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Capitolo 11

Il fumo della sigaretta creò un alone intorno a me, ma ciò non impedì di poter osservare Bella mentre si muoveva nella stanza. Fissai attentamente la linea della sua spina dorsale mentre si abbassava, movimento che causò al lenzuolo che portava intorno al corpo di scivolare e mostrare la sua schiena nuda. Si vestì davanti ai miei occhi, che seguivano attenti ogni suo movimento con estrema cautela. Feci un altro tiro di sigaretta, e un sorriso soddisfatto si formò sul mio volto quando la vidi indossare la maglia che portavo io prima del nostro incontro.

-Bella...-la chiamai. Lei non ebbe bisogno di sentire il continuo, si voltò verso di me e si strinse tra le mie braccia. Sorrisi, abbassando lo sguardo e aspettando con ansia di sentirglielo dire.

-Ti amo.-mi disse, stringendosi meglio contro il mio petto. Il cuore iniziò a battermi forte nel petto e temetti di poterlo perdere da un momento all'altro. Era sempre bello sentirglielo dire, sopratutto ora che era mia moglie., rendeva tutto ancora più estremamente meraviglioso da sentire.

-Ti va di uscire stasera?-le domandai, ricordandomi il messaggio che mi era stato mandato da Ethan, il quale mi informava che il nuovo club aveva aperto e dovevo assolutamente passare.

-Dove andiamo?-chiese. Le spiegai il messaggio e lei si accigliò.

-Non so...sai che non mi piacciono molto i posti affollati e con la musica che rimbomba.-disse sospirando.

-Oh, Luna, non ti farei sentire a disagio. Starai bene, posso assicurartelo.-promisi, baciando i suoi capelli. Persino il mio odore era su di lei. Tutto in lei urlava il mio nome, ribadiva il concetto che fosse mia, eppure non mi bastava, volevo di più...Molto di più.

-Ok, va bene.-disse, chiudendo gli occhi e lasciandosi andare contro il mio fianco.

-Indossa il vestito più bello che possiedi, Luna. Stasera devo mostrarti in giro.-dissi sorridendo, anche se in quelle parole c'era un pò di verità.

Lei scosse la testa e mi sorrise di rimando, facendomi inclinare in avanti per poterla baciare. Perché era sempre così bello sentire le sue labbra sulle mie? Si sedette sulle mie gambe, tenendo sempre la bocca sulla mia. Le morsi il labbro inferiore, facendomi sentire quei gemiti che tanto amavo. Accarezzai le sue cosce nude, perché a causa dei suoi movimenti la maglia si era alzata di poco.

-Ti amo.-mormorò contro le mie labbra. Il cuore fece di nuovo quella cosa strana nel mio petto, scatenando quelle emozioni che nessuno era mai stato capace di portare fuori.

-Ancora.-borbottai, attaccandomi nuovamente alle sue labbra. Le mie mani vagarono più in alto, tracciando la sua pelle con la punta delle dita, facendole venire i brividi.

-Ti amo.-ripeté, proprio come le avevo chiesto.

-Di nuovo.

-Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo. Ti amo così tanto che a volte mi spaventa, ma non ne ho paura...perché ti amo.-sussurrò. Baciai il suo mento, scendendo lentamente sul suo collo.

Quella donna meravigliosa era tutta mia, mia e di nessun altro. Quell'idea mi riempì il petto di una sensazione così profonda, che fui costretto a stringerla a me con più forza per confermare che fosse tutto reale.

Lei era reale.

-Me lo dirai mai, Grayson?-chiese quasi sottovoce, come se non avessi dovuto sentirla. Mi congelai sul posto, rafforzando la presa sulle sue gambe per impedirle di allontanarsi da me. Odiavo l'idea di perderla. Di nuovo.

-Non lo so.-ammisi. Lei annuì, accarezzando la mia guancia e poi mi baciò sulle labbra come per rassicurarmi.

-E' facile dirlo, sai?-mi prese in giro con aria scherzosa, diventando ancora più bella. Ma come faceva ad essere bella in ogni piccola cosa?

***

La musica si sentiva già da fuori, e Bella storse il naso, già immaginando quello che avremmo trovato dentro. Il buttafuori mi fece entrare senza che dicessi il mio nome, cosa che aveva fatto fino a poco prima che arrivassi io. Entrammo nel locale e feci camminare Bella davanti a me, assicurandomi di non perderla di vista e che nessuno la guardasse come potevo fare solo io. La sua pelle brillava sotto le luci, regalandole un aspetto così affascinante. Milioni di donne avrebbero pagato per avere almeno la metà della sua bellezza, ma anche in quella maniera, nessuna si sarebbe potuta comparare a lei e alla sua bellezza. Notai, con gran piacere, che tutti avevano abbassato lo sguardo capendo il messaggio che non potevano avvicinarsi.

