Gelosia
Katsuki era inquieto da quella mattina, tanto che era scivolato in un silenzio inusuale data la sua esplosiva personalità, cosa che aveva fatto notevolmente preoccupare tutti i componenti della classe, i quali avevano in tutti i modi possibili tentato di capire cosa stesse tanto profondamente turbando i suoi pensieri eppure non erano riusciti a farsi rivolgere neppure mezzo secondo della sua attenzione. Ma come biasimarlo? Egli aveva infatti sentito le ragazze parlare eccitate di come, finalmente, Uraraka si fosse decisa ad esternare i propri sentimenti per Izuku, motivo per il quale aveva lasciato una lettera nel suo armadietto, spiegando cosa provasse in quelle poche righe, troppo timida ed insicura per trovare la forza di fronteggiarlo faccia a faccia e in quel momento, dopo essere venuto a conoscenza di ciò, al biondo parve crollare il mondo addosso, in fin dei conti aveva sempre provato dei forti sentimenti per il ragazzo dalla chioma verde, tuttavia non era mai riuscito ad accettare il proprio amore, fingendo di odiarlo profondamente, quando invece tutto quello che desiderava era poterlo proteggere e vederlo felice, solo nell'ultimo anno era riuscito ad essere onesto con se stesso, abbastanza da rendersi conto dell'orribile persona che era stata e delle terrificanti parole distruttive che aveva a lui rivolto, venendo a patti con la reale natura dei suoi sentimenti, i quali per altro gli erano sempre risultati fin troppo complessi.
Dunque durante le lezioni s'era mostrato completamente distratto, come se fosse stato risucchiato da un'intricata rete di pensieri più grande di lui, cosa che non era poi tanto distante dalla realtà, solo che aveva usato quel tempo semplicemente per riflettere attentamente su come avrebbe dovuto comportarsi.
Trovando mille e più motivazioni per le quali sarebbe stato meglio tacere, eppure quando, mentre camminava a passo lento dirigendosi nei dormitori, pensò che se non gli avesse rivelato quanto serbasse all'interno del cuore avrebbe potuto perderlo completamente, un brivido gelido gli risalì la schiena, facendolo sussultare per la paura improvvisa che lo aveva assalito, privandolo per qualche istante del respiro e ancora prima che avesse potuto rendersene conto, s'era ritrovato a correre disperatamente alla ricerca del riccio.
S'era fermato solo quando aveva scorto la sua figura composta, seduta comodamente contro uno degli alberi floridi del piccolo boschetto che circondava l'accademia, il luogo preferito da Deku per i suoi allenamenti; il ragazzo era voltato di schiena, cosa che concedette a Bakugou abbastanza tempo per ricomporsi e afferrare un poco di razionalità, abbastanza per non sembrare un pazzo stravolto, poi una volta preso coraggio, si avvicinò bisbigliando al vento quel nomignolo che gli aveva affibbiato in giovane età.
Sorpreso l'altro si voltò, scrutando silenziosamente i taglienti lineamenti del biondo, bagnati in maniera estremamente sensuale dalle sfumature aranciate del sole morente e mentre risaliva con attenzione lungo il suo meraviglioso volto pallido, notò una scintilla vitale risplendere nelle sue iridi infuocate, ai suoi occhi era una visione celestiale, di una bellezza tale da poter toccare le corde più intime del suo animo, dunque gli parve che dire una qualsiasi parola sarebbe stato superfluo, quasi irrispettoso di quella presenza eterea. Si limitò semplicemente a seguire attentamente ogni movimento del suo migliore amico d'infanzia, con il fiato sospeso in gola, stupito di come Katsuki non avesse ancora notato nulla di tutto questo, nonostante fosse un attento osservatore, ma si disse che probabilmente era perché quel giorno in particolare era parso estremamente distratto. Fortunatamente il ragazzo si decise a cominciare la conversazione prima che Midoriya finisse con l'inciampare in uno dei suoi ragionamenti infiniti, dicendo: «Ho bisogno di parlarti, Deku...» il tonò che utilizzò risuonò in maniera completamente differente dalla norma, infatti la sua bassa e rauca voce maschile parve addolcirsi inaspettatamente, ma ancora una volta non un singolo suono fuoriuscì dalle labbra strette del più basso, ancora ammaliato da quel cherubino che sedeva naturalmente al suo fianco, come una crudele illusione infernale, volta ad aumentare ulteriormente le pene del suo animo.
