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É con me che vuoi stare

Quella mattina a scuola c'era stato un vitale brusio e delle calorose felicitazioni per la nuova coppia formatasi all'interno della sezione A del corso per eroi, quasi tutti erano stati contenti e avevano salutato con un sorriso Kirishima, paonazzo in viso e Katsuki, quella relazione agli occhi di molti era perfetta, destinata a durare per anni.
C'era stata una sola eccezione ben calcolata, Izuku infatti si era alzato durante la pausa pranzo e facendo finta di sbattere casualmente contro Eijiro gli aveva rivolto un sorriso glaciale, degno dell'Unione dei cattivi, per poi bisbigliare a denti stretti: «Vediamo quanto durerà, non supererete i due mesi. È adorabile il fatto che tu abbia fatto la tua mossa in fretta e furia ma non cambierà il risultato finale, ti sei solo inimicato la persona sbagliata» furono parole dure e crudeli che tanto cozzavano con la sua solita zuccherosa personalità, ma che perfettamente calzavano la sua innata ossessione per Bakugou, cosciente che solo lui avrebbe potuto amarlo tanto disperatamente.

Chiaramente Midoriya si premurò di non far udire ad altri quanto pronunciò, poi se ne andò con il suo solito sguardo angelico e gentile dai suoi amici, i quali lo accolsero a braccia aperte, trascinandolo nelle più bizzarre conversazioni possibili, non si lasciò però sfuggire l'opportunità di lanciare uno sguardo ardente e predatorio nei confronti del biondo che tanto bramava, accertandosi di essere notato e si leccò le labbra sensualmente prima di riportare tutte le sue attenzioni a Todorki. Izuku fece calcoli accuratissimi mentre, in quelle settimane che trascorrevano velocemente, lasciava indizi a Katsuki dei suoi sentimenti, giusto per fare insospettire il ragazzo affinché dubitasse del proprio comportamento, o meglio, cadesse in tentazione.

Tuttavia era stato davvero difficile per il riccio dover sopportare le eccessive effusioni a cui il fulvo si abbandonava in classe, per sentirsi più al sicuro rispetto alle minacce di Deku, il quale però era riuscito in qualche modo a trattenere la propria rabbia e quella voce, urlante, dentro di sé che lo pregava di spezzargli ogni osso del corpo e abbandonarlo vicino qualche covo di villains affinché si divertissero con lui, sembrava davvero incapace di agire razionalmente ed in maniera eroica ogni qualvolta Bakugou fosse coinvolto e presto fu costretto a trascinarsi lungo i corridoi della scuola verso l'ufficio del suo coordinatore di classe, già a conoscenza della sua situazione medica.

Bussò tranquillamente, ignorando come dei passi curiosi lo avessero seguito, sorrise in modo soddisfatto, era bene che quei ficcanaso della sua classe, avendo notato la forzatura dei suoi sorrisi e uno strano modo di comportarsi, lo avessero pedinato per scoprirne la causa, giusto perché questo avrebbe sicuramente giocato a suo favore. «Avanti» ed entrò, lasciano la porta intenzionalmente socchiusa alle sue spalle mentre si accomodava sulla sedia dinnanzi alla scrivania del professore con sguardo serio, questo fu sufficente perché Aizawa si rendesse conto che Izuku non era lì per una visita di piacere e solo una poteva essere la causa.

«La tua condizione è peggiorata?» il ragazzo annuì in un sospiro: «Come è ovvio non ho più bisogno di antidepressivi da quando ho avuto quella crisi psicotica e la mia personalità ha preso una strada ben opposta. Tuttavia quell'istinto pericoloso e spaventoso del quale vi ho raccontato si sta facendo ogni giorno più forte, come una mania, un istinto fisico che non posso controllare e professore, posso giurarle che non sembra voler esplodere in maniera positiva. Qui rischio di perdere completamente la testa...» l'uomo sospirò pizzicandosi il naso, appoggiò la penna sul legno e si appoggiò con le labbra sulle proprie mani pensieroso.
«Abbiamo scoperto che la terapia non funziona dato che non instauri alcun tipo di legame con il terapeuta, per altro nemmeno i quirk di trattamento sembrano aver avuto alcun effetto in quanto i tuoi sentimenti sono troppo fortemente radicati, tanto da costituire la base della tua personalità e dato che non puoi abbandonarli senza.... Beh diciamo che l'unica soluzione che è praticabile, secondo i medici confrontati fino ad ora, è quella di prendere dei sedativi, di leggero dosaggio» «Immagino di si, voglio dire, se continua così potrei davvero avere un attacco di rabbia e a quel punto se non riuscissi a trattenerlo farei davvero del male a qualcuno, ma se non potessi sfogarmi la mia salute subirebbe un duro colpo, di nuovo, quindi non vedo perché rifiutare» Aizawa fece un cenno con il capo e abbassò leggermente lo sguardo, chiaramente stava per comunicare al riccio qualcosa che non gli avrebbe fatto piacere.

