capitolo 4
NIKOLAJ
L'inizio dell'anno accademico, l'inizio dei corsi, l'inizio di un altro lungo anno fra esami, verifiche e lezioni da preparare. Non credevo che questo giorno sarebbe mai arrivato eppure rieccoci, un altro anno da affrontare.
Mentre camminavo lungo il corridoio per raggiungere la mia stanza mi resi conto che quello non era un anno come gli altri, non come il precedente, forse lo era stato fino alle sera prima ma ormai non lo era più. Non dopo che avevo incrociato quegli occhi, non dopo aver rivisto quel viso, Matt era stato a qualche metro da me, il mio Matt, non credevo che lo avrei più rivisto ed invece era lì.
Mio? Mi venne da pensare mentre abbassavo la maniglia della porta. Non era più mio, lo avevo lasciato andare, lo avevo umiliato e cacciato via. Ricordavo perfettamente lo sguardo di quel giorno, fiammeggiante come quello di ieri sera, mi odiava e non mi avrebbe perdonato. Con che diritto chiedevo una cosa del genere?
- Nikolaj? Sei ancora con noi? – sbraitò Scott facendomi tornare con la mente in quella stanza.
Il nostro ufficio era un casino totale come sempre, i miei vani tentativi di tenerlo in ordine soccombevano contro la tenacia con cui Scott ammassava qualsiasi cosa senza criterio. Documenti, vecchi testi, fogli di carta, dizionari, tutto era uniformemente spalmato sulla sua scrivania e sul resto della stanza.
- Siamo solo al primo giorno e già sembra che sia scoppiata una bomba qui dentro – dovetti ammettere.
Scott sbuffò – Non cominciare con i predicozzi sull'ordine! Ti ho detto che questo è il mio modo di ordinare, c'è un criterio, ok? –
- Sì, lo stesso che c'è nella tua testa ... cioè nessuno – protestai – hanno già portato le disposizioni dei corsi? – chiesi mal volentieri.
Non mi sentivo in vena di lavorare, c'era un profondo peso che regnava sul mio petto quel giorno, quasi faticavo a concentrarmi.
- Lo sto visionando proprio adesso – disse lui sventolando pomposamente il foglio – se non altro ci toccano pochi corsi con le matricole .... Odio quei mocciosi sperduti e con la velocità cerebrale di un bradipo con le gambe ingessate, perché devono passarci sempre il peggio? –
- Lascia in pace le matricole Scott ... - mormorai mentre davo un'occhiata sommaria al foglio – per portartele a letto ti piacciono ... per inculcare loro in testa qualcosa non vanno bene –
- Siamo spiritosi questa mattina – rise – chi ti ha sputato nel piatto di cereali? –
- La vita mi sputa addosso ogni giorno – dissi distrattamene mentre cercavo di raccapezzarmi – dividiamoci le mansioni ... allora abbiamo insegnamenti nei corsi di Letteratura, Giornalismo, Linguistica e Filologia .... –
- Io mi becco letteratura inglese ... ma il corso avanzato per matricole te lo fai tu – specificò subito – niente poppanti per me quest'anno –
- Scrittura creativa, lettere moderne li faccio io ... e credo che mi toccheranno delle supplenze a Linguistica anche quest'anno ... il professor Mason ha vinto il concorso per il master – comunicai.
- Va bene, faccio letteratura classica e filologia, tu ti becchi il resto – terminò.
- Guarda che filologia è con le matricole ... non c'è ancora la lista dei partecipanti? –
- No – commentò lui confusamente.
- Beh ... allora suppongo che mi toccherà andare ... comincio fra mezz'ora il corso di scrittura, mi auguro che non mi facciano perdere tempo, è un corso facoltativo – osservai con una punta di sfinimento.
- Rompi il culo a quei lavativi Nik, sei troppo indulgente con loro!- mi consigliò Scott passandomi il foglio con l'elenco.
- E tu vacci più leggero, sembri un mostro fuggito dall'inferno – lui rise e lo salutai.
Mi immersi nuovamente nel caos del corridoio e quasi senza volerlo osservavo ogni ragazzo che incrociavo, sperando di rivedere Matt. Ma cosa gli avrei detto a quel punto? Sospirai, Chimica, lui voleva studiare Chimica ed il dipartimento era nell'altra ala dell'università, dopo la biblioteca, non c'era speranza che io lo vedessi lì. Dopotutto in un anno non ci eravamo mai incrociati, appartenevamo ad ambiti troppo diversi per poter davvero sperare in un incontro, se non fossi andato a quella festa non avrei mai scoperto della sua presenza alla Berkeley.
