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I'm sorry, Goodbye

AVVERTENZE:
questa ff NON è collegata a "I'm sorry, I love you"
La storia originale: https://archiveofourown.org/works/19239214
L'autrice: https://twitter.com/Doublegyeoms_
(l'autrice non ha wattpad e la storia originale è su AO3)
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Erano il simbolo di una vita coniugale felice. Entrambi avevano successo nella loro carriera: uno come produttore e cantautore, mentre l'altro come attore e autore. La loro vita, se si può dire, non era tanto diversa da una fiaba, da quanto fossero la metà dell'altro - rispecchiavano ogni movimento che l'altro faceva -  al modo in cui spudoratamente annunciavano il loro affetto attraverso ogni intervista. Erano inseparabili, legati dal destino. 

Anche quando il mondo aveva gli occhi su di loro, avevano sempre quel sorriso e quello sguardo di adorazione quando erano insieme. A volte, persino durante le interviste musicali, il nome di Jinyoung usciva fuori dalle labbra di Jaebeom, come se si stesse vantando del suo amato marito.

"Devi essere grato di averlo." Jinyoung sentì dire una volta l'intervistatore attraverso lo schermo del televisore. Jaebeom sorrise con uno di quei suoi sorrisi da un milione di dollari, fissando proprio di fronte la fotocamera, come se stesse fissando direttamente Jinyoung da esso.

"Lo sono, e per sempre sarà grato per averlo." Jinyoung sapeva che le sue risposte sarebbero state sempre così, ed era felice con ciò. E Jinyoung faceva lo stesso ogni volta che poteva, dicendo a tutti di come fosse felice e orgoglioso di avere Jaebeom.

Per avere un uomo che era ricercato da migliaia di persone.

Per avere un uomo che tornava a casa da lui.

Per avere le labbra di quell'uomo sulle sue, le sue mani intorno a lui.

Era contento di sapere che Jaebeom sarebbe sempre tornato a casa da lui ogni notte.

Che Jaebeom sapesse ancora dove fosse casa.

Erano ciò che la gente credeva "destinati dal mitico filo rosso."

E loro lo erano.

___

Jinyoung fu svegliato dalla luce che filtrava pigramente dalle persiane; sbadigliò mentre cercava di girarsi, ma fu inutile, a causa di una forte e solida figura che gli bloccava la strada oltre ad una salda stretta che stringeva attorno al suo stomaco. Cercò di liberarsi, sebbene fece solo grugnire la figura contrariata dietro di lui.

Con un dolce sorriso, canticchiò, soddisfatto di come le due forte braccia avvolte intorno alla sua vita delicata lo tirarono ancora più vicino al calore che emanava suo marito -lo bloccò lì, per una buona quantità di tempo.

"Smettila di dimenarti o sveglierai il drago."  Un basso e rauco lamento lo fece rabbrividire insieme ai baci fugaci e leggeri dalla sua nuca fino la giunzione delle sue spalle.

"Penso che un drago sia troppo: credo che sia solo un piccolo serpente, nemmeno un anaconda." Lo preso in giro, voltandosi non appena sentì la stretta di suo marito allentare leggermente. Fissò il suo viso, dal suo sorriso giocoso al modo in cui i suoi "sfocati" e ancora  assonnati occhi lo guardavano.

Era davvero grato per essere suo marito.

"Oh, allora vuoi dimostrarlo?" Jinyoung sogghignò in risposta, sapendo perfettamente dove li avrebbe portati successivamente questa provocazione.

"Dubito che mi farà cambiare idea."

Con questo, le labbra di Jinyoung furono catturate da un paio di morbide labbra - erano l'esatto opposto di come si sentiva; soffici labbra assaporavano le sue avidamente, quasi in modo animalesco e violento. E a Jinyoung piaceva – lo amava, amava sapere che Jaebeom aveva voglia di lui.

"Hyung..." Ansimò dolcemente; le sue dita si fecero strada tra i capelli ribelli del maggiore - istintivamente li strattonò non appena i denti di Jaebeom affondarono leggermente nella carne della sua clavicola. Tuttavia, solo quando le cose iniziarono a diventare calde e intense, il telefono di Jaebeom iniziò a suonare - interrompendo il loro momento intimo prima di quanto Jinyoung avrebbe voluto.

"Devo prendere il telefono, baby." Jaebeom sussurrò tra i baci mentre stringeva saldamente il sedere tondo e paffuto del più giovane. Nessuno osò lasciar andare l'altro fino a quando il fastidioso suono del suo telefono continuò per minuti.

"Okay va bene. Vai a rispondere. Farò la colazione." Jinyoung sospirò, districando le dita dai suoi capelli – diede a Jaebeom un ultimo bacio, prima di alzarsi in piedi a prendere la prima maglia che  trovava che capitò essere la maglia a maniche lunghe di Jaebeom della notte prima.

"Grazie, babe." Disse Jaebeom mentre si alzava per afferrare il suo telefono. Jinyoung sorrise solo prima di andare in cucina, non preoccupandosi di prendere alcuna biancheria intima o pantaloncini dai vestiti di Jaebeom, che erano sempre abbastanza lunghi da raggiungere le sue cosce lattee. Jinyoung canticchiò in sintonia con la nuova canzone di Jaebeom, rigirando le frittelle mentre cuoceva la pancetta. Aveva imparato come cucinarli dai video che guardò online, si poteva anche dire che, professionalmente, era bravo.

"Ha un buon odore, come te." Jaebeom sussurrò, avvolgendo le braccia ancora una volta intorno il  minore come se fosse la sua seconda natura - solo per avere Jinyoung il più vicino possibile.

