Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 34


CHRIS

- Quindi esci? -

Vyech mi fissava dall'altra parte della nostra stanza, se ne stava seduto sul letto, circondato da alcuni tomi con strani grafici sopra. Il suo viso era lievemente dispiaciuto, capii che ancora una volta non era stato invitato alla festa organizzata dal fratello.

- Sì, non riesco più a studiare per oggi ... vorrei prendere una boccata d'aria, fare un giro ... - con Tyler, pensavo, senza ovviamente dirlo ad alta voce. Lui era scomparso, risucchiato chissà da quale strano pensiero questa volta, non si faceva sentire da tre giorni, esattamente dall'ultima volta in cui lo avevo accompagnato da sua madre e Rachel. Cercai di non pensare in negativo, forse era soltanto impegnato con lo studio, mi dissi, dopotutto iniziavo a conoscerlo bene ormai.

- Beh, allora divertiti alla festa di Alexey ... -

- Non sono sicuro di andarci. Comunque se decidessi di farlo potresti venire con me ... -

Vyech ruotò gli occhi indietro - Sei pazzo, Chris? Mio fratello non mi vuole tra i piedi, lasciamo perdere. Ci vediamo domani allora! -

Mollai la presa, sapevo che Vyech aveva ragione sul conto di Alexey. Mi chiesi davvero come potessero essere fratelli due persone così terribilmente opposte. Alla fine terminai di prepararmi e dopo aver salutato il mio compagno di stanza lasciai l'edificio. L'aria iniziava ad essere fresca ormai, segno dell'arrivo prepotente di Novembre. Mi fermai, appoggiandomi appena al muro mentre digitavo il numero di Tyler ed attendevo una sua risposta.

La sua voce mi raggiunse dopo cinque squilli - Pronto? -

- Scazzato come sempre - dissi, divertito da quel suo tono da carcerato - sono io, Chris. Quello con cui esci e poi ignori per giorni ... ti ricordi di me, per caso? -

Tyler sbuffò - Cosa vuoi? -

Cercai di mantenere un tono allegro, ma il sorriso impresso sul mio viso fino a pochi secondi fa stava ormai scemando. Che gli era preso adesso?

- Niente, volevo soltanto sapere come stessi ... inoltre sono appena uscito dalla mia stanza ... è venerdì sera, potremmo andare da qualche parte visto che non ci vediamo da un po' ... -

- Dannazione, perché non la smetti? E' come se conoscessi soltanto me in questo fottuto campus. Hai degli amici, no? Escici, divertiti ... se non ti ho cercato è perché non ho voglia, no? Non rompere. -

Il suo tono era stato secco, le parole mi morirono in bocca, ma non sarebbero comunque servite a niente, perché Tyler interruppe la chiamata un istante dopo. Rimasi impalato, con il cellulare ancora appoggiato all'orecchio e una terribile sensazione di rabbia che prendeva possesso del mio corpo.

Non aveva voglia di stare con me ... non mi chiesi più neanche il perché di quel suo cambiamento. Quello era Tyler ed io stavo letteralmente diventando pazzo a furia di fare congettura su cosa gli fosse capitato. Lo avevo giustificato così tante volte ... e quando non ci riuscivo ero finito per perdonare qualsiasi suo comportamento. Ma perché continuavo a farlo? Perché permetto a Tyler di assoggettarmi in quel modo? Assestai un calcio violento al cestino dell'indifferenziata, ero incazzato nero e non riuscivo ad andare avanti.

- Non ne esco, come diavolo devo fare? - stavo parlando da solo, come un pazzo. Ma ragionare con Tyler mi stava veramente logorando fino all'inverosimile. Mi aveva cercato lui quella dannata sera e adesso mi piantava in quel modo, senza un fottuto motivo valido!

"Perché non la smetti? Se non ti cerco è perché non ho voglia."

Lo odiavo, dannazione, non potevo sopportarlo un istante in più. Chi diavolo gli aveva dato il potere di giocare con me? Ero stato io! Così debole, così innamorato perso ... ma non potevo più andare avanti in quel modo. Non più.