Entrai nell'aula svogliatamente, poggiai la borsa sulla cattedra senza guardare nessuno, dopodiché scrissi il mio nome sulla lavagna.
- Benvenuti al corso di scrittura creativa, sono il professor Wayright e sarà mio compito guidarvi e valutarvi su questa materia – cominciai il rituale di presentazione – chi non avesse interesse ricordo che è un corso facoltativo ma per chi invece si sentisse portato per la scrittura avverto che sono un docente esigente. Sperimenterete molti stili, vi assegnerò compiti da svolgere e dei racconti da presentare a scadenza settimanale o mensile –
Poi presi il foglio degli iscritti – per le prime volte chamerò l'appello per memorizzare i vostri nomi ... Carol Anderson ... Geroge Beerman... Stephen Burns – cominciai così la mia monotona lettura, senza nemmeno fare troppa attenzione a quelle facce così anonime, poi accadde qualcosa che mi sconvolse, un nome sulla lista che risaltò prepotente - ... Juri Leineau ... -
Spostai lo sguardo lungo l'aula immensa ma dovetti notare che non si trovava sperduto ed in alto da qualche parte, era proprio in prima fila. Juri stava sorridendo e mi face un cenno amichevole con la mano, restai pietrificato mentre mi sforzavo di restare concentrato. Che diavolo faceva lì? Mi chiesi atterrito ed a disagio. È solo uno studente, studia qui ora, mi dissi per tranquillizzarmi.
Continuai l'appello ed alla fine cominciai una lezione introduttiva, mentre parlavo continuavo a muovermi intorno alla cattedra ed evitavo con tutta l'abilità che possedevo di incrociare lo sguardo di Juri ma nonostante questo non mi sentivo più tranquillo. Lui continuava a fissarmi, potevo percepirlo, sentivo i suoi occhi su di me.
Quando la lezione terminò ne fui segretamente grato, non vedevo l'ora di fuggire e molti di quegli studenti sembravano condividere il mio stato d'animo. Sistemai rapidamente i fogli nella borsa e mentre voltavo le spalle pronto ad andaremene, una voce mi bloccò.
- Professor Wayright – mi sentii chiamare da una voce strascicata, era lui ovviamente.
Mi voltai e il sorriso da gatto di Juri proruppe sulle sue labbra – posso fare qualcosa per te? –
- Può fare un mucchio di cose per me .... Ma al momento volevo soltanto dirle che il suo corso è molto interessante –
Quella frase mi indispettì – Ascoltami bene Juri, non so a che gioco stai giocando ma questa è una cosa seria ... sono un tuo professore, non permetterti di parlami così –
- Non dirmi che te la sei presa anche tu, Nikky – rise appena – cavolo, Matt era parecchio incazzato... ma lui è buono mi perdonerà –
- Continui ad essere inappropriato – lo ammonii.
- Tu lo sei anche più di me .... Scommetto che staresti con lui anche adesso ... ah, se le cose non fossero andate come sono effettivamente andate ... – mormorò sottovoce.
Rimasi paralizzato dall'intensità di quello sguardo – Stanne fuori –
- Non credo sia possibile ...- aggiunse in fretta, poi sembrò pensieroso – questo corso non doveva tenerlo il professor Fields? –
- E tu come lo sai? Comunque lo ha ceduto a me ... abbiamo la cattedra in comune –
- Diciamo che mi ero iscritto per lui ... ma pazienza, c'è ancora un altro corso sul quale posso puntare – mi strizzò l'occhio.
Non potevo crederci, che Juri stesse mirando a Scott? In quel caso avevamo davvero un bel problema e riflettendoci era chiaro perché il mio coinquilino avesse deciso di darmi la materia. Che diavolo combini Scott?
- Se non c'è altro io andrei ...- cercai di defilarmi.
- Beh ... per il momento va bene così ...- poi mi sfilò davanti ancheggiando appena – dopotutto lei è il mio tutor ... se avessi altro da chiedere potrei sempre passare dal suo ufficio ... ed ho in mente di non fare complimenti ... -
Merda. Fu tutto quello che pensai appena fui abbastanza lontano da quel ragazzo, decisamente questo non era l'inizio anno che mi ero aspettato.