"Stai dicendo che profumo di pancetta e frittelle?" Jinyoung ridacchiò, riuscendo a impiattare con Jaebeom ancora abbracciato a lui da dietro come un koala appiccicoso.

"Sto dicendo che sei anche abbastanza buono da mangiare." Jaebeom suggerì seducente mentre disegnava cerchi lungo la coscia del minore. Stava per raggiungere il paradiso quando il più giovane  riuscì a sfuggire dalla sua presa, ridendo con quella risata carina mentre osservava la reazione disorientata del marito.

"Il cibo è pronto, Hyung."

"Ma, i-"

"Andiamo a mangiare." Sorrise Jinyoung. Naturalmente Jinyoung avrebbe insistito di mangiare insieme, non lo facevano da molto tempo - dopotutto, Jaebeom era impegnato con il rilascio della nuova canzone mentre Jinyoung stava registrando il suo drama. Quindi con una leggera risatina, Jaebeom si sedette dallaltro lato del piccolo tavolo per due.

"Grazie per aver cucinato, babe."

"Non preoccuparti. Mangia." Disse Jinyoung con orgoglio mentre Jaebeom prese un morso dalla frittelle. "È buono." Disse mentre divorava il cibo, lasciando che alcuni pezzi cadessero dalla sua bocca.

"Hey! Non parlare quando hai la bocca piena." Disse Jinyoung mentre rideva per il modo infantile di mangiare di Jaebeom.

"Sai, mi manca la tua cucina. Il cibo allo studio fa schifo."

"Sì, me lo dici tutto il tempo."

"Sì, ma parlando di ciò, devo trascorrere di nuovo una notte o due lì. Sai quanto posso diventare occupato questo periodo- " Jaebeom si fermò a metà strada mentre guardava il volto serio ma ancora sorridente del marito.

Jinyoung odiava ammetterlo, ma lo faceva sentire un po' geloso quando Jaebeom parlava più dello studio quando era letteralmente con lui. Odiava anche a volte il fatto che Jaebeom dovesse rimanere lì per giorni senza incontrarsi.

Ma continuava a sopportare.

Ecco perché aveva accettato il ruolo del drama., che avevano offerto a lui in ogni caso.

In modo che non dovesse pensare di tornare a casa da solo in una casa vuota e fredda.

In modo che non dovesse pensare a ciò che Jaebeom stesse facendo.

In modo che potesse tenersi occupato.

"Sai hyung, sto iniziando a pensare che ti piaccia più stare al vostro studio che stare qui." Dichiarò Jinyoung mentre tagliava le sue frittelle con nonchalance.

"Cos'è che ti fa dire ciò, Jinyoungie?"

Non lo so, forse ti piace vedere più la tua crew che vedere me? O forse perché puoi vedere qualcun altro senza che io lo sappia." Rispose Jinyoung, con gli occhi ora focalizzati su Jaebeom, il quale lo stava solo fissando.

"Cosa?"

"Ti stai vedendo con qualcun altro, hyung? O meglio ancora," Jinyoung fece una pausa, con voce che quasi ribolliva di rabbia.

"Ti scopi qualcun altro?"

"Cosa stai cercando di dire? Sei fuori di testa!? Perché dovrei fottermi qualcun altro quando so di avere te?" Jaebeom gridò, sbattendo la forchetta e il coltello contro il tavolo abbastanza aspramente.

Jinyoung iniziò a sorridere e ciò prese alla sprovvista Jaebeom. Il più giovane delicatamente posò il  coltello e la forchetta, appoggiandoli sul tavolo e baciò Jaebeom senza avvertimento.

"Quello era solo una pratica per il mio ruolo, baby. Ma sono contento di sapere che non stai facendo niente di strano dietro le mie spalle." Sussurrò Jinyoung mentre si allontanava, lasciando Jaebeom frustrato con la sua piccola recita. Si alzò in piedi e fu sorpreso quando Jaebeom improvvisamente lo prese per il gomito, impedendogli di allontanarsi ulteriormente.

"Penso di meritarmi più di un bacio per quella tua piccola recita, non pensi, nyoungie?" Jaebeom sfidò, mentre gli occhi di Jinyoung iniziarono ad offuscarsi dalla lussuria e un pizzico di rabbia - una rabbia che era stata nascosta nel profondo del suo cuore.

"Non credo."

"Naturalmente tu non credi che io mi meriti di più. Tu sai dannatamente bene che me lo merito."

"E cosa pensi di meritarti allora? Una sega? Un pompino? Forse pensi di meritarti di fottermi  proprio qui e proprio adesso?" Rispose Jinyoung, sentendosi molto più coraggioso di quanto lo fosse di solito. Jaebeom ringhiò mentre tirava Jinyoung verso la loro camera da letto; il più giovane rimase in silenzio nel frattempo.

Jinyoung emise un piccolo urlo mentre veniva gettato nel letto abbastanza duramente. Osservava come il maggiore si trascinasse sopra di lui, mettendolo in gabbia, senza fuga. Lo stava guardando in cagnesco, sopra di lui, come un predatore fissava il suo pasto prima di attaccare.

"Pensi di essere abbastanza tenace da ribattere eh?" Jinyoung rabbrividì al tono della sua voce, bassa e quasi autorevole. Le dita dei piedi si arricciarono e i capelli si rizzarono, al sentire il corpo di Jaebeom premuto contro il suo. Con un dolce gemito, Jinyoung ruotò gli occhi allindietro non appena la coscia muscolosa di Jaebeom sfregò contro la sua crescente erezione.

