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Can you hear me screaming: "please don't leave me!"

Izuku era un omega, ma ancora prima di rendersene conto aveva malauguratamente sviluppato dei sentimenti romantici verso Katsuki e lo sapeva che non avrebbe avuto alcuna speranza, dopotutto era un inutile nerd che lo infastidiva con la sua sola presenza, eppure non era mai stato capace di soffocare l'amore che tanto lo feriva, ogni giorno di più. Insomma, un conto era essere preso per i fondelli e insultato da persone che non avevano alcun valore per lui, un altro era essere screditato e ripudiato dal centro stesso del suo mondo e un brutto presentimento si insinuò nel suo cuore alla soglia dei quattordici anni, quando iniziò a sentirsi fisicamente male ogni volta che Bakugou gli diceva detestarlo, ma decise di ignorare il tutto, sentendo dolore ai muscoli e fitte continue al proprio muscolo vitale per un intero anno.

Le brutte parole peggiorarono quando ci fu il controllo del secondo sesso e si scoprì che lui era un omega e che il biondo era un alfa, lo ricorda perfettamente il momento nel quale gli disse di suicidarsi e che non aveva valore, che anche fosse stato l'ultimo sul pianeta non lo avrebbe toccato perché lo disgustava e allora, quando fu lasciato da solo, cadde a terra, tenendosi il collo con le mani, gli occhi spalancati pieni di lacrime e l'aria che non riusciva a filtrare attraverso i polmoni mentre pensava che, se Katsuki non aveva bisogno di lui, sarebbe anche potuto morire in quel momento, perché lo sapeva di non meritare le sue attenzioni, però poi si chiese se il biondo avrebbe davvero potuto sopportare di sapere che era morto, scosse la testa e riprese a respirare in maniera irregolare, non poteva rischiare di provocargli altri sentimenti spiacevoli e si avviò verso casa con i piedi che trascinava faticosamente, lo sguardo perso come di qualcuno che procede per inerzia.

Non fece alcuna resistenza quando venne attaccato dal villain melmoso, ma forse quel quirk aveva permesso al criminale di percepire il suo animo, perché cominciò ad urlare e svenne, sotto gli occhi stanchi e delusi del riccio che lo osservavano come a rimproverarlo di non averlo tolto da quella realtà che non meritava e nel vedere quella scena il cuore di All Might parve spezzarsi, lo sapeva che avrebbe dovuto trovare un forte successore, ma non poteva abbandonare qualcuno che non sembrava voler vivere. Gli si presentò come Toshinori Yagi, intrappolando il cattivo in una bottiglia di plastica, chiedendo al giovane ragazzo come mai avesse quello sguardo abbattuto e gli si ghiacciò il sangue nelle vene nel sentirgli dire: «Sono solo un senza unicità che non ha valore, volevo morire ma non posso mica suicidarmi, chi me l'ha consigliato potrebbe sentirsi male, ma a quanto pare questo villain ha fallito» i suoi occhi, che un tempo erano stati luminosi come il sole estivo, erano opachi e torbidi, continuò: «Oh, pensavo di poter diventare un eroe e ci ho provato ma sono un omega senza poteri, non riesco a difendermi nemmeno dai bulli, cosa posso fare? La mia vita è davvero inu-» non si spettò di essere stretto tra le braccia muscolose del simbolo della pace, appena ritrasformatosi davanti ai suoi occhi, che gli sorrideva tristemente, poi gli scompigliò i capelli dicendo: «La vita di tutti è importante e sai, anche io sono un omega» si guardò attorno abbassando la voce: «Io sto cercando un successore al quale passare il mio potere, in modo che questo si rafforzi in previsione della battaglia finale che eliminerà da questo mondo All For One, che ne dici ragazzo, vuoi provarci? Sono certo che tu possa farcela».

Ancora stentava a credere che la prima persona ad avere fiducia in lui sia stato l'eroe numero uno che tanto ammirava, sospirò, senza di lui probabilmente non avrebbe visto i suoi quindici anni e lo doveva a lui se le cose erano migliorate leggermente con Kacchan, aveva potuto respirare un po' meglio e non gli faceva male ogni movimento che compiva, ma ad ogni battito sentiva un dolore inimmaginabile, soprattutto perché a lui c'era voluta tutta la vita per farsi accettare dal biondo mentre per degli sconosciuti era bastata una singola settimana...

Una sera sul tardi gli era venuta sete e si era avviato verso la cucina nella zona comune, ma prima che potesse aprire la porta che si affacciava sul corridoio sentì alcuni dei suoi compagni di classe parlare e non riuscì ad identificarne le voci, poiché quanto dissero fece peggiorare ancora una volta il suo stato di salute: «Non capisco perché Midoriya si sforzi tanto di andare d'accordo con Bakugou, voglio dire, non si fa solo del male così?» «Capisco cosa intendi, da quando è iniziata la scuola non è stato ostile a nessuno quanto lo è stato con lui, non credo che accetterà mai la sua presenza» «Ma perché? Dai, non credo che sia così terribile da odiarlo perché è un omega difettivo, non secerne feromoni e non va in calore...» «Spero di no, Bakugou non è un mostro. Magari hanno dei trascorsi che non conosciamo» Izuku non ascoltò oltre, se ne tornò nella propria stanza con passo traballante, ecco, è da quel momento che le cose iniziarono a precipitare ed i sintomi a mostrarsi.

