♕₁₂
9th october
2:37 pm
Le parole di Sehun continuavano a girargli nella testa ormai da giorni, erano il suo pensiero fisso fin da quando era tornato a casa dopo il cinema.
Si era seduto sul letto e aveva continuato a fissare il vuoto, per quanto tempo non avrebbe saputo dirlo nemmeno lui.
Kyungsoo era geloso.
Non gli sembrava possibile, eppure era così perfettamente logico.
Lui, invece, cosa provava per Kyungsoo?
Anche questa domanda gli girava in testa da giorni, ma non era ancora riuscito a trovare una risposta.
Certo, con lui si sentiva bene, a suo agio, ma ciò non significava che provasse le stesse cose dell'altro ragazzo.
Doveva ammettere, però, di essersi trovato più volte a pensare a quanto fosse bello il maggiore. E ogni volta, con il suo volto in mente, non poteva evitare di sorridere.
Persino adesso stava sorridendo, pensando a lui.
Allora voleva dire che era innamorato?
Non ne aveva la più pallida idea.
Aveva sempre e solo perso tempo con Sehun, senza mai farsi davvero avanti, che non aveva considerato altri ragazzi.
Forse era il momento di lasciar perdere e andare avanti, perché Sehun sembra essere veramente felice con Luhan. In fondo, era ancora il suo migliore amico, e voleva solo il meglio per lui.
E forse avrebbe dovuto chiamare Kyungsoo e capire se Sehun avesse ragione, ma ci mise un po' a trovare il coraggio.
Alla fine si decise, e ora si trovava seduto sul suo letto con il cellulare in mano, appoggiato contro l'orecchio in attesa che il maggiore rispondesse.
— Pronto? — chiese una voce dall'altra parte dell'apparecchio. Jongin non ne era certo, ma gli parve di sentire una specie di piccolo sbuffo dall'altro ragazzo, e il suo tono era stanco, quasi stufo, e questo lo fece agitare. Probabilmente il maggiore era ancora arrabbiato con lui, ma non riusciva a capire perché.
— H-hey, Soo — rispose lui — Sono Jongin — disse, anche se non c'era assolutamente bisogno.
— È da qualche giorno che non ci sentiamo più spesso come prima... Sei arrabbiato con me? — andò dritto al punto.
Il più basso sospirò - e questa volta Jongin era sicuro di averlo sentito - ma in un modo diverso rispetto a prima. Era più malinconico o triste.
— No — rispose — Non sono arrabbiato con
te. —
Il minore con quelle parole si sentì immediatamente più sollevato, ma era ancora preoccupato per l'altro ragazzo, perché era evidente che c'era qualcosa che non andava.
— Allora cosa ti è successo? —
— Niente — tagliò corto lui.
— No, non è vero. Qualcosa è successo,
hyung — insistette, con tono deciso, che ammorbidì in seguito. — Sei diventato distaccato da un giorno all'altro e non riesco a capire perché. Prima eri sempre dolce con me e mi manca quel Kyungsoo. —
— Jongin, lascia perdere, per favore — disse lui, praticamente supplicando.
Ma Jongin non poteva lasciar perdere e basta.
— E cosa dovrei fare? Far finta di niente? Non posso, hyung. Non so cos'hai, non so nemmeno se ti passerà. Per favore, spiegami. Con me puoi parlare, lo sai — cercò di tranquillizzarlo per provare a convincerlo.
Kyungsoo non voleva spiegargli il motivo del suo comportamento, ma sapeva perfettamente che non poteva nasconderlo per sempre. Non poteva continuare ad ignorarlo senza dargli una ragione: non era giusto nei suoi confronti. Quindi, dopo l'ultimo "per favore" del minore, cedette.
— Tu mi piaci, Jongin — disse, finalmente. Se l'era tenuto dentro per troppo tempo, e per un secondo gli sembrò addirittura un sollievo liberarsi di quel peso. — Ma so che tu non provi le stesse cose — disse, non senza un punta di tristezza.
— E non ti sto chiedendo di ricambiarli per pietà — riprese — Ma più tempo passo con te, più mi innamoro e allo stesso tempo mi accorgo sempre di più di star solo continuando ad illudermi. So che per te sono soltanto un amico, ma a volte mi fai sentire come una ruota di scorta, anche se so che non lo fai apposta — fece una pausa, forse perché si aspettava che l'altro dicesse qualcosa, ma ci fu solo silenzio. — Penso... Penso che mi passerà, prima o poi. Ho solamente bisogno di stare un po' da solo. Scusami — disse, prima di chiudere la chiamata.
Jongin rimase immobile per un attimo, con il telefono ancora accanto all'orecchio.
« Per me sei importante » avrebbe voluto dirgli, ma l'altro non gliene diede il tempo.
—-
la cosa sta andando fuori controllo
(una perla per pochi)
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