"Bene, ti mostrerò dove devi stare; il tuo posto è stare sotto di me, mentre fotto fino allo sfinimento quel tuo piccolo "stretto" corpo. Ovvero sopra di me mentre cavalchi il mio cazzo duro come una piccola puttana quale sei." Ringhiò Jaebeom mentre avidamente reclamava le labbra del minore; la sua lingua si insinuò per esplorare la bocca peccaminosa di Jinyoung.

"Hyung..." Jinyoung fece uscire dalla bocca un suono molto seducente che aizzò  Jaebeom ancora di più di quando strappò i suoi vestiti; i bottoni volarono altrove senza cura. La mente di Jinyoung era  tutta offuscata e confusa mentre lasciava il maggiore fare quello che voleva con lui.

Pensava a lui come una persona disperata, ma l'unico modo per ottenere l'attenzione di suo marito  era quella di farlo innervosire abbastanza da avere tutta la sua attenzione.

"Cazzo, nyoungie. Da quant'è che sei così eccitato?" Grugnì Jaebeom, intanto i suo baci si spostarono verso il basso; ghignò quando udì il piccolo gemito di suo marito mentre stava succhiando i suoi duri e rosei capezzoli, uno dopo l'altro.

Solo quando Jaebeom stava per rimuovere i boxer, il suo telefono decise che interrompere una volta  non era abbastanza e che doveva intevenire ancora una volta.

"Merda, Jinyoung, ho bisogno del telefono. Babe... per favore... cazzo" Sibilò Jaebeom e, quando venne distratto dalla suoneria del telefono, Jinyoung prese il comando scambiando le loro posizioni.

"Jaebeomie ah..." Jinyoung fece le fusa; i polpastrelli toccarono tutta la pelle di Jaebeom - le sue unghie scavarono leggermente in essa. Jinyoung non lo chiamava mai, a meno che non aveva disperatamente bisogno di essere toccato. E lui ne aveva bisogno.

"Babe ti prego... potrebbe essere un cliente... merda... Babe..." gemette Jaebeom, sentendo l'attrito del suo membro coperto contro le natiche scoperte di Jinyoung, che sfregavano su di esso come se la sua vita dipendesse dal farlo restare.

"Non desideri rimanere, Hyung?" Sussultò Jinyoung avvicinandosi a Jaebeom, che lo guardava con un'espressione frastornata ed eccitata.

"Non desideri rimanere e fottermi?"

Jinyoung non era abituato a parlare così volgarmente, ma sapeva quanto Jaebeom lo amasse quando parlava in modo sporco; come eccitava il maggiore ogni volta che lo stuzzicava e si sottometteva a lui interamente.

"Questo è allettante, baby. Ma io devo davvero rispondere." Jaebeom deglutii, già ricoperto di sudore. Jinyoung fermò i suoi movimenti mentre fissava l'uomo con un broncio.

"Ma..."

"Sono davvero dispiaciuto baby." Jinyoung non poteva fare nulla se non sospirare, allontanarsi e guardare suo marito mentre gli lasciava un bacetto sulla guancia prima di correre per rispondere alla chiamata.

'Devi essere così grato per avere jaebeom come tuo marito.'

Lo era.

Sempre...

"Baby sono davvero dispiaciuto ma devo andare a lavorare ora. Ti prometto che tornerò non appena finirò il mio lavoro okay?" Jinyoung era lì, a fissare suo marito mentre rovistava tra i vestiti nella loro camera.

Jaebeom era mai stato così attento al modo in cui si vestiva prima?

Era mai stato così impaziente di andare a lavorare prima?

Era mai stato così disposto ad andarsene mentre facevano l'amore?

Jinyoung se l'era già dimenticato.

"Nyoungie..." Jinyoung ritornò in sé, con l'altro già di fronte a lui, con occhi preoccupati - o che cos'era, pietà? - che lo fissavano.

"Ah... sì?" Riuscì a dire.

"Ho detto che sto andando ora."
"Ahh... sì..." Disse Jinyoung, con un piccolo sorriso sul suo volto mentre cercava di aggiustare il colletto di Jaebeom. Per quanto tempo era stato immerso nei suoi pensieri? Probabilmente abbastanza per far preparare Jaebeom per 'lavoro'.

"Starai fuori fino a tardi?" Sussurrò mentre Jaebeom sentiva il suo cuore distruggersi.

"Non ci metterò tanto. Cercherò di finire il più presto possibile. Forse intorno a mezzanotte; quindi assicurati di chiudere tutte le porte okay? "

"Va bene. Fai attenzione."
Jinyoung rispose dolcemente mentre posava un dolce e veloce bacio sulle sue labbra.

"Lo farò." Jaebeom rispose con un sorriso, raccogliendo le sue cose mentre Jinyoung scivolava nella sua veste di velluto nero. Appoggiato alla porta d'ingresso, Jinyoung aspettò finché il maggiore stette per aprire la porta della sua auto e gridò; "Beomie Hyung."

Jaebeom si voltò per vedere suo marito sorridente che lo guardava con amore.

"Ti amo."

Il respiro di Jaebeom si fermò per un secondo. Naturalmente, sapeva che Jinyoung lo amava. Sapeva che lo avrebbe amato, non importa cosa. Sapeva che doveva dirlo anche lui. Questo era ciò che le coppie facevano, giusto?

Erano sposati dopotutto.

Era sposato con Jinyoung.

Lo sapeva.

Lui lo sapeva...

"Lo so." Disse Jaebeom, che dovette raccogliere tutte le sue forze per sorridere a suo marito, che lo stava salutando, prima di entrare nella sua macchina- subito dopo, non mancava la tristezza che stava inghiottendo gli occhi luminosi di suo marito.

Jaebeom sapeva che lui lo amava.

E lo uccideva sapere che Jinyoung fosse al corrente di quella qualcosa e nonostante ciò lo amasse ancora.

Scacciò via i brutti pensieri, e iniziò a guidare senza guardare indietro. Jinyoung rimase fino a quando la macchina di suo marito da lontano sembrasse una sagoma: era stato proprio come il loro matrimonio nel corso del tempo, una silhouette.

Non importa quanto la inseguisse, non sarebbe mai stato in grado di toccarla di nuovo. Sapeva che ci fosse qualcosa. Conosceva Jaebeom in tutto e per tutto, e mentire non avrebbe mai influito su di lui. Tuttavia, anche se sapeva che c'era qualcosa in corso, aveva scelto di rimanere e mantenere la maschera di 'coppia perfetta' perché: uno, la gente li vedeva in quel modo e, come volti pubblici e personaggi famosi, entrambi avevano una carriera da proteggere e due, perché nel profondo del suo cuore sapeva che amava ancora Jaebeom - che Jaebeom ancora lo amasse abbastanza da non portare i suoi amanti a casa.

Nella loro casa.

Jinyoung ridacchiò a quella parola, 'casa' non era nemmeno il termine giusto, non più. Non era più una casa per lui o per Jaebeom; almeno, lo era sette anni fa. Perché casa è dove sta il vostro cuore: ma il cuore di Jaebeom era introvabile, mentre il suo era ancora nelle mani di quest'ultimo.

"Dio, perché sto facendo questo a me stesso?" Espirò, domandandosi se avesse qualcuno a cui chiedere, qualcuno con cui sfogarsi. Purtroppo, anche se avesse voluto dirlo ai suoi amici, avrebbe potuto rovinare l'immagine di Jaebeom e non voleva farlo, nonostante le sue azioni.

Non aveva nulla da fare, dal momento che le sue schedule erano state tutte cancellate, perché pensava che, forse, oggi si sarebbe solo riposato con Jaebeom. Che oggi, l'avrebbe avuto tutto per sé.

Pensava che sarebbe riuscito a recuperare il tempo perso, tempo che Jaebeom aveva dimenticato di dedicargli.

Pensava, che forse - solo forse- si sarebbe ricordato.

Eppure Jaebeom sembrava essersene dimenticato del tutto.

Si fece sfuggire una triste risata: i suoi occhi si offuscarono mentre tentava solo di ridere a tutte le sue frustrazioni - ricordandosi di aver sentito una volta che ridere alleviava tutto lo stress. Anche se tutto ciò che aveva fatto era stato farlo sembrare più fuori di testa più di quanto già lo fosse.

"Dio..." soffocò un singhiozzo, lacrime già fuoriuscivano dai suoi occhi - lasciò andare tutta la tristezza che aveva represso per anni; faceva così ogni volta che era dubbioso e addolorato. I suoi piedi lo trascinarono nel loro soggiorno, dove erano appese le loro foto. Immagini in cui il loro amore era ancora in piena fioritura. Non riuscì a fare a meno di piangere più forte, desiderando di avere quei giorni indietro. Voleva tornare in quei giorni dove Jaebeom lo amava e amava solo lui.

"Non gli bastavo io per impedirgli di cercare qualcun altro? Non gli bastava il mio amore per soddisfarlo? Non gli bastavo per impedirgli di vedere, baciare e fottere altre persone?"

"Non ero abbastanza?" Singhiozzò, accartocciando inconsciamente la foto del loro matrimonio. Non sopportava come Jaebeom riuscisse ancora a guardarlo negli occhi e dirgli quelle parole dolci come se non stesse dicendo le stesse esatte parole ad un altro. Non sopportava il fatto che Jaebeom avesse le sue labbra su qualcun'altro, come Jaebeom si comportasse come se non avesse amanti. Non avrebbe fatto così male se lo stesse tradendo con delle ragazze, sapeva che c'erano cose che il suo corpo non poteva dargli. Dopo tutto, Jaebeom aveva sposato un uomo. Ma gli fece ancora più male quando scoprì che Jaebeom non solo si stava vedendo con ragazze, ma anche con ragazzi. Non poteva capire perché Jaebeom cercasse altri uomini oltre a lui.

Che cosa poteva dargli quel ragazzo che lui non poteva dare? Che cosa poteva dirgli quel ragazzo che lui non poteva dire?

Ma quello che non riusciva a sopportare, era il pensiero che forse un giorno si sarebbe svegliato per trovare l'uomo che amava, andato. Che Jaebeom non avesse più nessun motivo per restare con lui.

Aveva paura che un giorno, Jaebeom l'avrebbe lasciato andare completamente.

Ma ciò che non sapeva, era che Jaebeom pensava la stessa cosa.

Anche Jaebeom aveva avuto paura. E ne aveva ancora, aveva paura che Jinyoung lo lasciasse e si fosse stancato di amarlo. Aveva paura che il più giovane lo calciasse fuori dalla sua vita. Sapeva che sbagliava, ma la tentazione era superiore alla paura. Soprattutto se le tentazioni si presentavano quando era stanco e frustrato a lavoro. Quando vedevi tuo marito baciare qualcun altro sullo schermo. E anche se era solo un ruolo, non poteva liberarsi della sua gelosia, sentiva che doveva sfogarsi con qualcun altro.

Jaebeom non era mai uscito con qualcuno che non fosse suo marito. Erano stati tutti solo incontri, un'avventura, e alcuni erano solo ragazze e ragazzi che volevano avere una botta e via. Prima non era del tutto così, in realtà odiava vedere i suoi colleghi flirtare con altre ragazze quando avevano qualcuno. Ma in qualche modo lungo la strada, aveva iniziato a capire perché lo facessero. Lo facevano perché era emozionante, non era giusto, ma era eccitante. Lui lo faceva perché sapeva che Jinyoung non sempre voleva farlo; a volte era troppo focalizzato sulla sua carriera per essere intimo con lui- a differenza di altri. Altri che volentieri si offrivano a lui, come se fosse un dio.

