come deve essere credo ... - sussurai prima di ricatturare quelle labbra.
Eravamo sdraiati sul mio letto, Lyonel era su di me e mi ricopriva la pelle di baci, mentre io me ne stavo steso e trepidante, il mio corpo si arroventava sotto le sue premure. Ero stato con così tanti ragazzi che mi ero quasi dimenticato la magia, quella strana smania, quell'attesa crescente e anche quell'ingenuo imbarazzo, solo una persona era in grado di farmi provare quelle sensazioni ...
Le azioni di Lyonel si facevano sempre più decise, sentivo le sue mani sotto i miei vestiti, sentivo il suo ginocchio fra le miei cosce, era tutto troppo dannatamente eccitante, non riuscivo a resistere. Così infilai le mani fra i suoi vestiti e lentamente scesi ai suoi jeans, li sbottonai ed andai alla ricerca della sua eccitazione meravigliosamente pronta.
- JJ ...- sussurrò con voce rotta – li hai ... i preservativi ...-
Quella domanda mi svegliò leggermente – io ... certo ... nel cassetto del comodino ... -
Quello rise, mi poggiò un bacio veloce e li recuperò allungandosi verso il mobile – non è che non mi fidi ... solo che li uso sempre ... -
- Ti capisco – gli assicurai – anche io, solo ... - mi bloccai immediatamente ... solo con Ren lo faccio senza ... non avrei dovuto dirlo, scacciai via quel pensiero prima che il suo ricordo intralciasse quel momento, lui non era più un mio problema.
- Solo? – chiese Lyonel mentre trafficava con la bustina.
- Solo che non sono tanto bravo a metterli – mentii, quello rise.
- Ci penso io ... da adesso in poi non devi più preoccuparti di niente ... da adesso in poi mi occuperò di te e non dovrai più stare male ... -
Lyonel era qualcosa di totalmente inaspettato, qualcosa che uno come me non credeva nemmeno di meritare. Ogni gesto, occhi parola che usciva da lui sembrava creata unicamente per me, per farmi stare bene, per farmi percepire quel sentimento che provava.
Sentii nuovamente le sue labbra sul mio corpo, la sua lingua inumidiva il mio ventre mentre scopriva la mia erezione, sentivo le sue mani allargarmi le gambe, aveva cominciato a stimolarmi penetrandomi con le dita e stuzzicando contemporaneamente la mia erezione.
- Sei una meraviglia – sussurrò mentre continuava quei movimenti abili e profondi.
Non ero mai stato tanto ubriaco di affetto come in quel momento, lui non aveva paura di dimostrarmi quanto ci tenesse, quanto mi desiderasse, quanto io fossi importante.
Mentre affondava dentro di me, io catturavo le sue labbra a mio piacimento, stringevo il suo corpo senza un freno, mi perdevo nei suoi occhi luminosi.
Dopo tutto quello che mi era stato detto da Ren sull'amore, di quanto fosse sbagliato e malato, di quanto fosse meschino ... dopo tutti quegli anni a credere ciecamente a quelle parole ... stando lì con Lyonel, stretto al suo corpo, totalmente alla mercé di quel contatto tanto intenso ...mi chiesi se Ren si sbagliasse.
Le spinte di Lyonel si fecero sempre più profonde e frenetiche, le sue carezze e i suoi movimenti mi avevano totalmente mandato in tilt ed ormai gemevo e lo chiamavo senza controllo, implorandolo di continuare.
Quando l'orgasmo mi travolse ero scovolto e stupito, incredulo di essere davvero riuscito a provare qualcosa di nuovo, di appartenere ad una persona in un modo del tutto nuovo. Sentii il corpo di Lyonel stringersi al mio e posarmi un bacio sulla fronte.
- Sei incredibile ... - mormorò – non hai idea di quanto mi piaccia stare con te –
Io arrossii, ancora una volta sentirlo ammettere certe cose così naturalmente mi sconvolse, come poteva essere così sicuro di sé? Sembrava che non gli importasse di essere ferito, sembrava non temere alcuna conseguenza per i sentimenti che provava, per un momento invidai quella sicurezza. Per un momento desiderai che qualcun altro potesse averla anche se non osai neanche pensare il suo nome.
TYLER
- Tu non mi ascolti neanche! -
Era vero, non provai neanche a piantare una scusa, vidi il capitano della squadra di football fissarmi con ancora più attenzione di prima. Era stato Roger a scegliermi un paio di mesi prima, nonostante il parere contrario di una buona metà della squadra, i nuovi arrivati non piacevano a nessuno soprattutto quelli talentuosi come il sottoscritto.
