capitolo 26
CHRIS
Non avevo mai detestato tanto i lunedì in vita mia, mi resi conto, mentre mi dileguavo dal corridoio dove si tenevano le terribili lezioni di analisi del professor Morrison. C'era da studiare parecchio per la prima verifica che si sarebbe tenuta tra meno di una settimana, pensai, sospirando per la stanchezza. Mi sarei messo sui libri, ma dopo aver preso almeno una boccata d'aria e di cibo.
La mensa era colma di gente come sempre, Vyech mi aveva tenuto il posto e subito mi diressi verso di lui. JJ sedeva accanto al mio coinquilino, per un attimo temetti di incontrare anche Alexey, ma quello se ne stava ancora al bancone, tutto intento a parlare con Edward Byrne.
- Lo detesto ... - stava dicendo JJ con un tono affilato che per niente si addiceva a lui – quel Byrne ... -
- Perché mai? - chiese Vyech del tutto confuso – è un ragazzo tranquillissimo ... -
- Proprio per questo! Per me ha qualcosa da nascondere, non può essere tanto responsabile e maturo a vent'anni ... non è umanamente possibile. -
Mi venne da ridere – Riesce a sopportare Alexey per tutto il giorno quindi tanto di cappello per lui. Beh, senza offesa, Vyech ... -
- Lo dici a me? Quale offesa! Sono il primo a dire che mio fratello è un rompipalle di prima categoria – disse il mio coinquilino, addentando con rabbia parte del suo toast – ieri l'ho beccato sul mio letto con la sua ragazza! Sul mio letto!! Ma non ce l'ha una stanza??? -
- Mi dispiace, colpa mia. Ero a corto di un posto dove imboscarmi con Ren, quindi Alexey ci ha ceduto la sua stanza. Anche lui e Bridget non sapevano dove andare, quindi hanno optato per la vostra. -
- Lieto di essermi perso la scena allora! - commentai, memore di tutte le scene imbarazzanti che avevo già vissuto in quella stanza da poco più di un mese. Avevo beccato Ren e JJ infinite volte ... mi chiesi quanto altro avrei dovuto vedere da lì alla fine dell'anno.
- Beh, almeno la nostra vita sessuale funziona alla grande – JJ mi fece l'occhiolino prima di abbassare la voce e fissarmi con uno sguardo malizioso – e la tua, caro Chris? Come va con lui? -
Guardai Vyech, lievemente imbarazzato, ma non lo trovai. Si era allontanato con il cellulare all'orecchio.
- Andiamo, che ti importa di lui? E' il fratello di Alexey, non puoi neanche immaginare le cose che ha visto nell'arco della sua vita! Allora, come va con Tyler? L'altra sera quando siamo usciti insieme ... mi chiedevo come fosse andato il dopo serata? -
Era andato bene, fin troppo, pensai, perdendomi per un attimo in quei pensieri. Eravamo tornati nei dormitori un po' prima degli altri, con la scusa di dover studiare sodo il giorno dopo. Non c'era stato nessun accordo tra noi due, semplicemente mi aveva seguito fino in stanza come se fosse stato scontato come sarebbe andato il resto della serata.
- Deduco dal tuo sguardo sognante che siete finiti a letto! - JJ era emozionatissimo – quindi che intenzioni ha con Christine? -
Ecco il tasto dolente – Noi non ne abbiamo parlato ... - dissi con sincerità – eppure non riesco a provare fastidio ... non quanto avrei immaginato inizialmente almeno. Loro due non hanno un rapporto fisico ... sembra quasi che siano fratello e sorella per quanto mi riguarda. - era vero, la gelosia mista a rabbia che avevo provato nei primi giorni adesso era scemata. Non avevo mai pensato che lei avesse potuto competere con me, né che avesse davvero una possibilità di minare quello che Tyler ed io avevamo.