«Siamo stati costretti ad informare tua madre e a porgerle la cartella clinica. Dunque ha avuto accesso a tutte le informazioni su di esse riportate, compresi... beh tu sai cosa. Non preoccuparti, non ha intenzione di interferire nella tua permanenza qui, anzi sembra aver compreso che frequentare la scuola è positivo perché ti dà modo di sfogarti e distrarti, ha dato il suo consenso per le consulenze mediche cicliche che affronterai una volta al mese e alla cura farmacologica...» «Immagino che non ci fosse altro modo, va bene grazie professore» disse atono Midoriya chinandosi in avanti in forma di rispetto, poi prese il flacone arancione che l'uomo gli porse, prima di uscire con posso calmo dalla stanza ignorando l'evidente gruppo di ragazzi che correvano nella direzione dei dormitori.

Infilò nelle tasche dei pantaloni le proprie medicine e camminò un po' in giro per i corridoi scolastici, solo quando fu certo che i propri pensieri si fossero schiariti e calmati, smaltita la rabbia che per nessuna buona ragione lo aveva pervaso nel sapere che sua madre aveva scoperto quello che aveva voluto tenerle segreto, fece il suo ingresso nella sala comune dove tutti gli occhi si puntarono su di lui, chi in maniera evidente, lo fissavano incerti se dire qualcosa oppure rimanere in silenzio.
Uraraka gli si avvicinò titubante chiedendogli di poter parlare in privato, lui annuì in un sospiro grattandosi nervosamente la nuca e si fece seguire fino alla propria stanza, la lasciò entrare e si sedettero sul letto, uno accanto all'altra: «Emh, ecco, volevo dirti che mi sono invaghita di te!» lui fece un cenno con il capo, guardando il muro «All'inizio sono rimasta semplicemente sorpresa dal fatto che tu mi avessi salvata e forse sono rimasta vittima del fascino dell'eroe. Tuttavia progressivamente mi sono infatuata della tua personalità e-» «Mi dispiace, ma davvero non mi conosci così bene... Nessuno di voi lo fa e ti sei persa una cotta per qualcuno che non esiste più da molto tempo» disse con una strana espressione in viso, mista tra nostalgia e dolore mentre si alzava, dandole le spalle: «Se mi ascolterai ti racconterò qualcosa che sanno solo pochissimi, ma dovrai promettermi che se non ti darò il permesso di divulgarlo tu lo terrai per te» «O-ok» la castana era confusa, stava venendo rifiutata? Aveva ancora una speranza?

«In realtà quando avevo quattro anni sono stato diagnosticato un senza unicità, da quel momento tutti coloro che erano intorno a me hanno cominciato a maltrattarmi, ciò che mi ferí maggiormente fu che il primo fra tutti fu il mio migliore amico, Kacchan. Più gli anni passavano, peggiore era la situazione e giusto alla fine delle medie, oltre ai continui abusi fisici e psicologici da parte di coetanei e adulti, Kacchan mi disse che era meglio che mi togliessi la vita. Poco dopo rimasi coinvolto in un incidente, insomma successero varie cose che non posso dirti e qualcuno disse che ero eroico nel cuore, che nonostante la mia impotenza avevo rischiato la vita per salvare qualcuno e per questo mi ha donato il suo potere. Ora sai perché ho così tanti problemi a controllarlo, l'ho ottenuto il giorno stesso dell'esame...» fece una pausa voltandosi a guardarla: «La verità è che è da ancora prima di essermi presentato senza poteri che sono innamorato di Kacchan, diciamo pure che non ho avuto vita facile ma se lasciassi andare questi sentimenti impazzirei. Vuoi vedere quali sono i lasciti di quagli anni? Poi potrai dirmi se riusciresti ad amarmi davvero» «V-va bene» balbettò, sentendosi in colpa per aver pensato di conoscerlo meglio di chiunque, quando in verità non sapeva molto di lui.

