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Strade - Capitolo 26

Harry e Louis camminarono verso casa abbracciati. Non avevano proferito parola dopo quello che era successo.

Harry continuava ad accarezzare la mano ferita di Luo che teneva saldamente il fianco del riccio e l'unica cosa che quest'ultimo voleva fare era medicare quelle ferite che indirettamente aveva causato lui.

Louis si godeva del braccio di Harry che lo avvolgeva e intanto respirava quell'odore che gli riempiva il cuore. Quell'odore che era solo suo, l'odore del suo Harry, del suo amore.

Si ritrovarono a camminare in quel giardino vicino casa di Louis dove si erano scambiati quel primo bacio, così desiderato e così inaspettato. Molti ricordi riaffiorarono dalla mente di entrambi.

Louis si sciolse da quell'abbraccio, afferrando la mano del riccio dirigendosi verso quell'albero che era stato spettatore di quelle effusioni che si erano scambiati per la prima volta. Il salice piangente era in piena fioritura e i suoi rami toccavano quasi il terreno. Louis trascinò Harry tra quella vegetazione, che accarezzarono la forma del corpo di quest'ultimo. Mano nella mano, occhi negli occhi, quelli di Harry si mimetizzavano tra le foglie di quell'albero, prendendone ogni identica sfumatura.

Louis fece appoggiare delicatamente il ricco sul tronco e iniziò a far passare i suoi polpastrelli sulle gote arrossate del ragazzo.

Un "Ti amo" uscì dal cuore di Louis, che si avvicinò alla bocca del ragazzo, alle sue labbra così morbide e così calde. Gli erano mancate. Erano solo qualche ora che non si toccavano e ne sentiva la mancanza. Erano fatte apposta per baciarsi. Ogni ruga e ogni curva si adattava perfettamente a quelle dell'altro, come delle cerniere incastrare, ancora una volta si avvicinarono, si toccavano, si amalgamavano, si bagnavano una della saliva dell'altra.

L'aria intorno a loro si stava riscaldando e il vento creava la perfetta atmosfera, facendo oscillare il fogliame del salice. C'era solo la luce della luna a illuminare i loro profili. Le mani di Louis scivolarono lentamente sulle spalle, sul petto e sui fianchi del riccio. Il suo tocco fini inevitabilmente sotto la seta di una di quelle camicie che solo lui sapeva indossare.

Harry rabbrividì sentendo quelle mani su di lui, abbandonò il suo corpo a quelle mani che poco prima erano state aggressive ora, erano dolci e morbide. Una volta slacciati i bottoni della camicia i polpastrelli di Louis iniziavano a disegnare forme sul busto del riccio che gli fecero accapponare la pelle dall'eccitazione. Harry fece scivolare le mani sotto la t-shirt del moro e lo afferrò saldamente per quelle anche che sporgevano delicatamente dal suo ventre e se lo portò il più addosso possibile, petto contro petto, poterono sentire i loro cuori battere uno sull'altro uno PER l'altro.

Le erezioni ormai piene nei pantaloni, Lou slacciò i pantaloni ad Harry liberando il suo membro finalmente illuminato dalla luce della luna. Le mani del riccio avevano superato l'elastico dei boxer di Louis e stavano stringendo la pelle soda e liscia delle natiche del suo ragazzo. Harry capovolse le posizioni, guidando il timone della loro passione. Il moro liberò la sua erezione facendo scivolare i jeans nel terriccio che si trovava sotto i loro piedi. A quel punto il riccio afferrò la coscia del moro e se la porto a circondare i suoi fianchi, portando la sua erezione all'apertura, del suo Louis, di quel meraviglioso ragazzo che si trovava tra le braccia.

I loro corpi si unirono completamente in quel gesto così pieno d'amore, ma così carnale. I respiri si fecero più forti, più desiderosi, una spinta dopo l'altra, si erano presi ognuno una parte dell'altro, ogni parte dolce e ogni parte amara del loro amore.