- Ti sento, ma non cambierò idea. Non mi va più di giocare, Freeman, te l'ho detto. -
- E' Alexey il punto? Ha fatto lo stronzo per la storia di Edward ancora una volta? Sa anche lui che dobbiamo pensare soltanto al bene della squadra, non agli amici che perdono il posto da titolare ... qui si va per meritocrazia ed anche gli altri ragazzi sono d'accordo. Vuoi che ci parli io? -
- Non è questo il punto - soltanto sentire pronunciare quel nome mi disturbava profondamente - ho semplicemente perso la voglia di giocare quest'anno, preferirei che nessuno di voi insistesse ulteriormente. - avevo usato le buone troppe volte, sperai che quella richiesta fosse l'ultima.
- Ci hai lasciato nella merda, Bradbury. Te lo dico chiaramente, trovare un altro centroavanti come te è un problema, soprattutto a campionato iniziato. Se soltanto mi dessi qualche mese di tempo per rimpiazzarti con qualcuno degno ... -
Mi stava sfiancando, lo stavano facendo tutti, chi per un motivo, chi per un altro. Quanto mi costava davvero giocare una dannata partita una volta ogni due settimane? Ma c'erano anche gli allenamenti e soltanto pensare a quei due insieme mi mandava seriamente fuori di testa. Non potevo vederli, non dovevo.
- Bradbury, non so che problemi tu abbia, ma vedi di trovare una via d'uscita, perché ti stai comportando da egoista. Se cambi idea fatti sentire, te ne sarei terribilmente grato. -
Egoista. Ancora una volta. Non trovai neanche la forza di controbattere, non mi importava. Mi sollevai dalla mia sedia e lasciai la mensa subito dopo. Dentro di me stava avvenendo una lotta infinita tra due sentimenti opposti: la speranza e la paura. Non vedevo Chris ormai da più di dieci giorni. Era come se fosse scomparso improvvisamente, i miei occhi attenti saettavano in giro per il campus come non era mai successo prima in vita mia. Avevo bisogno di vederlo, anche soltanto per un istante, capire come stesse andando, ma allo stesso tempo temevo di non trovarlo da solo ...
"Il tuo amico Wayright, non crederai con chi sta! Li ho visti insieme oggi pomeriggio ... credevo fosse un ragazzino tutto casa e chiesa, invece se la fa con i bad boys del campus! Questo è un buon materiale su cui basarmi per il mio sequel!!"
Juri aveva detto quelle parole con grande nonchalance, non sapendo l'effetto devastante che avevano provocato in me. Ero incazzato, non tanto per come stessero andando le cose, quanto per la mia reazione. Non avrei dovuto provare rabbia, non era contemplato nel mio piano mentale che prevedeva la mia scomparsa dalla vita di Chris. Mi ero sempre detto "Ecco come andranno le cose per te, Tyler. Lascerai Chris, lui se la prenderà, ma non così tanto da sparire definitivamente dalla tua vita, quindi il distacco non sarà troppo stressante. Lui cercherà di andare avanti, forse arriverà anche a conoscere qualcuno, in quel caso te ne starai buono, non potrai continuare a rovinargli la vita, ti limiterai a lasciare che tutto faccia il suo corso. Ecco fatto, è tutto prestabilito."
Non era così, niente di quello che avevo pensato si avvicinava anche soltanto lontanamente alla realtà dei fatti purtroppo. Ancora una volta ero arrivato a sopravvalutare le mie capacità di adattamento, ma soprattutto non avevo mai pensato di aver sviluppato anch'io una sorta di dipendenza nei suoi confronti. Sapevo che mi mancava, lo avevo sperimentato per un intero anno, ma averlo lì, a portata di mano e non poterlo avere era ancora più devastante di quanto avessi mai potuto immaginare.
- Ehi Tyler ... -
Automaticamente mi voltai verso la voce conosciuta, ritrovandomi il volto sorridente di Matt Reed davanti.
- Matt ... non so dove sia Juri, credo si stia stabilito più o meno in pianta stabile a casa del depravato - dissi subito per mettere in chiaro le cose.
- Oh - lo vidi ridere appena, imbarazzato - non volevo chiederti di Juri in realtà. L'ho visto appena qualche ora fa, stasera tornerà in stanza. Scott ha ospiti. - mi comunicò quello.