Quel pomeriggio Ochaco scoprì delle cicatrici nascoste sul corpo del ragazzo, segni di pura disperazione, scoprì lo stampo dell'elettricità sulla sua pelle del bacino, di quella volta che aveva provato a togliersi la vita ma non ci era riuscito e scoprì anche di come la sua mente fosse ad un passo dal collasso, della sua ossessione incontenibile per Bakugou e di tutti quegli aspetti che solo il riccio di lui conosceva, seppe anche della rabbia che lo infiammava da quando Kirishima s'era messo con il biondo. La castana comprese che nel suo cuore per lei non c'era spazio e per quanto questo l'avesse resa triste, Midoriya aveva ragione, non poteva amarlo sapendo quanto poco fosse rimasto dell'eroico ragazzo del quale si era infatuata e di quanto, in realtà lo avesse idealizzato, distorcendo la sua figura nel modello del principe azzurro che ogni ragazza sogna e non glielo nascoste, questo fece crescere la loro amicizia e liberò entrambi da un grosso peso: lei da quello dei suoi sentimenti, lui da quello di non avere amici su cui fare affidamento.

Poi scesero nella stanza comune dove tutti attendevano tesi, sapendo che ella aveva intenzione di dichiararsi, i due erano piuttosto tranquilli ma non stavano agendo  come un coppia. Gli occhi rubino di Katsuki bruciavano sulle loro figure, egli ribolliva dentro all'idea che quella donna avesse potuto poggiare le sue mani sul corpo meraviglioso di Deku, il suo cuore doleva ma non aveva il coraggio di essere onesto, né con quello che desiderava né con l'uomo che desiderava sul serio, anzi, sapeva bene che non avrebbe mai ricambiato i sentimenti di Kirishima, si sentiva male per questo nonostante lo avesse avvertito, ricordava la faccia ferita che il rosso fece quando gli disse chiaramente di amare profondamente qualcuno che però non lo avrebbe mai ricambiato, che potevano provarci ma era incerto della possibilità che l'amico avesse potuto farsi spazio nel suo cuore, già monopolizzato ed intossicato dal suo desiderio verso quegli occhi smeraldo che con gli anni erano diventati così misteriosi per lui.

Ma che diritto aveva di stare al suo fianco? Non era un idiota, sapeva di aver lasciato in lui ferite profondissime che non sarebbero mai guarite, tutto quello che poteva fare era struggersi da lontano, uccidersi ogni notte con sogni sempre più dolorosi al momento del suo risveglio, marcire con la gelosia nel cuore mentre si accontentava del miracolo di riuscire ad essere semplicemente suo amico. Iida, con uno sguardo simile a quello di Bakugou, chiese nervosamente come fosse andata, la sua voce aveva tremato leggermente, tradendo come si sentisse, ottenendo uno sguardo divertito da Deku, il quale gli sorrise, poi fece scivolare i suoi smeraldo febbrili, dominanti per un istante, in quelli scarlatti del biondo che avvertì il suo corpo tremare, invocarlo come fosse stato il diavolo in persona a sedurlo,  con il basso ventre infiammato di un desiderio incontenibile, tuttavia quegli occhi lo lasciarono subito dopo a sé stesso, riportando l'attenzione all'interlocutore. «Abbiamo parlato» «Io e Izuku siamo meglio come amici» «Amici uh? E tutto quel tempo, da soli, in una stanza, cosa avete fatto?» domandó Kaminari scherzosamente per poi venir colpito, prontamente, da Jirō, la castana arrossì imbarazzata chiudendo le mani in pugni: «Ma cosa diavolo vai a pensare?! Abbiamo solo parlato di cose molto importanti» una risata divertita si alzò dalle labbra di Deku, che con una scrollata di spalle disse di essere impegnato.

