Labyrinth - Kim Jong-Dae/Chen
Titolo: "Labirinth"
Protagonista: Kim Jong-Dae/Chen (EXO)
Protagonisti secondari:
Kim Xiumin
Kim Suho
(EXO)
Storia richiesta da: ChizuruMiyu
Si diceva che il bosco nero sia maledetto.
In questo posto si racconta che una ragazza, ormai morta da tanto, sia diventata uno Yokai, nonché uno spirito maledetto.
Si diceva che gli Yokai fossero i spiriti degli umani che sono morti senza il loro volere e diventati per appunto Yokai per trovare un equilibrio o semplicemente cercavano la vendetta.
Più stavi lontano dagli Yokai meglio era, ma cosa succederebbe se si avvicinasse a uno spirito del genere?
Chen era con i suoi due migliori amici, Xiumin e Suho, a prepararsi per un bel pic-nic all'aperto. La cosa più inquietante, che faranno il loro buon pranzetto proprio vicino al bosco nero infestata dallo spirito della ragazza.
Suho stava preparando la cesta, mentre Xiumin era, come al suo solito, con il video game sulla tele, invece Chen si era appena svegliato; aveva tutti i capelli disordinati, con addosso ancora il pigiama, faccia impastata dal sonno.
«Ohlalà, era ora che Biancaneve si svegliasse.
Avevamo programmato alle 12:00 di pomeriggio in punto e te ti svegli solo ora!?» lo rimprovera Suho incrociando le braccia.
Chen non diede retta alle parole del suo amico, che somigliava più a sua madre più che altro, e si sedette affianco a Xiumin, che continuava ripetutamente a giocare al video game.
Ogni volta che faceva punto sul gioco, faceva un rumoroso fastidioso, che fece innervosire Chen.
«Aish! Potresti spegnere quel gioco!? È talmente fastidioso.» fa Chen afferrando la console di Xiumin e gliela butta sul sofà vicino.
Xiumin vide lo schermo con la scritta: "Game Over"
«Yha! Ma perchè l'hai fatto!?!? Stavo per vincere la partita!!» si lamenta Xiumin facendo un broncio, che era tremendamende tenero.
«E non pensi alle mie orecchie?» ironizza Chen con gli occhi semichiusi.
«Era più importante la mia partita, comunque! Tanto le orecchie puoi averne un'altra andando dal dottore!» fa Xiumin non rivolgendo poi più la parola a egli.
«Yha! Meglio che ti vai a cambiare.
Già siamo in ritardo per il pic-nic per colpa di uno andato completamente in letargo.» si intromise Suho stufo di sentire i soliti litigi da bambini dei due ragazzi.
Chen sbuffa e va in camera sua per prepararsi per l'evento che avevano organizzato.
Opta per una t-shirt con la bandiera d'Inghilterra, una giacca di pelle, dei jeans classici d'oggi cioè strappati alle ginocchia e infine delle converse bianche.
Scese dalla sua stanza e vide già i suoi due amici pronti per partire.
«Era ora! Ti stiamo aspettando da più di un'ora, sai?» gli fece notare Suho facendogli vedere l'orologio appeso sul muro.
Chen nuovamente sbuffa annoiato e rotea gli occhi per la seccatura.
«Sì sì, è colpa mia se adesso siamo in ritardo e bla bla bla.» disse egli con poca voglia di uscire fuori.
«Sei davvero un caso perso amico.» commenta poi Xiumin sghignazzando.
Egli lo fulmina con lo sguardo.
«Meglio che ti preoccupi per te, prima che un pugno ti arrivi in faccia.» fa Chen, spaventando Xiumin.
Quest'ultimo sgrana gli occhi e si chiuse la bocca.
Suho prese le chiavi della macchina e si misero tutti dentro belli comodi sui sedili.
Xiumin era seduto ai sedili posteriori, Chen davanti affianco a Suho che era al volante.
«Siete pronti per partire?» chiese Suho eccitato che sorrise come un ebete.
«OVVIO!» risposero gli altri due nello stesso tempo, altrettanto eccitati.
«Bene, allora si parte!»