Presi da quel vortice di emozioni, dalle labbra di Harry uscirono il nome di "Lou" che preannunciò quell'orgasmo così intenso e sentito. A Louis bastò sentir pronunciare il suo nome con quella voce così piena di piacere per venire sul ventre del suo amante. Si scivolano a terra rimanendo abbracciati e a coprirli solo il cappotto nero di Harry che racchiudeva quel momento così intimo.

"Vieni a New York con me".

♪───O(≧∇≦)O────♪

Mer era seduta sul pavimento del bagno mentre si rotolava intorno all'indice una ciocca dei suoi ­­capelli biondissimi. Fissava quel bastoncino bianco riposto sopra al ripiano in attesa di una risposta. In quei giorni aveva pensato al suo futuro e come due semplici righette avrebbero potuto cambiare definitivamente la sua vita. Questa si era già capovolta mettendo piede a Londra e mai e poi mai avrebbe pensato che di lì a tre anni potessero cambiare e succedere tutte quelle cose. Ripensò alla prima volta che vide Niall in aula. Proprio Louis aveva colto la bellezza di quel ragazzo "Mer, guarda quello" e lei rispose con una smorfia non del tutto soddisfatta sull'aspetto del biondino che si era appena alzato dal suo posto. In quel momento non era scattato nulla non c'era stato il colpo di fulmine. Mer non avrebbe mai pensato che alla fine si sarebbe proprio innamorata di quel ragazzo che quel giorno aveva snobbato non degnandolo neanche di uno sguardo più approfondito.
Non pensava che quella risata sarebbe diventata la sua unica ragione di alzarsi al mattino, non pensava che quel positivismo sarebbe riuscita a contagiarla nonostante il suo passato. Non pensava che quell'ironia e quel suo modo di scherzare potesse diventare così indispensabile durante le sue giornate. Lei stessa in quei pochi mesi era cambiata, non era più la ragazza della porta accanto, si era trasformata in quella dolce e scherzosa ragazza che solo pochi conoscevano. Non era più quella ragazza che aveva bisogno di attenzioni perché si era resa conto che tutta l'attenzione che desiderava la stava già ricevendo. Guardò l'orologio e il tempo utile per dare al test il tempo di elaborare la risposta era ormai scaduto. Si prese ancora qualche minuto per fare un riassunto della sua vita, dei pro e dei contro e decidere il modo in cui affrontare la situazione se quel bastoncino, quella mattina avrebbe indicato un "Incinta".
Amava i bambini, ogni volta che ne vedeva uno non poteva far a meno di sorridere e di iniziare a parlare con quella vocina strana, come se stesse cercando di parlare una lingua differente per farsi capire "Amore ma sei proprio un patatino bellissimo" oppure "ma chi è questo cucciolino?" e le capitava sapessimo mentre era in compagnia di Niall che quest'ultimo si aggiungeva a quel coro idiota. Puntualmente quando quel ragazzo iniziava a fare facce e dire cose buffe i piccoli cuccioli iniziavano a ridere, muoversi ed agitarsi.

Aveva quella dote innata di far ridere le persone solamente con la sua presenza. Quel ragazzo sarebbe stato un buon padre, penso spesso la ragazza. Ma la paura prese il sopravvento e iniziò a piangere e singhiozzare e visto l'orario, il ragazzo che dormiva nella camera affianco udì quei suoni e raggiunse la porta del bagno che trovò chiusa a chiave.

"Mer, tutto bene?" chiese Niall al di fuori della porta che si continuava a strofinare gli occhi con il dorso della mano. Meredith non rispose ma continuò a sfogare tutta la paura che si portava dentro piangendo.

"Dai tesoro, fammi entrare, mi sto preoccupando" iniziò a bussare con insistenza il ragazzo sulla porta in castagno. Il rumore di una mandata di chiave avvertì il biondo che aveva ottenuto il via libera per entrare.

Varcato l'uscio vide la ragazza accovacciata sulla tavoletta del bagno con le mani sul viso. Niall si inginocchio sotto di lei e le tolse le mani dal viso.

"Baby, che succede?"

