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A scuola

Mancavano due minuti alle 11. Robin continuava a guardare l'orologio appeso sul muro davanti a lei con agitazione.
"Devo incontrarlo e parlargli." continuava a ripetersi.

-Signorina Nico Robin, mi sta ascoltando?- la riportò alla realtà il professore.

La ragazza si riscosse dai propri pensieri. -Sì, professor Aokiji, mi scusi...- disse togliendo gli occhi dall'orologio e guardando il libro.

-Tutto a posto, Robin? Ti vedo distratta...- le sussurrò la sua compagna di banco.

-Si, Vivi, tranquilla...- rispose.

Proprio in quel momento la campanella che segnava la fine della lezione di scienze e l'inizio dell'intervallo suonò.
Robin uscì velocemente dall'aula e camminò svelta lungo i corridoi. Solitamente non usciva mai dalla sua aula per via dei ragazzi più grandi che la prendevano sempre di mira. Ma stavolta era diverso. Soprattutto dopo quello che era successo quella mattina.

Stava cercando una persona, ma non sapeva dove trovarla. "Dove sarà?" si chiedeva. Poi in fondo al corridoio vide una nota chioma arancione. Corse verso di lei.

-Nami, devo chiederti una cosa.- le disse.

La rossa smise di parlare con Rebecca e Hancock. -Dimmi.-

-È in classe tua quel ragazzo con una cicatrice sull'occhio e i capelli verdi?-

Nami alzò le sopracciglia e le lanciò uno sguardo furbo. -Ah, ci provi con lui, eh?-

Robin avvampò leggermente. -No! Gli devo solo chiedere una cosa. Sai dove sia?-

Nami sorrise. -Vabbè, comunque non lo so. Prova a vedere in classe mia.-

Robin annuì. -Grazie.-

Percorse il corridoio e salì una rampa di scale. Stava per affacciarsi alla prima porta sulla destra, che era l'aula di Nami, Rebecca e Hancock, quando, proprio da lì uscì un ragazzo con una cicatrice su un occhio e i capelli verdi. Il cuore della ragazza perse un colpo. "È lui!" pensò.
Il ragazzo la superò senza dire niente, e lei si fece coraggio.

-Ehm, scusa...- lo chiamò.

Il ragazzo si fermò e si girò a guardarla. -Che c'è?-

-Ecco, volevo chiederti come mai stamattina l'hai fatto...- chiese Robin timidamente.

-Fatto cosa?- chiese lui.

Robin camminava lungo il vialetto di entrata della scuola stringendo i libri in mano, quando un ragazzo gli sbarrò la strada. Aveva capelli rossi e un braccio meccanico. Era uno dei bulli della scuola ed era all'ultimo anno. La prendeva sempre di mira perché studiava.

-Nico Robin, sempre a studiare! Togliti dalla testa quei libri, che non servono a niente!- disse prendendo di mano i libri alla ragazza e buttandoli a terra.

-No, Kid!- gridò la ragazza cercando di raccoglierli, ma venne fermata dal ragazzo.
Allora Robin si arrabbiò e gli gridò contro. -La scuola è un'opportunità per imparare e...- non finì la frase che Kid le diede uno schiaffo sulla guancia, facendola cadere all'indietro. Robin si ritrovò distesa a terra, con il ragazzo che la sovrastava.

-Studiare non serve a niente! Non vedo l'ora di uscire da questa gabbia!- gridò il ragazzo. -Io quelli che hanno voglia di studiare mi verrebbe da farli fuori!- alzò il braccio per dare un altro schiaffo. Robin chiuse gli occhi in attesa del colpo. Ma non arrivò. Quando riaprì gli occhi vide che tra lei e Kid si era intromesso un ragazzo con degli strani capelli verdi che aveva bloccato il braccio del rosso.
Kid fece una smorfia.
-Cosa vuoi, Roronoa?-

-Lasciala stare.- disse lui con voce ferma.

Kid levò il braccio dalla presa del ragazzo. -Sei fortunato che stanno per cominciare le lezioni. La prossima volta ti faccio nero.-

Il ragazzo sorrise -Non ho paura.-

Kid gli lanciò un'occhiataccia, poi si diresse all'interno della scuola.
Il ragazzo con i capelli verdi si voltò a guardare Robin che nel frattempo era rimasta seduta a terra ad osservare la scena senza poter fare niente. La ragazza notò che aveva una cicatrice sull'occhio sinistro. Le sembrava di averlo già visto...forse nella classe di Nami...

-Stai bene?- le chiese.

Lei si riuscisse dai suoi pensieri. -Si, grazie...- rispose. Raccolse i suoi libri da terra, ma quando si rialzò lui era sparito. Corse nella scuola, ma non lo vide in atrio, e in quello suonò la campanella di inizio delle lezioni.

-Ah, quello...- disse lui come se fosse una cosa da niente.

-Ehm, volevo chiederti almeno il tuo nome...- Robin sentiva di stare arrossendo.

-Mi chiamo Roronoa Zoro.- disse lui.

-Ecco, Zoro, volevo domandarti perché stamattina l'hai fatto...- chiese lei timidamente.

-Vuoi sapere il perché?- chiese lui. Poi, senza dare il tempo alla ragazza di rispondere le diede un bacio sulle labbra. Robin rimase un attimo sorpresa e con il fiato sospeso. Non si aspettava una cosa del genere. Quando le loro labbra si divisero rimasero a guardarsi negli occhi, perdendosi l'uno in quelli dell'altra. A rompere quel magico momento fu il suono della campanella che scandiva il ricominciare delle lezioni. Robin si sollevò sulle punte e diede un bacio veloce sulle labbra di Zoro, prima di correre in classe per non fare tardi a lezione.

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