Al chiaro di luna
Il sole stava lentamente tramontando oltre l'orizzonte tingendo di rosso e arancio il cielo e il mare. Una ben nota ciurma di pirati aveva appena finito di consumare la cena e si stavano godendo gli ultimi raggi di sole della sera. Un esemplare di Olvia di 1 anno stava giocando con Chopper con le bambole e un castello giocattolo mentre Robin leggeva un libro e Nami si riposava sullo sdraio affaticata dalla pancia di due gemelli all'ottavo mese.
-Io sono la pincipessa e tu sei il pincipesso...- stava dicendo Olvia dando una bambola maschio a Chopper. Poi la bambina fece parlare la sua bambola. -Oh mio pincipesso, aspetta che vado a prendere un vestito nuovo!- detto questo si alzò e si diresse verso Nami, dove aveva sistemato tutti i vestitini della bambola sulla sua grande pancia.
-Hai mangiato tanto, zia?- chiese incuriosita la bambina osservandola.
La rossa sorrise. -No Olvia, ci sono due bambini dentro la mia pancia.-
Lei sembrò pensarci su. -Hai mangiato due bambini?-
Nami spalancò gli occhi. -No! Non si mangiano i bambini!-
-E pecchè ci sono dei bambini lì dentro?-
-Beh vedi Olvia...- intervenne Chopper. -Quando una mamma e un papà si vogliono tanto bene allora...-
-Non mi sembra ancora il momento di affrontare questi dettagli, Chopper.- tagliò corto Robin.
-Ehm sì giusto.- Chopper arrossì, poi cambiò argomento. -Vado a leggere un libro in biblioteca.- e sparì all'interno.
Olvia voleva giocare con qualcuno, ma sua madre era intenta a leggere e Nami stava sonnecchiando e con quella pancia così grande non avrebbe potuto giocare bene.
"Sembra quando zio Luffy mangia tanto tanto e zio Sanji si arrabbia." considerò la bimba.
Poi un grosso sbadiglio si fece strada sul suo volto e si stropicciò gli occhi con le sue piccole manine.
-Hai sonno tesoro?- chiese Robin avendo notato il comportamento della bambina.
-No...- rispose lei sbadigliando di nuovo.
La donna sorrise. Chiuse il suo libro, si alzò dalla sdraio e prese in braccio Olvia che appoggiò la testa sulla spalla della madre. Nel frattempo il sole era tramontato definitivamente e nel cielo scuro stavano spuntando le prime stelle.
-Andiamo a nanna, che dici?- chiese Robin. Olvia annuì debolmente, si stava già addormentando. La donna la portò nella sua stanza dove la sistemò nel letto che condividevano insieme.
-Mamma, stai qua...- disse debolmente Olvia con gli occhi semi aperti. Robin sorrise e si distese al suo fianco tenendole una mano e accarezzandole i capelli corvini canticchiando la melodia de "il liquore di Binks". Lentamente la bambina chiuse gli occhi e il suo respiro si fece pesante. Il più silenziosamente possibile Robin le lasciò la manina, le mise una coperta e si alzò dal letto. Fuori la stava aspettando Zoro appoggiato al muro di fianco alla porta.
-Dorme?- chiese lui.
Robin annuì chiudendo la porta. -Era stanca morta.- poi i due genitori si presero per mano e uscirono sul ponte della nave. C'era la luna piena quella notte che illuminava la notte di una luce color latte insieme alle numerose stelle. Salirono le scale e andarono a poppa, nascosti da occhi indiscreti così da stare soli. In lontananza sentirono Luffy che consigliava a Nami di andare a riposarsi e la accompagnava sottocoperta.
-Ora siamo soli...- disse Robin appoggiandosi alla ringhiera. Lui le abbracciò i fianchi da dietro e affondò il viso nei suoi capelli profumati alla lavanda. Lei gli fece una carezza, poi voltò il viso e gli diede un bacio sulla guancia. Lui la rivolse verso di sé e le diede un bacio sulle labbra. Presto le loro lingue si unirono, Robin gli gettò le braccia al collo e passò le mani tra i suoi capelli mentre lui le stringeva i fianchi premendola contro di sé. Si baciarono per qualche minuto, poi si staccarono ansimanti per riprendere fiato. Zoro guardava gli occhi azzurri di lei che con la luce della luna sembravano ancora più azzurri e ancora più profondi, due pozzi infiniti in cui Zoro avrebbe voluto gettarsi e cadere per sempre.