I miei piedi mi stavano guidando automaticamente verso il locale di Roman. Sarei andato alla festa, avrei bevuto e scattato molte foto che poi avrei condiviso sulla mia pagina facebook, così Tyler le avrebbe viste e avrebbe anche capito quanto la mia vita andasse comunque avanti senza di lui.

Sei uno stupido! Lo ero, non riuscivo neanche a divertirmi in modo disinteressato ormai, tutti i miei pensieri erano diretti a lui. Stavo andando a fingere di divertirmi per fargli una ripicca ... quanto cazzo ero caduto in basso? Mi facevo schifo.

Quando raggiunsi il locale notai che la fila all'entrata era lunghissima, per un attimo pensai di tornare in dormitorio e lasciar perdere, ma fu l'arrivo di Edward a farmi cedere. Lo vidi sbracciarsi a qualche metro da me, poi chiamò il mio nome e fece segno di seguirlo. Disse al bodyguard sulla porta che ero uno tra gli ospiti in lista così mi trascinò dentro.

- Guarda un po', questo è il paradiso! O forse l'inferno ... - disse Edward con un sorriso soddisfatto sul volto.

L'atmosfera era a dir poco ipnotica all'interno della grossa sala adibita a pista da ballo. Le pareti erano tutte in bianco e nero, piene zeppe di spirali che a fissarle troppo si finiva per impazzire. Due grossi banconi giacevano ai lati della stanza, assaltati dai gruppi di ragazzi in cerca di cocktail. Le luci strobo illuminavano i loro corpi di mille colori, mentre la musica techno risuonava per il locale in tutta la sua forza.

- Seguimi, noi non stiamo qui. Alexey ha dovuto far aprire anche questa parte della sala data l'affluenza dei nostri compagni ... mi sa che la voce si è sparsa un po' troppo stavolta. - urlò Edward per sovrastare la musica.

- Comunque si stanno divertendo -

- Già - Edward rise - pensavamo che non saresti passato dato che non hai risposto alle chiamate di Alexey. -

Feci spallucce - Mi sono liberato all'ultimo istante ... così ho deciso di venire. -

- Hai fatto bene. Ecco, seguimi ... - Edward mi guidò in un piccolo corridoio con una porta sul fondo. Subito dopo l'aprì rivelando un'altra sala, meno ampia della prima e con un'atmosfera del tutto diversa. Le luci verdi psichedeliche gettavano sulla stanza un'atmosfera lievemente malsana, resa ancora più tetra dalla musica bassa ed eccessivamente lenta di sottofondo. Se la gente nell'altra sala si stava scatenando in pista a più non posso questa se ne stava calma, sdraiata sui vari divani sparsi per tutta la sala, intenta a bere o fumare. Alcune ragazze giravano per la sala, portando da bere ai clienti, ma non ero certo fossero delle semplici cameriere dato il loro vestiario decisamente troppo succinto. Potevano esserci più o meno una trentina di persone, maschi in maggioranza.

- Bene, prova questo - Edward mi passò un drink - il barman di Roman fa i cocktail più buoni e pericolosi di tutta la California, te lo posso assicurare.

E quanto era vero che avevo bisogno di una bella sbronza ... - Grazie, Ed. Dove sono i ragazzi? - avevo appena posto quella domanda quando i miei occhi notarono una figura in disparte. Era Ren, stava fumando una canna con gli occhi puntati in basso, ai suoi piedi. Avanzai verso di lui, prendendo una grossa sorsata dal mio bicchiere. Strinsi gli occhi, aveva un gusto forte ma era buono. Mi chiesi che diavolo fosse, la mia pancia stava andando a fuoco in un modo assurdo.

Ren non sembrò neanche notarmi, aveva lo sguardo vuoto, immerso in chissà quali pensieri.

- Ehi - lo salutai, cercando di abbozzare un sorriso e soltanto in quel momento portò la sua attenzione su di me. Capii subito che qualcosa era andata storta quella sera, non si trattava soltanto dell'effetto di troppe canne e alcol.