Avevo già avvistato delle persone che conoscevo, ma non riuscivo a vedere nessuno del mio gruppo. Era da un pò che non parlavo con nessuno di loro, ad essere precisi da due settimane.(la prima quando ero stato ad Amsterdam, e la seconda era quella appena trascorsa, siccome avevo preferito passare il tempo con lei). Non sentivo la loro mancanza e sapevo che la cosa era reciproca, perché Will aveva sicuramente dato loro molto lavoro da quando ero andato fuori.

-Dove andiamo?-chiese Bella, fermandosi all'improvviso e facendomi scontrare contro la sua schiena. La sua voce arrivò chiara alle mie orecchie, siccome poggiò le labbra proprio accanto al punto sotto l'orecchio, causandomi dei brividi che non le passarono inosservati. Indicai con il dito la rampa di scale che si trovava poco lontano da noi, facendole capire che dovevamo salire. Annuì continuando a camminare, guidata dalla mia mano sul suo fianco destro. Non potei evitare di abbassare lo sguardo sul suo sedere, mordendomi il labbro per non metterla sulla mia spalla e portarla da qualche parte dove avrei potuto farle vedere quanto apprezzavo il suo vestito.

Voltammo l'angolo e ci trovammo davanti ad un cameriere che ci sorrise, vendendo verso di noi mentre provava a non farmi notare il suo nervosismo. Si fermò davanti a noi e la ragazza al mio fianco gli sorrise lui abbassò lo sguardo terrorizzato, notando il mio sguardo che lo fulminava, avvertendolo.

-Prego, venite con me. Un ragazzo mi ha detto di farvi entrare nel privè dove si trovava lui.-disse, iniziando a camminare. Capii subito che il ragazzo fosse Ethan.

-Ohhh. Eccola qui la mia coppia preferita!-esclamò Demi quando ci vide entrare.

-Demi.-dissi a mo' di saluto. La musica qui era bassa e siccome era una stanza, i rumori del piano di sotto erano completamente spariti, quando non c'era bisogno di urlare per farsi sentire.-Dov'è Will?

-A casa con la sua ragazza. Sta diventando un rammollito per quella donna.-disse mio fratello

-Devi ammettere che é una bella donna. CI credo che voglia passare del tempo con lei.-disse Sammy, alzando le sopracciglia.

-Aspetta che ti senta e saranno guai.-intervenne Jacob, scoppiando a ridere.

Guardai lo sguardo meravigliato di Bella, completamente perso sul pancione di Mahogany. Fece un sorriso che andava a un orecchio all'altro, fissandola con stupore. Mi guardò, tenendo quel sorriso che la rese più bella di quanto già fosse.

-Non sapevo che tu fossi incinta.-disse lei, avvicinandosi a Mahogany e sedendosi accanto a lei. La donna le sorrise, prendendo una sua mano e gliela fece poggiare sul suo stomaco. Ricordavo ancora il giorno in cui Jacob venne da me con le lacrime ai occhi, dicendomi che la sua ragazza aspettava un bambino e mi disse di avere paura di non essere capace di fare il padre. Adesso, quindi, vederlo mentre restava seduto accanto a lei, tranquillo e rilassato mentre sorrideva orgoglioso e diceva a Bella che aveva già comprato casa e preparava la camera del piccolo(che era maschio), capii che era passata la paura.

-Allora, era da un pò che non ti facevi vedere in giro, Bella. Che é successo?-chiese Demi, mandando a puttane la delicatezza. Lei sembrò imbarazzarsi, arrossendo e chiarendosi la gola nervosamente.

-Io e Gray avevamo avuto una piccola discussione, quindi sono andata fuori. Poi lui mi é venuto a trovarmi, abbiamo risolto ed eccomi qui.-disse e mi stupii vedere quanta facilità avesse mentito.

-Avete risolto bene...Voglio dire, quella é una fede nuziale.-disse Demi.

-Oh...Grayson ed io abbiamo parlato moltissimo di questa cosa, finché non mi ha convinta che l'amavo abbastanza da sapere che volevo farlo.-disse, mentendo di nuovo. Allora é vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare.

-Sono felice per voi, anche se mi sento offesa per non essere stata invitata.-disse, facendo scoppiare a ridere i ragazzi.

-Bé, perché non avete aspettato? Sicuramente sarebbe stato meglio farlo qui con noi. Non avete affrettato un pò troppo le cose?-chiese Stassie con uno sguardo indagatore. Roteai gli occhi, andandomi a sedere accanto a Bella, passandole un braccio intorno alle sue spalle.

-Abbiamo pensato che era meglio farlo il prima possibile, sopratutto dopo aver chiarito le cose.- dissi, prendendo in mano le redini della situazione.

Spesso io e la bionda avevamo giocato a scacchi insieme, ma mentre lei giocava subito d'attacco, io giocavo d'astuzia. E proprio quando lei era convinta di avere la vittoria, lasciava scoperto il re e mi permetteva di fare scacco matto.

Amavo giocare con Stassie proprio per quel motivo:vincevo sempre io.

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