I rubini di Katsuki tremarono leggermente sotto la spaventosa pesantezza della situazione, aveva timore d'esser rifiutato e nella sua testa vagavano numerosi, giusti motivi per i quali l'altro non avrebbe dovuto neppure degnarlo di una sola briciola di pietà nel distruggere i suoi sentimenti, sospirò teso, si disse che non poteva semplicemente lasciarsi dominare dalle possibilità, ma che doveva rischiare, puntando tutto su quell'istante, sulla speranza e la determinazione difficilmente raggiunta nell'essere finalmente onesto, dunque proseguì: «Io voglio precisare che non sono un insensibile pezzo di merda, nonostante penso di averti dimostrato pienamente il contrario. Sai, con gli anni, crescendo, ho compreso quanto disgustose siano state le mie azioni passate e mi ci è voluto molto tempo solo per affrontare il fatto di averle commesse a cuor leggero. Non è stato semplicemente inaccettabile da un punto di vista eroico, ma anche a livello puramente umano e sono qui per più di una ragione, la prima è farti sapere che non ti chiederò di perdonarmi poiché credo che, per certe frasi, non ci sia alcun rimedio, spero soltanto di averti mostrato che sono cambiato, non sono più quella persona e che sono pienamente cosciente di essere stato un bastardo, a livello di un villain» notò subito come l'espressione lentigginosa del riccio si fosse contratta, dunque intervenne: «Ti prego, non tentare di addolcire la realtà dei fatti, quello che è giusto è giusto e non puoi negare che io abbia reso, negli anni, la tua vita un inferno con la mia cattiveria gratuita e tutto il bullismo che eri costretto a fronteggiare, maggiormente a causa mia» udì un sospiro, poi la voce gentile di Izuku dire: «Kacchan, non ti ho mai incolpato oppure odiato per questo, dovresti saperlo bene» «Lo so, ma penso comunque che avresti dovuto, eppure hai continuato a fissarmi con gli occhi luccicanti ogni volta che raggiungevo un buon risultato, dimmi, come credevi che sarei potuto restare indifferente? Non credo tu te ne sia mai accorto, intendo di come io finissi con il desiderare di sorprenderti ogni volta, che poi alla fine è l'unico vero motivo che mi ha spinto a voler diventare un eroe, però per me era più facile ripetermi che ti odiavo e che di te non mi importava nulla». Di tutte le cose che l'altro si sarebbe potuto aspettare, quelle parole che uscirono fuori dalle labbra del suo amico d'infanzia lo lasciarono completamente basito, più la conversazione veniva approfondita, maggiore era la parte vulnerabile di sè che Bakugou aveva deciso di mostrargli, cosa estremamente rara.
«Emh, posso chiederti un favore?» «Certo» «Lasciami parlare e basta, poi potrai dirmi tutto quello che vorrai» in risposta Izuku gli sorrise caldamente con un cenno affermativo, vedeva chiaramente quanto profondamente si stesse impegnando Katsuki per raccontarsi e lui non aveva alcuna intenzione di fermarlo.
