Capitolo 35
JJ
Non lo avrei mai detto ma quella di lasciare la festa era stata una buona idea, allontanarmi da loro, passare una serata diversa, mi aveva fatto bene. Non avevo visto lo sguardo velenoso di Ren su di me ed ero stato bene, senza sentirmi sotto attacco.
La pace non era durata, mi avevano invitato a passare un pomeriggio con loro ed accettai sapendo che Chris sarebbe stato dei nostri. Era come se ormai non me la sentissi di restare solo con quei due, la presenza di qualcun altro mi faceva quasi sentire più sicuro, quella consapevolezza mi turbava profondamente.
L'incontro era alla solita caffetteria e quando arrivai mi bastò gettare uno sguardo sommario alla stanza per individuarli, inspirai, sapevo che il mio comportamento dell'ultima volta li aveva indisposti, uno in particolare, questo me lo avrebbero sicuramente fatto notare.
Quando mi accomodai al tavolo in fondo il grosso sorriso di Alexey mi accolse.
- Ben arrivato, manca solo il principino Wayright e poi potremmo andare da qualche parte. – esclamò.
Io non lo stetti a sentire più di tanto, il mio sguardo era fermo su quello di Ren, che sorrideva amaramente.
- Il figliol prodigo è tornato, urrà urrà ... resterai questa volta? – mormorò sarcasticamente puntando i suoi occhi neri su di me.
Non aveva perso tempo e sembrava godere per l'espressione imbarazzata e rigida che avevo in viso, voleva subito mettere il punto era ovvio.
Abbassai per un istante lo sguardo e vidi Alexey assestare una gomitata al fianco di Ren, io feci finta di non vederli voltandomi dall'altra parte.
- Andiamo, niente drammi. Sai, ti sei perso una serata da urlo – continuò Alexey per diminuire quella strana tensione – ce la siamo spassata come non mai. Alla fine ci ha raggiunti anche Chris. –
- Qualcuno qui se l'è spassata particolarmente con Chris ... - rise Ren – lo hai torchiato peggio di una gazzella ferita, mi chiedo quanti secondi ti ci vorranno la prossima volta ... -
Alexey rise, apparentemente inorgoglito da quelle parole - Ah, chi può saperlo. Se tutto va bene ptremmo scoprirlo molto presto. -
Non controllai il mio corpo, mi ritrovai in piedi a sbattere le mani sul tavolo, a fissare quei due con gli occhi pieni di tristezza e rabbia. Erano sempre stati così meschini? Quello era il loro vero volto ed io non me ne ero mai resto conto? Forse i miei occhi ciechi per la prima volta stavano vedendo e quel dolore era la conseguenza del mio organo atrofizzato che si svegliava.
- Come potete farlo .... – mormorai.
- Fare cosa? – era stato Ren a parlare, voleva solo irritarmi, farmi stare male.
- Fare questo a Chris ... lui è una brava persona! È gentile, dannazione, si è sempre comportato bene con noi ... e sapete che ha una fottuta relazione. Perché volete spazzare tutto via? Perché lui? –
- No JJ, calmati – cercò di stemperare Alexey - che hai capito? -
- Lo so che lo sai Alexey! - dissi, tremando dalla rabbia - Sai che lui sta con Tyler ... è per questo che ti stai intromettendo? Perché vuoi farla pagare a Bradbury ed ora hai la tua occasione? Non ti importa niente di come farai sentire Chris? -
– Ah, lui starebbe con Bradbury? E dimmi, li hai mai visti insieme? No! E sai perché? Perché evidentemente non stanno abbastanza insieme da farsi vedere in giro per quello che sono! Cosa vuoi da me? Non ho forse il diritto di fare quello che voglio? -
- Lascia stare Alexey – lo interruppe Ren, fissandomi disgustato – non è più il nostro cucciolo ... ha deciso di mordere la mano del suo padrone ... quelli così vanno abbattuti –
Mi si mozzò il fiato ...