Si era fatta ora di pranzo e mi diressi al bar dove avevo appuntamento con Scott, quell'idiota si ostinava a non voler mangiare con nessuno degli insegnanti e toccava a me fare compagnia a quel sociopatico visionario. Lo trovai intento a sorseggiare del caffè.
- Ho un'altra lezione dopo pranzo – dissi raggiungendolo – andiamo a mangiare –
- Ma guardati Nik ... hai sempre fretta, ti verrà un infarto ... non stressarti tanto! – mormorò svogliatamente.
- Parla per te ... sei ancora in fase di relax? A quando gli attacchi isterici? – risi.
- Quando quella mandria di incompetenti me le farà girare – rispose sollevandosi.
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- A tal proposito ... un mio studente mi ha chiesto di te oggi ... non è che ha a che fare con il motivo che ti ha spinto ad affibbiarmi quelle lezioni di scrittura creativa che solitamente ti piacciono tanto? – lo guardai con attenzione
Ci fu una lunga pausa da parte sua.
- Scott ... -
- Diciamo che potrebbe essere – buttò lì.
- Cazzo, siamo alle solite?! – sbottai.
- Non ti agitare è solo un pivellino, mi ha visto alla festa, ci ha provato con me ... - Scott era in evidente imbarazzo - sai com'è, beh ma adesso sono un uomo impegnato –
- E da quando questo ti porta a darti un limite? – chiesi curioso ed ironico.
- E' un moccioso ... basta ignorarlo –
È Juri, ignorarlo non lo fermerà, avrei dovuto dirgli ma non lo feci, per una volta lasciai che fosse il famoso destino a dare una lezione a Scott. Volevo proprio vedere un tipo come lui perseguitato da quel folle Juri, di certo Scott avrebbe rivisto ogni possibile preconcetto che si era fatto su quel ragazzo.
SCOTT
- Comunque sei stato uno stronzo a mollarmi Juri ... non avrei dovuto lasciarti sbrigare la divisione delle matricole, quando mai in sei mesi ti sei occupato di scartoffie? Come ho fatto a non capire che ci fosse qualcosa sotto? - commentò Nikolaj con profonda indignazione.
- Non prendertela troppo con te stesso, Nik ... è merito mio, so essere furbo e sottile come una volpe – mi lodai godendomi l'espressione stizzita che apparve sul volto del mio amico.
- Ed anche incredibilmente modesto – aggiunse, ironico.
- La modestia non ha mai portato nessuno da nessuna parte. - ribattei dopo aver ingoiato l'ultimo pezzo di toast – comunque che si mangia stasera? Voglio qualcosa di buono, il primo giorno di lezioni è sempre un trauma per me, devi coccolarmi. -
Quello sbuffò – Fammi una lista di quello che vuoi, stasera prima che chiuda il supermercato andrò a comprare qualcosa – disse, arrendevole, poi fissò l'orologio da polso ed il suo sguardo si allarmò – è tardi, tra dieci minuti abbiamo lezione! Muovi quelle chiappe, Scott, dobbiamo andare. -
Così ci sollevammo da lì, molti sguardi erano puntati su di noi, notai, senza stupirmi più di tanto. Molti studenti ci fissavano di sottecchi, come a voler studiare ogni nostra mossa senza farsi notare.
Mi venne da ridere, sapevo da alcune voci di corridoio che molta gente credeva che Nik ed io stessimo insieme. Non c'era da biasimarli, trascorrevamo praticamente un sacco di tempo insieme, senza contare i nostri numerosi battibecchi che mandavano in brodo di giuggiole parecchie studentesse, inoltre a volte calcavo un po' la mano, comportandomi da stupido con lui.
- Preparati, sarà un anno duro ... - disse Nikolaj dopo aver pagato il conto.