Passarono un paio di mesi in cui il gioco di sguardi, desideri  inespressi e gelosia taciuta tra Katsuki ed Izuku li accompagnò, più vivo della relazione che il biondo aveva intrapreso con il fulvo e durante il rapimento di Bakugou, l'orribile io che Izuku nascondeva si mostrò chiaramente, soprattutto con la gelida tranquillità calcolatrice, grazie alla quale mise appunto il piano perfetto per intervenire  e trarre in salvo il ragazzo, a loro si unì Uraraka che fece del suo meglio per aiutarlo a trattenere quelle voci urlanti nella sua mente, naturali istinti di sanguinosa essenza che gli ribollivano dentro, non solo verso i villains ma anche verso Kirishima, il quale in maniera del tutto infantile faceva di tutto per sviare dagli ordini che impartiva, come se la vita del biondo valesse meno dell'aperta sfida tra loro due.

Ad ogni modo l'operazione fu un successo, tuttavia al contrario di quello che Eijiro sperava, l'affetto di Katsuki non ricadde su di lui, ma anzi parve molto proiettato sul riccio. Katsuki nei giorni di permanenza tra le braccia di quei criminali aveva avuto fin troppo tempo per pensare a quei sentimenti che vivevano nel suo animo ed era giunto alla conclusione che sarebbe stato meglio essere onesto con tutti: se stesso, il suo ragazzo al quale non era interessato e colui che invece amava follemente. A sua difesa, non appena gli fu concesso di tornare in dormitorio, egli aveva tentato in tutti i modi di instaurare un conversazione con il rosso, il quale passando l'imminente rottura, si era rifiutato di ascoltarlo, essendo però comunque obbligato ad assistere all'evidente attrazione che infiammava l'atmosfera quando Bakugou e Midoriya si guardavano negli occhi.

Kirishima voleva semplice fuggire, quanto più a lungo possibile dalla consapevolezza che il biondo non gli apparteneva e non lo avrebbe fatto mai, fu costretto ad arrendersi in maniera più che brusca, frutto della strategia ben congenita da al riccio, bramoso di vendicarsi per tutta la gelosia che era stato costretto a provare e quale migliore modo se non di fargli vedere con i suoi stessi occhi quanto differente era il suo amato quando era tra le sue braccia? Il suo piano ebbe inizio un venerdì sera, quando la classe, per festeggiare la buona salute del loro amico recentemente recuperato, diede una piccola festicciola e ovviamente non ci furono alcolici ma non erano necessari, Bakugou era già ebro abbastanza dell'amore che lo fa faceva ardere come l'inferno e se ne stava appoggiato contro il muro, con le braccia consente a guardare quei ragazzi che ballavano spensierati con le luci soffuse e la musica selezionata da Kyoka a tutto volume.

Fu allora che Deku si avvicinò a lui con gli occhi che brillavano di pura brama, il biondo sentì il respiro bloccarglisi in gola, con i palmi che sudavano e la gola secca, il cuore che batteva come se avesse desiderato fuggire dal suo petto allenato, percepì chiaramente le mutande farsi strette e ringraziò che fosse troppo buio, tuttavia sapeva bene che non lo era abbastanza per fuggire da quegli smeraldi diabolici, ed infatti il riccio si avvicinò al suo orecchio per sussurrargli: «Kacchan, sono stanco di questo gioco, perché non indugiamo nelle carni sta notte? So che mi desideri quanto lo faccio e magari ti servirà come conferma» non ricevette risposa, solo i passi silenziosi del più alto che lo seguivano incerti e sorrise malignamente quando individuó lo sguardo dubbioso di Denki seguirli, perfetto, pensò, era la migliore modalità per fare in modo che anche Kirishima sapesse di come loro due erano spariti dalla fasta.

Katsuki bruciava di desiderio, ogni fibra di sé desiderava quel giovane uomo, perciò non si trattenne dal saltargli addosso e baciarlo impetuosamente quando la porta si accostò, non gli importava neppure che qualcuno avesse potuto assistere a quella travolgente passione che lo animava, l'unica cosa a cui riusciva a pensare erano le labbra carnose di Izuku, il quale esercitò una forte stretta attorno al suo bacino e come le sue dita, sensualmente, affondassero nei suoi glutei sodi. Era vero, il biondo aveva preso l'iniziativa, ma la dominazione di quell'atto fu tutta del ragazzo lentigginoso, che lo condusse verso il letto, senza mai separarsi dalla sua bocca di rosa, invitante come nessun'altra, solo quando furono comodamente poggiati sul materasso si diedero la possibilità di boccheggiare, e si guardarono per qualche breve istante: né negli occhi del seduttore, né in quelli scarlatti del sedotto v'era segno alcuno di rimpianto e indecisione, solo una mai espressa lussuria che si rivelò nella velocità indelicata con la quale i pantaloni ed i boxer del più alto finirono lungo il pavimento, esponendo il proprio sesso già parzialmente eretto agli smeraldi affamiti del riccio.