«Aspetta amico, manca la musica.
Metti il CD!!» afferma Xiumin prendendo un CD e lo mise nella radio dell'auto.
Fecero partire la prima canzone e subito i tre amici cominciarono a cantare e a ballare come delle scimmie in calore.
Per tutto il tragitto in macchina hanno continuato a cantare e a ballare.
Arrivati, parcheggiano nei posti pubblici, che stranamente non c'era nessuno.
«È normale che non ci sia nessuno a fare il pic-nic?» chiese Chen un po' stranito non vedendo gli altri.
«Chi lo sa....forse sono tutti malati o hanno deciso di dare più tardi il pic-nic.» rispose Suho prendendo la cesta.
«Può darsi....» era ancora molto più stranito di prima.
«Andiamo? Non stare lì impalato Chen. Su dai!» lo spinge Xiumin facendolo camminare dalla direzione del prato, alla cui faranno un buon pic-nic.
Arrivarono al bellissimo prato verdastro.
L'erba era così morbida che sembrava di stare in una vasca piena di schiuma, il sole che brillava ancor di più la giornata serena, il cielo azzurro e uccellini che svolazzavano.
Stesero il tovagliolo a righe rosse sul prato per sederci sopra.
Presero dei sandwich fatti in casa da Suho.
«Era ora. Stavo muorendo di fame.» si lamenta Xiumin prendendo un buon sandwich e mangiandolo con molto gusto.
«Oh dio! Sono sempre così buoni i tuoi sandwich amico.» si complimentò con Suho.
«Per una volta dici qualcosa di giusto.» fa Suho ridendo assieme a Chen.
«Yha! Siete tutti così cattivi con me.» facendo di nuovo un broncio.
Invece i due continuavano ad ridere, mentre mangiavano anch'essi dei panini.
«Ragazzi, ho avuto un idea.» fa Suho finendo il suo panino.
«Cioè?» domandarono i due allo stesso tempo.
«Che ne pensate di fare una bella passeggiata dopo il pic-nic al bosco che c'è qui?» propose indicando il bellissimo bosco tutto fiorito e verdastro.
«Si dice che giri il fantasma di una ragazza bellissima che cerca vendetta.» afferma Xiumin.
«E tu ci credi? Sono solo leggende metropolitane.» spiegò la propria opinione Suho.
Chen ebbe un illuminazione.
«Forse è per questo che non c'è nessuno oggi al pic-nic vicino al bosco.» disse.
«Ma andiamo! Non ci sarà nessun fantasma o ve lo state facendo sotto fifoni?» li sfida Suho.
«Non è questione di coraggio, dico solo che se fosse vera la leggenda?» rispose Chen.
«Secondo me la gente si fa troppi film mentali.
Io voglio veramente vedere il bosco. Essere umani significa scoprire nuovi posti, no?
E io voglio andarci.» interviene Xiumin.
«Wow, è diventato davvero intelligente questo ragazzo.» commenta Chen sopreso dalle sue parole.
«Già, sono stupito quanto te.» commentò anche Suho e si guardano perplessi.
«Eh dai! Ma perché non mi prendete seriamente per una volta?» si lamenta Xiumin offeso dai loro commenti.
«Ok ok non ridiamo più, va bene?
Comunque sta, Xiumin ha ragione.....Eh va bene, andremo in quel bosco.» fa Chen sorridendo.
«Yes!» fa vittorioso Suho.
Dopo un buon pranzetto lasciarono la tovaglia e la cesta vuota nel solito punto del prato e si diressero nel bosco tanto atteso.
«Ragazzi, siamo sicuri?» chiese Xiumin un po' spaventato sentendo dei rumori strani provenire dentro il bosco.
«Yha, chi era quello che ha detto: "essere umani significa scoprire nuovi posti."» fa Chen imitando ls voce di Xiumin.
«Era.....solo per dire.» si giustifica stando dietro a Suho.
Quest'ultimo rotea gli occhi.
«Su dai. Non c'è nessun fantasma o cose sovrannaturali, perché non esistono, ok?
