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Capitolo 14

Tutti dicono che una strada é difficile in salita. Ma avete mai pensato che, magari, mentre vi trovate in discesa, acquistate troppa velocità, perdete il controllo e finite per schiantarvi contro un muro? Credo proprio di no. Nemmeno io ci avevo mai pensato ad essere sincera, finché poi. Non mi sono ritrovata senza controllo e dopo, contro un muro. Non capivo quando avevo perso il controllo della mia vita. Quando tutto mi fosse sfuggito dalle mani...Forse era iniziato con il mio arrivo a Bradfort o forse era iniziato tutto quando avevo guardato i suoi occhi...Già, forse erano stati proprio i suoi occhi, ma tra tutte quelle incertezze, ero sicura di una sola cosa:ero un suo possesso. Ero solo sua. 

Ma non affrettiamo le cose, andiamo per gradi.

Dall'episodio con Victoria erano passate tre settimane. Grayson mi aveva spiegato come aveva rivisto Thomas e che, sin dall'inizio, sapeva che non sarebbe stato al suo gioco. Sapevo che il suo odio per colore che tradivano la famiglia era legato all'episodio in cui suo padre aveva tradito sua moglie e sua figlia, con l'intenzione di venderle per arricchirsi. Ci aveva messo un pò di tempo per decidere cosa fare perché temeva di mettere in pericolo Victoria e me, se avesse fatto una mossa sbagliata. Quindi aveva deciso di agire quando sapeva che lui non avrebbe potuto fare più nulla nemmeno se fosse stato scoperto, dato che egli sarebbe stato nel territorio dell'Alfa e avrebbe fatto una brutta fine se avesse provato a fare del male a Grayson. Ma lui era così accecato dal potere da non aver notato nulla, nemmeno che Grayson aveva tirato fuori dal cassetto due pistole.

Joseph e Philips, il suo collega che lo rispettava molto di più quanto avesse fatto il suo stesso nipote, erano accorsi subito per prendere Vicky e farla pagare a Thomas. Non mi dispiaceva per lui, non avevo compassione per lui quando, una volta sveglio, aveva implorato il perdono. Tuttavia, qualcosa era cambiato e sapevo come era iniziata.

Era da un pò che mi piaceva sentir il corpo di Grayson contro il mio più del dovuto, che appena sentivo il suo profumo i miei sensi andavano in allerta, urlandomi contro di trascinarlo in stanza e di non farlo più uscire. Sembrava che i miei ormoni fossero impazziti e ragionassero da soli.

-Sei bellissima.-disse, togliendomi la maglia. Restai solo con le mutandine sotto il suo sguardo famelico, sentendo il desiderio e la passione crescere ancora di più.

Ringhiò in maniera possessiva, avvicinandosi di nuovo a me e tornò a divorare le mie labbra.

-Fermo...fermo.-sussurrai all'improvviso, sapendo perfettamente cosa stava per succedere. Lo fece, fissandomi con un pò di confusione e preoccupazione siccome sembrava aver avvertito il nervosismo nel tono della mia voce. Aprì la bocca per parlarmi, ma non potetti ascoltarlo. Scesi velocemente dal bancone, incurante del fatto che fossi completamente nuda e corsi al piano di sopra, precipitandomi in bagno. Mi inginocchiai, sentendo il primo contato di vomito. Ben presto, Grayson, mi raggiunse, afferrandomi i capelli per allontanarli dal viso, mentre mi accarezzava piano la schiena in maniera rassicurante.

-Va tutto bene?-chiese dolcemente ed io annuii, allontanandomi da water. Mi alzai, sciacquandomi le labbra per togliermi quel sapore dalla bocca, sotto lo sguardo attento di Grayson. Mi voltai e gli sorrisi riconoscente quando mi porse la maglia che mi aveva tolto precedentemente in cucina, quindi la indossai, coprendomi.

-Sicura di stare bene? Non é la prima volta che succede.-disse. Era vero. Avevo iniziato a vomitare tre giorni dopo la dipartita dei Bellmonde, ma non ci avevo dato molto pero, anche se poi era riaccaduto altre volte.

-Sto bene. Forse sto per prendere l'influenza.-dissi con un'alzata di spalle.

-Che ne dici di andare da un medico? Sicuramente potrà darti una cura adeguata anche se é solo influenza. Non voglio che ti ammali.-disse dolcemente.

-Altrimenti chi ti prepara la colazione?-scherzai e lui rise.

-Già, sono fottuto senza di te.-disse, ma l'intensità nella sua voce mi fece venire i brividi.

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