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Buon San Valentino

Erano passati molti anni,forse troppi dalla scomparsa del caporale Levi nella lotta contro i titani e come ogni anno Eren era in piedi davanti al suo monumento funerario.

Lo aveva visto morire davanti ai suoi occhi,era morto con il sorriso fra le labbra biascicando una tenera e breve dichiarazione dettata dalla morte imminente e quel giorno,Eren lo ricordava bene,era morto con lui e aveva pianto,pianto davvero,pianto fino ad esaurire ogni lacrima,fino a bruciare le corde vocali e fino ad avere due palle da basket al posto degli occhi.

Nella sua vita grigia lavorava come insegnate nella scuola che Hanji aveva aperto,il castano insegnava storia,raccontava come la guerra fosse orribile e cosa significasse vedere cadaveri su cadaveri e gente venir divorata senza pietà, tutti gli alunni lo temevano, le ragazze lo amavano così come le professoresse dopotutto era diventato un uomo bellissimo.

Si era lasciato crescere di qualche centimetro i capelli,i suoi occhi verdi si erano scuriti e il suo sguardo divenuto più temibile di quello del caporale,in lui non c'era più amore,si capiva che era un deserto dominato dalla disperazione che solo un amore può dare.

Era l'insegnate più severo della sua scuola e non aveva amici,non più, li aveva lasciati tutti,aveva smesso di parlare con chiunque a meno che non rosse strettamente necessario e usciva di casa solo per andare la cimitero.

Quando gli facevano delle domande a proposito del caporale una piccola luce si accendeva in quello sguardo gelido e si addolciva mentre un misero sorriso ben nascosto si affacciava sul suo volto inespressivo e stanco della vita,il suo tono di voce diveniva più rilassato e,anche se per poco,sembrava sereno.

Lui aveva fatto un voto sulla tomba del corvino,non lo avrebbe mai dimenticato e non avrebbe donato il suo cuore a nessun altro,come poteva,lui era la sua anima gemella ed era morto,cosa gli restava?

Per Eren la vita aveva perso la sua bellezza e il suo valore,non gli piaceva anzi la odiava,senza quell'uomo dallo sguardo tagliente tutto era monotono e privo di spessore per lui,lui che era morto dentro da molti anni.

Era il 14 febbraio,il giorno di San Valentino,quel giorno il castano solitamente era più irascibile e temibile del solito,ma non quell'anno,erano passati quindici anni,il tempo che gli aveva promesso era scaduto.

Andò a scuola con il sorriso sulle labbra quella mattina,fu estremamente gentile con tutti quanti e sembrò essere stranamente sentimentale.

Prima di uscire  dalla scuola si diresse nell'ufficio della quattrocchi e busso con una certa violenza
-Avanti- a quelle parole l'uomo aprì la porta e scivolò lentamente nella piccola stanza e si sedette sulla sedia davanti alla scrivania in legno scuro,ella notò subito lo sguardo euforico e leggermente malinconico che lui aveva -Eren?-
-Oh,si,Hanji,ecco,grazie per tutto quello che hai fatto per me,per essermi restata accanto nonostante non volessi saperne dopo la sua morte,grazie davvero,sei la persona più importante che ho ora e ti voglio bene,davvero- finì la frase con un sorriso a trentadue denti ricacciando indietro le lacrime che minacciavano di uscire,scattò in piedi prima che ella potesse aprire bocca e se ne andò camminando a grandi falcate dirigendosi verso casa.

Aprì l'acqua e riempì la vasca nero lucido fino al bordo e ci svuotò un flacone di bagnoschiuma,si spogliò lentamente e poi ci si immerse,si godette un lungo e caldo bagno,poi uscì con i muscoli totalmente rilassati,si asciugò velocemente ed indosso il suo vestito migliore.

Passò da un fioraio e prese il mazzo do rose rosse più grande e costoso che c'era e prese una busta rossa e un biglietto del medesimo colore e scrisse una lettera di qualche riga per poi dirigersi finalmente alla sua meta,il cimitero.

Camminava lentamente facendo scricchiolare la ghiaia sotto le suole delle sue scarpe nere costose ed eleganti,il sole stava lentamente sparendo lasciando arrivare l'aria gelida della notte,presto si ritrovò davanti alla tomba del suo amato,con una strana felicità.

Appoggiò sulla lapide il mazzo di rose scarlatte e la lettera mentre sorrideva,era da tanto,troppo tempo che non faceva un sorriso sincero e lo dedicava a lui,al suo corvino.

-I quindici anni che ti ho promesso sono andati,sono finalmente andati,Levi- sussurrò mentre delle lacrime ricavano il suo volto,lacrime di gioia,prese dalla sua tasca un piccolo coltello e si trapassò il petto morendo lentamente.

Il suo sangue macchiava di rosso la ghiaia sotto di lui,che chiuse gli occhi sorridendo attendendo pazientemente la sua morte,era felice perché finalmente avrebbe raggiunto l'uomo che amava.

Il giorno seguente Hanji fece visita alla tomba del corvino e trovò il cadavere del castano,capì che quelle parole erano state un addio da parte sua,poi lesse la lettera.

Sono restato su questa
terra per quindici lunghi anni
dopo essere morto con te,solo
perché ti promisi che avrei vissuto quindici anni della mia vita
a tutti i costi,ora che sono finiti
posso finalmente riabbracciarti
mio amato Levi,spero mi perdonerai.

Eren Jeager.

Il volto di Hanji venne rigato dalle lacrime che scendevano copiosamente dai suoi occhi nocciola,se n'era andato anche lui,ora aveva un'altra persona da piangere anche se sapeva che probabilmente era felice con il suo amato.

Quel giorno,il 14 febbraio,quindici anni dopo la morte di Reveill Ackerman morì anche Eren Jeager.

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