Bittersweet
Era un altro terribile giorno per il giovane Izuku.
Era stato colpito e riempito di esplosioni dalla persona verso la quale nutriva dei dolcissimi sentimenti e non si era accorto come, nei trascorsi anni, avesse anche maturato un disgustoso sentimento amaro verso chiunque lo circondasse. Odiava chi posava il suo sguardo indegno sul suo meraviglioso biondo dagli occhi cinabro e si era morsicato le labbra spesso, sapendo che non poteva fare nulla perché era un semplice ragazzino che non aveva ancora raggiunto l'adolescenza e per di più non aveva neppure un potere, era ovvio che non avrebbe mai avuto alcuna speranza di vincere un combattimento con uno di loro, pur sapendolo però, il sangue nelle vene non smetteva di bollire tra disprezzo e invidia per quegli anonimi personaggi che potevano godere della presenza di Bakugou, senza temerne l'ira.
Quel giorno però era completamente diverso, sentiva i propri sentimenti negativi traboccare, con il cuore che batteva velocemente e la propria mente che lavorava in maniera innaturalmente rapida mentre osservava con sguardo oscuro e completamente stravolto quel suo compagno di classe dai capelli scuri, insolitamente amichevole con il suo Kacchan e pensò che non lo sopportava, quella persona non era adatta a starsene al suo fianco, non era degno nemmeno di guardarlo negli occhi eppure si comportava come se lo conoscesse perfettamente e lui sapeva che non era così, Izuku era l'unico a conoscere ogni piccolo dettaglio del suo amato biondo.
Pioveva e probabilmente avendo notato con quanta rabbia e disprezzo fosse stato guardato, l'amico di Katsuki invitò il riccio ad andare da lui, solo, nell'angolo del cortile che stava venendo adibito ad aiuola, perché lì non sarebbe passato nessuno, dato che i lavori erano fermi a causa del maltempo e quel povero idiota che pensava di avere davanti a sé qualche minuto di divertimento, non si accorse di come l'altro ridesse sotto i baffi, con una malsana idea che gli aveva fatto illuminare lo sguardo ancora inquietante, profondo come una palude dalla quale era impossibile fare ritorno.
Midoriya finse una certa paura nel fronteggiare il bullo, tenendo le mani nascoste dietro la schiena come se fosse stato nervoso, in realtà stringeva con presa ferrea un taglierino grosso e dalla lama affilata, lo aveva preso in prestito senza farsi notare dal laboratorio di arte e sotto l'acqua scrosciante lo teneva sicuro, avvolto dal proprio fazzoletto di stoffa per evitare di lasciarvi soffra le proprie impronte. «Sei solo un senza unicità, come ti permetti di guardarmi in quel modo uh? Che c'è, sei geloso del fatto che il tuo amato Bakugou non rivolga neppure uno sguardo a te se non per picchiati, ma che sia mio amico?» ridacchiò sprezzante e senza sapere che la sua vita era in pericolo, si avvicinò al ragazzo con fare minaccioso per guardarlo con superiorità, pronto a godersi uno dei suoi ben noti pianti misti ad un'espressione spaventata quanto ferita eppure, con sua grande sorpresa, se lo vide davanti che rideva in modo maniacale, fissandolo dritto negli occhi prima di rispondere: «Hai ragione, dopotutto io amo Kacchan e non sopporto che qualcuno di infimo livello come te ne insudici l'immagine, sei così triste. Potrà anche odiarmi ma non c'è nessuno al mondo che potrebbe conoscerlo come me, perché non ho mai smesso di osservarlo per un solo istante e la tua esistenza è amara, così amara che non riesco a sopportarla» ghignò rivelano due fila di denti perfettamente bianchi prima di trafiggere il cuore del moro con un veloce e fluido movimento della mano.
Egli non poté neppure urlare, era morto in un brevissimo istante, vicino ad una profonda buca nella quale venne calciato poco dopo, seguito anche dall'arma del delitto ed il fazzoletto, poi Izuku ci riversò sopra uno spesso strato di terriccio, non abbastanza da essere notato dai laboratori svogliati della scuola, nonostante la pioggia, ma non sottile abbastanza da lasciar permeare l'odore della carne che marciva a causa dell'ambiente umido, lo fece aiutandosi con le maniche della divisa per non lasciare tracce del suo passaggio sulla pala lì vicino. Quando ebbe finito sorrise soddisfatto, battendo le mani tra di loro e godendosi uno strano rilassamento che aveva pervaso completamente il suo essere, poi controllò di non essere sporco del liquido viscoso, constatando che un po' d'acqua piovana era stata sufficientemente per lavare via quel poco che gli aveva sporcato la mano, era stato così bravo nonostante quella fosse stata la sua prima volta nell'uccidere qualcuno e per giunta, non lo aveva nemmeno programmato con largo anticipo, solo da poche ore ed era certo che nessuno lo avesse visto, anche fosse, chi avrebbe dubitato del povero, debole, indifeso ragazzo senza un'abilità che veniva picchiato quotidianamente?