«Vedi non l'ho realizzato finché non sono stato rapito, solo allora quando mi hanno proposto di divenire uno di loro mi sono accorto d'aver pesato "non lo farò, sono certo che deluderei Deku" e alla fine sono stato costretto a fronteggiare la realtà, tu non hai mai smesso di parlare d'inseguirmi ma forse, è stato il contrario, con io che cercavo disperatamente di attirare la tua attenzione, ho sempre voluto mostrarmi il mio lato più abbagliante, eppure nonostante tutti i miei sforzi potevi chiaramente vedere la mia vulnerabilità e mi sono spaventato, ero un bambino e tutti si aspettavano da me che fossi il migliore, dunque credevo che allontanarti fosse la cosa più logica, anche se non me lo hai permesso e non puoi capire quanto io sia grato alla tua assurda ostinazione nel cercare del buono anche in qualcuno come me...» si fermò per qualche istante, la voce aveva tremato nelle ultime parole che si era cacciato fuori, ma non desiderava ritrovarsi in lacrime dinnanzi alla persona alla quale si stava disperatamente per dichiarare, sarebbe stato troppo per il suo orgoglio, dunque cercò la forza di continuare: «...solo nell'ultimo anno, forse perché sono maturato, forse perché abbiamo affrontato tante cose insieme, o chissà, magari a farmi rendere conto di ciò da cui sono tanto lungamente fuggito, è stata la consapevolezza che le cose non sarebbero rimaste uguali per tutta la vita, ho capito da dove provenisse il mio maniacale interesse per te, lo so che ti sembrerà assurdo ed estremamente disgustoso se viene da me, ma io sono certo che quello che provo sia amore, anche se so di non meritare nulla da te, volevo almeno che lo sapessi» terminò puntando gli occhi lucidi verso l'albero che gli era di fronte, si era già mentalmente preparato al fatto che sarebbe stato rifiutato, ciò nonostante non trovava il coraggio di guardare Izuku negli occhi, dunque non poté rendersi conto dell'espressione sollevata del riccio, neppure del ghigno compiaciuto che si dipinse subito dopo sul suo volto lentigginoso.
Deku era stato così paziente per il semplice fatto che lo amava da quando ne aveva memoria, dunque negli anni aveva fatto in modo di poter strisciare tranquillamente nel cuore del biondo senza essere notato, sebbene aveva dovuto mantenere una discreta linea d'azione eppure dopo quel discorso tanto toccante non sapeva dire se avesse avuto successo, o se il loro fosse un legame che li aveva inconsapevolmente uniti sin dalla loro infanzia. Ad esser onesto nulla di tutto quello aveva più importanza, finalmente la sua più grande brama poteva dirsi appagata e per questo richiamò a sé l'attenzione del suo amato Kacchan, il quale inevitabilmente si voltò, lasciando che i loro sguardi gioiosi si scontrassero amorevolmente mentre diceva: «Come potrei considerare tutto ciò disgustoso quando io sono anni che ti amo, anche se non speravo che questo giorno sarebbe mai giunto» uno strano silenzio li avvolse, Bakugou non riusciva a credere a quello che aveva sentito, non poteva proprio capacitarsene, cosa fece ridacchiare appena il riccio, il quale in uno slancio inaspettato di baldanza afferrò il mento del biondo, rubandogli un bacio.
Inizialmente aveva pensato semplicemente di richiamarlo alla realtà con un breve contatto, tuttavia il sapore di quelle sue morbide labbra era stato troppo sublime, di conseguenza aveva preso a spingere con irrefrenabile persistenza contro l'altro, che tra il sorpreso e l'incredulo era scivolato leggermente indietro,permettendo a Izuku d'avere una posizione dominante in quel contatto e solo dopo una manciata di secondi Katsuki cessò ogni resistenza, schiudendo le proprie labbra nelle quali sentì scivolare la viscosa lingua di quello che era appena divenuto il suo ragazzo.
Respirava a fatica, ascoltando il proprio cuore scalpitare freneticamente nel suo petto scolpito, mentre percepiva il muscolo del più basso sfiorare e tormentare sensualmente il suo, in una deliziosa danza che lo portò a soffocare un gemito, quasi il suo corpo fosse improvvisamente mutato in qualcosa di completamente diverso, con una sensazione di leggerezza e debolezza improvvisa che lo portarono ad avvolgere le braccia contro il collo del ricco, il quale prontamente aveva portato una delle sue mani larghe a sostenere la vita stretta del più alto, divorandolo in un bacio sconvolgente nella sua natura passionale.
Quando si separarono Deku, insoddisfatto, morse leggermente il labbro inferiore dell'altro, in un lieve avvertimento di quella bestia libidinosa che nascondeva in sé, poi appoggiò la sua fronte contro quella di Bakugou, respirando lentamente, permettendo ad entrambi di perdersi in quel meraviglioso momento surreale, ma che sarebbe rimasto impresso a fuoco nei loro cuori, mentre divertito lui diceva: «Spero che ti possa andare bene un ragazzo inesperto come me nelle relazioni, dopotutto ho conservato tutte le mie prime volte per Kacchan» e mentre il vespro sfumava il ragazzo dalla chioma dorata comprese che, dietro quell'innocenza gentile, poteva nascondersi un terrificante talento per certe cose, imbarazzato com'era non disse nulla, percependo elettrici brividi risalire la sua colonna vertebrale, aveva creduto che in verità il proprio partner avesse molta esperienza dato quanto s'era perso in quel loro breve contatto, ma non disse nulla, abbandonandosi all'abbraccio accogliente che ricevette.
