Prisoner - Kim Taehyung
Titolo: "Prisoner"
Protagonista: Kim Taehyung (BTS)
Protagonisti secondari:
Park Jimin
Min Yoongi
Kim NamJoon
(BTS)
Storia richiesta da: KimVale95
"Essere traditi e imprigionati da qualcuno che ami è davvero estremamente doloroso.
L'amore è pieno di bugie, menzogne e atti di tradimenti."
Era la fine del mondo, dove un dicembre che nevicava si colorò di rosso del sangue.
I militari erano lì che camminavano con le loro tutte scure, mascherine e i fucili in mano, pronti a scagliare i proiettili in un solo click.
La città era ormai andata in pezzi e incendiati, infatti c'erano ancora dei frammenti di fuoco non ancora spenti. Come se non si spegnessero neanche con la neve che scendeva.
Era deserta oramai.
Non c'erano più le urle dei bambini che giocavano, le donne che appendevano i panni, gli uomini che andavano e tornavano dal lavoro....quel tempo oramai era sparito come un giornale buttato sul fuoco, e esso si brucia in un battito di ciglia.
Kim Taehyung era solo un semplicissimo ragazzo, ma che dentro nasconde una forza incredibile che potrebbe anche fermare i militari, però neanch'esso sapeva l'esistenza.
Voleva liberare il mondo dall'invasione, come i suoi fidati amici d'altronde.
Desideravano riavere la loro rispettiva patria, erano nati pronti e per combattere, ma mai e poi mai avrebbero pensato di combattere con un esercito di militari armati.
Si nascondevano sempre nelle colline per non farsi scovare dai sbirri.
Vicino alla città si trovava una chiesa ancora intatta, fortunatamente, anzi l'unico monumento intero.
Dentro è ancora luminoso e le piastre colorate dei finestrini facevano filtrare la luce del sole per produrre raggi colorati, ma oggi non era quel giorno in cui il sole ci farà una visita.
Oggi c'era soltanto neve che cadeva e alcuni frammenti di neve erano state sporcate dal colore rosso liquido.
Taehyung guardava di nascosto i militari con i lunghi fucili neri in mano che camminavano sincronizzati, una cosa che gli fece imbestialire è proprio la loro presenza.
Ogni giorno i ragazzi combattevano per uccidere sempre più nemici, e ogni volta nuovi segni rossi, violacei e tagli si ritrovavano su tutto il corpo.
Grande dolore provavano, ma non era doloroso quanto quello della loro patria, ormai invasato, e soprattutto il forte dolore per aver perso i propri cari e per Jimin era ancor più doloroso per la perdita della propria amata, alla cui lui si sente responsabile. Credeva che la sua morte era tutta colpa sua per essere stato un ragazzino debole e ingenuo, ma adesso era assetato di vendetta pura.
«Taehyung.... perché non li attacchiamo adesso e finiamola qui?» sussurò Jimin, nascosto assieme con il ragazzo e con gli altri due.
Per Jimin guardarli vivi era una vera tortura per la sua pazienza.
A causa della morte della sua amata diventò un ragazzo arrabbiato, furioso, potente e assetato di vendetta.....era come fuori controllo di sé.
«Li uccideremo, ma non adesso, sennò siamo noi quelli in trappola. Quindi fidati di me, Jimin.» rispose sussurando, alternando, Taehyung che tecnicamente è il capo gang.
Arrivò NamJoon che mise una mano sulla spalla di Jimin per rilassarlo il meglio possibile.
«Con pazienza amico. So che tutta questa fretta è colpa della perdita di Lulu, ma se vuoi avere vendetta eccellente, allora ascolta i piani di Taehyung....per favore Jimin....fallo per Lulu almeno.» disse a bassa voce il più grande di loro, facendosi sentire almeno dai suoi compagni.
Jimin guarda un momento un punto indefinito e sospira con pazienza.
«Ok, va bene. Ma voglio che sia davvero eccellente la vendetta per Lulu.....La voglio far felice.» disse serio Jimin con un tono di voce profonda che farebbe gelare il sangue stesso, già questo dicembre faceva infreddolire i quattro ragazzi, ma a pronunciare il nome della sua amata lo conduceva al vero Jimin di un passato.
«Tranquillo amico, sarà tutto vinto prima ancor che inizi la battaglia. Fidati.» si intromise Yoongi facendogli un sorriso e l'occhiolino per assicurarlo.
Jimin annuisce e non ricambiò il sorriso per il suo stato di freddezza e vendetta.
I militari erano sopra a dei mezzi d'auto, fatti apposta per essi, che li conducevano per tutta la città ormai andata in peggio del peggio.
«Ragazzi.....ho un piano.» sussurò Taehyung fissandoli con occhi di falco.
«Dicci.» esclamano in coro i ragazzi senza far un minimo di rumore sospettoso.
Così i ragazzi si raggruppano mettendosi in cerchio tutti appiccicati per sussurare il piano.