Quelle parole si piantarono nel mio petto come una lama e le sentivo rigirarsi e spezzarmi le ossa, cercai di riprendere fiato ma più fissavo quello sguardo più capivo che dovevo allontanarmi da lì. Così mi mossi finalmente, traballante lasciai il tavolo ed ancora più in fretta il bar.
Quella era una sensazione del tutto nuova per me, mai da quando avevo conosciuto Ren mi ero sentito tanto inferiore e insignificante ma quelle parole volevano esattamente farmi sentire in quel modo. Mi considerava davvero alla stregua di un peso? Qualcosa che poteva essere messa da parte con tale disprezzo? Volevo tentare di rimettere tutto a posto, una parte di me lo voleva disperatamente, ma quello sguardo, quel tono pungente, quelle parole sprezzanti. Una parte di Ren stava mutando velocemente e sembrava a stento tollerare la mia vista. Era quella la realtà a cui mi sarei dovuto abituare?
Mi ritrovai a camminare svelto lungo il campus conscio che se mi fossi fermato sarei crollato, camminavo tanto frastornato da non accorgermi di essere andato a sbattere in qualcuno. Sollevai la testa, era Chris.
- JJ? Stavo venendo da voi ... - disse quello accigliato dopo avermi dato una buona occhiata.
- Io ... non vengo, loro ti stanno aspettando –
- Stai bene? – era turbato adesso – ti ho cercato l'altra sera alla festa ma non c'eri ... -
- No, non sto bene Chris ... - quando vidi tutta quella preoccupazione nel suo sguardo gli passai una mano sulla spalla – Devi stare attento, ok? Il mondo è pieno di gente che non vede l'ora di fare del male. -
Voleva aggiungere altro ma non glielo permisi, me ne andai, ancora dolorante per le mie ferite, ancora con quello sguardo e quelle parole impresse nel cervello. Avevo passato sedici anni a pensare che nessuno al mondo mi avrebbe mai capito ed accettato, poi ne avevo trascorsi quasi cinque a credere che invece Ren ed i suoi amici erano tutto quello che mi serviva. Eppure in quel momento mi resi conto che ero solo, ero scivolato in quella inesorabile sensazione che speravo di non provare mai più in vita mia.
Solo ... il destino di Jordan Jackson Febers ... il destino di un uomo nato per perdere ...
- JJ? –
Mi ero rannicchiato a terra senza neanche rendermene conto e quando sollevai gli occhi verso la figura che mi aveva chiamato scorsi il volto dubbioso di Lyonel.
- Ti senti male? – chiese ancora preoccupato.
Fu nel vedere nei suoi occhi quella preoccupazione che venni folgorato da un'idea chiara e semplice, sì, forse il piccolo JJ di qualche anno fa non aveva nessuno. Forse quella persona oltre Ren vedeva solo il baratro, ma adesso? Per la prima volta mi resi conto che c'erano altre persone intorno a me, persone importanti, persone a cui importava la mia esistenza. Come Lyonel, Matt, Juri .. persone gentili.
Mi sollevai e strinsi forte il corpo di Lyonel – Scusa ... io ... ho solo bisogno di stare così per un momento –
Sentii le sue braccia ricambiare l'abbraccio – Puoi stare così finchè ti serve ... -
C'era un estremo calore intorno a me e per la prima volta dopo chissà quanto tempo sentii le mie guance avvampare, era bello e confortevole, ma mi metteva anche leggermente a disagio, sentivo lo stomaco in disordine.
- Io ... - dissi staccandomi – vorrei cercare Matt ... sai, vorrei parlare con lui di alcune cose ... -
- Si tratta di Ren e dei tuoi amici? – quella domanda era molto specifica, Lyonel aveva capito su che assi girava il mio mondo.
