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Capitolo 38




JURI

- Dovresti venire ... - insistette Matt per la terza volta nel giro di un paio di minuti dall'altra parte del telefono.
- Te l'ho detto, non ne ho voglia -
- Juri Leinau che non ha voglia di festeggiare? Che diavolo è successo al mio amico? - Matt era incredulo.
- E' successo che ho voglia di starmene da solo a riflettere un po' sulle scelte sbagliate della mia vita ... -
- E' per Scott? Andiamo, lascialo perdere almeno per oggi. Senti, se ti va raggiungici direttamente lì. -
- Sì, va bene ... - accettai, sfinito da quella nuova versione del mio amico. Che cosa gli era saltato in mente?Possibile che stesse cercando di concentrarsi sulla sua vecchia vita rassicurante? Mi chiesi cosa ne pensasse Nikolaj al riguardo, ma poi ricordai che non erano affari miei quelli.

L'aria quasi novembrina era fresca, fu triste tornare in stanza e chiudermi la bellissima natura autunnale alle spalle. Però andava bene, avevo fatto un sacco di scatti interessanti che avrei potuto modificare un po' con i miei programmi, quelli erano pressappoco i piani per la serata: lavorare al computer. Ma non ero il solo individuo triste in tutto il dormitorio, anche Tyler se ne stava in stanza, con il portatile sul grembo, vestito soltanto di un pantalone della tuta scuro. Per un attimo mi persi in quella visione, aveva lo sguardo da duro perfino mentre fissava lo schermo del pc, oltre a sembrare un figo assurdo anche soltanto in tuta.
- Ed ecco qui il mio macho preferito ... commentai, ghignando quando lo sentii sospirare forte - che facciamo di bello oggi? -
- Quello che facciamo sempre, cerchiamo di evitarci - disse lui, lanciandomi un'occhiata acida.
- Oppure potremmo parlare, è da un po' che non capita, siamo sempre così impegnati ... - iniziai, incoraggiante - eh, Ty-ty? Ti va di parlare? -
Tyler non rispose neanche, si limitò a mostrarmi il medio prima di tornare ai suoi affari. Sbuffai, non era per niente divertente avere un compagno di stanza così ermetico e cafone. Non quando io volevo voglia di sfogarmi a più non posso.
- Non vai alla festa? Pensavo che foste voi della squadra di football gli organizzatori di qualsiasi festa figa nel campus. -
- Ho chiuso col football - commentò quello, sempre più acido.
- Come mai? - chiesi stupito.
- Inseguire una palla per tutto il campo e picchiare la gente che si frappone tra me e quest'ultima non mi entusiasma più come una volta, ma tu non preoccuparti, non sentirò la tua mancanza se ci vai ... - disse quello con un sorriso candido sul volto.
- Nah, non ci vado. Non ne ho voglia ... il mio piccolo cuoricino è in sofferenza, Ty-Ty ... - ammisi, sospirando teatralmente - anche tu non devi essere al settimo cielo dopo la rottura, scommetto. -
Tyler era scosso, i suoi occhi improvvisamente sgranati mentre mi fissava a bocca aperta - E tu che diavolo ne sai? -
- Calmati, le notizie girano in fretta nel campus e poi Christine è parecchio giù di morale, si vede da lontano -
- Ah - Tyler sembrò calmarsi immediatamente - sì, certo -
Mi chiesi che cosa diavolo avesse voluto dire con quel "ah, sì certo", la cosa comunque non sembrava toccarlo affatto. Non che Tyler fosse lo stesso ragazzo di sempre, c'era una strana aura intorno a lui da qualche tempo a quella parte, ma ero certo che non potesse essere ricondotta alla sua rottura con lei. Era più un malessere generale che lo rendeva ancora meno disponibile al dialogo. Nessuna persona sana di mente gli avrebbe rivolto la parola per prima ... vedere Tyler in quelle condizioni era inquietante.
- Questa stanza è piena di auree negative, non va bene. -
Quello alzò lo sguardo dal suo computer - Cosa pensi di fare quindi? -
Ero stupito, non immaginavo che se ne sarebbe uscito senza un bel insulto gratuito diretto alla mia persona. Mi alzai e tirai subito fuori qualcuna delle candele che portavo sempre con me, poi ne accesi un paio e le poggiai sui nostri comodini. Immediatamente un lieve profumo di lavanda si espanse nell'aria.
- Ah, certo ... capisco. Adesso sì che mi sento meglio. - commentò lui facendomi ridere per quel tono totalmente scazzato.
- Perché? Sei triste Ty-ty? - chiesi senza riuscire a trattenere la mia curiosità. Non mi aspettavo una risposta, perché ormai avevo un po' imparato a conoscere il mio coinquilino. Infatti non arrivò, fu come se non mi avesse neanche sentito.
- Beh, io lo sono ed anche molto. Guai con Scott ... - non riuscivo a tacere, avevo voglia di parlarne con qualcuno ed anche Tyler mi sarebbe andato bene, in mancanza di altro.
- Ah, sì? Mi dispiace ... -
