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Frustrazione

«No» risuonò la voce indigniata di Katsuki nella sua stanza, cercando di combattere l'imbarazzo che gli scaldava le guance, sotto lo sguardo smeraldo di Deku, che lo fissava con un sopracciglio inarcato: «Andiamo Kacchan, almeno provaci» il tono di voce che aveva usato era più calmo del solito, più sicuro, mentre seduto sul letto del biondo, lo osservava come un lupo guarderebbe un coniglio.


Katsuki si morse il labbro inferiore, rifiutandosi ostinatamente di incontrare gli occhi del suo ragazzo, non importa quanto bene il nerd lo conoscesse, non poteva avere ragione, Bakugou si rifiutava ostinatamente di prendere in considerazione anche soltanto l'idea che magari, tutta la sua rabbia senza fine, l'agitazione, il nervosismo e la frustrazione che lo assediavano, avrebbero potuto trovare soluzione in una cosa tanto imbarazzante e degradante. D'accordo che con gli anni era maturato abbastanza da accettare il fatto che poteva essere un po' più sincero con sé stesso e le persone che amava, aveva imparato l'importanza di riconoscere i suoi errori ed agire tenendoli in mente, tuttavia non si era strappato di dosso il suo orgoglio e non aveva alcuna intenzione di calpestarlo per seguire il consiglio del suo riccio.

Con un sospiro Izuku si alzò dal letto, raggiungendo il giovane uomo con un passo, gli avvolse la vita con un braccio, lasciandogli piccoli baci lungo il retro del collo, sorridendo nel vedere come la pelle di quel punto reagisse al suo tocco delicato ed amorevole: «Kacchan, ti fidi di me?» domandò serio, accarezzando con la mano libera il fianco destro del suo fidanzato, il quale ruotò leggermente il capo di lato per guardarlo con i suoi luminosi occhi cinabro e un cipiglio infastiditio: «Nerd di merda non farmi domande del cazzo, lo sai che mi fido di te» rispose con tono offeso, come se per lui fosse inaccettabile che il proprio partner mettesse in discussione una cosa del genere ed era compresinbile, considerando che avevano affrontato una guerra insieme, sifdato la morte, per giungere tutti d'un pezzo all'ultimo anno della U.A..

Deku, per calmarlo, gli lasciò deile piccole, pure carezze con le labbra morbide, adorando ogni centimetro di quel viso meraviglioso e Katsuki, contento delle attenzioni, si era voltato nella stratta altrui, lasciando che il riccio gli afferrasse il viso con le mani per riempirlo di baci. Quando il ragazzo lentigginoso fu soddisfatto, con i pollici callosi sfiorò dolcemente la pelle morbida che fasciava gli zigomi del suo innamorato, gioendo nel vederlo rilassarsi velocemente e sfruttando l'occasione per continuare il discorso dicendo: «Kacchan, lo sai che non farei nulla che non ti possa piacere, l'ultima cosa che voglio è peggiorare la situazione. Lo so che è difficile per te anche solo considerare la cosa, ma la situazione ti sta sfuggendo di mano, per quanto sei teso non riesci neppure a dormire....» come per sottolineare la sua argomentazione, premette leggermente contro i cerchi scuri attorno alle sue iridi rubino, per poi aggiungere: «Proviamo con qualcosa di leggero, se ti infastidice o cose del genere possiamo smettere e non ti amerò di meno, Katsuki, va bene che ti piacciano o non ti piacciano alcune cose, non importa quali esse siano e ricordati che non hai bisogno di essere forte con me, perché adoro anche i tuoi lati peggiori».