Annuii – Sai ... non va tanto bene fra di noi ... oggi dovevo essere con loro ma sono andato via ... è la prima volta che vorrei essere da un'altra parte –
Mi mise una mano sulla spalla – Beh, le persone a lungo andare ... possono rivelare una natura diversa, non devi sentirti uno stupido per non averlo capito subito ... quando vuoi bene a qualcuno certe cose non le noti –
Io lo fissai meravigliato, quel sorriso sicuro, quella serenità, sembrava guardare nei miei occhi e leggere le mie insicurezze, conoscere i miei problemi, Lyonel sembrava essere più simile a me di quanto credessi. Sembrava che qualcuno mi capisse di nuovo.
Poi presi il telefono e composi il numero di Matt – Pronto Matt? Senti, è una piccola emergenza ... ci possiamo vedere, sei libero? Sono con Lyonel! Richiama – dissi alla segreteria.
Quello mi condusse lungo il campus e cominciammo a parlare, sì, questo era quello di cui avevo bisogno al momento.
TYLER
Gli allenamenti quel giorno erano stati particolarmente devastanti, constatai, massaggiandomi i muscoli indolenziti delle braccia sotto il getto d'acqua calda delle docce comuni. Io ed Alexey ci trovavamo ai ferri corti dal momento stesso in cui ci eravamo conosciuti, ma ultimamente la situazione era diventata insostenibile, continuava a stressarmi in campo, a spingermi sempre più a limite. Presto avrei anche potuto lasciare la squadra per quanto mi importava, dopotutto l'arrivo di Chris tra noi non mi entusiasmava per niente. Non aveva senso continuare in quel modo, né con Chris, né tanto meno con Christine ... volevo soltanto essere lasciato in pace una volta nella vita. Non poteva essere così complicato.
- Siamo pensierosi stasera ... - Edward Byrne entrò nella cabina accanto, lo vidi armeggiare un po' con il suo shampoo prima di infilarsi sotto il getto della doccia e sospirare appena
- Byrne, ottimo placcaggio prima -
- Grazie, grazie. Ma andiamo a noi, perché non sei passato alla festa di ieri a proposito? C'era tutta la squadra di football o quasi ... è stata una figata assurda. -
- Non ne avevo voglia - dissi seccamente, sciacquando via lo shampoo dai capelli. Mi chiesi se Chris ci fosse andato alla fine, dopotutto adesso frequentava un giro interessante.
- Ti sei perso una grande festa, sappilo. Tra l'altro è successo un mezzo casino tra Bridget ed Alexey stamani ... non so se te lo ha già raccontato Christine. - disse quello abbassando la voce in modo tale da non farsi sentire dagli altri.
- No, non ne so nulla - né mi importava a dire il vero.
Edward non si lasciò abbattere dalla mia mancanza di entusiasmo, perché continuò - Alexey l'ha mollata definitivamente, ieri se l'è fatta con una tipa più grande, sono uscite fuori parecchie foto scottanti che Bridget ha visto. Insomma, Alexey non si è preso neanche la briga di cancellarle dalla sua pagina facebook! -
- Ah, sì? - commentai, per niente entusiasta di quella conversazione.
- Già, ma c'è dell'altro ... - l'espressione sul volto di Edward era davvero interessante adesso, lo vidi guardarsi intorno con fare circospetto prima di abbassare la voce ulteriormente - ne parlo con te soltanto perché tu lo conosci, quindi saprai meglio di me cosa pensarne al riguardo ... -
- Conosco chi? - chiesi confusamente.
- Wayright. -
- E che c'entra Wayright? -
Edward rise appena - Lui e Alexey ... ieri sono scomparsi improvvisamente. Credo che ci abbiano dato dentro. -
Per un attimo fu come se il volume del mondo fosse stato messo a tacere, rimasi a fissare un punto davanti a me, troppo confuso per capire davvero il senso di quelle parole - Che cosa? -
-Quei due, cioè mi hanno detto che Wayright è gay, ma non sapevo niente del genere su Alexey, ma a quanto pare mi sbagliavo o forse è soltanto sessualmente curioso ... sono scomparsi e tornati dopo diverse ore ... dovevi vederli. Il punto è che abbiamo bevuto troppo, magari è stata soltanto la sbandata di una notte ... Capita anche ai migliori. -
Non riuscivo più a seguire una sola parola. Mi ritrovai come estraniato, da solo con quei pensieri che vorticavano confusamente dentro di me. No, non poteva essere ... Chris con Romanov? No ... lui non poteva farlo, voltarmi le spalle in quel modo, come se bastasse una sbronza per farlo finire a letto con un altro ...