- Che cosa? - ero incredulo. A Tyler dispiaceva?
Quello continuò - Mi dispiace che io ti abbia dato anche solo lontanamente l'impressione che mi importi qualcosa di te e del pervertito ... -
Ah, ecco - Adesso riconosco il mio Tyler - commentai, spento.
Quello rise appena, uno di quei sorrisi che non arrivò neanche vagamente agli occhi però. C'era qualcosa che non andava in lui, ero certo che si stesse tormentando per qualche motivo, ma non sarei mai riuscito ad entrare nel suo mondo, non quando Tyler faceva di tutto per impedire agli altri comuni mortali di ottenerne l'accesso. Forse qualcuno c'era entrato però, non osai immaginare quanto dovesse essere stato difficile.
- Ti sei mai innamorato, Tyler? -
- Non sei il mio tipo, Juri. - scherzò quello, facendomi ridere. Voleva stemperare l'atmosfera, lo capivo, voleva condurmi lontano perché forse mi ci stavo davvero avvicinando troppo alla realtà dei fatti.
- A me è successo l'anno scorso. E' stato amore a prima vista, sai? -
Era facile tornare indietro a quel momento, l'avevo fatto così tante volte in quegli ultimi mesi.
- Non esiste l'amore a prima vista, posso capire l'attrazione, ma parlare proprio di amore ... -
- E invece sì - lo smentii prontamente - cioè non ti chiedo di credermi, è difficile farlo per chi non ci è passato. Anch'io non avrei mai potuto crederci se non mi fosse successo direttamente. Lui era lì, seduto al bancone, tutto ciò che vidi in un primo momento furono soltanto le sue bellissime spalle larghe coperte da una camicia scura. Stava bevendo un martini, il suo dito ne sfiorava il bordo, seguendone la forma rotonda in un movimento infinito. Risaltava come una macchia di sangue in una stanza bianchissima ... lui così raffinato, gli altri così dozzinali ... non riuscivo a smettere di fissarlo, ero come ammaliato. Sembrava appena uscito da un set cinematografico ... -
- Perché queste cose non vai a dirgliele a lui? Juri, sto vomitando ... - Tyler ricadde sul letto, lo vidi nascondersi il volto con le mani.
- Come se a te non fosse mai capitato di perdere la testa per qualcuno! - ribattei, ferito nel profondo. Nessuno voleva sentirmi parlare di Scott, neanche Scott voleva sentirmi parlare di se stesso! Che diavolo, mi sarei sfogato scrivendo una nuova storia yaoi, mi dissi, prendendo velocemente il portatile dalla borsa.
- Tu non mi conosci, Juri, che diavolo ne sai? - sbottò quello, infastidito.
- C'è qualcosa di strano in te, di più strano del solito, intendo. Probabilmente hai lasciato Christine per questo motivo ... avevi un'altra storia, vero? Una storia importante ... - capii di averci preso nel momento stesso in cui Tyler rimase in silenzio. La sua espressione imperturbabile non mi convinse per niente.
- La ami? Perché non ci stai insieme? - chiesi, incentivato da quel silenzio opprimente.
- Non farmi ridere, ti prego. Non siamo tutti come te, Juri, non lo hai ancora capito? Non tutti entriamo in un locale o ad una festa e ne usciamo perdutamente innamorati di qualcuno. Alcuni di noi sono diversi, alcuni di noi non sanno neanche quello che vogliono ... -
- Io credo che tu lo sappia invece, forse non hai le palle per prendertelo, ma di certo lo sai ... -
- A volte è meglio lasciare che gli altri si facciano la propria vita, Juri. Scommetto che a questo non ci hai mai pensato tu però. Non ti è mai venuto in mente che Scott potrebbe star bene con Lewis, vero? Hai mai pensato che stai rovinando un rapporto con tutte le forze che possiedi? -
Quelle parole mi avevano messo a tacere, soprattutto perché non credevo che uno come Tyler sarebbe finito a farmi notare le mie mancanze.
- Te lo dico io allora. Tu sei il terzo incomodo, non Lewis. Tu sei quello che ha fatto di tutto per portarsi a letto un tipo impegnato, non lui. Credi che ci sia dell'onore nel battersi per accaparrarsi il tizio di un altro? -
- Perché mi stai dicendo questo adesso? - chiesi, sconvolto.
- Perché prima di giudicare gli altri dovresti giudicare te stesso. Io posso anche non far nulla per ottenere quello che forse desidero, ma tu hai fatto anche troppo. -
Poi si alzò dal suo letto, prese la sua t-shirt scura e lasciò la stanza.
Avrebbero dovuto toccarmi quelle parole, lo sapevo, ma non fu così. Non mi sentivo in colpa per niente, sapevo quanto Scott mi desiderasse nel profondo del suo cuore nonostante facesse di tutto per darsi un freno. Sì, probabilmente stavo mandando a monte una storia di tre anni, ma innamorarsi a prima vista è un miracolo ... non avrei lasciato Scott libero di scegliere. Non potevo. Io volevo essere felice e la mia felicità adesso dipendeva da lui.

