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Istantanee - Capitolo 22

ATTENZIONE: SCENE SI SESSO DETTAGLIATE

Buonasera mie care lettrici!!
Come avete letto in alto, questa volta sento di essermi superata in descrizioni, quindi avrete un capitolo decisamente lungo e molto Hot!!!!avevo ispirazione!!! XD XD
ok, la smetto...
BUONA LETTURA e GRAZIE VERAMENTE A TUTTE QUELLE CHE LEGGONO STELLINANO E COMMENTANO!!!
BACETTIIIII
_TORTS_

Louis

Niall si era addormentato sul divano del salone. Abbracciava saldamente la bottiglia di Jack Daniels mezza finita. Mi ero avvicinato per toglierla, ma dalla su bocca usci un mugugno di negazione, come se quella bottiglia fosse il suo tesoro e nessuno doveva portarglielo via. Sorrisi e la lasciai tra le sue braccia. Intanto stavo risistemando il salone che era completamente a soqquadro. La testa ancora mi girava ma non riuscivo a guardare la stanza piena di sporcizia. C'erano bottiglie di birra ovunque, cartoni di pizza ammassati uno sopra l'altro e patatine sparse e spiaccicate in tutto il pavimento. Intanto Harry era sulla poltrona e stava stranamente disegnando. Mentre afferravo uno dei tanti cartoni di pizza e buttandolo dentro l'enorme sacco nero, gli domandai "Ma lo sai vero che le persone per fissare un'immagine fanno delle foto? Capisco la passione ma come ti va di disegnare a quest'ora? Dopo esserti scolato tutte queste birre??" indicando le bottiglie che aveva lasciato nel pavimento alla destra della poltrona, dove era rimasto seduto per tutta la sera. La sua risposta non tardò ad arrivare

"Punto uno, potrei farti la stessa domanda, sono le 4 di notte, quasi non ti reggi in piedi e stai sistemando; punto due perché fare una foto quando i miei disegni sono più belli?" affermò con il sorriso di uno che sa il fatto suo. Come poteva non farlo? Quella mattina mi aveva detto che la maggior parte dei manifesti illustrati che coprivano i muri dell'accademia erano i suoi. Non rimasi meravigliato in quanto ricordavo perfettamente ognuno di quei disegni e mi ero soffermato più volte a guardarli. Erano fantastici proprio come quelli che gli avevo visto fare.

"Modesto il signorino.." gli dissi facendogli l'occhiolino e sorridendogli. Appoggiò il book sul tavolo di cristallo difronte a lui, mi afferrò il polso e mi tirò a sé facendomi sedere sulle sue ginocchia. Accarezzò il mio viso e le sue labbra rosse e morbide si posarono sulle mie. Approfondii quel bacio, facendo intrecciare le nostre lingue esplorando ogni singola parte della nostra bocca. Le miei mani erano sistemate alla base del suo collo e fu inevitabile farle andare a finire sotto la camicia sbottonata del ragazzo. Sfiorai delicatamente la sua pelle liscia e vellutata e non resistei. Mi staccai contro voglia dall'incroci di lingue per andare a baciare quella pelle perfetta. "Vorrei proibirti di andare in giro con queste dannate camice, se solo non andasse a mio discapito" gli dissi tra un bacio e l'altro che lasciavo delicatamente sul suo petto. La camicia ormai era completamente sbottonata facendomi ammirare il fantastico corpo semi-nascosto da essa. Anche le sue mani erano finite sotto la t-shirt che indossavo. "Andiamocene in camera da letto, prima di fare l'amore accanto al biondo" gli dissi e andammo nell'altra stanza.

Mi spinse all'interno della camera da letto, chiudendosi la porta alle spalle sbattendola. Roteai gli occhi esasperato da quell'azione che continuava a fare nonostante avessi cercato di dissuaderlo nel farlo. "Che c'è, vuoi punirmi?" Chiese il riccio provocando e con lo sguardo malizioso alzando ripetutamente le soppracciglia. Si stava togliendo i suoi skinny e nel vederlo mezzo nudo stavo solo pensando al modo in cui farlo mio

"Hazza non provocare il can che dorme, lo sai che poi è peggio per te.." Dissi lentamente ammiccando a mia volta