- Tyler? Che c'è? Senti, non parlarne con nessuno comunque, ok? Alexey è mio amico ed io volevo soltanto informarmi su che tipo fosse Chris ... -
- Non è uno che farebbe queste cose. - ribattei, con più forza di quanta avevo intenzione di mettercene - saranno andati a farsi un giro, a bere ... ma niente di quello che pensi tu. -
Perché lo stavo dicendo? Forse volevo soltanto autoconvincermi della mia versione dei fatti? Eppure ero stato proprio io a spingerlo a lasciarmi in pace la sera passata ... e se Chris alla fine lo avesse fatto davvero? Se si fosse stufato di me definitivamente? Era impossibile. Chris dipendeva da me molto più di quanto io stesso dipendessi da lui. Era semplicemente fuori questione.
- Se lo dici tu ... ma qui in giro ne parlano tutti. -
- Saranno anche cazzi loro, no? - dissi ancora una volta, stringendo i denti per non aggiungere altro.
Uscii dalla doccia, ricoprendomi con l'asciugamano che attaccai in vita. A quel punto i miei occhi non poterono fare a meno di fissarsi su Alexey, a qualche metro da me. Stava tormentando Chris come sempre, lo vidi tirare appena il telo dell'altro, infilando il dito tra la pelle della sua schiena e l'asciugamano come se volesse sfilarglielo di dosso. Chris sospirò forte, prima di assestargli una spintarella sul petto. Alexey rideva, divertito, ma i suoi occhi continuavano a fissarlo con una forza divorante.
Avrei voluto spaccargliela quella faccia, pensai, stringendo i pugni tra le mani. Erano andati a letto insieme? Guardai Chris, quasi implorando che mi notasse, ma loro due continuavano a ridere e scherzare, del tutto ignari di me.
Forse era così che doveva andare dopotutto ... ma perché doveva essere proprio Romanov? Beh, chiunque fosse stato avrebbe comunque rappresentato un problema, no? Egoista. Ecco cosa sei, ricordai a me stesso, le parole di Koll riecheggiavano dentro di me.
"Perché non lo lasci in pace? Perché non dai la possibilità a Chris di essere felice ed andare avanti?"
Mi diressi verso il mio angolo, poi afferrai il borsone abbandonato sulla panca di legno. Mi rivestii senza guardare ulteriormente in quel punto del bagno. Ero geloso ... come diavolo avevo potuto ridurmi in quel modo? Io che non avevo mai sofferto in alcun modo ... a me che non era mai importato possedere niente e nessuno adesso mi sentivo come se qualcosa mi fosse stato sottratto ingiustamente. Ma non era così ... ero stato io a volerlo, io meritavo quelle conseguenze.
- Bradbury ... - stavo per lasciare la stanza quando la voce melliflua di Alexey mi costrinse a fermarmi. Gli lanciai un'occhiata indecifrabile che ben celava tutte le ossa rotte che avrei voluto procurargli.
- Sì, Romanov? -
- Sei stato bravo oggi in campo, ma lascia che te lo dica ... manchi un po' di aggressività ultimamente. Non vorrai che quelli dell'altra squadra ti rubino la palla ... -
In quella frase c'era racchiusa tutta l'essenza di Alexey Romanov, un arrogante figlio di puttana che osava giocare con il fuoco, inconsapevole della brutta fine che avrebbe fatto.
- Nessuno ruba niente a me, Romanov. Io sono quello che conduce il gioco e credimi quando ti dico che non sarò io a farmi alla fine ... - stavo sorridendo adesso, nonostante sentissi il mio petto andare a fuoco per la rabbia.
- Vedremo chi sarà l'ultimo a rimanere in piedi allora - commentò quello, sprezzante.