NIKOLAJ


Si era fatto decisamente tardi, avevo rimesso in ordine l'ufficio e mi ero trattenuto a sistemare le carte per le verifiche della prossima settimana. Quando uscii dalla stanza mi accorsi che non c'era più nessuno, dovevano essere tutti alla festa organizzata dal comitato studentesco, avevo sentito dire che era un evento particolarmente atteso. Era davvero strano Halloween, ma proprio quelle maschere grottesche mi davano quasi una sensazione rassicurante, come se il peggio della gente fosse già nei loro volti e non nascosto come lo era di solito. Il male era lì, sotto lo sguardo di tutti, chiaramente visibile, non bisognava più avere paura che potesse sorprenderti disarmato.
Uscii dal palazzo e scorsi alcuni ragazzi truccati e sorridenti pronti per andare alla festa, scossi la testa ricordando quando ero io alla loro età, ricordai la mia prima festa al College, era stato Dylan a trascinarmi molto prima che stessimo insieme. Sorrisi, era da molto tempo che non pensavo più a Dylan, mi chiesi cosa stesse facendo adesso, se avesse un altro, se vivesse ancora nella nostra casa.
Misi in moto e cominciai a dirigermi verso l'uscita del campus, non avevo rimpianti verso di lui o verso la nostra separazione, era solo l'ineluttabile evolversi delle cose, tutto va come deve andare alla fine, anche se remiamo forte contro corrente con tutte le nostre forze.
Mi ritrovai a frenare proprio con quei pensieri in testa, di lato, sul marciapiede, c'era Matt. Non lo avevo più visto dal nostro ultimo incontro, avevo sperato di incontrarlo casualmente ma nulla, era come sparito dalla circolazione nonostante dominasse costantemente i miei pensieri.
Ed ora era lì, giusto a qualche metro da me, sul ciglio della strada con la mente pervasa da chissà quali pensieri. Era fermo con lo sguardo perso, leggermente intimorito fissava l'orologio a tratti, visto il trucco stava certamente andando alla festa, o almeno ci provava.
Mi feci coraggio ed accostai l'auto alla marciapiede, quando mi vide apparire i suoi occhi si destarono, non ci fu sollievo però, anzi, fu come se vedesse qualcosa di spaventoso materializzarsi, qualcosa che sperava di non vedere adesso. Forse i pensieri che lo tenevano piantati a terra riguardavano proprio me, forse quello che era successo, oppure il suo ragazzo. Mi chiesi se gli avesse confessato il suo tradimento, mi chiesi come doveva sentirsi una creatura come Matt con una colpa come quella da portasi dietro.
- Matt – sussurrai.
Quello non rispose, continuò a guardarmi, come se stesse valutando le opzioni, come se la sua mente quello che avevo da dirgli già lo avesse sentito.
- Matt, vorrei parlarti ... è da molto tempo che non ci vediamo, da quando ...– non mi fece continuare.
- Qualcuno potrebbe vederci ... qui fuori ... - commentò ed assottigliò gli occhi.
Il mio cuore cominciò a battere forte ma decisi di mantenere la calma – Allora ... potremmo andare da qualche parte ... lontano da occhi indiscreti –
- A casa tua –
Quel tono, lo vidi aprire lo sportello senza esitare, la sua voce era ferma ed autoritaria, mi ricordò in qualche modo la sicurezza del vecchio Matt, quello che avevo conosciuto l'estate passata a casa Wayright. Era fragile fuori e delicato come una bambola di porcellana, ma dentro era cemento, era un'onda anomala, inarrestabile. Data la sua vicinanza riuscii a scorgere la bellezza del suo viso più da vicino, osservare la cura con cui il trucco disegnava motivi sottili lungo la sua pelle. Quella sera rividi quel Matt, mentre i suoi occhi vagavano lontano lungo la strada di fronte a noi, io guidavo silenziosamente verso casa e speravo che quel suo comportamento era dovuto ad un volersi riavvicinare e non ad una rottura definitiva.
Quando arrivammo alla casa di Scott, aprii la porta ancora in silenzio, seguito dal mio ospite, in quel momento capii che il mio coinquilino era in casa, la luce della cucina era accesa e sentii la sua voce levarsi solenne.