- Già, spero soltanto che almeno per il primo trimestre non circoli nessuna storiella hot riguardante noi due ... quelle di scrittura creativa hanno una mente davvero contorta ... dovresti vedere che descrizioni meticolose! -
Nikolaj mi fulminò subito con lo sguardo – Idiota, non mi riferivo a questo, almeno ... non solo. Voglio dire ... è un casino, non sono mai stato così allo sbando. -
- E' normale, hai concluso una storia che andava avanti da parecchi anni, avevi una routine tutta tua non indifferente, ma non preoccuparti per questo, ti concederò di sbrigare tutte le faccende di casa come facevi prima, sai ... per farti sentire più a tuo agio. - dissi sorridendo verso quel viso in trasformazione. Nikolaj iniziò a sbraitare su quanto fossi stronzo e pigro, praticamente roba già sentita e risentita.
Ripensandoci non avrei mai immaginato che avrei finito con il condividere l'appartamento con Nikolaj. Entrambi eravamo perfettamente consci di non avere nulla in comune, eccetto la nostra passione per la letteratura ovviamente, non c'era un solo punto sul quale fossimo d'accordo perfino adesso. Eppure eravamo riusciti a trovare una sorta di ritmo noi due, lui chiudeva un occhio sulla mia vita movimentata, io avevo trovato una perfetta donna delle pulizie che di tanto in tanto dispensava anche consigli saggi ed utili.
- Dovremmo darci un taglio noi due, siamo sempre insieme, dimmi poi se è possibile che la gente smetta di inventarsi frottole su noi due! - si lamentò Nikolaj.
- Che ti importa, non intendo passare le mie ore libere con quei professori vecchi e pallosi ... soltanto stargli accanto mi fa sentire decrepito. E' come in quei film horror, quei tipi succhiano la nostra linfa vitale! - argomentai guadagnandomi un sorriso divertito da parte di Nikolaj che adesso prendeva l'altra biforcazione, diretto alla sua classe.
- Tu sei pazzo ed io sono in ritardo! Ci vediamo a casa per cena, voglio fare una passeggiata quindi non passare a prendermi in auto! -
- Come vuole lei, professor Wayright! Spero non debba fare la posta a nessuno ... - aggiunsi sghignazzando piano, totalmente incurante delle proteste dell'altro.
E così avevo dovuto rinunciare ai miei corsi preferiti, pensai, mentre mi incamminavo a passo svelto verso la facoltà di Lettere. Incredibilmente quel certo Juri aveva finito per iscriversi a tutti i miei corsi ... non sapevo se lo avesse fatto di proposito o meno, mi piaceva credere che probabilmente fosse soltanto un caso, eppure sapevo riconoscere una minaccia quando ne vedevo una. Niente più problemi dopo quanto era successo l'estate prima con Lewis, mi ero promesso, avevo superato i trentanni e non potevo permettermi di commettere altre cazzate.
Ero pieno di buoni propositi quando entrai nella vasta aula nove, una grossa stanza che manteneva quasi del tutto intatto il suo aspetto originario, elemento che risaltava a confronto con le altre aule ormai del tutto rimodernate per adeguarsi ai nuovi standard della Berkeley. Amavo quella stanza, sperai soltanto che quella manciata di marmocchi idioti apprendesse qualcosa durante il trimestre. Filologia inglese era una materia molto complessa, così come la Linguistica in generale, non era roba per tutti, ecco perché avevo scelto quel corso.
Nessuno sano di mente avrebbe deciso di frequentarlo, a parte un gruppetto minuto di persone davvero interessate. Ed infatti il gruppetto era davvero scarno, dovevano essere una quarantina, non di più, una buona metà avrebbe mollato durante il corso delle lezioni come di consueto, immaginai.
Così feci il mio ingresso e sfilai fino alla mia cattedra, mollando rumorosamente i due grossi tomi che mi portavo dietro da quella mattina. Accesi il computer e preparai le prime slide da mandare sull'enorme lavagnetta della sala. Lanciai un'occhiata sommaria alla classe, esultando dentro di me quando capii di essere salvo. Juri non era tra quelli, ce l'avevo fatta!
- Sono il professor Scott Fields – mi presentai mentre sistemavo le mie cose – questo corso non è per tutti, è anche inutile dirlo ... presto ve ne accorgerete da soli. E' mio uso consueto esigere verifiche mensili sulla vostra preparazione, dunque non vi sarà permesso adagiarvi su alcun alloro. Qui dentro si lavora dal primo giorno all'ultimo, siamo intesi? - specificai osservando quei visi intrisi di panico adesso – detto questo possiamo iniziare. Domande? -
Nessuno disse niente, perfetto – Aprite il vostro libro a pagina dodici, a casa dovrete scaricare le slide che vedrete apparire sulla lavagnetta per integrarle allo studio della materia. -
- Scusi il disturbo. Ha già iniziato? Spero di no! -
Quella voce. Alzai lo sguardo dal computer ed in men che non si dica lo posai su Juri, era trafelato e stringeva contro il petto il suo libro di Filologia. Fu come passare sotto un getto di acqua gelata, improvvisamente capii di essere stato fregato alla grande.