"Ah si? Le ultime volte che mi hai punito non ho provato dolore.. anzi, dovresti impegnarti di più Louis"

Disse avvicinandosi, ormai solo in boxer e guardandomi fisso negli occhi. Ero divertito dall' atteggiamento sfrontato e palese del riccio e continuai quel gioco eccitante. Lo afferrai per la vita e lo lanciai sul letto, mi tolsi anche io i jeans che indossavo e mi posizionai sopra di lui avvicinandomi all'orecchio sussurrai

"Mio caro Styles, hai svegliato il cane che ora non vede l'ora di mangiare tutta quella carne che ti porti addosso" gli dissi lasciandogli i segni dei denti nel suo lobo destro.

Mi spostai per un attimo dal suo corpo per aprire il cassetto del comodino per afferrare le uniche due cravatte che avevo e che ovviamente non avevo mai indossato.

"Andiamo ad un matrimonio?" chiese perplesso Harry che non capiva perché stavo prendendo quegli oggetti. "Parli sempre troppo Haz" tornai sopra di lui gli afferrai le mani e le portai sopra la sua testa incrociandole. Presi la prima cravatta e l'attorcigliai intono ai polsi stringendoli con un nodo che quasi fermava lo scorrere del sangue.

"Ok, mi stai legando... Sono sorpreso" disse Harry divertito.

Il suo sguardo andò a posarsi sul secondo pezzo di stoffa e con la faccia da delfino curioso continuò ad aprire quelle morbide labbra "e l'altra a cosa ci serve?"

"Questa serve a chiuderti quella fantastica bocca" dissi sorridendo e mi avvicinai per sfiorare quelle labbra rosa, che continuavano a chiamarmi per farsi baciare. Gli afferrai le mani legate costringendolo ad alzare il busto per rimanere seduto. Presi la seconda cravatta "Mordi" gli ordinai, obbedì al mio ordine e legai la stoffa dietro la nuca. Il ragazzo mi guardava con occhi sorridenti ed eccitati allo stesso tempo. Appoggiai una mano sul suo petto e lo invitai a sdraiarsi.

"Ora non ti muovere e goditi questo momento" gli dissi e iniziai a lasciargli dei baci sulla fronte, sulle guance, sul mento, lasciai dei piccoli morsi sul collo fino ad arrivare ad un capezzolo, a quel capezzolo che avevo intravisto per tutta la sera, grazie alla stoffa di quella camicia decisamente troppo trasparente per far vagare l'immaginazione. Glielo succhiai per poi morderlo più voglioso. Ero eccitato nel guardare Harry abbandonarsi ai miei baci e il fatto che avesse mani e bocca bloccate, mi faceva aumentare la voglia che avevo di farlo mio. Continuai a baciare il suo corpo, i suoi addominali scolpiti e iniziai a giocare con il suo ombelico, leccandolo prima nel bordo per poi inserire la lingua al suo interno roteandola. Lo sentii irrigidirsi sotto il mio tocco, iniziava ad avere il respiro corto e il suo addome si gonfiava e sgonfiava più velocemente. Con il viso mi avvicinai al suo membro, pronto ad esplodere alla stretta di quei boxer neri. Sfiorai il naso sulla pretuberanza ancora coperta dai boxer quando dalla bocca del riccio usci una frase indecifrabile, ma avevo capito cosa voleva e non l'avrei di certo deluso.

"Tesoro, devi stare in silenzio e fare ciò che ti dico.." gli dissi dolcemente, tornando all'altezza del suo viso, mordendo una di quelle labbra.

Mi tolsi la t-shirt nera che ancora indossavo e tornai a sfiorare il suo membro, afferrando quell'elastico con la scritta "Clevin Klein" e facendoli scivolare verso il basso, lentamente, liberando il suo frutto del desiderio. Il mio desiderio di sentirlo intorno a me. Non resisti un minuto in più ed iniziai a baciarlo e leccarl­o sulla sua lunghezza. Tornai sulla punta e iniziai a leccarla sentendola già bagnata da quel sapore amaro del liquido pre-seminale. Con la lingua continuai a tracciare dei movimenti circolari. Il piccolo sotto di me emetteva dei versi eccitati, muovendo il bacino verso la mia bocca invitandomi ad inglobarlo completamente all'interno. Bloccai con le mani il suoi fianchi

"Devi stare fermo piccolo.." gli dissi guardandolo negli occhi e continuando a giocare con la sua erezione. Me lo portai tutto in bocca, sentendo la sua punta toccare la mia gola. Continuai quel movimento per un po', finchè capii che se avessi continuato, quella divertente partita, sarebbe terminata. Allora liberai il membro dalla morsa vogliosa e calda della mia bocca.