Bakugou sospirò socchiudendo gli occhi contro le carezze che gli venivano rivolte, Deku aveva ragione sul fatto che il biondo dovesse fare qualcosa per la propria situazione, considerato che non dormiva praticamente più e sentire come avesse letto attraverso le sue insicurezze gli fece scaldare il petto, come se avesse bevuto una bevanda calda in pieno inverno, la sensazione che percepì fu altrettanto piacevole. Sapeva con assoluta certezza che Izuku era preoccupato, ma non gli aveva proposto quella situazione per pietà, era una cosa che prima di tutto desiderava provare e Katsuki dovette ripetersi che andava bene provare cose nuove con il nerd, che lui non aveva irrealistiche aspettative su di lui, ma anzi, lo amava proprio per le sue imperfezioni che lo rendevano così terribilmente umano ed afferrabile.

Inspirò piano, riempendo i suoi polmoni d'ossigeno e si decise ad accettare, dopotutto se le cose non fossero andate il peggio che poteva succedere era dire che avevano provato e non era andata bene, dunque sollevò lentamente le palpebre tremanti, osservando l'espressione rilassata e gentile del propiro partner atraverso le ciglia e in un sospiro, vagamente camuffato contro il palmo ruvido di cicatrici di Midoriya, acconsentì. Il riccio non ebbbe una di quelle reazioni esagerate che erano solite spuntare all'inizio della loro relazione, anche egli infatti aveva lavorato su sé stesso  e Katsuki ne fu grato, perché tutto l'entusiasmo dell'altro soleva mettergli pressione.

«Ok. Ma prima di fare qualsiasi cosa dobbiamo pensare alle basi: per te va bene usare il sistema dei colori? Intendo verde come va tutto bene, giallo come qualcosa non va, ho bisogno di una pausa e rosso come stop istantaneo?» l'altro annuì semplicemente, tuffando il naso nel collo di Izuku pur di non guardarlo, non importa che si fosse deciso a tentare, non riusciva a sopprimere l'agitazione che striciava nel suo stomaco o l'imbarazzo nel parlarne tanto apertamente, comprensivo Midoriya non disse nulla, semplicemente passando le dita, irregolari a causa delle numerose rotture, attraverso quello ribelli ciocche che ondeggiavano sotto il suo tocco come grano maturo al sole.

«Chiamami con il mio nome quando lo facciamo, lo so che ti imbarazza Kacchan, ma so che puoi farlo per me, va bene?» un altro cenno del capo e la voce tranquilla dell'altro riprese: «Mi devi promettere che se qualcosa non va, userai i tuoi coliri» «Verde è ok, arancione è aspetta, rosso è basta» si cacciò dalla bocca le parole nonostante fosse rosso fino alla punta delle orecchie e venne ricompensato un bacio sul capo e Deku che disse: «Bravo Kacchan, good boy* hai delle richieste per me?» il biondo ci pensò un attimo ma poi disse che non c'era nulla in particolare, dopotutto non sapeva bene come funzionassero quel tipo di cose e non aveva la minima idea se gli sarebbe piaciuto o meno.

Il riccio lo costrinse a sollevare il viso, lo baciò ancora una volta e si sedette sul bordo del letto, appoggiando una mano su una delle sue larghe cosce muscolose dicendo: «Kacchan, puoi venire qui e inginocchiarti fra le mie gambe?» il più alto fece come gli era stato chiesto, ignorando il bollore che gli aveva infiammato le gote porpora e il live pizzicore nel retro dello stomaco, si posizionò tra le forti gambe del suo partner e fu sinceramente ed estremamente grato che l'altro non gli avesse da subito impartito un ordine rigido o qualcosa del genere, perché sebbene non gli piacesse ammetterlo, Katsuki era un po' spaventato.

Midoriya appoggiò gentilmente le sue falangi e il suo grande palmo nella sua chioma ribelle dicendo: «Good boy, sei stato così bravo a fare come ti ho chiesto, così perfetto...» terminò i complimenti con un sospiro soddisfatto e qualcosa dentro Bakugou parve distendersi, un'ondata di solievo lo travolse inaspettatamente e rilassò i muscoli contro la coscia soda alla sua destra, ascoltando la voce gentile sopra di lui avanzare la prossima richiesta, in maniera più ferma e simile a un comando: «Kacchan, togliti i vesti per me e rimani solo in boxer» questa volta il più alto non si era neppure fermato a pensare, fare come gli veniva detto era sembrato così facile che prima di rendersene conto era tornato ad appoggiare la guancia contro i muscoli flessuosi del suo ragazzo, spogliato di tutto se non dei porpri boxer scuri.

