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capitolo 12



CAPITOLO 12

JJ

Dopo aver mangiato in mensa io e Ren ci ridirigemmo verso i dormitori, era una bella giornata e quindi erano particolarmente vuoti, quasi tutti gli studenti erano fuori a godersi il sole. Tutti tranne Vyech, quando entrammo nella camera lui era lì intento a sistemare la roba presa dalla lavanderia, Ren gli rifilò un occhiataccia. Quello parve irrigidirsi immediatamente.

- Ehm ... io ...- balbettò appena – credo che andrò a vedere gli allenamenti di football, è quasi ora dannazione! –

Poi schizzò via dalla camera e sentii una risata bassa provenire dal mio amico, mi voltai, era tremendamente soddisfatto.

- Non dovresti spaventarlo così, Ren – lo ammonii – è pur sempre il fratello di Alexey, smettila di vessarlo –

Quello fece uno scatto in avanti e mi afferrò i polsi stringendoli forte – Non dirmi quello che devo fare Wùxiào. Se Alexey vuole lamentarsi può farlo ... -

Risi mentre sentivo lo stomaco smuoversi appena, la tensione stava crescendo, lo sentivo, alzò le braccia e di conseguenza anche le mie mentre mi spingeva contro la parete senza staccare gli occhi dai miei. I nostri visi erano vicini, così tanto che non riuscivo più a trattenermi, mi sporsi per tentare di baciarlo, lui parve resistere per un secondo. Poi fu Ren a suggellare il bacio, era aggressivo e bramoso, sentivo le sue labbra ed i suoi denti, la lingua divorava la mia senza una pausa. Per un attimo credetti di soffocare mentre la sua presa sui miei polsi si faceva più serrata e tutto il suo corpo si era proteso per bloccare i miei movimenti. Alla fine si staccò ed entrambi prendemmo fiato.

- Cazzo JJ ... - mugolò un istante, poi portò una mano al bordo dei miei jeans e sentii il suo ginocchio premere per insinuarsi fra le mie gambe.

Avevo la gola secca, come se fossi davanti a dell'acqua dopo mesi di sete patita, allargai le gambe e sentii la coscia di Ren sfregare il cavallo dei miei pantaloni.

- Questa volta niente interruzioni – gli sussurrai all'orecchio.

Fu una frazione di secondo in cui si staccò con violenza da me, mi afferrò per un braccio e mi gettò con forza sul letto, risi mentre osservavo crescere il desiderio nei suoi occhi neri. Si gettò sui miei vestiti e con gesti frettolosi cominci a liberarmene, poi rimasi immobile alla sua mercé, avrei voluto muovermi, fare lo stesso con lui ma a Ren non piaceva essere toccato in questi momenti. Così attesi che avesse terminato e che si fosse denudato anche lui, fissai quel corpo magro ed il pallore di quella pelle smorta. Avvicinai il viso e cominciai a posare piccoli baci sulla sua scapola, lentamente verso il collo, vidi la sua pelle accapponarsi ed i suoi muscoli rilassarsi, si stava lentamente abituando al mio tocco. Il suo viso cercò nuovamente il mio e ne fui silenziosamente grato, un'altra regola del finire a letto con Ren consisteva nel lasciare che fosse lui a baciare per primo, mai il contrario.

Quando la sua bocca abbandonò le mia labbra cominciò a scendere verso il mio addome, mi sfuggì un gemito quando sentii la sua lingua bagnare la pelle del mio bassoventre.

- Come siamo sensibili – mormorò lascivamente mentre accarezzava le mie cosce con le mani.

- Io ... - non sapevo cosa volevo dire, la mia mente cominciava ad annebbiarsi sotto le attenzioni di Ren.

- E' da tanto che aspetti? – chiese poi soffiando con le labbra sulla mia erezione – Mark non era poi questo granchè - ridacchiò.

- Ren ... -

Il suo nome mi sfuggì come una preghiera, aveva cominciato ad occuparsi della mia eccitazione, sentivo la sua bocca avvolgermi completamente alternata dalle sue mani. Ren aveva la chiave per il piacere supremo, di tutti gli amanti che avevo avuto nel tempo lui era quello che sapeva davvero come rendere il sesso indimenticabile. Sapeva come toccarmi e dove farlo, persino il momento perfetto in cui farlo, nessuno reggeva il confronto con il mio migliore amico.