"Ora girati.." gli dissi sempre con un tono pacato, anche se ero tutto tranne che calmo. Il mio amichetto era al limite. Mi tolsi i boxer rossi che ancora indossavo e diedi qualche colpo per alleviare il dolore. Harry era prono, "Mettiti in ginocchio e poggia il peso del corpo sugli avanbracci" e lo aiutai poggiando una mano all'altezza del suo ombelico e lo sollevai leggermente. Portai la mia bocca al livello della sua apertura e iniziai a leccarla, inserendo la lingua. Continuai aiutandomi anche con l'indice della mano, entrando e uscendo da lui. Inserii anche un secondo dito iniziando a sforbiciare all'interno di lui. Harry continuava a emettere gemiti di piacere che venivano strozzati dal pezzo di stoffa che aveva tra i denti. Era ormai pronto per me e non aspettai un minuto in più e inserii il mio membro nella sua apertura. Appoggiai le mie mani nelle sue cosce spingendolo verso di me, con movimenti sempre piu veloci, toccando il suo fascio di nervi. Buttai la testa all'indietro, abbandonandomi a quella sensazione di piacere ed estasi. "Vieni per me, Harry" gli dissi e il riccio che tenevo tra le mani, ormai al limite, emise un gemito più forte e prolungato e venne completamente nelle mie lenzuola. Io ero al limite e sentendolo godere, diedi le ultime stoccate e mi riversai all'interno della sua apertura. Uscii da quella zona così accogliente e così mia. Snodai la cravatta che aveva sulla bocca e si buttò nel letto sulla schiena esausto. Mi misi sopra di lui e iniziai a baciarlo. Mi erano mancate quelle labbra così morbide, così perfette e anche quelle, così dannatamente mie. Continuammo a baciarci ancora per un po'

"Lou.. scioglimi anche le mani che voglio toccarti" Mi disse con occhi dolci e con un tono di voce molto rilassato e pieno di dolcezza. Non potei non accontentarlo. Non appena ebbe le mani libere, le portò sul mio viso e iniziò ad accarezzarmi affondandole tra i miei capelli, baciandomi ancora. Le nostre coccole furono interrotte dal suono del campanello.

"E chi diavolo è ora?" dissi sbuffando lasciando un altro bacio sulla fronte del ragazzo accanto a me. Mi alzai, afferrai i boxer e li indossai. Stavo per abbandonare il letto, quando Harry mi afferrò per il polso bloccandomi e si avvicinò a me.

"Se vuoi posso evitare di andare in giro con le camicie sbottonate, ma non mi puoi proibire di sbattere le porte, perché vorrebbe dire rinunciare a fare l'amore in questo modo fantastico con te... quindi.. ehm.." iniziava ad impappinarsi e nonostante la stanza era illuminata solo dall' abat-jour potei vedere le sue guance diventare rosse. Il campanello suonò ancora una volta e più insistentemente.

"Quindi?" dissi ridendo, divertito da quel ragazzo che fino a qualche minuto prima faceva lo sfrontato, mentre ora era imbarazzato e continuava a mordersi la bocca e giocando con le lenzuola di seta. Mi sembrava di rivedere Doris quando incontra qualche nuova persona che non conosce e vergognandosi, si nasconde tra le gambe di mamma portandosi il pollice in bocca. Cavolo se mi mancava la mia famiglia. Ma i miei ricordi furono interrotti da quel moretto che mi ritrovavo di fronte

"Quindi Lou... ehm.. magari stiamo correndo troppo.. però...bhè...insomma... io... tu, FANCULO, LOUIS VORRESTI ESSERE IL MIO RAGAZZO?" affermo di colpo, spazientito da quel' emozione che gli impediva di tirar fuori le parole che tanto voleva dire. Ero spiazzato, ma allo stesso tempo al settimo cielo e lo si poteva vedere dal sorriso da ebete che avevo stampato in volto.

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