Ma una parte di lui lo odiava.

Una parte di lui diceva che doveva fermarsi.

Una parte di lui odiava vedere Jinyoung triste.

Una parte di lui amava Jinyoung.

"Amico, stai bene?" Jaebeom si risvegliò dai suoi pensieri quando udì il suo migliore amico e co produttore, Jackson Wang, chiamarlo.

"Eh? Oh... sì. Di nuovo, che cos'era quello?"

"Dai, bro. Ti stavo spiegando il concept da diversi minuti ormai! Cosa c'è di sbagliato con te oggi? Ti sei distratto un sacco."

Jaebeom sospirò, si passò le mani tra i capelli mentre si appoggiava sulla sua sedia girevole. Si stavano scambiando le idee da un po' ormai, ma la mente di Jaebeom voleva pensare a qualcos'altro.

"C'è qualcosa che non va con Jinyoung?" L'uomo trasalì al nome del marito: naturalmente non c'era niente di sbagliato con Jinyoung. Invece, c'era sicuramente qualcosa di sbagliato con lui.

"Non è così. È che... non riesco a spiegare."

"È a causa di quello che stai facendo?" Jaebeom lo guardò, vedendo pietà nei suoi occhi. Jackson era il suo migliore amico da quando aveva iniziato a fare musica. Era rimasto con lui tra le sue vittorie e cadute. Si fidava di lui abbastanza da dirgli tutte le sue preoccupazioni, da confessare i suoi errori - cose che Jackson fortemente disapprovava.

"Non voglio più farlo, Seun-ah. Voglio avere Jinyoung indietro. Voglio solo Jinyoung. Non voglio più ferirlo." Disse devastato; era persino difficile, indescrivibile, spiegare come si sentiva. Jackson lo poteva vedere: poteva vedere il senso di colpa, il rimpianto, il dolore per aver ferito qualcuno che si ama.

Tuttavia, nonostante il tentativo di Jaebeom di smettere, sembrava che "l'altro lato" fosse più forte.

"Non puoi. Non oggi, non domani, nemmeno in questa vita. Potresti avere Jinyoung fisicamente, ma sai tu stesso che non puoi amarlo come prima e sai che Jinyoung non può amarti come ti amava prima, per quello che hai fatto."

"Lo so, so che non posso cancellare quello che ho fatto. Ma non posso smettere: è come se il mio corpo avesse una mente propria. Non so cosa fare. Cosa dovrei fare? Ti prego dimmelo, come fai a rimanere così fedele a tuo marito?"

Jackson lo guardò serio negli occhi: il pensiero di lui che tradiva suo marito gli faceva bollire il sangue. Non giustificava l'azione di Jaebeom; infatti gli aveva verbalmente dichiarato che odiava le sue azioni, ma non aveva fatto nulla per diminuire il desiderio di Jaebeom di dormire con qualcun altro.

"Mi conosci, non mi piace ferire mio marito in qualsiasi forma. L'unica cosa che mi fa rimanere con te è la fede nel fatto che ti metterai a posto, prima di rovinare la tua vita completamente. Ma per come stai agendo al momento, prima o poi, finirai col perdere tutto ciò a cui tieni."

"Cosa devo fare allora? Non so se dirglielo o no, soprattutto quando so che sa qualcosa. Non voglio perderlo Seun-ah. Non voglio che mi lasci."

"Jaebeom hyung, hai già fatto la tua decisione. E quella è stata la rovina della cosa più importante per te.

Hai deciso di distruggere la fiducia e l'amore che incondizionatamente ti aveva dato. E per cosa? Per un rapido piacere? Per eliminare il tuo stress?" Jackson si alzò in piedi, dando a Jaebeom un ulteriore sguardo prima di andarsene.

"Non posso insegnarti cosa dire o provare, ma per me, hai fatto il più grande errore mentendo a Jinyoung. Hai fatto un errore per aver ferito qualcuno che non potrai mai più trovare."

Con ciò, Jackson uscì dalla stanza, lasciando un insopportabile silenzio avvolgere Jaebeom completamente.

Aveva fatto un casino.

Lo sapeva troppo bene.

Desiderava solo pentirsi per i suoi peccati, in modo che non dovesse sentirsi colpevole per amare Jinyoung e che Jinyoung lo amasse.

"Mi dispiace." Sussurrò, con gli occhi colmi di lacrime, le mani chiuse in pugni mentre colpiva il tavolo di legno- sentendosi troppo intorpidito per trasalire e troppo vuoto per capire che aveva rotto il tavolo e che le su nocche stessero sanguinando.

"Sono così fottutamente dispiaciuto, nyoungie. Mi dispiace." Singhiozzò. Non riusciva ad accettare la verità: che il loro amore, l'amore che Jinyoung generosamente gli aveva dato, dava, era stato buttato fuori dalla finestra a causa della sua stupidità. Fulminò il suo telefono quando iniziò a lampeggiare; un volto familiare apparve su di esso. Aspettò che la luce dello schermo svanisse, mostrando una chiamata persa.

"Devo finirla adesso." Pensò tra sé e sé, mentre afferrava il suo telefono per messaggiare chi l'avesse chiamato in precedenza.

Muovendosi ad un ritmo veloce, lasciò lo studio ed entrò nella sua auto, non badando ai suoi colleghi che lo chiamavano.