- E' così. Forse si sono dati una mano a vicenda ... credo ci sia dell'affetto tra loro – JJ sembrava pensieroso – eppure proprio in virtù di questo dovrebbe lasciarla, no? Tyler sta protraendo un'agonia che colpisce tutti voi ... -
- E' sempre stato particolarmente bravo in questo – ammisi, con una fitta al cuore – ma sono stanco di analizzare le cose per come dovrebbero essere. Purtroppo ciò che voglio non credo si possa mai avverare, adesso l'ho capito. E' come se mi fossi svegliato da un sogno bellissimo ma impossibile da realizzarsi ... ho deciso di crescere e di prendere ciò che posso, senza pretendere tutto. -
JJ sorrise appena – Ti capisco, è quello che sto facendo anch'io alla fine ... -
Già, la sua storia con Ren sembrava contorta perfino a me. Stavano insieme, eppure continuavano a vedersi con altra gente, senza che nessuno dei due sembrava soffrirne o preoccuparsi. Forse ero stato troppo superficiale nei miei giudizi, era impossibile che nessuno dei due ci stesse male per quella situazione.
Alla fine tornammo ognuno alle proprie lezioni pomeridiane da seguire. Le ore passavano lente ed inesorabili tra esercitazioni al computer e dimostrazioni alla lavagna. Due ore dopo ero finalmente libero, seppure stanchissimo. Seguii il flusso degli studenti diretti chi ai propri dormitori, chi a fare un giro per il campus, alla fine raggiunsi la rampa di scale che dava sulle stanze. Alzai lo sguardo attratto dalla voce bassa di Tyler, intento a parlare con Edward.
Ricordai le parole di Alexey, il suo amico era finito a perdere il posto da titolare per far spazio a Tyler. Mi chiesi se fosse stata un'idea poi così brillante quella di partecipare alle selezioni della squadra ... dopotutto avrei potuto soffiare il posto ad un altro amico di Alexey e finire dritto dritto sulla sua lista nera. Beh, in effetti forse c'ero già ...
Edward era andato via e non potei evitare di avvicinarmi di soppiatto a Tyler, picchiettandogli appena la spalla.
Quello si voltò verso di me, la sorpresa lasciò spazio ad un sorriso appena accennato. Era sempre un colpo al cuore vederlo sorridere ... era un evento così raro che farci l'abitudine era fuori discussione.
- Wayright – mi salutò passandomi un braccio intorno alle spalle – mi stavi cercando per quei documenti da presentare alla squadra, vero? -
Come no. Un moto di eccitazione mi pervase il corpo ... quel gioco iniziava a piacermi veramente tanto. Era proprio come avevo immaginato quello che sarebbe dovuto essere il nostro ultimo anno di scuola. Incontri segreti, pomiciate in bagno tra una pausa e l'altra ... purtroppo niente di tutto quello si era mai avverato. Tyler era andato via ed io avevo trascorso il mio ultimo anno di scuola nell'apatia più totale. Adesso pensai che fosse arrivato il momento di recuperare il tempo perduto.
- Ovviamente. Ce l'hai in stanza? - chiesi maliziosamente – posso venire? -
- Certo ... sembrerebbe che il mio coinquilino abbia lezione fino alle diciotto oggi ... -
- Povero Juri. - dissi fingendomi dispiaciuto – dovremmo avere qualche ora di tempo per consegnare questi documenti ... -
Non avevo mai avuto tanta voglia in vita mia, o forse sì. Semplicemente era quello che provavo al suo cospetto. Aumentammo il passo per raggiungere il suo dormitorio, entrammo in fretta, poi Tyler chiuse la porta a chiave dietro le sue spalle e si avvicinò a me lentamente. Mi concesse un bacio lungo e sensuale ... sentivo le sue labbra morbide e fresche contro le mie, poi la sua lingua ruvida e molto meno gentile. Lasciai vagare le mie mani lungo le sue spalle possenti e larghe, mentre lui mi stringeva la vita con le braccia e mi spingeva ad aderire contro il muro. Stavo gemendo, sentire il suo corpo contro il mio mi provocava una lunga serie di sensazioni eccitanti.
Avevo il cuore in gola ed il cervello del tutto andato, la sua lingua percorreva il mio collo, lasciando scie bollenti che stavano mandando a fuoco ogni terminazione del mio corpo. Mi baciò, poi succhiò forte il lobo del mio orecchio ed a quel punto fu troppo. Mi gettai carponi, con violenza strattonai i bottoni dei suoi jeans fino a farli cedere sotto le mie dita. Li tirai giù con forza, avvicinandomi subito al fantastico rigonfiamento di Tyler. Baciai la zona senza scoprirla, i suoi gemiti mi spronavano ad andare avanti. Sentivo le sue dita sui miei capelli, spingere il mio viso contro la sua erezione ancora contenuta negli slip.
