Capitolo 20
ATTENZIONE: IN QUESTO CAPITOLO SONO PRESENTI DELLE SCENE DI VIOLENZA.
-Posso portarvi il dolce, oppure porto direttamente il conto?-chiese il cameriere che ci aveva servito per tutta la serata. I suoi occhi vagarono velocemente su tutti noi, sorrise imbarazzato ed arrossì mentre distoglieva subito lo sguardo dalla mia figura. Grayson lo fulminò con lo sguardo, ma lui era troppo impegnato ad arrossire per rendersene conto.
-Uhm, io vorrei un cheesecake alla fragola.-disse Hannah guardandoci in attesa.
-Per me lo stesso.-dissi sorridendo educatamente. Lui annuì e scrisse sul taccuino anche la mia ordinazione, poi aspettò i due Dolan.
-Per me solo un caffè.-disse William.
-Io sto bene.-disse Grayson duramente. Ovviamente non apprezzava le attenzioni che lui mi stava riservando, anche se non stavo facendo niente.
-Va bene. Tornerò tra poco.-disse alzando i suoi occhi azzurri dal taccuino. Si sistemò nervosamente il ciuffo di capelli scuri con una mano, rivolgendomi un piccolo sorrisino timido. Spalancai gli occhi portando la mia attenzione su Grayson. Sembrava sul punto di esplodere e i suoi occhi avevano cambiato colore. Sospirò pesantemente, poi prese il cellulare e scrisse qualcosa. I suoi pollici si muovevano velocemente sulla tastiera, e nel frattempo era andato via.
-Mi sembra che qualcuno abbia fatto colpo.-sussurrò Hannah in modo tale che potessi sentirla solo io. Dal modo in cui Grayson alzò lo sguardo dal telefono, seppi che però aveva sentito anche lui.
-Non dire stupidaggini.-dissi colpendola scherzosamente sulla spalla..
-Guarda che non é male.
-Signorina, devo ricordarti che sei impegnata?- esclamò Will con un tono che era per me metà serio e per metà divertito.
-Non puoi biasimarmi, Willy. Ti somiglia ed é tre volte più giovane di te. Ma comunque é interessato a qualcun altro, quel bel ragazzino italiano.-disse ritornando a fissarmi maliziosa. Come poteva scherzare su una cosa simile quando sapeva che ero sposata? Sopratutto perché mio marito era presente.
-Ma mi sembra ovvio che Bella non sia interessata.-rispose Grayson rivolgendo un'occhiata di fuoco ad Hannah. Lei alzò le man in segno di resa, rilasciando una risatina divertita.
-Stavo solo scherzando Grayson. So che la tua Bella non ti tradirebbe mai.disse la donna dai capelli castani.
-Uhm...scusate. Ecco qui.-disse una voce. Una cameriera ci servì quello che avevamo ordinato e mi sembrò strano che l'avesse fatto lei e non lo stesso che ci aveva serviti per tutta la sera. La ragazza mi fissò con un piccolo sorriso, poi si avvicinò a me e si sporse in avanti per potermi dire una cosa.
-Il cameriere che vi ha servito ti manda questo.-disse porgendomi un bigliettino. Lo fissai con gli occhi spalancati sapendo, anche senza guardare, che Grayson non era felice. Non ebbi nemmeno bisogno di aprirlo per sapere cosa conteneva il biglietto perché avevo visto due o tre numeri. Grayson si alzò facendo tantissimo rumore con la sedia, molte persone si voltarono per capire cosa fosse successo.
-Gray...-provai a dire
-Andiamo via. Ora!-esclamò infuriato. Mi alzai dalla sedia, rivolgendo uno sguardo di scuse ai due. William sembrava essere abituato al comportamento del nipote, Hannah, al contrario, era sconvolta dalla sua reazione. Quando gli passai accanto lui mi strinse delicatamente il polso, fermandomi
-Stai attenta.-disse Will ed io annuii, sapendo benissimo a cosa si riferisse.
Quando arrivammo a casa, Grayson era ancora furioso. Se per tutte le persone passare un pò di tempo serviva a sbollire la rabbia, nel suo caso sembrava farlo infuriare ancora di più. Entrò in casa, sbattendo la porta alle mie spalle con forza. Tremai e strinsi gli occhi, avvolgendo le braccia intorno allo stomaco in un disperato tentativo di provare a difendere il bambino se mai mi avesse fatto del male.
-Guardami.-ordinò. Sentii i suoi passi pesanti avvicinarsi, afferrò le mie braccia togliendomele dallo stomaco, e mi costrinse a guardarlo nei occhi.-Guardami, cazzo!-sbraitò con forza. Un piccolo singhiozzo abbandonò le mie labbra. Il cuore prese a battermi con forza nel petto, iniziai a tremare mentre pregavo Dio, se esisteva, di non permettergli di fare del male al bambino.
-Lo volevi?-chiese con furia. Scossi con forza la testa, senza nemmeno capire cosa mi stesse dicendo.-Non volevi le sue attenzioni? Non volevi il suo numero?-chiese arrabbiato. Annuii, tremando ancora con forza sotto la sua presa ferrea sulle mie braccia. Poteva rompermi le ossa in quella maniera?
-Quindi possiamo dire che ti stava molestando, no?-disse facendolo suonare un'affermazione piuttosto che una domanda. Annuii di nuovo.
-Rispondimi con le parole, Bella.-disse alterato.
-S...i.-dissi debolmente.
-E perché non volevi? Come ti ha detto Hannah; é bello, giovane...Quindi perché tu non lo vuoi?