Dopo essersi confessati il loro amore i due decisero di tornare al dormitorio, tuttavia c'era un'evidente agitazione a scorrere nelle membra di Katsuki, il quale non sembrava per nulla a suo agio nel fronteggiare l'idea di dover rivelare la propria relazione, Izuku lo capiva perfettamente, Bakugou non era il tipo da rivelare senza fatica le proprie emozioni, probabilmente era ancora peggio per lui il dover accettare di non essere eterosessuale come s'era sempre ripetuto, anche se più che questo, il reale problema era la paura di perdere le poche, ma genuine amicizie che era riuscito a costruire dopo anni.
Midoriya si fermò improvvisamente trattenendo un sospiro, sapeva che probabilmente si sarebbe pentito di quello che stava per dire data la sua ingestibile gelosia, eppure in quel momento sentiva di non voler forzare il proprio ragazzo, dunque disse: «Kacchan, se vuoi potremmo tenere la nostra relazione un segreto per ora, non dovresti forzarti nell'estrenarla se non senti che sia il momento giusto» «Ne sei sicuro?» «Kacchan, smettila di preoccuparti così tanto, non mi stancherò di te se mi farai delle richieste, te l'ho già detto, non ti ho mai odiato per come mi hai trattato, ho comunque continuato ad amarti, quindi ti prego, abbi un po' di fiducia in questo» lui annuì inclinando un poco la testa e senza preavviso alcuno biascicò: «Mi dispiace, devo ancora...abituarmi» il ricco gli sorrise caldamente, mascherando la sua sorpresa nel sentire delle scuse scivolare dalle labbra dell'orgoglioso Katsuki Bakugou, dicendosi che probabilmente sarebbe stato un avvenimento più unico che raro, magari dovuto alla confusione del momento, poi tornarono insieme all'edificio dove tutti stavano aspettando impazienti Midoriya, desiderosi di scoprire come la confessione della castana sarebbe andata.
Appena i due misero piede nella sala comune degli sguardi curiosi indagarono il motivo della tranquillità che aleggiava tra di loro, eppure non dissero nulla, Katsuki si limitò a sedersi sul divano, nell'unico posto libero che era rimasto, lasciando che Uraraka potesse correre incontro al suo ragazzo e per quanto la sua espressione si fosse rivelata neutrale, Deku poté già scorgere un certo fastidio rifletptersi nelle pozze infuocate del biondo, cosa che lo fece sorridere appena, voleva davvero baciarlo in quel momento.
La timida ragazza, paonazza in viso, gli chiese con voce tremolante: «Deku, hai per caso letto la lettera che ti ho lasciato nell'armadietto questa mattina?» lui fece un cenno affermativo con il capo: «Forse dovremmo parlarne in privato?» domandò piuttosto certo che a nessuno avrebbe fatto piacere il venir rifiutato davanti a così tanta gente, eppure ella fece un cenno negativo, lui sospirò affranto chiedendosi perché la maggior parte delle persone lo credevano innamorato di lei. La invitò a sedersi, poi rispose ai suoi sentimenti: «Ho letto dei tuoi sentimenti e per quanto sia stato felice di ricevere questo tipo di lettera, non posso accettare» «Perché» nuovamente un caldo sorriso si fece spazio sul suo viso lentigginoso, mettendo in risalto quelle gemme lucente che aveva al posto degli occhi, mentre confessava: «Sono davvero spiacente, ma c'è qualcuno che amo da molto tempo» ella trattenne le lacrime, piegando leggermente il capo, in modo che la chioma castana potesse celare la sua espressione addolorata, per poi dire: «Va bene, capisco, spero che nonostante tutto possiamo continuare ad essere amici!» «Se per te non c'è problema, io ne sarei felice».
