Capitolo 19
Grayson stava accarezzando dolcemente il mio stomaco, facendo in modo che milioni di brividi si formassero lungo il mio corpo. Alla TV stavano trasmettendo l'ultima stagione di Teen Wolf(io ancora non accetto questa cosa.), Grayson sembrava trovare più interessante accarezzarmi lo stomaco. Alzai lo sguardo sull'orologio e vidi che erano solo le sette e dieci. William, ansioso di farci conoscere la sua ragazza, ci aveva invitati a cena in un ristorante leggermente fuori città.
-Secondo te, posso iniziare già a prepararmi?-gli chiesi. Lui fece la stessa cosa che avevo fatto io, ovvero guardare l'ora.
-No...Resta un altro pò. Tanto il tragitto in macchina non é tanto lungo.-sussurrò. Continuando ad accarezzarmi lo stomaco, iniziando a disegnare dei cerchi immaginari sul mio stomaco. Lui baciò la mia guancia, mentre la sua mano iniziò a salire gradualmente più su.
-Che fai?-chiesi scattando sull'attenti.
-Shh. Va tutto bene.-mi disse rilasciando una piccola risatina roca che fece vibrare il suo petto contro la mia schiena.
-No. Smettila. Sarà meglio che mi prepari.-dissi provando, inutilmente, a divincolarmi dalla sua presa.
-Andiamo...Voglio solo stare un pò con mia moglie.-sussurrò con una punta di malizia. Seppe di aver vinto quando il mio corpo si lasciò andare contro il suo, permettendogli persone di farmi voltare di schiena.-Ti amo..-disse, iniziando a sbottonare i jeans, poi abbassò i boxer quanto bastava per liberare la sua erezione da ogni barriera. Alzò l'orlo della mia gonna e lo fermò sul mio stomaco, impedendogli così di mettersi tra di noi quando sarebbe stato dentro di me. Mi tolse le mutandine, gettandole da qualche parte alle sue spalle.-Sei bellissima.
Non so quanto tempo passò, quando finì la puntata e quando ne quando iniziò un'altra serie, quanti orgasmi avessi raggiunto, quando Grayson si lasciò andare su di me, sempre tenendosi in equilibrio sulle gambe per non pesarmi troppo sullo stomaco.
-Ora credo sia arrivato il momento di prepararsi.-disse con un piccolo sorriso divertito.
-Tu credi?-chiesi in un tono che andava tra il serio e l'ironico. Alzammo lo sguardo sull'orologio nello stesso momento, e i nostri occhi i spalancarono: erano le otto e mezza! Eravamo più che in ritardo! Grayson si alzò dal divano, prendendo il cellulare dal tavolino. Lo vidi armeggiare con il cellulare, poi se lo portò all'orecchio.
-DOVE CAZZO SEI?!!- La voce di William venne fuori così forte che lo sentii anche io, ancora seduta sul divano.
-Ehm...Bella non si é sentita molto bene. Sai il bambino e tutto. Faremo un pò tardi.-disse.-Va bene...Ho capito...Zio!!-urlò verso la fine con aria sconvolto-Eww! Non lo dovevo sapere. Che schifo Will.-aggiunse subito dopo. Non potei evitare di scoppiare a ridere per la sua espressione.-Okay. Arriveremo tra poco.-disse terminando la chiamata.
-Che cosa potrà mai averti detto che ti ha sconvolto così tanto?-chiesi, alzandomi dal divano.
-Fidati, Bella. Non vuoi saperlo.-mi disse serio.
***
-Ti piace?- chiese Grayson, fissandomi con la cosa dell'occhio. Annuii siccome non ero a conoscenza di questo lato della città così tranquillo e silenzioso.
-Si, é un posto particolare.-dissi con un piccolo sorriso.
-Già. Mi piace venire a mangiare qui. Il posto é tranquillo, pochi lo conoscono e poi non mi conosce nessuno. Mi piace smettere di essere l'Alfa per un pò...Sai, le persone mi guardano negli occhi senza sapere chi sono, senza timore, i camerieri mi servono senza tremare e balbettare come degli idioti.
Grayson aprì la porta per me, facendomi entrare. Una cameriera sulla trentina si avvicinò a noi con un bel sorriso amichevole sul volto. L'aria raggiante del posto e della donna mi misero subito di buon umore. Non che non lo fossi prima.
-Salve, signori. Come posso aiutarvi?
-Siamo qui con degli amici. Dolan.-disse Grayson
-Ecco qui. Ho trovato il cognome, seguitemi.-disse con quel sorriso sulle labbra sempre presente.
