Cose che non ho - Capitolo 13
Eccoci qua tesori con un nuovo aggiornamento.. che mi serviva assolutamente per tirarmi su dalla mia crisi esistenziale, che mi stanno facendo venire quei scemi... tra il tuor, i nuovi BELLISSIMI, FANTASTICI E GIOIOSI momenti LARRY, mi sono fottuta il cervello. Buona lettura! non dimenticate di votare e lasciare commenti! _Tortinss_
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HARRY
“Harry che vuoi? Lo sai che a quest’ora sono a lavoro!” disse Zayn dall’altra parte del telefono.
“Lo so, ma ho bisogno di te” dissi con la mia solita voce da cucciolo per farlo addolcire.
“E’ successo qualcosa, mi devo preoccupare?” disse con tono più pacato.
“Le mie solite paranoie..”
“Lo sai che hai vent’anni vero? Vieni da me alle sette. Porta tanta birra e senti quel tuo amichetto spacciatore se ha un po’ di erba per me.”
E riattaccò. Sempre il solito. Lui cucinava e io dovevo sempre fare le cose illegali.
Che astio. Era uno dei migliori amici che abbia mai avuto.
L’avevo conosciuto dal mio tatuatore di fiducia. Quando andai lì circa un anno fa, aveva iniziato a lavorare da poco. Era di qualche anno più grande di me, anche a lui piaceva disegnare, un altro genere dal mio, molto più new school, ma era molto bravo. Mi fece le due rondini che avevo sul petto quasi all’altezza delle spalle e da li fu un susseguirsi. Io gli portavo i disegni e lui me li tatuava, permettendosi a volte di fare qualche modifica.
Durante gli appuntamenti abbiamo iniziato a parlare e a diventare amici, diciamo che all’inizio ero più che altro il suo contatto per la droga, visto che il tipo che mi scopavo aveva l’erba più buona di tutta Londra. Con il passare dei mesi avevamo istaurato un bellissimo rapporto.
Pensandoci, il fatto di dover chiamare Nick, per chiedergli la merce mi scocciava un po’. Era un mesetto che non ci sentivamo, non che fosse mai stato nulla di serio, solo sesso. Ero più che altro il suo giocattolino e all’inizio mi andava bene, ma con il passare del tempo capii che volevo cercare qualcosa di più del sesso. Mi ero stancato di lui, volevo una relazione più stabile che con Nick non avrei mai avuto.
Sapevo di dovere un favore a Zay quindi lo chiamai.
“ehi Nick, ti dispiace se passo, è per Zayn..”, gli dissi
“ehi Schizzo, è tanto che non ti fai sentire, passa, sono qui che ti aspetto!” e riattaccò. Che palle. Ma perchè mi devono tutti chiudere il telefono in faccia oggi?
Entrai in casa di Nick e, come pensavo, non perse tempo. Mi prese la mano e mi trascinò in salone e mi afferrò per i fianchi.
“Nick, fermati, sono passato solo per Zayn.”, dissi freddo. Ma lui non si arrese. Iniziò ad accarezzarmi i capelli e si avvicinò veramente troppo alle mie labbra.
“Mi frequento con un altro, per favore, mi dai l’erba e la smetti di appiccicarti come una ventosa?”
“ah.. chi è sto tipo?”, chiese geloso
“non sono affari tuoi” sbottai. Tirò fuori dalla tasca dei pantaloni la merce, gli tolsi la bustina dalle mani, lasciai i soldi sopra il tavolo.
“E non chiamarmi più Schizzo!”, sbottai e me ne andai sbattendo la porta alle mie spalle. Dovevo assolutamente parlare con Zay, non mi va di fare più questa cosa. Non so neanche perché gli ho detto che mi frequento con un altro. Volevo frequentare Louis ma era veramente troppo presto per ipotizzare una cosa simile.
Passai da casa a farmi una doccia calda cercando di scacciare qualche pensiero ma non funzionò. Andai a comprare le birre e poco dopo ero a casa di Zayn. Quella sera ordinammo delle pizze e ci sedemmo nel divano di pelle nera in salone. Iniziai a raccontargli di Louis e della fantastica notte che avevamo passato. Poi passai alla mia preoccupazione più grande.
“e poi c’è quella troietta bionda che gli ronza sempre attorno…e come lo guarda poi…” dissi preoccupato
“Harry, non è che tutte le volte si ripete quello che è successo con Liam…e poi dai…parliamoci chiaro, glielo hai ficcato in culo…”
“va bè..che c’entra..” dissi alzando gli occhi al cielo
“eh no caro, c’entra, da retta a un etero..”, bevve un sorso di birra e continuò, ”se lo fa mettere in culo, quindi sta pur sicuro che la patata non gli piace”, e risi.
“non è comunque detto, magari non l’ha mai provata…e sai...”, bevvi anche io un sorso di birra e continuai, “finchè non provi non puoi sapere”, e gli diedi una pacca sul ginocchio. Quella battuta non era riferita solo a Louis ma anche a Zayn, lo stuzzicavo solo perché mi piaceva quando si incazzava. Aveva quell’aria da “delinquente”. Poi, si lo ammetto, me lo sarei fatto molto volentieri.
“Harry Edward Styles…ti mando fuori di casa a calci in culo…se ti azzardi a fare un’altra di queste battute..” disse serio sferrandomi un calcio nello stinco. Scoppiai in una risata fragorosa. Mi tornò in mente Louis, le porte prese a calci, e il culo. Oddio, il suo culo. Avevo voglia di inviargli un messaggio. Cercai il mio telefono.
“Merdaaa… ho lasciato il telefono a casa” esclamai
“Se ti serve usa il mio” mi disse Zayn
“No va bè volevo inviare un messaggio a Louis” dissi sconsolato.
“Dai glielo manderai domani...” mi disse e nel frattempo stava preparando la mista per la canna.
“Ma la vuoi smettere di fumare quella merda?”, ero stanco di vederlo sempre fumare quella robaccia.
“Ehi, non rompere...”, con un gesto veloce ed esperto, arrotolò la cartina contenente il mix di tabacco e erba, leccò la parte con la colla e la chiuse, prese l’accendino sopra il tavolino, accese e aspirò. Mise la bocca a forma di O e iniziò a fare uscire il fumo con la forma di un cerchio.
“Finisco questa e usciamo a bere ok?” mi disse Zayn, con aria rilassata. Io lo appoggiai, volevo bere.
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