- Nick , hai portato la cenaaa?? Sto morendo di fame! – si lamentò.
Risi appena e vidi anche il volto di Matt assumere un'espressione più rilassata, Scott non mi lasciò il tempo di rispondere, lo sentii camminare rumorosamente verso l'ingresso.
- Non dirmi che l'hai dimenticata – brontolò incontrando il mio sguardo.
A quel punto rimase in silenzio, fissò prima me e poi il ragazzo che mi affiancava, rimase in silenzio per qualche minuto poi aggiunse.
- Ciao Matt –
- Ciao Scott –
Si fissarono in modo strano per qualche minuto ed io fremetti, presi per mano Matt e lo trascinai oltre la figura del mio coinquilino che ci scrutava sospettoso – Puoi ordinare cinese, Scott – mormorai.
Sapevo che lui era protettivo nei miei confronti e di certo la nuova apparizione di Matt lo impensieriva, era lì per stare con me o per darmi il colpo di grazia? Quella domanda doveva essersela fatta anche Scott vedendolo.
Portai Matt nella mia camera e chiusi la porta, mi sedetti sul letto, inspirai e raccolsi le idee per un po', alla fine mi decisi a parlare.
- Sei venuto qui ... - mormorai.
- Sì ... -
- Perché? Non mi avevi mai chiesto di essere portato da me ... credevo non saresti mai più venuto qui – ammisi.
- Sono qui per mettere delle cose in chiaro ... è giunto il momento di smetterla di prenderci in giro tutti quanti – disse, era rimasto in piedi a torreggiare su di me – sai bene che sono sempre stato un tipo deciso ... anche io mi faccio rodere dai dilemmi come tutti gli esseri umani, ma ... preferisco prendere una decisione e tagliare con il resto –
Deglutii – il resto ... quale sarebbe in questo caso? Hai detto a Kayle quello che è successo? Sei qui per chiudere? –
Tutto il mio essere era in tensione, lo sguardo sul volto di Matt era inequivocabile, quelle che avrebbe pronunciato sarebbero state le ultime parole sull'argomento.
- No – rispose con mia grande sopresa – Kayle non sa ancora niente ... sono qui perché non ho fatto alto che pensare a quello che è successo fra noi ... a quello che ha riacceso in me, a come mi fa sentire ... - si stava avvicinando – avevo un appuntamento con lui ...-
A quel punto aprii la bocca per porgli altre domande ma fu inutile, fui fermato da un suo bacio, il mio cuore perse un battito, lui non fece caso alla mia esitazione. Continuò a muovere le labbra sulle mie, a passare le mani sulle mie spalle, il suo peso mi fece ricadere sul letto, gli occhi azzurri di Matt mi imprigionavano come un mare in tempesta, sentivo che stavo annegando. Annegando nell'impeto di quella passione, nel suo corpo, nelle sensazioni che dominavano la mia ragione.
- I miei complimenti – mi disse mentre toglieva la sua canotta e poi si avvicinava con le dita ai bottoni del mio pantalone – la tenacia vince sempre a quanto pare ... non me lo sarei mai aspettato da te, Nik ... - sentivo le sue dita sul mio bassoventre, alla ricerca della mia erezione che ormai era del tutto pronta – tanto coraggio ... tanta tenacia ... per me ... - poi aprì le labbra in un sorriso velato di un desiderio sinistro, ammaliante, profondamente provocante nella sua innocenza, dopotutto Matt era davvero un Reed – hai vinto Nik ... sono tuo di nuovo ... cerca di non sprecarmi, questa volta –
Con una gioia impossibile da descrivere a parole mi gettai su quel corpo, trascinandolo giù con me, beandomi della sua visione.
Vidi il suo cellulare illuminarsi, lui lo tirò fuori, lo schermo era illuminato ed il nome di Kayle era in bella vista, lo stava chiamando. Ci fu una lieve tensione nel mio petto, poi lui premette il tasto rosso ignorando la chiamata ed infine spense il cellulare.
- Dove eravamo rimasti? – chiese poi con quella punta prepotente di innocente sensualità.
Non risposi, tornai famelico su quel corpo, finalmente, dopo tutti quei mesi passati ad anelare quell'istante.