-Per...perché...sono...sono...tua.-dissi, sapendo che voleva una risposta e sperando di averne data una giusta.
-Esatto. Sei mia. Adesso dimmi che ti stava dando fastidio.
-Mi stava dando fastidio.-sussurrai spaventata. Una risata maniacale abbandonò le sue labbra, prima che afferrasse il mio polso e mi trascinasse nel suo ufficio. No! Stavo iniziando ad odiare quel posto! Quando entrammo, non potei credere ai miei occhi: il cameriere del ristorante era seduto e legato alla sedia. Sammy e Ethan aspettavano seduti sulla scrivania, mentre Stassie era ferma in un angolo a guardare come i due si divertivano a prendere in giro il ragazzo. I suoi occhi color azzurro si posarono su di me, le parole di Grayson mi tornarono in mente ed abbassai lo sguardo: a Stassie non importava niente di me.
-Alfa, eccoti qui! Sai che il nostro grande uomo qui, ha bagnato il pantalone?-disse Sammy con una risata sarcastica. Grayson fece ruotare il dito indice, quindi loro due scesero dalla scrivania e, dopo aver preso la sedia, fecero girare il ragazzo di faccia. I suoi ochi si spalancarono, fissandomi con terrore. Distolsi lo sguardo, decidendo di evitare di metterlo ancor di più nei guai.
-Ora non le dai più il tuo numero?- chiese Grayson ironico, mettendosi alle mie spalle.
-Perdonami! Non sapevo fosse fidanzata! Non sapevo chi tu fossi!-mormorò terrorizzato.
-Oh, piccolo, avresti dovuto pensarci prima di provarci con mia moglie.-disse con voce piena di possessività. Poggiò le mani sulle mie spalle, assicurandomi di tenermi ferma.
-Non lo farò più! Per favore, lasciamo andare!-urlò piangendo. Spalancai gli occhi quando vidi i due ragazzi dietro di lui, e anche io iniziai a piangere insieme a lui.
-No...Grayson...non farlo.-mormorai spaventata. Non potevo smettere di fissare Sammy e Ethan. Il primo mi fissava in modo impassibile, infatti distolse subito lo sguardo, Ethan mi fissava come se fosse dispiaciuto.
-Shh, fai la brava ragazza.-disse Grayson. Afferrò i miei polsi, bloccandoli in avanti. Lo colpirono. Avevano delle mazze di ferro e lo colpirono. Potei letteralmente sentire l'osso della sua clavicola rompersi. La sua bocca si spalancò ed un urlo disperato scappò dalle sue labbra, mentre un'espressione di dolore si formò sul suo volto. Strinsi con forza gli occhi, provando ad indietreggiare per andare via, ma trovai solo il petto di Grayson che mi impediva di muovermi.
-Guarda, Luna. Guarda cosa mi fai fare.-disse al mio orecchi. Strinsi con più forza gli occhi, scuotendo la testa. Le sue urla di dolore riempirono la stanza mentre il rumore di ossa che si rompevano continuava a ripetersi, rimbombando tra quelle mura.
-Basta! BASTA!- urlò in preda al dolore. Una risatina divertita uscì delle labbra di Grayson tenendomi stretta a sé.
-Guardalo, Bella! Devi vedere quanto male fai alla gente quando interagisci con loro.-disse con la sua voce roca, carica di rabbia e cattiveria.
-Ti prego no. Fermali...Ti prego.-sussurrai singhiozzando con forza. Un urlo strozzato abbandonò le labbra di lui. Anche se avevo gli occhi chiusi, le sue semplici urla mi stavano facendo venire la nausea perché già immaginavo quello che succedeva.
-Vuoi che si fermino?-mi chiese. Annuii.-Okay. Potete fermarvi.-disse. Le urla cessarono, le ossa smisero di rompersi ed una piccola lacrima solcò la mia guancia. Non capivo come Stassie potesse restare ferma a guardare.-Adesso apri gli occhi.
Sapevo cosa mi aspettava, o meglio, sapevo quanto male sarei stata una volta che avessi aperto gli occhi. Lo feci: lui non sembrava umano. Sangue ovunque, il suo volto era deformato, i suoi vestiti erano sporchi, il suo naso rotto, forse anche la sua mascella, persino i suoi piedi nudi erano stati colpiti. Le mazze di Ethan e Sammy erano sporche di sangue. Distolsi lo sguardo, sentendo la nausea.
-Secondo voi é vivo?-chiese Grayson come se stesse avendo una conversazione normalissima con degli amici. Vidi con la coda dell'occhio, Sammy gli assestò un calcio alla gambe e lui lasciò un urlo di dolore.-Sembra essere vivo.-disse il ragazzo dietro di me. Mi afferrò il polso, trascinandomi verso la scrivania. Tremavo, piangevo e forse, avevo persino urlato, o magari avevo solo immaginato. Non capivo cosa mi stava succedendo sentii solo una cosa fredda toccare la mia mano. Grayson ci aveva messo una pistola.
-Uccidilo.-disse duro. Scossi la testa.-Uccidilo.-ripeté costringendomi ad alzare la mano e puntare la pistola alla testa del ragazzo. Scossi di nuovo la testa.
-Lascia che riformuli l'ordine.-. Lo vidi camminare verso Stassie, l'afferrò per le spalle e poi, velocemente, bloccò il suo collo con un braccio e le puntò contro una pistola. Da dove cazzo veniva fuori quella pistola? Come cazzo aveva fatto a bloccare Stassie in quella maniera?
-O uccidi lui, oppure uccido lei.
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