Andai via , chiedendomi se quella frecciatina di Alexey non fosse semplicemente dettata dalla rabbia per non essere riuscito ad appropriarsi proprio di un bel niente. Eppure doveva aver capito di me e Chris, glielo leggevo in faccia. Mi chiesi perché non fosse già andato a spifferare tutto a Christine, forse voleva rendersi migliore agli occhi di Wayright, forse, invece, stava soltanto aspettando il momento giusto ... bene, se le cose stavano in quel modo avrei fatto meglio ad affrettare i tempi. Non volevo essere preceduto da Romanov, avrebbe soltanto reso la situazione ancora più complicata di quanto non fosse già.
Christine stava per fare ritorno ai dormitori, ma quando mi vide si isolò dal gruppetto di amiche con cui si trovava ed io le andai subito incontro. Era infelice, glielo leggevo in volto, ancora una volta avevo preso tutto il sostegno di cui avevo bisogno da chi era troppo buono e stupido per scappare via da me. Un carnefice. Ecco cos'ero.
- Ehi ... -
- Ciao Tyler ... - Christine abbozzò un sorriso tutt'altro che felice - posso parlarti un attimo? -
Annuii, ero pronto ormai. Avevo chiuso mille ed un volta con Chris, chiudere con lei doveva essere un gioco da ragazzi.
- Capisco che tu ce l'abbia con me, - iniziò lentamente, una volta raggiunto l'esterno dell'edificio - capisco che non era mio diritto chiamare tua sorella e darle tue notizie di tanto in tanto ... -
- No, hai fatto bene. Non è questo il punto - dissi, osservando quel suo viso adesso sbalordito - perché qualsiasi cosa avessi fatto non mi sarebbe stata bene prima o poi. Mi sei servita quando non avevo nessuno, sei stata un appiglio, una consolazione per tutto quello che avevo perso a causa dei miei errori. E vuoi che sia sincero? Beh, sarebbe stato meglio se fossi rimasta soltanto mia amica ... -
- C-che cosa stai dicendo ... - Christine era sconvolta, io inarrestabile.
- Già, stavamo costruendo un rapporto di amicizia, il primo della mia vita se proprio vuoi saperlo. Ma poi le cose sono cambiate, tu eri attratta da me ed io non ho mai capito cosa volesse dire essere amico di una donna. Ho passato i miei ultimi cinque anni ad andarci a letto, a non avere rispetto ... erano oggetti, cose che potevo usare a mio piacimento per poi buttare via. Quando quella sera mi hai baciato, io sapevo che stavo commettendo un errore, ma ho chiuso gli occhi e ho lasciato che le cose andassero avanti proprio come tu volevi. -
Ogni mia parola era un colpo inferto, come un pugnale dalla lama affilata che si spingeva sempre più a fondo in lei. Ma non c'era più niente che avessi potuto fare per nasconderle la verità dei fatti ...
- Volevi il vero Tyler? Eccolo qua - aprii le braccia - non c'è niente di bello e misterioso adesso, vero? Niente poesia, soltanto una persona di merda che preferirebbe morire piuttosto che accettarsi per quello che è. -
Avrei voluto guardare altrove ma mi costrinsi a fissare quelle lacrime che le solcavano il viso. Forse vedere il suo dolore in modo così palese mi avrebbe cambiato, mi avrebbe costretto a provare qualcosa di simile al senso di colpa.
- I-io, credevo che ... - Christine non riusciva a parlare.
- Che ti amavo? - scossi il capo - Christine, a me neanche piacciono le donne -
Avrei voluto ridere, perché se avessi davvero pensato a tutto quello che stavo seminando intorno a me ... in quel caso sarebbe stata la fine. Anche Christine era stata distrutta, ero nato per giocare a battaglia navale, affondare la gente era un riflesso incondizionato ormai. Carica, mira e spara.
Alla fine le sue amiche ci vennero incontro, allarmate dalle lacrime e dall'immobilità di Christine.
