♕₁₆
16th october
8:37 am
Dentro, Jongin si guardò un attimo intorno, preso da quella curiosità che è normalmente avere quando ci si trovava in un posto mai visto prima, ma non voleva sembrare scortese o invadente quindi provò ad essere discreto.
Si trovava in un piccolo corridoio, abbastanza stretto, sulle cui pareti - bianche con qualche piccolo quadro appeso - si aprivano due porte. La prima sulla sinistra, semiaperta, rivelava il bagno, mentre l'altra sulla destra era chiusa e, presumibilmente, nascondeva la camera da letto del padrone di casa, visto che non c'erano altre porte. Era solo un piccolo trilocale.
In fondo al corridoio si intravedeva il soggiorno e da lì lui riusciva a vedere il televisore e una parte del divano.
Si fermò dopo appena due passi all'interno dell'appartamento, poi si fece improvvisamente timido ed impacciato e lasciò andare avanti Kyungsoo, che gli fece segno di seguirlo fino in salotto. Lì, si accomodarono sui cuscini grigi del sofà e rimasero in silenzio, in evidente imbarazzo.
Il maggiore si sentiva lo sguardo del più piccolo puntato addosso, quindi teneva la testa bassa per non doverlo guardare in volto, ma allo stesso tempo cercava di scrutarlo con la coda dell'occhio.
Alla fine, pure Jongin distolse lo sguardo e sospirò — Ora possiamo parlare, per favore? —
L'altro annuì, ma non disse nulla.
— Bene... — disse, cercando di riorganizzare i suoi pensieri. Non si ricordava una sola parola di ciò che aveva programmato di dirgli, così provò ad improvvisare. Non aveva altra scelta, d'altronde.
— Da dove inizio? — domandò, a se stesso più che a Kyungsoo, sforzando un sorriso che nascondeva un qualcosa di amaro. Aveva davvero tantissime cose da dirgli, e nessuna sembrava essere più importante rispetto alle altre, quindi non aveva un punto di partenza.
— Mi dispiace — mormorò velocemente il più grande, interrompendo il più alto, che ora lo guardava confuso — Non dovevo dirtelo. Ho rovinato tutto, vero? — e provò a sorridere, seppur con malinconia, con il viso ancora rivolto verso il pavimento rivestito da un parquet.
— Cosa? No, no — intervenne subito l'altro, dandogli uno sguardo comprensivo. Sembrava così sconsolato che avrebbe voluto abbracciarlo e stringerlo a sé per vederlo felice di nuovo.
Ci fu qualche altro secondo di silenzio, finche Jongin non continuò: — Penso di provare anch'io qualcosa per te — disse, con una calma che creava contrasto con il cuore del più basso, che aveva accelerato i suoi battiti. Se il minore fosse stato ancora girato verso di lui, invece che osservare un punto non ben preciso sul tappeto davanti al divano, avrebbe visto le sue guance iniziare a colorarsi di una leggera tonalità di rosso.
— Non so esattamente cosa provo — riprese — Ma non penso che avrei aspettato due ore qui fuori se tu non fossi stato davvero importante per me. Importante più di un semplice amico, intendo — e fece una pausa, mentre il cuore del povero Kyungsoo minacciava di uscirgli dal petto in quel preciso istante. Ora era rosso fino alle orecchie. Ma Jongin non aveva ancora finito.
— In questi giorni in cui mi hai ignorato — continuò — ho capito che non voglio stare lontano da te. Quando non ci sei, mi manchi, e non sopporto l'idea di te che stai male. Tu non hai idea di quanto mi dispiaccia per come ti ho fatto sentire e per come ti ho trattato al
bar. Mi sento uno schifo per questo. Sapere che tu sei triste per colpa mia è una sensazione orribile, eppure mi ci è voluto questo per capire quanto tu sia davvero importante per me — ammise.
— Ho intenzione di fare le cose per bene, non voglio più che tu ti senta come la mia seconda scelta —ricominciò — Quindi volevo chiederti de ti andasse di uscire di nuovo con me. Per un vero appuntamento, questa volta. —
E per un attimo Kyungsoo pensò di aver sentito male e che tutto quello fosse semplicemente uno scherzo della sua immaginazione, ma l'altro era davvero lì e stava ancora aspettando la sua risposta - anche se nessuno dei due aveva dubbi su quale essa fosse.
— Q-quando? — chiese, ancora incredulo.
Jongin gli sorrise entusiasta — Che ne dici di oggi? Ti passo a prendere questo pomeriggio verso uhm... le tre? — propose. Non voleva aspettare un solo giorno di più, doveva assolutamente capire se era davvero innamorato del ragazzo che aveva difronte - anche se ad ogni secondo aveva sempre meno dubbi. Si sentiva un idiota per non essersene accorto prima. Aveva sempre avuto la chiave della sua felicità sotto il naso, ma era stato così stupido da non vederlo.
Il maggiore annuì, anche lui sorridendo — Sì — disse — Va benissimo. —
Jongin, vedendolo finalmente sorridere ancora, avvertì di nuovo l'impulso di abbracciarlo, o di baciarlo, addirittura, ma ancora una volta si trattenne. Non l'aveva mai visto sorridere in quel modo, più raggiante che mai, però, nonostante fosse il ragazzo più bello che potesse mai immaginare, era ancora presto per baciarlo. Ma dio se voleva farlo, e non sapeva per quanto ancora sarebbe riuscito a fermarsi.
— Beh, allora io vado — disse, invece — Vorrei mettermi qualcosa di decente prima di oggi pomeriggio — scherzò, riferendosi i vestiti che gli aveva prestato Sehun.
Kyungsoo allora lo riaccompagnò alla porta.
Erano a pochi centimetri di distanza, e questa era l'ultima possibilità che aveva il minore per fare qualcosa. Sentiva tutti i buoni propositi che si era fatto appena qualche secondo prima andare in fumo, mentre una parte della sua testa continuava a ripetergli che non poteva lasciarsi sfuggire questa occasione. Non poteva andarsene senza avergli fatto capire che le sue intenzioni erano serie.
— Non credo di poter riuscire ad aspettare fino ad oggi pomeriggio — disse, prima di portare entrambe le sue mani sui fianchi del più basso e chinarsi verso le sue labbra.
—-
okay, allora, vi avverto già che il prossimo capitolo potrebbe sembrarvi nonsense, ma se leggeste heaven dovrebbe sembrarvi tutto più logico, credo ahah
btw
non c'entra assolutamente niente, ma voi non potete capire quanto tempo ci ho messo per fare tutti tatuaggi quindi, per una volta che faccio qualcosa di decente, lo spammo ovunque. (se sapete chi è avete tutta la mia stima.)
tre giorni della mia vita per disegnare questa cosa, che è grande tipo 5cm. sì, ho molto tempo da perdere.
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