Chapter Three;
«No, no, stop!» le parole di Seo Joon seonsaeng-nim, riecheggiavano nella stanza, assordando sia me, che il belloccio qui difronte. «Riprovate!» ordinò subito dopo, appoggiando entrambe le gambe sul banco - che usava come poggiapiedi/tavolino - ed assumendo una posizione, stile pensatore.
Mi schiarii la voce, mentre, sotto lo sguardo tutto punto di Jae Ho, do uno sguardo veloce al copione, che tengo fra le mani.
«Su, sbrigati, piccola» esclamò Jae Ho, facendo finta di porgermi la sua ombra e sedendosi per terra, insieme a me.
«Veramente, mi chiamo Wendy. Wendy Moira Anna Darling»
«Wendy può bastare» sorrise lui, abbozzando una risata.
Be'... Jae Ho, d'altronde, era così, anche se ti faceva sudare sette camicie, provocandoti numerosi sbalzi d'umore e disturbi psichiatrici, era bellissimo; e ciò non si poteva negare. Con la sua bellezza riusciva a farti dimenticare di tutto l'odio che provavi nei suoi confronti.
Se solo non avesse avuto quel carattere orripilante...
«STOP!» urlò, per l'ennesima volta, Seo Joon, al limite dell'esasperazione. «Ma volete fare attenzione?! Eun Chan, capisco che Jae Ho sia un bel ragazzo, ma concentrati, eh? C o n c e n t r a z i o n e. Ecco cosa ti serve!»
«Aish, che abbiamo sbagliato, adesso?!» sbottai - anch'io ifastidita -, voltandomi verso la possente figura del professore.
«Wendy Moira Angela Darling! Mi spieghi da dove ti è uscito ''Anna''?!» presi un bel respiro profondo. È per questo che non volevo fare la parte della protagonista! Troppe cose da imparare... «Andate avanti...» ordinò, lasciandosi cadere sulla sedia.
«Sono molto felice che tu sia venuto a trovarmi... - sbirciatina al copione, di sfuggita - questa è l'ultima notte che passo qui» affermai, cercando di sembrare affranta, il più possibile.
«L'ultima notte? Perché?»
«Da domani, dovrò crescere»
Jae Ho sgranò gli occhi. Ammetto che... se la cavava... «Significa che non racconterai più storie? Sai... io le ripeto tutte ai bimbi sperduti» il ragazzo poggiò il mento fra l'indice e il polloce, assumendo un'espressione pensierosa; esclamando: «Ci sono! Vieni con me!» sorrise, prendendomi per mano ed alzandosi da terra.
«Dove stiamo andando?»
«All'Isola che non c'è! - una Jay Min versione Trilly, si dimenava in un angolo della stanza, cercando di imitare il più possibile, i movimenti della fatina; cosa che le riusciva benissimo. - Seconda stella a sinistra e poi dritt-» Seo Joon non poté fare a meno di fermarlo, urlando straziato:
«DESTRA. Seconda stella a destra! - sbuffando e mettendosi in piedi, Seo Joon cominciò a camminare in giro per la stanza, con uno strano tic all'occhio. «Io... davvero, mi ritiro!» in contemporanea alle parole di Seo Jonnie, la campanella assordava ogni essere umano, dotato di udito, presente nella scuola. «Voglio che impariate tutta la prima scena, entro dopodomani, E guai a voi due se osate sbagliare anche una sola virgola!» dopo averci minacciati con il copione, Seo Joon uscì dalla sala, scostando la frangetta castana da sopra i suoi occhi.
In quel preciso istante, potemmo tutti lanciare un sospiro di sollievo. Avevamo passato le prime tre ore della giornata ad allenarci, chi come Peter Pan, chi come Trilli... e chi come Spugna...
***
«Se quel vecchio di Kyung Il osa fare una delle sue solite battutine, durante le prove, gli cospargo la sedia di ketchup!» esclamò Ji An, sedendosi al tavolo, insieme a me e Jay Min. La quale era seguita prontamente da un Yi Jeong tenerello, che reggeva il suo vassoio.
