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Corpo a Corpo - Capitolo 18

Dopo quel fantastico ed ennesimo amplesso che avevamo avuto, eravamo finiti per addormentarci sul divano. Fui svegliato dal suono di un messaggio.

Da Niall:

"Ehi Lou, non ti ho visto a lezione questa mattina e non c'era neanche Meredith. Tutto ok?"

"Cazzo" esclamai. Mi alzai dal divano, dove Harry stava ancora dormendo. Era una meraviglia. Non so cosa stava sognando, ma stava sorridendo. Speravo che stesse sognando me. Lo coprii con il plaid e mi dispiacque un po' nascondere quei suoi pettorali scolpiti. Andai in cucina per prepararmi un thè e rispondere a Niall.

Da Louis:

"Devo parlarti Niall. Passa a casa mia questa sera, ceniamo insieme."

Inviai e aspettai una risposta di Niall che non tardò ad arrivare.

Da Niall:

"Ok. Porto la pizza! Bellaa."

Dovevo parlargli e raccontargli quello che era successo anche se sapevo che avrebbe fatto del male ad entrambi anche solo parlarne. Non potevo evitare il discorso con lui soprattutto dopo la discussione che avevamo avuto la sera prima. Il bollitore iniziò a fischiare e guardai l'orologio. Erano le 12.30 e avevo un sonno tremendo. Preparai una tazza e me ne andai in terrazzo a fumarmi una sigaretta. Non ne avevo fumate più da quando eravamo usciti dal locale con Meredith e Niall. Aspirai il primo tiro, appoggiandomi al muro. La mia testa iniziò a pensare di tutto, dalla reazione che avrebbe potuto avere Niall a quando avrei rivisto Meredith. Speravo con tutto me stesso che Niall non se la prendesse con me perché mi sarebbe dispiaciuto veramente molto. Ero sicuro che ci saremmo potuti divertire insieme e perché no, anche con Harry. Sarebbero andati molto d'accordo quei due giocherelloni. Per quanto riguarda Meredith, per il momento non volevo parlarci, avrebbe dovuto prima rendersi conto di quello che ha fatto e dell'atteggiamento strafottente che ha avuto nei miei confronti.

Poi pensai a Harry, come ormai capitava da due giorni a quella parte. Perché era sempre il mio pensiero fisso? La mia vocina interiore inizio a parlare "ti stai innamorando, Louis..".

Naaaa, non era possibile, non mi sono mai innamorato di nessuno, "che fosse la volta buona, non credi? Sarebbe anche ora..", Continuava a mettere il becco quella vocina odiosa. Però non aveva tutti torti, tutto quell'imbarazzo al primo appuntamento, quell'energia durate il sesso e quell'eccitazione che me lo faceva venire duro solo guardandolo, quella sensazione di agitazione allo stomaco che non ti fa respirare, non erano emozioni che avevo mai provato in precedenza. Le mie storie erano cose passeggere e senza troppo importanza. Se dovevo scaricare un ragazzo non mi facevo troppi problemi, come mai e poi mai sarei corso dietro a un ragazzo che scappava da casa mia in piena erezione.

Invece lui mi aveva fatto venire subito l'istinto di andare a riprendermelo, come se fosse una cosa di mia proprietà. Volevo starci insieme per tutto il giorno, mesi e anni. Mi sentivo libero e bene con me stesso come non capitava da molto tempo. Quando iniziavo a parlare con lui, le parole uscivano fuori come un fiume in piena senza incontrare nessun ostacolo. Poi la frase che mi aveva detto prima del coito mi sciolse il cuore. Ma allo stesso tempo avevo paura. Paura di farmi prendere totalmente da un'altra persona, dipendere da essa e non dover pensare più solo a me, ma abituarmi a dire anche la parola NOI.

Stavo per rientrare e vidi Harry che era al tavolo del salone e stava disegnando. Strano. "ehi, che disegni?"

"Te" mi disse guardandomi con quello sguardo da cucciolo che adoravo. "ma non hai altri soggetti? Mi imbarazza questa cosa.." gli dissi arrossendo. "Se vuoi continuare a frequentarmi dovrai abituarti, non credo ci siano altri soggetti più belli e sexy di te mentre fumi quella dannata sigaretta" disse non riuscii ad evitare di avvicinarmi e lasciargli un bacio.

"odio questo odore.. ma addosso a te è così arrapante.. " si morse il labbro inferiore guardandomi e tornò a fare le ultime sfumature al disegno.

Mi aveva ritratto mentre ero appoggiato con la schiena alla finestra, gamba alzata con il piede che poggiava sul vetro, in una mano la tazza della mia squadra preferita, i Doncaster Rovers, mentre nell'altra tenevo la sigaretta che avevo appoggiato alla bocca e stavo inalando il primo tiro. Come al solito aveva disegnato tutti i dettagli, le scritte sulla tazza, le pieghe dei boxer e il fumo proveniente dalla sigaretta. Era dannatamente fantastico.

"Vuoi qualcosa da bere? Thè, caffè.." gli chiesi.

"Mi basti tu.. " mi rispose e non potei far a meno di sorridere a quella testa piena di ricci. "Smettila di fare il mieloso.." e gli sferrai un pugno nel braccio. "aah adesso mi dici di smetterla, eh? ma ieri mentre te lo succhiavo non mi sembrava che volessi fermarmi..." mi rispose dirigendosi verso il bagno e muovendo quel culo che non vedevo l'ora di penetrare. Chiuse la porta sbattendola.

"Harry.." lo chiamai dal salone e non ricevetti risposta, finchè non lo sentii riaprire e richiudere con forza la porta. Ancora.

Si stava dirigendo verso di me che stavo in cucina preparando sia un caffè che un thè, visto che il signorino non mi aveva risposto su cosa avesse preferito bere. Appoggiò le sue mani sui miei fianchi e iniziò a baciarmi il collo succhiando leggermente la pelle a ogni bacio. Finii di preparare le bibite e mi girai verso di lui, lo afferrai per il collo e lo feci andare a sbattere contro il frigorifero. Con la pressione del corpo aveva premuto il tasto che attivata espulsione di ghiaccio che andò a riversarsi contro la sua schiena, facendolo gemere dall'inaspettata sensazione di freddo. "Harry, cosa non ti è chiaro, nella frase - continua a sbattere le porte di casa mia e te lo ficco in culo fino a non farti camminare-?" Gli dissi lasciando il suo collo dalla morsa della mia mano, spostandola verso i suoi genitali e afferrando i suoi testicoli strizzandoli quel che basta per tenerlo in pugno.

"Louiss.." disse con voce eccittata e allo stesso tempo affannata "se me lo dici così, non vorrò più camminare per il resto della vita" in men che non si dica, mi portati una sua gamba sopra la mia spalla, portai due dita sulla sua bocca facendogliele leccare e le inserii nella sua apertura. "sei pronto per me, piccolo?" domandai e non aspettai la risposta e si ritrovò la mia erezione pompante dentro le sue natiche. Fu qualche minuto di puro godimento mentre il più piccolo urlava il mio nome ogni volta che toccavo il suo punto. "oddio Louis, sfondami ti prego" era quello che diceva mentre io stavo facendo uscire il mio lato aggressivo, che di solito se ne stava lì in disparte. Ma con Harry anche questo era diverso. Anche il sesso era diverso. Mi desiderava e io lo desideravo con tutto me stesso. Entravo e uscivo dal suo corpo velocemente e sentivo che stavo per venire e anche lui era al culmine. Si curò la sua erezione e il suo seme andò a riversarsi sul suo membro, mentre io lo riempivo del mio. Ci accasciammo a terra esausti da quella "sveltina violenta" che ci aveva assorbito tutte le energie che avevamo in corpo.

"Allora cosa vuoi, thè o caffè?" gli chiesi ancora con il fiatone, lasciandogli un bacio sulla fronte.

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Buonasera ragazze, auguri a tutte in ritardo! =) Allora che mi dite di questa toppata? Con questo Lou aggressive che mi ispira da morire xD non so come mi è uscita.. ma ne sono molto soddidfatta! Su ragazzeeeee commentateeeeeee anche uno piccolino non vergognatevi voglio sapere le vostre opinioniiiii... fate contenta la vostra Tortss no??? bacii a tutteeee <3 <3

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