«Guardati, così bravo e meraviglioso... stai andando così bene» grazie a quelle parole Katsuki imparò che ogni volta che seguiva gli ordini dati, veniva ricompensato con una stringa di complimenti e qualche tocco delicato e distantamente, tra i pensieri caotici che lentamente si calmavano, una voce parve sussurrargli che non aveva alcun bisogno di riflettere, perché se faceva il bravo, la completa attenzione di Deku era su di lui e poi che bisogno aveva di preoccuparsi? Se poteva mettere ad occhi chiusi la sua vita nelle mani del giovane uomo coperto di cicatrici e lentiggini, poteva lasciargli anche prendere il controllo in quella situazione, senza essere mortalmente teso e preoccupato per quello che gli avrebbe potuto chiedere di fare.

E quando il biondo alzò lo sguardo, vide riflessi negli specchi color foresta dell'altro soddisfazione e un desidero che appravi senza fine, un brivido delizioso scivolò lungo la sua schiena, gli piaceva più di quanto voleva ammettere la sensazione di essere tanto profondamente bramato.

«Sei in resistibile in ginocchio per me, guarda...» mormorò Izuku, guidando con attenzione ed estrema cautela la testa di Bakugou, affinché potesse vedere il chiero segno della sua eccitazione attravero i pantalonicini che indossava, diventati fin troppo stretti nell'avere davanti la delirante visione di un Kacchan predisposto ad ascoltare qualsiasi cosa dicesse, che spontanemante si era messo in una posizione di vulnerabilità e sottomissione. Tutto ciò a cui riusciva a pensare era che voleva dare talmente tanto piacere al proprio ragazzo che il biondo lo avrebbe implorato di farlo di nuovo; sentiva il viscerale bisogno di prendersi cura del suo coraggioso e perfetto Katsuki, che nonostante tutto si era messo nelle sue mani, avendo fiducia che il riccio non avrebbe abusato del potere che gli era stato dato. 

«Apri la bocca» esigette il più basso dei due e l'altro dischiuse le labbra leggermente screpolate, osservando languidamente le grosse mani di Izuku che liberavano il proprio sesso, per poi farlo scivolare nella bocca calda e umida davanti a sé con un grugnito compiaciuto. Kacchan parve essere colpito da una piacevole scarica elettrica lungo il corpo rilassato e malleabile, forse era stato il sentirsi incredibilmente desiderato dal suo partner che lo fissava come fosse stato Adone in persona, o magari a scuoterlo tanto profondamente era stata la consapevolezza che lui solamente poteva soddisfare questa parte segreta di Deku, che a nessuno oltre lui era stato concesso di scorgere la natura più ombrosa del retto eroe; non lo sapeva, però era più che certo che la soddisfazione e gli faceva contorcere le viscere fosse qualcosa di nuovo e potente, poteva già sentirsi dipendente dall'adrenalina che cominciava lentamente ad invadere i suoi vasi sanguigni, mentre lasciava che la lunghezza di Midoriya esplorasse la sua gola, testando il limite prima che il povero biondo rischiasse di strozzarsi.

I movimenti di bacino compiuti dal riccio erano lenti e ben calcolati, votati a non far terminare il tutto troppo rapidamente e sopratutto per assicurarsi che Katsuki non si facesse male o avesse una terribile prima esperienza con il sessso orale. In realtà si era aspettato che il ragazzo inginocchiato mettesse più resistenza a causa del suo orgoglio persistente, perciò vedere con quanta facilità il suo stato mentale stava scivolando dal suo solito io combattivo ad uno sottomesso, gli riempì il petto d'orgoglio, facendo vibrare la sua parte più untima dal forte bisogno di coccolare e premiare il suo fantastico fidanzato e come bonus aveva di molto aumentato il livello della propria libidine.