Matt era sdraiato con la schiena sul materasso ed io mi beai per un istante di quella visione, il viso arrossato e gli occhi azzurri sgranati e velati di desiderio. La matita posta accuratamente intorno alle ciglia sembrava donare al suo sguardo una intensità tale da sembrare che potesse inghiottirti. Era così che mi sentivo, prossimo ad annegare in quegli occhi, scesi con le labbra sulle sue e ripresi a baciarlo avidamente, sentivo che le sue spalle si erano avvinghiate alle mie spalle e tutto il suo corpo si era proteso verso di me. Matt aveva divaricato appena le gambe e una delle sue mani aveva lasciato la sua posizione per andare a sfiorare nuovamente la linea dei miei pantaloni.

- Nik... - mormorò scostandosi appena dalle mie labbra – spogliami ... -

Non lasciai che lo ripetesse due volte, portai le mani sui suoi vestiti e tremarono appena quando sfiorai la sua pelle. Anche lui rabbrividì, vidi la sua epidermide accapponarsi dopo il mio passaggio ma restò immobile e lasciò che lo privassi di ogni indumento. Poi restai a fissarlo per qualche secondo, il bellissimo corpo di Matt totalmente nudo, sdraiato nel mio letto. A quel punto si sollevò, a differenza di come ricordavo da quell'estate adesso non sembrava minimamente a disagio nella sua nudità, aveva acquisito una sfrontata sicurezza che si sposava alla perfezione con quella nuova luce nel suo sguardo.

- Sdraiati – mi disse spingendomi con la schiena verso il materasso, io ubbidii in silenzio.

Lo vidi spostarsi sopra di me, come l'ultima volta, avevo la visuale meravigliosa del suo viso e del suo corpo. Si chinò cominciando a baciare il mio petto, scendo accuratamente lungo la linea dello sterno, sempre più in basso, oltre il mio ombelico, prossimo alla linea dei boxer. Non si fermò, con un movimento fluido li abbassò, facendoli scorrere lungo le mie gambe e liberandomene definitivamente. A quel punto le sue labbra erano a pochi centimetri dalla mia erezione e non perse tempo, portò immediatamente le sue dita ad avvolgerla.

- Ti sono mancato? – chiese sorridendo.

- Lo sai ... -

- No invece ... dimmelo! – insistette e le sue dita strinsero ancora di più il mio membro, per un attimo mi mancò il fiato – ti sono mancato? –

- Da impazzire Matt ... mi sei mancato da pazzi ... e sai cosa ho pensato di fare per tutto questo tempo appena ti avrei visto di nuovo? Appena saresti stato mio? – chiesi a mezza voce.

Il suo sorriso si allargò e il suo sguardo si era fatto curioso e interessato, scosse la testa restando in attesa. Io non continuai, mi sollevai di scatto afferrando il suo braccio e spingendolo contro il materasso, il corpo di Matt crollò sdraiato con il viso sul cuscino ancora sbalordito. Io mi piazzai sopra di lui, cominciando a baciare le sue spalle e poi scendendo lungo la schiena, lasciai piccoli baci lungo la colonna vertebrale fino al suo basso ventre. Portai le mani sui suoi fianchi e lo strattonai appena in modo che li sollevasse, Matt puntò le ginocchia sul materasso ed io mi ritrovai davanti la sua apertura totalmente esposta.

- Nik ... - il mio nome fu solo un sussurro soffocato dalla sua faccia premuta sul cuscino, il suo viso doveva essere totalmente arrossato.