«Allora, per prima cosa ho visto che arrivano tutti in gruppi in un solo mezzo, per essere precisi sono 6 soldati con i fucili per ogni mezzo.
E io avrei deciso di attirarli tutti fino alla foresta in una volta sola, e sapete che nella foresta abbiamo piazzato molte trappole mortali e soprattutto noi ci muoveremo molto meglio sul nostro territorio.» spiegò Taehyung il suo piano.
Jimin fece un sorrisino compiaciuto e stupito.
«Non male socio. Ti ammiro davvero tanto. Per essere il più giovane, sei davvero astuto.» si complimenta Jimin con il suo collega dandogli una pacca leggera sul braccio.
Quest'ultimo ricambia il sorriso e anche la pacca che aveva appena ricevuto.
«Tutto per la nostra patria.» afferma Taehyung, ma questa volta con un espressione seria.
Il suo gruppo annuiscono per dire che sono più che d'accordi per la sua affermazione.
«Allora, possiamo già cominciare con il piano?» chiese Yoongi prendendo una pistola in mano e fece un sorrisino.
Così anche NamJoon, Jimin e Taehyung presero delle pistole.
Tutti annuiscono sicuri e con dei sorrisini sicuri.
«Non sprecate neanche un proiettile. Mirate bene ragazzi miracomando.» disse Taehyung.
Tutti annuiscono.
Si misero in posizione e guardarono tutti i gruppi di militari che arrivavano, quando si raggruprarono abbastanza uomini, uscì Yoongi all'improvviso per fare da esca.
«YHA! BRUTTI BSTARD* ANDATEVENE DALLA NOSTRA PATRIA!!» urlò Yoongi con la pistola in mano.
Come previsto ci sono cascati e scesero dai mezzi per poi rincorrere Yoongi, che anch'esso cominciò a correre il più veloce possibile nella direzione del bosco, dove la sua squadra lo stava aspettando.
I militari cominciarono a far partire proiettili nel tentativo di prendere la loro preda, ma Yoongi era più veloce dei proiettili, quindi ebbe pochi problemi.
Era stanco e aveva il cuore che batteva all'impazzata, ma era ormai arrivato davanti alla foresta, finalmente.
Entrò dentro e si nascose tra i alberi, dove si sono situati anche gli altri ragazzi.
I militari cominciano a guardarsi intorno nel bosco nel tentativo di trovare Yoongi.
«TROVATELO!! E PORTATEMELO VIVO O MORTO!!» gridò furioso uno dei soldati, che in teoria dovrebbe essere il generale, ma non era il capo generale....nessuno l'aveva mai visto.
Yoongi era nascosto dietro un albero, come tutti gli altri d'altronde.
Si guardarono avvicenda e annuiscono la testa per dire che devono attuare la trappola.
I militari con passi lenti e i fucili che puntavano, stavano perlustrando dintorni, ma delle trappole mortali vengono azionati e gli uomini ci misero le pene.
Invece gli altri soldati erano ancora vivi, infatti puntarono con più prudenza i fucili, ma non servì a molto, visto che gli proiettili scagliati dai ragazzi colpirono i militari, senza sprecarne una.
I ragazzi si guardarono un'ultima volta tra di loro e fecero il segno con gli occhi che potevano uscire allo scoperto, non sentendo l'anima viva di un solo militare.
Vedendo tutti quei invasori morti sanguinanti li rendevano soddisfatti del loro lavoro.
Il loro sangue putrito scorreva sulla bianca neve rendendola di un colore non più puro, ma di un colore maledetto.
Il sangue era rosso come sono le ciliegie mature in estate che quasi sembrano nere.
Il sangue è calda e umidiccio.
Il sangue è così evidente ai nostri occhi e ci fa paura a solo vederlo.
Questo è il colore maledetto.
I ragazzi erano molto soddisfatti del loro lavoro come guerrieri.
«Batti il cinque socio!» fa Yoongi al suo collega NamJoon.
Quest'ultimo fece come detto e sorrisero soddisfatti del loro lavoro.
Invece Jimin aveva uno sguardo di profondo odio vedendo le facce schifose di quei invasori della sua patria e assassini di Lulu.
«Va lo meritate brutti bastard*. Non vivrete ancora per lungo dopo che avremo scagliato i nostri proiettili sul vostro cervello!» disse Jimin insultandoli, nonostante sapesse che non potevano sentirlo.
«Ragazzi, prendiamo le armi dei militari....faremo una bella collezione di armi per uccidere quei sbirri stessi.» ordinò Taehyung guardandoli con un espressione fredda come il ghiaccio, infondo anche lui voleva vendetta.
«Sì, signor sì.» ironizza Yoongi cominciando a togliere le scorte di proiettili e fucili dalle grinfie dei militari, ormai defunti.
La gang si mise al lavoro per prendere tutte le armi.
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Portare tutti quei fucili e scorte di proiettili era stata dura, ma ne era valsa davvero la pena.
Erano nel loro nascondiglio che stavano riposando, così sarebbero stati in forza per la prossima battaglia.
Taehyung invece non era con la sua squadra, anzi era andato verso la chiesa tanto famosa.
Quel monumento era davvero sacro per gli abitanti di quella città, perché era dove tutti ci venivano per chiedere una mano a Dio.
Il desiderio di Taehyung era semplicemente quello di far smettere questa invasione assurda e non appropriata.
Quando sua madre era morta, era come se fosse stato solo ieri.
Quel giorno in cui viene uccisa da dei terroristi che avevano attentato di conquistare la loro amata città, ma fortunatamente riuscirono a fermarli, però la madre di Taehyung lo aveva lasciato.
Entrò dentro la chiesa spingendo la porta, così facendo fa scricchiolare un po' la porta.
Si accorse che non era solo, ma c'era la presenza di qualcun'altro che stava pregando inginocchiato.
Era una ragazza dai lunghi capelli neri.
Taehyung senza farsi troppi problemi si avvicina a lei e si inchina anch'esso affianco alla ragazza e si mise a pregare come faceva sempre chiudendo ovviamente gli occhi.
Sulla sua giacca c'erano ancora un po' di fiocchi di neve, visto che fuori stava ancora nevicando senza ulteriori indugi.
La ragazza si accorse che era arrivato anche qualcun'altro e infatti aprì gli occhi dalla sua preghiera e vide un ragazzo molto carino vicino a sé.
Fece solo un sorriso e ritornò a pregare come stava facendo prima senza dare troppo peso alla presenza del ragazzo.
«Non sei di qui, vero?» chiese Taehyung aprendo pian piano gli occhi dalla sua preghiera.
Anch'essa aprì gli occhi.
«Sì, esatto.» rispose soltanto con la sua voce così angelica e soffice come le piume di un pavone.
«Perchè venire in questa città ormai invasa? È pericoloso per una ragazza come te, sai?» fa di nuovo Taehyung alzandosi in piedi e porgendo una mano alla ragazza.
Quest'ultima la accetta e si alza pulendo un po' la sua lunga gonna.
«Perchè voglio che non ci siano più errori. Voglio solamente un po' di ordine e un qualcuno che sappia gestire un potere grande come questo.» spiegò lei in un espressione soave, quasi vicina alla perfezione.
«Nessuno ne è in grado....» rispose solamente facendo un piccolo sorriso per farla sentire a suo agio.
«Be' meglio sperare che mai...desidero solamente che ci sia un qualcuno che sappia essere perfetto a questo incarico e che possa essere un bravo comandante per i suoi abitanti.» sorrise la ragazza.
Anzi lei è la perfezione in persona.
Il suo sorriso per un momento toccò profondamente nel cuore del ragazzo.
«Speri che questo mondo migliori?» chiese Taehyung con un bel sorriso stampato sulle labbra.
«Ovvio.» afferma, come se la cose fosse molto ovvia.
Era una ragazza che ha nelle mani tanta gioia, desideri, preghiere e speranze.
Strappò un sorriso a Taehyung, proprio lui che sorrideva raramente, come trovare l'oro in un torrente d'acqua.
«Ti consiglierei di non venire più qui.....è veramente pericoloso.» disse il ragazzo avvertendola.
La ragazza sorrise senza farsi troppi problemi.
«Be' allora perché tu sei qui?» gli domandò con la sua voce bassa e morbida come una caramella.
«Perchè proteggere la propria patria è un compito da uomo, capito?» rispose Taehyung, come se la cosa fosse molto evidente, che fece un sorriso compiaciuto.
«Quindi noi donne siamo "non utili"?» chiese egli sottolineando le ultime due parole ricambiando il sorrisino.
Taehyung fece un'altro sorrisino divertito.
«No no, certo che no. Io voglio solamente proteggere al meglio le donne e tutti i miei cari....se muoiono, il mio cuore si spezzerebbe in due.» spiegò Taehyung toccandosi il petto dove giace il cuore che vaccillava.
«Elika.» afferma la ragazza.
«Ah? Scusami?» chiese confuso il ragazzo.
La ragazza scoppiò in una divertita risata.
«Il mio nome è Elika..... piacere.» si spiegò meglio la ragazza, alla cui ha il nome di Elika.
«Ahh...scusami non avevo capito.
Comunque piacere io mi chiamo Taehyung.»
«Piacere tutto mio Taehyung.» rispose stringendo la mano del ragazzo in significato di saluto.
«Be' ti accompagno a casa? Non è lontano?» chiese Taehyung.
«Posso andare da sola.»
«Non mi sembra molto sicuro per una ragazza gironzolare in questo periodo da questo parti.» le fece notare Taehyung.
Elika fece solo un'altro sorriso angelico e oltrepassò egli per andarsene da quel posto.
«Aspetta un momento....» lo ferma senza voltarsi.
Ella si ferma e sorrise compiaciuta.
«Hai bisogno di altro...Taehyung?» chiese Elika girandosi, quasi sottolineando il nome del ragazzo.
Lui si girò e si avvicinò lentamente alla ragazza, che stava ferma e immobile senza fare troppi capricci.
Taehyung si fermò proprio di venti centimetri da lei e si tolse la giacca nera per metterla attorno a Elika, visto sta che al di fuori di questa chiesa stava ancora nevicando e l'atmosfera non erano uno di quelli gradevoli.
Quel gesto era terribilmente galante e gentleman che egli sorrise con molto piacere e interesse.
«Fuori fa freddo. Non vorrei che una donna si ammali.» usò la sua voce seducente.
«Grazie.....è ancora calda.» annusò la giacca profumata di natura viva e di freschezza.
Taehyung ricambia il sorriso con molto piacere.
«Stai attenta...» sussurrò all'orecchio della ragazza, che sentì un brivido piacevole attraversare nel suo corpo.
«Starò attenta....» sussurò altrettanto a lui.
Con un sorriso uscì di scena aprendo la porta scricchiolante della chiesa e sparì tra la nebbia.
A solo pensare il suo sorriso metteva la voglia di tenerla in gabbia e non farla mai uscire dal suo cuore.
La sua voce era come l'usignolo che canta di mattina per dare il buongiorno al mondo.
La sua bellezza è proprio la perfezione.
Le labbra sembrano fatte di petali di rose appena colte dal giardino di un nobile.
I suoi occhi sono come due galassie diverse tra di loro che illuminano a loro volta.
I suoi capelli sembrano fatti di seta su un telaio e profumano di dolce aroma della primavera.
Anche egli uscì dalla chiesa e guardò un ultima volta la raffigurazione di Dio sulle piastre colorate.
«Non sei mai stato per noi e quindi sarò io a prendere il tuo posto....io sarò Dio.» fa Taehyung guardando con disprezzo il Dio stesso per non essere intervenuto mai nelle loro battaglie per il bene.
Si girò e diede le spalle a Dio per poi andarsene dalla chiesa e tornare dalla sua squadra.
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La neve ancora cadeva dalle nuvole bianche e grigie.
Sembrava che non volesse saperne di smettere, come se lo facesse apposta.
Forse è colpa di Dio?
Il freddo che fuori emanava era tagliente e mortale, persino per i militari che venivano ad invadere il territorio dei ragazzi.
Era come una guerra fredda negli anni passati, ma sembra che neanche il futuro possa essere uno dei migliori come se lo aspettavano tutti.
Anzi era peggiorato la società, l'economia e soprattutto le persone.
La neve era davvero una dura prova da sopportare nel corso della battaglia per i ragazzi.
Avevano poche scorte per vivere, neanche un anno riuscirebbero a raggiungere.
Taehyung era semplicemente seduto su una sedia e guardare i fiocchetti di ghiaccio cadere attraverso un finestrina con un espressione di solitudine e di intensa riflessione.
«Stai bene Taehyung? Mi sembri pensieroso.» NamJoon interruppe le paranoie che si stava facendo mentalmente il più giovane.
«Sì, sto bene NamJoon. Sono solo pensieroso sul fatto della grande battaglia per la nostra patria.» rispose spostando la sua attenzione verso il suo amico, che era un bravo consigliere e ascoltatore.
«E cosa pensavi di precisamente sulla nostra patria?»
«È tutto così difficile questa battaglia, soprattutto con questo dicembre fredda.
Dio ci vuole davvero male a non aiutarci per combattere contro i cattivi della situazione, anzi preferisce ruotare la schiena e far finta di niente. Mi sembra ingiusto questa situazione.
Desidero avere più giustizia in questo mondo, ma non mi esaudirà mai.» guardò le sue lunghe dita intrecciarsi con le altre dita.
«Amico mio....» fa una pausa per sospirare.
«Non tutto può essere appoggiato a Dio, lui semplicemente ci controlla.
So quanto vuoi che questo mondo abbia almeno un minimo di giustizia, ma solo combattendo riuscirai ad ottenerlo Taehyung.
Se non si combatte, stai sicuro che non diventerà realtà il tuo desiderio.
Capisci?» spiegò NamJoon mostrando il suo punto di vista.
Tutto aveva senso quello che gli stava dicendo il maggiore, come sempre d'altronde.
Era sempre stato uno sotto specie di psica
«So che si combatte NamJoon e spero di continuarlo a farlo finché non ottengo il mio desiderio. Senza l'aiuto di Dio. Posso benissimo farlo da solo.» si incoraggia da solo.
NamJoon era contento di vedere il più piccolo finalmente con le idee chiare.
Era tutto difficile per i giovani ragazzi combattere con i loro cerimonia nemici con le condizioni che si trovavano
Yoongi si stava fasciando un braccio che si era fatto male prima quando doveva attirare tutti quei militari fino al bosco, invece Jimin, anch'esso, si disinfetta delle piccole ferite.
Taehyung li guardava con profondità, vedendo i suoi amici rischiare la vita pur di cacciare via tutti quelli che sono contro di loro.
Ogni volta tornavano con tagli profondi e quelli meno profondi; mangiavano malissimo; dormivano poco;
andavano sempre ad allenarsi fino alla mattina e alla sera.
I ragazzi si stavano davvero impegnando molto e Taehyung era molto addolorato vedere i suoi amici soffritere.
Si alzò dalla sua posizione e va da Yoongi e Jimin.
Invece NamJoon lo segue.
Taehyung mise la spalla su Yoongi e poi su quello di Jimin.
«Ragazzi, state davvero patendo per la fame, patendo per il freddo, siete sfiniti, avete sonno e state soffrendo molto.....state sacrificando la vostra stessa vita.....io posso solo dire grazie a nome della nostra patria.... grazie davvero ragazzi... grazie.» delle lacrime di commozione scesero da un guerriero di sangue freddo e abbracciò la sua squadra.
Ricambiarono l'abbraccio improvviso del loro amico e piansiero insieme a Taehyung per tenerlo in compagnia.
«Taehyung non siamo solo noi a sacrificare noi stessi per la nostra amata patria, anche tu.... soprattutto tu. Sei davvero un leader e allo stesso tempo amico meraviglioso...ti ammiriamo.
Grazie anche a te.....grazie mille.» disse Jimin tra lacrime che bagnavano i loro visi.
«Jimin ha ragione....sei sempre stato un ragazzino molto forte e intelligente....sei il nostro leader, anzi il nostro Dio.
Guidaci fino alla vittoria.» disse anche Yoongi tra piccole gocce salate.
Si unì anche NamJoon all'abbraccio e consola i più piccoli.
«Siamo stati grandi.
Meritiamo davvero un grande premio...prima o poi ce l'avremmo ragazzi. I sforzi vengono ripagate sempre.
Continuiamo così e vedrete che saremo già alla vittoria senza che ce ne accorgiamo.» provò NamJoon a consolare il resto del gruppo dalla commozione.
Questo era essere un gruppo di collaborazione e un semplice gruppo di amici che hanno uno stesso obbiettivo nella vita.
Anche i guerrieri forti piangono come una fontana senza sosta.
A solo pensare il motivo della loro battaglia, li facevano ancor più male al cuore.
Tutti i loro cari morti nello stesso giorno....morti nella loro stessa casa.
«Jimin....ti prometto che avrai la possibilità di vendicarti per Lulu, so quanto hai amato alla pazzia quella ragazza e vorrei che avessi questa possibilità in futuro molto presto.
Noi tutti ti aiuteremo.» disse Taehyung a Jimin che lo stava ascoltando con attenzione e le guance ancora bagnate.
Jimin era molto commosso dalle sue parole e dal resto del gruppo.
«Grazie Taehyung.....Grazie ragazzi. Siete davvero i migliori amici che si possa avere.
Prometto anch'io che ci vendicheremo per tutti i nostri cari e ogni abitante della patria.» Jimin stende la mano aperta con un sorriso.
Taehyung ricambia il sorrise e mise la sua mano sopra alla mano di Jimin, come successivamente fecero Yoongi e NamJoon.
Era l'unione.
«Uno per tutti. Tutti per uno!» esclamarono e alzarono le loro mano in alto.
Quei sorrisi che hanno in questo momento sarà lo stesso quando vinceremo la guerra.
Solo essendo uniti portano sconfiggere qualsiasi ostacolo al mondo.
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Una di quelle mattine umide e fredde, ma almeno non scesero più fiocchetti di neve.
Il cielo era tutto bianco, come se non ci fosse sentimento e anima.
Taehyung come tutte le mattine va in chiesa, anche nella speranza di rincontrare Elika.
Infatti la trovò veramente dentro la chiesa, ma questa volta gironzolava lentamente la chiesa per ammirarlo.
Era così bella e angelica quella ragazza.
Pensò Taehyung ammirandola con gli occhi che non battevano nemmeno un ciglio.
Ogni volta che la pensava il suo cuore batteva in modo forte senza limiti e sentiva dentro il cuore pulsante che potrebbe uscire dal suo petto.
«Buongiorno, Taehyung.» salutò Elika per prima.
«Buongiorno Elika.» rispose mettendo le mani in tasca.
I due si misero al centro della chiesa e si guardarono intensamente, mentre Elika sorrideva.
«Cosa mi racconti di nuovo oggi?» chiese Elika facendo sparire quel momento di silenzio.
«Niente di che......stiamo solo preparando l'ultima battaglia contro i militari. Spero di vincere.» rispose guardando la raffigurazione di Dio sulle solite piastre di colori diversi.
«Ce la farai.....ne sono sicura.
Sei un ragazzo forte.» sorrise mostrando i suoi denti bianchi.
Persino i suoi denti sembravano quelli di un angelo.
Forse Elika era realmente un angelo;
Ha una bellezza quasi non umana.
«Grazie....» rispose in modo secco e fluido.
«Vedo che disprezzi Dio.
Perché lo guardi con quello sguardo?» fa nuovamente lei.
«Perchè sì....non voglio parlare su questo, se non ti dispiace.» rispose sospirando e staccò lo sguardo da Dio.
«Ma certo che no.
Allora di che cosa vuoi parlare?» sorrise come sempre la ragazza.
«Hai già un ragazzo?» chiese subito Taehyung senza rimpianti.
Elika scoppiò a ridere.
«Una domanda strana, ma comunque ti rispondo.
No, non ho un ragazzo.
Contento?» rispose ridendo leggermente.
«Più che contento direi.» rispose il ragazzo con uno sguardo seduttivo.
Elika sorrise in modo compiaciuta dal suo sguardo e le sue parole.
«Perchè?....Vorresti che diventi la tua di ragazza?....Lo desideri?» sussurrò all'orecchio del ragazzo in modo, anch'essa, seduttivo.
Sentì dei piccoli brividi di piacere.
Quest'ultimo la prese per la vita e la strinse più a sé.
Elika era sempre più compiaciuta dalla piega che si stava mettendo la situazione tra lei e lui.
«Questa giacca.....è la mia?» notando la giacca che ha addosso Elika.
Quest'ultima sorrise e annuisce.
«Sì, è la tua giacca. Ti piace quando c'è lo addosso?» fa lei con un sorrisino.
«A te ti sta bene qualsiasi cosa, ma di più quando hai i miei vestiti addosso.» rispose.
Elika sorrise nuovamente e si avvicinò bruscamente alle labbra perfette del ragazzo.
«Sono sicura che le tue labbra saranno buoni come una mela.
Posso assicurarti che anche le mie sono deliziose.
Vogliamo fare un assaggio?» inarca un sopracciglio con un sorrisino piacevole sulle labbra.
«Ovvio che sì.» rispose lui e si fionda immediatamente sulle sue labbra da angelo caduta nel cielo.
Elika ricambia il bacio bisognoso e sente veramente il gusto della mela e dei boccioli dei fiori della primavera.
Taehyung era veramente compiaciuto dalla situazione e dal gusto delle sue labbra che sà di cannella.
Strinse sempre più a sé la ragazza e mise una mano tra i capelli di Elika.
Erano veramente vellutati e lisci.
Invece Elika toccava il petto del ragazzo con professione e piacere.
Si staccarono un momento per prendere fiato.
«Ci credi che già mi piaci?» fa Taehyung con il fiatone.
«E anche tu ci credi che mi piaci?» fa Elika, anch'essa, con il fiatone.
Si scambiarono un veloce bacio e si staccarono nuovamente.
«Sono felice di sapere che mi ami...e anch'io lo sono.» disse Elika.
«Anch'io...e anche molto.
Combatterò anche per te Elika.» rispose Taehyung prendendola per i fianchi.
«Allora non mi deludere.
Ci incontriamo domani?»
«Putroppo no. Domani devo andare in missione.
Potrai aspettarmi al mio ritorno?» mise le sue grandi mani sulle spalle della ragazza e le sorride.
«Certamente che ti aspetto...sempre per te.» diede un'altro bacio a Taehyung.
«Vado anch'io che ho da fare.
Ci vediamo.» mise un cappuccio e sparì anche questa volta tra la nebbia.
Taehyung era davvero molto felice, che finalmente aveva trovato la sua donna.
In battaglia sarà ancora più forte e ritornerà con la vittoria in pugno per farlo vedere a Elika, la sua dolce Elika.
Ritornò alla base dai suoi amici tutto sorridente e pimpante, cominciò anche ad saltellare.
«Perchè tutto così felice?
Stai persino saltellando.» fa Yoongi incuriosito dall'improvviso cambiamento del loro leader.
«Sei per caso malato o cosa amico?» chiese NamJoon mettendo una mano sulla fronte di Taehyung, che continuava a sorridere come un ebete.
«Ma no ragazzi.
Semplicemente oggi ho trovato la donna della mia vita.
Lo incontrata in chiesa.» rispose sorridente.
«Ahhhh.....è carina?» chiesero Yoongi e NamJoon, invece Jimin era lì ad ascoltare la conversazione.
«Molto. Giuro che sembra un angelo scenso in terra.
Sembro che mi sono fidanzato con un angelo vero.» sospira innamorato il più giovane del gruppo.
«Basta che ti convinca ancora di più nel combattere al meglio i nemici.» afferma NamJoon sorridendo.
«Ovviamente che sì. Ho voglia subito di sconfiggere tutti quei maledetti militari e di riprenderci la nostra patria.
Voglio far vedere a lei che ci sono riuscito.»
«Sono felice di vedere il mio amico finalmente felice dopo tutto questo tempo. Sono sicura che tu sei migliore di me.» si associa anche Jimin mettendo un mano sulla spalla di Taehyung.
Quest'ultimo sorride.
«Jimin....tu sei stato veramente migliore di tutti con Lulu, lei sarà sicuramente fiera di te....ne sono sicura.» questa volta fu lui a mettere la mano sulla spalla di Jimin.
«Grazie amico.» ringrazia Jimin abbracciandolo.
«Uno per tutti e tutti per uno, no?» sussurra all'orecchio il leader al suo collega.
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Oggi i ragazzi dovevano agire silenziosamente e uccidere più militari possibili.
Forse riuscirebbero anche a uccidere il capo generale.
Yoongi ricarica la pistola e lo mise in tasca.
NamJoon infila un coltello nel custode apposito e lo mise nella cintura.
Jimin si guarda un momento allo specchio notando che era veramente cambiato.
«Jimin....» lo chiamò Taehyung con la pistola in mano e tutto.
Jimin si gira e guarda il suo gruppo che aspettava solamente lui.
«Sei pronto per vendicarti?» chiese Taehyung porgendogli la mano con un sorriso rassicurante.
Jimin sospira e annuisce.
Prese la mano del suo leader e batte il cinque.
«Distruggiamoli!» urlarono i ragazzi entusiasti e carichi.
La neve ricominciò ad scendere, come se fosse tutto programmato.
Si nascosero dietro i macigni delle casette ormai rotte e videro militari che gironzolavano per tutta la zona con i lunghi fucili in mano.
«Ragazzi, pronti?» chiese sussurando Taehyung.
Tutti annuiscono e uscirono uno per uno allo scoperto.
«BRUTTI BASTARD*! MORITE!» urlò Jimin sparando i proiettili a tre uomini, senza mancarli.
NamJoon prese un coltello e lo infilza a uno dei soldati e lo estrae con velocità, facendo cadere l'uomo di dolore.
Yoongi si affianca al leader e sparano insieme a tutti gli altri militari rimasti.
Dopo che ebbero eliminato tutti i militari di quella zona corrono verso la base centrale.
«Siamo molto vicini al capo generale. Se facciamo fuori lui tutto sarà finito. Siete pronti per rischiare?» disse Taehyung soffermandosi un momento, vedendo un gruppo numeroso di soldati.
Sarà sicuramente nascosto tra quelle parti il capo generale.
«SÌ! Se tu ci guiderai, noi ti staremo affianco Taehyung.
Siamo pronti per rischiare.» risposero carichi di energia, mentre la neve facceva abbassare la temperatura dell'ambiente.
Il leader annuisce e sorrise ai suoi colleghi, forse anche l'ultimo, ma chi lo sa....
Cominciarono a uccidere più militari possibili.
Le pistole facevano rumori assordanti ogni talvolta che si azionava il grilletto.
I ragazzi erano molto esperti nel manovrare le armi, ma i nemici erano davvero numerosi.
Avevano già ferite fresche sulla pelle e il dolore non mancava mai.
Il viso di Taehyung era stanco e sfinito con una ferita nuova sulla guancia che ancora usciva sangue.
«NON MUOVERTI O SPARO A LEI!» urlò un uomo puntando la sua pistola in testa a un ostaggio.
Taehyung seguì la voce urlante dell'uomo e trovò come ostaggio Elika che tremava per la paura.
Il suo cuore per un attimo perse un battito vedendo la sua amata tra le grinfie dei cattivi.
Vedeva la grande paura negli occhi della sua amata.
«E-Elika...ELIKA! NO! Non sparare!
Lasciatela andare!» urlò Taehyung con voce tremolante.
«Butta la pistola o sparo.» minacciò l'uomo.
Elika sentiva la pistola toccare la sua testa e questo contatto fece tremare molto a lei.
Taehyung con cautela lascia la pistola.
Yoongi, NamJoon e Jimin erano assieme, mentre Taehyung era circondato da tutti i soldati.
I tre ragazzi vollero aiutarlo, ma pensandoci non potevano; avevano le pistole scariche.
«Che facciamo?» sussura Yoongi preoccupato a Jimin.
Si erano nascosti in punto.
«Non abbiamo abbastanza proiettili. Se vogliamo salvare Taehyung dobbiamo tornare questa sera in azione.» propone Jimin.
Tutti annuiscono, anche se sarà dura lasciarlo da solo nelle mani di quei uomini.
L'uomo con uno sguardo ordina agli altri militari di catturare Taehyung.
A lui in quel momento importava solamente di Elika...non voleva che finisse in quella situazione, ma era appena successo.
Era notte e sempre nevicava senza limite.
Faceva veramente freddo.
Taehyung era stato appeso fuori con una lunga corda senza maglietta con la testa all'ingiù.
Sì, esatto.
Fuori a petto nudo, mentre la neve ancora scendeva e non solo, tante ferite c'erano su tutto il suo corpo.
Non c'è la faceva più con questa tortura.
Aveva freddo e gli bruciavano tanto le ferite.
Sentiva l'anima pian piano lasciare il suo corpo.
Se chiuderà gli occhi, non vedrà l'indomani.
Arrivarono dei soldati a sorvegliare Taehyung.
«D-dove è E-Elika?» chiese con fatica.
«Tsk! Non chiedermelo più che mi scocci, ragazzino. Dopo la vedrai, ok?» chiese snervato uno dei soldati che cercava di riscaldarsi con il fuocherello che accesero.
«Vai a prendere la ragazza va.» ordina al suo collega.
Taehyung era felice nel poterla rivederla, che fece un sorriso lieve.
Chiuse solo un momento gli occhi.
Dopo pochi minuti sente dei passi e subito li riapre e vide finalmente Elika.
Ma c'era qualcosa di strano in lei, non sembrava neanche lei.
Aveva addosso una gonna con i collant e tacchi alti e una giacca di pelle bianca.
Invece il suo sguardo era fredda e senza sentimenti.
Quasi a dire che non gliene importava affatto della morte di Taehyung.
«Tu non sei Elika...» fa Taehyung.
La ragazza fece un sorrisino.
«Sono Elika, solamente che adesso hai davanti la vera Elika.
Quella che hai conosciuto era una maschera. Deluso eh?» fece Elika con una risata da pazza.
Il ragazzo non poté veramente credere che Elika in realtà feceva parte dei nemici.
Era veramente deluso nel profondo del suo cuore e questo cuore fu spezzato in piccoli frammenti.
È stato ingannato e tradito.
«Vedo che hai una faccia delusa e tradito, vero?
Le donne sono sempre inaffidabili, sai?
E sai chi era veramente Lulu, la ragazza del tuo caro amico Jimin?»
Taehyung non disse niente, ma era curioso di saperlo.
«Era mia sorella. È stata così stupida a tradire sua sorella stessa solo per quel tuo amico deficiente! E io lo sparata!
Sì, sono stata io! Era anche lei una sporca deficiente! ERA SOLAMENTE UNA SPORCA TRADITTRICE BASTARD*!!!!» continuò con la pazzia nella mente.
«Non è vero! Lulu è stata una bravissima ragazza ai nostri occhi, ma tu non riesci ad apprezzare la bontà....come il mio amore per te.»
«Tsk! Amore? AMORE!? Mi fa schifo quel sentimento.
Vuoi sapere chi sono io?
Sono il capo generale, cioè tuo nemico giurato!!
Mi ami ancora!? E allora!?
Guarda!» prese la giacca che gli aveva dato e lo brucia nel fuocherello.
A quel gesto, il cuore di Taehyung fu decisamente frantumato in pezzettini ancora più piccoli.
Il suo amore non era reale.
Era tutta una falsa.
Elika rise compiaciuta vedendo il dolore di Taehyung.
«Sono così felice di vederti addolorato. Sei solo un ingenuo Taehyung! Lo era anche mia sorella Lulu. Era davvero una sporca bastard*» mise una risata da strega e fa per andarsene, ma un proiettile si scagliò su di lei.
In quel momento era come se il tempo si fosse fermato.
Taehyung vide quel proiettile veloce, colpendo dritto in pieno Elika, nonostante l'aveva tradito il suo amore che aveva provato per lei era sincero.
Elika cadde sanguinante sulla neve.
Questo materiale candido si trasformò in rosso, il sangue del diavolo travestito da angelo.
Il proiettile era stato sparato da Jimin stesso, che aveva sentito tutti gli insulti nei confronti della sua amata Lulu.
Non permetteva a nessuno di insultarla.
«Non ti promettere di insultare Lulu! Non la meriti per niente!» fa Jimin con la pazienza al limite e le lacrime.
Taehyung fu liberato da Yoongi e NamJoon.
Vedere il corpo di Elika lo rattristava immensamente.
Dopotutto l'aveva amata, nonostante fosse stato il diavolo in persona.
Persino il suo sangue profumava di dolce, ma lei era un diavolo malvagio nei panni di un angelo.
La loro patria fu finalmente liberato e riuscirono ad ottenere la vedetta per i suoi cari.
Taehyung invece era stato per tanto tempo in depressione per colpa di Elika, ma fu tirato fuori dalla sua corazza di depressione grazie ai suoi amici che tutti i giorni lo abbracciava e lo consolava.
L'amore era stato importante per lui, ma era veramente doloroso quanto un proiettile che ti colpisce, anzi più doloroso.
Però non aveva motivo per scusarsi, perché lui ha saputo amare un diavolo, ma il diavolo no.
Nonostante ciò, lui si ricorderà del suo amore per Elika, solo ricordi felici rimaneranno impressi nel suo cuore.
The End
• Spero che sia del vostro gradimento.
• Grazie mille della richiesta.
• Mi scuso nuovamente per un'altro ritardo.
• In questi giorni sarò molto impegnata con lo studio, quindi mi scuso già per i prossimi ritardi. Abbiate pazienza.
• Vi do un consiglio salutare a quelli che scrivono molto spesso Wattpad giorno e notte: non state troppo a lungo al cellulare fino a tarda notte solo per fare più capitoli o accontentare tutte le richieste, stateci solo per il pomeriggio (ve lo consiglio con il cuore) sennò avrete forti bruciori agli occhi e alla fine non ci vedrete un granché poi, quindi occhiali da vista.
Scrivete tutte le vostre idee su un foglio.
State attenti ;)
• Cordiali saluti e grazie ancora.
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