William fece un grande sorriso quando vide il nipote. La donna che ci dava le spalle, permettendomi di vedere solo i lunghi capelli castani e la scollatura che metteva in mostra la sua schiena, si voltò velocemente. Restai incantata a fissare due meravigliosi occhi castani dolci e pieni di positività. I capelli dello stesso colore, le ricaddero lungo le spalle a causa del suo gesto repentino. Un sorriso amichevole mostrò i suoi denti bianchi. La sua pelle un pò scura sembrava brillare sotto la luce dei lampadari, regalandole solo un'aria più libera e giovanile. Entrambi si alzarono in piedi con dei sorrisi che andavano da un orecchio all'altro. Will sembrava cambiato. Sembrava ringiovanito, felice.
-Grayson! Bella! Ragazzi miei, lasciate che vi introduca la mia bellissima ragazza: Hannah Davies. Amore mio, loro sono Grayson e Bella. Rispettivamente mio nipote e sua moglie.-disse lui allegramente. Già, lei l'aveva definitivamente cambiato.
-Per me é bellissimo conoscervi. Will mi parla tantissimo di voi due.-disse porgendo la mano prima a lui e poi a me.
-Anche per me é bello conoscerti, Hannah. Mio zio parla sempre di te, non riesce a stare zitto un attimo. Hannah di qua...Hannah di là, Hannah é bellissima...Oggi io ed Hannah abbiamo litigato, quindi sono depresso.-disse Grayson sorridendo. La donna scoppiò a ridere mentre l'uomo lasciò uno schiaffo dietro la testa del nipote.
-Forza, sediamoci. Stiamo morendo di fare.-disse Will sviando il discorso. Grayson fece per sedersi al mio fianco, ma Hannah lo fermò con un cenno della mano.
-Facciamo che zio e nipote si siedono accanto. Ho voglia di conoscere un pò tua moglie che é molto diversa da quello che mi aspettavo.-ammise rivolgendomi un piccolo sorriso.
-Cosa ti aspettavi? Una piena di tatuaggi, piercing, con abiti neri stracciati?-chiesi divertita. Lei scoppiò a ridere.
-Giuro di essere una senza pregiudizi, inoltre non credo agli stereotipi...Ma sì, ti immaginavo proprio in quella maniera.-disse. Grayson e William avevano iniziato una conversazione tra di loro, ma non potei non notare che entrambi ci guardavano con la coda dell'occhio.
-La verità é che ho nascosto i tatuaggi, Grayson mi ha impedito di mettere i piercing e l'ultimo abito nero e stracciato che avevo é in lavanderia.-dissi e ridemmo insieme.
-Avrei dovuto immaginarlo.-disse lei ed io alzai le spalle.
-Allora, che lavoro fai?-chiesi.
-Sto iniziando uno stage per diventare insegnante di letteratura inglese.-disse con un sorriso orgoglioso-Tu invece? Sai già che college frequenterai?
-Uhm...diciamo che ho avuto un pò di problemi, quindi ho perso un anno.-ammisi con un pò di imbarazzo.
-Non preoccuparti, tesoro. Tutti abbiamo i nostri brutti momenti. Quando io andavo a scuola, una volta dissi al mio insegnante che aveva scritto male una cosa e lui mi sgridò dicendomi che non potevo saperne più di lui e io gli dissi di andare a fanculo. Mi sospesero per quattro giorni, ed ovviamente l'accaduto influì sulla media.-disse. La fissai incredula.
-Non ci credo.
-Credici invece. La cosa peggiore? Il famoso prof é il mio supervisore durante questo periodo di prova.- Non potei evitare di scoppiare a ridere.
-Guardale, Gray...Già vanno d'amore e d'accordo.-disse William, mise i gomiti sulla tavola e poggiò il mento tra i palmi, fissandoci con aria sognante, ovviamente prendendoci in giro. Hannah lo colpì al braccio, facendo in modo che esso scivolasse dalla tavola e lui si sporgesse in avanti, senza però cadere come aveva progettato la ragazza al mio fianco.
-Non sei per niente divertente.-disse fissandolo intensamente. Lo zio di Grayson si fermò a fissarla incantato, proprio come se fosse la cosa più bella del mondo.
-Okay, si, va bene, lo sei!-si arrese dopo un pò.
-Sei un piccolo passivello.-lo prese in giro Grayson
-Tu sta' zitto. Oppure devo ricordarti di quel famoso: "Platano tambén"?-chiesi. Lui capì a cosa mi riferissi ed abbassò lo sguardo, mettendo su la stessa faccia dello zio.
-Certo che ce li siamo scelti bene.
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