"Promettimelo, che non mi abbandonerai, promettimelo" disse quasi urlando la ragazza sull'orlo di una crisi di nervi. Niall la prese e se la portò a cavalcioni sulle sue gambe e iniziò ad asciugarle il viso bagnato dalle lacrime.
"Promettimi che ci ameremo, anche quando non ci sopporteremo. Non si scappa...mai. Nessuno lascia l'altro qualsiasi cosa succeda" queste erano le richieste che Meredith stava facendo al ragazzo che la stava abbracciando.
"Non si scappa" disse il biondo facendo nascere nel suo viso, quel sorriso che lei aveva imparato ad amare.
"Ci prenderemo cura l'uno dell'altra anche quando saremo vecchi, puzzolenti e cadenti...e se mi viene l'Alzheimer...e mi dimentico chi sei.." e la ragazza fu interrotta dalle parole del ragazzo che finì la frase
"Prometto di ricordarti chi sono io ogni giorno della mia vita e ci prenderemo cura l'uno dell'altra da vecchi, puzzolenti e cadenti.." promise il ragazzo.

Risero e si baciarono per svariati minuti fino a consumare il loro amore sul pavimento freddo del bagno. Mentre riprendevano fiato, Mer prese coraggio e afferrò quel bastoncino bianco. Guardò il risultato e nella sua mente riecheggiava solo la parola INCINTA.

Si accascio sul petto del suo ragazzo e fece uscire quelle parole dalla gola "Sono incinta" che avevano assunto le sembianze di un'eco e continuavano a ripetersi tra le mura di quella stanza. Il silenzio durò qualche minuto e Mer fu sicura di aver sentito il cuore di Niall fermarsi per un'istante.
"Lo chiamiamo Tiger? Come Tiger Woods?" disse il ragazzo, cercando di strappare un sorriso alla ragazza che stringeva tra le braccia.
"Scordatelo" cercò di rimanere seria Meredith ma proprio non ce la fece e inizò a ridere
Il ragazzo si ributtò sopra la bionda e inizio a baciarla prima sulle labbra, poi scese, sul collo, al seno fino ad arrivare alla pacia e iniziò ad accarezzarla e a sussurrare parole, che Mer capì come dialetto irlandese, ma potevano anche essere parole inventate conoscendo il soggetto. Rimase a guardarlo finchè non fini quel monologo e il ragazzo riprese a baciare la ragazza iniziando a sussurrare anche a lei promesse e gioie.

TRE MESI DOPO..

"Lou, venite a cena da noi? Ordiniamo cinese" e invio il messaggio. La risposta non tardò ad arrivare

"Certo bionda, portiamo vino e dolce ;-)"

"Amore, vengono!" comunicò Meredith. Niall si affaccio dalla porta del bagno con in dosso solo l'asciugamano bianco a coprire la sua virilità.

"Glielo diciamo stasera vero?" chiese avvicinandosi alla ragazza.

"Non lo so, volevo aspettare la prossima ecografia"

"eeeh... ogni volta una, aspettiamo la prima ecografia, poi aspettiamo di entrare nei  tre mesi, dai voglio dire a quei due piccioncini che diventeranno zii.." e afferrò Mer per la vita e iniziò a lasciargli dei baci sul viso

"Dai.." bacio sul naso

"Dai.." bacio sul collo

"Non lo so tesoro.. non possiamo aspet.." il viso di Meredith diventò quasi spaventato quando vide che il ragazzo che l'abbracciava stava per afferrare gli occhiali da vista che aveva comprato poche settimane prima, dopo aver capito di non vedere più a un palmo dal naso.

"NON TI AZZARDARE" urlò appena capì l'intento del biondo. Aveva quell'aspetto così da Nerd, così professionale e così arrapante che Mer gli aveva impedito di uscire di casa con indosso quell'oggetto. Non voleva che nessun'altra donna all' infuori di lei , avesse avuto il privilegio di vedere il suo uomo con quell'aspetto. Gli aveva anche fatto il terzo grado quel giorno quand'era tornato a casa con il nuovo acquisto - Dove li hai comprati? Chi ti ha servito? Una donna? Ha flirtato con te?-

Niall rise per giorni, ma soprattutto venne per molti giorni consecutivi. All'inizio pensò che fosse a causa degli ormoni della gravidanza, ma poi capì che quei occhiali dovevano stargli veramente bene.