"Cosa c'è che non va con lui?" Jackson sentì uno di loro chiedere. Guardò solo Jaebeom scappare via in un luogo doveva andava sempre in segreto. Un luogo in cui la lussuria "correva" gratuita.

Jackson poteva essere il migliore amico di Jaebeom, ma per come le cose stavano andando con lui, non sapeva nemmeno se Jaebeom fosse ancora lo stesso Jaebeom che conosceva.

"Gaga?" Jackson spostò il suo sguardo verso il suo fianco per vedere suo marito, Mark, che portava tra le braccia la loro bambina di un anno che dormiva. Mark aveva questo sguardo, come se sapesse che cosa preoccupasse suo marito, e lo sapeva. Era anche a conoscenza dei peccati di Jaebeom.

"Non so cosa fare con lui. Sta facendo troppo del male a se stesso e a Jinyoung. Non so se Jaebeom sia ancora Jaebeom." Sussurrò. Mark gli fece un sorriso triste; aggiustò loro figlia al suo fianco, prima di intrecciare le loro mani- dandogli una rassicurante stretta.

"Va tutto bene Gaga. Sono entrambi adulti, sono sicuro che sono abbastanza maturi da sapere cosa fare. Speriamo solo che le cose finiscano bene per entrambi." Mark parlò dolcemente e Jackson sorrise, tirandolo più vicino a lui delicatamente- i suoi occhi mostravano chiara adorazione per l'altro.

Sapeva a che cosa stessero andando Jinyoung e Jaebeom, e si promisi che mai la stessa cosa sarebbe capitata a lui e Mark. Amava troppo la sua famiglia.

"Ti prometto di essere sempre fedele a te e a nostra figlia. Non riesco a immaginare la mia vita senza voi due." Jackson confessò, dando un bacio sulla fronte di Mark e di loro figlia. Mark gli fece il sorriso più dolce di tutti, "sciogliendo" tutta la frustrazione e stanchezza di Jackson istantaneamente, mentre gli sussurrava parole.

"Lo so molto bene, Gaga. Lo so."

"Metterò fine a tutto questo." Disse Jaebeom, con una voce priva di qualsiasi emozione. Osservò l'uomo di fronte a lui inarcare il sopracciglio, con un sorriso divertito sul volto.

"Terminare cosa esattamente, Jaebeom-ssi?" Pensò, mettendo la sigaretta accesa tra le sue labbra.

"Smettila di prendermi per il culo. Non voglio distruggere il mio matrimonio con Jinyoung. Voglio finire qualunque cosa abbiamo ora."

L'uomo sghignazzò, lanciando la sua sigaretta, come se fosse spazzatura, e si alzò in piedi. Jaebeom rimase in piedi mentre l'uomo si avvicinava a lui, gettando le sue mani intorno al collo di Jaebeom -aggrovigliando le sue dite peccaminose nei suoi capelli prima di sussurrargli "Oh honey, il vostro matrimonio era già distrutto quando hai deciso di cazzeggiare e mentire al dolce piccolo Jinyoung."

Jaebeom lo spinse duramente, non piacendogli il modo in cui il nome di Jinyoung gli uscì dalla bocca. Lo fece solo arrabbiare di più quando l'uomo si mise a ridere maniacalmente, quasi come se trovasse divertente l'irritazione di Jaebeom.

"Oddio, ho colpito un nervo? Cosa posso dire, la verità si sbatte* come una puttana, non è vero?" Disse l'uomo con un tono beffardo mentre Jaebeom lo afferrava dal colletto e lo spingeva contro il muro, con occhi ribollenti d'odio.

"Fottiti." Sibilò mentre l'uomo sogghignava. "Perché, non è la cosa che fai sempre? Fottermi come se fossi la tua puttana mentre il tuo amato marito ti attende pazientemente per tornare a casa" Finse sarcasticamente un sorriso triste e sogghignò quando Jaebeom iniziò a strangolarlo.

"Dio, Jaebeom-ssi, ti piacciono davvero le cose kinky vero? Questo è il modo in cui mi piace." Jaebeom lo gettò al lato e nel mentre l'uomo cadde.

"Non voglio vedere mai più il tuo viso. Dii anche solo una singola parola e ti sotterro." Disse, guardandolo in cagnesco mentre l'altro lo guardava con un sorriso beffardo.

"Mi piacerebbe vederti provare. Buona fortuna con il tuo matrimonio baby. Spero che presto senta la notizia che lo stavi tradendo."

" Vai all'inferno."

"Naturalmente, dirò a Satana di prenotare un posto a sedere vip per te."

Jaebeom lo sentì dire mentre se ne andava dalla sua casa. Come poteva essere così stupido? Come poteva tradire Jinyoung con qualcuno che valeva meno di lui?

Sbatté la porta della sua auto, gridò a squarciagola e nel mentre colpiva duramente il volante. Pianse lì; pianse e pianse, fino a quando non ebbe più lacrime da versare. Era esausto. L'unica cosa che voleva era stare nelle braccia di Jinyoung.

L'unica cosa voleva che ora era Jinyoung.

Se ne andò, girando a vuoto, cercando di elaborare una spiegazione sul perché avesse fatto quello che aveva fatto. Cercando di trovare un modo per rimediare ai suoi errori. Girò in tondo fino a quando si stancò e decise di tornare da Jinyoung. Quanto ironico: persino quando se ne andava da un'altra parte, quando si allontanava, tutte le strade lo riconducevano a lui- a Jinyoung.

Con un cuore pesante, aspettò che il motore si spegnesse, proprio come aspettava che il suo cuore lentamente si preparasse al dolore. Jaebeom poi uscì dall'auto e, una volta arrivato di fronte alla porta d'ingresso, bussò delicatamente aspettando che qualcuno rispondesse.

