Ereri
Erano ormai anni che Eren , la speranza dell'umanità , non era più nel forte dove sorgeva la sede della legione esplorativa.
Non importa quanto tempo passasse , Levi continuava ad opporsi nel cedere la camera del ragazzo a qualche nuova recluta e , Hanji , era stata costretta a lasciare quella camera nelle mani del caporale , per un semplice motivo.
Sembrava che l'uomo peggiorasse sempre più d'umore e , l'unico modo che aveva , per rendere possibile la convivenza con lui era affidargli quella stanza.
Non faceva nulla di particolare al suo interno , anzi , non la puliva nemmeno ma si limitava a spolverare di tanto in tanto.
Hanji , preoccupata , lo aveva spiato e lo aveva visto dormire sul letto del ragazzo abbracciando il suo cuscino , aveva giurato di aver sentito Levi singhiozzare e sussurrare piano il nome del ragazzo.
In quel momento la donna aveva compreso che , ovviamente , quell'uomo apparentemente di ghiaccio si era innamorato di Eren , questo le donava un minimo di sollievo perché sapeva che Levi non era mai stato coinvolto in una relazione e sembrava non provare interesse romantico.
Però era preoccupata , non poteva vederlo stare così male , non si dedicava neppure alle pulizie energicamente , ma le delegava a qualcunaltro .
In realtà , lui , passava tutto il tempo nella camera che era appartenuta ad Eren , dove c'erano ancora i suoi vestiti e dove tutto sapeva ancora di lui , di quel mostro spaventoso che era stato la luce che aveva illuminato il volto dell'umanità e l'aveva convinta a lottare.
La quattrocchi decise di fare qualcosa che avrebbe dovuto non fare , ma che avrebbe migliorato le cose anche per il castano , d'altronde tutte le lettere che questo gli inviava erano scritte con calligrafia tremolante e spesso chiedevano qualcosa del capitano o dicevano quanto gli mancasse stare con loro.
Il vero motivo per cui Hanji fece ciò che fece è che cavalcò l'onda , come si suol dire , perché anche lei bruciava dal desiderio di riportare Eren fra loro , perché con il tempo era diventato quel figlio che non aveva mai avuto.
Così , dopo averci riflettuto molto bene , la donna chiamò nel suo ufficio il caporale che , purtroppo , con il passare del tempo s'era fatto una pessima reputazione e si diceva che tutto quello che aveva fatto era solo una messa in scena.
«Che vuoi ?» chiese acido e stizzito , oramai lei ci si era abituata ma voleva che la cosa finisse , per il bene si tutti quanti «Levi , così non va bene per nessuno , ti rendi conto che i nuovi arrivati stanno criticando ogni cosa?» «Non è un mio problema» «É un tuo problema,, come è un problema della tua squadra e un mio problema , tutti ne stiamo risentendo» si fermò facendo capire che aveva altro da dire e riprese aria «E non sto parlando delle voci , ma sto parlando della mancanza di Eren , perciò ti dirò dov'è , riportalo qua» sentenziò cercando di non piangere.
Quanto tempo era passato da quando aveva pronunciato quel nome e quanto tempo era passato da quando non avevano , entrambi , più sentito quel nome pronunciato ad alta voce.
Il caporale non se lo fece ripetere due volte , fece cenno con la testa e poi si diresse subito verso quel luogo , da solo , non voleva impedimenti.
In una settimana arrivò nel luogo designato , si trattava di un vecchio villaggio , con delle vecchie case e lui si trovava lì da molto tempo.
Su una delle porte , Levi , riconobbe il cognome del suo amato soldato , busso alla porta e , quando una voce roca e molto mascolina , disse che poteva entrare , l'uomo , senti milioni di brividi attraversarlo a causa di quella voce così maschile e dal timbro caldo e sensuale.
Eren era rimasto lì dio solo sa quanto tempo , non vedeva l'ora di tornare e riabbracciare il suo basso caporale , già , gli mancava davvero molto.