Dopo quegli eventi passò circa un mese, cosa che ci porta all'attuale situazione che si sta verificando durante un'ora di studio individuale: ci sono i membri più caotici della classe che fanno tutto meno che cercare di recuperare le lacune che hanno in alcune materie, ma non è certamente questo il problema, ciò che a Izuku sta facendo ribollire il sangue è vedere come Kirishima, con un leggero rossore sulle sue gote, sia attaccato al suo ragazzo, usando la scusa di non aver compreso alcune cose, dannazione, come fa Katsuki, nonostante la sua indiscutibile intelligenza, a non aver notato gli intenti civettuoli del suo migliore amico? Sente le dita prudergli a causa dell'irritazione, motivo per il quale le ha distese giocando a mantenere in equilibrio una matita, mentre la lascia ruotare, con il viso oscurato appoggiato sul palmo destro, puntando i suoi occhi, al momento assolutamente terrificanti, sulle due figure che gli sono davanti. Gli unici due individui che notano questo strano comportamento sono Kaminari e Sero, i quali si sono voltati per richiamare il fulvo, volendo coinvolgere in uno dei loro sciocchi giochi, tuttavia mentre stavano per urlare il loro nome a squarcia gola si erano pietrificati, avvertendo un senso di freddo innaturale penetrarli, come lame invisibili che avevano superato la loro pelle, scavato i muscoli e risalito le loro ossa nude, i due non sanno come spiegarsi il pericolo che pare incombere su di loro. Rimangono in silenzio ad osservare la scena, con la brutta sensazione che qualcosa di pericoloso sarebbe potuto accadere da un momento all'altro, quando improvvisamente Kirishima si volta chiedendo un piccolo consiglio al riccio, senza notare la freddezza con la quale l'altro lo scruta: «Midobro, secondo te, cosa ho fallito nella pianificazione di questo compito?» si tratta di una piantina con vari punti colorati, è una forma di pratica per imparare come intervenire in caso di attacco da parte dei villains, Izuku risponde con un tetro sorriso in viso: «In tutto, guarda avresti lasciato numerose via di fuga per i criminali, per non parlare del fatto che, secondo quanto hai scritto, saresti entrato senza accertarti della presenza di ostaggi e ben più grave non hai nemmeno controllato la formazione dei villains, osserva poi questo, dopo qualche istante saresti sicuramente stato accerchiato, poi ucciso. Sei fortunato a non aver agito così nella realtà e che Aizawa sensei abbia deciso di darti la possibilità di rimediare al brutto voto» termina facendo strisciare la sedia a terra: «Io ho finito i miei compiti, vado ad allenarmi» sibila scrocchiando il collo, prende un respiro profondo cercando un poco di lucidità mentre cammina verso la porta, sentendo Uraraka urlare: «Sei sicuro, stai bene ora?» lui mostra un semplice cenno del capo prima di sparire.
L'ora successiva ritorna tranquillamente in classe, senza abbandonare la sua espressione minacciosa o degli strani comportamenti che ostenta per tutta la giornata, fino a quando la classe viene portata al campo di allenamento per degli allenamenti combinati da svolgere in una sorta di torneo ad eliminazione. Deku tenta di protestare dicendo che ha paura di esagerare nel affrontare i suoi compagni di classe poiché è d'umore nero, eppure non gli viene concesso l'esonero, ritrovandosi dunque a schiacciare senza pietà i suoi avversari, riuscendo in qualche modo a fermarsi poco prima di spezzare loro qualche osso, così nelle semi finali è costretto a scontrarsi contro la causa della sua ira, Kirishima deglutisce teso, non è certo di sapere come affrontarlo poiché i suoi movimenti sono diversi dal solito, non riesce a leggerli, meglio dire che non può farlo poiché il riccio non sta seguendo uno schema, semplicemente trova i punti deboli dei suoi avversari per poi spezzare la loro guardia e sottometterli. «Credo ti convenga arrenderti direttamente Kirishima» la voce che usa risuona bassa e crudele nel silenzio che ha invaso il campo, mentre a qualche metro di distanza si odono i fragorosi colpi scambiati tra Todoroki e Bakugou, «Non vuoi? Bene, sarà un tuo problema tutto il tempo per il quale non potrai allenarti» ringhia predatorio, con gli occhi che paiono mutati in un nero profondissimo. Lo scontro comincia e in un battito di ciglia il fulvo è a terra che tossisce sangue, con braccia e gambe tenute in dolorose posizioni innaturali dall'altro, che si china sulla sua inerme figura sussurrando: «Prometti di tenerti alla larga da lui e non farò quei piccoli movimenti che mi consentirebbero di spezzarti gli arti» Eijiro comincia a sudare freddo, quello non sembrava neppure il Midoriya che era certo di conoscere e suppone che la causa del suo comportamento sia la sua vicinanza al biondo, non voleva rinunciare ai suoi sentimenti dunque tenta di utilizzare la sua unicità, una pessima idea dato che nonostante questo l'altro, fattosi più alto in quei mesi, gli spezza le dita facendolo urlare dal dolore: «Mi arrendo!» boccheggia, non significa però che avrebbe lasciato da parte la sua intenzione di dichiararsi a Katsuki.
