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4th october
9:16 am

Kyungsoo si era svegliato abbastanza tardi quel giorno, ovvero dopo le nove, il che era un grande traguardo per lui, che doveva sempre alzarsi presto per andare a lavorare. Ma non quel giorno, perché era il suo giorno libero. Non aveva intenzione di fare assolutamente niente se non riposarsi, ma aveva fame quindi fu costretto ad alzarsi dal letto, anche se con malavoglia, per andare a prendersi qualcosa da mangiare.
Si preparò una tazza di caffè e prese dei biscotti dalla dispensa, poi si sedette al tavolo in cucina.

Stava facendo colazione in tutta tranquillità, quando il suo cellulare, appoggiato sul tavolo, si illuminò.
Lo prese in mano, posando la tazza sull'apposito piattino, e controllò le notifiche.
A scrivergli era Jongin e, leggendo il suo nome, il suo cuore iniziò a battere un po' più velocemente.

9:31 am

Jongin
Hei Soo, hai
impegni oggi?

Serve a poco dire che, dopo quel messaggio, il suo battito accelerò ancora di più, se possibile.
Senza che l'altro aggiungesse niente, lui aveva già iniziato a farsi film mentali su loro due che passeggiavano al parco, per esempio. In realtà, il dove e il come non erano molto importanti, ciò che gli interessava era passare del tempo con lui.

Passarono tre minuti abbondanti prima che Kyungsoo fosse tornato in condizione di rispondere, smettendo di fantasticare.

9:35 am

Kyungsoo
No, oggi è il mio
giorno libero e non
ho nulla da fare.
Perché?

Jongin
L'avevo immaginato,
perché non ci sei mai
al sabato

Jongin
Al bar, intendo

Jongin
In ogni caso, volevo
chiederti se ti andava
di fare un giro

Kyungsoo
Certo, dove?

Jongin
Sinceramente, ancora
non lo so, ho solo voglia
di uscire a prendere
una boccata d'aria per
non rimanere in casa
tutto il giorno, ma non
volevo uscire da solo

Jongin
Ti passo a prendere
alle 12 così pranziamo
insieme?

Kyungsoo
Per me va bene

Gli scrisse l'indirizzo di casa sua e l'altro lo ringraziò, poi spense il cellulare.

Stava praticamente urlando, dentro di sé, e non riusciva a smettere di sorridere.
Per lui andava benissimo, non semplicemente bene, come gli aveva scritto.

Mancavano più di due ore e lui stava già pensando a cosa avrebbe indossato.
Jongin si vestiva sempre benissimo, mentre lui non aveva il minimo senso della moda, quindi doveva impegnarsi almeno un po' o il minore si sarebbe vergognato ad andare in giro con uno conciato come lui si vestiva di solito. Ma, anche volendo, con i vestiti che aveva non poteva fare molto.
Alla fine optò per qualcosa di classico, ovvero una camicia bianca, un paio di jeans e delle adidas.

Decise di farsi una doccia, e usò più shampoo e più bagnoschiuma del solito.
Non era da lui comportasi come una tredicenne al suo primo appuntamento, ma quando si trattava di Jongin perdeva la testa.
Non capiva perché proprio lui. Forse, se l'avesse capito, gli sarebbe stato più facile smettere di perdere tempo con un ragazzo con il quale non aveva neanche una possibilità.
Ma purtroppo non era così e si ritrovava a dover solo guardare il ragazzo più bello - in tutti gli aspetti - che potessi esistere, con la consapevolezza che non sarebbero mai stati più che semplici amici.


12:06 pm

Jongin arrivò perfettamente in orario all'indirizzo che gli era stato dato, che corrispondeva ad un condominio di almeno dieci piani, a suo parere - non si era fermato a contarli.

Si avvicinò alla colonnina del citofono, accanto al cancelletto dell'edificio.
Guardò tutti i nomi dei coinquilini, cercando il tasto di Kyungsoo, poi si rese conto di non sapere quale fosse il suo cognome. Per fortuna c'era un solo Kyungsoo, Do Kyungsoo.

Preferì suonare il campanello piuttosto che mandargli un messaggio, che magari non avrebbe visto subito, o chiamarlo, perché magari aveva il cellulare silenzioso o addirittura spento.

— Arrivo subito — rispose il ragazzo, alzando la cornetta e il minore non dovette aspettare molto prima di vederlo effettivamente arrivare.
Si chiuse alle sue spalle la porta d'ingresso e raggiunse Jongin fuori dal cancello.

— Ciao — lo salutò il più alto.

— Ciao — gli rispose lui, ritirandosi le chiavi di casa in tasca.

Era una situazione abbastanza imbarazzante per entrambi. Non avevano mai fatto nulla insieme, come amici. Non erano neanche mai stati davvero amici. Però, per qualche strano motivo, Jongin aveva sentito come il bisogno di vedere il maggiore. Non lo conosceva bene, ma gli piaceva passare il tempo con lui, perché con Kyungsoo riusciva a parlare liberamente, e sapeva di essere ascoltato.
In realtà, si erano quasi solo esclusivamente sentiti via messaggio, ma sapeva che Kyungsoo lo prendeva sempre seriamente e, le poche volte in cui si vedevano e potevano parlare, gli dava sempre consigli utili con quella sua voce calma che lo rilassava ogni volta.
Era deciso a conoscerlo meglio, perché era sicuro che ne valesse la pena.

Lo fece salire in auto aprendogli la portiera, poi salì anche lui, al posto del guidatore. Diede un ultimo sguardo al ragazzo seduto al suo fianco e sorrise involontariamente, prima di mettere in moto l'auto e concentrarsi sulla guida.


—-
sto facendo fatica a far combaciare tutto con heaven, uff

+ mi sono fissata con taeyong degli nct, aiut

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