C'ho del casino nella testa
Secondo te non lo so? Che sono incasinata, intendo.
Ma non incasinata come gli altri, più incasinata a modo mio. Incasinata come pochi, incasinata con molti.
Ed è difficile starti accanto.
Sì, lo so.
E sei talmente tanto una rompipalle che a volte neanche te ne rendi conto o fai finta di non rendertene conto.
Sì, so anche questo.
Sei sempre distratta e quando ti parlo sembra che neanche mi ascolti.
No, qui ti sbagli a metà. Sì, sono sempre con la testa per aria, un po' qua un po' di là, ma ti ascolto. Ti capisco ancora prima che tu emetta un suono. È che in fondo ti conosco così talmente tanto bene che non ho nemmeno bisogno di sentirti dire nulla. Mi basta sentirti sulla pelle, mi basta averti vicino per immaginare quello che vuoi. Quello che vorremmo insieme.
Sì, vedi? In fondo non chiedo poi così tanto. E che pensi, che sono ancora una bambina? Forse la sindrome del non voler crescere mai non l'aveva solo Peter Pan. Non mi è mai piaciuto da bambina: non c'è amore, non c'è una principessa, non c'è il lieto fine. Insomma, perché avrei mai dovuto amare un nanerottolo in pantaloncini verdi color foglia strappati, un cappello buffo in testa, che vola con la polverina magica di una fatina sciroccata? Un bambino tutto pepe che pensa a cose felici per riuscire a volare e che è scappato di casa per non crescere mai? Che io invece per crescere sono dovuta andare via di casa e affrontare ogni giorno la difficoltà dell'essere sola in una città piena di persone, di strade, di auto, di case. Uno che accoglie i bimbi sperduti che nessuno vuole? Che io ho sempre tenuto più alle persone deboli che a quelle forti. Ho sempre attirato le persone più insicure e indecise, forse perché mi credono il loro opposto quando io so per certo di non essere così. Sono soltanto una che riesce a stare sola e che non sempre ha bisogno di altri per guarire. Una penna, una melodia e tutto il resto che può andare a farsi fottere.
<Dimenticali, dimenticali tutti Wendy!>
Ma forse la paura di crescere ci accomuna Peter, sai? E che io al posto di Wendy ci sarei rimasta sull'isola che non c'è!
E che dici sempre parolacce?
Sì, so anche questo. Ma se tu mi conoscessi abbastanza, sapresti anche che io sono così. Non penso prima di parlare, non penso prima di agire, non penso. E gli artisti sono così. Le cose di getto sono quelle che riescono meglio. La perfezione non esiste? Cliché! La perfezione esiste, esiste eccome. Esiste nelle imperfezioni che ci ricordano chi siamo, che ci ricordano da dove veniamo. Non abbiate paura di essere imperfetti, perché io non lo sono - perfetta - e mi va bene così. E che poi fanculo a chi ti dice che non sei all'altezza, che non sei di qua che non sei di là! Perché, tu sai se dove ti trovi è realmente il tuo posto? Che io un segna posto non l'ho mica mai avuto. Bisogna avere ali e pensieri felici. Ah Peter, ora sì che mi piaci.
E poi stai sempre con la testa per aria, sei in un mondo tutto tuo.
E che c'è di male? Ho un lavoro e faccio ciò che va fatto e se ho un sogno o mi incanto a rivedere scene di film trite e ritrite o rileggere libri a te che cosa ti tolgo? Chi non ha passioni ci guarda come dei mostri a tre teste, ma la passione nel sesso come nella testa è quella che ti incasina giusta. Esatto, giusta! E che se non vado sempre d'accordo con tutti e sono a tratti asociale è il mio modo di essere. Non mi piace stare con molti e male, preferisco stare con pochi e bene che di superfluo nella vita ce n'è già abbastanza per avere a che fare con persone dallo spessore di carta velina. E che se ti dico di lasciarmi stare, lo devi fare. E non è che sono stronza, sono semplicemente nata sola e a volte voglio restarci.
E se mi ami devi capirlo prima che sia troppo tardi. Devi capirlo da solo che io non ho voglia di raccontarmi, ma di essere letta.
Ma io non leggo!
Male, non saprai mai arrivare alla mia ultima pagina per scoprire come finisce la mia storia.
Our minds are troubled by the emptiness.
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