Bakugou ha terminato con il battere Todoroki, sfruttando un suo attimo di esitazione, dunque i due sono riusciti a tornare indietro giusto in tempo per assistere alla fine dello scontro tra il fulvo e il ragazzo dalla chioma verde, il quale non sta più nemmeno cercando di celare tutta la sua irritazione, il biondo è preoccupato, in tutti gli anni nei quali lo ha conosciuto non gli ha mai visto addosso tanta crudeltà e teme che sia a causa del piccolo litigio che hanno avuto prima di dirigersi a scuola, si maledice per non aver ascoltato le sue lamentele, ma ora non ha tempo di pensarci, deve prepararsi allo scontro che sorprendentemente non avviene, l'altro dichiara la resa dicendo: «Meglio che non ci scontriamo, finirei per farti male, Bakugou» ecco che un'asfissiante ansia assale il petto muscoloso di Katsuki, da quando lo ha conosciuto non lo ha mai chiamato con il suo cognome, ne può concludere semplicemente che lui sia tremendamente infuriato, motivo per il quale non dice una parola, semplicemente lo segue negli spogliatoi chiamandolo. Kirishima nasconde il dolore per seguirli, vuole sapere che diavolo sta succedendo, così si ritrova con il fiato in gola a guardare Izuku a petto nudo, notando come il suo fisico fosse maturato, era voltato di schiena che guardava il proprio ragazzo: «Sei arrabbiato?» «No, sono furioso, è diverso» ringhia leggermente facendo rabbrividire i due presenti lì, distende i propri muscoli prima di intrappolare Bakugou fra le sue braccia, facendolo arrossire sotto gli occhi tristi di Eijiro, dicendo: «Non mi sembra di essere stato irragionevole in questi mesi, anzi direi d'esser stato piuttosto paziente, dunque ora dimmi, è così difficile ascoltare l'unica vera richiesta che ti faccio, per una volta?» l'altro abbassa lo sguardo mortificato, sul viso pallido e gli occhi rubino non c'è alcun segno dell'orgoglio che è solito ostentare, solo pentimento: «Mi dispiace...» «Mh, anche a me» «Hey, aspetta che significa?» chiede terrorizzato, sperando che non fosse un altro modo per fargli capire che la loro relazione è finita, nel silenzio dell'altro trova la sua conferma.
«Ora stai esagerando, per una cosa così stupida vuoi...» non ha neppure il coraggio di finire la frase, Kirishima è senza parole, quello era davvero il ragazzo del quale si era innamorato?«Tu proprio non riesci a capirlo vero, Bakugou?» «Ti prego non chiamarmi così...» implora con qualche lacrima che sgorga dallo sguardo distrutto, non vuole perderlo solo per la sua gelosia, lo ama così tanto che non saprebbe vivere senza di lui nella sua vita, dunque si aggrappa disperato alle sue braccia: «Ti prego non farlo, ti prego, farò qualsiasi cosa...» «Allora tieni le distanze dagli altri, dannazione, credi che io mi diverta? Non vuoi vedermi quando non riesco a contenermi, credimi» sibila minaccioso, mostrando un carattere completamente diverso del solito, non dice più nulla, si siede ansimando e preoccupato il biondo allunga le dita tremanti per sostenerlo, finendo per sentire il battito del suo cuore essere pericolosamente lento ma forte, in delle stoccate rumorose che lo preoccupano terribilmente: «Che sta succedendo?» «Sono arrabbiato, ma non posso sfogarmi, è normale. Solo che non credo mi riprenderò in fretta come le ultime volte» il loro discorso viene interrotto da delle voci che si odono dall'esterno, Katsuki se ne infischia se la loro relazione verrà scoperta, si trascina dietro il suo ragazzo dicendogli che doveva innanzitutto riposare poi avrebbero parlato di quello che stava succedendo, senza curarsi degli sguardi sorpresi degli altri.