Ogni giorno non poteva fare altro che pensare a lui e , ogni volta era una tortura per lui che voleva abbracciarlo , stringerlo a se , fare l'amore con lui , baciarlo e amarlo davvero.
Ma non poteva , perché quella era la sua missione , doveva restare là e fare quello che Hanji gli aveva ordinato e questo lui non riusciva a sopportarlo.
Non faceva molto , conduceva una vita misera e passava davvero molto tempo a letto , ad osservare il soffitto , depresso e con una spaventosa frustrazione sessuale che , una volta , lo aveva quasi spinto ad accettare le avance di una del posto.
Ma lui non poteva tradire il suo amato Levi , quell'uomo dal cuore di di ghiaccio che aveva concesso di conoscere solamente a lui e questo perché si amavano veramente.
Da una settimana Eren non riusciva a smettere di sorridere e , in quel piccolo paesino , tutti lo avevano notato , c'era un enorme sorriso stampato sul suo volto che lo accompagnava sempre.
Non lo avevano mai visto così felice e non si spiegavano il motivo di tanta gioia dato che non aveva legami con nessuno lì , infatti non si trattava di qualcuno del villaggio ma del fatto che Hanji lo aveva informato che il suo amato stava arrivando per lui.
Quando tornò a casa quasi saltellava quel giorno , era davvero molto impaziente di rivederlo , ma sapeva anche che non sarebbe potuto arrivare in una sola settimana.
Fu scosso dai suoi pensieri da qualcuno che bussava alla porta , diede il permesso a quella persona di entrare e , come si aspettava , si trattava della ragazza che lo perseguitava.
«Eren , hai cambiato idea?» «No , ho già qualcuno che amo e non importa quante volte verrai io non ricambierò mai i tuoi sentimenti , io son-» non poté finire la frase che qualcun'altro bussò alla porta con decisione.
Il castano aggrottò la fronte e dopo aver sospirato diede il permesso , a chiunque fosse , di entrare.
E quando senti la voce del caporale lamentarsi per la polvere sorrise come un ebete e si fondò alla porta d'entrata , con una velocità disumana , seguito da quella ragazza insopportabile.
«Eren , chi è? » chiese lei come se lui fosse il suo ragazzo , struciandosi contro il suo braccio cercando di far intendere male al corvino , dall'espressione che l'uomo ebbe si evinceva che il tutto aveva avuto successo.
«Puoi andartene una buona volta ?» chiese lui esasperato mentre il caporale rifletteva se andarsene o strappare uno ad uno i capelli di quella gallina , ma tutto fu interrotto dalla voce si quest'ultima.
«Ma cosa dici , sei tu che volevi vedermi » «Oh no , non provarci Sally » disse lui con un tono di voce molto più che spaventoso , ella era spaventata , ma non si arrese «Come li spieghi questi?» disse mostrando due segni violacei sulla propria pelle che fecero perdere il controllo a Levi.
Prese la ragazza per il braccio e la spinse fuori , poi si chiuse la porta alle spalle con un gesto del piede ed iniziò a baciare Eren , era ovvio che quello era stato uno scatto di gelosia , ma era quello che avrebbe voluto fare sin dall'inizio.
Il più alto , indietreggiando lentamente , lo aveva condotto fino alla camera da letto e lì aveva invertito le posizioni.
Eren aveva deciso che era momento di condurre il gioco così , lentamente , lo aveva fatto stendere sul letto e aveva iniziato a baciarlo ovunque la sua pelle fosse scoperta lasciandogli dei marchi davvero evidenti che , sicuramente , non sarebbero spariti così facilmente.
Levi non riusciva a trattenere i gemiti che il più alto gli procurava , con il passare del tempo quello che ricordava come un ragazzo s'era fatto uomo , il suo fisico era ancora più muscoloso , lui era ancora più alto , i suoi capelli più lunghi era legati in una crocchia e i suoi occhi smeraldo si erano fatto leggermente più piccoli e maliziosi.
Era cambiato e aveva invertito le posizioni che avevano avuto la prima volta che lo avevano fatto , già , lo avevano fatto poco prima della sua partenza e il corvino aveva insistito per essere sopra.
