Capitolo 5
CAPITOLO 5.
Ci separiamo subito?
"Hey Dark!".
Qualcuno mi stava iniziando a chiamare col mio nomignolo. Mi girai immediatamente, al suono del mio soprannome, nella direzione in cui probabilmente veniva la voce che mi chiamava e vidi immediatamente Luke.Per fortuna stava bene, a prima occhiata, sembrava non avere nessuna ferita o robe del genere.
"Hey Light... Stai bene?"
Gli chiesi io per essere sicuro che stesse bene, per avere la sua diretta conferma, proprio mentre mi avvicinavo a lui con passo abbastanza tranquillo. Finalmente dopo svariato tempo, mi sentivo sano e salvo. Una cosa che non mi accadeva da quando ho incontrato Carlotta, non per colpa sua, ma per le circostanze in cui ci trovavamo.
"Si si, io sto bene... Te piuttosto? Te la stavi vedendo brutta, con quel... Coso da come ho potuto osservare".
Non c'erano aggettivi o nomi per descrivere quell'essere. Non sapevamo nemmeno cos'era, ma nell’ intravederlo, era proprio un coso, una massa di lerciume puzzolente!
"Già... Non ho proprio capito cosa potesse essere, ma una cosa è certa: è qualcosa di estremamente nauseante e piuttosto pericoloso".
Dissi io, ancora con l’immagine di quell’essere fissa sui miei occhi.
Mi guardai intorno, volevo dare un'occhiata a tutte le persone che si trovano in questo stranissimo posto, in questa strana realtà distorta: c'erano ragazzi e ragazze, di ogni età, ma soprattutto di ogni anno, tutti provenire dalla mia stessa scuola: qualcuno di prima, qualcuno di seconda... Perfino gente di quinta e quindi, in confronto ai nuovi "novelli", piuttosto grossa!
Ovviamente non li conoscevo uno ad uno, ma le facce, le loro fisionomie, insieme alla loro corporatura, dall'altezza dei singoli, fino a finire alla grandezza del seno per quanto riguarda le ragazze, li riuscivo a riconoscere perfino abbastanza bene, da permettermi di dire se questi facevano parte della scuola, oppure no.
"Benissimo ragazzi"
Incominciò uno dei tanti ragazzi presenti lì dentro. Mi girai e notai che era proprio lo stesso ragazzo che mi aveva aperto la porta dell’aula nella quale si trovavano tutti quanti poco prima e che mi aveva salvato da una morte quasi certa.
"Penso sia il momento di eleggere un capogruppo, una persona che ci faccia uscire da questo posto, una persona che crei un piano e una qualche strategia. Non possiamo rimanere qui dentro, dentro a questo posto, per tutta la vita!"
La faccia con cui disse queste parole, sembrava un sacco la classica faccia da... Cattivo, da persona che voleva sottomettere tutti, che voleva diventare il capo incontrastato di tutti noi. Il classico capetto che voleva sfruttare l'occasione per creare una dittatura.
"Quindi? Qualcuno che si vuole eleggere?”
Nessuno rispone, nessuno alzò una mano. Ci fu un silenzio tombale per qualche minuto, nessuno voleva avere questa responsabilità. Pure il sottoscritto non alzò la mano.
“ Bene, se nessuno si elegge, credo che… IO possa proteggervi tutti, e portarvi sani e salvi a casa: io vi farò uscire da questo incubo".
Quasi tutti si misero a festeggiare, ad esultare, da tutte le parti. Volava di tutto e di più, dalle magliette, a reggiseni e mutandine da donna. Si, delle ragezze lanciavano la loro biancheria intima a questo ragazzo.
"Ora che lo vedo bene, mi sembra..." pensai io, con la mano sulle mia labbra:
"Di averlo già visto.... Ma certo, so chi è e come si chiama!".
"Se qualcuno ha qualcosa da dire, se vuole proporre qualcos’altro... si faccia avanti ora, oppure taccia per sempre!"
Disse il ragazzo con uno sguardo da assassino.
Nessuno, e quando dico nessuno, significa che nessuno aveva purtroppo niente da dire, tutti era con questo fantomatico “ometto”. C'era un silenzio davvero terrorizzante. Quasi da brividi. Mai, nella storia della scuola sentivo la corrente al di fuori di una stanza: faceva un rumore non tanto forte, ma abbastanza percettibile, un suono come un fischio.
"Benissimo, se nessuno si offre o non ha niente da ridire a riguardo questa elezione... Sarò costretto a prendere, a mia molta “sfortuna” io il..."
Continuò lui, ma non finì la frase. Non finì ciò che stava dicendo perché, in modo molto improvviso, intervenni io, con aria piuttosto "cattiva".
Prima di parlare, però applaudì il bellissimo discorso del ragazzo, provocando l'attenzione di tutti i ragazzi che si trovavano dentro quella stanza.
"Cosa vuoi Eclipse?"
Mi disse con un tono superiore.
"Bravo, vedo che non la smetti mai di comandare.. eh? Sei sempre il solito pirla, che gli piace stare al comando di tutti."
Mi misi in piedi sullo stesso tavolo e lo spinsi giù, scaraventandolo contro un ragazzo che si trovava appena lì sotto.
"Io non mi metterò mai e poi mai al di sotto di uno che non si vuole mai sporcare le mani e che vuole solamente comandare e basta!"
Dissi io, con un tono piuttosto arrabbiato, ma sicuro. Stavo diventando rosso come un peperone, ma allo stesso tempo, vedevo che stavo iniziando a suscitare dei dubbi in alcune persone.
"Quindi, chi, come me, non lo sopporta, può venire con me tranquillamente".
Scesi dal tavolo e mi avviai alla porta, pronto ad uscire da quella stanza.
Luke, Carlotta e altre 5 persone mi seguirono, senza indugiare, spingendo di qua e di là gli altri. Avevano capito che quel ragazzo era un poco di buono: è vero, molte persone mi conoscevano solo per ciò che gli altri dicono, ma loro, sentendo le mie parole, capirono che non avevo niente da perdere.
"C'è nessun'altro?"
Dissi io, sperando che qualcun'altro volesse aggiungersi a noi. Ma vedendo che nessun'altro muoveva un dito, mi girai e dissi
"Buona fortuna a tutti voi!", agitando la mano prima di uscire dalla stanza, in segno di saluto.
Perché odio quel ragazzo? Alejandro... Questo il suo nome. Dopo tutto non mi ha fatto nulla di male. Ah no... È vero. Sono 4 anni che sono in questa scuola, lui non si sporca mai le mani com me, infatti sono i suoi "sottoposti" che si sporcano le mani, lui è il "boss" di questa scuola, il capo della scuola, se si può definire in questa maniera un po' assurda. Ogni giorno, di ogni singolo anno, mi torturano e mi ricattano dicendomi: "Se non fai questo, dico chi sei realmente". Come gia detto prima, è il classico boss mafioso, uno che vuole stare al comando di tutto, vuole sapere cosa fa uno, o un altro in ogni singolo momento, possiamo dire che segue tutta la scuola. uesto però se erravamo a scuola. Beh, ma qui non siamo più a scuola, questo non è più il suo "territorio" e i suoi sottoposti non ci sono neanche.
"Bene Eclipse... Ora che facciamo?"
Mi chiese Carlotta, che mi seguiva come un'ombra. Era attaccata al mio braccio, e non si voleva staccarsi da esso, forse per paura di perdersi.
"Beh, per prima cosa... Entriamo in un'altra aula e vediamo che si può fare"
Dissi io, mentre facevo cadere il mio sguardo e il mio dito su un'altra stanza, poco più avanti rispetto a quella in cui eravamo appena usciti.
Entrammo in quell'aula indicata da me e ci sedemmo sui banchi. Eravamo in totale in 8.
"Quindi?"
Chiese un ragazzo per sciogliere il ghiaccio con tutti noi.
Ero totalmente immerso, in realtà, nei miei pensieri, stavo pensando di continuo a quella strana creatura che si nascondeva nell'ombra, con quell'odore insopportabile e quindi non gli diedi molta attenzione, ma soprattutto perchè ci trovavamo qua dentro, insomma, perchè proprio noi con tutta la scuola?
"Eclipse, ci sei?"
Mi chiese Luke, toccandomi con una mano
"Io..."
Provai a iniziare una frase senza mai finirla.
"Secondo me, quello che vorrebbe dire il mio amico Eclipse, è capire dove siamo finiti, per prima cosa... Ma soprattutto perché siamo in così pochi, quando la scuola era strapiena di persona, cioè, perchè noi"
Disse Luke, dicendo esattamente ciò che stavo pensando in quel momento e che avrei voluto dire.
I miei occhi, squadravano Luke. Era un ragazzo perfetto per fare il leader: ben messo, bella parlantina, sempre con ottime idee per la testa, insomma, per la maggior parte delle cose, Luke era una persona stupenda, possiamo dire che era tutti il mio contrario quasi.
Mi avvicinai a lui e misi la mia mano destra sulla sua spalla sinistra, e dissi ad alta vocce, così che tutti potessero sentire.
"Sei perfetto come leader!".
Si girò verso gli altri, ma gli altri iniziarono a fare cenni con la testa per dare la loro approvazione: tutti noi 7, ad eccezzione di Luke, stavamo appoggiando la mia scelta di un Luke come leader.
Inchinò la testa, verso il basso: era felicemente commoso, e a bassa voce mi disse.
"Va bene, a patto che tu, diventi il mio consigliere!".
Rimasi a bocca aperta, senza parole.
"Non ho capito, puoi ripetere?"
Dissi io, anche se in realtà avevo capito benissimo.Luke alzò la testa a disse a tutti gli altri la sua idde.
"Vorrei che tu, Eclipse Bacik, diventassi il mio consigliere!"
Gli altri annuirono nuovamene: mi volevano come "consigliere". Strinsi le mie mani in un pugno e con un sorriso determinato gli risposi.
"Va bene Luke, sarò il tuo consigliere!".
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