- Wayright, perché mi stai torturando? - aveva biascicato con un filo di voce.
Forse perché lo meriti – avevo riso ad un centimetro dai suoi slip sempre più gonfi prima di leccare il tessuto con forza.-
- Dio ... - Tyler era piegato adesso, impedii alle sue mani di liberarsi di quella costrizione – Wayright, non scherzare col fuoco. Devo ricordarti che fino a ieri non riuscivi neanche a sederti? -
- Come fai a sbraitare in continuazione? - ero eccitato, pensare al nostro modo rude di darci da fare mi aveva mandato in tilt quasi del tutto. Allungai una mano verso il suo volto, infilando un dito nella sua bocca. Tyler stava succhiando e gemendo, mentre io ero semplicemente sul punto di venire ancora da vestito. Morse il mio dito, la sua mano era scesa agli slip, stavo per aiutarlo a toglierli quando un rumore alla porta ci fece irrigidire. Qualcuno aveva bussato.
Tyler si immobilizzò immediatamente, mentre io mi mettevo in piedi, cercando di tenere a bada il dolore al basso ventre.
- Chi è? - sussurrai rivolto a Tyler.
Quello fece spallucce.
- Ty? Ci sei? - la voce inconfondibile di Christine ci raggiunse, immediatamente cercammo di rimetterci in ordine. Tyler si rimise i jeans in fretta e furia mentre la mia eccitazione scemava.
- Sì, sono qui. Scusami un attimo ... - Tyler mi lanciò un'occhiata eloquente, significava che dovevo tacere e stare al gioco. Io mi limitai ad appoggiarmi contro il muro.
Lo vidi aprire la porta, Christine stava parlando mentre veniva dentro – Scusami, la dottoressa non poteva ricevermi oggi, ma mi ha dato un preavviso inesistente, così ho deciso di passare a trovarti. Sapevo che non avevi gli allenamenti stasera ... - disse tutto d'un fiato, soltanto dopo qualche attimo notò anche la mia presenza in stanza – oh! Ciao Chris! -
- Ciao! - sollevai una mano, cercando di mostrarmi rilassato – come va? Ero passato per ... -
- I documenti della squadra – mi venne in aiuto Tyler, porgendomi davvero una pila di fogli – leggili, poi firmali se sei ancora convinto di voler entrare. Sappi che gli allenamenti sono duri ... -
- Ed Alexey è dispotico almeno quanto il vostro coach! - aggiunse Christine sorridente.
- Questo lo so bene, purtroppo – commentai adesso davvero rilassato. In effetti Christine non avrebbe mai potuto immaginare che noi due fossimo sul punto di saltarci addosso. Niente in Tyler lasciava presagire simili intenzioni adesso. Era perfettamente calmo e composto, il solito Tyler di sempre.
- Comunque, visto che conosci bene il mio ragazzo ... qualche volta voglio che mi racconti qualcosa di lui. E' sempre così misterioso e taciturno riguardo il suo passato! -
- Perché non c'è niente da dire, Chris – commentò lui scuotendo la testa -
Lei non ne sembrò convinta – Beh, lascia che sia lui a dirlo! Prima o poi ci prendiamo qualcosa da bere insieme e facciamo una chiacchierata, eh? -
Avrei preferito di no, ma come potevo esimermi senza sembrare un tipo terribilmente losco e strano?
- Ma certo, quando voi! - dissi mostrandomi perfino felice – adesso tolgo il disturbo. Mi raccomando, comportatevi bene. - sperai che quella frecciatina non sfuggisse a Tyler. In effetti lo sguardo che mi lanciò la diceva lunga su quanto avesse inteso. Andai via dalla stanza con una sensazione sgradevole allo stomaco.
Ed ecco che sfumavano via anche quei pochi momenti che avremmo potuto trascorrere insieme. Mi chiesi se Tyler provasse almeno un minimo di fastidio per quello che era successo ...
