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Growing up: Simple Pleasures

La neve cadeva lievemente su Storybrooke, nel Maine. I sei centimetri che si erano accumulati durante quegli ultimi due giorni illuminavano la città non appena quelle macchie bianche venivano colpite della luce solare. I bambini e i ragazzini non avevano perso tempo a iniziare a costruire fortezze, creare pupazzi di neve, fare battaglie con le palle di neve e a sfidarsi in gare di pattinaggio sul ghiaccio. Tutte attività che agli occhi di Regina sembravano troppo frivole, mentre era intenta a finire di incartare i doni che aveva preparato per Henry e cercare un posto dove nascondergli.
Era la Vigilia di Natale e il sindaco aveva appena messo un balbettante Henry a dormire nella sua culla. Sorrise al suo bambino, accarezzandogli i capelli, mentre in sottofondo una musica molto rilassante di Beethoven lo cullava nel suo sonno profondo.
Quello era il primo Natale che trascorrevano insieme come una vera famiglia e dire che la cosa aveva fatto leggermente andare Regina fuori di testa era un eufemismo.
Nelle settimane precedenti lei e suo figlio si erano occupati di decorare la loro casa spoglia con ghirlande, stelle di Natale, decorazioni natalizie e un albero alto due metri che, mischiato alla mela e alla cannella, riempiva tutto l'aria con il proprio odore.
Per tutto il tempo non aveva mai smesso di sorridere nel vedere come Henry la seguisse ovunque. Stava imparando a camminare e lei era davvero orgogliosa di affermare che il suo piccolo aveva iniziato a fare qualche passo traballante un paio di giorni prima, ma ancora sogghignava al pensiero del suono pesante che faceva Henry mentre gattonava per tutta casa.
Dopo aver acceso il baby monitor e aver dato a suo figlio un ultimo bacio della buona donna, Regina uscì dalla camera, lasciando la porta leggermente aperta. Cercando di non far nessun rumore, andò velocemente in garage dove aveva nascosto un sacco pieno di regali. Erano tutti pacchi molto grandi che aveva personalmente incartato con molta cura. Dopo aver portato il sacco in casa, mise tutti i regali sotto l'albero in maniera ordinata, prendendosi qualche momento per assaporare la sensazione di avere finalmente una famiglia con la quale trascorrere il Natale. Forse un'officina da meccanico giocattolo, il triciclo di Batman, un modellino di un trenino e una tenda da campeggio erano regali per bambini con più di un anno d'età, ma lei avrebbe preferito dannarsi che non far capire a suo figlio quanto lei lo amasse. Gli avrebbe dato sempre e solo il meglio.
Rimase ancora qualche istante a fissare le luci che decoravano l'albero di Natale, poi spense tutto e salì al piano di sopra per andare a riposare.


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Il mormorio della vocetta di Henry svegliò Regina esattamente alle 06:00 del mattino.
Si girò verso la finestra, notando che il sole era già sorto e che stava nevicando. Indossò la sua vestaglia in seta e le pantofole di spugna e si diresse verso la stanza di suo figlio. Trovò il bambino che se ne stava in piedi dentro la sua culla, con il ciuccio in bocca e che, non appena la vide, iniziò ad agitare in aria i suoi pugnetti.
"Buon giorno, amore mio!" Gli disse sorridendo e prendendolo in braccio.
Scoppiò a ridere quando il bimbo si tolse il ciuccio dalla bocca e le diede un grande bacio carico di bava sulla sua mascella. Dopo aver cercato di asciugarsi, prese il ciuccio dalle sue manine, promettendosi che, tra qualche giorno, avrebbe iniziato a provare ad abituarlo a non usarlo più.
"Buon Natale anche a te!"
"Naaaa?" Chiese Henry, guardandola con i suoi grandi occhi verdi.
Allora Regina si voltò verso la porta, mentre un timido sorriso compariva sul suo volto. "Sei stato un bravo bambino quest'anno?"
Lui annuì subito.
"Allora che cosa stiamo aspettando? Andiamo a vedere se ci sono dei regali sotto l'albero."