Dopo una manciata di minuti stavo gemendo totalmente in estasi, incapace di trattenermi, i brividi risalivano la mia schiena ad una velocità spaventosa, mi aggrappai con le mani alla testiera del letto.

- Che succede piccolo JJ? – mormorò ad un tratto interrompendo i suoi movimenti ed avvicinando la sua bocca al mio orecchio – non riesci più a trattenerti? –

- Non smettere – mormorai – ti voglio da morire Ren ... -

A quel punto rise ancora, una risata bassa e carica di desiderio, si sollevò appena e si sistemò meglio fra le mie gambe, niente avvisi, niente preparazione. Con una spinta forte fu dentro di me, rimasi boccheggiante per qualche secondo ma lui non attese che mi abituassi, semplicemente continuò a muoversi. In pochi secondi la stanza fu riempita dai nostri gemiti, i miei sensi erano al massimo, potevo percepire ogni cosa, la mia pelle bruciava. Mi aggrappai alla vita di Ren con le gambe per cercare di aumentare quella sensazione, poi accadde, sentii l'orgasmo farsi strada nelle mie viscere ormai incapace di trattenerlo oltre. Ren spingeva dentro di me, toccando un punto troppo dannatamente perfetto ed io venni riversando il mio seme nel suo ventre mentre lui dopo poche spinte si liberò dentro di me.

Ad un tratto sentimmo un rumore, la porta si aprì e si richiuse tentamente, ci fissammo ancora troppo dannatamente sconvolti per riuscire a mettere insieme un pensiero sensato. Avevo il suo viso ancora a poca distanza dal mio e cedetti al desiderio di volermi riappropriare di quelle labbra ancora una volta, così mi sporsi.

- No – ringhiò lui scostandosi da me.

Sbuffai e ricaddi sul materasso, ancora crogiolandomi in quella sensazione meravigliosa, Ren invece si mise a sedere recuperando i boxer, li indossò e si diresse verso la porta. Quando la aprì rivelò la figura di Chris, se ne sta immobile come una statua, gli occhi bassi, il viso teso, aveva un aspetto devastato, le cose dovevano essere peggiorate.

- Non pensavo foste qui, posso andare altrove -

Ren lo guidò all'interno della camera, non sembrava far caso molto a dove si trovasse, chissà quale ricordo lontano la sua mente stava vivendo.

- Chris amico mio, non c'è alcun problema, questa è anche la tua stanza – cominciò Ren dopo averlo fatto sedere sul letto di fronte – mi sembra che tu abbia un problema –

- E chi non ne ha ? – mormorò quello con voce smorta.

Il mio amico rise, si sollevò dal letto e andò alla scrivania, prese uno spinello da una bustina e se lo accese tirando una lunga boccata di fumo.

- Mi incuriosisce sapere il tuo problema però ... mi sembra che vada peggio ogni giorno – poi espirò e mi passò il cilindro.

Io feci altrettanto, poi mi sollevai dal letto e lo passai a Chris, quello lo fissò per qualche secondo incerto.

- Sei fra amici Chris – lo rassicurai – dovresti davvero parlarne, ti stai avvelenando –

- La realtà è che qualunque versione io racconti agli altri o a me stesso ne uscirei comunque come un idiota ... sono un perdente – ringhiò e con rabbia prese una boccata di fumo prima di passarlo a Ren – ma la mia dignità, quella non avrei voluto perderla. –

- Non ci si guadagna un cazzo a dedicare la propria vita a qualcuno, amico – continuò Ren – l'amore non esiste ... guardati, come hai potuto permettere a qualcuno di avere così tanto potere su di te? Questa fissa per l'anima gemella non riesco a capirla –

Chris sembrò pensarci per un momento - A me piaceva invece ... credere che forse con il tempo le cose sarebbero andate meglio. La cosa peggiore è che lottare per quel dannato verme schifoso mi piaceva ... -

- Con l'amore finisci male e basta – mormorai – quando mi sono dichiarato al ragazzo che mi piaceva sai cos'ho guadagnato? – quello scosse la testa – un pestaggio con i fiocchi! Quello era il doppio di me e mi ha usato come sacco per la boxe! Mi sono sentito di merda, distrutto, umiliato ... ero pronto persino ad un rifiuto ma quello ... amare ci rende esposti, Chris ... ed autorizza l'altro a calpestarci senza pietà –

Lui mi fissava tramortito, altri ricordi dovevano passare per la sua mente in quel momento, chissà quante volte anche lui era stato calpestato dalla persona a cui teneva più di ogni altra cosa.