-Ti amo.- le disse mettendole una ciocca dei capelli neri dietro un orecchio. Non avrebbe potuto desiderare una donna migliore di quella che aveva. -Amo te e Olvia più della mia stessa vita.-
Robin fece un sorriso provocatorio. -Dimostramelo.-
-Donna diabolica...- disse lui in un sussurro. Poi la spinse contro la parete, le bloccò le braccia e tornò a baciarla, sempre più appassionatamente, sempre con più foga. Lei provava a liberare le braccia dalla stretta dello spadaccino ma non ci riusciva e Zoro la sentiva gemere nella sua bocca. Si baciarono con passione, stretti l'uno all'altra. Poi lui si staccò e le sussurrò all'orecchio. -Allora, ti amo abbastanza?-
Robin stava ancora riprendendo fiato per bacio. -Mmm, forse...- rispose con un sorriso.
Zoro iniziò a baciarle il collo continuando a tenerla bloccata. -E se...facessimo un altro figlio?- chiese a bruciapelo.
Robin si voltò verso di lui. -Non hai mai cambiato UN solo pannolino a Olvia e vorresti un secondo figlio?- gli rispose in tono provocatorio. -Vorresti costringere me a cambiare i pannolini sporchi di due bambini mentre tu te ne stai a dormire?- stava facendo il tono della finta arrabbiata.
Lui la prese in giro. -È questa la suddivisione dei compiti che ci siamo dati, no?-
Robin provò a divincolarsi dalla presa di Zoro senza ottenere risultati. -Roronoa Zoro...- disse continuando il suo tono di finta rabbia. -... se osi mettermi incinta un'altra volta giuro che...- lui la zittì baciandola sulle labbra.
-Non pensi a Olvia? Si sentirà sola...-
Robin sorrise. -A Nami e Luffy stanno per arrivare due gemelli. Saranno ottimi compagni di gioco per Olvia, cresceranno tutti e tre come fratelli. E poi siamo pirati. Sarà difficile proteggere dei bambini, in particolare finché saranno piccoli.- fece una pausa e guardò Zoro negli occhi. -Piacerebbe tanto anche a me averne un altro, ma la scelta di vita che abbiamo fatto ci limita. E non voglio mettere a rischio la vita dei bambini solo per soddisfare un desiderio personale.- lo guardò temendo che non condividesse quello che pensava.
Zoro le diede un altro bacio sulle labbra. -Non avresti potuto trovare un motivo migliore. Ecco perché ti amo così tanto.-
Robin si sentì sollevata e lo abbracciò stretto. -Anche io ti amo, e non sai quanto.-
Zoro la strinse forte a sé, poi la sollevò e iniziò a baciarla, mentre lei avvolgeva le gambe intorno al bacino dello spadaccino e mise le mani sulle guance di lui premendo sempre di più le labbra contro le sue.
Sì strinsero forte premendo i corpi tra di loro necessitando di sentire l'uno la presenza dell'altra. Poi Robin si staccò dalle labbra di Zoro e continuò a guardarlo nei suoi occhi color nocciola, con le mani a coppa sulle sue guance e accarezzandogli la cicatrice che aveva sul viso.
-Sei il fiore più bello del mondo.- le disse lui.
Lei arrossì e gli diede un bacio sulla fronte. -Rimarrei qui tutta la notte con te, ma sarà meglio andare a dormire ora, non vorrei che Olvia avesse bisogno di me mentre siamo qui e sveglia mezza nave...-
Lui se la sistemò in braccio come una sposa e accompagnò nella sua stanza, adagiandola nel letto di fianco a Olvia.
-Buonanotte spadaccino.- disse Robin.
-Buonanotte donna diabolica.- rispose lui dandole un leggero bacio sulle labbra. Poi ne diede uno anche sulla guancia di Olvia, che girò la testa e sorrise nel sonno. Poi Zoro chiuse la porta della camera senza fare rumore e si diresse nella sua stanza.
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