Se non ci entri ti lasciamo qui e forse arriveranno davvero i fantasmi a prenderti.» provò Suho ad convincerlo spaventandolo.
Xiumin fu molto terrorizzato all'idea.
«Allora perché non si entra ancora?! Siete per caso fifoni?!» fa Xiumin seguendo i suoi amici entrando dentro il bosco.
C'erano rumori di uccelli che cantavano allegramente, fogli dei alberi che coprivano persino il cielo e li riparavano dai raggi solari, per finire dei bellissimi fiori colorati sparsi per la via che stavamo percorrendo.
«Wow, è bellissimo questo posto.» afferma Chen ammirando la vera natura verde.
«Non credo che un posto del genere sia fatto per i fantasmi.» commenta Suho, anch'esso ammirando la natura che li circondavano.
Xiumin vedendo tutto ciò, si rilassò e non si preoccupò più dei fantasmi.
«È davvero bellissimo questo bosco. Non capisco perché nessuno abbia il coraggio di venirci.» commenta Chen con la bocca aperta per lo stupore.
Si sofferma a guardare e a raccogliere uno dei Cisti Bianchi che vi erano nel posto.
Aveva petali bianchi, proprio come la neve, che a solo toccare erano così morbidi e vellutati.
Ne prese uno e volle mostrarlo ai suoi amici.
«Ehi, ragazzi....guardate che bel fior-» non finisce che si accorse che erano spariti dal nulla.
«Ragazzi?....Dove siete? RAGAZZI!!» urlò per farsi sentire, ma nulla, nemmeno una risposta da uno dei suoi amici ormai perduti.
«Aish! Fortuna che non avevamo paura, adesso ci siamo persi.» si lamenta continuando ad cercarli e urlare i loro nomi, sperando che sentissero.
Era passato un lasso di tempo indefinito, come se fossero passati ore e ore, ma siamo sempre lì fermi.
Chen era esausto e sembrava che stesse girando in tondo per il bosco. Sembrava proprio un labirinto stregato.
Si sedette su una roccia per riprendersi le forze.
«Dove saranno? Mi sono anche perso. Fantastico!
Non può andare peggio di così la giornata. Aish!» si lamenta.
Aveva ancora in mano il bellissimo Cisto Bianco.
Ci aveva perso le speranze nel trovare l'uscita di questo labirinto.
Fu proprio in quel momento che una voce femminile iniziò a cantare un brano melodioso.
C'era anche l'eco che ribatteva più volte ogni parola che pronunciava.
Chen decise di seguire la voce nella speranza che la conducesse all'uscita o semplicemente dai suoi amici.
Corre sempre più velocemente per non perdere il suono della voce, finché non si fermò quando sentì che la voce era proprio davanti a egli.
Ai suoi occhi non poteva crederci di aver trovato una piccola cascata, un prato fiorito di colori e in quel punto non vi giacevano alberi che coprivano il cielo, c'erano i raggi di sole che nutrivano i fiori.
«Wow! Ma che posto è?» apre la bocca per lo stupore.
Però non trovò la persona che ha questa magnifica voce da angelo, e continuava ad sentirlo sempre più vicino a lui.
«Chi sei?» chiese Chen quasi impaurito.
Nessuno rispose, continuava ad cantare ripetutivamente.
«Ti sei perso ragazzo carino?»
Quella voce smise di cantare e gli parlò come se fosse l'eco a parlargli.
Si stava seriamente spaventando.
«Fammi un po' di compagnia...»
Parlò di nuovo.
«Chi sei? E-esci fuori.» fa Chen guardandosi intorno.
Non rispose....si calò un silenzio.
«Vieni....segui la mia voce e mi vedrai.»
Chen deglutisce e si fa forza seguendo la direzione in cui ha sentito la voce.
Sentiva che era molto vicino alla voce e finalmente si ferma.
Vide una bellissima ragazza con i capelli neri lunghi, occhi verdi proprio come l'erba del prato, pelle come il latte, un semplice vestito lungo di colore bianco ed era a pieni nudi.
Era seduta su un ramo di un albero che sorrideva come una dea.
«Ma ciao ragazzo carino. Vedo che hai avuto fegato nel venire dentro il bosco con i tuoi amici.
Sono stupita.» fa la ragazza misteriosa finalmente parlando faccia a faccia con Chen.
«Tu chi sei? Sei per caso un fantasma?» azzardò a chiedere Chen.
La ragazza scoppiò improvvisamente in una risatina senza senso.
«Perchè ridi?»
«Mai sentito parlare degli Yokai?» chiese la ragazza inarcando un sopracciglio con il suo solito sorriso.
«Yokai? E cosa sarebbero?» chiese Chen confuso.
«Ragazzo carino, per essere bello sei davvero ignorante.» afferma egli ricominciando ad ridere.
«Avrei anche un nome sai?» ironizza Chen.
«Che tono di voce che usi contro di me.....Mi piaci.» fece un sorrisino, che non raccomandava per niente Chen.
Come faceva una ragazza ad abitare in un bosco del genere?
Si chiese Chen.
«Dimmi cosa sono gli Yokai se posso saperlo.» fa Chen quasi sfidandola.
«Hai fegato ragazzo carino.
Te lo spiego subito.
Gli Yokai sono spiriti maligni che erano umani, ma morti ingiustamente e diventano per appunto uno Yokai, questo spirito vagherà per cercare equilibrio o semplicemente vogliono la pura vendetta.» spiegò lei spaventandolo un po' con il tono che ebbe utilizzato.
«Hai paura? Stai tremando.» indica le gambe di Chen che tremavano ineffetti un po'.
«N-no, certo che no.» negò.
«Ok....» fece la ragazza con il solito sorrisino divertita.
«Ma tu sei uno Yokai, giusto?
E cosa vorresti fare? Vuoi vendetta?» azzardò un'altra volta a chiederglielo.
«Sì, sono uno Yokai e sono morta ingiustamente! Non ho ancora amato una persona e già sono morta.
Non è affatto giusto. Sto solo cercando una persona alla cui mi ami, per questo nessuno viene nel bosco, perché li spaventò.
Solo quando troverò qualcuno che ricambia il mio amore, potrò finalmente andare in pace.» abbassò leggermente il capo per la tristezza.
Chen provò un velo di dispiacere per egli e la sua ormai vita finita nel mondo degli umani.
«Be' è difficile visto che sei uno spirito, non credi?» afferma Chen.
La ragazza lo guarda un attimo e in un colpo scese dall'albero in un balzo.
«Lo so benissimo, ragazzo carino.» disse accompagnata dal solito sorrisino divertita.
«Sai, credo che ci dovremo presentarci adesso, non credi?» propose Chen.
«Yuri.....piacere ragazzo carino.» gli porse la mano.
«Chen comunque, non ragazzo carino.» prese la mano e la strinse, poté sentire la sua mano gelata.
«Freddo eh?» fa Yuri notando che non gli ha fatto per niente piacere la stretta della mano.
«Eh bè direi un po' troppo fredda.» rispose riscaldando le mani.
«Sai com'è....sono morta.» rispose Yuri.
«Mi potresti aiutare ad uscire di qui, visto che il bosco è come se fosse casa tua?» disse Chen non vedendo l'ora di uscire dal bosco.
«No....tu devi farmi compagnia ragazzo carino. Troppi anni sono stata sola e adesso che ho finalmente trovato qualcuno che non ha paura di me, non lascerò che se ne vada.» rispose, questa volta con un espressione seria.
«Ma...ma io devo andare dai miei amici. Devo trovarli. Ti prego.
Non si fanno così gli amici.» replica il ragazzo pregandola di lasciarlo andare.
«Faccio gli amici come voglio io.
Tu resterai qua!» rispose in modo decisa.
Chen sospira pesantemente.
«Cosa hai in mano?» chiese Yuri notando un bellissimo fiore in mano a Chen.
«Ah? Dici questo Cisto Bianco?» alza il fiore per fargliela vedere meglio.
Yuri guardando quel bellissimo fiore i suoi occhi cominciarono a brillare come le stelle.
Chen nota il suo interesse verso il fiore che ha in mano, così decide di regalargliela.
«Tieni. Se ti piace così tanto te lo regalo.» gliela porse e Yuri la prese.
«Davvero?» chiese la ragazza stupita dal suo gesto gentile, infatti arrosisce un po'.
«Certamente.» sorrise Chen mostrando le sue fossette e i suoi denti bianchi, che sembravano che lucicassero.
Yuri guardò per bene il suo sorriso e subito il suo viso candido si trasformò in rosso.
«Non vuoi proprio lasciarmi andare?» chiese Chen sospirando.
«Be'....mi sento sola...vorrei solo un po' di compagnia.» rispose abbassando leggermente il capo e coprendosi con il fiore.
«Poi mi prometti che mi lascerai?
I miei amici hanno bisogno di me.» lo supplica, molto preoccupato per i suoi amici.
Vedendo la sua preoccupazione, non poteva comportarsi da egoista.
«Eh va bene, ma solo se ti innamorerai di me.» propose un patto Yuri tornando a essere seria.
Chen sgrana gli occhi per quello che aveva appena detto.
«Che cosa!? Ma perché devo innamorarmi di te?» esclama Chen avendo ricevuto un colpo al cuore.
«Cosa vuoi insinuare con questo? Che non sono abbastanza bella per te!? Che maleducato che sei.» fa un broncio Yuri.
«No no, non volevo intendere questo.» spiegò lui alzando le mani.
«Allora cosa volevi intendere?» chiese abbastanza offesa.
«Intendo dire che non ti conosco e non credo che io possa innamorarmi di te, visto che ci siamo appena conosciuti.
Sei davvero una bellissima ragazza, ma non posso innamorarmi così come per magia.» spiegò più dettagliato il ragazzo, provando anche ad convincere alla Yokai di lasciarlo andare.
«Allora fai in modo di innamorarti di me, perché sennò non uscirai mai più da questo posto e dici pure addio ai tuoi amichetti.» la sua voce si era completamente trasformato da normale a minacciosa.
«Voglio stare in pace. Solo tu puoi darmelo adesso.» continuò a dire Yuri, ma questa volta assunse un espressione triste.
Chen la guarda e si vedeva benissimo che voleva tantissimo andarsene via da questo mondo che lei è morta ingiustamente.
Egli sospira.
«Ok, ci proverò, ma non posso garantirti nulla.» accettò Chen.
Subito gli occhi di Yuri diventarono grandi e cominciarono ad lucicare.
«Grazie, ragazzo carino!!! Sono sicura che ti innamorerai di me.» disse felice Yuri che fece anche dei salti di gioia.
«Sono Chen, non ragazzo carino.» fa Chen sospirando, per poi sorridere vedendo quella povera Yokai felice.
Yuri continuava ad saltellare per tutto il prato per la felicità.
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«Prova ad amarmi seriamente però ragazzo carino, sennò non potrò mai andarmene da qui.» si lamenta poi Yuri.
«Ci sto provando, ma sai con il cuore non si comanda.» rispose Chen facendo di tutto per far palpitare il suo cuore a solo vedere lei, ma putroppo non ottene quello che voleva.
Yuri sbuffa e si sdraia sul prato.
Chen era mortificato per Yuri, dopotutto voleva solo andarsene da qui e amare qualcuno. Lui ci stava provando, ma non riusciva a far funzionare il cuore.
Si sedette affianco alla Yokai e guardò insieme a lei il cielo.
«Mi dispiace di non essere utile.» sospira dispiaciuto il ragazzo.
«No, non fa niente. È tutta colpa mia in realtà. Sono stata così sciocca nella vita.» si prese la briga di prendersi tutte le sue conseguenze.
«No, non è vero. Volevi solo vivere una bella vita e pieno d'amore con l'uomo che avresti amato, ma putroppo la tua morte ha bussato per primo la porta.
Mi dispiace per quello che ti accade. Vorrei tanto farti questo favore, ma è difficile.» disse Chen strappando uno dei fiorellini del prato.
Yuri sospira un'altra volta.
«Se non ci riesci, lascia stare. Se vuoi proprio cercare i tuoi amici, ti posso benissimo portarti da loro. Tanto io non sono niente.» il suo tono era nuovamente quello triste e pieno di infelicità.
Chen non era il tipico ragazzo che fa una promessa e non lo mantiene più, anzi era bensì il contrario delle aspettative.
«No! Io ti ho fatto una promessa e lo mantengo, nonostante tu mi abbia insomma "minacciato", ma comunque resta sempre una promessa da mantenere, quindi farò del mio meglio.» sorrise Chen facendo arrossire Yuri come poco fa.
Quest'ultima si mette a sedere sul prato e sorrise come una dea.
«Sai, credo che tu mi piaci....il tuo sorriso è così caldo, e soprattutto tu sei davvero un bravissimo ragazzo. Tu mi hai già conquistata comunque, ragazzo carino.» sorrise con le guance che stavano andando in fiamme.
Chen si stupì molto delle sue parole, infatti si gira e la guarda giocare con le dita.
«Sei davvero carina quando arrosisci in quel modo.» gli fece un complimento grattandosi un po' la nuca.
A questo punto Yuri diventò sempre più rossa di prima.
Il ragazzo lo nota e infatti rise divertito.
«Non sapevo che ti facevo un effetto così, e pensa che ci conosciamo solo da un giorno.» disse il ragazzo tra le risate.
«Y-Yha! Vuoi insinuare che sono una facile!? Sei davvero molto maleducato.» fece un broncio adorabile, che fece intenerire il cuore di Chen.
Quest'ultimo allunga la sua mano e con questa accarezza delicatamente la testa di Yuri, che fu sbalordita da questo gesto.
«Sei così carina.» fece mostrare di nuovo i suoi denti bianchi.
Yuri non aveva mai visto un ragazzo più meraviglioso di lui, in tutti e due i sensi.
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Era notte ormai e i due ragazzi erano alla sorgente, dove c'era la piccola cascata che portava acqua fresca.
Avevano i loro piedi nudi immersi nell'acqua fredda, ma piacevole sensazione.
Yuri spruzzava dell'acqua da tutti le parti muovendo i suoi piedi candidi e perfetti.
Bagnò persino Chen con dei spruzzi.
«Yha! Non bagnarmi.» disse Chen sorridendo.
Yuri si divertiva un sacco provocarlo, infatti cominciò ad spruzzare più acqua di prima e infatti Chen era già metà bagnato.
«È così che la metti eh piccola peste.....Te lo faccio vedere io!» disse Chen divertendosi.
Cominciò anche lui ad bagnarla con l'acqua della sorgente usando le mani.
Anch'essa si stava diventando e cominciò anche lei a usare le mani per bagnarlo di più.
Erano sommersi da divertimento e risate.
Ma per sbaglio Yuri scivolò e prese anche il braccio del ragazzo, così trascinò anche lui e così caddero tutti e due nella sorgente piena d'acqua fredda.
Mentre erano dentro l'acqua si guardarono per qualche secondo incantati. Dopodiché salirono in superficie per prendere aria.
Chen tirò all'indietro i capelli tutti bagnati così non avrebbero dato fastidio al suo viso.
Il ragazzo era il primo che mise i piedi sul prato e aiutò la ragazza dandole una mano.
«Meglio che mi tolgo i vestiti, sennò domani muoio già di raffreddore. Credo che starò con te in sottoforma di fantasma per tutta la vita.» sorrise a Yuri.
«Guarda che non ti piacerebbe essere un fantasma se ci pensi eh.» ricambia il sorriso la Yokai.
Chen per tanto si tolse la giacca e anche la t-shirt che teneva ben coperto i suoi begli addominali scolpiti.
Yuri si coprì il viso per l'imbarazzo avendo vide i suoi addominali ben scolpiti.
Chen se ne accorse e rise compiaciuto.
«Non hai mai visto un ragazzo senza maglietta?» fa Chen provocandola avvicinandosi.
Lei indietreggiava, ma rischiava un'altra volta di caddere in acqua, ma questa volta Chen la prese per i fianchi e fa appoggiare la sua testa sul suo petto nudo.