- Ehi ... alla fine sei venuto ... almeno a qualcuno è andata bene stasera - commentò passandomi la sigaretta che presi.

- Non a me, credimi - dissi, senza riuscire a fermarmi in tempo. Perché dovevo sempre lamentarmi? Decisi di cucirmi la bocca almeno per quella sera, non dovevo parlare di lui, non dovevo neppure pensare di farlo - Senti, dov'è JJ? -

Domanda sbagliata, lo capii immediatamente. Mi preparai al peggio ma incredibilmente non ci fu nessuna sfuriata da parte di Ren, quello si limitò a fare spallucce.

- Mi hai preso per sua madre? - poi rise, forse divertito dalla mia espressione preoccupata - non lo so ... in giro con il suo nuovo amico probabilmente. -

Male, pensai, Ren era davvero inquietante in quel momento, mi guardai bene dal chiedere informazioni su questo sedicente nuovo amico. Mi limitai a fare un bel tiro e a terminare il mio bicchiere di intruglio. Mi girava già la testa e non era umanamente possibile.

- Che cazzo ci hanno messo qua dentro? - chiesi a Ren portandomi le mani allo stomaco.

- Si chiama Poison Kiss quello - mi voltai, attirato dalla voce tagliente di Alexey - mai nome fu più azzeccato. All'inizio ti sembra di star bevendo del veleno, ma alla fine ti lascia un calore dannato ... come il migliore dei baci. -

Alexey se ne stava a petto nudo, un petto tempestato di tatuaggi che si aggrappavano lungo il braccio destro, per poi scendere sul fianco sinistro in uno strano gioco di forme sinuose. Aveva un piercing sul capezzolo destro che luccicò sinistramente quando sollevai il mio sguardo sul suo viso. Sorrideva con il suo solito ghigno malizioso, come chi avesse appena fatto il colpo della sua vita, perfino i suoi occhi scuri e profondi lanciavano bagliori sinistri, poi smise di guardarmi per lanciare un'occhiata a Ren, alla mia destra.

- I miei amici non sono felici, Chris ... proprio quelli per cui mi prodigo tanto alla fine se ne stanno in un angolo o lasciano la festa, mentre gli idioti si danno alla pazza gioia... - Alexey aprì le braccia per indicare chi ci circondava - come si fa ad ottenere ciò che si vuole senza ricorrere all'inganno? -

- Te ne stai davvero preoccupando? Proprio tu? - Ren scosse la testa - hai mai ottenuto qualcosa senza ingannare il prossimo, Alexey? -

- E tu, Ren? - chiese l'altro, ridendo appena - noi esseri umani siamo così subdoli da ingannare perfino noi stessi, non possiamo biasimarci per questo. -

Pensai che avessero decisamente bevuto troppo, cosa che d'altronde stava succedendo anche a me quando afferrai il drink che Alexey mi stava passando. Sentivo il suo sguardo su di me, mentre portavo il cocktail alle mie labbra e bevevo. Veleno, poi fuoco. Aveva ragione, quel liquido spiegava alla perfezione la mia storia con Tyler, pensai, un infinito veleno da mandare giù per ottenere un po' di calore finale. Ma stavo ancora pensando a lui? Capii che l'alcol stava facendo veramente effetto quando i miei occhi si posarono sul corpo di Alexey, stretto adesso ad una ragazza bellissima. Aveva lunghi capelli neri ed occhi glaciali, la vidi gettarsi sulla sue labbra con voracità prima di baciarlo in un intreccio di lingue che si sarebbero notate anche a metri di distanza. Mi ritrovai a fissarli, come se ne fossi stato ammaliato ... forse era davvero così.