- Non tornare indietro Chris – gli dissi – non farti fregare, non farti usare –

- JJ ha ragione – disse poi Ren gettando il fumo e passando lo spinello a Chris, si accomodò accanto a lui sul letto – sei fra amici qui Chris, ci siamo tutti passati prima di te. Nessuno ti giudica debole –

- Gli amici servono a dare coraggio – gli sorrisi – siamo come una famiglia, come una squadra, puoi contare su di noi davvero! –

Era così, mi ero sentito così vulnerabile ed insignificante quando l'amore aveva tradito ogni aspettativa, quando ero sanguinante su quel pavimento. Se non ci fosse stato Ren non mi sarei mai più ripreso, ma con lui al mio fianco tutto era diverso, mi aveva curato. Mi aveva dato l'antidoto per il mal d'amore ed ero certo che avrebbe aiutato anche Chris. Gli amici sono come una famiglia, ma non sono persone che vengono riunite a caso, per un criterio genetico, questo spermatozoo piuttosto che quello. Gli amici si scelgono a vicenda, sono persone leali che sentono un affetto reale per gli altri e si guardano le spalle, su un amico puoi contare sempre e per sempre.

- Ti daremo quello che ti serve Chris – mormorò Ren spegnendo la canna nel posacenere – ricordatelo ... basta chiedere -

Chris non disse niente, si limitò ad abbozzare un sorriso di circostanza, il suo animo doveva essere parecchio combattuto. All'improvviso la porta si aprì nuovamente Vyech era tornato, sospirò forte e si diresse verso la finestra aprendola e facendo arieggiare la stanza, poi mi rivolse uno sguardo furente.

- Vuoi metterti almeno le mutande addosso? – sbraitò.

Io abbozzai un mezzo sorriso – Scusa piccolo Vyech –

- Cos'è che ti scandalizza tanto? – rise Ren – non è la stessa cosa che hai tu fra le gambe? Oh ... scusa piccolo Vyech, ti ho scambiato ancora una volta per un uomo! –

Quello parve irritarsi parecchio, sembrava decisamente incazzato.

- Vyech- Chris si intromise nella discussione – senti ... a proposito di quello che è successo prima ... senti non intendevo dire quello, ho esagerato ... sono soltanto terribilmente nervoso in questo periodo. -

- Lascia perdere – lo interruppe prontamente – se sei incazzato per i tuoi motivi mi sta bene ... ma non farti ingannare dal gatto e la volpe qui presenti, davvero non ti conviene – poi uscì di nuovo sbattendo la porta.

Ren si stiracchiò – Bene, facciamo la doccia ed andiamo Wùxiào – disse infine – stasera faremo un giro con degli amici – annunciò rivolto a Chris – se e quando vorrai sarai il benvenuto –

Recuperai i miei vestiti e lo salutai con un gesto della mano che lui ricambiò, poi mi diressi alle docce con Ren, augurandomi che qualunque male affliggesse Chris presto smettesse di tormentarlo.

TYLER

Avevo dormito di merda quella notte, ci avevo provato con tutte le forze, ma alla fine mi resi conto che nonostante tutto il sonno non sarebbe mai arrivato. Mi tolsi di dosso il lenzuolo con un calcio e nello stesso tempo appurai di essere da solo. Quell'idiota del mio coinquilino era finito chissà dove come il solito, non era raro che non tornasse in stanza la sera, in effetti ne ero molto sollevato. Entrai in doccia spogliandomi degli indumenti che erano diventati sudaticci a forza di rigirarmi in quel letto come una furia.

Mi chiesi quale fosse il problema adesso ... perché non riuscissi a prendere sonno nonostante non fosse successo più niente di grave o sconvolgente.

"No, io e lui ci conosciamo solo di vista."

Le parole glaciali di Chris mi tornarono in mente all'improvviso, facendo capire qual'era stato il problema quel giorno. Non potevo prendermela per niente di quello che aveva detto, era la stessa frase che sarebbe uscita dalle mie stesse labbra se fossi stato abbastanza veloce da rispondere al posto suo, no?

Eppure quel tono mi aveva infastidito parecchio, Chris non si era mai rivolto a me in quel modo ... doveva detestarmi parecchio ed era meglio che fosse così, mi dissi cercando di rincuorarmi. Allora perché continuavo a pensarci e ripensarci?