Aveva desiderato che Jinyoung fosse andato da qualche parte. Aveva desiderato che Jinyoung fosse fuori a divertirsi. Invece, sentì male al cuore quando la porta si aprì gradualmente - apparve il volto di suo marito.

"Sei tornato presto."

Jinyoung era rimasto, come faceva sempre.

"Sì. Ti volevo vedere prima così sono andato a casa." Jaebeom sorrise, abbracciando Jinyoung che a sua volta sorrise dolcemente, non badando al debole profumo che cercava sempre di togliere dai vestiti di suo marito.

"Sono contento che tu sia a casa." Mormorò, aggrappandosi alla sua camicia. Jaebeom voleva piangere, voleva piangere così tanto ma si trattenne e dondolò dolcemente Jinyoung, canticchiando un brano che amava sempre ascoltare.

La canzone che gli aveva dedicato il giorno del loro matrimonio.

"Amo così tanto quella canzone." Jinyoung disse, distanziandosi sufficientemente per poter guardare il suo viso con un piccolo sorriso. A Jaebeom sarebbe piaciuto vedere quel sorriso tutti i giorni, ma ora tutto quello a cui poteva pensare era: come riusciva a mentire a questa persona e quanto non se lo meritava.

Come non si era meritato, meritava, Jinyoung.

"Lo so."

"Ho una sorpresa per te." Gli occhi di Jinyoung si addolcirono** e per l'ennesima volta di quella dolorosa giornata, sentì una fitta al petto.

"Davvero?" Cercò di sembrare entusiastico più che poteva, lasciando che Jinyoung lo trascinasse per mano in cucina.

"Ora chiudi gli occhi e non sbirciare." Jinyoung lo istruì mentre Jaebeom lo accontentava. Sentì il più giovane guidarlo da qualche parte nella loro casa. Pochi passi e poi una sosta.

"Okay, ora puoi aprirli." E così fece: giurò di aver sentito il suo mondo intero sgretolarsi.

"Questo è..."

"Buon anniversario a noi."

Vero, oggi era il loro anniversario.

Come poteva persino dimenticarsene?

Jinyoung aveva preparato tutto, dai piatti alle decorazioni. Tutto sembrava perfetto. I suoi occhi seguirono Jinyoung mentre metteva la musica, la canzone che aveva appena canticchiato poco fa.

"Non è molto, ma spero sia abbastanza." Jinyoung rise leggermente e quello fu il suo limite.

Era abbastanza, Jinyoung era abbastanza.

Era più che sufficiente.

Ma Jaebeom...

Jinyoung rimase immobile mentre Jaebeom lo abbracciava saldamente, singhiozzando sulla sua spalla mentre stringeva la sua presa - dicendo ripetutamente: 'Mi dispiace' e 'Ti prego perdonami' come se un mantra potesse pulire i suoi peccati.

E Jinyoung sapeva per che cosa fossero.

Jinyoung lo aveva sempre saputo.

Lacrime silenziose caddero sul suo viso. Vedere Jaebeom crollare e ammettere le sue azioni, lo ferirono più di quanto avesse potuto immaginare. Avere un presentimento era una cosa, sentirselo dire dall'uomo che ami un'altra. Farlo ammettere da lui era molto peggio di vedere i testi, le macchie del rossetto, sentire un profumo addosso a lui.

Faceva più male sentirsi dire da Jaebeom che lo stava tradendo.

"Mi dispiace Jinyoung... mi dispiace."

"Hyung..."

"Per favore, non lasciarmi. Me ne pento. Mi pento di tutto. Mi dispiace. Ti prego... ti supplico, perdonami."

"Jaebeom hyung."

"Non voglio perderti. Non voglio che rompiamo. Voglio che siamo felici. I-"

"Im Jaebeom." Le parole di Jaebeom rimasero bloccate in bocca; si irrigidì quando udì suo marito dire il suo nome completo. Sentì il più giovane spingerlo via leggermente, delicatamente rimosse le sue braccia intorno a lui.

'È finita. Questa è la fine.' Jaebeom pensò tra sé e sé mentre guardava gli occhi di Jinyoung - erano colmi di tristezza, di dolore e di delusione.

Come se stessero ancora brillando ma avessero perso il loro calore.

Quindi fu perplesso quando Jinyoung prese il suo viso con entrambe le mani e asciugò con i suoi pollici le lacrime sulle sue guance. Lo guardò con occhi interrogativi, guardò colui che gli stava ancora sorridendo teneramente.

"Non dovresti piangere. Non dovremmo piangere adesso." Sussurrò, contraddicendo gli occhi gonfi e rossi. Tra tutte le cose che Jaebeom desiderava che Jinyoung non fosse, era essere forte.

Abbastanza forte da sorridergli durante questo periodo.

Abbastanza forte da guardarlo negli occhi e non piangere.

Abbastanza forte da non crollare quando Jaebeom l'aveva fatto.

Tra tutti, Jinyoung era abbastanza forte da chiudere un occhio sui suoi errori.

E per cosa?

Così che Jaebeom potesse continuare a commettere adulterio?

Così che Jaebeom non dovesse preoccuparsi di lui che se ne andava?

"Perché Jinyoung?"

La mente di Jinyoung si svuotò per un po'. Perché? Non capiva veramente.

"Forse è perché mi fido ancora di te."

"Ma non dovresti! Ti ho tradito! Ti ho mentito Jinyoung! Ho infranto le nostre promesse, la mia promessa. Io non ti merito."

Jinyoung sorrise solo.

"Lo so."

"So che mi hai tradito. So che mi hai mentito e che hai infranto il tuo voto.

E forse sono solo un grande idiota per amarti ancora dopo tutto questo.