Tornai in stanza un po' affranto. Vyech non era ancora rincasato, ma in compenso trovai Ren. Stava lavorando su una traduzione, sfogliava il dizionario e soltanto quando mi gettai sul letto e feci inavvertitamente cigolare le molle sollevò il viso verso di me.
- Bentornato, sei andato a fare baldoria con il tuo uomo segreto? -
- E' possibile – ammisi sorridendo appena – peccato che qualcuno ci abbia interrotti sul più bello. -
- Odio quando succede – Ren scosse la testa.
- E tu che mi dici? Sei tutto preso dal tuo lavoro, il tuo ragazzo potrebbe risentirne. -
Mi resi conto di aver esagerato nel momento stesso in cui gli occhi pericolosamente saettanti di Ren si sollevarono dal foglio per posarsi di nuovo su di me – Che cosa? -
Non ero più sicuro di voler procedere su quella strada, ma in qualche modo capii che era tardi – Emh ... il tuo ragazzo ... sto parlando di JJ ... - dissi cautamente. Ma niente servì a smorzare quello che accadde dopo. Ren si sollevò improvvisamente in piedi, il suo viso era una maschera di rabbia mentre mi gettava contro il suo dizionario. Lo evitai per un pelo, con il cuore in gola per quel gesto del tutto inaspettato.
- Che cazzo vai dicendo?? - il suo urlo mi raggiunse un attimo dopo – che diavolo hai capito, coglione? Io non sto con nessuno! JJ non è nessuno! -
- O-ok ... i-io non intendevo ... -
- E' stato lui a mettere in giro questa voce? – si parò davanti a me con aria minacciosa, c'erano ottime probabbilità che mi avrebbe pestato – che cazzo credi di aver visto? Che cosa credi di capire eh? -
- M-ma no ... io ho soltanto dedotto ... - non feci in tempo a dire altro.
- Sta zitto ... non provare mai più a dire quello che non sai Wayright o non sarà bello per te, per nessuno di voi piccoli bastardi - Ren andò via sbattendosi la porta dietro come una furia.
Il silenzio più totale calò sulla stanza mentre cercavo ancora di capire cosa fosse appena successo lì.
JJ
Guardai l'orologio e sospirai, poi spostai lo sguardo nuovamente lungo il campus, era pieno di ragazzi che passeggiavano e ridevano spensierati, ma del mio migliore amico nessuna traccia. Io e Ren avevamo un appuntamento quel pomeriggio alle cinque, lui non tardava mai ed era già passata mezz'ora. Così presi il cellulare e provai a chiamarlo, squillò due volte, poi rispose la segreteria. Aveva deviato la chiamata?
Forse aveva da fare, anche se mi parve strano, quando prendeva un appuntamento non mi piantava senza avvisami. Così riprovai, ancora uno squillo, poi la segreteria, niente, non era intenzionato a rispondermi.
- Guarda chi c'è! – esclamò una voce vicina, io sollevai la testa.
Ci misi un momento a riconoscerlo, capelli biondo cenere, sorriso smagliante – Ciao ... ti chiami Lyonel, vero? –
Quello annuì e si accomodò vicino a me – Sì ... e tu sei JJ, vero? Seduto qui tranquillo quasi non ti riconoscevo ... -
Risi – Guarda che faccio anche una vita normale oltre che scappare per tutto il campus! –
- Ad esempio, adesso che stai facendo? – mi chiese curioso guardandosi intorno.
- Aspettavo un amico, ma credo che non verrà! – ammisi tristemente.
- Cavolo, ti ha dato buca? –
- Già –
- Allora vieni con me? Stavo per andare a ritirare alcuni libri, mi rompo le palle a fare quella fila tutto da solo! Almeno chiacchieriamo! – propose.
Non ero del tutto sicuro di accettare, ma alla fine cos'altro avevo da fare?
- Va bene, ma se il mio amico si fa vivo ti devo lasciare –
- Certo, senza problemi –
Così ci recammo alla libreria del campus, dove c'era una discreta folla, ci mettemmo in coda e cominciammo a chiacchierare del più e del meno.