Anche mentre l'eccitazione solleticava il suo ventre, la sua completa attenzione era su Kacchan, sul modo in cui aveva dischiuso le palpebre abbandonandosi completamente all'atto, parlandogli di tutta la fiducia che aveva nel riccio, il modo in cui la sua lingua morbida si muovesse incerta contro il suo pene, nel tentativo di compiacerlo, la salivazione copiosa dovuta non solo al fatto che fosse più difficile per lui deglutire, ma anche dal desiderio fervente che doveva aver travolto il biondo o come i suoi palmi avessero cominciato a scaldarsi, segno che stava lentamente perdendo il controllo nel modo più dolce. Tutto di quell'atto era focalizzato e modellato sui bisogni e sulle reazioni di Bakugou, perché sebbene il Dominante fosse quello a tirare le redini della scena*, era il sottomesso a decidere, senza saperlo, le azioni stesse dell'altro.

«Kacchan...sto per venire, puoi ingoiare per me?» chiese tra ansimi e gemiti gutturali il ragazzo lentigginoso, avvertendo i sintomi del suo orgasmo sempre più vividi, notando come lui non gli avesse risposto, Izuku sfilò lentamente la propria erezione dall'accogliente bocca del biondo, il quale aprì gli occhi lentamente come fosse appena ucito da una trance e lo guardava confuso, in risposta ricevette una piccola carezza sulla guancia e ripetè la domanda: «Uh...verde» biascicò con voce roca, balbettando leggermente attorno alla prima lettera del colore e se avesse potuto, quando Midoriya gli accarezzò la testa sussurrandogli «good boy» avrebbe probabilmente fatto le fusa, da come aveva spinto teneramente contro il palmo per godersi il contatto, più che contento nel tornare alla situazione precedente, con la calda e pulsante asta in gola, seguita dopo qualche minuto da un liquido caldo e viscoso contro la lingua, salato e un po' amaro, ma che sapeva terribilmente di Deku.

Katsuki si rese conto con un sussulto, che non si era accorto del tempo che era passato, non aveva notato il leggero dolore alla mascella che aveva dovuto tenere ben aperta o il fastidio nell'essere rimasto tanto con le ginocchia, era come se la sua mente fosse stata riempita da una coltre di fumo e le dolci parole di lode accanto al suo orecchio non facevano nulla per disperderla, ne era grato perché per una volta i suoi pensieri non minacciavano di soffocarlo, si sentiva così terribilmente contento da averne timore, quella sensazione di giusto lo avvolgeva come una morbida coperta e fu grato di come le mani gentili di Izuku lo aiutarono a mettersi in piedi sulle gambe tremanti, facendolo stendere sul materasso.


«Sei andato splendidamente, sei stato così bravo...» la pausa che attraversò il tono reverente del dominante venne sfruttata dal più alto per guardarlo e galleggiare nella piacevole certezza di essere l'intero mondo del giovane uomo che lo sfiorava, quasi fosse stato un tesoro esotico da preservare con la massima cura. Bakugou non aveva mai creduto di essere un tipo bisognoso di attenzioni eppure, in quel momento, sentiva di non averne abbastanza, voleva tutta l'attenzione del suo partner su di sé e gioiva soddisfatta nel sapere che era così, dopotutto l'altro aveva notato i punti di fastidio e li massaggiò dolcemente finendo di parlare: «Ora mi prenderò cura di te Kacchan, ma prima dimmi, cosa fai se quello che faccio non ti piace?» «Uso i miei colori, giallo o rosso» Izuku gli stampò un bacio rovente come l'inferno, con le loro labbra febbricitanti e bramose premute le une contro le altre e le loro lingue che si muovevano come in un ballo maledetto, poi però il riccio insoddisfatto prese a succhiare al muscolo umido del biondo carpendogli un gemito, poi un altro nell'eplorare il suo palato.

Midoriya, in quello scambio ardente, liberò l'amato da pantaloni ed intimo, poi si costrinse a separarsi da quella bocca tentatrice, scivolando lungo la linea ben definta della sua mascella, poi lungo il collo e in un impulso di possessiva gelosia, decise di coprire di miradi di macchie quella pelle lattea, godendo dei suoni di puro piacere che il biondo ormai non tentava più di trattenere e avido, come la lupa descritta da Dante, spingeva i suoi denti candidi contro la carne morbida, lambendo la zona in cui la clavicola incontra la spalla, per poi affodarvi la dentatura perfetta. Non si diede però pace finche incontrò i morbidi muscoli dei suoi pettorali scolpiti e lì affondò con le mani, stimolando il capezzolo sinistro con le dite, mentre al destro si dedicava con la sua bocca ingorda, godendo dei gemiti più acuti e sonori che ora Bakugou produceva, aggrappandosi ai ricci verdi del proprio innamorato, come a cercare di perdere la testa sotto lo scrosciare di quelle nuove e travolgenti sensazioni.

E ancora giù quelle peccaminose labbra si spinsero, curvandosi in un ghigno divertito nell'avvertire sotto di essi gli addominali di Katsuki tremare, proseguendo spietatamente sull'inguine dove, il dominante fra i due, decise di cominciare una lenta tortura per spingere il suo fidanzato nella perdizione più completa. Con questo obiettivo in mente assaggiò ogni centimetro di pelle come quella tra il bacino e il femore, quella ad un passo dal sesso eretto e arrossato del biondo, che tuttavia non sfiorò, scendendo crudelmente lungo quelle forti cosce scultoree, in un reverente percoso di baci e morsi che coprì entrambe quelle peccaminose gambe.

«Deku...» si lamentò ansimando, come fosse stato ebro e con un sorriso un po' crudele Midoriya tirò una sculacciata sulla coscia destra del ragazzo, che con un rantolo sobbalzò sorpreso, fissando gli occhi cinabro in quelli smeraldini della'altro: «Kacchan, sei stato così bravo fin'ora, non vuoi comportarti male proprio ora vero?» il modo vivace nel quale egli scosse la testa in negazione fece provare ad Izuku il profondo desiderio di baciarlo su tutto il volto livido, perché era così tremendamente adorabile e nudo, spogliato di quella maschera cucitagli addosso da una società opprimente. «Allora come mi chiamo?» confuso il biondo arricciò il naso poi, incerto e teneramente imbarazzato balbettò: «I-Izuku» «Good boy, sei stato bravissimo. Ti meriti un premio, quindi ti farò scegliere cosa fare adesso» un suono nasale e strozzato, stranamente alto fuoriuscì da Bakugou che lo guardava come se non avesse la più pallida idea di cosa dire, come se improvvisamente pensare fosse diventata la cosa più ardua possibile, dunque Deku fu veloce a proporre qualcosa per lui: «Vuoi la mia lingua qui...» scandì passando il muscolo umido dalla base del suo organo pulsante alla punta, per poi proporre l'alternativa: «...oppure qui?» terminò leccando contro la sua apertura e con dei suoni quasi simili a dei miagoli riuscì a buttare fuori, sebbene in maniera quasi incomprensibile, quale delle due opzioni preferisse.

Bakugou si dimenava come fosse sui carboni ardenti, non era la prima volta che la calda e umida lingua di Izuku lo penetrava, tuttavia senza sapere perchè la sensazione che lo travolse parve infitamente più mozzafiato del normale e tanto si muoveva che le mani larghe e pesanti del suo partner dovettero fare pressione sul suo bacino, affinché almeno in quel punto rimanesse fermo, senza poter sfuggire al piacere inumano che fioriva in lui. Gli sembrava quasi di essere sulle montagne russe, impaziente mentre la giostra saliva, saliva e ancora saliva e proprio quando era ad un passo dal precipitare e godere dell'adrenalina, Midoriya si tirò indietro, passando la lingua sulle sue labbra peccaminose, sorrise ai suoni lamentosi dell'altro e si abbassò contro il suo corpo madido di sudore, finché accanto al suo orecchio sussurrò: «Kacchan, tranquillo, presto avrai l'orgamso migliore della tua vita».