"Allora? Glielo diciamo? Che dici?" ammiccò il ragazzo con ormai indosso gli occhiali.

"FOTTITI HORAN" disse la biondina dando uno strattone all'asciugamano che aveva indosso il ragazzo, facendolo cadere a terra. Il biondo con un sorrisetto compiaciuto la prese in braccio e finirono per ansimare e godere sul divano.

A distanza di qualche ora il campanello suonó e Meredith andò ad aprire il portone. I ragazzi arrivarono in tutto il loro splendore, Louis con in mano la bottiglia di un ottimo vino bianco e Harry teneva salda tra le mani la cheesecake ai frutti di bosco che aveva fatto con tanto amore.
"E quelli? Da dove sbucano fuori? Sei diventato una talpa?" Disse Louis quando vide Niall con quei suoi famosi occhiali. 
"e sei ancora più figo di prima!!" Continuó Harry, mentre il moro sorrise e annuiva daccordo con tale affermazione.
"Ehi, giù le mani dal mio Nello.. A lui piace la patata, la MIA soprattutto, è chiaro?" Rispose Meredith gelosa e scherzosa "e decido di chiudere qui il discorso, che già mi rimane difficile resistere ogni secondo, nel saltargli addosso.." Confessó quasi imbarazzata.

Risero tutti insieme, Niall più di tutti, compiaciuto da tutti quei complimenti. La serata proseguì tranquilla, parlarono dell'Università, dei professori e degli esami in arrivo, ma anche della loro imminente laurea. Parlarono dei loro sogni e delle loro speranze, cose che erano tutti pienamente a conoscenza dell'altro. Arrivati a quel punto, Louis e Harry si guardarono e decisero che era arrivato il momento. Proposero un brindisi per fare un annuncio. Louis notó subito che qualcosa mancava nel bicchiere di Meredith, il vino. Non ci aveva fatto caso, ma la bionda non aveva toccato alcool per tutta la sera.
"Mer, non bevi?" Chiese il moro quasi sorpreso da quella decisione. Niall e la sua ragazza si guardarono, sorrisero e si diedero un bacio a fior di labbra, di quelli teneri, di quelli che ti fanno
capire che c'è amore in quel bacio. Così Mer afferrò la mano del biondo e alzó il suo calice e fece uscire quelle parole dalle labbra, lisce e fresche come l'acqua contenuta all'interno del bicchiere. 
"Diventerete zii, aspettiamo un bambino" i ragazzi si guardarono per poi alzarsi dalle loro sedie per andare ad abbracciare la coppia che presto sarebbe diventa un trio. Inevitabilmente arrivarono la raffica di domande del premuroso Louis e le battutine sul concepimento da Harry. Dopo qualche minuto di conversazione, era arrivato il momento per gli altri due di fare un'annuncio.
"Harry è stato preso come stagista alla Marvel a New York, ci trasferiremo dopo la laurea."






Buonasera ragazzeeeee

lo so sono in un ritardo mostruoso anche questa volta ma ho sempre poco tempo. Forse mi odierete o forse no, ma questa storia è giunta al termine. Farò l'Epilogo, dovrete aspettare ancora un pò, e poi metterò la parola END. Probabilmente il matrimonio della mamma di Lou non ci sarà in quanto volevo concludere con tutti i personaggi, compreso Zayn e mi rimaneva difficile inserirlo durante la cerimonia.  Vi ringrazio comunque per l'attenzione che date a questa storia continuo ancora a non credere a quante persone abbiano anche solo dato uno  sguardo. DAVVERO GRAZIE. 

Inoltre vorrei dedicare questo capitolo a Tomlinformica che mi ha sempre appoggiato durate la scrittura di questa storia e perchè mi ha fatto un regalo di compleanno bellissimo <3 <3 Ti voglio bene


baciii

Torts.


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