Le mani di Yuri finirono a toccare gli addominali duri del ragazzo.
Il tocco della ragazza era davvero molto piacevole, che fece eccitare il ragazzo.
«Hai davvero un tocco piacevole, sai?» fa Chen stringendo sempre di più a sé Yuri, sentendo ancor di più il corpo freddo della ragazza premere contro il suo.
Yuri fu molto imbarazzata dalla situazione creata, infatti per la millesima volta arrosisce.
Chen sentiva qualcosa di caldo dentro, qualcosa che batteva, che ballava e che era davvero eccitato.
Forse aveva perfettamente capito cos'era.
Ci era finalmente riuscito, ma c'era sempre un ma.
«Yuri?» la chiamò alzando il mento della ragazza con le sue dita.
Lei con imbarazzo alza la testa e guarda intensamente gli occhi del bellissimo ragazzo che stava mandando il suo cuore in tilt.
Chen si avvicinò all'orecchio della ragazza per sussurare qualcosa.
«.....Ti amo...» sussurò come se un soffione viene soffiato dal vento e vola via.
Yuri sentendo quelle due semplici parole cominciò a sentire il cuore battere come un tamburo e una scossa piacevole percorrere sulla schiena.
«Me lo concedi?» chiese Chen puntando verso il suo obbiettivo, cioè le sue labbra.
Aveva gli occhi che erano dilatati e brillavano.
Annuì soltanto e Chen non si fece ripetere una seconda volta che si fionda sulle sue labbra che avevano il buon gusto delle fragole mature.
«Sono così buone.» afferma Chen staccandosi di qualche millimetro dalle sue labbra, per poi riprendere da dove si era interrotto.
Una intensità del genere non lo aveva mai sentito Chen.
Era questo l'amore allora?
Si chiudeva il ragazzo.
Caddero assieme sul prato verdastro, sempre con le labbra belle unite.
Lui era sopra di lei, così poteva toccare i pettorali del ragazzo.
A solo il suo tocco metteva davvero eccitazione a Chen, che rabbrividisce al suo tocco freddo e delicato.
Non potterò staccarsi nemmeno per prendere fiato solo per un secondo.
Ma sapevano anche benissimo che ella sarebbe andata via e sarà finalmente in pace, lasciando solo Chen putroppo.
«Chen....» lo chiamò per la prima volta con il suo nome; era una bella sensazione.
«Sì?»
«Lo sai, che non ci sarò più, vero?» chiese facendo dei cerchi invisibili sui pettorali del ragazzo, che la abbracciava come se fosse il suo bottino.
«Non me lo far pensare. Più ci penso il cuore mi si spezza.» strinse ancora di più Yuri.
«...Ti amo tanto Chen, ragazzo carino. Amami più di qualunque persona questa notte.» sorrise.
Il ragazzo ricambia e diede un'altro delizioso bacio.
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I raggi del sole fece svegliare il ragazzo, ma anche delle voci molto familiari a lui lo svegliò.
«Chen! Chen!.....Si sta svegliando.» disse una delle due voci.
Il ragazzo aprì gli occhi e vide davanti a lui Suho e Xiumin con delle espressioni di preoccupazione dipinti sui volti.
«Menomale che non ti è successo niente. Ci siamo appena persi nel bosco e ti abbiamo ritrovato fortunatamente.» sospira sollevato Suho.
Chen si guardò intorno e non c'era più Yuri, aveva anche addosso la sua t-shirt e giacca, asciutti.
Non sarà stato un sogno?
Pensò Chen.
«Ma se è passato un giorno? Mi sono perso ieri pomeriggio e non vi ho trovati più.» spiegò Chen abbastanza confuso.
Suho e Xiumin si guardarono avvicenda preoccupati.
«Sicuro di non aver sbattuto la testa?» fa Xiumin guardandogli la testa.
«Aish! Piantala! Sto benissimo.» fa Chen togliendo le mani di Xiumin sulla sua testa.
«Mi stavi facendo preoccupare.
Comunque ci siamo persi di vista un'ora fa. Forse hai dormito e hai sognato tutto.» fa Suho aiutandolo ad alzarsi.