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Henry strappò tutta quella bella carta che Regina aveva utilizzato per incartare con così tanta cura, ma la cosa non le importava se questo voleva dire vedere quel sorriso felice sul volto del suo bambino.
Con la metà di quei giochi non avrebbe potuto giocare fino a quando non sarebbe stato un po' più grande, ma. ciò nonostante, fece un 'ooh' o 'ahh' per ogni cosa, perdendosi nelle loro immagini luminose e nei suoni che producevano.
Essendo un bambino molto curioso, iniziò ad aprire tutte le scatole dei suoi regali con l'aiuto della sua mamma. Ed ecco che i pezzi del suo triciclo giacevano in un angolo, fino a quando non sarebbe arrivato Graham per montarlo, la tenda da campeggio era già pronta per essere usata e i vari elementi che andavano a formavano l'officina da meccanico erano sparsi per tutto il pavimento, solitamente immacolato.
Regina iniziò a raccogliere tutta la carta che vi era in giro, lasciando che Henry gattonasse dentro e fuori la tenda mentre lei era impegnata. La donna alzò la testa ringhiando, spaventando il bambino con una risata.
"Mama!" La rimproverò lui con un sorrisetto dipinto sul volto.
Lei scoppiò a ridere. "Vado a prepararti la colazione, okay?"
Lui annuì, mentre con la manina faceva camminare il suo trenino lungo le pareti della tenda.
Regina preparò velocemente una scodella di farina d'avena e latte per Henry e una tazza di caffè per se stessa prima di tornare nel soggiorno.
Una risata sghignazzante risuonò da dentro una delle tante scatole grandi che ingombravano la stanza. Era stata appoggiata in orizzontale, così da permettere l'entrata al suo interno di un piccolo birbante strisciante.
"Mi chiedo dove sia finito Henry!" Chiese scherzosamente Regina mentre sistemava la ciotola e la tazza del caffè sul tavolino. "Immagino che ora dovrò buttare via tutte queste scatole."
Si alzò e iniziò ad afferrare alcune scatole vuote, facendo un rumore tale che potesse far pensare che le stesse rompendo, fino a quanto non raggiunse quella nella quale si era nascosto Henry. La sollevò leggermente di un paio di centimetri da terra, prima che il bambino iniziasse a strillare e ridacchiare. Lei la mise giù dolcemente e, facendo finta di essere sorpresa, disse. "Mi hai spaventata."
La testa del bambino sbucò dalla scatola, prima di riscomparirvi all'interno. Ridacchiando tra sé e sé, lei si diresse verso il divano.
"Fa colazione prima di iniziare a giocare con i tuoi nuovi giocattoli, tesoro."
Contro voglia, il bambino strisciò fuori dalla scatola e gattonò verso il divano. Una volta raggiunto, si sollevò e si mise in posizione eretta, aprendo grande la bocca in modo da poter essere imboccato.
Regina riuscì a fargli mangiare qualche cucchiaiata di farina d'avena prima che lui si mettesse in ginocchio per tornare verso la sua scatola. In qualsiasi altro giorno dell'anno avrebbe fatto sedere suo figlio nel suo seggiolone e gli avrebbe spiegato che la colazione era il pasto più importante del giorno e che andava fatta prima di qualsiasi altra cosa, ma era Natale, quindi lasciò perdere.
La mattinata trascorse con Henry che si divertì a prendere tutte le scatole e usare quelle più piccole come se fossero una macchina, mentre le grandi come dei fortini in cui nascondersi. Smise di giocare solamente quando si avvicinò gattonando alla sua mamma e iniziò a fissarla spalancando la bocca. Dopo aver pranzanto, strisciò ancora nella sua fortezza, portando con sé i suoi giocattoli più piccoli e gli animali di pezza.
Gli occhi di Regina s'illuminarono nel guardare suo figlio giocare con tutte quelle scatole. Scoppiò a ridere, evitando di alzare gli occhi al cielo, quando il suo piccoletto iniziò a urlare perché lei stava tentando di piegare i vari cartoni e buttarli nel cestino. Quindi, gli permise di continuare a strisciare dentro e fuori di quelle scatole e sedervi sopra mentre guidava per una strada immaginaria o creava delle case per i suoi peluche, ignorando completamente la sua nuova tenda da campeggio, il triciclo di Batman e l'officina da meccanico, anche se il trenino fu un gran successo.
Quando arrivò il momento per lui di andare a nanna, Henry gattonò verso la sua mamma, utilizzando la sua gamba ricoperta dal pigiama per tirarsi su e salire sul divano, dove si rannicchiò contro il suo grembo. Non appena la sua testolina si fu messa comoda, le sue palpebre iniziarono ad abbassarsi.
Regina lo avvolse con il suo braccio sinistro, in modo da tenerlo stretto e al sicuro contro di sé, mentre appoggiò il destro accanto alla sua testa e iniziò ad accarezzare con la mano i suoi morbidi capelli castani. Canticchiò dolcemente a bassa voce, appoggiando il suo mento accanto alla sua fronte.
Il caos di prima era stato un po' snervante per lei. Aveva messo via tutte le scatole con cui Henry aveva giocato, ma non se l'era proprio sentita di buttargliele via. Sospirò felice alla vista di tutta quella confusione.
Quindi è così che ci si sente quando si è felici!
Penso tra sé e sé. Dopo aver trascorso diciotto Natali da sola con un bicchiere di bourbon, aveva finalmente capito che cosa provavano tutti gli altri durante le vacanze.
Dopo aver dato un dolce bacio sulla fronte del più grande regalo che avesse mai ricevuto in tutta la sua vita, che ormai era profondamente addormentato tra le sue braccia, osservò le centinaia di dollari che aveva speso in giocattoli che se ne stavano lì, senza essere mai stati toccati.
Chi lo sapeva che tutto quello di cui aveva bisogno Henry per quest'anno a Natale era un paio di scatole, un po' di farina d'avena e l'abbraccio della sua mamma?

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