- Studio Astronomia – mi informò – trovo lo spazio e l'universo un mondo davvero unico e sconfinato, tu? –
- Linguistica – risposi e cominciai a raccontare qualche strano episodio accaduto a lezione – siamo un corso particolare ... a cominciare dagli insegnati – risi – il mio amico Matt studia Chimica ma da lui non succede mai niente di divertente, voi delle facoltà scientifiche siete noiosi –
- Ci hai preso – rise forte – alle volte l'intera classe si assopisce! Con soggetti come i tuoi colleghi non accadrebbe! –
Continuammo a parlare del più e del meno, mentre la fila scorreva, volevo evitare di farlo ma continuavo a guardare il cellulare ogni dieci minuti ma di Ren nessuna traccia. Aveva visto certamente le mie chiamate, mi stava deliberatamente ignorando, forse avevo fatto qualcosa che l'aveva infastidito, riflettei preoccupato.
- Tutto bene? – mi chiese Lyonel, attirando di nuovo la mia attenzione.
- Scusa ... solo che il mio amico non si è rifatto vivo ... - mormorai.
- Ci sei rimasto male? Era un incontro importante? –
- No ... era solo un uscita – chiarii – ma ... ecco lui di solito non fa così, ho provato a chiamarlo e ha ignorato le telefonate –
- Caspita .. sicuro che non abbiate litigato? – domandò preoccupato.
- Io ... non credo ... insomma, non lo so ... -
Portò una mano alla mia spalla e mi diede una pacca gentile – Sono certo che va tutto bene JJ, magari puoi cercarlo e chiarire di persona .. –
Annuii – Forse sarebbe meglio ... - riflettei – ma ... che faccio ti mollo così? –
Lui rise – Non c'è problema ... tanto ci becchiamo in giro – era incredibile la serenità che emanava il suo volto, di riflesso anch'io finii per sentirmi calmo – spero tu risolva con lui ... magari un giorno ci beviamo una cosa tutti insieme! Mi presenti qualche tipo divertente! I colleghi che ho conosciuto sono tutti dei musoni! –
Io pensai alla prospettiva di Ren che usciva per una serata amichevole con uno come Lyonel, assolutamente fuori discussione!
- Sì ... magari una sera usciamo noi ed i miei amici! Ti faccio conoscere Matt e suo cugino, sono fortissimi! – risposi eccitato – sto al dormitorio B, stanza 60 -
- Con piacere! Ora vai e stai tranquillo sono sicuro che non è nulla di che! – mi salutò incoraggiante.
Io ricambia il saluto e corsi via dalla libreria, cominciai a correre per tutto il campus, osservando bene il cortile, entrando in biblioteca, nessuna traccia di Ren, forse doveva essere rimasto in camera. Ad un tratto vidi Chris uscire da una delle aule e gli corsi incontro sbracciandomi.
- Chriiiis!!! – urlai – fermo un momento! –
Quello si voltò e mi sorrise, la sua espressione era un po' strana, tirata – Ehi bello, come va? –
- Tutto bene! – risposi con il fiatone – Sei per caso stato in camera tua? Hai notizie di Ren? –
Al suono di quel nome il suo volto si impietrì, mi parve fortemente a disagio tanto che mi preoccupai.
- Chris? –
- Scusa ... ecco ... sì, era in camera un'ora fa, adesso non saprei – biascicò.
- Che succede? – chiesi diretto, doveva aver a che fare con il mio appuntamento saltato, ne ero certo.
- Mi dispiace, JJ ... credo di aver parlato troppo – rispose Chris vuotando il sacco – Sinceramente non pensavo che se la sarebbe presa tanto, mica volevo infierire ... –
- Di che parli? – insistetti, fremente.
- Ho fatto una gaffe ... ecco, prima ho chiesto a Ren dove avesse lasciato il suo ragazzo, perché, insomma .. io pensavo che voi ... - non sapeva come spiegarsi mentre il mio viso si mutava in un'espressione totalmente sconvolta.
- Hai detto a Ren che io e lui stiamo insieme?! Come ti è venuto in mente?? Noi siamo solo amici! –
- Solo amici?! – ripeté quello sconvolto – andiamo, direi che è un eufemismo! Fate troppa roba che gli amici non fanno! –
- Ogni tanto andiamo a letto insieme! Ma non mi sembra che io ti abbia detto che è il mio ragazzo! – gli ricordai, quello avvampò.
- In mia difesa ... ho avuto qualche amico con benefici anche io! E continuo a non vedere una somiglianza fra quello che intendete voi e quello che intendo io, quindi, amico, non prendertela con me. –
Sospirai – Tu sei troppo ingenuo, Chris ... Ren deve essere andato fuori di testa! Non mi ha neanche parlato oggi! –
- Posso confermarlo questo, ha cominciato ad urlare ... ma perché? Che cazzo! Neanche se lo avessi insultato! Poteva pure rispondermi con calma! –
- A Ren non piace ... che gli venga detta una cosa del genere ... lui non si lega a nessuno, odia persino il pensiero ... sarà un vero casino adesso ... chissà per quanto non mi parlerà! –
- Stai scherzando, vero? – chiese allibito.
- No, purtroppo ... -
- Non dovresti farti mettere i piedi in testa JJ, se siete amici capirà che è stato solo un mio problema! Vai a parlargli ... – mi disse convinto.
- Come siamo diventati audaci – risi – magari faccio un giro in camera vostra ... se sono fortunato mi rivolgerà la parola ... -
- Mi dispiace davvero comunque – disse iniziando ad allontanarsi appena.
- Non potevi saperlo, evidentemente non sono stato chiaro – risposi con un mezzo sorriso – ora vado! –
Così salutai Chris e mi diressi verso il dormitorio, nel corridoio incontrai il volto paonazzo di Vyech che proveniva dalla parte opposta alla direzione della camera, appena incrociò il mio sguardo scosse la testa, irritato. Evidentemente Ren era in camera ed aveva fatto il culo anche a lui. Inspirai profondamente quando mi ritrovai davanti alla porta, bussai lentamente ed attesi. Non successe nulla ma sapevo che era dentro così insistetti, ci vollero altre tre bussate ed alla fine qualcuno aprì la porta. Mi ritrovai la figura di Ren che mi fissava astioso, i suoi occhi neri mi scrutavano con un disprezzo raggelante misto ad un'espressione scocciata. Non mi fece entrare, né io ci provai, restammo fermi davanti alla porta finché lui non aprì bocca per primo.
- Il fatto che io abbia ignorato le tue chiamate, non ti ha fatto capire che non volevo vederti? – disse acido – credevo che ti si sarebbe accesa una lampadina –
- Credevo che fossi caduto con la testa nel cesso e non potessi rispondere al telefono – risposi sorridente e lui assottigliò gli occhi nervoso.
- Credi che stia scherzando? – ringhiò.
- E tu? – sbottai – ti ho aspettato come un idiota! Mentre te ne stavi qui a farti venire i malumori! Non mi hai neanche avvisato che non saresti venuto e hai rifiutato le mie chiamate –
- Avevo i miei motivi! Che cazzo sei mia madre? – sputò quelle parole con astio.
- Ho incontrato Chris ... mi ha messo al corrente dei tuoi motivi – ribattei.
Per un momento rimase in silenzio, quasi sorpreso, poi si allontanò dalla porta tentando di chiuderla ma io non cedetti, infilai il piede e feci forza per entrare, ci riuscii.
- Si può sapere che cazzo vuoi JJ? – sbottò.
- Chiarire le cose! – risposi – visto che tu fai sempre il bambino e batti in ritirata! Chris è un ingenuo! Ha capito male , non è abituato a cose del genere ... quello che ha detto ... -
- Non mi interessa – mi interruppe – evidentemente quello che succede qui non è quello che dovrebbe succedere ... sparisci per un po', non ho voglia di vederti! –
- Sparisci per un po' non ho voglia di vederti! – lo scimmiottai e quello mi afferrò per un polso sbattendomi al muro – te la prendi un po' troppo per una cosa senza importanza mi sembra! –
- Devi stare zitto, JJ – sibilò stringendomi sempre più forte – devi fare quello che ti dico di fare! Vuoi che ti ribadisca il concetto, Wùxiào? Tu non sei niente! –
Stavo per replicare, non sapevo perché, visto che mi avrebbe solo messo nei guai, ma non volevo dargliela vinta. Ero pronto quando sentii il cellulare squillare, mi bloccai, come fece lui del resto, per un istante restammo immobili a pochi centimetri di distanza. Mossi il braccio libero e recuperai il telefono, appena vidi il numero sul monitor raggelai, no, non poteva essere, perché ora? Incrociai lo sguardo di Ren che adesso era meno severo, mi lasciò allontanandosi di qualche passo mentre io mi portavo il cellulare all'orecchio.