Uscii dalla doccia coprendomi con il mio accappatoio, tornando in stanza mi resi conto che stava ormai albeggiando ed insieme a quella anche Juri aveva fatto il suo rientro. Lo guardai un istante, chiedendomi ancora una volta dove diavolo trovasse i vestiti che aveva addosso. Era un misto tra una ragazza got e un cantante di qualche band glam-rock ormai in decadimento. Di certo non si poteva dire che uno come lui non si notasse.

Quel giorno aveva l'aria affranta, i capelli più spettinati del solito e due grosse occhiaie messe ulteriormente in risalto dalla matita nera che non abbandonava mai i suoi occhi.

- Che ti è capitato? - parlai senza rendermene conto, capii subito che immischiarmi negli affari di quel tipo non era per niente conveniente, ma ormai era troppo tardi per tirarmi indietro.

Juri era sorpreso, mi guardò come se soltanto in quel momento si fosse accorto della mia presenza in stanza – Oh, ma allora parli oltre a mugugnare con aggressività! Che bellissima sorpresa ... -

Lo fulminai con lo sguardo – Tranquillo, me ne sono già pentito, fa finta che non ti abbia chiesto niente. -

Quello rise appena, aveva una risata bassa e musicale, ma mancava del suo solito smalto, senza la sua iperattività mi era quasi più simpatico, pensai, o forse meno antipatico ...

- Scusami se non sarò fastidioso come sempre, ho avuto una giornata pienissima. -

- Scommetto che deve essere un casino andarsene in giro per negozi di trucchi in periodo di saldi ... -

Juri non se la prese, ovviamente me lo aspettavo, continuò a ridere, adesso stava disegnando qualcosa su un blocchetto – A dire il vero ero occupato in tutt'altri affari ... sembri uno duro tu, ne sai qualcosa di pedinamenti? -

Quelle parole mi sorpreso, mi voltai verso di lui leggermente allarmato – Che cosa? Chi stai pedinando? -

- Beh, soltanto il mio fighissimo professore di Letteratura per cui provo un amore folle e smodato! Peccato che sia bravissimo a scomparire su quella sua auto veloce ... l'ho perso svariate ore fa ... -

- Un professore, eh? Come se non ci fossero abbastanza cliché nella nostra vita ... - commentai, scuotendo la testa – ma lo sai che potrebbe anche denunciarti se se ne accorgesse? -

Juri mosse la mano come a voler scacciare quel pensiero – Bazzecole, se n'è già accorto, Ty-Ty. Ecco perché ha fatto un sacco di giri inutili prima di rientrare nel suo appartamento ... -

Ty-Ty? Ero io quel Ty-Ty? - C-come mi hai chiamato? -

Sospirò forte, affranto – Fa tanto lo sfuggente, mi chiedo perché si prenda la briga di mostrarsi per ciò che non è. So che ha una voglia assurda di saltarmi addosso, almeno quanto ce l'ho io ... dovrebbe smetterla di scappare, fare il prezioso non è una buona cosa, mi eccita ancora di più! -

Ero turbato, mi limitai a sedere sul letto ed infilarmi i boxer.

- Wow, sapevo di avere parecchio da disegnare con uno come te come modello! - sghignazzò improvvisamente quello, facendomi sobbalzare sul materasso.

Chiusi velocemente la cinta dell'accappatoio e lo fulminai con lo sguardo – Soltanto perché ti ho degnato di qualche parola non significa che puoi spingerti fino a questi livelli con me. Non ti conviene tornare ad essere il solito pervertito fastidioso -

- Non sono tornato ad esserlo, in realtà non ho mai smesso – sorrise mostrandomi i suoi denti bianchi e lievemente affilati, poi ci fu di nuovo il buio nel suo sguardo – ahimè, forse non sono il suo tipo, anche se ho sempre pensato di essere un po' il tipo di tutti ... forse lui preferisce i ragazzi muscolosi! In effetti quell'idiota di Lewis ne ha parecchi ... -

Lewis. Sgranai gli occhi, non riuscendo a nascondere la sorpresa che sentire quel nome mi aveva provocato. Ma certo ... Lewis stava con un professore, il pervertito che aveva costretto Chris a frequentarlo. Scott ... Scott era lì?

- Uhlallà, qualcuno qui conosce Lewis! - Juri mi fu letteralmente addosso, mi ritrovai le sue mani strette all'accappatoio, i suoi occhi scuri erano luccicanti di interesse – Dimmi quello che sai, Bradbury! Ti prometto che te ne sarò eternamente grato. -

- E levami le tue mani di dosso! - lo spinsi via, cercando di trattenermi dal farlo letteralmente volare dalla finestra – non me ne faccio niente della tua gratitudine comunque.

