Dawna #2
Il giorno seguente accompagnai Dawn nell'ufficio del preside per farle dare l'uniforme, poi nei bagni a cambiarsi e infine in classe, siccome era in classe con me.
Dopo due ore di matematica che mi hanno levato l'anima come ogni volta, ci avrebbe fatto lezione All Might.
Ci disse di andare a prendere i costumi da Hero per esercitarci.
Dawn: "Scusi, All Might-sensei, io non ho una tuta da eroe, è il mio primo giorno." Alzò la mano la violetta
All Might: "Ah, giusto, perché non ti presenti alla classe, bastano nome, cognome e unicità."
Dawn: "Non ha già letto il mio fascicolo Sensei?"
All Might: "Sì, ovviamente, ma sarebbe bello se ti presentassi tu ai tuoi compagni."
Dawn prese un respiro molto profondo, si alzò in piedi e andò accanto al professore per presentarsi.
Aveva la stessa espressione stufa del mondo che le avevo visto addosso la prima volta.
Dawn: "Mi chiamo Dawn Halfblood, sono metà angelo e metà demone. Il mio quirk è il controllo dell'acqua e della terra, il mio massimo è creare golem indistruttibili che si sbarazzino del nemico."
All Might: "Bene. Ragazzi in fila e andate negli spogliatoi, in quando a te, signorina Halfblood, ti prepareremo un costume che sia almeno provvisorio."
Ci dirigemmo negli spogliatoi e io mi misi il mio costume (tuta nera, aderente con rifinizioni viola acceso tipo film di fantascienza, stivali a carro armato neri e cuffie alle orecchie).
(Ci sono entrambe le tute nell'immagine del capitolo)
Oltre a poter diventare completamente un gatto, il mio quirk è il Musician Beat, che mi permette di creare nastri fortissimi e incredibilmente versatili, che si muovono a tempo di musica, ma quando la canzone è troppo calma i nastri non possono comparire o con alcune canzoni possono apparire solo nel ritornello.
Legai i capelli sistemando alcune ciocche con la lacca per capelli e uscii velocemente, ignorando le chiacchiere di compagni e compagne, anche perché il mio fisico quasi rivaleggiava con quello di Momo ed era sempre oggetto di osservazione.
Appena fuori mi ritrovai una Dawn con un costume molto azzeccato.
Aveva una maglietta verde militare leggermente lunga, a maniche mimetiche, che lasciava uscire le ali, con i pantaloni larghi, sempre mimetici infilati in un paio di stivali marrone scuro, a carro armato pure quelli, mentre i capelli viola erano legati in due code con degli elastici neri.
Naki: "Bel costume Dawn."
Dawn: "Bel costume anche il tuo, e soprattutto belle curve."
Avvampai e mi girai di spalle.
Mossa sbagliata.
Mi prese per il polso e mi trascinò lontano, in un posto appartato dove mi sbatté contro il muro tenendomi saldamente le spalle e spingendo con un ginocchio contro il muro tra le mie gambe, bloccandomi del tutto, essendo anche più alta di me di una decina di centimetri buoni.
Inutile dire che avevo attivato la modalità viso rosso cremisi.
Naki: "Che stai facendo?"
Dawn non rispose, si avvicinò alla mia guancia destra e accarezzò la stellina.
Dawn: "Sei tu allora."
Naki: "Che?"
Dawn: "Sei tu la ragazza che mi ha fermato dal buttarmi dal tetto un anno e mezzo fa."
Mi ritornò tutto in mente, il giorno prima della mia morte, era Dawn quella sul tetto della vecchia scuola, pronta a buttarsi nel vuoto, ma l'ho fermata di pochissimo.
Naki: "Allora tu sei..." Dissi toccandole il viso.
Naki: "Sei la ragazza che mi stava correndo incontro il giorno della mia morte."
Dawn: "Esatto. All'inizio non credevo fossi tu, poi la stellina sulla tua guancia, il tuo aspetto, la tua voce, le tue braccia piene di cicatrici, proprio come le mie ed il tuo ricordo con le lacrime abbondanti, il cardigan giallo e tutte le bende sulle braccia. Sei tu. Sei tu Naki sei tu."
Mi abbracciò strettissima, seppellendo la faccia nella mia spalla e piangendo.
*Purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr* controlla le fusa, caaaaalmaaaaaa
Ricambiai subito la stretta, piangendo con lei.
Midoriya: "Ehm ehm."
Naki: "Ciao Izu-chan, arriviamo tra due minuti."
Midoriya: "Sbrigatevi, All Might è preoccupato."
Dawn: "Va bene broccolo, ora va' via, e se dici a qualcuno che ho pianto ti spezzo la spina dorsale."
Midoriya sbiancò e tornò al campo, noi lo seguimmo cinque minuti dopo, quando la violetta si fu calmata.
Facemmo i soliti allenamenti, e devo dire che il quirk di Dawn è fortissimo per davvero, i suoi golem sono enormi e indistruttibili, sono utilissimi, soprattutto quando si tratta di distrarre o colpire.
Il mio quirk si dimostrò versatile come sempre, considerando i fattori agilità e velocità livello gatto, e che non perdo occasione per mischiarci della sana break dance.
Finite le lezioni tornammo a casa insieme, anche perché Shiro aveva insistito sul farle usare la seconda camera degli ospiti, siccome la prima era occupata dalla sottoscritta.
Appena in casa ci cambiammo e iniziammo gli esercizi.
La prima volta in cui ho fatto i compiti con qualcuno si è rivelata un successo, lei mi aiutava in matematica e io la aiutavo in letteratura.
Finiti gli esercizi, incominciammo a parlare sempre di più fino ad arrivare all'argomento: passato.
Naki: "Cosa ti ha spinto a diventare cattiva?"
Dawn: "Bè, ti ho già detto che sono stata cacciata dal paradiso perchè sono peccatrice, giusto?"
Naki: "Sì, me l'hai già detto."
Dawn: "Bè, la terra degli angeli è un luogo all'antica, lì l'omosessualità è ancora considerata peccato.
Ho due sorelle amorevoli e gentili, Lilian, un angelo con gli occhi da demone e Rose, un demone con gli occhi da angelo, loro due mi hanno sempre supportato, dopotutto siamo sangue dello stesso sangue.
A 12 anni, mio nonno, riluttante, mi ha mandato in una famiglia adottiva, che per mia "fortuna" è omofoba, tranqui, lui non lo sapeva.
Comunque, lì, tutte le colpe ricadevano sempre su di me, la "disgrazia lesbica".
Li ho odiati dal primo giorno.
A scuola andava un po' meglio, perlomeno, mi ignoravano anziché picchiarmi, anche se i bigliettini e le scritte sul banco erano all'ordine del giorno.
Quando mi hai trovata sul tetto volevo seriamente farla finita, ma mi hai fermato per un soffio.
Non appena ti ho visto cadere, io, non sapevo più a quale scoglio aggrapparmi, mi stavo arrampicando sugli specchi.
Mi sono creata la mia barriera, il mio carattere è diventato spietato, e quando Tomura mi ha offerto di diventare una villain non ci ho pensato due volte, tanto, ho creduto di non avere più niente da perdere; poi ti ho incontrato nuovamente, e il resto lo sai già.
E questo è quanto, ora tocca a te."
Andate a rileggervi il Flashback nell'altro capitolo perché nun c'ho voglia de rescrivere.
Naki: "Sono tornata perché volevo sistemare le cose, io non sapevo di avere qualcuno dalla mia parte finché non l'ho visto disperarsi, senza avere nemmeno la forza di alzarsi dal letto."
Ero seriamente diventata un fiume in piena, stavo piangendo tantissimo e non sembrava che le lacrime volessero smettere.
Dawn mi abbracciò in modo confortante, dondolandoci avanti e indietro, ma ovviamente se non ci ritrovavamo in posizioni strane non eravamo contente, quindi, appena mi fui calmata, notai di esserle in braccio tenendole le gambe attorno alla vita.
*Purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr*
Dawn: "Certo che se non ci ritroviamo in posizioni ambigue non siamo felici, poi, se contiamo che a entrambe piacciono le femmine." Rise per sdrammatizzare con le guance arrossate.
Ridi più spesso cazzo, quel sorriso potrei rimirarlo per ore.
Naki: "Già, a quanto pare." Risposi ridendo, anche io rossa in viso.
Le timeskip
Sono passate due settimane, e nonostante Dawn abbia stretto amicizia un po' con tutti, mi resta accanto il più delle volte.
Sentivo di essere davvero cotta, nemmeno con Aqua, la mia ex, ho mai provato qualcosa del genere.
Nel bel mezzo dell'ora di inglese, sentimmo suonare l'allarme anti-villain.
Ci siamo sparpagliati e nascosti.
Io e Dawn ci siamo precipitate in un angolo del tetto, almeno a pianificare una difesa.
Naki: "Se ne saranno andati?"
Dawn: "Non lo so micina. Potrebbero essere venuti per me per quello che ne so."
La fissai dritta in quelle pozze di rosso, nelle quali la luce che si spostava donava l'effetto di un liquido in movimento.
Naki: "Dawn, io ho paura."
Dawn: "Naki, senza paura, il coraggio non esiste, perché il coraggio, non significa non provare paura, ma saperla affrontare."
Vidi un'ombra avvicinarsi, non vidi il volto, ma mi sentii tirare per i capelli e trascinare per il tetto fino alla ringhiera.
Stavo già per piangere, sia di dolore che di paura.
Vidi Dawn tentare di fargli mollare la presa ma era irremovibile.
Poi, mi sollevò, e mi scagliò giù da tetto.
Non voglio morire di nuovo
Non pensavo ad altro, ma ero come rassegnata, così chiusi gli occhi preparandomi al colpo che mi avrebbe definitivamente ucciso.
All'improvviso sentii quello che sembrava il suono di un pugno, e poi, dopo secondi che mi parvero ore, mi sentii prendere a mo' di sposa.
Aprii gli occhi e Dawn mi stava tenendo in braccio, guardandomi con la preoccupazione che le si leggeva stampata a caratteri cubitali in faccia.
Avvolsi le braccia attorno al suo collo e alle sue spalle per non cadere.
Eravamo entrambe arrossite lievemente.
Dawn mi sorrise e iniziò a volare basso, in modo da atterrare senza troppi problemi.
Appena fummo a terra, alcuni nostri compagni ci corsero incontro preoccupati, ma li liquidammo tutti in poco tempo, dicendo loro che ce la saremmo cavata e che avrebbero dovuto controllare gli altri anziché noi.
Non appena fummo tutti al sicuro, e i villain furono stati mandati via, ci dissero di tornare a casa e riposarci, perché le ore di recupero sarebbero poi state distribuite nel corso della settimana seguente.
Appena a casa, ci infilammo dei vestiti comodi e completammo i pochi esercizi per il giorno dopo.
Dopo la merenda fatta con thè caldo e biscotti, iniziammo a cantare con l'apparecchio per il karaoke, e lei sfoggiò una voce bellissima, paragonabile al suono di una viola.
La mia vocina squillante era invece un flauto traverso, parole di Shiro.
Cantammo fino a che non ci sentimmo di avere perso un polmone a testa, e poi ridemmo fino a sentirci di aver perso pure l'altro.
Dopo una pausa acqua, ci sedemmo sul divano morbido.
Dawn: "Certo che sei una ragazza dolcissima tu, lo sai?"
Naki: "Sì, tu hai un sorriso che potrei guardare per ore, lo sai?"
Risposi stendendomi poggiando la testa sulle sue gambe, rossa e sorridente.
Dawn: "Ora lo so, e ho anche capito una cosa."
Naki: "Cosa?"
Dawn: "Alzati."
Eseguii l'ordine e lei mi spinse delicatamente contro il muro del soggiorno
Naki: "È diventata proprio un'abitudine questa, vero?"
*Purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr purrrrr*
Dawn: "Mh?"
Naki: "Quando ci sei tu in un modo o nell'altro mi ritrovo bloccata tra te e il muro o il suolo."
Risi arrossita
Dawn: "Non fingere che non ti piaccia, si sentono le fusa, sai? E comunque questo è un po' che volevo dirtelo, ma non sono molto brava ad esprimermi a parole."
Naki: "Vai a gesti, no?"
Dawn: "Ok."
Mi sollevò il mento fino a che i nostri occhi non si incontrarono; un ribollire di rosso cremisi e lillà pastello che si scontravano e si fondevano.
Lei mi si stava avvicinando lentamente, e mentre le nostre labbra si sfioravano mi disse.
Dawn: "Se ricambi completa."
Non ci pensai due volte, le avvolsi le braccia attorno al collo e al tirai a me, congiungendo del tutto le nostre labbra.
Ci staccammo dopo pochi secondi, per poi guardarci nuovamente negli occhi e baciarci ancora e ancora, ad un ritmo lento e dolce.
La sua lingua chiese l'accesso e la lasciai entrare.
Mappò tutto l'interno della mia bocca e mi lasciai sfuggire un miagolio di piacere mentre le nostre lingue danzavano lentamente ad un ballo inventato sul momento.
Appena ci staccammo, ansimanti e non poco, la guardai dritta negli occhi e le dissi
Naki: "Ti amo, alba delle mie giornate."
Dawn: "Ti amo anche io, piccolo salice piangente."
~Le Fin~
(Se non comprendete i riferimenti nelle ultime frasi, Dawn significa alba, Naki piangente e Yanagi salice.)
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