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Capitolo 17 alternativo

Ariana's pov
Ora che sono sola, che Matt é a quella noiosissima cena, Cat è al mare con Beck, Jade è da amici e Elizabeth è al cinema con mio fratello, posso salire in soffitta e fare ciò che non ho mai avuto il coraggio di fare in questi 18 anni. Salgo le scale spingendo ad ogni gradino sulle gambe tremanti. In realtà non sono sicura di poterlo fare, di salire e aprire quella scatola facendo riaffiorare quei ricordi; ma è l'unico modo per preparami davvero a quello che accadrà domani, per vedere se posso davvero farcela ad incontrarlo.
Una cosa è sicura: non gli permetterò di entrare nella mia vita e fare ciò che ha sempre fatto. Non questa volta, la posta è troppo alta.
Ecco, le scale finiscono e davanti a me resta solo la pesante porta di legno scuro. Frugo nelle tasche, prendo le chiavi, le inserisco nella toppa e giro. Prendo un respiro profondo e spingo la porta. Odio la soffitta: buia, umida, polverosa, sporca, disordinata... si insomma forse non è stata una grande idea scegliere questa sera come momento per farlo. Forse dovevo aspettare Matt o portarmi Liz o chiedere ad Avan di farlo con me; ma ora è troppo tardi per tirarmi indietro.
Accendo la luce, faccio qualche passo in avati cercando con lo sguardo la scatola e sobbalzo quando sento la porta chiudersi alle mie spalle.
Okay, era solo un po' di corrente.
Individuo la scatola, è infondo sommersa da altre mille cianfrusaglie seminascosta tra il muro e l'angolo del tetto. Mi avvicino, la sfilo dal suo buco e cerco di trovare un po' di stabilità agli scatoloni vicini. Quando tutto sembra in equilibrio mi siedo in terra, con la schiena verso la porta e lo scatolone ancora chiuso davanti alle gambe. Lo tiro verso di me e con la chiave incido il nastro adesivo in maniera da poterlo strappare con facilità e liberare il coperchio che si solleva leggermente a causa delle troppe cose compresse al suo interno.
Chiudo gli occhi e passo una mano sul cartone impolverato.
Ari: Forza, è arrivato il momento.
Sospiro, apro gli occhi e sollevo il coperchio. È un mare di ricordi dolci e memorie dolorose.
La prima cosa che prendo in mano è una maglia, sopra ci sono le 4 facce dei Beatles. Mi ricordo di questa. Era la maglia che Nate (per chi non avesse letto My new life {leggetela} è l'ex fidanzato di Ariana) aveva addosso la mattina in cui sono partita per Boston. Ricordo che me la diede perchè avevo appena regalato la maglia che indossavo a Jennifer. La avvicino al viso e... ha ancora il suo profumo non ostante io l'abbia lavata e poi chiusa in uno scatolone per quasi vent'anni... in realtà tutto sa di lui. Poggio la maglia sul pavimento, accanto a me.
Prendo un secondo oggetto. Tobia, l'asinello di peluche grigio di quando eravamo piccoli. Ricordo che con questo mi faceva ridere quando stavo giù, e poi giocavamo a lanciarcelo da una parte all'altra della casetta sull'albero. Non mi ricordo neanche quante volte è finito nel cortile del signor Welling, e Dio solo sa quante volte la moglie ci avrà rincorso con la scopa e quante ne abbiamo pensate per riprenderlo senza farci vedere. Ricordo che una volta Nate si ruppe una gamba nel tentativo di saltare dall'albero al cortile senza farsi vedere. Sistemo anche Tobia accanto alla maglia.
Tiro fuori il suo profumo D&G, un paio dei suoi boxer ovviamente Calvin Klein, il CD che Harry mi regalò l'ultimo Natale passato assieme, un barattolo di sassi grigiastri del lago dove io e "mio padre" passavamo le vacanze... sul fondo resta un pacchetto di sigarette e una scatola di latta.
Prendo le cicche, le apro e tra le sigarette trovo la piccola chiave arrugginita, la inserisco nella toppa e giro. Si aziona la molla e il coperchio di latta si apre di scatto. Al suo intero ci sono un mare di foto, lettere e bigliettini; poi dispersi dentro ci sono una conchiglia rotta, il bracciale di Jen, un test di gravidanza e un anello.
Sento il cellulare squillare, è il numero di Matt, rispondo.
Ari: Hoy amore.
Mat: Hey piccola, mi sono scordato le chiavi... non è che mi apriresti? Ho provato a suonare ma forse non mi hai sentito.
Ma come? Quanto tempo è passato? che ora è?
Con lo sguardo scorro la stanza, dalla finestrella vedo che fuori è ormai buio. Abbasso lo sguardo sull'orologio da polso: 22:13. Non mi ero accorta che fosse passato così tanto tempo.
Mat: Ari, ci sei?
Ari: Si si, non ti ho sentito perchè emh... mi stavo lavando... sai sono andata a correre.
Butto tutto nello scatolone, tranne la scatola di latta e la chiave.
Mat: Si e allora... vieni ad aprirmi?
Ari: Sisi arrivo, mi sciacquo i capelli e arrivo.
Incastro lo scatolone sotto agli altri.
Mat: Perchè non sento l'acqua?
Ari: La ho spenta perchè dovevo risponderti.
Esco dalla soffitta e chiudo la porta senza fare rumore, scendo le scale con la scatola di latta sotto al braccio e corro in camera.
Mat: Ah, già. Va bene dai, sbrigati che le zanzare mi stanno divorando.
Nascondo la scatola sotto al letto e sfilo la maglietta e i jeans, sciolgo i capelli.
Ari: Allora attacca così finisco di sciacquarmi.
Mat: Oky.
Mette giù il telefono. Lo lascio sul comodino e corro in bagno, tolgo l'intimo rimasto e mi bagno per far sembrare verosimile il mio racconto.
Non so perchè non voglio che Matt sappia che Nate è tornato e che domani lo incontrerò, e certamente se sapesse che ho tirato fuori lo scatolone dei ricordi mi farebbe mille domande e si insospettirebbe.
Nate è stato chiaro: niente Avan, niente Liz e soprattutto non vuole vedere Matt.
Chiudo l'acqua e mi avvolgo nel mio morbido asciugamano bianco. Esco dal bagno e vado ad aprire a Matt.
Mat: Finalmente... stavo pensando di entrare per la finestra del soggiorno!
Ari: Scusa...
Guardo in terra facendo il labbruccio.
Mat: No, non importa.
Si avvicina e mi bacia la fronte, sorrido e gli poggio una mano sul fianco.
Ari: Allora, com'era la cena?
Mat: Una noia mortale, però era fondamentale per la mia carriera e per lo studio. La tua serata invece? Che hai fatto?
Mi stringo nelle spalle.
Ari: Niente di che.
Mat: Beh, possiamo ancora renderla speciale...
Sfiora con le labbra il mio collo.
Ari: Immagino di si...
Mat: Questo allora non ti serve.
Passa una mano sull'asciugamano che mi avvolge, tira leggerment ed esso cade in terra.
Ari: Immagino proprio di no.

Spazio me:
Scusate il ritardo e scusate quest' abominio. In questo periodo però sono stata in sardegna e quindi non ho potuto aggiornare perchè ero in un posto di merda senza internet... scusate :'(

Bye bye :)

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