«Starò più attento a dove metterò il mio adorabile fondo schiena» constatò un Kyung Il selvatico, sedendosi proprio di fianco il povero Spugna. «Jay, perché il mio piccolo Yi Jeong, è da 'stamattina che ti fa da schiavetto?» domandò subito dopo, assumendo un'espressione contrariata.
«Ha perso una scommessa» si limitò a dire Jay, cominciando a ridere come una pazza. «E dovevate vedere che scommessa!»
«A volte mi spaventi... anzi... il più delle volte. - cambiamento radicale di voce - Yi Jeongie, se la noona ti fa qualcosa di male, urla.» di certo, Kyung Il, non migliorava la situazione...
«Ehi! Ci siamo anch'io e Si Hyoung!» esclamò Jae Ho, sedendosi vicino il sopracitato e me. «Oh, Eun Chan-ah! Ricordi cosa ha detto Seo Jonnie? Dobbiamo imparare tutta la prima scena, che ne dici se oggi vieni a casa nostra?»
Non avevo idea di cosa stesse parlando, mi ero soffermata troppo sulla sua bellezza.
È che, Jae Ho, era così dannatamente adorabile e subdolo, allo stesso tempo; che non riuscivo piú a capir se l'odiassi, o morissi dentro per lui. «Casa nostra?» domandai, in tutta risposta. «Tua e di chi?»
«In realtà è di Jay Min... sua nonna l'ha lasciata a lei in eredità... solo che ci viviamo a scrocco io, Si Hyoung, Yi Jeong, Do Kyunnie e Kyung Il»
«Non chiamarmi ''Do Kyunnie''» affermò il piú grande, schifato dal tono estremamente felice di Jae Ho.
«''Non chiamarmi Do Kyunnie''!» si divertì a scimmiottarlo, il biondo - palesemente tinto - «Sì, sì, come ti pare. Allora? Vieni più tardi?»
«Se per Jay non è un problem-» prima di riuscire a terminare la frase, Jae Ho stava già ricominciando a parlare.
«Ma certo che non è un problema! Vero, Jay?» la ragazza lo ignorò. «Visto? Allora porta il copione!»
Quella sì che sarebbe stata una lunga giornata...
***
''Deve essere questa...'' esclamai nella mia mente, ritrovandomi per volere di Joshua, difronte casa Song. Avevo letteralmente esaurito le mie energie, nella malriuscita ricerca di questa catapecchia. ''Vediamo un po'... cancelletto cigolante, in ferro... un giardino malandato... sorta di palazzina macabra, - tenuta in questo stato pietoso da chissà quanto tempo... - sì, dev'essere proprio questa''.
Varcai la soglia della siepe, mentre percorrevo quel piccolo e stretto vialetto, quasi ricoperto completamente da radici varie.
Arrivare sana e salva davanti la possente porta di casa, sembrò quasi un miraggio. ''Ma dove cavolo vivono questi?!'' sbottai, sempre mentalmente, liberando il mio piede da una sorta di buca.
''Eccomi qui... dovrei bussare'' e prima che i miei pensieri potessero diventare realtà, quell'enorme porta in legno si aprì magicamente davanti i miei occhi, rivelando la piccola figura di qualcuno, venirmi addosso.
Inutile dire che, volai letteralmente dall'altra parte del giardino.
Va bene, non esageriamo; solo di qualche metro.
«Oh, cielo! Eun Chan-ah! Stai bene?»
Jang Yi Jeong, quel bambino dalla dubbia identità, aveva avuto il potere di farmi rimanere con il fondo schiena per terra. «Yi Jeong-ah, dove corri, così di fretta?» domandai, porgendogli la mano, in attesa che lui la stringesse.
