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Agente David Jones

Non so perché la scrivo, ma un'idea bella non si butta mai.
Non richiesta, ma un regalo per, Taiyo-noko

Reader's PoV

Entrai alla centrale con un caffè Starbucks in mano, pronta a mettermi a lavoro anche se sapevo che mi sarebbe potuto salire il vomito durante la giornata. Essere affidata solo a casi di omicidio o ti prepara a tutto ciò che potrai vedere o ti fa venire incubi su incubi, e credo che abbiate capito il perché del caffè. Esatto, non ho dormito stanotte: il caso di una donna a cui erano state strappate tutte le unghie e accoltellata prima che le fosse rifilato il colpo di grazia mi ha lasciato non poco scossa.
David: "Buongiorno (y/n)!"
(y/n): "Giorno David. Abbiamo già dei casi o posso finire il caffè?"
David: "Temo che tu lo debba finire in fretta quello Starbucks."
Sospirai pesantemente prima di posare la tazza sulla scrivania e collassare sulla sedia.
(y/n): "Daje! Altri incubi!"
"Esultai" con le mani al cielo
David: "Tutto ok?"
Era preoccupato, e lo esternava perfettamente.
(y/n): "Probabilmente sarò leggermente isterica oggi, non ho dormito un cazzo stanotte."
Non sapevo neanche dove avevo trovato la forza di ribattere così, forse parlavano il sonno e la caffeinomania.
David: "Questo spiega il caffè." Rise lui.
Se lo sguardo potesse uccidere, David si sarebbe ritrovato sotto torture orrende.
David: "Dai, scherzavo (n/n)."
(y/n): "Lo so Dav, ma mi sento una merda. Non è che non abbia voglia di lavorare, anzi, ma mi sento come se potessi svenire da un momento all'altro."
David: "Allora sai cosa facciamo? Appena finito il caso, ti accompagno a casa e ti metti giù a riposare, che ne dici? Ti resterò vicino e se avrai degli incubi ci sarò io."
(y/n): "Bell'idea amico, ci sto -YAWN- sempre se riesco a restare sveglia fino a casa."
David: "So che ce la puoi fare, sei una delle colleghe più toste e intelligenti che io conosca."
(y/n): "David Jeremiah Jones mi ha forse appena fatto un complimento?"
David: "Se per complimento intendi dire la verità, sì. Dai, il caso non si risolverà da solo."
Mi alzai dalla sedia e ripresi il caffé dalla scrivania, per poi finirlo in un paio di sorsate e buttare via il bicchiere di carta.
(y/n): "E andiamo allora!"

Metti un caso, scema

David: "Tutto ok?"
(y/n): "Continuo a pensare che non dormirò nemmeno stanotte, però, oltre a questo sto bene."
David: "Che devo fare io, mettermi a dormire con te?"
Avvampai
(y/n): "B-be', potrebbe aiutare..."
Lui arrossì e distolse lo sguardo.
David: "Allora, che ne dici di andare a mangiare da me, cucino abbastanza bene."
(y/n): "Solo se prima mi scarichi a casa mia, ho bisogno di cambiarmi."
David: "D'accordo (n/n)"
Arrivati a casa mia, andai in camera e, dopo essermi levata l'uniforme, misi un paio di pantaloni della tuta non troppo aderenti, una maglietta di cotone leggero e un maglioncino. Misi in borsa telefono, caricatore, chiavi di casa e la divisa, se mi addormento, domani posso andare a lavoro tranquillamente, controllai che fosse tutto chiuso per bene, infilai le scarpe e tornai in macchina da David.
David: "Non ti avevo mai visto in vestiti diversi dall'uniforme, stai bene."
Sbadigliai prima di ringraziarlo.
David: "Sei sicura di riuscire a stare sveglia?"
(y/n): "Se mi addormento a casa tua almeno ho preso la divisa per domani."
David: "Previdente."
(y/n): "Grazie Dav."
Mi appoggiai al finestrino e vidi tutto nero.

Le Timeskip
Jones' PoV

David: "Siamo arrivati."
Chiamai appena davanti casa. (y/n) non rispose. Si era addormentata sul sedile con la testa appoggiata al finestrino, abbracciando pigramente la borsa com'è possibile che abbia solo un anno in meno di me e che ne dimostri venti anziché trentadue? Però quant'è bella quando dorme... no, lei è bella sempre. Scesi dalla macchina, poi andai dalla parte del passeggero, aprii la portiera e dopo averle slacciato la cintura di sicurezza, la presi in braccio per portarla in casa. La adagiai sul divano, poi tornai fuori a chiudere la macchina.
Rientrai in casa e presi una coperta, ma mentre stavo per coprirla, (y/n) iniziò ad agitarsi, rigirandosi e scuotendo la testa. Le corsi accanto, abbracciandola e cercando di calmarla
David: "È tutto ok, ci sono io, non avere paura, tutto l'orrore che vedi o senti non è reale. Calma (y/n), respira, ascolta la mia voce, senti? Ci sono io."
Mentre parlavo, si calmò e appoggiò la testa al mio petto. Be', mi sa che stasera non si cena. Mi liberai dalla sua presa solo per mettere in carica entrambi i telefoni e andare a mettermi il pigiama, poi tornai da lei e mi stesi al suo fianco sul divano. Probabilmente il suo inconscio le suggerì l'idea che io fossi un appiglio sicuro, e mi abbracciò stretto, prima di tranquillizzarsi, diventando più serena di prima. Coprii entrambi con la coperta e le diedi un bacio sulla fronte prima di addormentarmi.

Saaaaalto temporale

Mi risvegliai allo squillo di un telefono. Afferrai il cellulare, mi schiarii la voce e risposi
David: "Pronto?"
Grace: "Dove siete tu e (y/l)? Siete in ritardo."
David: "(y/n) non si sente bene, mi sto prendendo cura di lei. Avete degli agenti che ci possano sostituire oggi?"
Grace: "Sì, tranquillo. Dille che le auguro di rimettersi presto."
David: "Ok, ciao."
Chiusi la chiamata, poi tornai ad abbracciare (y/n) e in men che non si dica ero tornato a dormire.

Reader's PoV

Mi svegliai avvolta nel calore di un abbraccio premuroso. Guardai su e trovai il viso di un addormentato agente Jones. Mi ha calmata durate i miei incubi, come aveva promesso sorrisi prima di stringere un po' la mia presa sul suo torso. Guardai distrattamente l'ora all'orologio appeso al muro 12:30?! Cazzo siamo in ritardissimo.
(y/n): "Dav? Dav!? Sveglia siamo in ritardissimo!"
Aprì un occhio
David: "Tranquilla, li ho avvisati che stai male e che ti sto aiutando."
Mi rispose con voce assonnata e rasposa.
(y/n): "Perché? Potevi svegliarmi o liberarti dalla mia presa anziché perdere una giornata di lavoro."
David: "Quando si è innamorati si fanno cose idiote, non credi anche tu?"
(y/n): "Sei ancora mezzo addormentato?"
David: "Sì, ma sono onesto."
Non riuscii a nascondere un sorriso; David si mise a sedere accanto a me
(y/n): "Sei innamorato di me?"
Chiesi giusto per mettere le cose in chiaro
David: "Sì, non è ovvio? Sei intelligente come pochi, hai una mente elastica, e ogni volta che io vedo un puzzle incomprensibile, tu sei già riuscita a risolverlo, senza contare che sei anche una bellissima donna."
D'istinto lo abbracciai forte, e lui mi strinse a sé. Rimanemmo abbracciati per qualche minuto, prima che il mio stomaco brontolante rovinasse il momento
David: "È vero che ieri non abbiamo mangiato niente a cena. Oramai è tardi per la colazione, però possiamo ancora pranzare."
(y/n): "Vuoi una mano?"
David: "Non ci provare neanche, sei mia ospite."
Alzai le mani in segno di resa, ma lo seguii comunque in cucina. Appena vidi che stava per mettere la pasta prima di accendere il gas lo fermai
(y/n): "Devo ricordarti che sono metà italiana e il metodo di cottura americano mi fa salire la rabbia?"
David: "Ok ok, allora fammi vedere come cucina la pasta un'italiana."
Rispose ridendo.
(y/n): "Siccome hai già pesato la pasta ti chiederei di prendermi il sale, possibilmente grosso, il coperchio della padella e un pesto, se vuoi."
Accesi il gas e misi il coperchio sulla pentola, David mi passò il sale grosso e ne misi una manciata nell'acqua che già iniziava a ribollire. Dav prese del pesto alla genovese dal frigo e un cucchiaino e me li passò.
David: "Quindi... Io apparecchio."
(y/n): "Se vuoi vedere come si cucina la pasta ti consiglio di muoverti però."
Gli sorrisi invitandolo a guardare le mie azioni ai fornelli. Lui apparecchiò in poco tempo e nel frattempo l'acqua si era già messa a bollire. Buttai la pasta, girai con un cucchiaio di legno e chiusi nuovamente la pentola.
David: "Questa ci mette dieci minuti a cuocersi."
(y/n): "Perfetto."
Appoggiai il cucchiaio sul ripiano e mi girai verso David. Mi prese le guance con le mani e sollevò il mio viso verso il suo
David: "Posso baciarti?"
Mi aggrappai alle sue spalle prima di stampargli un bacio sulle labbra.
(y/n): "Non c'è bisogno di chiedere."
Ci scambiammo qualche bacio prima di controllare la pasta.
Quando la pasta fu cotta, la scolammo e, dopo averla impiattata, aggiungemmo il pesto. Iniziammo a mangiare, e subito a Dav si illuminarono gli occhi
David: "Mamma mia è buonissima! Chi lo sapeva che il metodo di cottura influisse tanto sul risultato."
(y/n): "Già, di solito se mettiamo la pasta troppo presto viene molle, così è un po' più al dente."
Finito di pranzare, sparecchiammo e ci sistemammo in salotto a guardare la TV.
David: "Mi sono appena accorto di essere ancora in pigiama. Vado a cambiarmi e torno subito."
(y/n): "Va bene."
Passammo il resto del pomeriggio a oziare e coccolarci sul divano. Chissà che bella sorpresa avrebbero avuto gli altri vedendoci insieme.

~Le Fin~

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