Buon Natale
-Buon Natale- urlarono in coro Armin,Mikasa e Jean intrufolatosi nella casa del castano.
Lui non usciva più di casa,non parlava,sembrava che avesse smesso di vivere,era peggio della depressione,qualcosa di molto più ingestibile -Lo sarà quando lui sarà qui,di nuovo- rispose con una voce delicata e debole,una vice che non gli si adduceva affatto.
-Non tornerà- -Jean!- -No,Armin è giusto che se ne faccia una ragione non tornerà- -Credete che non ci abbia pensato,che non abbia pensato alla possibilità che lui sia...sia... Ahh Cristo non riesco neppure a dirlo- sessurrò il ragazzo ormai pallido.
Aveva bisogno solo di una cosa,o meglio di una persona nella sua vira,aveva bisogno solo di lui,del suo amato fidanzato scorbutico.
Levi.
Non passava giorno che il castano non pensasse di farla finita,di smetterla di soffrire,ma se lui fosse tornato,si ripeteva per andare avanti.
Levi era partito,doveva fare una spedizione in Africa assieme ad Hanji e Erwin,era tornato solo il biondo dicendo che probabilmente gli altri erano morti perché si erano separati e persi nell'ambiente selvaggio.
-Rassegnati- -Jean,smettila ora- -Lo faccio per il suo bene Mikasa-
-No,non lo farò,tu lo faresti se fossi al mio posto e a quello di lui ci fosse Armin?- -No- -Allora chiudi quella bocca e sparite,tutti!- urlò in fine gettando a terra tutto quello che aveva sottomano.
Era diventato instabile,irascibile e pericoloso,la cicatrice che Jean mostrava sul suo avambraccio ne era una conferma,se perdeva il controllo faceva paura.
Il castano buttò a terra ogni cosa cercando di dimenticare il dolore della probabile perdita,poi si lasciò scivolare sul pavimento ricoperto da vetri rotti e vari oggetti indistinguibili mentre piangeva,piangeva silenzioso coprendosi il volto con le mani mentre i suoi piedi nudi si incrociavano far loro in cerca di una qualche consolazione.
-Mi manchi,mi manchi così tanto- ripeté più volte mentre i suoi occhi divenuto di un verde talmente scuro da sembrare nero tornavano asciutti ed inespressivi.
Erano passati cinque anni da quel giorno ed Erwin si era preso tutto il merito della scoperta,viveva felice con sua moglie e la sua bambina,mentre lui era solo,solo con il mostro che solo Levi poteva tenere a bada,quel mostro che gli impediva di uscire di casa per a sicurezza degli altri.
-Tornerai?- sussurrò al silenzio che lo divorava sperando in una risposta che ovviamente non sarebbe mai arrivata.
Levi era vivo,lui lo sapeva,lo sentiva.
Si alzò improvvisamente, andò in cucina e prese una bottiglia di vodka,la mandò giù quasi fosse semplice acqua poi si buttò a peso morto sul divano -Come faccio senza di,mh?- chiese di nuovo al nulla.
Bussarono alla porta e lui non si mosse,era come se fosse in uno stato di mezzo far vita e morte, perché quella non poteva chiamarla vita sei non c'era lui,perché Levi era la sua vita.
Non si alzò, non andò a vedere chi aveva bussato,non si mosse neppure di un millimetro,il suo sguardo era perso nel vuoto,nel calore e nel conforto dei dolci ricordi che in tutti quegli anni aveva condiviso e costruito con l'uomo scorbutico e al contempo dolce.
Quanto tempo passava così,tutti i giorni?
Minuti.
Ore.
Giorni.
La sua vita procedeva così, statica mentre annegava nei suoi ricordi mentre il suo cuore urlava distrutto e straziato dal dolore che lo consuma attimo dopo attimo,quello era l'inferno.
Da quel giorno passò ancora una settimana,Eren stava sempre peggio, la sua pelle era priva di tono,il suo volto scavato e solcato da delle occhiaie enormi,i suoi capelli avevano perso colore ancora di più, ma quello sguardo,quello sguardo faceva paura,ti metteva addosso la sensazione di una morte imminente.
Bussarono di nuovo alla porta,anche quella volta non si alzò, Erwin lo faceva da anni,voleva qualcosa,forse voleva proprio il castano,ma a lui non importava.
Ma quella volta fu diverso.
Un urlo,poi vari tonfi e infine, non era impazzito,la udì, la sua voce,quella vice roca e gelida che conosceva e amava alla follia.
Senza pensare scatto in piedi e si precipitò verso la porta spalancandola,Erwin stava lottando con il corvino -Dovevo uccidervi- urlò il più alto,Levi aera abbastanza debole in quello stato non poteva vincere,ma il biondo crollò a terra dopo avre ricevuto un pugno in faccia.
-Levi- surrò il più alto per poi baciarlo -Buon compleanno- -e buon Natale Eren-
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