- Andiamo! Perché sei così cattivo? - Juri stava frignando alla grande adesso – Perché nessuno vuole darmi una mano a coronare il mio sogno di entrare nelle grazie di Scotty??? -

- Oh, mio Dio ... sei davvero patetico e rumoroso – sbuffai, avevo già mal di testa – Lewis è di South Gate, anch'io vivevo lì, ecco perché lo conosco, non ho altro da dirti, quindi lasciami in pace. -

Fu il suo turno di stupirsi adesso – Davvero? Quindi conosci il mio amico Matty! Matty Reed imparentato con i Wayright di South Gate! -

Quella famiglia non voleva lasciarmi in pace, perfino i parenti di Chris sembravano sbucare ovunque – Di vista. -

- Avete avuto una storia per caso? Anche se forse lui non è il tipo di ragazzo che viene attratto dai buzzurri come te, è più per gli intellettuali ora che ci penso! -

Buzzurro a me? Una storia con Matt? Non sapevo per cosa incazzarmi di più, mi ritrovai ad urlare contro quell'idiota come un forsennato. Che cosa mi aveva detto la testa quando avevo deciso di dare corda a quel tipo?

- E dai! Scusami, stavo solo scherzando. Tu non capisci l'humour! Beh, allora conoscerai anche il cugino di Matt, quello con cui Scott ha avuto una storia ... -

Una storia? - Una storia? Scott lo aveva minacciato! Lui e Lewis non hanno fatto altro che minacciarlo per tutta l'estate, credimi, Wayright non avrebbe mai perso tempo con il tuo professorino pedofilo ... - dissi fulminandolo con lo sguardo. Juri era attento, stava riflettendo.

- Allora devi conoscerlo proprio bene Chris ... - eccoci di nuovo, pensai, alla carica. Scossi la testa brevemente, non potevo cedere su quel punto.

- Era amico di mia sorella, li ho sentiti parlare di Scott qualche volta. Come vedi lo stai soltanto idealizzando ... non è niente di quello che tu immagini possa essere. Scott è un depravato di merda... -

Quello sorrise, c'era malizia sul suo viso – Ed anche io lo sono, in un modo o nell'altro. Scoprirò dove abita, anche senza l'aiuto di Matty ... e quando accadrà diverrò davvero il suo peggior incubo. -

- Stai delirando. - mi vestii velocemente, non ne potevo più di quelle chiacchiere da psicopatico – comunque tocca a te pulire la stanza questa settimana, niente scuse. Vedi di dare un contributo o la prossima cosa che pulirai saranno i denti che ti avrò fatto cadere ... -

Quello deglutì forte – Emh ... certo, non era necessario dipingere immagini così vivide ... -

- Credo che con te sia necessario specificare praticamente ogni cosa. - uscii da lì a passi veloci, era troppo presto per andare a mensa, la biblioteca non avrebbe aperto prima delle otto ... dove diavolo potevo andare? Optai per fare qualche giro di campo, era una strana abitudine dura a morire quella.

In fin dei conti Luis era ancora presente nella mia vita, pensai, con amarezza. Quella routine non apparteneva a me, apparteneva al ragazzo che lui voleva che fossi ... il perfetto soldatino ubbidiente. Mi chiesi dove fosse adesso, se fosse tornato al fronte o se alla fine avesse deciso di occuparsi degli affari interni dietro una scrivania d'ufficio. Chissà se a volte ci pensa a me, mi domandai, provando uno strano disgusto subito dopo. Perché mi importava ancora tanto di lui? Perché non potevo dimenticare quel suo viso alterato dalla rabbia e dalla disapprovazione quando aveva realizzato l'orribile mostro che ero diventato?

Oltrepassai l'angolo davanti così perso nei miei pensieri da non notare la figura che mi veniva incontro, la evitai poco prima che le finissi addosso. Chris. Era lui. Era la mia dannata croce personale. Dentro di me cercai di convincermi di non essere andato lì con il proposito di incontrarlo.

Non dissi nulla, sul mio viso doveva essersi dipinta un'espressione assolutamente neutra, stavo per incamminarmi di nuovo quando la sua voce arrivò fredda e pungente come una pugnalata.

- E così sei tornato a fartela con le donne ... un colpo di classe. -

- Non sono affari tuoi. - ringhiai senza osare voltarmi verso quel viso che trasudava odio da ogni poro, lo potevo immaginare.

- Ed io che pensavo non potessi cadere più in basso di così ... a quanto pare sei bravissimo a scavare oltre il fondo ... -

- Wayright, non credere di essere esentato dai miei pugni soltanto perché ti ho scopato qualche volta – stavolta lo fronteggiai, l'avevo colpito perbene, fu come se gli avessi tirato un calcio in pieno stomaco, ma la sua sorpresa durò ben poco.

- Ne ho presi parecchi, eppure sono ancora qui. - i suoi occhi erano ardenti di rabbia mentre mi fissava con astio – Christine, eh? Ti ci sei messo insieme per questo? Per poter avere ancora un Chris nella tua vita? Uno di quelli socialmente accettabili stavolta ... una donna per cui nessuno ti avrebbe giudicato. -

- Smettila! - ridussi la distanza minima che ci separava prendendolo per le spalle – tu non sai un cazzo di me, non hai mai saputo niente! Credi di potermi leggere dentro adesso, eh? Credi che andare a letto per un mese ti abbia reso la persona più vicina a me? Wayright tu non sei mai valso un cazzo. -

- Perché cambiare città allora? Perché massacrarmi di botte alla stazione? Perché tornare indietro e baciarmi poco prima di partire? - mi spinse via con rabbia, io rimasi a bocca aperta. Non credevo che avrebbe ricordato quel bacio – Perché? Perché prendersi la briga di scomparire dalla tua città natale se non fossi contato un cazzo per te? Perché? -

- Non l'ho fatto per te – ribattei amaramente – tutto quello che ho fatto nella mia vita è sempre stato per lui ... - per Luis.

Chris scosse la testa – Non dargli colpe che non ha, non questa volta. Smettila di rifugiarti dietro il tuo passato di merda, Bradbury. Ti chiederei di essere uomo se non sapessi quanto tu ti senta decisamente più vicino ad un topo di fogna. -

Rimasi immobile, la mia furia stava scemando attimo dopo attimo, guardai Chris, i suoi occhi lucidi per la rabbia, il suo corpo tremante, le mani strette a pugno ...

- Spero che abbia tutto ciò che desideri dalla tua relazione, anzi forse dovrei semplicemente sperare che tu riesca a portartela a letto senza vomitare. - sibilò prima di correre via con la stessa velocità con cui mi era quasi piombato addosso.

Mi sentivo annientato, ancora una volta tornai a sentirmi uno straccio vecchio. Non potevo continuare in quel modo, non ero bravo a subire, eppure l'unico modo che conoscevo per attaccare era quello di pestarlo di nuovo fino a quando non fosse stato al suo posto. Wayright doveva lasciarmi in pace, ma la rabbia che provava nei miei confronti sembrava crescere con il passare del tempo e lo spingeva a reagire in quel modo.

"Tu sei morto per me" aveva urlato pochi giorni prima, ma non era così. Io non ero mai stato più vivo di quel momento per lui.

Concentrati sulla tua vita, concentrati su Christine. Lei è l'unica persona a cui tu possa volere bene adesso ... mi feci forza, giurai a me stesso che non avrei mai più ceduto alle accuse di Chris. Era finita. Io ero l'unico che potesse davvero mettere un punto a quella storia.



ANGOLO AUTRICI:

Rieccoci qui con un nuovo capitolo! Quanta tensione XD Diciamo che si stanno delineando dei presupposti per una storia parecchio tormentata! Da una parte abbiamo due amici ... "diversamente amici" ... avete avuto modo di vedere un altro lato del rapporto fra Ren e JJ e anche di addentrarvi un pò di più nel loro modo di pensare ... Poi un nuovo incontro/scontro fra Tyler e Chris che ormai non riescono a vedersi senza urlarsi contro tutto quello che è rimasto in sospeso fra di loro! Il caro Chris è terribilmente ferito e come abbiamo visto questo ha attirato l'attenzione di un vero "esperto" nella guarigione di cuori infranti! ;) Detto questo fremiamo nel sapere cosa ne pensate XD speriamo che il capitolo sia stato ricco e piacevole e che la storia vi stia catturando! Lasciamo a voi la porola dandovi appuntamento molto presto con due Prof molto particolari ;) alla prossima!
Un bacio

BLACKSTEEL

TVt-3߳

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