Cominciai a baciargli una natica per poi spingere la lingua fra i suoi glutei, a Matt sfuggì un urletto strozzato mente le sue dita artigliavano ferocemente le lenzuola. Continuai in quel punto a leccare e lubrificare la sua apertura, stimolandolo da prima con la lingua poi, dopo averlo inumidito a sufficienza, cominciai a introdurre le dita. Furono movimenti lenti e profondi, il corpo di Matt tremava e le sue labbra non smettevano di gemere. Quella visione mi stava dando alla testa tanto che sentivo la mia erezione quasi farmi male, lo volevo, non riuscivo più ad aspettare così mi posizionai fra le sue gambe e lentamente mi spinsi dentro di lui.

- Ah! Nik! – il mio nome gli uscì liberatorio quanto l'urlo nel sentirmi entrare.

Portò la testa all'indietro per cercare il mio viso, io mi proiettai sopra la sua schiena e incontrai le sue labbra che mi cercavano, fu un bacio passionale e bruciante, sentivo il calore prendere possesso nel mio corpo e del mio cervello. Cominciai a muovermi, spostando il mio bacino, sentivo la mia erezione circondata dal corpo di Matt e da prima riuscii a spingere in modo lento e controllato ma dopo poco il mio bisogno era aumentato. Sentivo che anche lui desiderava affondi sempre più profondi e veloci, così lo accontentai immergendomi in quel corpo più che potevo.

- Nik ... ah ... Nik voglio ... - cercò di articolare a fatica mentre muoveva i fianchi per andare incontro alle mie spinte – voglio guardarti ... mentre vengo, voglio guardare i tuoi occhi ... -

Quella frase mi lasciò totalmente confuso per qualche istante, poi mi fermai, allontanandomi per un attimo dal corpo di Matt e lasciando che si voltasse. Prima che potessi riprendere il mio posto mi ritrovai spinto sul materasso, il volto sorridente di Matt adesso era sopra di me, a cavalcioni sul mio addome.

- Voglio farlo così – rise – ti farò perdere la testa ... -

- Ho già perso la testa per te ... dico davvero ... Matt ... tu sei ... tutto quello che io possa mai desiderare –

Mi sollevai e unimmo nuovamente le nostre labbra in un altro bacio pieno di desiderio, mentre stringevo il corpo di Matt fra le braccia, lui si era posizionato nuovamente sopra la mia erezione e adesso stava scendendo con cautela per accoglierla dentro di sé.

Dopopochi istanti la stanza era nuovamente colma dei nostri gemiti e dei sospiri,la passione bruciante aveva ricominciato a rodere i nostri corpi. Potevo vederechiaramente il volto di Matt adesso, bellissimo, sudato e in estasi mentre simuoveva ritmicamente sopra di me, quella visione era paradisiaca. Sporsi unamano a massaggiare la sua erezione bagnata assecondando i suoi movimenti eraddoppiando la sensazione di piacere che provava. Ancora poche spinte, pochiaffondi del corpo di Matt su di me ed io mi liberai dentro di lui con un urloche fu immediatamente smorzato dalle sue labbra. Mi baciò con foga, trattenendoil mio respiro nella sua bocca e liberandosi dopo pochi secondi nella mia mano.Sentii le sue mani sul mio viso, ancora più frenetiche, mi accarezzava mentreil suo corpo esausto si abbandonava sul mio, poi ci staccammo riprendendo fiatoe Matt nascose il suo viso nell'incavo del mio collo, abbandonandosi totalmentealla mia stretta. Ci fu un istante di immobilità assoluta, poi a fatica tiraile coperte sui nostri corpi stanchi e chiusi gli occhi, ancora circondato dalcalore del corpo di Matt sopra di me, mi abbandonai al più profondo dei sonni.    

ANGOLO AUTRICI:

Rieccoci qui con un nuovo capitolo, Juri è un pò giù di corda e di certo questo faccia a faccia con Tyler è stato parecchio pesante, voleva fare la morale al nostro Bradbury ma alla fine si è ritrovato lui ad essere messo sotto attacco. Forse le parole di Tyler non sono del tutto inesatte ma di certo questo non sembra aver intaccato la sicurezza di Juri. Grandi novità per Nik e Matt, finalmente dopo tanto tentennare i due sono finalmente tornati insieme. Matt ha compreso fino a che punto il suo desiderio di stare con Nik è profondo, adesso? Sarà davvero l'inizio di un periodo di tranquillità oppure le difficoltà sono appena iniziate? Un ringraziamento infinito va a tutti coloro che hanno recensito la nostra storia e la seguono con grande interesse, speriamo di non deludervi mai e soddisfare le vostre aspettative!
Un bacio e ci vediamo presto con un nuovo capitolo!

BLACKSTEEL

0897764.

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