Sebastian- black butler
Ero pronta, avevo preparato tutto. Mi sentivo felice all'idea che sarei andata in vacanza con Ciel, Elizabeth e Sebastian.
Tra poco saremo partiti verso l'aeroporto verso i caraibi ed ero emozionatissima.
Mi ero messa dei pantaloni in jeans corti e addosso avevo una maglietta che lasciava scoperte le spalle rossa con molte scritte che tendevano a diverse tonalità.
Mi incamminai verso l'entrata con i miei bagagli in mano ma prima che potessi raggiungere la porta sentii una mano prendermi delicatamente il braccio.
"Aspetti" mi disse una voce
Io mi voltai e vidi Sebastian afferrare le mie valigie sorridendo.
"La aiuto io" disse poi prima di appoggiarle in un carrello più grande.
"Ti ostini ancora a darmi del lei?" chiesi io incrociando le braccia.
"È segno di rispetto nei confronti di un'altra persona e poi.......io....sono solo un diavolo di maggiordomo" disse guardandomi negli occhi e chinandosi leggermente in avanti.
"Quindi io sarei solo 'un'altra persona'"? Chiesi con fare provocatorio.
" non ho detto questo " disse avvicinandosi al mio viso sempre sorridendo.
"Sebastian" si sentì una voce provenire dalle scale.
"Sì, mio signore?" disse Sebastian allontanandosi da me e rivolgendo il suo sguardo verso Ciel.
"Porta le valigie in macchina" disse lui.
"Yes, my lord" rispose Sebastian inchinandosi.
Adoravo il suo modo di comportarsi.
Così elegante.......
Se ne andò per eseguire l'ordine.
Certe volte Ciel aveva un tempismo perfetto per rovinare i più bei momenti.......
Mi diressi verso l'auto, Sebastian aprì la porta per farci entrare e subito dopo si sedette insieme a noi. Io ero davanti a lui.
Aveva la testa china e la sua espressione non lasciava intuire nemmeno uno dei suoi tanti pensieri.
Arrivammo all'aeroporto, Sebastian porse i biglietti per il jet privato all'hostess davanti a noi che ci fece segno di proseguire dritti.
Salimmo sull'aereo ed ancora una volta io ero di fronte a lui, non che mi desse fastidio, anzi, maa.......non penso fossero solo coincidenze.
"Hai già scelto che costume metterti appena arriviamo?" mi chiese Elizabeth.
"No, sono troppo indecisa tra tre costumi diversi e non so proprio quale scegliere...potresti aiutarmi tu, sempre se ti va" dissi io voltandomi verso di lei.
"Oh, mi spiace, ma ho promesso ad una mia cara amica che avrei salutato sua zia che vive lì, purtroppo lei non può andarla a trovare molto spesso e così mi ha chiesto di salutarla" rispose lei.
"Oh...capisco" dissi io, c'ero rimasta abbastanza male....
"Beh, puoi sempre farti aiutare da Ciel" disse lei sorridendo.
"Io?! Eh?! N-n-no......non potrei mai....io......ecco....ho da fare!"
Disse lui diventando completamente rosso in viso
"An sì? Non mi aveva avvertito che ci sarebbero stati impegni fuori dal programma" disse Sebastian stuzzicandolo.
"Perché...ecco.....devo andare da solo.....ceh......cioè....sì, devo fare una cosa molto personale che non richiede il tuo intervento" rispose lui cercando di ricomporsi.
Ridemmo tutti anche se piano per non farci sentire.
"Beh...rimane Sebastian! Puoi farti consigliare da lui!" disse Elizabeth sorridendo.
"Eh?! Sebastian?" dissi io voltandomi improvvisamente verso quest'ultimo.
"Beh, sì. È un uomo, è vero, ma può darti un parere molto professionale, sempre se lui è d'accordo per darti il suo parere" disse chiedendo conferma.
"Per me non c'è nessun problema" rispose Sebastian
"Va..va bene..." dissi io.
Dopo un paio d'ore arrivammo
Non mi sentivo per niente stanca, anzi, ero carica e pronta a godermi questa vacanza.
Arrivammo in hotel e Elizabeth, come aveva detto, se ne andò prendendo una limousine privata. Ciel, per non rimangiarsi quello che aveva detto, andò in giro per non so dove sempre in limousine. Rimasi sola con Sebastian.
"Allora? Quand'è che ti dovrò onorare di uno dei miei preziosi consigli?" disse sorridendomi.
"Onorarmi? Dovrei sentirmi onorata?" dissi io
"Il consiglio di un uomo conta sai?" disse avvicinandosi e sorridendo ancora di più.
"E quello di una donna? Penso conti anche quello" dissi io incrociando le braccia ed alzando un sopracciglio.
"Bene, vorrà dire che quando avrò finito di darti i miei preziosi consigli sarai tu a darli a me" disse lui
"Per...per il costume?" dissi io arrosendo un po.
"No...non posso permettermi di restare in costume, potrebbe capitare qualsiasi cosa, piuttosto un abbigliamento da spiaggia" disse lui
"Ah ok" dissi io ridendo
"Perché? Qualche problema?" chiese
"Nono figurati! Nessun problema" dissi io
"Bene, vorrà dire che mi consiglierei anche su quello". disse lui
" ma...ma non avevi detto che-"
"L'hai detto tu, nessun problema.
Forza, ora andiamo" concluse
"Emm..ok" dissi io seguendolo.
Andammo in una stanza dove erano già state riposte con cura le nostre valigie.
"Quindi questa sarà la mia stanza" dissi io.
"A quanto pare" rispose Sebastian
"Bene, io allora vado a provarmi i costumi, sono tre in tutto" dissi
"Va bene" disse lui sedendosi a gambe incrociate su di una poltrona.
"Bene! Vado col primo!" esclamai da dietro la porta del bagno in camera.
Come uscii vidi Sebastian attentissimo ad ogni particolare del costume, io arrossii un po, ma subito dopo mi tranquillizzai vedendo che per lui la situazione non era per niente diversa.
"Allora? Cosa ne pensi?" chiesi
"Em....eh..em.......ti sta davvero bene" disse lui abbassando lo sguardo.
"Vai pure con il prossimo" mi disse poi.
Io non sapevo perché si stava comportando così, di solito aveva sempre un atteggiamento alquanto professionale e rilassato, ora lo vedevo leggermente più in difficoltà.
Nonostante i miei pensieri andai a provarmi un altro costume.
"Eccomi" dissi
Lo vidi alzare lentamente lo sguardo e diventare rosso ad una velocità sorprendente.
Appoggiò di fretta le mani ai lati della poltrona per tenersi saldo ad essa.
"Ti sta benissimo" affermò un po incerto.
"Sicuro?" chiesi io
"Sì!" rispose lui alzando leggermente il tono della voce
"Grazie" risposi io sorridendo
"Vado a provare l'ultimo" dissi
"F-fai pure con comodo" disse lui
"Aspetta....hai...hai appena balbettato?" chiesi io
"No, assolutamente no" rispose
"Ok....." dissi dirigendomi ancora una volta verso il bagno.
Mi provai l'ultimo costume.
Uscii.
Sebastian immobile.
Se prima era rosso ora lo era il doppio.
Non diceva nulla.
Guardava ad occhi sbarrati.
"Tutto ok?" chiesi io
Lui non rispose
Si portò una mano davanti alla bocca, abbassò lo sguardo.
"questo" rispose con un filo di voce.
"Cos...? Sebastian ti senti bene? Vuoi che ti aiuti?" chiesi avvicinandomi
"N-no! Non serve!" disse lui
"Sicuro di stare bene?" chiesi io poggiando una mano sulla sua spalla.
"Ih!" urlò
"Eh?" chiesi io
"Seb-" non feci in tempo a finire la frase che lui mi prese per le spalle e mi baciò.
Io ero immobile, impietrita, non sapevo come reagire, io..io, boh
Non lo sapevo, rimasi solo ferma
La cosa durò qualche istante prima che lui si staccasse e di fretta uscisse dalla stanza.
"Questo" affermò una volta fuori dalla porta.
"Seb-bastian" dissi io cercando di capire quello che era successo.
Sentivo i suoi passi sempre più lontani, continuava ad allontanarsi ed io ero ancora immobile. Ad un tratto i suoi passi si fermarono.
Incominciai a sentire i suoi passi tornare verso la mia stanza.
Io non sapevo cosa fare.
Andai nel panico e provai a ragionare, ma non ci riuscivo!
Lui entrò, venne verso di me e mi porse un biglietto, o più che altro, un invito.
Centro benessere con piscina interna, sauna e bagno turco.
Alloggio per due persone, prenotazione un giorno e una notte.
Orario: 18:00
Guardai sbalordita.
"C-cosa significa?" chiesi alzando lo sguardo e guardandolo negli occhi.
"Che stasera metterai quel costume" rispose.
Prima di andarsene mi diede un bacio sulla fronte
"Mi raccomando, non fare tardi" per poi uscire come se niente fosse successo.
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