- Lei è Michelle ... - Alexey mi stava puntando ancora una volta mentre la ragazza ammiccava nella mia direzione - e lui è Chris ... -

- Ciao Chris - disse quella con una voce bassa, sensuale prima di gettarsi nuovamente sul corpo dell'altro,baciandolo in modo osceno. Sentii Ren ridere appena, prima di portarsi una bottiglia di whiskey alle labbra. La situazione si stava surriscaldando all'interno della stanza, me ne resi conto soltanto in quel preciso istante. I loro gemiti raggiungevano le mie orecchie, mentre davanti ai miei occhi Alexey stava tornando a fissarmi.

- Ti stai divertendo, Chris? - la sua voce era bassa, suadente, i suoi occhi neri come abissi risucchianti ...

- Scommetto che potrebbe divertirsi un po' di più ... - commentò Ren al mio posto.

- Già, potrebbe unirsi a noi ... - Michelle allungò un braccio verso di me, sorrideva con un'espressione tutt'altro che innocente sul viso.

- Non credo tu sia il suo tipo, Micha ... - Alexey disse quelle parole senza smettere di osservarmi, poi si avvicinò appena a me, lentamente, inesorabilmente. Me lo ritrovai a pochi centimetri dal mio corpo, la sua bocca sfiorò appena il mio orecchio ed il soffio lieve del suo respiro provocò una lunga serie di brividi che si arrampicarono lungo la mia schiena, scuotendomi.

- Ed io, invece, lo sono, Chris? - Quella voce bassa, quel tono graffiante e appena sussurrato. Poi la sua mano scese al cavallo dei miei jeans e la strusciò sopra, automaticamente mi ritrovai a retrocedere, scosso fin dentro le ossa. Alexey ghignò di nuovo e scosse la testa come se in fondo non importasse, ma c'era qualcosa nel profondo dei suoi occhi di impossibile da decifrare. Stavo rabbrividendo, deglutii forte, continuando a sfuggire da quei due che adesso ridevano di gusto e si lasciavano cadere su un divano. Andai verso il bancone e posai il resto del mio drink.

Che cosa mi stava prendendo? Perché ero ancora scosso da quei brividi? I miei occhi caddero ancora su quei due, si stavano spogliando, mentre lei prendeva posto sul corpo dell'altro ed Alexey si lasciava cadere a terra, sull'enorme tappeto della sala. Mi aveva toccato ... aveva posato la sua mano sul mio inguine!

Ma Alexey era gay?

Senza rendermene conto Ren si accostò a me, appoggiando i gomiti sul bancone - Non lasciarti prendere dai sensi di colpa ... non devi niente a nessuno, sai? -

- Che diavolo stai dicendo? -

Quello rise - Non c'è bisogno di stare sulla difensiva con me. La fedeltà è sopravvalutata, soprattutto quando dall'altra parte non c'è mai stata chiarezza, non trovi? -

Rimasi senza parole - Q-questo non c'entra nulla ... -

- Fedeli sono i cani, Chris. Smettila di comportarti come tale o finirai per diventarlo. -

Poi Ren andò via ed io rimasi lì, raggelato. Mi intimai di mettere a tacere ogni cosa, di ricompormi ed andar via da quella festa. Era stata una mossa terribilmente sbagliata partecipare, perché qualcosa di oscuro si era risvegliato dentro, la rabbia assopita che avevo covato per tutto quel tempo si stava destando senza che potessi far nulla per fermarla. Forse avrebbe distrutto ogni cosa. Forse doveva soltanto andare così.

NIKOLAJ

Quando mi svegliai dovetti sbattere le palpebre appena e fare mente locale su dove mi trovassi, ero nel mio letto, mi misi a sedere confuso. Avevo dormito malissimo,agitandomi, sognando chissà quali tormenti tanto che mi era venuto un glorioso mal di testa. Gettai lo sguardo sulla sveglia, era spaventosamente tardi ...

Sbuffai, ovviamente se non mi fossi alzato io per primo non avrei potuto contare sull'aiuto di Scott, mi aveva preso per la sua sveglia personale e non si curava di puntarne una nella sua camera. Mi sollevai in tutta fretta, vestendomi e lavandomi, poi corsi lungo il corridoio ed assestai due forti bussate alla porta di Scott, nulla. Sollevai un sopracciglio, solitamente si sentivano subito le sue urla di protesta, ci pensai un attimo e non ricordavo di averlo sentito rientrare, era tornato tanto tardi o non era tornato affatto?