Un sussulto abbandonò le labbra di Bakugou quando l'altro si abbassò su di lui con un sorriso ammaliatore, accarezzando con la bocca l'addome, scoperto dalle proprie mani che avevano sollevato il tessuto della sua maglietta, lasciandosi dietro una scia di brividi goderecci e qualche gemito strappato al ragazzo sotto di lui, che per altro non poté fare a meno di inarcare la propria schiena quando avvertì dei lievi morsi e succhiotti venir depositati sulla sua pelle chiara, si sentiva come se stesse per perdere la testa, in un modo che gli era completamente estraneo, un solo sguardo, come successo poco tempo prima, era stato abbastanza perchè il biondo si sentisse ribollire e fremere come non gli era mai successo nella relazione con il rosso, ormai sapeva bene il motivo o cosa significasse, però non si perse in questi pensieri, la sua mente si svuotò di ogni riflessione e fu lasciato posto solo a Deku, l'uomo che amava così profondamente da sentirsi pazzo. Midoriya stava gustandosi le dolci quanto erotiche reazioni dell'amico d'infanzia e sorrise soddisfatto nel chiaro disappunto che vide nell'altro quando sfiorò con la lingua l'inizio del suo bacino, per poi imprimere il segno dei suoi denti nel suo interno coscia, lasciando dunque il suo membro, ormai completamente eretto, privo d'ogni attenzione, desiderando che Katsuki si smarrisse totalmente in quella loro intima unione, voleva essere desiderato tanto quanto lui, in quei lunghi anni, aveva continuato a bramarlo.

Continuò in questo modo per una manciata di minuti, poi senza preavviso alcuno si dedicò finalmente al sesso del ragazzo dall'ispida chioma, lo fece con una lentezza disarmante che portò l'altro ad affondare una mano nel cuscino e l'altra nei suoi ricci verdi, gemendo, con il respiro spezzato, avvertendo distintamente come contemporaneamente il suo antro stesse venendo stimolato dalle sue dita nodose, pregne di lubrificante, con il corpo che tremava tutto a causa del piacere inconcepibile che lo stava ttravolgendo, tanto che delle umide lacrime caddero dalle sue gemme rubino, appannate dalla libidine. «Deku» bisbigliò a denti stretti, come a pregarlo di terminare quella tortura, con la propria erezione pronta ad esplodere, ma proprio quando si trovò ad un passo dall'orgasmo ogni movimento di Izuku si fermò, ricevendo un mugugno scontento che venne sostituito presto da respiri tremolanti e gemiti soffocati in gola quando invertì le posizioni, abbassando con le proprie mani il bacino di Bakugou fino a che non lo penetrò completamente, fu allora che entrambi riuscirono a sentirsi completamente appagati, come se  la frenetica ricerca che entrambi sentivano di star portando avanti da troppi anni avesse finalmente dato i suoi frutti, colmandoli di una pace interiore ed un senso di appartenenza che rasserenò i loro cuori turbati. 