- Bene, non vedevo l'ora - dissi sarcastico
- Senti, non è che per caso hai visto Chris in questi giorni? -
- No - seppi di aver risposto troppo in fretta e troppo seccamente, ma non mi importava - non usciamo più insieme noi due. -
Matt era sorpreso, segno che Chris non doveva avergli detto praticamente nulla sugli ultimi sviluppi. Doveva essere andato avanti davvero.
- Scusami, non credevo che ci fossero dei problemi. In realtà non vedo mio cugino da giorni, sono un po' preoccupato. Ho incontrato il suo coinquilino, quello col nome russo impronunciabile e mi ha detto che ha tipo cambiato stanza ... non sa molto su Chris adesso ... la cosa non mi piace.-
Alexey doveva aver fatto scambio con la stanza del fratello, era evidente. Cercai di mantenere la calma almeno di fronte a Matt che continuava ad aspettarsi qualcosa da me di simile ad una risposta.
- Te l'ho detto, non ci vediamo più. -
- Non puoi chiamarlo? A me non risponde. Ieri sono anche passato in stanza, ma non c'era nessuno. Ci ho provato poco fa e idem ... ho anche provato a beccarlo tra una lezione e l'altra ma non c'era ... credo che non frequenti più. -
- Matt, non so che dirti. Io non posso chiamarlo. -
- Anche se vi siete lasciati male come presumo che sia successo, non sei un minimo preoccupato a questo punto? Puoi soltanto scrivergli un messaggio? Sono sicuro che a te risponderebbe. Ti sto chiedendo un favore. -
Sì che ero preoccupato, ma ero soprattutto incazzato, stavo iniziando ad odiare Chris anche se non avrei dovuto. Ero stato io a spingerlo a farsi una vita e questo lo sapevo bene, adesso che diavolo potevo pretendere da lui?
- Va bene - cedetti - gli scriverò un sms e ti farò sapere -
Chris aveva bloccato il mio numero, non avevo idea se alla fine avrebbe ricevuto qualcosa, ma decisi di far felice Matt, giusto per togliermelo dalle palle.
- Ti ringrazio, allora ci sentiamo -
Salutai il cugino di Chris con un cenno della mano prima di avviarmi nuovamente verso i dormitori. Il cellulare sembrava molto più pesante adesso all'interno della tasca della mia felpa. Lo tirai fuori,deciso a togliermi di torno quel peso immediatamente. Era soltanto un sms in fin dei conti, non stava a significare nulla e soprattutto probabilmente non gli sarebbe neanche arrivato dal momento che Chris si era reso irreperibile.
Il messaggio era breve e privo di implicazioni: Matt è preoccupato, fatti sentire.
Inviai e riposi il cellulare in tasca, soltanto quando mi trovai a pochi metri dalla mia stanza notai una figura del tutto stonata all'interno di quella situazione. Rachel si voltò verso di me, attirata dal suono dei miei passi, poi rise e mi venne incontro. Mi lasciai abbracciare, troppo sorpreso per muovermi.
- Tyler! Sorpresa!!!! Pensavo che non saresti tornato mai più, è da un'ora buona che ti aspetto qui fuori. -
- Rachel, ma che diavolo ... - ero confuso, la guardai, incontrando i suoi occhi luminosi.
- Zitto, avevo voglia di venire a trovarti. Potresti anche fingere di esserne felice, dopotutto ho preso un treno che ci ha impiegato cinque ore per portarmi qui! Adesso andiamo a mangiare, sto morendo di fame. -
- Sei stata un'idiota a venire qui senza prima avvisare. Potevo anche avere altri piani, che cosa avresti fatto in quel caso?-
- Altri piani con un certo ex vicino di casa? Se vuoi possiamo andare a prendere anche lui, mi farebbe piacere vederlo - Rachel sghignazzò ma si interruppe subito dopo, la mia faccia non doveva lasciare neanche un dubbio - oh, non immaginavo che ... insomma, fino a qualche settimana fa andava tutto bene .. -
- Le cose cambiano. Andiamo a mangiare - la guidai senza aggiungere altro fino alla mia auto, rimasta nei parcheggi.
- Hai anche una macchina? -
- Ho fatto dei lavoretti a New York. -
- Che tipo di lavoretti? - chiese lei, sospettosa.
- Niente di neanche lontanamente legale, devo pur sempre portare alto il nostro cognome, no? -
- Idiota. - bofonchiò
- Come sta Ginevra? Non la sento da qualche mese, la bambina dovrebbe essere grandicella ormai.-
Rachel si illuminò immediatamente - E' fantastica, Ty! Un amore. Passo un sacco di tempo con loro, soprattutto quando Ginevra ha da fare con l'università. Sembra che le cose vadano bene, il suo tipo è rimasto nei paraggi, si sta occupando della bambina. -
- Ne sono felice -
Cercavo di guidare mentre Rachel mi mostrava quello che aveva assunto le proporzioni di un vero e proprio book fotografico. La bambina somigliava soprattutto a Ginevra, mi chiesi che cosa fosse successo se il padre fossi stato io. Le cose sarebbero cambiate drasticamente, nessuno sarebbe stato felice, perché in qualche modo avrei rovinato tutto, questa era una certezza.
Senza rendermene conto avevo portato Rachel nello stesso pub in cui avevo cenato con Chris quando Seth e Koll ci avevano raggiunto. La guardai, soltanto in quel momento notai che c'era qualcosa di strano in lei, una sorta di preoccupazione che probabilmente aveva tentato di nascondere fino a quel momento.
- Vedi che sto bene, puoi dirlo anche alla mamma. Non era necessario che venissi fino a qui a spiarmi. - dissi subito incontrando il suo sguardo confuso.
- Ma smettila, non è per questo che sono venuta - disse lei con aria pensierosa
- Allora cos'è questa faccia? Altri problemi? E' successo qualcosa? - ero confuso adesso, quella non era soltanto una visita di cortesia, capii.
- Non sono dei problemi, soltanto delle ... novità - rispose lei dopo un attimo di tentennamento - ho scoperto una cosa di recente ... dovevo parlarne con qualcuno, alla fine ho pensato che dovessi saperlo anche tu. -
- Che novità? -
- Riguardano Luis... -
Luis. Un'altra di quelle persone che mi faceva venire il voltastomaco, la lista si stava allungando a dismisura.
- Che altro è successo? E' tornato a darvi fastidio? -
- N-no, lui ... non è questo il punto - Rachel prese un profondo respiro - ha un'altra famiglia, Tyler. -
- E quindi? Si è fatto un'altra famiglia, era plausibile, uno come quello ha bisogno di gestire non soltanto la sua vita, ma anche quella degli altri, lo conosci bene. -
- No, non hai capito. Lui aveva già un'altra famiglia. -
Rimasi un attimo confuso, incapace di dire o fare nulla. Perfino pensare era complicato, fu come se quelle parole non fossero arrivate davvero a destinazione, soltanto dopo qualche secondo riuscii a riprendermi.
- Vuoi dire che aveva un'amante ... -
- Aveva una famiglia, con dei bambini. Abbiamo dei fratellastri, Tyler. -
Silenzio. Perfino l'atmosfera all'interno del locale sembrò gelarsi. Luis aveva un'altra famiglia ed altri figli ...
- La mamma lo sapeva, quest'altra donna vive a Los Angeles, suppongo che andasse da loro quelle volte in cui diceva di andare a caccia con qualche suo amico. Capitava spesso che mancasse, ma noi eravamo troppo sollevati per porci delle domande. Abbiamo dei fratellastri, Tyler, hanno due anni meno di noi e sono dei gemelli. -
- Frena, Rachel ... -
- Lo so, è assurdo. Ma dovevo dirtelo, loro sanno di noi, sanno tutto ... -
Ero troppo incredulo per riuscire a formulare una frase sensata - Come lo hai scoperto? -
- Ho chiamato il suo cellulare e mi ha risposto suo figlio Mike ... ero incredula, ha detto "Mi dispiace, ma papà non è in casa, provi a richiamare." Ero sconvolta, prima ho pensato di aver sbagliato numero, ma poi sono corsa dalla mamma e lei non ha potuto fare altro che confermare l'esistenza di questa donna e dei due gemelli ... -
- I-io ... - mi portai le mani al volto in un gesto automatico, ero stanco, sarei voluto sparire dalla faccia della terra in quel preciso istante.
- Ho litigato con la mamma, Tyler ... sono corsa qui perché avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno e chiarirmi le idee. Non capisco perché anche lei ci abbia tenuto all'oscuro di tutto... Sono sconvolta e furibonda e poi guardo te e sei sempre così terribilmente freddo! Come puoi? - la voce di Rachel salì di qualche tono, i suoi occhi erano intrisi di lacrime adesso. Parecchia gente ci stava fissando mentre ci sollevavamo dal tavolo ed uscivamo in fretta.
- Cosa vuoi che ti dica? Il bastardo ha due nuove marionette con cui divertirsi adesso e la mamma ha semplicemente preferito tacere anche questo ennesimo affronto. Di cosa ti stupisci, Rachel? Questa è la nostra famiglia, è così che siamo fatti noi Bradbury - dissi brutalmente incontrando lo sguardo perso di Rachel.