A quel punto abbassai la maniglia ed entrai, la stanza era immersa dall'oscurità, così accesi la luce ed allora una voce si levò infastidita.

- Cazzo, Nik! – urlò il mio coinquilino coprendosi gli occhi.

- Credevo non ci fossi ... è tar- - non terminai la frase.

Non c'era solo Scott ad agitarsi nelle lenzuola, un corpo esile si scosse appena per il baccano, furono i suoi capelli neri ed arruffati che notai per prima cosa, seguiti dal resto di quel viso ancora confuso. Juri era evidentemente nudo e Scott si sentì beccato sul fatto, perché cercò di coprire il corpo dell'altro con il suo.

- Nik ... io – cercò di spiegare - dannazione ... -

Lo interruppi – Faremo tardi Scott, vestiti in fretta. Ti aspetto di sotto. –

Venti minuti dopo eravamo in strada diretti verso il campus, non aveva ancora detto una parola ma avevo sentito un certo discutere nella sua camera. Juri era andato via leggermente trafelato ed io non avevo chiesto nulla ma quel silenzio era proprio snervante.

- Scott –

- Prima che tu dica qualcosa ... è stata la prima volta ed ero ubriaco, altrimenti non lo avrei mai portato a casa nostra ... so che è da pazzi ... qualcuno avrebbe potuto vederlo – mormorò.

Io gli poggiai una mano sulla spalla – Sta tranquillo ... non è un problema – lui si voltò verso di me, fissandomi stupito.

- Eri stato molto chiaro Nik, niente casini con gli studenti ... niente casini con uno come lui ed io sono d'accordo con te. –

- La vita è breve Scott ... - dissi quelle parole tanto comuni e trite con una consapevolezza nuova, come se ora avessi capito che quello era più che un modo di dire – dico davvero ... la vita è fottutamente breve ... i momenti di serenità, dove le cose vanno per il verso giusto, sono ancora più esigui ... guardami Scott, invece di cogliere le opportunità sono stato bravo solo a tirarmi indietro ... ed ho perso molto più di quello che credevo di ottenere .... – lui mi fissava in silenzio – se ti piace, se tu piaci a lui ... se questa cosa vi rende felici fatela ... -

Un sorriso agrodolce spuntò sul viso di Scott – Anche se questo complicherà le nostre vite? –

- Non so tu ... ma la famiglia Wayright è abituata alle complicazioni – ci scambiammo uno sguardo consapevole – tu sei stato ... un amico per me Scott ... un amico leale ... sai la verità su me e Matt ma non mi hai giudicato ... anche quando –

Mi interruppe –Ti ho trovato a braghe calate seduto sul divano? – rise – è stato il massimo del degrado bohemien che io abbia mai visto, con il thè riverso a terra ... il tuo viso spento ... - mi prese in giro.

Io scossi la testa – Siamo esseri umani Scott, facciamo un mucchio di errori ... alcuni di questi però ci fanno vivere meglio e sai cosa ti dico? Fanculo, non dovremmo pentircene ... io voglio Matt, qualunque cosa questo comporti, adesso sono pronto ad accettarlo, lo sono perché l'ho perduto una volta ed è stato atroce ... - lo fissai attentamente – gli esseri umani sono facili alle perdite ... non lasciare che sia troppo tardi Scott, anche se per breve tempo, anche se non si tratta di amore eterno ... non lasciarlo andare questo sentimento, qualunque esso sia ... -

Quello scosse la testa come se volesse scacciare dei brutti pensieri, magari della sera prima, magari delle sensazioni che Juri gli aveva lasciato addosso – Sono un uomo adulto Nik, anche se non si direbbe e lui è solo un ragazzino, uno che vuole divertirsi ... - poi riflettè un momento – merda ... finirò nei guai con Lewis ... -

Al ricordo del maniacale fidanzato del mio coinquilino ebbi un fremito di terrore – Ci inventeremo qualcosa Scott ... -

- Beh, puoi starne certo! – esclamò quello con una risata – ovviamente conto sul tuo aiuto visto che sei stato così magnanimoe pieno di ocnsigli utili .... –

- Le mie parole mi si sono appena rivoltate contro? – chiesi turbato.