Tutto ciò era apparso svolgersi in pochi minuti, la verità era però che i due si erano assentati da un po' di tempo, cosa che spinse Denki preoccupato ad avvicinarsi al proprio migliore amico per raccontargli di aver visto il biondo ed il riccio salire più di mezzo'ora prima, con una strana atmosfera tra di loro che non avrebbe saputo esprimere, a quella notiazia Kirishima fece del suo meglio per mantenere un'apparenza calma, sebbene dentro di sé si era venuta a creare una brutta sensazione ed infatti dopo aver liquidato il ragazzo con una risata nervosa si diressa a passo svelto verso la camera da letto di Bakugou. Quando fu a pochi mentri dalla porta in legno, notandolo accostata decise di avanzare lentamente, giusto per sbriciare quello che stava accadendo al suo interno senza essere notato, però quando finalmente il suo sguardo potè penetrare all'interno si pietrificò, come se medusa lo avesse improvvisamente colpito con la propria maledizione; fu una reazione del tutto comprensibile, dopotutto colui per il quale aveva dei sentimenti stava muovendo il suo corpo statuario su e giù, contro il bacino di Izuku. Ogni dettaglio era fin troppo chiaro, nonostante la visibilità ridotta, come i numerosi segni di morsi e succhiotti cosparsi sulla pelle del più alto o gli occhi smaraldo di Izuku che lo vissavano ridenti, ma non parve sorpreso, dentro al suo cuore sapeva che presto o tardi il momento nel quale le loro strade si sarebbero divise sarebbe arrivato, lui aveva solo cercato di ritardare il tutto il più possibile e quello era stato il risultato, perciò decise che come era arrivato se ne sarebbe andato trattenendo i singhiozzi.

Si diede la possibilità di affrontare il proprio cuore spezzato solo quando fu certo di essere da solo sulla rampa delle scale, sfortunatamente per lui, la sua intenzione di liberarsi di tutto il suo dolore in segreto  sfumò quando davanti gli comparse Mina, la quale, stanca della festa, stava per tornarsene nella propria stanza e chiaramente nel notare il proprio amico in quella pietosa condizione lo cinse in un abbraccio, domandandogli preoccupata cosa fosse successo e lui semplicemente disse: «Ho appena visto Bakugou fare sesso con Midoriya» «Cosa? Che diavolo hanno in testa quei due, questo comportamento è inaccetabile, lascia che vada a dir loro una valanga di insulti» disse energica pronta a lanciarsi verso la coppia, il fulvo non le permise alcun movimento in quanto la tenne stretta per il polso: «No Mina, va bene così, sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Dall'inizio della nostra relazione mi ha detto che forse non sarebbe stato capace di amarmi poiché ama Izuku da quando riesce a ricordare e io ho accettato sapendolo. Sai, questa è tutta colpa mia, credo che abbia cercato di parlarmi per un bel po' di giorni del fatto che volesse rompere la nostra relazione ma io l'ho ignorato... Ho cercato di non vedere» lei sospirò sconfitta, capì che la sua priorità doveva essere quella sollevare l'umore ad Eijiro.

«Non avrebbe comunque dovuto tradirti» lui scosse la testa, sapeva che non era una ragione per perdonare quel modo di comportarsi: «Lo so, ma in un certo senso l'ho anche costretto ad agire alle mie spelle, non gli ho dato modo di intavolare la conversazione della nostra rottura e poi penso che se non fossi stato messo davanti ad una dimostrazione tanto brusca di quanto differiscano i sentimenti di Bakugou per lui, da quelli che nutre verso di me, non avrei mai accettato questa situazione, sperando inutilmente in una seconda possibilità» ridacchiò grattandosi il collo: «Non vorrei sbagliarmi ma Midoriya sapeva bene che prima o poi sarei salito, dubito che per pura casualità Denki li abbia visti, che la porta della stanza fosse socchiusa e che lui abbia guardato nella mia direzione sorridendo. No, credo proprio che quella sia stata la sua vendetta per essermi intromesso tra di loro, pur sapendo che i loro sentimenti erano ricambiati» «Guarda il lato positivo, ora appartieni nuovamente al club dei singol e puoi di nuovo partecipare alle nostre serate il vnerdì sera» « Già, tutto di guadagnato» scherzò lui asciugandosi le ultime lacrime, trascinando con se la ragazza rosa, pregandola di concedergli un ballo.