Perciò se ne tornò in classe classe bagnato fradicio, stringendo il proprio quaderno e mettendo su la sua classica espressione ansiosa, con il cuore che palpitava imbizzarrito nel suo petto al pensiero che presto avrebbe rivisto il suo adorato amico d'infanzia e avrebbe potuto aggiungere nuove informazione sul quel quaderno che non narrava di eroi come gli altri, ma solo del suo amato. Finire le lezioni se ne andò calmo, seguendo come sempre il biondo prima di tornarsene a casa fischiettando di buon umore, con una sua nuova foto da aggiungere alla sua collezione e addormentarsi serenamente. Nei giorni successivi si diffuse la notizia della scomparsa di uno studente della scuola media Aldera e vennero interrogati tutti quelli che avevano avuto dei contatti con lui nel presunto giorno della sparizione, lo stesso assassino venne sottoposto ad una valanga di domande alle quali rispose con voce tremante e finto dolore, era diventato un bravo attore visto quante volte era dovuto tornare a casa sorridendo, senza lasciar trapelare quanto terribili fossero le sue condizioni fisiche davanti alla madre, la quale non aveva notato nulla se non uno strano senso di disagio, come se qualcosa in lui non andasse eppure non diede molto peso a ciò dato che il suo amato figlio pareva sempre lo stesso; alla fine la faccenda si risolse con la polizia che concluse che, probabilmente come molti della sua età, il bullo aveva marinato la scuola per passare il tempo in mezzo alle zone meno sicure della città, purtroppo era qualcosa che succedeva di frequente in quanto era considerato "figo" dalla maggior parte degli adolescenti e molti non erano mai tornati da là.
Izuku si disse che sarebbe stato meglio non sporcarsi le mani, in caso avesse potuto evitare e se non fosse riuscito a trattenersi avrebbe dovuto pianificare con largo anticipo il crimine, in modo che non ci fosse la ben che minima possibilità di essere scoperto in quanto, se fosse stato arrestato, non avrebbe più potuto vedere il suo amato, un pensiero terribile che gli fece gelare il sangue nelle vene e venire una forte fitta al petto, tanto da cadere in ginocchio sul pavimento della sua camera, aggrappandosi con violenza al tessuto della sua maglia, boccheggiando per inspirare grandi quantità d'aria nel tentativo di riacquistare la calma, quando ci riuscì si rimise in piedi sospirando, poi si spogliò lentamente davanti allo specchio nella stanza e sorrise davanti alle varie cicatrici di bruciature che aveva adosso, perché erano il marchio del passaggio del biondo sulla sua pelle, eccitandosi all'idea che quelle forme sulla sua carne sembrassero le impronte delle mani dell'altro, come se lo avesse afferato in quello stesso momento, quando era privo di vestiti e soddisfò i suoi desideri carnali con il pensiero di Bakugou che gli aveva annebiato la mente.
La mattina dopo si svegliò stiracchiandosi e si decise a seguire un serrato programma di allenamento che avesse potuto aumentare la sua forza, massa muscolare e abilità di combattimento oltre che quelle di hacker e quant'altro per essere certo di poter ottenere informazioni velocemente, dopotutto non aveva un quirk perciò doveva prepararsi adeguatamente per essere sicuro di poter proteggere il ragazzo che tanto ossessivamente amava. Per il resto dell'anno scolastico continuò a temprarsi, ridacchiando allegro, impedendo a quelle disgutose donne superficiali di dichiarasi a lui, con una teatralità e un tale perfetto calcolo nel proprio agire, che ben presto Katsuki smise di ricevere lettere nel proprio armadietto con la voce che fosse perseguitato da uno spirito vendicativo che ne era attratto, non che fosse qualcosa di così diverso dalla realtà. Con questi avvenimenti giunse il giorno dell'attacco del villain melmoso, il quale era rimasto spaventato dal riccio vedendolo ridacchiare con occhi ricolmi di pazzia in un vicolo, quindi era rimasto in attesa finché non si era appiccicato a Bakugou, solo che Deku era tornato indietro notando che gli era caduto il prezioso quaderno sul quale annotava ogni particolare riguardante il ragazzo dall'abilità esplosiva e quando vide quella scena, con il volto dell'amato contorto dal dolore, mentre produceva grosse esplosioni per ritrarre il criminale, cercando di respirare sotto lo sguardo di eroi che non agivano, perché apparentemente non avevano la singolarità adatta alla situazione, qualcosa in lui scricchiolò, come la porta dietro la quale aveva relegato la propria violenza.
Stanno facendo del male al mio Kacchan, pensò furente Midoriya con un fortissimo senso di amarezza sulla lingua, lo avrebbero lasciato morire senza fare nulla solo perchè non erano in una situazione di vantaggio e questo lo fece ridere iracondo: se quelli erano degli eroi, con quale diritto i suoi contanei lo avevano deriso in quanto senza unicita? Scosse la testa e abbandonò lo zaino al lato della strada, poi corse verso il criminale e con due fluidi movimenti lo acceccò, salutando il biondo prima di intravedere l'unica parte solida di quell'essere, l'afferrò e la estrasse dal liquido vischioso di cui il villain era composto, tornandosene ben saldo sui suoi piedi e subito dopo, quando il detentore del quirk mutante si rese conto del fatto, allentò la presa da Bakugou, che però comunque non riusciva a liberarsi: «Io lo lascerei andare fossi in te» disse tranquillamente il ragazzo dagli occhi smeraldo, i quali avevano assunto nuovamente quell'oscura tonalità palude, il malvivente pensò di minacciarlo stringendo nuovamente la presa sul corpo dell'ostaggio, ma in men che non si dica si accasciò a terra urlando di dolore e finalmente Katsuki potè allontanarsi, aiutato dagli eroi che guardavano con la bocca spalancata quello che stava succedendo: «Ti prego basta, quello è il mio cuore, se continui mi ucciderai» piangeva disperato, però per lo studente non era abbastanza dato che aveva osato ferire il suo prezioso amico d'infanzia, tuttavia si constrinse a trattenere l'intento omicida che si era mostrato sul suo viso puntellato di lentiggini, consapevole di essere in pubblico e soprattutto sotto gli occhi rossi che tanto adorava, perciò con il più innocente dei sorrisi chiese a qualcuno di imprigionare quel tizio in un qualsiasi contenitore, consegnandone il cuore ad uno degli heros, prima di riprendere il suo zaino e avviarsi verso casa.
Non si aspettava di essere raggiunto dal giovane della chioma ispida che, con delle adorabili lacrime intrappolate ai lati degli occhi, gli rulava che non aveva bisogno del suo aiuto e che era sempre un inutile senza unicità, poi corse via, non sopportando l'imbarazzo e l'umiliazione subita sotto il sorriso distorto dell'altro che cercava di nascondere il rosso accesso che gli aveva infiammato le guance o le farfalle che gli facevano controcere lo stomaco dall'emozione: il suo Kacchan gli aveva parlato direttamente, mostrandosi vulnerabile come non avrebbe mai fatto con altri e per di più nonostante avesse cercato di nasconderlo con i suoi brutti modi, aveva riconosciuto il suo lavoro. Si buttò le mani sulla faccia con un sospiro innamorato, poi saltellò allegro fino a casa, con gli occhi smeraldo brillanti, come se al loro interno fossero state catturate le più sfavillanti delle stelle e Inko lo guardò accigliata, si aspettava che stesse tremando preoccupato dopo gli avvenimenti poco prima accaduti, nonostante avesse avuto la maglio, però allo stesso tempo fu felice di vedere nuovamente il bambino eccitato che le pareva essere sparito da un po'. Anche Ktsuki rincasò e solo dopo qualche minuto passato nella tranquilla solitudine della sua camera da letto si rese conto di alcuni particolari che lo fecero rabbrividere, non era normale la tranquillità con la quale il nerd lo aveva salutato, attaccando il malvivente e ancora di più aveva compreso che forse, l'angelica innocenza e debolezza che erano sempre state attribuite a Izuku, erano da lungo tempo scompare perché non erano compatibile con la fredda ragionevolezza con la quale aveva brevemente trovato il punto debole del criminale melmoso salvandogli la vita, né potè ignorare quella paura irrazionale che lo aveva scosso nel momento in cui, con un freddo ghigno, il riccio aveva impugnato il cuore del suo aggressore, come se davanti non avesse avuto colui con il quale era cresciuto, ma uno sconosciuto demone compiaciuto dalla sofferenza altrui. Fu all'epoca che i primi dubbi si insinuarono nella sua pelle, come un muto sussurro d'avvertimento che si rifiutò di ascoltare, in quanto sapeva che dar retta al suo intuito avrebbe significato interrogarsi su come questo cambiamento fosse stato possibile e quindi riconoscere le proprie colpe.
«Tre, due, uno...» urlò Present Mic e subito dopo un lampo di capelli verdi si lanciò nel campo dell'esame pratico, sotto i borbottii degli altri partecipanti: «Su, cosa aspettate, non ci sono conti all'arrovescia nella vita reale!» li esortò l'eroe, ma in una manciata di secondi il ragazzo senza poter era stato capace di tirar giù, a mani nude, una decina di robot e aveva continuato a rubarli ad altri senza curarsi delle loro lamentele, assicurandosi che non avrebbe incontrato il biondo perché avrebbe preferito sorprenderlo durante le ore di lezione con le sue nuove capacità, temprate ed affinate tra mille difficoltà e salvò persino una ragazza dai capelli castani, terminando con un punteggio più alto persino di Katsuki, questo non lo reso allegro poiché era certo che al ragazzo non sarebbe piaciuto, ma d'altronde come avrebbe potuto sapere che gli sarebbero stati dati dei punti salvataggio? Quella notte aveva sospirato, per poi assaporare sulla punta della lingua l'espressione sconcertata del biondo quando Aizawa aveva annunciato il suo punteggio ed il fatto che avesse raggiunto quel risultato senza alcun potere, perché ne era privo e ancora più incredulo si fece quando assistette alle poderose potenzialità fisiche del boccoluto che parevano quasi disumane, come se avesse trasceso i limiti del suo corpo ed in un certo senso era proprio così, dopotutto per il ragazzo lentigginoso non esistevano muri che non poteva abbattere nella sua corsa al cuore altrui, alla U.A. cominciò la sua vera partita.
Si assicurò di avere buoni voti e una egregia reputazione, doveva essere impossibile da dubitare qualora si fosse ripetuta una situazione come quella delle medie, però gli risultò incredibilmente difficoltoso di tenere fede al suo buon proposito di non saltare al collo degli altri quando, in solol un paio di settimane, alcuni elementi si erano avvicinati a Bakugou, ma riuscì a mettere un freno ai suoi sanguinari istinti, ricordando a sé stesso che nessuno di loro era stato guardato troppo amorevolmente dal biondo e soprattutto, loro non lo avevano mai scorto con le lacrime agli occhi, mentre lui si e fu felice, incredibilmente gioioso quando notò che la relazione con il biondo aveva cominciato a migliorare e che anche in quella scuola, tutti avessero smesso di confessare i loro sentimenti a Katsuki perché si erano sentiti gravemente male subito prima di farlo o avevano avuto inspiegabili incidenti dei quali, Izuku, aveva prontamente eliminato le prove, facendo addirittura credere ad alcuni di essere diventati pazzi, finendo chiusi in una struttura di igene mentale. Non era meglio agire in questo modo che rischiare di farsi sbattere in prigione senza avere la possibilità di ammirarei i suoi rubini penetranti? tutto quello di cui necessitava era una moderata quantità di calma che gli permettesse di sopraffare quei desideri violenti nel suo cuore, dovendo sopportare un prurito sotto pelle che avrebbe fatto andare fuori di testa chiunque altro, era itelligente e sapeva che agendo in quel modo si stava già esponendo a grandi rischi dato che si trovava alla U.A. ma aveva studiato perfettamente la piantina dell'edificio e le telecamere in esso passato, imparando in pochi giorni ad evitarle alla perfezione.
Nel suo animo vibrava solo una grande paura, quella che il bel biondino avesse potuto scoprire quale fosse la sua vera natura prima di riuscire a farlo innamorare di lui, perciò tenne un basso profilo sotto quel punto di vista, anche durante l'attacco all'USJ dove riuscì a salvare dei compagni di classe che altrimenti ci avrebbero lasciato le penne, sia al campo di allenamento, però quando si vide Katsuki venir portato via dalla lega dei villains fu come se la sua ragione fosse stata ridotta in brandelli e con espressione terrificante, occhi scuriti dall'ira e desiderio di sangue, si voltò, ignorando i professori e amici che lo guardavano paralizzati dalla paura chiedendogli dove stesse andando, non rispose e scomparse tra gli alberi prima che qualcuno potesse fermarlo. «Q-quello non sembrava nemmeno Midoriya» rabbrividì Iida, seguito da un cenno del capo da Aizawa: «Per quanto spiacevole l'idea, credo che sia un lupo travestito da agnello» All Might annuì a sua volta sospirando: «L'ho sempre saputo, l'ho visto salvare Bakugou dal villain melmoso e sono stato grato che abbia scelto la via dell'eroe, onestamente non so spiegare il motivo ma ho sentito, mentre l'ho guardato minacciare quel criminale stringendone il cuore in mano, di trovarmi davanti a qualcuno di pericoloso e forse peggiore di All For One in curdeltà, ma fino ad ora non ha fatto nulla di male, quindi non so davvero cosa dire...» l'altro professore scosse le spalle e cercò di far riprendere i propri studenti, dopo aver chiamato Hawks e avergli chiesto di cercare il riccio.
Una risata agghiacciante risuonò per i vocli bui della città, facendo rabbrividire e correre verso la strada principale e più illuminata chi l'aveva udita, mentre a passo svelto e respiro pesante Izuku si avvicinava a dove il caro biondo era stato portato ma ormai a guardarlo non sembrava più umano, poiché la sua espressione pareva distorta come quella di un demone, sebbene si trattasse semplicemente di un volto umano infettato dalla rabbia, bisbigliando tra i denti che stridevano: «Quei bastardi pensano di poterti portare via da me senza che io abbia un piano? Sono davvero degli idioti a credere che dopo aver mostrato di possedere qualcuno che può teletrasportare gli altri non avrei fatto in modo di poterti rintracciare caro il mio Kacchan e pagheranno» rise ancora, affondando i denti nelle proprie labbra per cercare di non fare troppo rumore mentre si avvicinava alla struttura che era segnata dal proprio cellulare, collegato al piccolo tracciatore che aveva impiantato al biondo mentre dormiva, non vedeva l'ora di farli a pezzi, guardandoli negli occhi.
Sbuffò nervosamente, infilandosi in un condotto di areazione di quel vecchio edificio che sarebbe dovuto essere abbandonato e strisciò nei condotti dell'area molto lentamente, assicurandosi di non far scricchiolare il metallo sul quale poggiava, finchè non si trovò sopra la stanza dove tenevano rpigionato Bakugou, legato ad una sedia con delle grosse e pesanti manette anti-quirk e per quanto avrebbe voluto saltare giù ed ucciderli tutti non poteva, avrebbe rischiato che nel mezzo della battaglia avrebbero usato il suo amato per ricattarlo o avrebbero potuto fargli del male, perciò doveva sbarazzarsi di loro in piccoli gruppi e sorrise allegro notando che Dabi e Toga erano i più vicini alla stanza sul retro, gli sarebbe bastato fare un piccolo rumore per attirarli e toglierli di mezzo, perciò tornò indietro, si calò giù e fece un saltino, funzionò.
«Lo avete sentito anche voi?» «Si, tipo un salto» rispose la ragazza allegra, fissando il più alto con fare psicotico, mentre gli altri li guardarono interrogativi, quindi l'uomo in impermeabile, dopo aver roteato gli occhi al cielo spiegò: «Io e Toga abbiamo sentito un rumore provenire alle nostre spalle» Shigaraki scosse le spalle e disse loro di andare a controllare, appena i due si defilarono quello ustionato dai due si ritrovò a terra in una pozza di sangue, con uno squarcio profondo sulla gola e le mani strette in quel punto, cercando inutilmente di fermare l'emoragia, mentre la bionda si trovò davanti al ragazzo verso il quale aveva maturato una cotta, che le teneva la lama del coltello contro il collo e le mani immobilizzate: «Fai un solo movimento o apri la bocca e ti faccio fare la fine del tuo amichetto» bisbigliò minaccioso facendole battere forte il cuore, poi proseguì: «Non avevo intenzione di fare nulla, ma voi avete preso qualcuno che mi appartiene e ora voglio torturarvi finche sarete così esausti da pregarmi di uccidermi» continuò prima di tapparle velocemente la bocca e aprirle il vetre, ci infilò la mano libera e le strappò le interiora, ficcanfogliele in bocca così che non potesse urlare e fu davvero difficile per lui trattenere le sadiche risate che gli solleticavano le corde vocali.
«Perché Himiko-chan e Dabi non sono ancora tornati?» chiese Magne preoccupata sapendo che era giù passata una manciata di minuti, ignorando come nell'altra stanza la ragazza stesse lentamente perdendo la vita, fissando due smeraldi pregn di divertimento e privi di rimorso, senza smettere di sorridere. «Lo trovo strano anche io, non non loè. Quei due non si sopportano, sono migliori amici» intervenne Twice, preoccupato per la sua amica: «Si saranno messi a litigare? Sembra troppo silenzioso e sospetto» bisbigliò Mister Compress accanto al giovane uomo che si grattava il collo nervoso: «Potrebbero essere gli eroi?» «Non credo signorino, sarebbe stata un'offensiva molto più diretta» «Magne, Twice e Compress andate a vedere e informatemi subito» i tre eseguirono e rimasero paralizzati davanti ai due cadaveri, solo che non videro nessuno, Compress sbiancò quando dei sussurri smorzati lo fecero girare verso destra, due coltelli, uno per mano, avevano tolto di mezzo chi lo aveva accompagnato: «Intruso!» urlò ma era troppo tardi per lui, con il retro della lama, appena estratta dal corpo gemente di Magne lo colpì allo stomaco, poi con pochi ma violenti movimenti lo costrinse ad aprire la bocca e gli strappò la lingua a mani nude senza trattenersi dal ridere: «Eh no, non si rovinano le sorprese» poi gli amputò le mani e usò la lama sottratta a toga per conficcarlo al muro. Stava per uscire e mostrarsi quando con gli occhi intravide Twice che agonizzante cercava di raggiungere la bionda, l'amore era il suo punto debole quindi con un calcio lo rese più vicino, permettendogli di stringere la mano prima di andarse con un conato di vomito a quel punto sorrise soddisfatto del suo buon cuore e fischiettando aprì violentemente la porta, dandola in faccia a Tomura che credeva di fargli un imboscata appena fosse uscito, troppo prevedibile per il riccio.
Con un balzo felino gli amputò i pollici ancora prima che Kuroghiri potesse trasportarlo accanto a sé, sperava di evitargli i danni ma fallì, il tutto avvenne sotto gli occhi sbarrati di Katsuki che si trovò davanti un Deku pieno di sangue che rideva allegro, giocherellando con le falangi sottratte al criminale che lo fissava rabbiosamente: «Izuku Midoriya! Questo non è un comportamento da eroe!» l'altro sbuffò divertito: «E che vuoi fare, metterti a piangere? La colpa è tua che ti sei messo contro la persona sbagliata, buon sangue non mente, dopotutto» si avvicinò al ragazzo: «Non ti ho forse fatto un favore nel liberarti dalla tua unicità, Tenko Shimura?» domandò retorico facendo pezolare la testa di lato godendosi lo stupore nel nemico, che non si accorse di star venendo attaccato, tuttavia si salvò perché l'uomo-portale lo spostò nell'altro angolo della stanza, arrabiato Midoriya quarciò l'armatura di quell'esperimento per poi buttarsi nuovamente sul frastornato nipote di Nana Shimura squarciandoglì a metà il busto e si lamentò quando si rese conto di avergli inavvertitamente spaccato il cuore, non aveva sofferto come avrebbe dovuto.
«Va bene Kacchan rimandiamo le domande a dopo che dici? Meglio se prima ti libero, no?» suonava come se glielo stesse chiedendo ma dallo sgauardo che gli venne rivolto il ragazzo esplosivo capì che quello era un ordine, perciò annuì deglutendo faticosamente lasciandosi liberare docilmente la bocca ed il resto del corpo, poco prima che nella stanza entrasse All For One applaudendo: «Inko non sarebbe contenta di questo e voglio sapere come hai scoperto che sono tuo padre» Bakugou si tirò un pizzicotto senza farsi vedere, che diavolo stava succendendo, non si stava immaginando tutto quello che stava accadendo? Pregò di non essere impazzito e rimase immobile osservando la conversazione: «Non è mai stata brava a nascondere le cose, era chiaro che sapesse chi è mio padre, ho solo dovuto incoraggiarla un pochino» ghignò con il volto sporco di sangue, l'uomo si fece subito serio: «Cosa le hai fatto?» «E chi lo chiede? L'uomo che avrebbe potuto avere una famiglia amorevole ma che l'ha rifiutata perché non riesce a superare il fatto di essere odiato dal suo fratellino, che ha preferito dare la vita che aiutarlo? In questo caso penso di poter avere compassione di te e dirtelo» rise fingendo di togliersi una lacrima dall'occhio: «Le ho solo mostrato quanto sia stata una pessima madre, tutto qui». «Come fai a sapere tutte queste cose?» domando l'incarnazione del male stringendo saldamente le sue mani in pugni, cosa che spinse il biondo a cominciare a raccogliere calore nelle mani in caso la situazione fosse volta al peggio: «Perché io a differenza tua uso il cervello e pianifico vermanete bene le cose, credi per davvero che sarei venuto qui senza un piano "Hisahi Midoriya"» pronunciò quel nome facendo le virgolette con le dita, assumendo un tono disgustato e sorridendo come se avesse vinto nel momento in cui un lieve bussare venne udito alla porta.
«Vai ad aprire, guarda in faccia la donna che è stata capace di amerti pur conoscendo il tuo passato e la cui fiducia hai tradito tornando in questa via» e quando lo fece si trovò davanti Inko che gli tirò uno schiaffo sonoro, lo riempì di insulti guardandolo con le lacrime agli occhi e una delusione profonda: «Per colpa tua, il mio bambino ha sofferto così tanto, tutto perché gli hai sottratto la sua unicità prima di andartene e ricominciare a fare tutto questo. Dimmi, sei contento ora, dopo avermi detto che lo facevi per il suo bene e aver tradito la fiducia che ho risposto in te?» l'uomo sembrava estremamente rammaricato, non ebbe il coraggio di fare nulla, la donna che amava non voleva più sentire nulla di quello che aveva da dire e peggio fu pensare che a causa di quel dannato potere, bramoso di accrescersi, aveva causato a suo figlio di diventare peggiore di lui, perciò permise alla donna di prenderlo a pugni, con il cuore spezzato perché ormai lei non credeva più al suo amore.
«C-che significa tutto questo?» «Oh, nulla di che, a quanto pare il dottere che esamina i quirk lavorava per lui, perciò ha mentito. In realtà io un potere ce lo avevo solo che mi è stato sottratto e se vuoi sapere cosa intende mia madre e perché sia così violenta, fuori dal suo personaggio posso mostrartelo, ma sei sicuro di volerlo sapere?» un brivido percorse il biondo, annuì e l'altro si tolse la maglietta mostrando numerose cicatrici di bruciature a forma di mano, altre cone linee dritte ma profonde lungo tutte le braccia e altre di forme irregolari dovuti agli altri bulli; a quella vista gli occhi rubino del ragazzo si spalancarono, facendosi opachi di lacrime, cosa diavolo aveva fatto? «Non preoccuparti Kacchan, non potrei mai odiarti. Continuerò ad amarti qualsiasi cosa tu mi faccia dopotutto è a questi sentimenti che mi sono aggrapato per non impazzire del tutto» bisbigliò accarezzandogli il viso per pulirlo dalle lacrime che lo percorrevano, godendosi le scuse singhiozzate che gli venivano rivolte mentre veniva abbracciato, sembrava proprio che si fosse giocato bene le sue carte, bisognava però vedere se avrebbe vinto.
Chiamarono Aizawa e quando gli eroi si recarono sul posto, seguiti dalla polizia, All For One non si ribellò davanti all'incredulità di All Might e rimasero pietrificati quando trovarno quei corpi martoriati e Midoriya sorpo di sangue, certo loro erano criminali ma lui aveva compiuto comunque degli omicidi perciò venne interrogato e dalle sue reazioni e risposte, alquanto agghiaccianti se provenienti da una persona comune, venne fatto esaminare da uno specialista che parlò sia al suo professore che da Inko e Mitsuki: «Sono piuttosto sicuro che Izuku Midoriya soffra di Sindrome di Stoccolma da come ha risposto alle mie domande, si tratta di un attaccamento nei confronti chi perpetra gli abusi da parte della vittima, spesso tra i sintomi ci può essere una fase depressiva che evidentemento egli ha subito. I suoi comportamenti non lasciano dubbi: sembra giustificare e deresponsabilizzare chi gli ha provocato quelle bruciature e si rifiuta di dire il suo nome o qualcosa che gli sia contrario ed è ostile alle forze dell'ordine, probbailmente sfiducia causata dal lungo tempo di violenze passato senza essere soccorso ma credo che ci sia dell'altro, forse delle tendenze sadiche-psicotiche dato che non mostra alcun rimorso per gli omicidi comessi, anzi, mentre ci spiegava come ha ucciso quei criminali era piuttosto divertito e tranquillo, quindi non empatizza nè si fa alcun tipo di scrupoli. Temo che l'unica ragione per la quale fino ad ora non si sia abbandonato alle tendenze violente che ha sfoggiato nel caso di salvataggio di Katsuki Bakugou, siano i sentimenti che nutre verso di lui e quindi c'è una grossa probabilità che lui sia il colpevole della mole maggiore del trauma che ha fatto scoppiare la Stoccolma e forse. Il detective Takauchi potrà testimoniare, ma Midoriya ha affermato di non aver torturato quelle persone solo perché doveva sbrigarsi ad agire, per evitare che l'altro ragazzo potesse essere vittima di qualche violenza da parte dei criminali...» si pizzicò il naso poi spiegò: «Dato che abbiamo dovuto fare delle domande anche a Bakugou, chiaramente ne abbiamo approfittato per controllare anche a sua situazione psicologica e il risultato è il seguente: soffre di grave ansia sociale, nel parlarci quando ha spiegato i suoi obbiettivi sembrava fosse mosso principalmente dalla paura di deludere gli altri che dalla propria ambizione, in più ha rivelato un forte senso di inferiorità nei confronti di quello che ha confgermato essere stato sua vittima negli anni dell'infanzia e credo che ciò sia stato causato da una disfunsione affettiva pobabilmente provocata da uno dei genitori che ha avuto dei comportamenti ambigui come l'uso di grida e parole forti, la poca espressione del proprio affetto che potrebbero essere state incosciamente vissute dal ragazzo come violenza ma allo stesso tempo integrate come normale. Fortunatamente il ragazzo non ha sviluppato un disturbo narcisistico di personalità, sebbene ci sia andato vicino, anzi, quando ha realizzato la portata delle sue azioni ha assunto un atteggiamento remissivo e sottomesso, oltre che un comportamento ansioso e una tendenza che credo essere masochistica, in parte ricerca una punizione per le sue azioni da parte di colui che ha ferito...» nel sentirgli dire queste cose alla madre del ragazzo si gelò il cuore, suo figlio aveva causato gravi danni nella mente di Izuku a causa sua, non si sarebbe mai perdonata per averlo segnato negativamente nella mente e neppure per non aver fatto nulla prima che le cose sfuggissero di mano.
«C-c'è altro?» chiese tremante la donna dai capelli verdi, l'uomo annuì: «Credo che Midoriya fosse coscente del fragile eco e sulle motivazioni che hanno spinto Bakugou a fare ciò che ha fatto, ma deve essersene reso conto solo in un secondo momento, quando la sua depressione è mutata in un incipit di sadismo da trauma, cosa che lo ha reso molto meno emotivo e molto più calcolatore, quindi credo che abbia appositamente mostrato al giovane quello che gli era stato fatto, probabilmente Midoriya è incapace di abbandonare i propri sentimenti romantici, che per ora sembrano l'unico appiglio alla sua sanità mentale, così ha fatto in modo che l'altro li ricambiasse. Katsuki infatti dopo aver appreso la reale gravità delle condizioni del riccio ha mostrato un grave pentimento e un grosso attaccamento alla sua figura, infatti nonappena finito l'interrogatorio ha chiesto di lui, se poteva vederlo e cosa gli sarebbe stato fatto. Da notare che lui è rimasto muto su quello che è accaduto, nonostnte sapesse che egli stesso ha ammesso di aver ucciso quella gente, le uniche cose che ha detto erano ambigue e a suo favore» a ciò si aggiunge il detective: «I due saranno integrati in un programma segreto di riabilitazione psichiatrica, lo stato ha deciso che se l'opinione pubblica scoprisse che chi ha terminato la grossa minaccia che incombeva sul Giappone, è stato rinchiuso, scoppierebbe un putiferio, perciò continuaranno le loro vite normali ma sotto stretto controllo, ne abbiamo già parlato con Nezu. Probabilmente il fatto che ai due sarà consentito di rimanere insieme potrebbe giovare ad entrambi e rendere più partecipativo Izuku alle terapie, anche se dubito funzioneranno».
Avevano ragione? Si, infatti in poco tempo i due divennero una coppia e dato il morboso attaccamento reciproco non ci furono problemi se non qualche controllato episodio di gelosia da parte del più basso, per il resto rimasero abbastanza stabili emotivamente da riprendere a vivere come erano soliti, sfogando i loro bisogni solo quando erano soli: in quei momenti Katsuki si mostrava completamente inoffensivo, faceva tutto quello che gli veniva chiesto e il suo lato ancora penitente trovava sollievo fra le attenzioni del riccio, che di rimando nel vederlo così attaccato a lui e ubbidiente vedeva soddisfatte le sue esigenze sadiche e vendicative, anche se quei pochi che erano a conoscenza della vera entità della loro relazione continuarono a dubitare che quel rapporto fosse qualcosa di sano.
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