Stavo andando via, vederla piangere non aveva smosso niente dentro di me, ma non ne ero sorpreso. Non mi importava davvero di niente di quello che mi circondava, eccetto Chris.Ma quella era un'altra storia che avrei fatto bene a rimuovere il prima possibile.
E lui era lì, girammo l'angolo per ritrovarci a dover fare le stesse scale. Un tonfo al cuore, quando il dannato destino ci si metteva di mezzo sapeva proprio come agire, questo glielo dovevo riconoscere.
I suoi occhi verdi erano grandi e cupi. Non lo guardai, non volevo, una strana rabbia sembrava strisciare sottopelle, fissarlo avrebbe soltanto peggiorato le cose, quindi continuai a salire mentre lui faceva lo stesso.
- Ho visto Christine in lacrime -
- L'ho lasciata - dissi freddamente. Le mie parole si abbatterono su un muro gelido almeno quanto il mio tono, il viso di Chris era impenetrabile, gli occhi taglienti - ma non credere che lo abbia fatto per te. -
- Sarei fin troppo stupido se lo pensassi. Non hai mai fatto niente per me tu ... niente di buono almeno. -
- Sei venuto a piagnucolare come il tuo solito? Se è così dovresti levarti di torno prima che inizi a perdere la pazienza. - lo detestavo, inconsciamente sapevo che non avrei dovuto detestare lui, ma me ... eppure ... cos'era successo la sera prima? Cosa diavolo era successo davvero?
Chris rise appena, era vicino adesso, scattai quando sentii la sua mano calda sfiorare la mia guancia in una carezza che non mi aspettavo.
- Mi sono già tolto di torno, Bradbury. Fine dei giochi, ammetto la sconfitta - disincanto, malinconia ... la sua mano si allontanò dal mio viso mentre un brivido di ghiaccio mi percorreva la schiena. Era così che ci si sentiva, allora.
- Mi hai costretto a farlo così tante volte ... stavolta lo farò davvero. Dopo la nostra ultima serata in hotel pensavo che le cose fossero cambiate davvero tra noi due, ma poi sei scomparso ... beh, mi sbagliavo. Sono proprio un asso in questo. Non so neanche in che termini parlare di questo storia, direi che mi hai lasciato un mare di volte da quando ci siamo conosciuti in quel senso ... anche se lasciare non è la parola più adatta. Ciò che sto cercando di dirti è che stavolta sono d'accordo anch'io con la tua scelta. Credo sia la cosa migliore da fare. Non andiamo d'accordo e i sentimenti che provavo erano unilaterali. -
"Ciò che sto cercando di dirti è che stavolta sono d'accordo anch'io con la tua scelta."
Ero rimasto lì, mentre Chris aveva lasciato il corridoio a passi veloci, senza guardarsi più indietro. Le sue ultime parole risuonavano ancora dentro di me come un eco senza fine. Il dolore che non credevo avrei mai provato era arrivato, dapprima quasi impercettibilmente, per poi guadagnare terreno fino ad propagarsi in modo brutale in tutto il mio corpo. Chris aveva chiuso con me ... sapevo perfettamente che non sarebbe mai più tornato a pregarmi di mostrare un po' di umanità.
ANGOLO DELLE AUTRICI: We are back! :D Con un nuovo capitolo incentrato su questa tragedia che non vede più soltanto i Chrisler coinvolti, ma anche questa losca figura che prende il nome di Alexey Romanov. Mentre il rapporto già in crisi tra Chris e Ty sembra giunto ad un tragico finale, ecco che JJ comincia a capire la vera natura dei suoi amici, specialmente di Ren. Lyonel sembra pronto ad accogliere il nostro biondino preferito ... ma ciò che veramente vogliamo sapere è quello che pensate voi, le vostre ipotesi su quello che sarà il futuro dei nostri protagonisti.
Vi ringraziamo per l'affetto che ci dimostrate ogni settimana :) sperando di non deludervi mai.
Grazie a alla prossima!
- BLACKSTEEL -
n
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro