Colpo di Pistola - Capitolo 10
Tutto il locale si era girato a guardarmi. Ma ero esploso.
“Mer, che cazzo? Sei scema?”, avevo urlato contro Meredith che mi aveva appena detto cosa aveva combinato la sera prima. Non solo si era portata a letto Zayn quella sera, ma aveva incontrato Niall in un locale e erano finiti nel sedile posteriore della sua auto.
“Dai non venirmi a fare la morale, Lou, tu ti sei fatto sbattere da “camicia sbottonata” nel giro di qualche ora”, esclamò un po’ offesa.
Bè, non aveva tutti torti.
“Io almeno mi sono fatto sbattere più volte dalla stessa persona Mer…”, contrattaccai.
“Ah.. più volte eh?”, domandò compiaciuta e curiosa Mer. Abbassai lo sguardo un po’ imbarazzato.
“Non cercare di cambiare discorso…”, e la guardai con sguardo serio, ero arrabbiato. Non si doveva comportare da troietta, già non aveva una bellissima reputazione e questo fatto sicuramente non l’avrebbe resa una santarellina.
“Adesso cosa pensi di fare?”, domandai con tono accusatorio.
“Non lo so Lou, non lo so..”, rispose scocciata, “Zayn è un bravo ragazzo, mi piace, è bello, simpatico, un po’ taciturno e tenebroso.. e questo mi eccita da morire..”
“Mer..”, gli dissi e feci una smorfia, di disapprovazione.
“eh, ma è vero!”, esclamò facendo l’occhiolino e abbozzando uno sguardo angelico che in quel momento proprio non le si addiceva, “Sei palloso oggi eh…le SCOPATE..”, alzò il tono della voce quando pronunciò quella parola e continuò, “ti hanno irrigidito..??”.
Adesso mi stavo veramente irritando.
“ La vuoi smettere con queste battutine Mer? Stavamo parlando seriamente e io volevo aiutarti a risolvere un problema, ma se non interessa a te figuriamoci a me…non sono mica io quello che passa da troia…”.
Forse ero stato un po’ duro, ma era vero. Andavo fuori di testa quando faceva cosi. Non poteva sempre prendere tutto alla leggera. Ormai aveva ventitre anni ed era ora che iniziasse ad usare quella testa bacata.
Mer abbassò lo sguardo, eravamo seduti in un tavolino uno di fronte all’altro e stavamo mangiando un boccone. Allungai una mano per prendere la bottiglia d’acqua e Mer me la bloccò e l’appoggiò sul tavolo tenendola stretta.
“Scusa Lou, hai ragione…le battutine le facciamo dopo”, disse in tono calmo, “credo che parlerò con Niall e gli dirò che è stata solo una cosa da una sera…lo sai non mi fido di lui.”, mi confidò.
“Ok, anche se sai che secondo me potresti dargli una possibilità…fa però quello che ti senti..” Vidi Mer guardare alle mie spalle e mi sentii qualcuno da dietro che mi posò le mani sugli occhi. “Oddio.. chi è?” domandai.
Non rispose nessuno. Staccai la mano da quella di Mer e la portai con l’altra a toccare le mani che avevo sugli occhi. Erano delle mani grandi, da uomo e con qualche anello. Era Harry, ero sicuro, anche il profumo, Tom Ford, era il suo. Mi sentii il viso accaldarsi e sfoderai un bel sorriso.
“Mer, è Harry vero?” e nessuno rispose, ancora una volta. Allora mi alzai e tolsi le mani dal mio viso, facendo un po’ di forza.
Era bello come il sole, esattamente come quella mattina.
“Ehi Lou..”, mi disse.
Mi mise una mano dietro la schiena, mi avvicinò a se e mi lasciò un bacio veloce sulle labbra.
“Ehi splendore, ciao. Che ci fai da queste parti?”, chiesi.
“Ti ricordi che frequentiamo la stessa università, vero??” affermò giustamente. Nel frattempo mi ero ricordato che c’era Meredith che stava assistendo a quella scena, alle mie spalle. Appena mi girai “Ehi Mer, lui è Harry”, e iniziai a ridere. Aveva gli occhi fissi su di Harry, ed era rimasta realmente a bocca aperta. Le feci il gesto di chiudersi la bocca e lei si riprese dalla trance. Balzò dalla sedia, si avvicinò ad Harry e le allungò la mano per presentarsi. “Si, lo so.. il piacere è tutto mio, Harry”, e sbattè le palpebre ripetutamente. Come al solito non perse tempo, si avvicinò e gli lasciò due baci sulle guance e colse l’occasione per strusciarsi un pò. Scontato. Harry annuì e fece apprezzamenti sui suoi lunghi capelli biondi. La guardai in cagnesco e allora, infastidito, dissi, “Mer, lui è off-limits per te, sia ben chiaro!” dissi con tono serio, anche se le sorrisi.
“Per mio grande dispiacere…lo so Louis”, ammiccò e si sedette.
“Siediti con noi”, invitai Harry.
“No Lou, tranquillo”, disse facendomi l’occhiolino e si avvicinò al mio orecchio, “avevo solo voglia di darti un bacio…e toccarti il culo”, e prese tra le sue mani un mio gluteo e lo strinse con forza e io sobbalzai leggermente.
“E ricordati che le devi dei soldi, quindi inizia pagandogli questo pranzo”, fece riferimento alla scommessa. Mer capì la frecciatina di Harry e per poco non si strozzò con il boccone che stava masticando. Che adorabile stronzo.
“Ci sentiamo dopo”, gli dissi e gli lasciai un bacio sulla guancia.
“Ciao Meredith, è stato un piacere”, la guardò con aria soddisfatta e se ne andò.
“Ma che gli hai detto della scommessa?”, esclamò Mer in tono interrogativo.
Io intanto stavo ripensando ancora una volta, alla notte passata. Non le risposi.
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