Qualche ora dopo Midoriya è disteso sul letto, con un panno intriso d'acqua fredda che respira lentamente, cercando di non scivolare ancora nella propria furia, con il suo ragazzo seduto accanto al letto che chiede a bassa voce: «Che significa questo?» «Significa che non ho una buona personalità quando mi arrabbio o sono geloso, cosa ti aspettavi? Non potevo venir su angelico dopo tutti i maltrattamenti, sembra che io abbia sviluppato una certa violenza in questi casi, ma siccome non voglio andare in prigione per omicidio mi devo trattenere, quello che hai visto il risultato» il biondo non sapeva cosa dire: «Io...mi dispiace, ti prometto che cercherò di non provocare più nulla del genere, però ti prego tu non lasciarmi» bisbiglia tirando su con il naso, appoggiando la fronte contro il petto dell'altro, che ormai si era fatto di qualche centimetro più alto di lui, inaspettatamente sente delle mani grandi accarezzare la sua chioma mentre l'altro risponde: «Se rispetterai questa promessa e se ti va bene il dover avere a che fare anche con la parte peggiore di me, allora non lo farò» «Stupido Deku, se non fosse così non mi sarei abbassato a pregarti» grugnisce imbarazzato, per poi salire accanto a lui sul letto, aiutandolo a calmarsi, rimangono accoccolati fino all'ora di cena, quando scendono la voce divertita di Izuku giunge alle orecchie di tutti i compagni di classe preoccupati: «Oh andiamo Kacchan, non fare così, ti ho già detto che sto bene» poco dopo intravedono il biondo che, apprensivo, guarda l'altro accigliato ascoltandolo dire: «Mi sono calmato, non mi sentirò male di nuovo e non guardarmi così...» si accomodano al tavolo e incredibilmente Katsuki si accomoda accanto al riccio che sorride contento, capendo che probabilmente il suo partner avesse pensato che era giunto il momento di rivelare la loro relazione.
«Cosa è successo oggi, eri terrificante...» domanda Sero, deglutendo «Ero arrabbiato, ora sto bene, a proposito di questo, ti fanno male le dita Kirishima» «Si, anche se sono andato da Recovery Girl, ha detto che erano tutte rotte» risponde ottenendo degli sguardi preoccupati che sfumano quando sentono il colpevole dire: «Come ho detto ero davvero arrabbiato e credimi che se mi avessi ascoltato non ti avrei fatto male» nella sua voce c'è una punta di minaccia che sparisce quando addenta il primo pezzo del suo katsudon, gli occhi gli scintillano mentre si volta allegro verso il proprio amico d'infanzia: «Lo hai fatto tu, vero?» «Come diavolo hai fatto ad indovinare?» domanda l'altro sorpreso ottenendo una piccola risatina.
L'atmosfera fra di loro viene percepita stranamente dai loro amici, come di un segreto celato, che però si rende chiaro quando guardarono un film, Izuku si è messo seduto sul divano e fin troppo velocemente sono rimasti solo gli spazi a terra da occupare, eppure Bakugou sembrava alquanto disgustato dall'opzione: «Kacchan, vuoi sederti sopra me?» chiede tranquillamente mentre il film inizia, l'altro semplicemente si accomoda su di lui, lasciando stringere la schiena, per poi addormentarsi nel giro di mezz'ora, allacciando, nel suo quieto riposo, le sue gambe attorno alla vita del più alto che ride bisbigliando: «Porto Kacchan in camera» «Se ti serve una mano posso farlo io» si propone il fulvo, l'altro però ghigna dicendo: «Non ci riusciresti, quando si addormenta così non allenta la presa per nessuna ragione al mondo» e se ne va contemplando la sua vittoria, non è stupido, sa bene che ha origliato la conversazione negli spogliatoi.
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