Nel giro di qualche istante il biondo si era ritrovato con le gambe spalancate e spinte contro il suo petto macchiato di viola, mentre le dita larghe e nodose del suo fidanzato, bagnate del lubrificante che Katsuki non gli aveva visto prendere, lo dilatavano in modo che avesse potuto poi accomodare tranquillamente il sesso altrui, questa volta però non fu lento e gentile nel muoversi ma veemente e malizioso nel massaggiare senza sosta la sua prostata, creando nel più alto un'esplosione di emozioni che gli fece inumidire gli occhi, ma ancora una volta prima che potesse giungere al culmine il dominante si ferò, godendosi la visione di piccole lacrime che bagnavano gli zigomi purpurei.

Un singhiozzo tremante riflettè la disperazione del povero Bakugou, la cui mente ormai era come piena di una fitta coltre di fumo che non riusciva a dissipare e il bisogno febbrile di liberarsi della tenzione che pesava sul suo corpo, come a confortarlo Izuku si sistemò tra le sue gambe bisbigliando: «Va tutto bene, ora mi prederò cura di te Kacchan, repira per me» e smanioso di venir premiato, il ragazzo esplosivo fece come gli era stato detto, rilasciando il respiro che non si era accorto di star trattenendo e prendendo delle grosse boccate d'aria, abbandonandosi nella sensazione della pelle bollente del dominante contro la sua, un peso che ancora lo teneva ancorato alla realta di quel momento, insieme alla voca strozzata che udì: «Good boy, continua così, so che puoi farcela» e poi avvertì il pizzicore piacevole del suo antro che si espandeva attorno al pene dell'altro, che in una vigorosa spinta di reni aveva raggiunto direttamente il punto più sensibile del sottomesso, che da quel momento in poi si perse completamente.

Midoriya aveva spitatamente cominciato a muoversi in maniera burrascosa e chilurgica, con la forza di un tornado premeva continuamente contro la prostata del biondo, ora ridotto con il corpo tremante, umido e urli di pura estasi che probabilmente erano scappati alla privacy della stanza, il pensiero che qualcuno potesse udire quando profondamente suo fosse Bakugou e la consapevolezza che egli avrebbe sfoggiato i succhiotti che il riccio gli aveva lasciato, parvero placare la seta della sua parte più malvagia e ingorda, quella gelosa che sarebbe stata pronta a chiudere il suo amato Kacchan in una gabbia di vetro, per tenerlo lontano dal modo. Vederlo così perso e vulnerabile, annegare nella libidine ma continuare disperatamente a cercare un contatto con Izuku, rilassava quella parte di sé tesa e sempre pronta a scattare, quell'angolo nascosto della sua anima che sospettava essere di natura così nera da avere un seme criminale, ma non importava perché quell'angelo caduto tra le sue braccia gli apparteneva e nessuno oltre lui sarebbe stato capace di appagarlo, non avrebbe permesso a nessuno di portarglielo via.

«Izuku...Izuku...» incoerente il più alto stringeva quel nome fra le labbra socchiuse, gonfie e umide, come se non conoscesse più altra parola all'infuori di quella, mentre le sue interiora si stringevano attorno al suo membro rigido, segno dell'orgasmo alle porte del sottomesso che con un paio di altre spinte urlò, aggrappandosi disperatamente alle spalle salde di Midorya, con il corpo che pareva folgorato, quasi avesse le confulsioni con quanta ferocia tutti i muscoli del suo corpo si tendevano e rilassavano, per poi ammorbidirsi completamente sotto il tocco di Izuku che soddisfatto giungeva al suo compimento nelle profondità del suo biondo adorato.

