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Paura.

La piccola Historia si era ritrovata in una piccola e lurida stanza completamente avvolta dall'oscurità e del silenzio.

Si era rannicchiata in un angolo della stanza stringendosi in se stessa mentre delle umide guance le bagnarono nuovamente il volto,ma non per la paura,ma per il dolore portato dai ricordi che sembrarono riaffiorare contemporaneamente dalla sua memoria.

I ricordi di quando lei e la sua amata Ymir erano insieme e felici,si era vero,erano in pericolo molto spesso ma questo alla bionda non importava finché poteva rimanere al fianco della castana lentigginosa che tanto amava e che sembrava ricambiarla,sembrava perché poi,un bel giorno la ragazza sparì senza lasciare tracce a parte un bigliettino sgualcito che diceva "Mi dispiace.Ti amo".

La piccola biondina iniziò a ridere avendo oramai finito quella lacrime amare mentre posava il suo sguardo perso e vuoto lungo ogni centimetro racchiuso in quelle quattro mura.

Non una finestra ne un segno di vita,solo una piccola porta in vecchio metallo pesante spezzava la monotonia di quelle luride pareti in rovina.

Si alzò in piedi nonostante la ferita che aveva all'addome che si era riaperta facendole versare un'ingente quantità di sangue,ma non le importava,non le importava più di nulla,perché quel giorno la vita era scivolata via dalle sue piccole mani e se n'era andata con la sua Ymir.

-Ti ricordi ancora di me?-

Sussurrò al silenzio diventato il suo più intimo amico e unico conforto mentre aiutandosi con una mano sorreggendosi alla parete camminava verso la porta di metallo che la costringeva in quel buco.

-Mi odi?-

Domandò ancora ricordandosi di essere la regina e ricordandosi nuovamente che la castana era diventata un gigante,una di quelle creature pronte a distruggere l'umanita.

Fece un piccolo sorriso amaro mentre sprofondava nuovamente nei suoi ricordi,nei loro ricordi mentre si chiedeva se tutti quei sorrisi,quei baci,quelle carezze e quelle premure non fossero state altro che menzogne da parte della maggiore.

La piccola collassò a terra in un tonfo sordo che si propagò per tutta la struttura grazie all'eco,non sentiva più la parte inferiore del suo corpo se non un lancinante dolore dove si trovava quello squarcio che presentava sull'addome.

Un ragazzo dall'aspetto comune aprì in velocità la cella notando il lago di sangue nel quale la ragazza era,allarmato chiamo altri due ragazzi che la scortarono in una stanza molto simile ad un ospedale, dove un vecchio uomo sembrava pronto ad aiutarla.

Venne lasciata sola con quello sconosciuto ed ella scoppiò a ridere mentre due sole lacrime minacciavano di affacciarsi da quegli occhi che ra chiudevano il cielo,prese in grosso respiro con fatica e si mise seduta mentre delle piccole goccioline di sudore si mostravano sulla sua pelle candida e liscia a causa del dolore e dalla sofferenza che il suo corpo percepiva.

Sofferenza che solo il suo corpo percepiva,la sua mente non provava più nulla non si accorgeva più di ferite o squarci tracciati sulla sua pelle perché il suo cuore si era spezzato sostituendo il dolore fisico con quello della perdita mille volte peggio.

L'uomo le si avvicinò con sguardo afflitto avendo visto un mostro di dolore che la divorava attraverso quello sguardo oramai privo totalmente di vita.

-Non hai paura di morire?- chiese lui mentre sistema la stretta montatura sul suo naso piuttosto pronunciato preparando una sacca piena di quel liquido rosso e vitale pronto per una trasfusione
-Paura,no- sussurrò lei scuotendo energicamente la testa -Perché dovrei paura di morire quando la mia vita e divenuta priva di valore?-
-Ma tu sei la regina- -I soldi e il potere non fanno la felicità,non danno la vita- sussurrò ancora più flebilmente mentre i  suoi grandi occhi si facevano vitrei.

L'uomo mostro uno sguardo triste ancora una volta prima di salvarle la vita con quella trasfusione d'emergenza contro il volere della bionda che per tanto era stato costretto a sedare.

Si dispiaceva per quella ragazza sofferente con tanto peso sulle sue piccole spalle,non era come gli altri aristocratici e re,lei era diversa,lei non meritava quella prigionia.

Qualche ora dopo,contrariamente a quanto le sarebbe piaciuto,aprì gli occhi scoprendo di essere ancora su quella terra,ancora nell'abisso di dispersione che la consumava.

Ma non si trovava più in quel posto sconosciuto,si trovava nel palazzo reale,si alzò lentamente a causa della ferita e notò un pezzo di carta con una scritta frettolosa.

"Non meriti tutto questo,sei stata riportata a casa,governa questo popolo con sagezza"

La ragazza sviò lo sguardo puntandolo contro la porta della sua stanza che venne aperta delicatamente e poi successivamente richiusa da Eren che con un dolce sorriso aveva fatto entrare una figura alla bionda ben nota,la sua amata Ymir.

Con le lacrime agli occhi si lasciò abbracciare dalla castana che aveva mostrato dopo tanto tempo finalmente il suo sorriso pieno di felicità e amore per la sua piccolina.

-Ricordami di ringraziare quell'idiota- sussurrò la più alta dando un bacio sul naso alla sua amata.

-Perché sei qui?- chiese fredda Historia senza però staccarsi da quel caldo contatto -Per te,io ti ano e andarmene è stato lo sbaglio più grande che io abbia mai fatto, Historia ti giuro la mia fedeltà eterna,permettono di essere al tuo servizio- disse mentre si inchinava al cospetto della regina nella speranza di poter rimanere al suo fianco.

La più piccola rimase nel più totale silenzio mentre osservava l'altra con sguardo indecifrabile -Ti amo,Historia e non ho mai smesso- ammise la castana mentre delle lacrime rigavano e sue guance.

-Nemmeno io-disse lei lasciandosi trasportare da quel bacio ricolmo di sentienti,di felicità e amore.

Le mani della più alta spinsero al se il corpo della bionda annullando la poca distanza che vi era fra i loro corpi che fremevano per essere uniti ancora una volta.

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