Pianse silenziosamente, quelle cose le sapeva già, era ben cosciente che anche se sembrava non odiarlo più, non avrebbe mai ottenuto la sua attenzione romantica come invece desiderava, era ben conscio del fatto che fosse molto più crudele con lui rispetto agli altri e sapeva che quello che tentava di fare era senza speranza, ma sentirlo dire anche ad altri lo aveva ferito terribilmente e così, i giorni successivi, smise di bisbigliare come faceva sempre, la sua vitalità sembrava affievolirsi minuto dopo minuto. Si muoveva il minimo indispensabile perché aveva la sensazione che i muscoli stridessero ad ogni piccolo gesto, il suono della sua voce lo infastidiva e ogni volta che apriva bocca doveva combattere contro il pianto che gli faceva ardere la gola e nel giro di un mese smise di farsi toccare, poiché sentire la dita degli altri addosso lo disgustava tanto da sentire la pelle bruciargli, ormai vivere era un dolore continuo.

Midoriya era in piedi nel campo di allenamento, quel giorno Katsuki non era presente perché aveva avuto un problema in famiglia, perciò non assistette al riccio che si trascinava con difficoltà, avrebbe dovuto correre ma non poté perché improvvisamente non riuscì più a respirare, i polmoni non volevano muoversi, dunque sotto gli occhi preoccupati di All Might, che lo chiamava da un paio di minuti senza essere udito, egli cadde a terra con gli occhi dischiusi, il corpo molle, come senza vita ed il cuore che produceva dei battiti lenti ma potenti, come l'ultimo sforzo prima della fine ultima, il ragazzo è in condizioni terribili, ormai vede come un velo opalescente dinnanzi agli occhi, tutto appariva sfumato e fastidioso.

«Iida presto chiama Recovery Girl e allertate anche l'ospedale, abbiamo bisogno di un'ambulanza!» urlò preoccupato il professore, precipitandosi acconto al ragazzo che teneva il capo abbandonato sul suo avambraccio, con gli occhi vacui. L'uomo gli tenne le dita sul collo per percepire come il suo muscolo vitale fosse sul punto del collasso, poi, con un orribile dubbio in mente, gli mise la mano sotto il naso e constatò che non stava respirando. Gli afferrò il viso, lo scosse delicatamente e chiamava il suo nome disperatamente, sentendo una terribile paura nel riconoscere la vuotezza degli occhi che aveva in quel momento, la stessa di quando lo incontrò per la prima volta. Il professore piangeva a dirotto poiché non riusciva a riportarlo tra i presenti, quindi cerca di obbligarlo a sopravvivere fino a quando giunge sul posto Recovery Girl che gli infila in fretta e furia un tubo per l'ossigeno direttamente nella gola, non dovrebbe, ma cerca di fare del suo meglio per non perdere quella giovane vita che sta scivolando fra le sue dita, metre esegue il massaggio cardiaco senza fermarsi, aspettando che arrivino gli operatori medici.

Nel giro di mezz'ora Toshinori si era ritrovato a fare avanti ed indietro per la sala d'aspetto, con Inko che non smetteva di singhiozzare, con la voce tremante che rivelava a Mitsuki l'accaduto per telefono, pregandola di raggiungerla perché ha bisogno del suo supporto, non riuscendo a smettere di osservare la porta davanti a sé, pregando chiunque potesse ascoltarla di salvare il suo bambino, se fosse stato necessario avrebbe dato la sua vita. Pochi minuti dopo si ritrovò avvolta dall'abbraccio confortante dell'amica, con il marito della bionda che avanza faticosamente sorretto da Katsuki, quella mattina presto Masaru aveva avuto un incidente a lavoro, stava bene ma non poteva prendersi cura di sé, quindi il ragazzo era rimasto a casa per dargli una mano, dato che la madre non aveva potuto scappare dal lavoro.

I due Bakugou guardavano tutti accigliati, cercando di capire cosa fosse successo ad Izuku, dato che nella fretta del momento, solo dopo pochi minuti che Mitsuki era rincasata, aveva urlato un ammasso di parole incomprensibili nel panico più totale e si erano precipitati in ospedale. Quella snervante attesa sembrava consumare Katsuki, il quale sentiva come un peso sulla bocca dello stomaco, domandandosi se quell'improvviso malore potesse avere a che fare con il lento ma a lui evidente cambiamento che aveva visto nel ragazzo dalla chioma smeraldo, sapeva solo che aveva paura, il cuore gli batteva forte nel petto, tanto da sentirlo in gola e nelle tempie mentre cercava di rimanere calmo, dicendosi che probabilmente non era nulla di troppo grave, tuttavia l'ansia non si affievolì e solo dopo un'ora un medico dallo sguardo cupo si avvicinò, concretizzando il suo timore: «La signora Midoriya?» «Sono qui» esclamò tra le lacrime la donna, sorretta dalla madre del ragazzo esplosivo.