- Puoi giurarci! – rispose facendo l'occhiolino.

Poi ci separammo ed andammo verso le rispettive aule, io mi apprestai a tenere la mia lezione alla quale Juri era presente, nonostante portasse in faccia i segni di una notte parecchio brava. Non mi rivolse nessun attenzione particolare e ne fui lieto. Niente sguardi fissi, niente provocanti risatine, non lo avrei detto ma sembrava leggermente sulle spine, effettivamente doveva esserlo. Attese fino al termine dell'ora, poi scatto in piedi e si affiancò a me con sguardo trepidante.

- Hai un momento, Nikky? – sembrava stranamente nervoso.

- Se devi dirmi qualcosa riguardo a questa mattina lascia perdere, ne ho già discusso con Scott – gli anticipai.

- E quale sarebbe il verdetto? – chiese nervoso – mi metterai i bastoni fra le ruote? –

Sorrisi – Come ho detto a Scott, siete liberi di fare quello che vi pare ...ho solo paura che ci finirò in mezzo ... -

A quel punto il viso di Juri si illuminò, cercai di bloccare il suo impeto mentre si lanciava su di me, pronto a stritolarmi in un abbraccio – Oddio Nik, grazie mille! Sai, lui si pone così tanti problemi già di suo ... se ci fossi stato anche tu in mezzo chissà quando lo avrei rivisto nudo! –

Scossi la testa, era tornato il solito ragazzino sfacciato – Qualche scrupolo dovresti fartelo anche tu però ... state attenti ... anche a Lewis –

- E' tutto sotto controllo – mi assicurò con il pollice all'insù.

- Devo andare ... - dissi cercando di sottrarmi al suo sguardo che ora si era fatto indagatore.

- Le cose con Matty come vanno? – chiese fissandomi.

- Non sono affari tuoi, non c'è niente che debba andare ... non voglio forzarlo Juri, lo voglio da morire, farei qualunque cosa per riaverlo indietro ma non voglio forzarlo ... - era questa la dura verità – se lui non vuole vedermi, non vuole stare con me ... non voglio fare violenza –

- Violenza? – quello rise – non faresti violenza nemmeno su una formica figuriamoci se lo facessi con Matt ... mi ha detto che siete stati a letto ... -

- Sì ... è successo ... ma da quel momento non ho avuto più sue notizie ... ha preso le distanze, forse quello che è successo lo ha fatto soffrire maledettamente, so che è impegnato ... so che quello che ha fatto lo fa stare male per Kayle ... gli ho creato tanti problemi Juri ... non voglio essere la sua fonte eterna di dolore, deve essere lui ad avvicinarsi adesso –

Quello ci riflettè appena - Forse hai ragione ... ma ti consiglio di tenere duro ... di mantenere questa rotta, perché quello che fa soffrire Matt adesso non è lo stare con te ... ma è il tentare di allontanarti ... e tu devi essere pronto quando lui se ne accorgerà –

Rimasi immobile a pensare bene quelle parole, poi vidi Juri farmi un cenno di saluto con la mano e voltarmi le spalle per uscire dall'aula, non sapevo perché ma sentivo il bisogno di aggiungere altro ma prima che potessi parlare Juri disse un ultima frase.

- Il Nik di quell'estate non era davvero pronto per Matt e quel Matt non era pronto alla realtà di questa relazione ... adesso quando lui si deciderà a portare la vostra storia nel mondo vero, tu sarai lì ad attenderlo –

Era vero. Ero pronto.

t.applMO

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro