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Dabi

Idea mia (partiamo alla grande)
La Reader ha il potere di vedere i ricordi delle persone e la data di morte degli altri e può fare invecchiare o ringiovanire i corpi delle persone, ma non l'anima. Non mostra alcun tipo di emozione, poiché il padre, che è letteralmente la morte, deve insegnarle l'incantesimo dell'immortalità, in modo che possa tenere i suoi amici sempre stretti, anche se sa che è una cosa egoista, ma non riuscirebbe a mostrare emozioni, perché mostrandone e non conoscendo l'incantesimo si potrebbe legare troppo a un mortale finendo con il cuore spezzato alla sua morte.

La Reader è una villain per il semplice fatto che con un quirk come il suo, secondo lei, non riuscirebbe ad essere una Hero, ma non riesce a compiere azioni malvage senza essere sotto gli ordini di qualcuno. Uccide, solo quando deve, con una falce.

Metto un'immagine del personaggio

(nome: Shi,
Cognome: Devils,
Età: 19/20 anni)

da cui è tratta la Reader, che avrà di lei i capelli lunghi fino alle caviglie (sì signorine, mi avete capita bene), le corna con gli orecchini, la coda, la falce, lo sguardo (almeno all'inizio) e il fatto di avere tanti cugini

Finita la premessa chilometrica via col capitolo

(y/n) PoV

Sono di nuovo in questa situazione: stesa sul letto, Alan Walker a tutto volume nelle orecchie, fissando il soffitto, senza riuscire a pensare a niente, tranne che a quell'uomo bruciato e ricucito insieme. I suoi capelli sembrano morbidi, ma non ho mai provato a toccarli. I suoi occhi mi fanno pensare a un immenso lago coperto da un sottilissimo strato di ghiaccio, meraviglioso ma pericolosissimo per chiunque si avvicini troppo. Non riesco ancora a provare niente o a capire quel poco che provo, ma il giorno si avvicina. Tra quattro giorni compirò vent'anni e tornerò a casa dal mio vecchio per una settimana per imparare l'incantesimo dell'immortalità.

Appena finita Ignite, parte Alone, ma non riesco neanche a chiudere gli occhi due secondi, che sento il letto piegarsi alla mia sinistra, qualcuno mi toglie la cuffietta destra e il letto si sposta di nuovo. Apro un occhio e la prima cosa che mi viene in mente è ma Dabi come cazzo ha fatto a entrare in camera mia senza avere paura di essere fatto a fette?

Gli tolgo la cuffia che si era preso e me la rimetto
(y/n): "Se sei venuto a chiamarmi per mangiare non ho fame."
Dabi non mi risponde, si riprende la cuffietta e si rimette giù. Sto per riprendermi la cuffia quando mi afferra il polso, non accingendo a lasciarlo andare. Provo con l'altra mano ma mi blocca anche quella
(y/n): "E allora dillo che lo fai apposta."
Dabi: "Anche, ma volevo solo vedere se ti ricordavo bene, stai sempre rintanata quassù, non scendi quasi mai, ci chiediamo se esisti davvero o sei solo un'allucinazione, sai." Esterna i suoi pensieri lasciandomi i polsi.

Mi rimetto comoda sul letto, e intanto Alone è finita, ed è partita Lily.
(y/n): "Senti Dabi..."
Dabi: "Mhm."
(y/n): "Tra un po' di giorni dovrò partire, volevo solo avvisare almeno uno di voi perché resterò via una settimana. Quando tornerò, avrete una sorpresa da parte mia."
Dabi: "E perché lo dici a me?"
(y/n): "Perché sei il primo che mi capita sott'occhio." Rispondo sincera.

Dabi mi fissa, quasi studiando il mio aspetto, finché non finisce Lily, poi mi restituisce la cuffia, si alza, e sulla soglia si blocca
Dabi: "Quando partirai?"
(y/n): "Tra quattro giorni."

Lui annuisce e se ne va.

Quattro giorni dopo

Già il giorno dopo avere informato Dabi della mia partenza, lo sapevano tutti, e non si erano fatti problemi.

Quando sono partita, non erano tristi, a parte Toga, mi era molto affezionata, ma mi pare di avere intravisto un velo di tristezza anche sul viso di Dabi. Poco prima di partire col mio vecchio, mi sono girata, e a braccia aperte ho chiesto
(y/n): "Qualcuno vuole avere un abbraccio?" Himiko mi corse incontro e mi strinse forte. Poi Dabi mi si avvicinò, mi strinse poco e mi diede un paio di pacche sulla spalla. Gli altri non si smossero di un millimetro.
(y/n): "Ci vediamo tra una settimana."
E partii.

One week later

Mi sono allenata tutti i giorni.
Ho seguito mio padre ai cabaret tutte le sere.
Lui mi ha allenato costantemente.
Sono riuscita a mostrare le mie emozioni a poco a poco.

Oggi torno

Ho salutato tutti i miei cugini che vivono nella stessa città di mio padre, felici e sconvolti di vedermi ridere, piangere, urlare di paura, proporre idee bizzarre o stupide e così via.

Appena tornata, solo Toga mi ha salutata per bene, con un bell'abbraccio lungo. Avevo ancora la mia maschera stoica, ma morivo dalla voglia di farle vedere le mie nuove espressioni, quindi le dissi di salire in camera mia quel pomeriggio.

Salii in camera mia e disfai la valigia che mi ero portata con me, e vidi un oggetto a me estraneo.
Lo presi senza pensarci due volte.

Era la fotocamera con la quale una delle mie cugine più giovani aveva scattato delle foto di noi tutta la settimana in cui ero rimasta.

La impugnai in modo giusto e feci scattare fuori il flash. C'era un biglietto ripiegato con cura. Lo afferrai e lo dispiegai Per non dimenticarci c'era scritto.
Non riuscii a trattenere una lacrima e un sorriso.

???: "Che succede (y/n)? Stai piangendo e sorridi?! Ma che cosa è successo?!!"
(y/n): "Tranquilla Toga, è normale per me ora. Sono andata a imparare l'incantesimo dell'immortalità, quindi mi vedrete come persona con una faccia e non come manichino vivente, sei contenta?"
Toga: "Sì, ma quindi posso fare questo e aspettarmi una reazione!" Mi fece un taglietto sul braccio
(y/n): "Cazzo brucia!" Coprii il taglio con la mano, ma stranamente sorrisi anziché piangere di dolore.
Toga: "Questa è una reazione interessante, nessuno ha mai reagito così al dolore, a parte i masochisti." Fece lei fingendo di pensare.
(y/n): "Può essere, dopotutto ti ricordo che pratico le emozioni solo da una settimana, non avevo un carattere prima...anche se secondo me rido per non piangere."
Toga: "Giusto. Vuoi che vado a dirlo agli altri?"
(y/n): "No, serviamogli la sorpresa con la cena." Toga annuì e uscì da camera mia.

Era quasi ora di cena, mi ero messa un cerotto sul taglio e mi ero fatta abbastanza carina. Una delle poche volte che metto la gonna e ci sto anche bene.

Ho un vestito fin troppo semplice, a maniche corte, attillato fino alla vita che poi si apre a palloncino fino poco sopra le ginocchia, del mio colore preferito, un paio di pantaloncini corti neri sotto, e le scarpe... ho tenuto le Vans. Mi sono fatta una treccia di lato ed ero già abbastanza carina, quindi mi decisi a scendere.

La coda ondeggiava un po', come cercando di restare calma con il proprio movimento, mentre le corna, essendo rigide, non si muovevano e non ho neanche dovuto togliere o cambiare gli orecchini per la cena.

Non appena mi sedetti, tra Dabi e Himiko, iniziarono subito dei mormorii che erano sorpresi del mio aspetto più curato del solito.

A metà della cena, Himiko mi fece una battuta sui coltelli che fece ridere tutti, io, invece, aspettai che avessero finito tutti per poi iniziare con un sorriso abbozzato, fino a ridere di gusto. A quel punto, Dabi si alzò e fece

Dabi: "Chi sei tu? Che ne hai fatto di (y/n)?"
(y/n): "C'è, ancora, ma avendo imparato l'incantesimo dell'immortalità, sono libera di esprimere le mie emozioni come più mi pare."

Notai uno strano sorrisetto sul viso di Dabi, forese per quando accaduto circa quattro mesi fa, quando ero ancora solo mente e niente cuore

Ma tu guarda, un flashback selvatico

Era notte e dormivano quasi tutti.

Io ero in pigiama che consisteva in una canotta bianca e pantaloncini neri.
Stavo semplicemente fissando il soffitto senza fare niente in particolare, non avevo neanche voglia di ascoltare la musica. Sentii la porta aprirsi e chiudersi.

Dabi mi si avvicinò e iniziò a guardarmi come se fossi un alieno, poi sorrise, salì sul letto e mise il suo viso a pochi centimetri dal mio

(y/n): "Tu cosa vuoi?"
Dabi: "Posso farmi un piacere?"
(y/n): "No."
Dabi: "Peccato perché ora lo faccio."

Non gli diedi il tempo di avvicinarsi ulteriormente che ero già rotolata fuori dal letto. Dopo una piccola serie di scontri alla fine dei quali mi bloccava costantemente al muro, ma riuscivo costantemente a liberarmi. Sono persino riuscita a farlo uscire da camera mia come Belle aveva fatto uscire Gaston da casa sua
(y/n): "Buonanotte." Chiusi la porta e andai a dormire

Seeeeeeh è finito il flashback!

Finita la cena, si fermarono più o meno tutti a chiacchierare per scoprire la nuova me. Questa cosa andò avanti per davvero troppo tempo, fino all'ora di andare a dormire.

Misi lo stesso pigiama di quella volta perché tanto sono calorosa e il freddo non lo temo.

Giusto prima di riuscire anche solo ad avvicinarmi al letto, sentii due braccia forti abbracciarmi da dietro e tirarmi contro un torso ben scolpito.

Dabi: "Finalmente posso stuzzicarti e aspettarmi una reazione." Avvampai diventando uno stretto parente dei pomodori
(y/n): "D-Dabi, che stai facendo? D-dai lasciami andare."
Dabi: "Non credo proprio." Rispose strofinando il naso nell'incavo del mio collo. Arrossii ancora di più se possibile.
(y/n): "Dai Dabi per piacere!" sussurrai/urlai
Dabi: "No." Rispose lui. Riuscivo a percepire il sorriso nella sua voce.

Prese il mento con una mano e girò il mio viso verso di lui.
Dabi: "Sei adorabile quando arrossisci, ho fatto bene a innamorarmi di una ragazza così." Fa per poi poggiare le sue labbra sulle mie, continuando a guardarmi negli occhi.

(y/n).exe ha smesso di funzionare

Appena si staccò da quel tocco di labbra, presi coraggio e lo baciai, girandomi così da poterlo abbracciare per bene. Lui ricambiò subito
(y/n): "Ti amo Dabi." Dissi appena finito il bacio.
Dabi: "Ti amo anche io, Raperonzolo dei poveri."

Mi cacciai a ridere tantissimo e lui a seguito, e da quel giorno fummo una coppia

~Le Fin~

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