Avevo detto a Nikolaj che era carino ... in realtà Juri era molto più di questo. Era sensuale da far paura, cosa che risultava impossibile per molti dei suoi coetanei. Tutto in lui urlava "Sono diverso!", dai vestiti eccentrici, passando per quell'aria perennemente smarrita, fino ad arrivare a quel suo sguardo diretto e penetrante. Mi stava mangiando con gli occhi e lo faceva con una spigliatezza da far paura. Posai lo sguardo sul suo petto pallido e magro, lasciato libero dalla camicetta di un nero lucido sbottonata quasi all'altezza dei capezzoli. Le sue gambe lunghe e sode erano fasciate da un pantalone strettissimo, potevo perfino indovinare la sua taglia di boxer, certo che ci avrei preso alla grande.
Nessun ragazzino poteva essere tanto malizioso ... beh, forse dovevo iniziare a ricredermi.
- Tu ... - non avevo idea di cosa volessi dire. Tu che ci fai qui? Tu cosa vuoi da me? Tu perché vieni a lezione vestito come se fossi appena uscito da un festino gay?
- Scusi il ritardo, non si ripeterà più - disse quello con un sorriso malizioso sulle labbra che non lasciava intendere nulla di buono, poi prese posto in prima fila, esattamente davanti alla mia cattedra.
Rimasi lì a fissarlo, come se fosse la reincarnazione del diavolo stesso. Avevo esultato troppo in fretta purtroppo ... lui era lì ed il suo sguardo non lasciava alcun dubbio sul quale fossero le sue intenzioni.
- Emh, iniziamo ... niente registrazioni, solo appunti se riuscite a seguirmi – dissi cercando di concentrarmi su qualcosa che non fosse quel dannato ragazzino lì davanti – La parola filologia, come saprete, deriva dal greco φιλoλογία, composta da φίλος, che significa ... aspettate, vediamo un po'. Qualcuno sa cosa significa? -
Ci furono parecchi svolazzamenti di mani, purtroppo Juri era stato il primo, dovetti ammettere, digrignando i denti.
- Tu al primo banco ... -
- Significa amico, ma anche amante ... - disse sussurrando la seconda parola come soltanto uno stronzo del genere avrebbe potuto fare.
- B-bene, molto bene. Continuiamo ... -
Juri tirò fuori una penna piumata dal suo astuccio, poi, quasi casualmente, se la portò alle labbra, succhiandola appena con fare malizioso. I suoi occhi non lasciavano i miei ed io stavo già per cedere come un adolescente durante la sua prima crisi ormonale.
Distolsi il mio sguardo dal suo a fatica, deglutii forte ... faceva un caldo assurdo lì dentro.
- Tu lì sotto, apri le finestre ... non credo che i riscaldamenti funzionino a dovere! - poi presi il libro con mani tremanti e iniziai la spiegazione.
Sarebbe stato un anno terribilmente difficile per me quello.
ANGOLO DELLE AUTRICI: Buonasera a tutti :) non vi aspettavate un aggiornamento notturno, eh? E invece noi amiamo stupire, quindi eccoci qui con un nuovo capitolo pieno zeppo di vita universitaria! Nik e Scott formano un duo comico che vi terrà allegria per tutta la durata della storia ahah (almeno ce lo auguriamo!) ma non dimentichiamoci della presenza del temutissimo Juri. Come pensate che si metteranno le cose da qui in poi? Possiamo preannunciarvi che nel prossimo capitolo accadrà qualcosa di molto atteso ... :P qualcuno si sente in vena di fare qualche pronostico? Sappiamo che avete delle menti molto creative (un po' come le alunne di scrittura creativa di Nick e Scott ahah) Quindi avanti con i pronostici!
Nel frattempo ringraziamo tutti voi che continuate a seguirci e spronarci :)
Grazie mille e alla prossima
- BLACKSTEEL -
r8Y
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