Improvvisamente il suo volto si illuminò, ma non di gioia... sembrava più un misto fra preoccupazione e morte. «Oh, no! Devo scappare! Mi dispiace du averti colpita, Eun Chan, ci vediamo dopo!» e, detto ciò, schizzò via come una lepre, continuando a ripetere tra sé e sé ''Jay mi ucciderà!''
Esattamente, era corso via, lasciandomi lì, accasciata a terra, come una stupida. ''Aish... quel nano malefico'', imprecai, cercando di mettere peso sulle braccia, nel tentativo di alzarmi dal terreno sporco.
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''Oh, che schifo! Terreno sporco!''
Continuai a ripetere nella mia mentre, frasi come ''schifo'' e ''perché non ho ascoltato il consiglio di Niel-hyung?! Questi jeans bianchi sono da buttare!''.
Ero stanca, non sentivo più il sangue circolare nelle gambe ed i miei tentativi di alzarmi da lì, furono tutti inutili.
Poteva esistere situazione peggiore di quella?!
«Vuoi una mano?» potrei giurare di, come la scena che stava per venire, fosse in perfetto stile drama: la luce del Sole che batteva persistente sui miei occhi, accecandomi la vista più e più volte, venne improvvisamente coperta da una piccola figura; piccola abbastanza da coprirmi interamente e capace di farmi riprendere la vista, per qualche momento.
La figura si mise piano piano a fuoco e, non appena i miei occhi si scontrarono con un vero e proprio essere di bellezza pura, la sua mano pendente, in direzione della mia, mi intinò di stringerla a mia volta. Non potei fare a meno di trasalire, perdere un battito e rischiare di svenire da un momento all'altro.
«Ah... ne...!» risposi, ancora incantata. Il suo sorriso spontaneo, sembrava quasi fosse una brava persona.
Ma da quale stalker che ero, sapevo per certo che fosse una cacchetta di egocentrismo puro. «Ce ne hai messo di tempo, ad arrivare. Si Hyoung non ti ha dato le indicazioni?» Jae Ho si voltò in direzione del sole, coprendosi la fronte con una mano, alla ricerca dell'ombra.
Si Hyoung... essere inutile...
«No, credo di no» confessai, pensando a quell'emerito idiota.
«Be', non importa. Il mio Si Hyoung è un tipo abbastanza stupido, si sarà sicuramente dimenticato. Kaja!»
***
«Fermi, fermi! Sono andato nel mondo fermo per portarvi una mamma, e voi la trattate così?» urlò Jae Ho, imitando i movimenti di Peter.
«Trilly ci ha detto che era un uccello e che tu volessi che noi lo colpissimo!» confessò invece Yi Jeong, facendo la psrte di uno dei bambini sperduti. Trovo che sia perfetto.
«Trilly...» Jae Ho si voltò verso Jay Min, la quale, offesa, girò il capo dall'altro lato, incrociando le braccia al petto e facendo per andarsene, mettendosi seduta sulla poltrona. Avesse fatto chissà quale sforzo... "Certo che anche Jay ci sa fare"
Kyung Il, in tutto questo, se ne stava seduto sul divano, intento a far funzionare il suo cellulare, di un modello così antico, neanche più in produzione; affiancato da Ji An, la quale cercava di spiegargli come dovessere utilizzare il touch screen, anzicché i pulsanti (inesistenti).
«Oh... - Jae Ho si fermò, per pensare un attimo - Wendy, ti va di vedere la piscina delle sirene?»
Non feci altro che guardarlo interrogativa. «Piscina?»
Il ragazzo, accorgendosi del suo errore, diede un lungo sguardo al copione, esclamando subito dopo: «Laguna! Laguna... aish, non riuscirò mai ad impararlo!»
Sbuffi sonori provenivano da ogni dove, mentre Yi Jeong si spaparanzava sul divano, in salotto - accanto Kyung Il -, alcuni uscivano dalla stanza, finché rimanemmo solo io e mr. Iosonoladiva boy.
Fermi tutti... perché siamo rimasti solo noi due, in cucina?!