- Ti sbagli - singhiozzò stringendosi tra le braccia - non è così. I-io ho visto q-quelle foto ... ho v-visto tutto e loro ... loro sono felici ... -
- Quali foto? -
Rachel parlava a fatica ormai - L-lui tiene a loro e loro lo amano, Tyler. La sua rabbia, tutta quella cattiveria la riversava soltanto su di noi ... Quel ragazzo è felice, va a danza, porca puttana!! E Luis era lì, al suo saggio con un enorme sorriso orgoglioso in volto mentre tutti noi eravamo costretti a vivere nel suo terrore! Ho visto tutte quelle foto e non riuscivo a credere ai miei occhi. Quella non era una messa in scena, quella era la vera famiglia di Luis. Mi chiedo se in fin dei conti non fossimo sempre stati noi gli intrusi ... -
Lasciai che Rachel si rifugiasse tra le mie braccia con una strana sensazione di vuoto dentro.
- Puoi stare qui per qualche giorno se vuoi ... al mio coinquilino non darà fastidio - le concessi alla fine dopo che uscimmo dal pub.
- No, non servirebbe a niente. E poi la mamma è preoccupata ... - commentò Rachel con un sorriso malconcio sulle labbra - vado a casa, ma tornerò presto. -
- Dico sul serio -
Rachel aveva preso la sua decisione, così non mi restò che accompagnarla in stazione.
- Devi promettermi che mi chiamerai se ti venisse voglia di parlarmi di qualsiasi cosa - aveva parlato dopo un lungo silenzio, quando il treno era ormai fermo al nostro binario. Evitai i suoi occhi troppo curiosi e sinceri, non volevo che si preoccupasse anche per me dopotutto.
- Sto bene. Adesso vai prima che parta -
- Tyler, dico sul serio -
- Anch'io dico sul serio - la rassicurai, spingendola a salire - fammi sapere quando arrivi, impiastro. -
Niente sorrisi felici quel giorno, Rachel stirò le labbra come meglio poté prima di darmi le spalle e salire sul treno ormai in partenza.
Luis aveva un'altra famiglia ... cercai di ripetere quelle parole nella mia mente per iniziare ad abituarmi all'idea. Quanti dannati segreti poteva nascondere un uomo come quello? E perché dovevo reagire in quel modo? Non aveva alcuna importanza quante famiglie avesse, per noi non era stato neanche un padre dopotutto.
Finalmente tornai in dormitorio, Juri non c'era come previsto ed io mi limitai a tirar fuori i libri dalla borsa per sostituirli con quelli che avrei dovuto usare il giorno dopo, nel farlo un foglietto volante sfuggì dalle pagine di un quaderno. Lo raccolsi e con una certa confusione lo aprì. Sapevo sin dall'inizio che non era mio, fu soltanto quando lo lessi che capì davvero.
Una sola frase scritta con inchiostro nero ed una bella scrittura.
"Il tuo ex scopa da dio "
Stavo tremando, i miei occhi si rifiutavano di fissare altrove, continuavano a leggere quelle parole come in un loop senza fine e non riuscii a capire per quanto tempo rimasi lì. Il rientro di Juri mi salvò da quell'ennesima tortura a cui mi stavo sottoponendo, velocemente appallottolai il foglio tra le mie mani e lo gettai nel cestino.
- T-tyler ... tutto bene? -
Dovevo respirare e calmarmi. Respirare e calmarmi fino a quando quella furia omicida non fosse passata.
ANGOLO AUTRICI:
Siamo tornate! Mese nuovo capitolo nuovo! Questa volta tocca a JJ e Tyler ... beh il nostro biondo è alle prese con una sensazione famigliare e scomoda, lontano dagli amici che lo hanno salvato dalla solitudine, deve fare i conti con la realtà che sta vivendo! Sembra che Alexey e Roman appoggiono questa sua strada, sembra che prenderanno sulle loro spalle l'eredità Ren, è davvero la fine? Intanto le voci giungono anche all'orecchio di Tyler XD non solo Matt visibilmente smarrito e preoccupato ma la conferma che Chris ha decisamente voltato pagina in un modo del tutto nuovo! Ma non è l'unica novità per Tyler, che ne dite del ritorno di Rachel? Siamo in attesa dei vostri commenti e speriamo che anche questo capitolo vi sia piaciuto!
Un bacio
BLACKSTEEL
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