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Capitolo 19

Beck's pov
La porta si apre di colpo e lentamente George entra nella stanza. I ragazzi ed io lo guardiamo, ha un sorrisino sulle labbra e gira sull'indice quello che sembra un reggiseno.
Ge: Larry, Mike...
Fa una pausa, ha tutti i nostri occhi puntati addosso, so già cosa vuole dirgli. Tiene fisso lo sguardo su di me.
Ge: Sganciate i soldi, me la sono fatta.
La: Chi? Chi ti sei fatto?
Si lascia cadere sulla poltroncina di velluto in un angolo della stanza.
Ge: Cat.
Tutti lo guardano increduli.
La: Tu cosa?
Mi: No, io non ci credo. Chi mi dice che quello non sia un reggiseno di tua sorella?
Ge: Beh, ormai dovresti riconoscerli quelli di Sarah, so che voi due scopate.
Mike alza le spalle, George tiene lo sguardo su di me; si aspetta una qualche reazione.
Ge: Comunque chiedete a Beck, mi sembra che lui possa confermarvelo, non è così?
Stringo i pugni e serro la mascella, sta solo cercando di provocarmi.
I ragazzi mi guardano.
La: È così Beck? Li hai visti?
L'immagine di ieri sera è ancora nitida nella mia memoria; io che cerco Cat da tutte le parti, Sarah mi dice che è sui gradini, arrivo e mi trovo davanti la scena più rivoltante della storia: quel verme di George che bacia la mia piccola. I nostri sguardi si incontrano e lui poggia la mano sulla sua coscia salendo verso... scuoto la testa.
Be: Io non ho visto nulla.
Ge: Beh, in ogni caso chiedete a lei, vi confermerà tutto.
La: Se lo dici tu ci crediamo... raccontaci un po' qualcosina...
George ridacchia, poggia le mani sui braccioli e butta indietro la testa.
Ge: Beh, vediamo un po'... che devo dirvi? Una bella troia... e poi diceva d'essere vergine... state a sentire a me: sta fingendo.
Ora basta, può baciarla, toccarle la coscia, ottenere il suo reggiseno, ma non può permettersi di parlar di lei in questo modo.
Be: Tu brutto figlio di puttana.
Mi alzo di scatto e gli sono addosso, gli sgancio un paio di pugni in faccia  prima che lui mi colpisca sulla mascella facendomi barcollare.
Si butta sopra di me inchiodandomi a terra e inizia a colpirmi. Il mio labbro inizia a sanguinare.
Mi: Basta George, fermati!
Larry lo prende per le spalle e lo inchioda al muro.
Ge: Io ti uccido Jogia! Ti uccido!
Mike si inginocchia accanto a me e mi aiuta ad alzarmi, mi passo la manica della camicia sul labbro asciugando il sangue che comunque cola denso e mi passo una mano tra i capelli sistemandoli.
Ge: Tientela la tua cagna, non è neanche bella.
Be: Che hai detto?!?
Mi lancio su di lui ma Mike mi tiene per le spalle e mi spinge verso il corridoio,  chiude la porta.
Mi: Non ne vale la pena fratello, guardati un po'...
Mi passo ancora il dorso della mano sul labbro, cazzo non vuole smettere di sanguinare.
Mi: Vieni, cerchiamo Sarah.
Be: Per sentirmi dire che sono un cogline? No grazie.
Mi: Per farti smettere di sanguinare, idiota. Non ho intenzione di farti da infermiera.
Alzo le spalle, Mike mi lancia un occhiataccia, sbuffo.
Be: Beh, d'accordo.
Mi: Penso sia in camera sua.
Percorriamo il corridoio e ci fermiamo davanti alla stanza di Sarah. Mike bussa, dopo qualche istante la porta si apre e c'è Sarah; mi guarda dall'alto in basso, tolgo la mano da davanti alla bocca e torna a gocciolare sangue, Mike le sorride e lei sbuffa.
Sa: Va bene, entrate.
Apre la porta e ci lascia entrare.
Sul letto c'è Cat distesa a pancia in giù con una penna in mano che scrive su un diario; alza lo sguardo dal testo e incrocia il mio, lo abbassa subito.
Ca: Io... scendo a fare merenda. Sarah, ti porto un succo di cocco e ananas?
Sa: Si, grazie.
Si alza dal letto e lascia la stanza, nell'uscire scontra contro la mia spalla, mi lancia un occhiataccia e prosegue.
Mi: Che ha?
Io non capisco, sembra tutto tornato come prima di questa vacanza. Come se qualcuno l'avesse convinta ad odiarmi. Come se avesse cancellato l'altra sera e ieri dalla sua memoria.
Sarah sospira.
Sa: Siete stati tre stronzi.
Prende dal comodino dei batuffoli di cotone, quelli che usa per struccarsi.
Mi: Tre stronzi?
Sa: Tre stronzi.
Be: E perchè?
Prende dalla sua valigia una busta con sopra disegnati dei rossetti, ci fuga dentro.
Sa: Come vi viene in mente di fare una scommessa su chi si scopa prima Cat? È una cosa disgustosa e maschilista; e poi da te, Beck, che sei suo cugino...
Be: Cosa? No! Io non c'entro un cazzo.
Sarah scuote la testa versando il disinfettante sul cotone.
Mi: No, davvero, lui è l'unico che non c'entra. Ha detto che non voleva scommettere.
La mora lo guarda e poi scruta i miei occhi, sa che dico la verità.
Sa: Non è quello che le ha raccontato  mio fratello... le ha detto che voi tre, Beck Mike e Larry, avevate scommesso su chi se la faceva per primo.
Sfiora il taglio sul labbro con il cotone, contaggo la mascella e gemo dal dolore.
Be: Brucia cazzo.
Sa: Un ottima punizione per ciò che hai fatto.
Be: Non è vero, non ho mai scommsso! È stato Georg a proporci la scommessa, ma io ho rifiutato. Io sono davvero innamorato di Cat! Lei è diversa lei è... ah...
Sa: E tu Mike?
Lui abbassa lo sguardo. Sarah sospira. Cala il silenzio, Mike si morde il labbro inferiore, forse è pentito della scommessa.
La mora finisce di curarmi il labbro, poi si alza.
Sa: Vado a prenderti del ghiaccio per la mascella.
Esce dalla stanza con lo sguardo basso. Mike mi guarda, gli faccio segno con la testa di andare, almeno lui che può parlarle...
Mi: Aspettami Sarah...
Esce dalla stanza, resto solo seduto sul letto, accanto a me il diario di Cat.
Butto l'occhio, la pagina accanto è datata 17 luglio... ieri. Non posso fare a meno di leggere le prime parole:

Caro diario,
oggi è stata la giornata più bella della mia vita. Finalmente ho riavuto indietro il mio caro vecchio Beck, quello che era prima di quella sera; quello che mi ha fatto innamorare.

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