«Già....forse è così.»
Davvero era tutto un sogno quello che era successo con quella bellissima Yokai?
Pensò il ragazzo non riuscendo ad togliere di testa Yuri.
Forse era veramente un sogno.
«Ehi, ma che cos'è quello che hai sul collo?» nota Xiumin indicando il collo di Chen.
Arriva Suho e lo guarda per bene.
«Sembra un segno di colore rosa, sembra quasi il segno delle labbra. Bha, sarà stato una zanzara che ti ha morso.
Andiamo?» fa Suho.
Chen da lì capì che non era stato un sogno.
Quel segno rosa l'ha lasciato Yuri con le sue morbide labbra rosee di quella notte.
I tre amici uscirono finalmente sani e salvi dal bosco.
«Era ora! Non c'è lo facevo più ad restare lì dentro. Alla fine non c'era nessun fantasma, visto?» fa Suho.
Xiumin concorda con lui, invece Chen stette zitto e guarda il cielo sereno.
"Sarà già sicuramente lì sopra, bella e felice. Non ti dimenticherò mai, Yuri."
Pensa Chen guardando un ultima volta il bosco nero.
«Yha! Chen vieni qua, che andiamo!!» urla Suho chiamando la sua attenzione.
Il ragazzo obbedisce e va dai suoi amici, finalmente per tornare a casa.
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In tutti questi giorni Chen non poteva farne a meno di pensare a Yuri.
Desiderava tanto rivedere la sua bellissima bellezza e il suo sorriso da dea Venere.
«Chen, mi faresti un favore?» chiese Suho.
«Dica.»
«Mi compreresti degli alimenti al supermarket?» chiese.
Chen sbuffa.
«Ok, vado.» uscì velocemente di casa e andò al supermercato per comprare tutto ciò che era segnato sul foglietto che gli diede il suo amico.
Camminò per il marciapiede con un sacchetto pieno di alimenti richiesti, ma si fermò davanti a un fioraio, dove vide dei bellissimi Cisti Bianchi.
A solo vederli gli ricordava quel bel giorno.
Così entrò al negozio e ne prese 4 di quei fiori.
Per lui non erano solo semplici fiori, ma ricordi importanti.
Passò dal lungo ponte che era proprio sopra all'autostrada, infatti conduceva d'altra parte della strada.
Arrivò anche una ragazza con il capo abbastanza abbassato con il cappello, che passò al lato opposto di Chen, ma comunque si incrociarono e per sbaglio la ragazza fece cadere i fiori per terra.
«Scusami, non volevo.» si scusó la ragazza, che si china per raccogliere i fiori e li porse al proprietario.
«No, non è niente.» rispose secco Chen riprendendosi i fiori.
«Potrei averne uno di quei begli fiori?» chiese la ragazza con un bellissimo sorriso a trentadue denti.
Quel sorriso gli ricordava moltissimo lei.
Chen prese uno dei fiori e gliela porse alla ragazza, che lo prese.
La ragazza alza il capo e il suo volto poté essere ammirato.
Infatti Chen vide perfettamente i lineamenti della ragazza.
Era veramente lei?
Non poteva crederci che Yuri era ritornata da lui.
Quella che aveva davanti era davvero quella bellissima ragazza che ha tanto amato in un solo giorno solo e adesso non può farne a meno di pensarla.
Passò oltre a Chen di qualche centimetro e si soffermò nuovamente.
«Grazie per il fiore, ragazzo carino....» sussurò la ragazza per poi andarsene via, non lasciando tempo al ragazzo di fermarla.
Era davvero lei!
Si girò e la vide di spalle andarsene sempre più lontana.
Era davvero ritornata la sua amata, finalmente.
Fece un sorriso vedendola di nuovo in questo mondo più felice che mai.
Voleva nuovamente amarla e baciarla.
Nonostante la vita di Yuri era già terminata, qualcosa cambiò per magia.
Era l'amore, che vince su tutto.
The End
•Spero che sia del vostro gradimento.
•Grazie mille della richiesta.
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