Il giorno dopo pochi erano svegli, la festa ne aveva fatti rimanere svegli fino a tardi molti tra chi aveva voluto godere dello svago fino alla fine e chi invece, come pattuito in precedenza, aveva dovuto mettere in ordine, perciò non fu strano trovare giusto un paio di persone sveglie tra cui Mina, Uraraka, Iida, Yayorozu, Todoroki e Denki, i quali furono tempestivamente informati dei fatti della scorsa dalla ragazza aliena, anche se tra tutti la castana fu quella che parve più neutrale, avendo ormai chiaro il quadro della situazione e conoscendo come erano andate le cose tra Deku e Katsuki negli anni, non poté fare a meno di prendere le difese dei due, Denki non abbandonò il proprio amico mentre gli altri due erano troppi sbalorditi e sorpresi per esprimersi in merito. «Come puoi continuare ad essere dalla loro parte, è comunque sbagliato di fondo» «E sarei pure d'accordo se non fosse ovvio che per un bel po' Katsuki abbia provato a spiegare a Kirishima che le cose non potevano funzionare, peggio ancora se lui sapeva bene che i sentimenti di Bakugou erano ricambiati» «Lo dici solo perché sei amica di Deku» rispose Kaminari «Può essere, ma è comunque vero che io, sapendo che Midoriya ha dei sentimenti per Katsuki non ho ignorato la cosa provando a legarlo a me senza sentire ragioni. Sopratutto dopo tutto quello che hanno affrontato negli anni, sai da quanto tempo si conoscono?» questa volto Shoto decise di inserirsi nel discorso: «Penso che Ochako su questo abbia ragione. Ricordiamo tutti quanto fosse terribile il loro rapporto all'inizio e quanto fosse chiaro l'attacamento di Midoriya verso Bakugou nonostante i suoi modi, quindi non capisco perché intromettersi, considerando che Izuku non gli ha mai fatto torto. Mina loro avranno pure sbagliato, ma Kirishima non è stato tanto più corretto di loro».

«Lo penso anche io» disse tranquillamente il riccio dirigendosi in cucina per prendere una bottiglietta d'acqua e preparare qualcosa di leggero per il biondo che ancora dormiva nella sua stanza, poi aggiunse: «Ovviamente Uraraka mi dà ragione, lei sa cose che non conoscete e poi io lo avevo detto a Kirishima che non sarebbero durati più di due mesi e che comunque io e lui saremmo finiti insieme, il fatto che lui abbia continuamente cercato di affermare la sua relazione in mia presenza non denota forse un più alto livello di egoismo?» chiese retoricamente sgrullando le spalle, quando ebbe terminato di prendere quanto doveva dalla stanza, si avviò per le scale terminando la conversazione in questo modo: «Comunque la prossima volta che decidete di origliare una conversazione sensibile in sala professori, cercate di non farvi notare.» detto questo salì. Percorrendo la strada a ritroso fece attenzione a non versare nulla a terra, perciò si sentì sollevato nel notare che lo porta della camera da letto del suo ragazzo era parzialmente aperta, lo fu molto meno quando udì distintamente la voce di Eijiro provenire proprio da lì, però decise di non intervenire e rimanere fuori dalla stanza, dando loro modo di conversare in tutta calma e quando il vociare si calmò fece irruzione con disinvoltura, sorridendo tranquillo alla vista dei segni che aveva impresso sulla carne di Katsuki la sera prima.

«Ti ho portato dell'acqua e qualcosa di poco impegnativo per la colazione» spiegò poggiando il piccolo vassoio sulle gambe distese del ragazzo, infilandogli poi le dita tra i capelli sedendosi al suo fianco, senza mai guardare l'opite, giusto per evitare a se stesso una violenta reazione che sarebbe stato costretto a reprimere. «Le cose stanno così, proprio come le hai viste e come hai capito non ho sviluppato sentimenti per te, non lo farò mai e ho riscoperto la felicità di essere onesto con me stesso. Ho intenzione di iniziare una vera e sentita relazione con Deku» il rosso fece un cenno con il capo, mise sul volto un sorriso dicendogli che era felice che avesse finalmente deciso cosa fare e che sarebbe stato contento di avere un paio di settimane di lontananza da lui, in modo da superare la propria infatuazione, in modo che da poter tornare amici come prima, poi se ne andò lasciando i due innamorati ad indugiare nel tocco altrui per quella tranquilla mattinata.

Quella relazione fu benefica per il riccio, il quale parve migliorare con i suoi problemi di gestione della rabbia, dopotutto la sua brama verso Bakugou era l'unico motivo per il quale in qualche modo si tenuto stretto il proprio autocontrollo e ora che poteva assaporare le sue labbra quando lo desiderava, accarezzargli il viso quando ne sentiva lo stimolo e  dunque la sua gelosia si era placata, facendo tirare un sospiro di sollievo ai docenti che sapevano bene che se la siuazione di Izuku fosse peggiorata allora avrebbero dovuto temere che avrebbe potuto diventare il peggior super cattivo della storia.

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