E forse, lo sono ancora." Disse Jinyoung, andando verso la sedia prima di voltarsi di nuovo verso Jaebeom.

"Il cibo è pronto Hyung, andiamo a mangiare." Aggiunse mentre si sedeva sulla sua sedia, facendo finta che quello che era accaduto prima non fosse mai successo. Jaebeom fece lo stesso, anche se era a disagio - lasciò il più giovane mangiare in pace. Cercò di mangiare ma non importa quanto ci provò, era insipido - come se i suoi sensi fossero tutti intorpiditi. Andò avanti così per un po', solo loro che mangiavano senza dire una parola; Jaebeom poteva sentire la tristezza di Jinyoung anche con la faccia impossibile.

"Grazie per il cibo." Jaebeom cercò di rallegrarlo ma gli fece solo un piccolo sorriso prima di alzarsi in piedi e raccogliere i piatti.

"Nyoungie..."

"Sto andando a lavare i piatti Hyung. Puoi andare a fare una doccia ora."

Jaebeom non discusse, aveva paura che, se avesse detto un'altra parola, avrebbe potuto perderlo. Così, fece come gli era stato detto; si lavò come se potesse lavare via tutti i suoi peccati. Si era trattenuto nella doccia più del solito. Era rimasto solo in piedi, mentre l'acqua fredda scendeva dalla testa alle dita dei piedi. Quando finì, Jinyoung aveva già finito di lavare i piatti e aveva usato l'altro bagno per lavarsi.

"Ti sei già fatto la doccia." Affermò Jaebeom mentre si asciugava i capelli, guadagnando un leggero cenno del capo da parte di Jinyoung, il quale si voltò verso il suo lato del letto, lontano da lui.

"Jinyoung... posso dormire sul divano."

"Perché? Il letto è abbastanza grande per due persone. Non voglio sentirmi più solo di quello che sono." Lo sentì sussurrare.

Certo.

"Va bene." Rispose Jaebeom, in realtà non sapendo cosa fare. Salì attentamente sul letto, facendo attenzione a non toccare Jinyoung involontariamente in alcun modo. Jaebeom si sdraiò sulla sua schiena, in posizione retta mentre fissava il soffitto - di tanto in tanto sbirciava il retro della testa di jinyoung per vedere se stava già dormendo. Durò per alcuni secondi prima che Jaebeom rompesse il silenzio, lo stava soffocando e sapeva che era troppo per Jinyoung.

"Jinyoungie..." Iniziò, per vedere se fosse sveglio o meno. Quando non ricevette una risposta, continuò; "So che sei arrabbiato con me, hai tutto il diritto di esserlo. Ma possiamo parlarne? Io..." si fermò, vedendo la spalla di Jinyoung cominciare a tremare leggermente.

"Non voglio che ci lasciamo. E so che sto chiedendo troppo. Ma ti prego... mi potresti dare una seconda possibilità? Una possibilità per fare in modo che le cose tornino come prima?"

Jaebeom trattenne il respiro quando dei singhiozzi uscirono dalle labbra del minore. Jinyoung stava piangendo. E non poteva vedere le sue lacrime.

Jinyoung non l'aveva mai lasciato vederlo piangere.

Non lo aveva mai visto piangere.

"Jinyoungie-ah..." cercò di toccare la sua spalla ma il più giovane lo allontanò.

"Ti prego... non mi toccare adesso. Non parlare con me adesso. Non dirmi che ti dispiace.

Solo... lasciami piangere per un po'. Starò bene. Sei stanco, vai a letto e non farci caso a me."

"Ma jinyoung i-"

"Per favore! Ti prego hyung. Non voglio dire cose che non posso rimangiarmi."

Quelle parole lo colpirono forte. Quelle parole trafissero la sua anima, come se fossero state delle spade affilate. Sapeva cosa volesse dire Jinyoung - sapeva cosa non voleva dire ad alta voce.

"Mi dispiace... "

Era tutto ciò che Jaebeom riuscì a dirgli dopo tutto il dolore che gli aveva inflitto.

"... Buonanotte, hyung."

Era tutto ciò a cui rispose Jinyoung. Anche se sembrava più di quello, suonava più di quello.

Si dimostrò vero quando Jaebeom si svegliò il giorno successivo su un letto vuoto, una lettera scritta con un anello brillante sul comodino.

Sapeva che era più di una buonanotte.

Conosceva Jinyoung troppo bene.

Sapeva che Jinyoung aveva fatto la sua decisione.

E ora sapeva quanto fosse straziante svegliarsi da solo, stare in una casa vuota.

Sapeva che ci erano voluti anni a Jinyoung per lasciarlo.

E sapeva che era a causa sua.

Sapeva quanto male facesse e quanto tagliasse in profondità quella parola.

Sapeva che i media avrebbero ronzato intorno a loro, che sarebbero nati e morti pettegolezzi. Sapeva come sarebbe stata la faccia delusa dei loro familiari e amici.

Ma soprattutto, ora sapeva veramente quanto fosse difficile avere la metà della tua vita andata.

Guardare le sue foto e piangere.

Sognarlo e svegliarsi senza averlo vicino.

Tenere l'anello che aveva lasciato indietro.

Rileggere la stessa lettera che aveva lasciato anni prima.

Vivere senza Jinyoung.

'Addio.'



_____

*Non credo abbia senso in italiano ma intendeva dire una cosa come "sbattere la verità in faccia"
** tipo così >~<

Spero tanto che vi sia piaciuta;; come al solito non l'ho ricontrollata perché l'ho finita alle 4 di mattina e sono troppo stanca per ricontrollarla:")
Alla prossima ÙwÙ
Se ci sarà uwu

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