Per Katsuki era stato come se un fulmine lo avesse colpito, come se la sua mente fosse stata completamente bruciata dalla scossa elettrica che aveva disarcionato la sua coscienza di sé via dal suo corpo, tutto quello di cui era cosciente era la sicura e presente esistenza di Deku al suo fianco e fu così fino a quando sentì qualcosa di umido e caldo contro la pelle ardente, poi lentamente si rese conto delle carezze delicate che reverenti, percorrevano il suo corpo molle ed insieme all'odore muschiato nell'aria, realizzò che aveva gli occhi chiusi, ma quand'era successo? Provò ad prirli ma erano così pesanti e la cola gli bruciava come se non bevesse da ore, tutto ciò che potè fare fu mugugnare confuso, cullato dal leggero suono dell'acqua attorno a sé.

«Kacchan, sei con me?» un altro suono, distante dal linguaggio umano, raggiunse le orecchie del riccio, che con un sorriso bacio la guancia destra di Bakugou: «Non preoccuparti, ora mi prenderò cura di te, ok?» il biodno dovette usare tutta la sua energia per annuire, dunque sfinito poggiò il capo contro una delle spalle del suo partner, lasciando che la spossatezza che era riuscito a scostare da sé per qualche istante tornasse a pervalerlo, sotto gli attenti occhi smerlado dell'altro. Izuku fece attenzione nel lavarlo gentilmente, per non stimolare troppo il uso corpo sensibile, avendo comunque cura di ripulirlo per bene, poi lo fasciò con l'asciugamano più soffice a disposizione, lo vestì e lo riportò in camera, maledicendo sotto voce il fatto che i dormitori avessero le docce in comune.

Fortunatamente erano tutti impegnati con allenamenti, compiti e quant'altro dunque non incontrò nessuno, una volta tornato nella camera di Katsuki, aiutandosi con i propri quirk cambiò il letto e vi depositò gentilmente il biondo, lo baciò sulla fronte e con quanta più velocità possibibile si procurò delle bottigliette d'acqua, sospirando sollevato nel notare che non si era svegliato senza di lui; l'ultima cosa che Deku voleva era che il più alto richiasse un subdrop a causa della sua lontananza.

Dopo qualche ora, finalmente potè fronteggiare nuovamente quei bellissimi occhi cinabro che lo guardavano ancora assonnati, lo aiutò a sedersi contro il muro e gli passò l'acqua affinché la bevesse, tenendo sempre la sua mano sul corpo del biondo, in quanto aveva notato che egli pareva necessitare di sentirlo vicino, poi Katsuki si accoccolò contro il suo petto, rammentando l'imbarazzo e le piacevoli sensazioni che ancora percepiva. Con il petto caldo di emozioni bisbigliò con voce roca e provata: «Grazie» era difficile parlare ma sperava che l'altro lo avesse capito, che comprendesse che lo stava ringraziando per avergli dato esattamente ciò di cui aveva bisogno, perché si prendeva sempre cura di lui nel migliore dei modi e perché continuava a non abbandonarlo, nonostante tutti i problemi che aveva ad esprimersi ed essere onesto con sé stesso.

«Amo prendermi cura di Kacchan, non preoccuparti e grazie per esserti fidato di me, per averi permesso di aiutarti e per esserti esposto così tanto, so che per te non è stato facile e sono fiero dei progressi che stai facendo» disse semplicemente Midoriya, lasciando un paio di casti e morbidi baci contro le labbra del proprio partner, ridacchiando appena nell'adorabile ed inaspettato slancio di timidezza che travolse il ragazzo esplosivo, portandolo a nascondere il volto nei pettorali del riccio, che lo cinse amorevolmente, grato che mancasse ancora almeno un'ora alla cena, perché gli lasciava abbastanza tempo di cocclare Katsuki e immergersi insieme a lui nei sentimenti di contentezza e soddisfazione che li avvolgevano come morbide piume.

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