L'uomo si sfilò i guanti che gli nascondevano le mani curate e la invitò a sedersi: «Il ragazzo era stato etichettato da un incompetente come un omega difettivo, purtroppo si era sbagliato. Quello che è successo è che ha avviato inconsciamente una sorta di spegnimento progressivo del proprio sistema, a partire dal proprio sesso secondario che, a quanto sembra, non reagisce a stimoli esterni, quello che vedete oggi è soltanto il risultato di anni di sofferenza sia emotiva che fisica... Signora, suo figlio probabilmente ha trovato qualcuno che ama terribilmente ma deve essersi sentito rifiutato, potrebbe non essere stato qualcosa che l'alfa gli ha detto, anche una decisione arbitraria da parte sua potrebbe aver-» «C-che significa questo?» balbettò lei stringendo con violenza il tessuto della maglia, troppo impaziente per ascoltare i dettagli del referto, l'uomo abbassa il capo, accarezzandole la schiena: «Potrebbe morire, a meno che non riuscite a trovare l'alfa in questione, in quel caso dovranno stare continuamente in contatto, potrebbe reagire ai suoi feromoni e sbloccarsi e mi rincresce ma c'è dell'altro...» «Mi dica!» «Si sente sicura di volerlo farlo sapere a tutti i presenti?» ella annuì piangendo disperatamente tra le braccia di Mitsuki «Non si riprenderà mai del tutto e potrebbe rivelarsi estremamente vulnerabile ai feromoni, soprattutto a quelli degli altri alfa, se la persona che ama a tal punto da ridursi in questo stato diventerà effettivamente legata a lui, allora dovrà fare in modo di non separarsene molto a lungo, o potrebbe cadere in depressione, nel peggiore dei casi il suo corpo inizierà a richiamare il compagno o la compagna, rischiando di attirare altri individui del genere dominante e la questione potrebbe finire con uno stupro».

Quando queste parole raggiunsero le orecchie di Katsuki, lui perse completamente il controllo sui propri feromoni, lasciando che inondassero in pochi minuti l'intero ospedale, facendo coprire il naso anche degli altri alfa a causa della forte puzza di paura, dolore e rabbia che emanava e come se non bastasse, vennero fuori i suoi artigli che conficcò nei suoi stessi palmi cercando di tenere saldi i nervi, non curante del liquido scarlatto che ne zampillava fuori, con le zanne improvvisamente più esposte che fecero sgorgare altro sangue dal suo labbro inferiore, mentre tratteneva a stento dei ruggiti che cercava di non rilasciare per non allarmare i presenti, nonostante ormai i suoi occhi cinabro avessero perso le loro fattezze umane, con la pupilla ristretta e allungata. Ricordava un animale pronto a saltare al collo della sua preda eppure non si mosse, standosene immobile, puntando gli occhi verso il corridoio perché voleva raggiungerlo, non sopportava di non potergli essere accanto, i suoi istinti lo stavano pregando di proteggerlo, ma in quelle condizioni non ragionava e dunque venne velocemente sedato dal personale della struttura, che lo chiuse momentaneamente in una stanza per le emergenze di quel tipo, applicando delle coperture sulle unghie e sulle zanne.

Gli altri chiesero di poter vedere il ricoverato ed il medico li condusse in una piccola area dell'ospedale, dove videro Izuku attraverso il vetro trasparente della stanza, mentre l'uomo in camice bianco spiegava loro che sarebbe stato meglio non lasciare entrare troppe persone a causa delle ragioni che aveva enunciato prima, poi corre in un altro reparto a svolgere il suo lavoro, solo allora Inko disse chiaramente che non volva vedere Katsuki avvicinarsi a suo figlio, sapeva che lo aveva trattato terribilmente per anni, è per questo certa che non voglia sentire la sua presenza al suo fianco e non gli interessa di come si senta ora il biondo, Mitsuki però cerca di farla ragionare dicendo: «Inko, credimi lo so che mio figlio è una testa di cazzo ma lo sai anche tu che, soprattutto nell'ultimo periodo, ha cercato di tenere fuori dai guai Izuku. Sono certa che quel piccolo combina guai riccioluto ti abbia raccontato di come, quando hanno rapito Katsuki, r lui gli abbia detto espressamente di non cercarlo ed è sempre il primo a sgridarlo quando si fa male» Toshinori che fino a quel momento non se l'era sentita di dire nulla aggiunse: «Katsuki è molto duro con sè stesso e sembra che abbia un po' di problemi ad accettare le emozioni, ma quando hanno combattuto stavano bene entrambi, non stavano cercando di farsi del male, ma di comprendersi reciprocamente» la bionda fece un cenno d'assenzo con il capo, proseguendo: «Purtroppo penso che sia colpa mia, ho avuto un'infanzia difficile, non so come ci si comporti per questo genere di cose e non sono mai stata morbida con lui. Se vuoi prendertela con qualcuno fallo con me, che non sono stata capace di insegnargli come esprimere correttamente le sue emozioni, ma non rischiare la vita di tuo figlio, se c'è anche la più piccola possibilità che si rimetta, non vuoi provarci?» la donna continuava a piangere, lo sapeva che non aveva il diritto di parlare per suo figlio e ogni volta che Izuku gli aveva detto qualcosa su Bakugou, il suo sguardo si era illuminato, non lo aveva mai odiato.

«Sei impregnata dai feromoni di Katsuki, va' là dentro e se mio figlio reagisce, forse permetterò a Katsuki di vederlo, ma ora non possiamo ancora entrare. Il medico ha detto che lo hanno messo ad alimentazione, respirazione e stimolazione cardiaca forzata, dobbiamo aspettare che passi l'effetto dell'anestesia» Mitsuki annuì mentre Masaru cercava di consolarla, sapendo che si era sempre sentita male perché non era mai riuscita a dirgli che lo amava o che voleva bene al suo marmocchio; Toshinori invece accoglieva tra le sue braccia la madre dell'omega, pregando il cielo insieme a lei perché si rimettesse, purtroppo era tutto quello che potevano fare. Quella pesante atmosfera dall'aspetto statico venne spezzata dopo circa mezz'ora, poiché notarono degli infermieri dalla corporatura muscolosa correre nella zona dove c'era la stanza in cui era tenuto Katsuki, ad essi si aggiunsero presto alcune guardie e preoccupata, la madre di lui, li raggiunse vedendo il figlio sveglio che cercava di liberarsi dalla loro stretta ringhiando ed era sul punto di intervenire, non sopportando come lo stavano trattando quando vide un medico, lo stesso di prima, avvicinarsi. Egli fece del suo meglio, controllando da una distanza di sicurezza le reazioni del ragazzo e con un sospiro, ordinò che venisse lasciato andare, appena questo accade la bionda lo abbracciò, sentendolo tremare contro il suo corpo e osserva preoccupata l'uomo, il quale le sorrise rassicurante: «Non si preoccupi suo figlio sta bene, è solo entrato nello stadio di protezione, è raro che accada quando non ha un compagno ma non impossibile. Deve davvero tenere molto all'altro ragazzo. Per ora basta applicargli questo cerotto in modo che non secerna feromoni e che gli permettiate almeno di rimanere al vetro della stanza, dove può controllare la situazione, si calmerà una volta che lo avrà visto vivo e ne avrà percepito il battito grazie ai suoi sensi momentaneamente più attenti».

Proprio come le era stato detto, non appena l'alfa fu lasciato avvicinare al vetro, vi posò sopra la mano senza staccare i propri occhi dalla figura distesa di Izuku, standosene ben saldo sulle proprie gambe e con il respiro che si era finalmente regolarizzato, tutta la sua attenzione si rivelò essere dedicata al ragazzo dall'altro lato, quando sia i coniugi Bakugou che Toshinori cercarono di chiamarlo per parlare con lui, ma non distolse mai lo sguardo, completamente focalizzato sulle condizioni nelle quali riversava l'omega mentre ne ascoltava il battito flebile, periodicamente stimolato da una scarica elettrica e nella sua mente aleggiava solo il desiderio di volerlo vedere, non attraverso quella gelida superficie che non gli permetteva di toccarlo, ma standosene vicino a lui. Avverte il viscerale bisogno di entrare in quella maledetta stanza, per poter percepire sotto i polpastrelli il calore della sua pelle costellata da innumerevoli lentiggini, gli sarebbe piaciuto poter appoggiare delicatamente il suo orecchio sul suo petto, assicurandosi che il ritmico suono che in quel momento poteva a stento percepire fosse reale e che il sangue stesse fluendo nel suo corpo ma gli era chiaro che non poteva, doveva attendere o non gli sarebbe stato permesso di vegliarlo, fu solo per questa ragione che si costrinse alla più totale immobilità, combattendo l'ardente volere che gli bruciava il corpo.

«Non mi sarei mai aspettata che Katsuki potesse avere una reazione simile...» bisbigliò interdetta Inko osservandolo starsene rigido come una tavola di legno, tenendo le mani strette attorno alle cosce tremanti, nel cercare di non fare irruzione, con la voce dell'amica che volle fare chiarezza sul cuore del figlio partendo da un semplice, quanto inconfutabile fatto: «Sai in quali casi un alfa può entrare in stato protettivo, come ora quel marmocchio?» l'altra scosse la testa negando, purtroppo lei era sola da quando l'uomo con cui si frequentava aveva scoperto della gravidanza per poi abbandonarla e in quanto omega non conosceva bene tutte le caratteristiche del sesso dominante, perciò attende che le venga spiegato: «Ciò può accadere soltanto quando riconosciamo che la persona con la quale vogliamo condividere la vita è in pericolo o quando vengono toccati i nostri cuccioli. Riesci a capire cosa cerco di dirti?» Inko spalancò la bocca, portandosi la mano a coprirla, non riusciva a capacitarsi del motivo per il quale quel ragazzo avesse tanto maltrattato il suo bambino e domando: «Allora perché...?» le due si sedettero, in modo che sebbene a distanza, l'altra potesse sempre controllare la salute del figlio e con un sospiro sconfortato Mistuki tentò di fare chiarezza: «Mio figlio non è mai stato abituato ad essere veramente onesto, ne con sè ne con gli altri, ma credo che nutra dei sentimenti per Izuku da molto tempo...» sorrise vedendola più tranquilla: «Vedi ha tenuto tutte le cose che lui gli ha regalato in una scatola, per questo non gliele ha mai viste usare. Già da quando era un marmocchietto tirava fuori le zanne quando provavo anche solo a fiorare alcuni degli oggetti che Izuku gli aveva dato. All'epoca mi dissi che quella gelosia e possessività non potevano che essere sintomo del suo secondo sesso».

«Oh, quindi lo ha fatto anche lui?» le due ridacchiarono, rammentando rispettivamente la reazione dei loro figli: «Il mio Izuku quando stava male tirava fuori alcune delle cose che gli erano state regalate da Katsuki e cominciava a fare le fusa, se provavo a toccarle tirava fuori gli artigli piangendo. All'epoca era ancora un cucciolo e non aveva ancora dimostrato di essere un alfa, un omega o un beta, ancora andavano d'accordo» sospirò accarezzandosi il viso: «Immagino che nessuno dei due abbia voluto accettare la situazione, purtroppo credo che nel caso del mio bambino, sia dovuto tutto alla sua bassa autostima...» le due continuarono a conversare con Masaru che accennava un sorriso e Toshinori, il quale era impegnato in chiamata con Aizawa, condividendo con l'altro professore quel sentimento paterno che entrambi avevano maturato verso il riccio, finché un'infermiera affermò che l'effetto dell'anestesia sarebbe dovuto essere terminato, di conseguenza possibile visitare il paziente. «Mitsuki,ora mi sento più tranquilla riguardo Katsuki, però preferirei che entrassi comunque prima tu, non mi sembra stabile e non vorrei che avesse una brutta reazione in caso Izuku non reagisse» l'amica annuì e scivolò silenziosamente all'interno della stanza, accomodandosi sulla sedia che era stata piazzata al lato del letto ospedaliero dove giaceva il ragazzo dal viso puntellato da lentiggini.

Lo accarezzò dolcemente, avvicinandosi con il busto al suo naso e nel giro di pochi secondi lo vide aprire gli occhi debolmente, era confuso e cercava di spostare lo sguardo al suo lato per identificare la fonte di quell'odore, ma più di questo non poté fare perché il suo corpo si rifiuta di muoversi, si arrese ascoltando una voce familiare: «Ascolta Izuku, facciamo che sbatti una volta le palpebre per dire di sì e due per dire no, va bene?» il riccio fece come gli era stato detto, chiudendo una volta gli occhi per poi guardarla, ringraziandola mentalmente per essersi sporsa sopra di lui in modo che non facesse fatica, però non trattenere un uggiolo triste, avrebbe voluto sospirare ma non ci riusciva, ne aveva sentito l'odore ma non c'era Kacchan lì, pensava di trovarlo al suo fianco e per quello si era deciso a destarsi, però dovette accettare di essersi sbagliato, tuttavia la delusione iniziale venne mitigata dalle parole della donna: «Katsuki è qui fuori, se vuoi lo faccio entrare. Quel marmocchio è così preoccupato che non riesce a controllarsi» per un attimo la guardò esterrefatto, piegando leggermente le labbra a causa della felicità che fece ripartire naturalmente il suo cuore, in un ritmo leggermente accelerato che apparí sul monitor e nel notare quella reazione lei lo sfiorò amorevolmente, aspettando di ottenere il suo consenso entusiasta, prima di uscire. «Vuole vederlo» «Va bene, fallo entrare» lei sospirò pizzicandosi il ponte del naso nel notare che non importa quanto lo chiamasse, il biondo non poteva sentirla perché era come scollegato dal mondo esterno, con la sua attenzione focalizzata solo sull'omega, dunque gli strinse forte la spalla per riportarlo alla realtà, cosa che lo fece voltare con un leggero ringhio: «Marmocchio ora ti tolgo il cerotto che blocca i tuoi feromoni ma devi darti una calmata, oppure lo farai agitare, poi potrai entrare, va bene?» dice trattenendo gli insulti sulla punta della lingua, dopotutto anche lei era un'alfa e capiva quello che suo figlio stava provando, anzi era meravigliata dall'autocontrollo che dimostrava.

I due erano fermi davanti alla porta quando la madre gli tolse quel cerotto rivelando una nuova ventata di feromoni, questa volta non erano negativi ma felici e rilassanti, ella sollevata nel constatarlo, aprì la porta lasciandolo entrare, notando come a causa dell'impazienza si fosse sistemato accanto a lui con un solo passo, allungando il collo verso il viso dell'omega, con le mani ben piantate sul materasso, reprimendo il desiderio coccolarlo a causa del timore di ferirlo con i suoi artigli nonostante fossero incapsulati, usò semplicemente il dorso delle sue nocche per asciugare quelle piccole gocce salate che avevano cominciato a sgorgare dagli occhi smeraldo dell'altro. Corrucciò la fronte preoccupato, ben conscio che d'apparire diverso, tanto che non riusciva nemmeno a parlare, perciò temeva di averlo spaventato, questo dubbio però si dissipò facendolo sospirare sollevato quando avvertì delle leggere fusa risalire la gola del riccio, alle quali rispose strusciando la sua ghiandola del collo contro quella altrui impregnandolo del suo odore, per poi affondare il naso nella sua pelle, contento nel percepire una lieve traccia dei suoi feromoni e questa volta fu il biondo a far vibrare il petto in apprezzamento, senza poter dire nulla nulla perché erano incapaci di farlo, eppure quel loro contatto mai interrotto fu sufficente per percepire la contentezza reciproca, in un rilassamento tale che il più basso s'addormentò lentamente, circondato dall'odore di Katsuki che invece rimase vigile.

I cuori dei genitori si scaldarono, facendoli sorridere davanti a quella scena estremamente dolce e qualche lacrima, questa volta di felicità, rigò le guance piene di Inko, con Mitsuki che ridacchiava dandole qualche pacca dietro la schiena e Masaru che si alzò a fatica e zoppica fino alle due donne godendosi la scena, prima di dire: «Le cose stanno andando bene, ma chissà quanto problematico sarà per il personale medico provare a visitare Izuku» la bionda annuì furiosamente: «Già, soprattutto ora che Katsuki lo sta proteggendo, sarà un miracolo se non cercherà di ucciderci, anche se siamo i loro genitori. Non c'è che dire, questo lato lo ha proprio ripreso da me» il marito sospirò pizzicandosi il naso, vedendo la moglie allontanarsi per parlare con All Might che le fece cenno di dover discutere di qualcosa, probabilmente riguardo la scuola, la donna grassottella guardò l'uomo al suo fianco, curiosa: «Com'è avere due alfa in famiglia?» «Quando interagiscono tra di loro sono insopportabili, ma ormai ho fatto il callo ai loro ringhi e urla continue dato che sono due teste calde, nessuno dei due vuole mai lasciare la presa e Mitsuki si diverte ad invadere i suoi spazzi. Per il resto mi sento come una corda» «Una corda?» «Si Inko, non hai sentito male. Vedi quei due legano poco con le persone che li circondano, diffidano molto. Ma quando provano affetto verso qualcuno puoi stare certa che non si staccano un solo istante e non celano bene la loro gelosia» tra le risate lei chiese: «Non dirmi che combattono sempre per le tue attenzioni» egli le fece un cenno affermativo con aria sconfitta, ottenendo qualche gesto consolatorio dalla signora Midoriya.

La situazione proseguì per due settimane prima che a Izuku venisse permesso di respirare da solo, con quel piccolo apparecchio sul cuore che gli fu tolto e in tutto questo Katsuki non lo aveva abbandonato un attimo, riuscendo però a tornare al suo aspetto originario e a riacquistare il dono della parola, rendendo il lavoro dei medici molto più semplice, poiché quando era ora delle visite se ne stava in un angolo della stanza, senza dire nulla, mentre prima rischiava di sopraffare chiunque con i propri feromoni. «Bene Izuku, un altro paio di settimane e potrai tornare a scuola, forse anche meno, dato che vedo che ora riesci a fare dei piccoli movimenti e qualche suono. Per la voce è normale che tu abbia difficoltà ora, dopotutto sei stato intubato per due settimane e, mi raccomando, cerca di passare più tempo possibile con l'alfa» stava per uscire quando il biondo lo fermò, chiedendo se ci fosse altro: «Grazie, stavo per scordarmi di dirtelo Izuku, ma si è quasi sbloccato del tutto anche il tuo secondo sesso, quindi dovrai cominciare a prendere e portare con te i soppressori e andrai anche in calore, ma di questo ne parlerò meglio con tua madre che, in quanto omega, saprà guidarti» sorrise ad entrambi prima di uscire, permettendo finalmente al più alto di accomodarsi nuovamente al lato del letto, rivolgendo una carezza al viso dell'omega, osservando la maniera adorabile con la quale chiudeva le palpebre, spingendo leggermente contro il suo palmo per godere di quel contatto.

«Ti fa male da qualche parte?» domandò preoccupato, sorridendo leggermente nel vederlo scuotere con foga la testa, questo gli permette di rilassarsi nello strofinare il proprio naso contro quello del riccio, strappandogli una risata angelica che gli fece battere forte il cuore, tanto da non riuscire a contenersi, pur sapendo che stava venendo osservato e lo baciò dolcemente, assaporando le sue labbra gonfie mentre gli accarezzava la nuca, beandosi dei piccoli gemiti e mugolii contro le sue labbra, esprimendo tutto il suo apprezzamento per quel contatto e quando si separano gli appoggiò nuovamente la mano sulla guancia, massaggiandola con mezzi movimenti del proprio pollice dicendo: «Hey nerd, sei contento? Appena uscirai di qui, dopo che avrai sperimentato il cibo dell'ospedale, ti preparerò il katsudon» il più alto non riuscì a non sghignazzare quando si ritrovò ad essere fissato dai suoi meravigliosi occhi smeraldo, luminosi ma a quanto pare quel loro momento d'intimità non era destinato a durare dato che avvertirono come la madre del biondo picchiettasse prepotentemente contro la parete trasparente, attendendo che i due la guardino per fare finta di vomitare, ottenendo il medio dal figlio e un rossore prorompente sul verdino, ancora debole.

E forse fu proprio quella promessa ad aver fatto in modo che l'omega si rimettesse in meno di una settimana, dando ai due ragazzi la possibilità di sistemare la loro relazione e chiarire i sentimenti che provavano l'uno per l'altro, per questo si ritrovarono seduti nei sedili posteriori dell'auto di Aizawa, il quale non riuscì a nascondere la contentezza che lo aveva colto nel vedere finalmente il suo studente preferito saldo sulle gambe, concentrandosi a guidare mentre spiegava: «Come già saprete il medico ha sottolineato che a causa della situazione di Izuku egli soffrirà per tutta la vita di carenze affettive, quindi deve passare più tempo possibile con il proprio alfa. Chiaramente Nezu non ha ignorato la cosa e ha fatto allargare una delle stanze vuote, il più distante possibile dagli altri della classe e vivrete insieme nel dormitorio, le vostre cose sono già state spostate lì e nonostante sia stato chiesto ai vostri compagni di non farvi domande, lo faranno di certo» si prese una breve pausa, gettando uno sguardo alla coppia dallo specchietto retrovisore per controllarne la reazione, finendo con il fare esperienza del più basso che contento rilascia delle lievi fusa, accarezzato da una versione di Bakugou fin troppo calma, ciò lo porta a sospirare, chiedendosi quando si sarebbe abituato a quella visione? Forse mai. «Chiaramente per un po' sarete esonerati dalle attività fisiche come allenamenti o altro, ad Izuku è stato permesso un regime di allenamento molto leggero che deve seguire alla lettera finché non finirà di assestarsi, conto su di te Bakugou, tieni gli occhi aperti» «Tsk. Non ho bisogno che sia tu a dirmelo» il moro scosse la testa e passò una busta di plastica al riccio, approfittando di un semaforo rosso, per guardarlo godendosi la scena della sua curiosità che lo spinse a controllarne il contenuto e quando realizza cosa gli sia appena stato consegnato dal professore, chiuse di scatto il contenitore diventando completamente paonazzo, rannicchiandosi completamente contro il petto muscoloso del più alto: «Un regalo dai vostri genitori» a quel punto il biondo controllò e ghignò divertito, cercando di non ridere dell'altrui imbarazzo mentre raggiungevano la U.A.

Appena misero piede fuori dalla vettura, vennero subito raggiunti da Toshinori, che non si premurò di celare la sua apprensione paterna stritolando in un abbraccio Midoriya, accompagnando gli altri tre nel raggiungere la stanza che occuperanno: «Ora ci tocca lasciarvi in mano alle bestie, mi raccomando Bakugou, vedi di non perdere il controllo» in risposta ottenne solo un ringhio prima di andarsene con l'ex simbolo della pace e in men che non si dica i due ragazzi vennero accerchiati dai loro amici che li riempirono di quesiti e molti di loro per la contentezza di vederli senza un graffio rilasciano molti feromoni e trattandosi della sezione A, con i migliori componenti del corso per eroi, la maggior parte di loro erano alfa. In quel momento Izuku scoprì di odiare gli odori degli altri, avvertendo come gli si appiccicassero addosso facendo divenire, sebbene minimamente, più flebile l'odore del suo alfa sul corpo, dunque guaisce tristemente, nascondendosi dietro la schiena di Kacchan, ispirandone l'aroma di caramello e spezie per calmarsi un po', dopotutto doveva ancora abituarsi alla presenza di altri perché da quando si era svegliato era rimasto in un ambiente controllato dove l'altro rilasciava costantemente i propri feromoni e poche persone vi erano entrate e solo per pochi minuti. Notando i lamenti sofferenti dell'omega Katsuki ruggì forte, serio, facendoli zittire improvvisamente e compiere qualche passo indietro spaventati, non si era trattato del solito suono infastidito, ma di una vera e propria minaccia territoriale, poi si era girato verso il riccio e gli aveva afferrato il volto affinché seppellisse il naso nella sua ghiandola, perché si rilassasse, sussurrandogli: «Ti senti bene?» ottenne una scarica di fusa in risposta che lo portarono a sorridere sollevato, per poi minacciare silenziosamente con lo sguardo i presenti.

«Vuoi andare in camera?» «No... è meglio che spieghiamo ora le cose piuttosto che rimandare» affermò scontento, a quel punto Bakugou lo sollevò, per permettergli di rimanere aggrappato a suo corpo e in contatto con il suo collo, poi si sedette sul divano della sala comune, attendendo di essere seguito, però si mantenne in silenzio poiché era completamente focalizzato sul proprio ragazzo e i feromoni che stava rilasciando, rispondendo con delle vibrazioni del petto più profonde rispetto a colui che tiene fra le braccia, notandolo Kirishima chiede: «Uh, che sta succedendo?» il biondo grugnì infastidito ma rispose: «Izuku non è un omega difettivo, ha avuto dei problemi con il suo secondo sesso ed è stato male per questo. Ora è sensibile ai feromoni e lo fanno agitare, quindi smettetela di appestare 'sto cazzo di posto con i vostri fottuti odori» ringhiando aggressivo l'ultima parte della frase, venendo osservato da Momo, la quale aveva un cipiglio confuso: «Scusa Bakugou, ma allora perché è attaccato contro il tuo collo?» rotea gli occhi verso il cielo sottolineando chiaramente che lui non è fonte di fastidio per il nerd, è impaziente, non aveva alcuna volta di rispondere ma solo portarsi in camera il ragazzo e coccolarlo, impregnandolo del suo odore, marcandolo come suo.

«Oh, è la prima volta che lo chiami per nome» realizzò sorpresa Uraraka, guardando Todoroki, Iida e Tsuyu con sguardo di intesa per poi fissare intensamente l'alfa, nuovamente distratto dall'adorabile modo nel quale il riccio faceva scontrare i loro colli, mischiando i loro feromoni e notò il sorriso mal celato da parte del ragazzo esplosivo, a questo punto Todorki che non era una cima nelle relazioni umane a causa della sua penuria di interazioni, senza ritegno sputò fuori la domanda che volteggiava nelle menti del piccolo gruppo e di altri: «State insieme?» «Che domanda del cazzo bastardo a metà, certo che stiamo insieme» sbuffò infastidito alzandosi in piedi, stando attento a sorreggere l'omega, affermando di non avere voglia di ascoltarli oltre ed intimò loro di non ficcare il naso nelle loro questioni, quando Midoriya avrebbe voluto rivelare qualcosa lo avrebbe fatto, premurandosi poi di chiudere a chiave la porta della stanza, non avendo fiducia nella capacità di contegno di quei casinisti e si stese, insieme al più basso sul letto matrimoniale, rilasciando i suoi feromoni senza alcun freno. Arricciò il naso notando come Izuku si fosse buttato allegro contro il suo petto, non che gli dispiacesse, solo trovava che nell'ultima coppia di giorni si stia comportando in modo strano e non capiva il perché, fino a poco prima aveva creduto che fosse nervoso della reazione che la classe avrebbe potuto avere, ma nella tranquillità della loro camera da letto, non ne era più così sicuro, in fin dei conti gli sembrava che l'odore del nerd fosse cambiato, la sua fragranza gli sembrava più dolce e invitante e solo dopo una manciata di minuti, con la mente annebbiata, comprese che deve star facendo esperienza del suo primo calore ed era dannatamente forte.

Passarono insieme tutto il pomeriggio e la sera, dato che avevano già parlato della possibilità che questo succedesse e si erano detti che si sarebbero legati per la vita, diventando a tutti gli effetti compagni e dovettero ringraziare che quella fosse una domenica, oppure si sarebbero ritrovati una folla urlante fuori dalla porta a bussare insistentemente, dato che quando il biondo si era destato, la sveglia sul comodino segnava le dieci e mezza, però non si alzò come invece avrebbe fatto di solito poiché si perse contento nell'osservare l'omega con il quale avrebbe speso il resto della sua vita e lo accarezza con il cuore che gli correva felice nel petto, pensando che, una volta finiti gli studi, dopo che sarebbero divenuti adulti indipendenti, avrebbero dei figli insieme e nel figurarsi i suoi cuccioli in braccio al suo compagno delle fusa contente scivolarono fuori dalla sua gola ed Izuku, nel sonno, rispose accoccolandosi di più a Katsuki.

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