«N-non trattarmi come quella là » sussurrò con le gote rosse , il respiro irregolare e gli occhi velati di desiderio , visone assolutamente paradisiaca per il più alto che , ghignando , portò le sue labbra accanto all'orecchio dell'uomo che amava «Non l'ho neppure guardata e poi i succhiotto che lascio io non sono così chiari.»
Disse mentre con la lingua sfiorava il lobo dell'orecchio dell'uomo che si sforzava di non genere come una cagna in calore , così si definiva a causa dei versetti che lasciava uscire e la cosa non gli piaceva.
«Levi Heichou ti amo , lo sai ?» disse nuovamente ansimendo appena Eren, con la perversione negli occhi , dio se lo facevano impazzire quei gemiti «Non c'è motivo di trattenere la voce » disse di nuovo mentre un gemito sfuggì al controllo dell'uomo.
Ben presto entrambi rimasero senza vestiti e gli occhi plumbei del più basso poterono notare che il fisico dell'altro era ancora più muscoloso e perfetto , quasi più del suo ed era piuttosto certo che non si fosse allenato.
«Eren» sussurrava l'uomo ogni volta che il ragazzo passava lasciavamente le labbra sui suoi boxer , quasi come una supplica «Cosa vuoi , dimmelo» chiese con quella voce che , chiunque , avrebbe definito da orgasmo.
«Non faremelo dire , diavolo...» «Cosa?» «Fanculo Jeager» Eren rise per poi baciarlo con foga , prese fra i denti il labbro inferiore dell'uomo mentre le loro lingue si scontravano e si attircigliavano fra loro in una muta conversazione dettata dal desiderio di entrambi.
Le dita calde di Eren scorrevano lungo i pettorali lisci e perfetti di Levi , e con una lentezza disarmante , raggiunsero l'intimità del più piccolo che appena venne sfiorata fece gemere Levi.
Mentre i due continuavano a baciarsi selvaggiamente , tanto che la stanza era piena del suono dei loro baci , il più alto procurava piacere al più basso sfregando la sua erezione con una mostruosa velocità , tanto ché gli occhi dell'uomo si riempirono di lacrime di piacere , ma certamente non gli bastava , voleva molto di più e con quel pensiero venne.
Il petto di Levi si abbassava e alzava velocemente , era rosso in volto , gli occhi erano lucidi di piacere , il corpo fremeva reduce dell'orgasmo e con quell'espressione pregava Eren di andare avanti.
Ovviamente il più alto , ancora più eccitato del più basso , non se lo fece ripetere due volte e con velocità abbassò i boxer dell'altro e infilò due dita nella sua apertura , era davvero troppo impaziente per incominciare da uno.
Levi mugugnò dal dolore ma , man mano che il castano muoveva le dita il dolore spariva e , quando Eren se ne accorse , infilò anche il terzo dito sfiorando la prostata del più basso che gemette ancora più forte , segnale che Eren capì.
Quando il giovane uomo entrò con una spinta lasciò abituare il più piccolo che si aggrappò alle sue spalle con le unghie conficcandogliele nella carne , quel dolore leggero lo fece gemere di piacere.
Senza esitare Eren iniziò a muoversi velocemente colpendo , con il suo membro , la prostata dell'uomo che in reazione urlò il suo nome accanto al suo orecchio.
In preda al piacere gli occhi di Levi erano serrati , ma quando li aprì appena notò una ragazza che li osservava ghignando dalla porta e sussurrò ad Eren di fermarsi.
Ma in tutta risposta il ragazzo aumentò la velocità delle spinte tanto che la mente dell'altro si fece bianca e si dimenticò di tutto il resto e così passarono molte ore , fino a che l'uomo non crollò sfinito.
A quel punto una ragazza spuntò nella stanza e salutò Eren come se nulla fosse , lo prese un pò in giro e sapendo che se ne sarebbe andato lo abbracciò ordinandogli di scriverle di tanto in tanto.
Levi tenne il muso per un bel pò , anche quando Eren tornò alla legione esplorativa ma presto tornò a tutti il buon umore.
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