Cominciai a tossire, per qualche arcano motivo. Sentivo le guance andare letteralmente a fuoco. ''Perché mi fa quest'effetto?! Park Eun Chan, riprenditi!'', mi schiaffeggiai mentalmente e feci per alzarmi. «Certo che qui fa caldo» nessuna frase fu più sbagliata. C'erano -5 gradi, ecchecavolo!
Silenzio...
«Cos'è quello?» domandò improvvisamente Jae Ho, nell'esatto momento in cui stavo per varcare la porta della cucina. Cominciai a guardarmi intorno, cercando di seguire il punto che, ambiguo boy, indicava, ma non riuscivo a vedere nulla di strano. «No. Qui, guarda» si alzò dalla sedia, venendo nella mia direzione.
"Oh, mamma. No, perché ti sei alzato? Vado in ansia, così!".
Non appena la sua figura si trovava abbastanza vicina alla mia, prese la mia mano ed alzò leggermente la manica del maglione. "CHE COSA STAI FACENDO?!" «Questo» Indicò un livido sul mio polso. "E ciò come me lo sono procurata?". «Aish... dev'essere stato quando ti ho poggiata sul lettino dell'infermeria. Hai lasciato andare il braccio sul comodino di fianco!»
Per un attimo non feci molto caso alle sue parole.
Poi, illuminazione... «Aspetta, che?! Tu hai poggiato chi?»
Jae Ho si guardò intorno, interrogativo. Tornando subito dopo a fissarmi, come se fossi pazza. «Te. Quando sei svenuta, ti ho portata in infermeria»
«No, no, no! - esclamai, allontanandomi leggermente, facendogli lasciare così la presa. - Si Hyoung mi ha portata in infermeria» conclusi, convinta delle mie parole.
O meglio, di Kyung Il...
«Errato - mi corresse, avvicinandosi - io ti ho presa da terra e sono corso da Hye Kyo» lasciando stare il fatto che, Jae Ho-formica, non avrebbe avuto neanche la forza di sollevare una scarpa. ''Io, Kyung Il, lo ammazzo!''. «Si Hyoung, in quel momento, stava dormendo sul banco. Chi ti ha detto una simile cavolata?»
Non potevo di certo dire 'Kyung Il'. Me ne uscii con un: «C-come mai l'hai fatto?» continuando ad indietreggiare. In effetti, non me ne fregava niente di Kyung Il, in quel momento, ero rimasta praticamente sotto shock, dopo quella notizia.
«È questo il ringraziamento che mi dai? Dopo averti salvato la vita?»
Okay, non esageriamo...
Camminai sempre più indietro e, senza accorgermi che, la porta in legno della cucina, - non si sa per quale motivo - chiusa, arrivò a sbattere contro le mie spalle, impedendomi qualsiasi via di fuga.
È vero che avrei potuto aprirla con un semplice movimento del braccio, ma sfido chiunque a rimanere con la mente lucida, senza andare nel panico più totale, vedendo Kim Jae Ho, inchiodare le mani ad entrambi i lati della tua testa, facendo così finire - per pochi centimetri -, la distanza fra voi due.
Già... perché mancavano solo due semplici centimetri a dividere la povera me, da quello psicopatico, approfittatore, di Kim Jae Ho.
-
Che finale, eh? ㅋㅋㅋㅋ
Allora, miei prodi, sono felice di annunciarvi che...
QUESTO CAPITOLO È STATO UN PARTO.
Okay, non esageriamo... sono solo 2151 parole, ma - la mia povera testolina - è esplosa, mentre le mie dita di muovevano senza un senso logico, sulla tastiera del pc.
Spero che tu (arielcarterlawliet) sia contenta u.u
Non ho più nulla da dire HAHAHA
Questo spazio autrice è servito solo per condividere con voi la mia fatica HAHAH.
Eeee... niente! Ci vediamo al prossimo capitolo (quando ritroverò la mia stabilità mentale ^^)
Xiao!
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