- Pronto? – dissi con voce tremante.
- Jordan – rispose la voce dall'altra parte senza un tono preciso.
- M-mamma – il nervosismo mi seccò la gola in un momento – cosa ... come mai mi chiami? –
- Sono da queste parti ... - rispose – per qualche giorno mi tratterrò vicino la Berkeley, ho pensato che sarebbe appropriato intrattenerci per pranzo appena mi sarà possibile ... vorrei qualche aggiornamento sui tuoi studi – ci fu una breve pausa – non ti fai vedere a casa spesso –
- Ecco ... - il cuore mi batteva fortissimo, non volevo, tutto ma non quelo, non vedere lei da solo – insomma, andrebbe bene credo ... -
- Allora ci risentiamo presto ... vedrò di liberarmi a breve –
Non attesi saluti, perché non ce ne sarebbero stati, chiusi la chiamata ed improvvisamente le mie gambe erano molli, mi appiatti al muro incapace di restare in piedi da solo. Ero davvero patetico, il solo parlarle al telefono mi riduceva peggio di una pezza da piedi, ma poi il pensiero di dover incrociare quegli occhi così vuoti mi fece venire i brividi. Cercai di regolarizzare il respiro ed il battito cardiaco, cercai di staccarmi dal muro sotto lo sguardo silente di Ren, naturalmente fallii e le mie gambe non mi ressero. Lui prontamente mi afferrò per impedire che cadessi e mi guidò sul letto.
- JJ .... – la sua voce mi sembrava così lontana.
- Sto bene ... lei ... vuole vedermi ... ma sto bene – biascicai.
- Non credo tu stia bene ... vuoi che venga con te? –
- No ... vederti la farà arrabbiare ... le cose saranno solo più difficili – ammisi triste – sarà meglio che vada adesso ... tolgo il disturbo –
- Aspetta – tentò di dire.
- Lascia stare ... hai chiarito il concetto ... so di non valere niente come tutti quelli che ti girano intorno ... fatti vivo quando credi –
Mi sollevai dal letto, stupendomi di essere in grado di camminare, e mi diressi verso la porta, poggiai la mano sulla maniglia ma sentii le mani di Ren trattenermi per la vita. La sua presa era salda e non accennava a lasciarmi, mi voltai ed il suo viso apparve calmo ma ancora tirato.
- Hai ragione – mormorò alla fine con un tono affilato che non seppi comprendere – Chris è un ingenuo ... ha solo fatto lavorare la fantasia ... fra noi le cose così vanno bene. Nessuna stupida complicazione –
Accennai un sorriso – Sono felice di sentirlo ... so che per te non conto molto Ren ... ma tu sei il mio migliore amico, vieni al primo posto ... mi piacerebbe che non ci siano mai incomprensioni fra noi ... la vita va già di merda –
Lui annuì e mi attirò di nuovo verso la stanza, ci sdraiammo sul suo letto e lui preparò uno spinello – Ci inventeremo qualcosa per quella stronza di tua madre ... non sarai solo –
- Grazie Ren – mormorai mentre mi accoccolavo sul suo petto e mi facevo cullare dal suo respiro e dall'odore del fumo.
Restammo così per delle ore, a fumare, in silenzio, Ren mi massaggiava la testa con le dita, era rilassante e mi sentivo al sicuro e protetto, come non ero con nessun altro.
ANGOLO DELLA AUTRICI: Ed eccoci di nuovo qui ancora più cariche di prima per un nuovo aggiornamento :D Grazie come sempre di tutto e a presto! :)
- BLACKSTEEL -
ZzLvK0aO}՛4
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro