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capitolo 21





JURI

Scott era passato al contrattacco. Mi chiedevo quanto tempo ci avrebbe messo prima di ordire qualcosa di effettivamente degno di nota. Non che quello lo fosse, non per me almeno, era chiaro come il sole cosa quei due stessero cercando di fare. Scossi la testa, doveva proprio sottovalutarmi per pensare che sarei caduto in una trappola banale come quella.

Matt sbuffò per la ventesima volta, ancora fermo alla pagina quarantadue del suo libro. Lui non doveva averlo capito, invece.

- Matty – iniziai chiudendo prima il suo libro e poi il mio nonostante le sue occhiatacce – cos'è che ti turba, tesoro? -

Quello sgranò gli occhi – Niente, cosa dovrebbe turbarmi? Che stai dicendo? -

- Dico che siamo qui da un'ora e tu non hai mai girato una sola pagina ... - gli feci notare con una certa dolcezza nella voce – c'è qualcosa che non va, mi sembra chiaro. Temo che abbia a che fare con l'incontro di ieri sera, è così Matty? -

Il mio amico si rabbuiò visibilmente, di certo si stava dando del patetico per non essere stato capace di nascondere le sue preoccupazioni – Ti sbagli. - disse ostinato – non è che penso soltanto a lui, ho anche altri problemi ... -

- E di che genere? - chiesi, accomodante.

- Beh, gli esami ... si fanno sempre più complicati. -

- Non hai mai avuto problemi con quelli – gli feci notare sotto il suo sguardo sempre più cupo – invece conosco qualcuno con chi ne hai avuti parecchi ... perché devi tenerti tutto dentro? Sono io, sono Juri ... -

Matt scosse la testa e sospirò forte, continuava a guardarsi intorno come se in fondo al cuore aspettasse l'arrivo di qualcuno. Sapevamo tutti chi bazzicava di frequente in biblioteca. Il mio amico era ancora preso da lui così come avevo immaginato, per un attimo accarezzai l'idea di vuotare il sacco e parlargli delle mie supposizioni su Muriel e Scott, ma alla fine pensai che quella gelosia che provava adesso poteva essere dannatamente utile a quei due.

- Quel tipo ... quel Muriel – iniziò tentennante dopo qualche attimo di silenzio – sta chiaramente con Nikolaj ... - disse con una sicurezza nella voce rara in lui.

Feci spallucce, avevo deciso che strada seguire e a quel punto non mi rimaneva altro da fare. Mi dispiace, Matty, sto soltanto facendo tutto il necessario per far rinascere il ragazzo felice e spensierato che sei sempre stato, pensai.

- A te come sembra? Sei tu l'esperto in materia – Matt tentennava, il suo sguardo era posato su di me.

- Cosa penso? - finsi di rifletterci su un po' – credo che quel tipo sia dannatamente pericoloso. Non so se stanno già insieme, ma di questo passo è probabile che succederà. Se soltanto fossi stato un po' meno scostante con lui ... -

- Che cosa? Un po' meno scostante? - Matt si trattenne dall'urlare giusto perché ci trovavamo in biblioteca – Nikolaj è stato un bastardo! Non ha fatto altro che rifilarmi balle per tutta l'estate e tu adesso mi chiedi di essere meno scostante? -

- Matt, apri gli occhi. A te lui interessa ancora, altrimenti non ti preoccuperesti tanto di Muriel e quello che potrebbe esserci tra loro – quelle parole dovettero colpire Matt in modo particolare, doveva sentirsi scoperto adesso – senti posso aiutarti a scoprire cosa c'è sotto, quel tipo mi ha anche dato il suo numero. Attiriamolo con una scusa e studiamolo un po' ... -

Non dovette sembrargli una buona idea perché sbiancò improvvisamente – No, non è così che andranno le cose. Io sto con Kayle e sto bene, ok? Non mi importa dei loro intrecci ... -

- Chi stai cercando di persuadere? Me o te stesso? - chiesi sospirando – fa come vuoi, io vado a chiamarlo. Se cambi idea fammi sapere, ci si becca fuori. - uscii di lì dopo averlo baciato. Era arrivato il momento di cogliere la palla al balzo e non c'era nessuno bravo come me in quello.

Lasciai l'edificio e mi incamminai verso la parte esterna del campus, godendo per un attimo dei caldi raggi del sole sulla mia pelle. Matt continuava a darmi pensiero, il suo atteggiamento avrebbe finito per danneggiare più lui che il resto della gente. Quel suo voler andare avanti pur rimanendo con lo sguardo puntato al suo passato non poteva fargli bene. Ecco perché dovevo entrare in scena io.

Stavo per comporre il numero di Muriel quando un'ombra più lunga delle altre avanzò verso di me. Mi voltai indietro per incontrare il volto lievemente accigliato di Muriel Casey, l'uomo che si spacciava per dottorando.

Era chiaro cosa stesse cercando di fare indossando quei vestiti e parlando con quel tono di voce. Era una copia perfetta dello stesso Scott, eccetto per i capelli biondi e lunghi. Scott doveva essere disperato per essere arrivato a quel punto, in effetti dopo quello che era successo nel suo ufficio sapevo che avrebbe tentato il tutto per tutto pur di liberarsi di me e soprattutto della tentazione che rappresentavo.

Era stato bello, era stato proprio come avevo immaginato. Mi costrinsi a non pensarci, dovevo rimanere lucido di fronte a quel tipo.

- Ci siamo già visti, vero? - chiese lui con sguardo accigliato.

Come se non fossi qui per questo, pensai, prima di sorridere – Ricorda bene, sono Juri ... il ragazzo di ieri sera, professor Casey. - dissi con voce bassa.

Quello si tolse gli occhiali da sole, ogni gesto era studiato in modo tale da somigliare a quelli di Scott – Ah, già ... vero – dissi con voce strascicata – non ricordo mai la gente a meno che non mi colpisca in modo particolare.

- Beh, farò in modo che si ricordi di me allora – commentai, intrappolando il suo sguardo nel mio – è libero adesso? Che ne direbbe di andare a prendere qualcosa da bere? -

L'uomo sembrò tentennare appena, lo vidi controllare l'orologio, indeciso se concedermi il suo tempo o meno. Si atteggiava così tanto, eppure, per quanto fosse bravo nel suo ruolo, non avrebbe mai potuto raggiungere i livelli di Scott.

- E sia, ho giusto dieci minuti di tempo prima di continuare le ricerche. Dove vuoi andare? -

Sghignazzai tra me e me – Mi segua, visto che è nuovo di qui non deve conoscere bene il campus. Abbiamo una caffetteria niente male – la stessa in cui troverò Scott a quest'ora, pensai – lei vive con il professor Wayright? - mi informai casualmente.

- Al momento sì, sono in cerca di un appartamento confortevole, ma pare che sia arrivato tardi. Non ho ancora trovato nulla nei pressi del campus – disse quello con la sua solita aria boriosa – fai sempre così tante domande tu? -

Risi appena – Soltanto alle persone che reputo interessanti – risposi ammiccando verso la sua direzione. Credimi pure un adolescente in preda agli ormoni, vedrai in che guaio vi siete cacciati, pensai, avvicinandomi verso il bancone seguito da Muriel.

Scott e Nikolaj erano lì come ogni martedì mattina tra la seconda e la terza ora, erano così prevedibili che nel giro di due settimane avevo già imparato a memoria i loro spostamenti giorno per giorno. Scott stava leggendo qualcosa, fu Nikolaj a distoglierlo dandogli una gomitata sul fianco.

Doveva pensare che non me ne sarei accorto tanto ero preso dal mio avvenente accompagnatore, nessuno di loro sapeva però quanto diavolo fossi ossessionato da Scott, ancora di più dopo quello che era accaduto di recente.

Mi concessi una sola lunga occhiata nella sua direzione, giusto il tempo di gloriarmi di quella presenza, di quel viso bello ed elegante ma anche terribilmente saccente.

Fu proprio lui ad interrompere quel silenzio – Ehi Muriel – lo salutò facendo finta di non vedere me benché fossi a poco meno di dieci centimetri dal biondo. Era quello il suo grande piano? Mollarmi tra le mani del suo amico e far finta che non esistessi?

- Scott, Nikolaj – salutò quello con un semplice cenno del capo, poi si rivolse a me – cosa prendi? -

- Un caffè – dissi sorridendo. Dovevano credere di averla avuta vinta, soltanto facendoli sentire così terribilmente sicuri che tutto stesse andando per il verso giusto avrei potuto ottenere ciò che volevo – posso chiamarti semplicemente Muriel? D'altronde sei molto giovane ... quanti anni hai? - chiesi ammiccante.

- Ventisette appena compiuti , beh te lo concedo, dopotutto non sono ancora il tuo insegnante – disse quello con il suo solito sguardo affascinante – a proposito di questo, come avrai già capito sono un tipo che va subito al sodo. - continuò poi, abbassando la voce in modo tale che potessi sentirlo solo io.

- Meglio così, cosa vuoi chiedermi allora? - sapevo già come avrebbe proceduto. Dopotutto era quello il loro grande piano, farmi innamorare di Muriel in modo tale che avessi dato una tregua definitiva a Scott. Erano davvero così idioti da pensare che ci sarei cascato?

- Voglio vederti in un contesto meno formale – iniziò quello come se stesse parlando del più e del meno – non so niente di te, ma non importa. Quello che vedo mi basta. - disse lanciandomi un'occhiata piuttosto sfacciata.

Sorrisi fingendomi lusingato – Bene, possiamo divertirci quando vuoi. Anche a me non dispiace quello che vedo. - dissi congratulandomi con me stesso per le mie grandi doti di attore navigato.

- Domani sera ti va bene? Oggi ho troppo da fare, tra lezioni e ricerche. Ti passo a prendere al campus, gradirei che non lo dicessi in giro. -

- Ma certo, massima discrezione. - concordai ghignando tra me e me. Era quello che volevano, già li immaginavo tutti impegnati a festeggiare la mia disfatta. I miei occhi si puntarono in quelli di Scott che per un attimo non riuscì ad evitare il mio sguardo. Soltanto per un istante il suo viso lasciò trapelare un'emozione forte, doveva aver ripensato a quello che era successo nel suo ufficio e non doveva poi essere così indifferente come si atteggiava.

- Bene, se non ti dispiace vado a fare due chiacchiere con Nikolaj adesso, ho alcuni dubbi sulla spiegazione di ieri – dissi salutando Muriel con una stretta al braccio. Era dannatamente bello, Scott doveva essersi impegnato nel ricercarlo, almeno questo glielo dovevo concedere.

Andai verso Nikolaj, il quale si voltò subito verso di me, preoccupato – Ti prego Juri non adesso ... -

- Voglio soltanto parlare – dissi angelicamente prima di attirarlo lontano dal duetto che adesso ci fissava con una certa preoccupazione.

Avevo capito che tipo era Nikolaj già dal primo momento in cui Matt aveva iniziato a parlarmi di questo misterioso uomo che aveva conosciuto in vacanza. Non era male, in fondo c'era davvero del buono in lui, eppure la maggior parte di quel buono non si sarebbe mai manifestato perché Nikolaj avrebbe fatto di tutto per tenerlo nascosto. Anche in quell'occasione doveva essersi affidato al destino, pensai, lottare non faceva per lui, soprattutto in un'occasione come quella. Doveva sentirsi in colpa per ciò che era successo con Matt tanto da non voler distruggere quella bolla di falsa felicità in cui si era rifugiato il mio amico. Per fortuna ci sono io, pensai.

- Juri, so cos'è successo con Scott se è questo il punto e sono davvero sconcertato. Puoi anche credere di essere innamorato di lui, sei giovane, posso capirti, ma quello che ... - iniziò quello a bassa voce per poi venir interrotto da un mio cenno della mano.

- Non voglio parlare di Scott – dissi rapidamente – voglio parlare di te. Di te e Matt – chiarii vedendolo subito sbiancare – sarò breve perché tra poco meno di cinque minuti abbiamo lezione. Sappi che Matt non è felice nonostante faccia di tutto per sembrarlo, i suoi tentativi di allontanarti non fanno altro che peggiorare le cose per lui. Adesso si è messo in testa che tu e Muriel state insieme. -

Nikolaj era sgomento – Che cosa? No! Non è così! Devi dirglielo! -

- Io lo so, ma lui no e soprattutto non sarò io a smentire le idee che si è fatto su di voi. Tu intendi far qualcosa per rimediare? - gli chiesi chiaramente – o ti lascerai sfuggire anche questa opportunità? -

- Lui mi detesta, Juri ... - scosse la testa, addolorato.

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- E ha tutti i motivi di questo mondo per farlo. Eppure tu lo rendevi felice nonostante tutto. Conosco Matt dalla terza elementare, gli sono stato vicino in momenti pessimi e continuerò a farlo anche adesso. Ho sempre cercato di aiutarlo a stare meglio, da quando suo padre li ha mollati fino a questa nuova batosta. Però adesso ho bisogno di te, sei tu il motivo della sua infelicità, Nikolaj. -

Ero stato brutalmente schietto, me ne resi conto soltanto in quel momento. Nikolaj era boccheggiante, ancora una volta veniva posto davanti ad una verità che non sapeva come gestire. Fu la voce bassa di Scott a distoglierci l'uno dall'altro.

- Va tutto bene qui? - chiese indagatore.

- Certo, stavo giusto per andare – dissi senza degnarlo di un ulteriore sguardo, certo che come minimo avrei iniziato a sbavargli dietro – rifletti sulle mie parole, Nikolaj. Cogli la palla al balzo. -

Andai via da lì con un peso in meno sul cuore. Era necessario che Nikolaj sapesse quello che Matt provava ma non riusciva ed esternare. Stavo facendo in modo che i tasselli del loro puzzle andassero al loro posto senza che loro stessi se ne accorgessero. Mi chiesi a quel punto se Nikolaj avesse preso la decisione più giusta o semplicemente la più facile.

Per quello non avrei potuto far nulla, purtroppo.

MATT

Nikolaj e Muriel, quel pensiero mi passò per la mente per la centesima volta, Nikolaj e Muriel. Datti una calmata Matt, mi dissi, non erano affari miei, perché perderci tempo? Se era andato avanti anche lui poteva solo essere un bene, allora perché? Perché mi aveva chiesto di parlare, di chiarire? Forse perché una volta messe in chiaro le cose avrei smesso finalmente di fare quei pensieri del cazzo, forse per darmi l'opportunità di andare avanti davvero e non come mi stavo illudendo di fare.

- Matt? –

Mi girai al suono del mio nome, era JJ che mi osservava sorridente, si sedette accanto a me sulla panchina e mi passò un braccio intorno alle spalle.

- Ciao – lo salutai – tutto bene? –

- A meraviglia – disse sorridente – tu come stai? Riconosco di essermela spassata un po' troppo ultimamente ed essere tornato poco in camera. –

Io risi e scossi la testa – Non sei mica la mia balia JJ ... comunque tutto in ordine, tu stai rigando dritto? –

- Non preoccuparti mammina, JJ è fuori dai guai per il momento, sono a caccia di nuove prospettive! Ma per il momento esco con Ren ed i ragazzi e mi tengo lontano dalle coppiette - disse divertito.

- Mi fa piacere ... quanto meno dobbiamo preoccuparci solo di una catastrofe alla volta! - replicai – ti è capitato di uscire anche con Chris?-

- Matt, Matt, sei sempre il solito cuore tenero, dovresti cominciare a preoccuparti di te stesso invece di andare a cercare i drammi degli altri – mormorò – a differenza tua, Chris almeno si lascia aiutare ... -

Io rimasi sorpreso, persino JJ veniva a farmi la predica adesso? – Non cominciare .... Non anche tu ... perché tutti volete improvvisamente avere voce in capitolo nella mia vita? –

- Perché tu la vivi da stupido! – rispose semplicemente – non conosco l'intera storia ... e sai come la penso su queste cose ... ma se davvero non vuoi più avere niente a che fare con lui, se davvero per te è tutto finito ... smettila di evitarlo! Smettila di rimuginare! Comportati come se lui fosse uno dei tanti, è perfettamente inutile che tu te ne stia seduto con lo sguardo perso nel vuoto, è ridicolo! –

Sospirai – Sì, hai ragione, devo decisamente piantarla ... -

- Ma – aggiunse – se per caso non fosse finita per te, se per caso tu volessi delle spiegazioni, se volessi dirgli qualcosa che non hai potuto dire ... o se volessi riallacciare la cose ... beh, fallo! C'è una sola cosa peggiore del soffrire come un cane per amore ... - disse sorridendo - soffrire per non aver avuto il coraggio di osare ... Matt ... i rimpianti non piacciono a nessuno. Tu decisamente non mi sembri uno a cui piace farsi sfuggire le occasioni ... un po' come il tuo amico Juri –

Quel discorso mi colpì, c'erano tanti atteggiamenti in Nikolaj che ultimamente mi aveva fatto pensare a quello che era successo, tanti dettagli mi facevano percepire che mi stava sfuggendo qualcosa. Avevo deciso deliberatamente di ignorarli quei segnali, volevo solo una scorciatoia, semplificare tutto senza fare domande.

Stavo per replicare quando vidi il volto di JJ sbiancarsi all'improvviso, mi voltai verso il punto che stava guardando e sgranai gli occhi.

- E' ... quello che credo che sia ... - sussurrai fissando il ragazzo venire a passi svelti e rabbiosi verso di noi.

- Merda! Corri! – urlò JJ scattando in piedi e trascinandomi via con lui.

Eccoci di nuovo, pensai mentre correvo a perdifiato lungo il campus, JJ mi aveva infilato in un altro dei suoi casini. Il tipo urlava e ci minacciava di morte, indubbiamente se mi fossi fermato avrebbe pestato anche me pur di ottenere informazioni sul mio coinquilino, quindi arrendersi era fuori questione.

- JJ, dannazione ... - sbottai affannato mentre il petto cominciava a farmi male.

- Scusa tanto Matt! – disse con quel tono da ruffiano che sapeva tirare fuori in ogni occasione – prendila come un'occasione per fare esercizio fisico –

- Vaffanculo , JJ –

Ad un tratto mi sentii afferrare per il braccio e mi trascinò nel pub del campus, non fu una saggia idea, non c'era molta gente, né luoghi dove nascondersi. Lui continuò a strattonarmi ed alla fine ci nascondemmo dietro il bancone, sotto le occhiate divertite del barista.

- E' un emergenza Jeff – sussurrò JJ e quello annuì di buon grado facendo finta di niente.

Attendemmo per qualche istante e poi sentimmo al sua voce rabbiosa chiedere conto al barista.

- Spiacente amico – disse quello – nessun paio di stronzetti è entrato qui dentro –

Restammo in attesa con il cuore in gola, sperando che se ne andasse e che per il momento potevamo essere salvi. Dopo cinque minuti il tipo di nome Jeff ci fece cenno di uscire, era incredibile, l'avevamo scampata. Mi voltai per ringraziarlo ma rimasi pietrificato, lui era lì, dall'altra parte del bancone con davanti alcuni fogli ed una birra, Nikolaj ricambiava il mio sguardo sorpreso.

- Ciao – accennò a quel punto con un mezzo sorriso.

Che vuoi fare Matt? Mi chiesi, come vuoi che vada a finire?

- Ciao – risposi dopo una lunga pausa, non riuscii a non pensare a quello che avevo visto, di nuovo il volto di Muriel era tornato a tormentarmi – come mai da solo? – quella domanda mi era uscita con più risentimento di quanto avessi voluto.

La sua espressione mi sorprese, sembrava fra il desolato ed il divertito.

- Ogni tanto i miei problemi mi danno tregua – rispose – come mai tu ti nascondi sotto il bancone di un pub? –

- Alle volte i miei problemi mi costringono alla fuga –

- Matt ... - ogni volta che pronunciava il mio nome mi sentivo strano, come se il mio cuore si affaticasse – il mio invito ... se per caso volessi ancora parlare, è sempre valido –

Sentii la gola seccarsi – A cosa servirebbe? –

- Solo a farci stare meglio ... non voglio più essere la causa della tua sofferenza, anche se non faccio niente, mi rendo conto che ti ferisco e non voglio ... quindi ...-

- Se – lo interruppi – se ... decidessi di accettare ... dove ...? –

Quello parve sorpreso e lo ero anche io, non mi sarei mai aspettato di pronunciare parole simili, di concedere anche solo il beneficio del dubbio.

- Possiamo ...ehm... fare da me ... se ti va bene – aggiunse ancora sorpreso – potremmo stare tranquilli e parlare liberamente –

Al diavolo.

- Dammi l'indirizzo allora ... magari domani sera? – proposi.

Quello annuì e mi consegnò un foglio dove aveva annotato le indicazioni – Se non riuscissi a trovare la casa puoi chiamarmi .... Hai ancora il ...-

- No, l'ho cancellato – mormorai.

- Vuoi che te lo riscriva? – c'era tensione in quella domanda.

- No ... io ... me lo ricordo – confessai con un lieve imbarazzo.

Lui doveva esserne in qualche modo felice, ma non disse nulla, lessi solo gioia nel suo sguardo, poi il suo cellulare cominciò a squillare e ci distolse da quello strano momento.

Se lo portò all'orecchio frastornato – Sì ... no ... sì, la porto io, va bene, senti ti posso richiamare? Fanculo Scott, ci vediamo a casa e sta zitto! –

Chiuse la chiamata e mi fissò imbarazzato – Ci vediamo domani sera ... -

- Sì –

Quando fu andato via mi voltai e notai che JJ mi fissava sorridente, se ne era rimasto immobile ed in silenzio ma sapevo che non sarebbe riuscito a trattenersi oltre. Mi diressi fuori dal pub ed ovviamente lui mi seguì a ruota.

- Oddio, che gli dirai? – chiese entusiasta – Vorresti chiarire? Credi che -

- Frena - lo interruppi - ascolterò quello che vorrà dirmi e chiuderò una volta per tutte, non sono impazzito ... non ho intenzione di ricadere in pessime abitudini ... ho Kayle ora ... e mi va bene così –

- Secondo me tu ti stai solo accontentando ... ed i ripieghi scocciano alla fine! – ribeccò con tono sicuro.

- Potrei dire lo stesso di te ... non fai altro che cercare rimpiazzi, JJ –

- Rimpiazzi per cosa? – parve allibito.

- Per la persona giusta! Quella che potrebbe rubarti il cuore e che temi costantemente di incontrare ... - gli feci notare – siamo seri ... non fai altro che buttarti in situazioni complicate, con gente impegnata, appena una persona mostra dell'affetto per te ti chiudi a riccio e te ne sbarazzi ... forse non dovresti fare la predica a me JJ, tu sei il primo ad aver paura –

- Io non ho paura proprio di niente ... - ringhiò – e non sto scappando da nessun fantomatico uomo perfetto, perché non esiste! Sto solo cercando di evitare la fine di quei poveri coglioni che si dilaniano per niente! –

- Quindi sarei un povero coglione adesso? – risi amaramente – prima mi incoraggi a parlarci ed adesso sono uno che insegue una stupida fantasia ... -

Quello parve spiazzato – Matt ... non intendevo –

- Certo che non intendevi – specificai – non sono tue queste parole ... sappiamo benissimo che non pensi certe meschinità, ma tanto ormai Ren parla per tua bocca –

- Senti non ricominciare! Forse non vale per tutti ma io per colpa dell'amore ho sofferto! Cazzo, i miei a stento mi parlano! Sono una sorta di scherzo della natura per la mia famiglia! Nessuno schifo di essere umano si è mai interessato a me ... sono stato solo Matt, sempre! A scuola era un tormento ed il primo ragazzo con cui ho avuto il coraggio di essere me stesso mi ha picchiato! Mi ha mandato in ospedale solo perché gli ho detto che mi piaceva! Ren è stato l'unico che ... -

- Ren ti ha stuprato – lo interruppi bruscamente con quella frase così brutale da fargli sgranare gli occhi – ha approfittato di te JJ, eri solo un ragazzino, appena sedicenne ... eri fragile ed insicuro, ti ha fatto bere e fumare fino a che non fossi appena cosciente ... andiamo JJ, ha preso la tua verginità e tu non te lo ricordi neanche! Cazzo, quel tipo è da galera! Non eri consenziente JJ, nonostante la miriade di stronzate che ti sei raccontato dopo! Lui non è il tuo migliore amico, è un fottuto manipolatore psicopatico! Vuole solo controllarti e trascinarti nel suo mondo contorto e mi dispiace tanto per te ... -

- Sta zitto! – aveva le lacrime agli occhi ed ero desolato, ma qualcuno doveva fargli presente quelle cose – tu non mi conosci ... e non conosci lui ... -

- Cosa ci hai ricavato JJ? Oltre essere inseguito da un energumeno, essere trattato dagli altri come un appestato ... essere fissato ed etichettato come quello che se la fa con tutti ... oltre questo JJ, cosa ci hai guadagnato? Lui ha te ed il suo egoismo, questo gli basta per dormire tranquillo. Ma tu che sei una persona diversa, che sei gentile e sensibile, non ti senti dannatamene solo? Non vedi come sta facendo terra bruciata? –

- Credevo fossi mio amico ... - mormorò ormai senza guardarmi.

- Lo sono ...per questo ti dico queste cose, credimi, quando avrai davvero bisogno del suo supporto, lui ti volterà le spalle –

- Non mi interessa quello che pensi di noi ... tu non puoi capire – poi si voltò e senza aggiungere altro corse via.

Quando tornai nella nostra camera lui non c'era, mi distesi sul letto e mi portai una mano al viso, forse ero stato troppo duro con lui ma quelle cose erano vere, erano delle evidenze che JJ continuava ad ignorare ma da cui dipendeva la sua vita. Ognuno di noi aveva i proprio demoni, la solitudine era il suo ed avrebbe dovuto affrontarlo prima o poi. Come io avrei dovuto affrontare il mio la sera dopo, mi venne la nausea al pensiero e composi istintivamente il numero di Juri.

- Ho fatto un casino – esordii ancora prima che lui potesse aprire bocca – ho accettato ... quell'incontro ... oddio Juri, non riesco a pensare di dovergli parlare ancora ... non posso io ... non posso –

- Sta calmo – mi disse la voce bassa e musicale del mio migliore amico, ripresi fiato – andrà tutto bene Matt ... non sarai solo –

Capii che infondo avere Juri accanto a me era davvero la più grande salvezza della terra.


ANGOLO DELLE AUTRICI: Eccoci tornate per un nuovo incasinato aggiornamento! Juri e Matt, i due grandi amiconi, affrontano i loro svariati problemi di cuore, chi con leggerezza, chi con molta più fatica. Non potrebbero esistere due amici più diversi dei due, eppure sembrano andare d'accordo! E poi eccovi Muriel *-* come si potrebbe resistere ad uno come lui? Scotty ha fatto bene i suoi conti, ma chi può dire cosa accadrà in futuro! Non dimentichiamoci che Juri è molto furbo muahmuahmuah!
Grazie ancora di tutto il vostro appoggio, speriamo di sentirvi presto :)
Baci baci


- BLACKSTEEL -

σ�!05s

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