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Capitolo 3




JURI

Matt era andato via, seguii con lo sguardo il suo corpo svanire oltre la grossa porta d'ingresso della sala, ingoiato dalle tenebre.

- Non ti è ancora passata, Matty, eh? - commentai sussurrando ad un centimetro dal mio bicchiere di punch. Passi vicini, Nikolaj mi aveva raggiunto, il suo viso era pietrificato, mi chiesi con che forza fosse riuscito a dimezzare la distanza così in fretta.

- Tu ... perché non me lo hai detto? - chiese con voce tombale.

- Perché avrei dovuto? Per darti del tempo affinché potessi prepararti psicologicamente a questo incontro? - risi appena, beffeggiandolo – sono un artista, Nikky, quando mai mi sarebbe capitato in vita di vedere uno scoppio di emozioni così forte ed inaspettato prendere possesso di ogni fibra dei vostri corpi? -

Vidi la confusione sul suo volto, sembrava scosso, distrutto sotto ogni punto di vista, aprì la bocca, poi la richiuse, scuotendo appena la testa – Lui ... -

- Non sapeva che fossi qui, tranquillo, vi ho posti entrambi sullo stesso piano, soltanto così avrei potuto tirar fuori il massimo da voi stessi ... oh, avreste dovuto vedervi ... - dissi bevendo un sorso di quel punch che sapeva più di frutta che di alcool. Terribile.

- Che intenzioni hai, Nikolaj? - chiesi dopo un paio di secondi di riflessione guardandolo dritto negli occhi con una certa attenzione. Quello scosse la testa, stava per rispondere quando una terza figura si affiancò a noi.

Kayle era confuso, reggeva due bicchieri, uno dei quali era chiaramente destinato a Matty.

- Dov'è andato Matt? -

- E' andato via – dissi sciolto, osservando lo sguardo di Nikolaj posarsi sul volto di Kayle con una certa intensità. Lo stava soppesando.

- Come? Perché? Dove sarebbe andato? -

Feci spallucce – Chi lo sa ... era piuttosto sconvolto, sembrava che avesse appena visto un fantasma sbucare dal nulla– dissi gustandomi l'espressione confusa sul volto del ragazzo che subito indietreggiò e si immerse nella folla alla ricerca di Matt.

- Devo parlargli. - disse immediatamente Nikolaj – devo chiarire con lui. -

- Mmm, buona fortuna allora. Ti detesta da morire e non ha tutti i torti, sai? - ma non gli era indifferente lo zietto, pensai, senza osare aggiungere altro. Nikolaj avrebbe dovuto soffrire, il dolore faceva parte della sua punizione dopotutto, sperai che Matt lo facesse annegare dentro, l'uomo non sempre impara dai propri errori, non quando la punizione non lascia il giusto segno.

Stavo per andar via, mi liberai della mia giacca affidandola al primo valletto che trovai. L'assoluta macchia informe di uniformi nere e grigie intorno a me rendeva la mia tenuta ancora più estrosa, avevo molti occhi addosso, ma nessuno di questi riuscii ad attirarmi.

Volevo anch'io quel tipo di amore contrastante e feroce che aveva coinvolto Matty e Nik, quello che ti impedisce di dormire la notte e ti fa svegliare in un bagno di tremiti e sudore, quello che ti fa dubitare di qualsiasi cosa, ti rende paranoico, ad un passo dalla follia vera e propria. Non accade soltanto nei libri, pensai ... Matt ne era la prova vivente. Purtroppo niente di tutto questo mi aveva mai toccato, era come se l'intera umanità non fosse abbastanza interessante per colpirmi davvero.

- Che diavolo posso farci? - mi chiesi in un sussurro lanciando un'occhiata sommaria alla gente lì intorno – perché nessuno di voi ha quello che cerco? -

- Forse quello che cerchi non esiste, ci hai mai pensato? - commentò un tipo dietro di me. Mi voltai automaticamente, attratto da quella voce bassa e terribilmente sensuale. L'uomo mi dava le spalle – e che spalle - pensai, appena tramortito. Mi avvicinai al bancone al quale sedeva lo sconosciuto, tuttavia c'era qualcosa di noto in lui, la postura? La conformazione fisica? Forse semplicemente la voce ... non avrei saputo dirlo con certezza.

- In questo caso sarei destinato all'infelicità eterna. Non è un pensiero confortante. -

- Puoi dirlo forte – commentò il tipo mentre reclinava il capo verso di me con lentezza, mi lanciò un'occhiata sommaria prima di tornare alla sua posizione iniziale - ti offrirei un bicchiere di whisky se non fossi ancora un ragazzino a cui è vietato bere alcolici pesanti. -

Scott. Avevo trovato Scott, realizzai, sentendomi improvvisamente premere da qualche parte intorno allo stomaco.

Capelli mossi di un castano chiaro, occhi azzurri, allungati e contornati da ciglia più scure e lunghissime. Risaltava tra quella massa di gente come la luce dell'unica stella che avesse fatto capolino durante una notte terribilmente buia. Se fossi stato un tantino più timido e sprovveduto sarei rimasto lì ancora per un po', a fissare quel suo profilo bellissimo, a sentire le frasi spregiudicate che dedicava a questo o quello senza trovare il coraggio di farmi avanti. Se fossi stato una persona comune, invece, mi sarei seduto accanto a lui e gli avrei semplicemente chiesto informazioni sul suo corso di filologia, lo stesso che avevo scelto io, un buon metodo con cui dare il via ad una conversazione.

Ma ahimè io ero Juri Leineau ed in quanto tale neanch'io avrei saputo dire cosa avrei fatto da quel punto in poi.

Mi avvicinai a lui, appoggiandomi spigliatamente contro il bancone di legno con i gomiti, mi rivolsi a lui e quel movimento brusco attirò la sua attenzione. Scott corrugò appena la fronte, un bagliore nei suoi occhi mi fece sperare che il mio viso non gli doveva essere del tutto sconosciuto. Ricordava la festa dell'estate precedente a South Gate? Forse no, ma sapeva che in qualche modo doveva avermi già visto chissà dove.

- Ci conosciamo? - chiese incuriosito dal mio sguardo spaventosamente divorante.

Feci spallucce sorridendo appena – Sono soltanto uno che ha fantasticato per tutto l'anno passato su quanto sarebbe figo andare a letto con te. -

Per un attimo pensai che Scott non fosse riuscito ad afferrare ciò che avevo detto, ma avevo parlato in modo chiaro nonostante il tono basso. Aveva capito eccome, c'era qualcosa di strano nel suo sguardo adesso, oltre alla confusione capii che doveva sentirsi lusingato.

- Non capita spesso che qualcuno mi incuriosisca a tal punto da far si che la mia attenzione si concentri tutta su una sola persona... sono un tipo piuttosto curioso, alla singolarità preferisco la molteplicità. -

- E' un modo carino per dire che ti piace andare a letto con molta gente diversa, tutto qui. Potresti semplicemente evitare di indorare la realtà dei fatti, non sono un ragazzino e conosco il linguaggio umano così bene da non cascare in questi trabocchetti – disse Scott con un tono che mi lasciò interdetto. Bevve un sorso dal suo bicchiere, poi tornò a me – chi sei? -

- Quello che movimenterà il tuo anno scolastico. - dissi sicuro di me.

Scott rise forte, stava per ribadire qualcosa sulla differenza d'età, potevo leggerglielo sul volto, ma non gli permisi di farlo – e so che hai o hai avuto un ragazzo più o meno della mia età. Non puoi fregarmi, dovrai trovare un motivo molto più convincente per farmi desistere da questo piano e sinceramente non sono neanche sicuro che esista. -

- Audace, devo ammetterlo ... sei davvero molto audace – commentò quello, ancora fin troppo divertito per i miei gusti. Non mi stava prendendo sul serio, credeva che stessi scherzando, forse che fossi perfino ubriaco, ma lo avrei fatto ricredere con il corso del tempo, mi ripromisi, sghignazzando tra me e me.

Ero stato ad un passo dal frequentare un College in Inghilterra, conoscevo parecchia gente lì, ma alla fine la mia scelta era ricaduta su un College americano, precisamente sulla Berkeley. Non era una coincidenza, nonostante il mio vagare potesse sembrare dettato dal mio carattere assolutamente imprevedibile, io non lasciavo spazio al caso. Mai.

Ero alla Berkeley per incontrare di nuovo Scott. Avevo perso un anno per dedicarmi a me, volevo affinare le mie conoscenze fino al possibile ed immaginabile, volevo sperimentare il mondo in ogni sua sfaccettatura, cercando qualsiasi tipo di esperienza avrebbe potuto rendermi ancora più interessante ... ancora più unico.

Mi ero battuto per lasciare il segno in ogni persona avessi incontrato sul mio percorso, Scott era il mio fine supremo.

Quell'uomo freddo ed affascinante, capriccioso e scostante ... quell'uomo che fingeva di amare la sua vita, ma sotto sotto, niente di tutto ciò che aveva era riuscito a soddisfarlo davvero, era alla ricerca del particolare che gli avrebbe cambiato l'esistenza.

Io ero il candidato perfetto.

- Ci vediamo a lezione, professore – lo salutai staccandomi piano dal bancone.

Stupore – Cosa? Sei iscritto al mio corso? - ed anche una buona dose di panico adesso.

Sorrisi come uno squalo deliziato dalla vista di carne sanguinolenta in mare – Che c'è? Perché ti stupisci tanto? Siamo due anime affini! -

Credetti di aver sentito un flebile "Oh Dio!" mentre mi allontanavo da lui con una soddisfazione nel petto che non provavo ormai da molto tempo. Potevo anche tornarmene in stanza adesso, la mia presenza a quella festa noiosissima non aveva più senso.

Salii le scale che davano verso le camere a passi svelti, canticchiando un vecchio successo di Bowie che mi metteva sempre di buon umore. Nella mia mente si susseguivano una lunga serie di immagini riguardanti Scott e ciò che avrei voluto fargli in un futuro molto prossimo ... o lasciarmi fare, pensai, sorridendo.

Sarebbe stato interessante ... molto interessante.

JJ

La vita è una giostra, il mondo il tuo parco giochi, puoi prenderti quello che vuoi e non devi rispettare la fila. Queste parole mi erano state dette in un momento della mia vita in cui ne avevo davvero bisogno, mi sono sempre sentito diverso, una sorta di scarto, qualcuno da evitare. Anche non volendo ero sempre al centro dell'attenzione e molto spesso era solo fonte di guai e sofferenze, poi avevo conosciuto Ren, il mio migliore amico e tutto era cambiato, mi aveva detto quelle parole ed io ero come rinato, sotto la sua guida divenni il JJ che ero. Niente regole, niente scrupoli, solo quello che l'istinto mi diceva di fare e mi sentivo libero, a posto con me stesso, mi sentivo vivo.

Mentre fissavo Matt non facevo altro che pensare a quanto fosse giusto il mio stile di vita, perché se non ti leghi a niente, se non ami allora non puoi ridurti in quello stato. Non aveva più detto una parola dalla sera precedente, si era addormentato accanto a me alla fine ma di certo la faccenda era molto seria. Matt era un tipo misurato, o questa era l'idea che mi ero fatto di lui, era calmo e buono, con una strana luce negli occhi. Credevo che facesse parte di lui quel velo di distacco e freddezza, quella sorta di aura che lo circondava, ma dopo la sera precedente mi convinsi che non fosse così, che forse era successo qualcosa al dolce e paziente Matt.

- Non ti va di parlarne? – chiesi incerto mentre lo osservavo rimettere in ordine la libreria.

- Parlare di cosa? – ribattè lui con tono neutro.

- Di ieri ... - specificai – e non dire che non è successo niente, ho una libreria che potrebbe testimoniare il contrario. –

Lui fece un mezzo sorriso, qualcosa di smorto e convenzionale che mi rese ancora più triste per lui – è solo ... una cosa vecchia JJ, non darci peso, non dovrei farlo neanche io... -

- C'entra forse ... con quella persona? – abbassai il tono mentre pronunciavo quelle parole.

Lui si irrigidì all'istante e rimase fermo per qualche secondo, con il libro a mezz'aria e lo sguardo perduto. Ne avevo solo sentito parlare, casualmente, una conversazione telefonica fra Matt e il suo amico Juri. Matt aveva avuto una storia con qualcuno che alla fine lo aveva fatto soffrire, una sofferenza profonda, ma quando chiesi spiegazioni Matt mi liquidò senza dire niente. Quella ferita bruciava ancora, riuscivo a vederla.

- E' qui – due parole, la sua voce perse intensità mentre le pronunciava.

Cosa può mai averti fatto piccolo Matt? Mi chiesi.

Cosa riduce un uomo così? L'amore. Doveva essere quello, Ren aveva ragione, bisogna stare cauti, attenti, bisogna vivere per se stessi, perché quando ti doni ad un altro finisci per perderti e Matt in quel momento mi parve il più perso di tutti.

Ad un tratto a turbare il silenzio che era calato nella stanza fu un rumore e l'aprirsi fulmineo della porta, era Juri che irruppe nella nostra stanza ad occhi sgranati. Era decisamente in tuta, una maglia aderente con uno larghissimo scollo a v sul petto ed una fascia in testa, intorno a lui aleggiava un forte odore di qualcosa che mi parve incenso.

- MATT!!! – urlò piazzandosi davanti a lui – è successa una cosa assolutamente fantastica! Hai presente la scena di un film? Meglio!–

Quello non ebbe il tempo di fare o dire niente, forse appena di guardarlo stupito, Juri gli afferrò le spalle e continuò il suo racconto emozionato.

- Stavo facendo Yoga ... non puoi capire ... ero tutto concentrato, prossimo all'ascesi totale ... e poi- fece una pausa in cui guardò anche me – la porta si spalanca! Vedo questa figura camminare a passo deciso e rumoroso fino alla finestra, la spalanca e comincia a urlare! –

- Chi diavolo era? – chiesi curioso.

- Il mio coinquilino! E comincia ad insultarmi! E a dire che non devo stare fra i piedi, che quella stanza non è un tempio scintoista e che sarà bene che mi tenga alla larga dal suo spazio vitale! Poi ha buttato i miei oli e i profumi fuori dalla finestra! –

- Ma che stronzo – sbottai.

Vidi Matt ridere, un sorriso lieve, poco accennato ma era il primo vero sorriso che gli vedevo addosso, forse era vero, Juri in fondo era davvero capace di salvare Matt, era il suo migliore amico dal'altronde.

- E' sexy da paura ragazzi! – continuò Juri saltellando intorno a Matt – alto ... muscoloso ... capelli scuri! Devo assolutamente ritrarlo! –

- Non è una buona idea – rispose Matt a quel punto – ti consiglio di volare basso, non tutti sono pazienti e questo non mi sembra il tipo, chiedegli di posare nudo mi sembra un pessimo modo di adempiere alle sue richieste –

- Ma è magnifico ... il soggetto perfetto ... lo voglio nella mia collezione, io lo devo avere, capite? ... -

- Hai una collezione di nudi? – chiesi a quel punto eccitato – puoi ritarre anche me? –

Quello mi gettò addosso una bella occhiata – certo che posso, sarà un piacere ... ma devi assolutamente aiutarmi a scoprire di più sul mio uomo misterioso. Serve collaborazione! – mi piaceva proprio Juri.

- E' il tuo coinquilino, che diavolo di mistero potrà mai esserci dietro?- domandò Matt ormai stremato.

- Lo chiedi perché non lo hai visto! –

- E come si chiama di grazia? – continuò

- E' questo il bello ... mi ha detto che non sono affari miei visto che non ha intenzione di parlarmi, non mi serve a niente sapere il suo nome – ci riferì.

Io e Matt ci fissammo allibiti – Continuo a pensare che sia uno stronzo –

- Niente affatto – mi corresse – questo posto è fantastico, non smetto di fare incontri interessanti da ieri, di questo passo riuscirò a completare i miei romanzi prima di quanto immaginavo... e poi c'è di più ... – Juri si bloccò un attimo, adesso il suo viso sembrava essersi riempito di una nuova luce, in realtà capii che quella sua visita inaspettata doveva essere specialmente dovuta a quella novità che stava per dirci - Ieri sera ho incontrato Scott ... -

Osservai Matt irrigidirsi nuovamente, era chiaro a tutti che le parole di Juri lo avessero riportato indietro alla sera prima, anche il moro se ne rese conto, a quel punto gli lanciò uno sguardo zuccheroso prima di voltare di scatto le spalle.

- Oh cielo, com'è tardi! È l'ora del tè – disse dirigendosi alla porta - scusatemi, fate come se non fossi passato -

- Da quando bevi il tè? – chiese l'altro contrariato – e non credere che abbia dimenticato quello che ha fatto ieri Juri ... sei un bastardo! –

- Descúlpame, no intiendo tu idioma! – rispose quello con un vago accenno spagnolo precipitandosi subito alla porta.

- Non so quale sia il tuo piano ma non funzionerà ... io ho chiuso per sempre – continuò Matt – e non tornerò sui miei passi, non ora, non dopo quello che ho sopportato per lui ... -

Juri non era rimasto abbastanza da sentire la fine del discorso, se l'era filata, sentii Matt sospirare e poi continuare a rimettere in ordine la camera.

- Era quel tipo appoggiato al muro, vero? È uno dei professori di letteratura ... una volta ha fatto supplenza nel mio corso di linguistica -

Quello non mi guardo – sì ... non sapevo che adesso insegnasse qui ... stava ... a St. Louis prima ... -

- Cavolo a saperlo ... -

- Non mi interessa – tagliò corto – lui non mi interessa, la sua vita non mi interessa, è morto e sepolto per me –

- Non ti facevo uno che va dietro agli uomini così grandi – dissi quasi ridendo a quel punto, lui posò gli occhi su di me, un sorriso misterioso apparve sul suo viso, un espressione che non avevo mai visto addosso a lui.

- Ti sorprenderesti, se sapessi cosa sono capace di fare ... non hai idea di cosa sia da me e cosa non lo sia –

- Mi piacerebbe scoprirlo .... Mi piacerebbe conoscere il vero Matt ....- ammisi – forse con Juri intorno accadrà –

- Forse ... -

Poi controllai il cellulare e mi accorsi della presenza di un messaggio, era di Ren.

"Mi sto annoiando"

Mi sollevai dal letto e mi stiracchiai appena – Esco .... Ci vediamo più tardi –

- Non cacciarti nei guai – mi ammonì.

- Sto andando da Ren, non temere – dissi per rassicurarlo.

- Non cacciarti nei guai vale soprattutto quando vai da lui ... -

- Sì mamma ... -

Gli sorrisi e poi uscii, mi piaceva il modo in cui era iniziato questo nuovo anno.


ANGOLO AUTRICI:


Buon pomeriggio, ecco il nuovo capitolo, osserviamo due pov del tutto nuovi XD uno è un personaggio che già conoscevate, il caro Juri! Cosa ne pensate della sua mente creativa? XD Il secondo invece è un personaggio che avete conosciuto da poco, JJ è il solo dei personaggi nuovi di Overcome ad avere un pov, allora ? commenti su di lui? e su questo amico Ren? Non sembra convincere Matt ... voi cosa vi aspettate?
Grazie a tutti coloro che hanno cominciato anche questa storia XD Grazie a chi ha già trovato l'ispirazione per recensire e a chi lo farà in seguito :) Speriamo di aver creato una storia interessante e non ripetitiva! Buona lettura!


BLACKSTEEL

^QnH

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